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Introduzione

Il soggetto del corpo ferito, mutilato e fatto a pezzi è un soggetto che c'è già nell'antichità: episodi omerici, storie sacre, giudizi infernali, trasposizioni ovidiane. Nel 1600, secolo in cui riemergono contenuti legati alla raffigurazione del corpo (nascosti nell'epoca precedente) arte barocca, vi è un interesse naturalistico e l'indagine anatomica si uniscono dando luogo ad immagini che esaltano scene di malattie e di morte, evidenziando la sofferenza fisica e le ferite del corpo.

Corpo ferito

Tra le sue possibili forme c'è l'autoritratto con un trauma fisico evidente. I mezzi utilizzati includono pittura, fotografia e grafica. L'indagine della ferita messa in scena comprende:

  • Lesione all'interno dell'immagine: trauma reale, malattia corporea
  • Lesione incisa dal vivo sul proprio corpo, la ferita è il correlativo di uno stato d'animo negativo
  • Ferita come riparazione: Ferrari, per lui la funzione riparativa dell'autorappresentazione è implicita nella dinamica della realizzazione dell'opera, un'"acrobazia psichica"

Ferrari: "L'autoritratto prevede che io mi debba scindere da me, vedermi come altro da me, di solito lo sdoppiamento dell'Io è una reazione di difesa, l'uomo usa l'autoritratto per essere spettatore di se stesso, per controllare sé e il mondo." Serve un'istanza osservatrice attivata dal meccanismo di autorappresentazione, per risalire ai significati connessi alla ferita.

La ferita può essere vista anche come oggettivazione catartica di un trauma interno, una reazione a un senso di malessere e di vuoto o come pulsione di morte. Negli anni '70 la body art autolesiva emerge come meccanismo di difesa, trasformando l'aggredito dalla vita in aggressore. L'immagine amputata attraverso il segno pittorico riflette una tendenza autodistruttiva che prelude a interventi reali (Brauner).

Ambivalenza della ferita

  • Confermata dalla teoria psicologica (Freud e Jung): la ferita significa sia morte che vita, fertilità
  • Confermata dalla cultura: la ferita come momento preliminare di rigenerazione, con il mito di Marsia di Ovidio, lo scuoiamento del satiro come simbolo di trasformazione e di nuova identità
  • La distorsione dell'autoritratto: per una distruzione della visione profonda di se stessi, per una nuova identità

I contesti iconografici che influenzano il ritratto ferito includono iconografia anatomica e del martirio cristiano, caratterizzati da danno fisico, decostruzione e simbolicità.

Iconografia anatomica

Pittori del Rinascimento, pittori anatomisti e illustratori di tratti anatomici dialogano con la scienza medica e l'immaginario a lei connesso. L'entusiasmo degli artisti per la scoperta dei raggi X, che permettono di vedere la figura umana dall'interno, crea un filo rosso tra Munch, Schiele:

Spazi al di là della superficie corporea.

Psicoanalisi

La psicoanalisi riveste un ruolo nell'evoluzione del ritratto ferito. Ha dato incentivo alla valorizzazione del contenuto inconscio e plasma la psicologia dell'individuo creativo (legame tra nevrosi e arte). Nell'Ottocento e nel Novecento ci sono artisti che si ritraggono con disagi mentali: Munch, Kokoschka e Schiele.

Raffigurazioni a metà tra iconografia medica e sacra. Contingenze storico-sociali delineano e influenzano il sentire degli artisti: gli storici dell'arte tendono a vedere la rappresentazione dell'artista sofferente come topos romantico dell'artista outsider e vittima (fine Ottocento). La psicologia predilige nella lettura degli autoritratti un punto di vista psico-biografico, dove sono le vicende private ad avere un ruolo importante.

Bisogna tenere presenti entrambe le prospettive: le vicende personali e le sensibilità del contesto operativo (introiezione di un modello dell'epoca, es. eroe romantico).

Esempi nel ritratto ferito

Nel ritratto ferito si può leggere il motivo dell'artista in lotta contro la società: incomprensione e isolamento, vittima del sistema dell'arte (es. Kokoshka aveva tutti clienti ebrei, i viennesi lo schifavano). Esperienze traumatiche (Munch-presenza del topos, che influenza la vita dell'artista. Cuoghi o Cattelan: artisti carnefici e non vittime del sistema dell'arte, si possono permettere di sbeffeggiare la realtà circostante.

