Introduzione
Alcune riflessioni intorno alla psicologia dell'arte si occupano di campi diversi: interdisciplinarità - studio della psicopatologia dell'espressione - prospettive dell'Art Therapy: rapporto tra arte e malattia. Si interseca con letteratura, critica letteraria, fisiognomica e l'arte. La psicologia in relazione alla psichiatria: lo studio dell'anima diventa studio della psiche (dal prete, medico a psichiatra). Nascita psichiatria dinamica: scoperta dell'inconscio, ricerche di Mesmer nel 1700 e studi sul magnetismo animale. Ciò porta a due versanti:
- Versante filosofico: relazioni tra la filosofia della natura e del periodo romantico e le scoperte dell'inconscio.
- Versante terapeutico: intreccio con la storia e i problemi della medicina.
La nascita di psicologia dell'arte avviene da:
- Contesto del Positivismo che incoraggiava l'incontro tra arte e scienza.
- Studi sull'ipnotismo e la suggestione che hanno formato laboratori di psicologia.
- Rapporti con teatro, la fotografia, la storia dell'arte, il romanzo.
Si ripensa al ruolo dell'artista e del romanziere, che nelle teorie di Zola, si sostituisce al fisiologo e diventa il vero psicologo sperimentale. Rapporto con le neuroscienze e con la filosofia:
- Croce: psicologia di tipo empirico e descrittivo-classificatorio, antipositivistico. Per la sua estetica, l'arte in quanto sentimento non può essere vista scientificamente, non è riconducibile ad una spiegazione di tipo deterministico.
- Freud: davanti al problema dell'artista, l'analisi depone le armi.
Neo-fenomenologia critica: Anceschi e Banfi riconoscono l'interdisciplinarità, prospettiva aperta e problematica. Ferrari: il pensiero di Freud è affine a quello fenomenologico; dalla psicoanalisi si sintetizza la pluralità degli approcci all'arte, essa è a metà tra la prospettiva filosofica (derivata dalla filosofia della natura del periodo romantico) e quella scientifica. Freud ha un rapporto ambivalente con la scienza ufficiale: all'inizio positivista-sperimentale, poi sposta il suo pensiero per salvaguardare la psicoanalisi con teorie che si discostano dalla sua scienza contemporanea.
Capitolo 1: Freud, la psicoanalisi e l'arte
I diversi aspetti della psicoanalisi
Il periodo dell'origine della psicoanalisi si identifica con il pensiero di Freud, un punto di riferimento in cui si esprimono i nodi tra l'arte e la letteratura. Gli aspetti sono:
- Clinico-terapeutico
- Legato alla tecnica psicoanalitica
- Teorico
- Alla psicoanalisi
Freud non ha grande interesse per i problemi terapeutici della psicoanalisi; è troppo impaziente, è troppo il padre di questa disciplina, assorbito da problemi teorici personali, prevale più il gusto della ricerca che della cura. La terapia era al servizio della teoria. L'aspetto terapeutico della psicoanalisi sottolinea la difficoltà di distinguere tra normale e patologico:
- Tema dell'artista che va in analisi, si teme che curando il sintomo nevrotico venga meno la sua capacità di creare
- Terapie vicine alla pratica artistica, la cura usa sistemi poetico-metaforiche
C'è un filone della psicoanalisi detto "narrativista" (Spence), dove le storie curano. L'aspetto tecnico è legato a quello terapeutico e teorico-metodologico. Regola fondamentale sono le libere associazioni e l'attenzione fluttuante dell'analista che si lascia sorprendere ad ogni svolta con mente sgombra e senza preconcetti.
Freud, "introduzione alla psicoanalisi", 1932: il progresso del lavoro scientifico è analogo a quello psicoanalitico, si impara grazie all'osservazione. "Costruzioni in analisi": 1937 testamento epistemologico, distingue tra interpretazione (dove c'è aspettativa) e la costruzione (osservazione aperta del fenomeno). L'analista porta a termine un brano della costruzione e lo comunica all'analizzato per produrre su di lui degli effetti, costruisce un altro brano a partire dal nuovo materiale affluito. L'analisi non si conclude mai.