Terzo capitolo: martirio cristiano e crocifissione

Ritratti tra l'Ottocento e il Novecento, si fa coincidere fisionomia individuale e tratti divini perché:

  • L'artista si fa vedere come vittima esemplare
  • Si paragona a Cristo per diffamazione, per caricatura nei confronti di quei personaggi che si "sentono Dio"

Quarto capitolo: il potere della ferita

Il potere della ferita viene trattato da un lato riflettendo sui meccanismi automatici nella fruizione del ritratto ferito e dall'altra riflettendo sulla lacerazione come segno capace di incidere negativamente sul destino del soggetto dell'immagine.

Esempi: Apollinaire di De Chirico senza l'occhio, Autoritratto senza un occhio di Brauner, ferita come atto espiatorio, segno magico generatore di oscure ripercussioni nella realtà.

Capitolo 1: L'autoritratto ferito

La ferita tra arte e psicologia

Relazioni tra arte, psicologia e ferita:

  • "Studi sull'isteria": riferimenti alla lesione corporea ci sono in Freud con la trattazione dei sintomi isterici. L'isteria ha una causa psicologica ed è una patologia nevrotica in stretta relazione con il ricordo di eventi negativi del passato emozionale incapaci di trovare espressione cosciente. Vi è reciprocità tra sfera fisica e mentale nell'idea di "conversione isterica": individua i meccanismi psicologici che presiedono alla formazione di sintomi isterici, l'eccitamento psichico, associato ai ricordi traumatici si manifesta attraverso il corpo, ottenendo la riduzione dell'emozione negativa, ma dando luogo a manifestazioni fisiche.
  • "Interpretazione dei sogni": riferimenti al corpo, autoanalisi, lo vede all'interno. Sogno freudiano della "dissezione del bacino": una sorta di autoritratto ferito del maggio 1899, vede le sue gambe e il suo bacino davanti a lui senza che ne percepisca l'assenza nel suo corpo e ne fa una dissezione. Simbolo: il corpo aperto = penetrazione dell'inconscio. La dissezione è l'autoanalisi compiuta attraverso l'interpretazione sistematica dei propri sogni e l'equivalente (ottenuto per la deformazione onirica) di una dissezione psichica. Scopo: conoscere i contenuti latenti del sogno: non bisogna guardare ai contenuti manifesti ma sui singoli elementi parziali del contenuto per ognuno dei quali il paziente darà un significato sottinteso attraverso le libere associazioni, bisogna decostruire il sogno in piccoli frammenti. La psicoanalisi permette di considerare l'autoritratto ferito come:
  1. Simbolo della volontà introspettiva implicita nell'autorappresentazione
  2. Ferita come metafora somatica che allude a condizioni mentali negative, collegata a stati di angoscia e separazione
  3. Ferita come segno che racchiude il procedimento creativo

Wilson saggio: "La ferita e l'arco" 1941 applica la psicoanalisi ai principi letterari, analizza il Filottete di Sofocle, eroe il cui talento è legato ad una ferita. C'è una forza superiore legata all'invalidità, la lesione è simbolica, segno di disagio psicologico. L'opera letteraria è in dipendenza con la condizione interna dello scrittore. La ferita è intesa come immagine di uno scompenso psicologico, di una nevrosi che è all'origine della creazione artistica.

"Studi sull'isteria" Freud: per lui il meccanismo della creazione poetica è lo stesso delle fantasie isteriche. L'analisi di una paziente mostra la capacità di simbolizzare, traduce con efficacia le impressioni dei suoi traumi in sintomi corporei, spiccatissimo senso della forma artistica, scriveva bellissime poesie.

Influenza di teorie sviluppate in ambito artistico-psicologico nella società e sull'immagine di sé posseduta dagli artisti. Il nesso tra talento e nevrosi, creatività e sofferenza è un modello che agisce sugli artisti. Hillman: teoria del genio sofferente e nevrotico, il genio creativo sorge spontaneamente nell'inconscio e la ferita ne è l'elemento chiave. La figura dell'artista coincide con quella dell'eroe mitico, è legata all'archetipo del puer che per natura è un essere ferito, menomato alle estremità corporee (eroi occidentali) e guida la sua azione, la ferita indica il potere soprannaturale, la condizione dolorosa ma obbligata che manifesta il talento.