L'aspetto teorico
Ha valenze filosofiche e metodologiche, il concetto di inconscio: "l'Io non è più padrone in casa propria", mette in crisi le basi del cogito cartesiano, così come le scoperte di Copernico e Darwin. Il soggetto indaga se stesso (analista indaga sé e poi gli altri) ed è la soggettività del paziente ad essere indagata. L'oggetto è anche soggetto che partecipa e condiziona il processo cognitivo attraverso il transfert e il controtransfert.
Le ricerche psicoanalitiche sull'arte e la letteratura ereditano la polivalenza di queste prospettive, si deve evitare la psicoanalisi applicata. La psicoanalisi ha vocazione per la dimensione del "romanzo" e analizza le arti visive attraverso la personalità dell'artista, interessandosi delle opere in quanto storia raccontata attraverso il quadro perché la psicoanalisi è una scienza della parola. L'elemento verbale ha importanza: il paziente racconta la sua storia, sogni e fantasie e l'elemento visivo viene tradotto in entità verbali (interpretazione del sogno: traduzione verbale delle esperienze visive).
Lo psicanalista scrive il resoconto, la storia dei casi clinici. Attraverso questo farsi scrittore nasce la scienza psicoanalitica, psicologia come romanzo. Il sogno è un fatto visivo (problema della rappresentabilità: tradurre i pensieri in immagini oniriche) e si interpreta come un racconto. L'analista si basa sul testo sogno come esperienza quando lo subiamo.
Scoperta dell'inconscio da parte degli artisti
La letteratura descrive l'inconscio. La formazione di Freud include Sofocle, Shakespeare, Goethe (letteratura). La lettura strutturalista di Freud è legata alla scuola di Lacan, per il quale l'inconscio è strutturato come un linguaggio. Si parla di retorica dell'inconscio e si paragonano la condensazione e lo spostamento alle metafore e metonimie, sogno come testo.
Psicoanalisi e archeologia
Freud usa l'archeologia come metafora del lavoro analitico: studia la "Gradiva" di Jensen, che si svolge a Pompei e ha per soggetto un archeologo. Analoghe sono le analogie tra archeologia e psicoanalisi. Freud ne parla nel saggio "Costruzione dell'analisi" del 1937: l'analista deve costruire il materiale del suo lavoro dalle tracce che sono rimaste, il lavoro di ricostruzione è in accordo con quello dell'archeologo che dissotterra una città sepolta. Come l'archeologo ricostruisce decorazioni passate, l'analista trae le sue conclusioni da frammenti di ricordi, dalle associazioni e dalle attive manifestazioni dell'analizzato, ricostruiscono materiale che si è preservato.
Entrambi hanno il dubbio della datazione dell'oggetto trattato. L'analista opera in condizioni migliori perché:
- Ha più materiali e studia ciò che è ancora in vita e non un oggetto distrutto
- Negli scavi vanno persi molti grandi pezzi di edifici che non possono essere recuperati; invece, con l'oggetto psichico l'analista può far emergere la storia passata, qui tutto l'essenziale si è preservato ma...
La psiche è più complicata della materia, la sua struttura è ancora un mistero. La conclusione del lavoro archeologico consiste nella ricostruzione e termina, per l'analisi la costruzione è solo un lavoro preliminare.
Capitolo 2: Da Freud a Charcot, da Charcot a Mesmer
Una "psicologia come romanzo"
Il tema è l'origine della psicoanalisi, in senso medico-psicologico. La "scoperta dell'inconscio" era stata sperimentata dai medici nell'Ottocento con studi sull'ipnotismo e la suggestione, in Francia soprattutto. Freud stesso, dal 1885 al 1886, trascorre un periodo alla Salpetrière a Parigi, diretta da Charcot, un periodo fondamentale per la nascita della psicoanalisi. Freud e Breuer si basano sul "metodo catarchico" per le scoperte sull'isteria, utilizzano l'ipnosi, che solo dopo Freud sostituì con le libere associazioni. Scopo di Ferrari è dimostrare la contiguità tra queste ricerche e la vocazione artistico-letteraria della psicoanalisi: nella suggestione e della psicoanalisi ci sono elementi del fantastico (le storie cliniche sono raccontate con efficacia narrativa).
Charcot, l'isteria e gli studi sull'ipnotismo e la suggestione in Francia
Charcot, clinico e neurologo, fa accettare alla scienza le ricerche sull'ipnosi. Ellenberger, in "La scoperta dell'inconscio", parla di Charcot e la Salpetrière:
- Ospedale strano: fuori città, 45 edifici, luogo storico, costituito da Luigi XIV come ospizio per mendicanti, prostitute e malati di mente, c'erano migliaia di vecchie (ispirarono le poesie di Baudelaire). Prima di Charcot, non era di interesse per i medici, egli trasformò quel luogo in un tempio della scienza.
- Grazie alle sue amicizie, costruì un padiglione per la ricerca, laboratori e uno studio fotografico (tra i suoi discepoli: Richer, Babinsky).
- Molti neurologi dell'epoca hanno studiato con Charcot.
- Aveva dominio assoluto sulla scuola all'interno dell'edificio: le sue lezioni venivano pubblicate nelle riviste mediche fondate da lui.
- Alla sua fama contribuiva un sentimento patriottico: lui e Pasteur erano le immagini del genio scientifico francese contro quella della Germania.
- Uomo molto ricco e potente: matrimonio con ricca vedova, era un artista, disegni di china e smalto, scrittore, ammirava Dante e Shakespeare.
- Il prestigio dato dal mistero che lo circondava: scritto sull'ipnotismo nel 1882, divenne la figura del taumaturgo, si vantava di cure miracolose (gente che si alza dalla sedia a rotelle), era detto il "Napoleone delle nevrosi", il suo nome era associato alla scoperta dell'isteria, del doppio personalità e al sonnambulismo.
- Interpretava le opere d'arte con diagnosi neurologiche ai ritratti.
- Fondò un giornale: "Iconographie de la Salpetrière" seguito poi dalla "Nouvelle Iconographie..." prime pubblicazioni periodiche che unirono arte e medicina.
- Famoso per la "biblioteca diabolica": collezione di rare opere di stregoneria.
- Fascino delle lezioni: entrava vestito simil-Napoleone con ospite straniero famoso al seguito, talento per la mimica imitava perfettamente il paziente che soffre, faceva entrare il paziente (spettacolo), le più spettacolari erano le lezioni sull'isteria e l'ipnotismo, usava proiezioni fotografiche.
Il suo interesse per l'ipnotismo nasce dai suoi studi sull'isteria, correlava isteria e ipnosi (le isteriche si ipnotizzavano facilmente). Teorizzò che solo gli isterici potevano essere ipnotizzati (la scuola di Nancy dirà che ciò è falso). Le sue isteriche avevano passati drammatici: accessi demoniaci, Richer parla di crisi epilettiche, tremiti, convulsioni e contratture spaventose. Richer, Charcot e Richet faranno poi uno studio sulle "indemoniate nell'arte".
Isteria
Freud: signorine dell'alta borghesia, i loro sintomi non gravi come quelle di Charcot. Il sintomo psichico è legato al passato del paziente e al contesto in cui vive. Isteria: caratteristiche:
- Legata alla femminilità (da Hystera: utero)
- Patologia che, pur avendo sintomi somatici (paralisi, tossi), ha origine psicologica, è un fenomeno di conversione.
- Tre stadi: letargia, catalessi, sonnambulismo
Richet: "Il carattere delle isteriche": donne nervose, piangono, sentimenti portati all'eccesso, lunatiche, alimentazione irregolare (l'anemia accresce l'isteria), impreviste, indocili, molto orgogliose. La passione le domina, esuberanti, mentono facilmente con audacia.