In relazione alla psicologia dell'artista, la ferita è intesa come ricettività particolare nei confronti dei fenomeni umani e naturali, predisposizione alla psicologia del profondo. Per lui essere ferito significa: avere un punto debole (rapporto non adeguato tra l'artista e le esigenze imposte dal mondo materiale). La ferita dell'artista è simbolo della sua estroversione, il puer che sanguina mette a nudo la sua anima, l'artista ferito è esplicito nel manifestare i suoi complessi.

Freud "Gradiva": nega a se stesso e riconosce al poeta la priorità della scoperta dell'inconscio, stabilendo affinità d'intenti ma con diverso metodo: lo psicanalista dà un ordine e una causa alle manifestazioni psichiche, l'artista le inserisce nell'opera senza spiegazione o categorizzazione. Per la psicoanalisi la ferita è un simbolo complesso, allude alla mancanza, separazione, paura della castrazione, la si usa per indicare la ferita narcisistica (offesa di natura morale o fisica che danneggia l'amore di sé).

L'atto di ferirsi: simile al pianto, forma di comunicazione alternativa per attirare l'attenzione, dimensione di passaggio dall'interno all'esterno, proietta all'esterno le proprie esigenze psicologiche. Segno benefico: vagina mestruante, idea di fertilità.

Freud: ferita come angoscia di evirazione (ferita = vagina = paura del bambino), il bambino crede che nella bimba non sia cresciuto il pene. Luccioni ferita: frattura che avviene alla nascita tra madre e figlio, pene e vagina, mestruazioni (cose che abbandonano la donna, essa è esposta maggiormente a crisi narcisistiche).

Conclusione

L'autoritratto ferito è un'immagine simbolica, riflesso di una condizione mentale, sentimento di perdita. Esempi: Francesco Clemente, autoritratti con parti del corpo dilatate. Il titolo rende esplicita la relazione tra ferita e psicologia: "Piccolo dolore". "Autoritratto con buco in testa": rosa, fiore che rappresentava la passione e il sangue del Salvatore, equivale al corpo di Cristo.

Emozioni tradotte in lacerazioni fisiche violente evocanti il martirio cristiano: la ferita è intesa come manifestazione inconscia. Attraverso la ferita il pittore vuole esprimere una condizione esistenziale alludendo alla fragilità del corpo, al rischio della vita a cui è sottoposto costantemente l'uomo.

Accostamento tra ritratto e memento mori

Contraddizioni: morte che minaccia l'uomo si scontra con l'autorappresentazione, il desiderio di rendersi immortale, di sfuggirla, mettere al sicuro dalla morte l'immagine dell'uomo, renderla eterna attraverso il dipinto (pratica esorcistica dell'autoritratto?).

II Ferite e riparazione

Evocatori del complesso di castrazione:

  • Castrazione immaginaria: richiamata dal genitale femminile paragonato a quello maschile, richiama un intervento mutilativo
  • Immagine della testa mozzata di Medusa: mostra il nostro Io, i tratti del nostro aspetto, ci sono estranei
  • Autoritratto segnato da lacerazione: la paura di castrazione porta alla rinuncia delle pulsioni libidiche infantili, contribuendo al superamento del complesso edipico

Nesso tra rappresentazione della ferita (evento traumatico simbolizzato) e l'idea di un processo riparativo, costruttivo implicito nel fare artistico. Freud: "Psicopatologia della vita quotidiana" 1901 le pratiche autolesive sono vicine ad un atto di suicidio, manifestano la stessa pulsione di morte, le autolesioni sono compromessi tra la pulsione all'autoannientamento e le forze che gli si oppongono.

Favezza: oggi interpretazione diversa: autolesionismo si lega ad una volontà terapeutica, recupero di un equilibrio smarrito; il suicidio è un atto di fuga, mentre l'autolesionismo è un atto di rigenerazione. Chi si autolede:

  1. Ottiene sollievo mediante la riduzione della tensione accumulata
  2. Sfoga sul corpo la rabbia che sfogherebbe all'esterno
  3. Combatte una sensazione di vuoto emozionale recuperando il contatto con la realtà, comprendendo i confini di interno/esterno

Favazza: i mutilamenti collettivi servono a correggere/prevenire una situazione destabilizzante che minaccia la comunità (spiriti maligni, malattie). Qui l'iniziato si sottopone a violenze fisiche per la comunità, essa sottopone un rito al quale non ci si può sottrarre se vi si vuole partecipare, la cicatrice è il segno della rinascita. Ferita testimonia condizione di turbamento, squilibrio, ma vuole reagire al disordine psichico, così le pratiche mutilative in gruppo rispondono ad esigenze positive di restaurazione.

Differenza tra rappresentare un trauma e compierlo realmente

La messa in scena del trauma in arte appaga in parte le esigenze degli atti lesivi reali?

  • Assenza di dolore fisico nell'arte
  • Gina Pane: fa arte mutilandosi, sostiene il ruolo e l'efficacia terapeutica del dolore; fa autoritratti dove la componente espressiva del dolore è essenziale.

Nel 1970-1980, Pane realizza performance dove si procura tagli con spine, lamette e pezzi di vetro. Esempio: Azione sentimentale, in cui trafigge il braccio di spine e con lametta si taglia il palmo e finisce con mazzo di rose bianche, come se il colore avesse stinto dalle rose.

Per Pane il dolore asseconda diverse esigenze:

  1. Denuncia l'"anestetismo" sociale e politico, l'apatia delle persone verso fatti di cronaca e scelte politiche. Tramite le ferite viene messa in scena la violenza impalpabile che c'è nella società, lo spettatore di fronte a lei non può essere apatico, deve prendere coscienza di una situazione spiacevole ma reale.
  2. Le ferite sono metafore della natura ferita dalle scelte antiambientaliste del governo.
  3. Ferita affine ai santi martiri della Chiesa, disposti a farsi carico di responsabilità sovrannaturali, rinuncia a sé stessi per il bene dell'umanità. Per lei la ferita è un atto d'amore, il dolore è un mezzo di redenzione collettiva.
  4. Il valore simbolico delle ferite è da mettersi in relazione con la dimensione femminile (Azione sentimentale ha pubblico femminile e si riferisce allo scambio epistolare tra due donne).
  5. Ferita come forma di comunicazione primitiva: non le interessa la quantità di dolore ma il linguaggio dei segni, l'atto del ferirsi è un gesto temporale che lascia tracce, gesto di rottura e apertura.

Ferita e comunicazione

Bataille:

  1. L'uomo può uscire dal proprio isolamento solo con un atto di rottura, una ferita.
  2. L'attività erotica, la morte e il riso sottintendono una rottura, un'uscita fuori da sé possono essere considerate modalità di comunicazione.
  3. L'atto sessuale è un'esplicita violenza corporale, si comunica attraverso le proprie lacerazioni, il punto d'incontro degli amanti è il delirio di lacerare e di essere lacerato, vedono la loro ferita.
  4. Non vi è desiderio più grande di quello di un ferito per un'altra ferita.

Ugolini: corrispondenze in arte-quella incentrata su un simbolico atto di violenza, pratiche sacrificali, verso oggetti o umani (Bataille si riferiva al martirio Cristiano) va bene anche l'autoritratto ferito.

Autoritratto ferito come momento iniziale della riparazione

Momento in cui il soggetto si trova a fare i conti con il trauma subito dandone forma concreta, mostrandone quindi l'accettazione. Nell'arte c'è simbolismo del trauma, è una costatazione della perdita. Nella ferita fisica c'è immediato sollievo, soluzione provvisoria al soccombere della sofferenza.

Freud: uno dei meccanismi di difesa messi in atto dall'uomo per proteggersi dai traumi della vita è la conversione nell'opposto, ribaltamento della passività del soggetto che invece di subire gli eventi li controlla attivamente, diventa direttore responsabile del proprio dolore.

Esempio: pratiche autolesive, il soggetto ha il controllo sull'intensità e la durata della pratica, l'incisione restituisce iniziativa all'individuo togliendolo dalla condizione d'impotenza.

Ugolini: per quel che riguarda il pittore che realizza il proprio ri

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

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