Charcot e ipnotismo
Charcot fa interessare all'ipnotismo ponendolo su basi somatico-neurologiche, lasciando in secondo piano le basi psichiche. Per il "positivismo scientifico" si deve procedere dal semplice al complesso, si parte dai fatti fisici che sono più semplici di quelli mentali. Dialettica tra normale e patologico: patologico è l'eccesso di determinate funzioni biologiche, partire dal patologico fa capire ciò che è normale. Interessi per aspetti fisici dell'ipnosi: temperatura corporea, pressione, battito. C'erano però anche aspetti psichici (sdoppiamento di personalità, allucinazioni). Esperimenti di suggestione post-ipnotica: scritti da Maupassant chiedeva all'ipnotizzato di agire nel futuro, esso reagiva all'impulso, senza saperne il motivo. Esperimenti di obiettivazione dei tipi: paziente recita parti date dal medico, capacità d'identità con i personaggi, durante l'ipnosi il corpo obbediva all'anima. Laboratori medici: si trasformano in laboratori artistici sembravano regie teatrali. La crisi d'isteria è fatta di pose e atteggiamenti passionali che hanno.
Arte e ipnosi: Il caso Magdeleine
Il meraviglioso: patologie delle isteriche di Charcot e ipnotizzatori teatrali. Libro di Magnin: "L'arte e l'ipnosi", caso di Magdeleine 1905, la curò di emicrania con l'ipnosi, con il sonnambulismo le vanno via le inibizioni, emergono le facoltà latenti. Sembrava un'altra donna era un'artista (durante la vita le avevano impedito di fare teatro). L'ipnosi per Magnin manifesta un talento pre-esistente: interpretazioni plastiche in opere musicali e letterarie con copione identico. La messa in scena: pianoforte, tappeto, lei vestita con peplo bianco, il magnetizzatore la porta alla catalessi, occhi aperti e fissi. Si suona la marcia funebre di Chopin, il suo corpo si contrae e va a ritmo, il medico urla "basta" e lei cade sul tappeto e rinviene come dopo un sogno.
Bernheim e la scuola di Nancy
Bernheim insegnava a Nancy, colpito da un medico che curava con l'ipnosi. Bernheim e il medico fondano la scuola di Nancy: polemizza con Charcot, dimostrano che tutti possono essere ipnotizzati, quindi l'ipnosi non ha nulla di patologico. A volte è proprio l'elemento psicologico a condizionare quello fisico, la suggestione comporta conversione somatica.
Arte e suggestione
La scuola di Nancy dimostra che l'ipnosi e la suggestione rendono chiari i meccanismi psicologici tipici della creazione artistica. Souriau dedica un libro alla "suggestione nell'arte":
- Le tecniche che utilizza l'ipnotizzatore sono le stesse che usa l'artista per interessare il fruitore, c'è una retorica della suggestione.
- Se guardiamo le cose belle per molto tempo cadiamo in una sorta di estasi.
- Caratteristica dell'ipnosi è la sottomissione: comanda agli ordini del medico, diventa disponibile a tutte le suggestioni, l'estasi del bello e la suggestione ipnotica hanno la stessa natura. Molte opere sono suggestive, l'ipnosi musicale.
Psicologia del medium
Influenza di studi spiritistici e studi sul paranormale. Flournoy parla dell'immaginazione creatrice, dove i ricordi latenti sono elaborati e danno origine a strani prodotti. Elaborazione subliminale (parla dei medium).
Il magnetismo animale di Mesmer
Prima di Charcot, anticipa le scoperte di Mesmer con le ricerche sul magnetismo animale nel 1700, poi tacciate di ciarlataneria e riprese da Charcot. Mesmer era carismatico, ebbe successo a Parigi. Ellenberger lo descrive come un tedesco dalla forte personalità, va a Parigi e magnetizza i pazienti a grandi somme, usò come trattamento il baquet.
Sistema Mesmer
- Primo principio: un sottile fluido fisico riempie l'universo e connette l'uomo e la terra e l'uomo con l'uomo.
- Secondo: la malattia nasce dalla distribuzione non omogenea di questo fluido; si guarisce con l'equilibrio.
- Terzo: con tecniche particolari il fluido viene convogliato in altre persone.
- Quarto: si provocano nel paziente delle crisi e si possono curare delle malattie.
Elementi della sua dottrina:
- Fluido misterioso e magnetismo animale: sosteneva di suggestionare le persone con la sola sua presenza; per lui ogni uomo è portatore di magnetismo animale.
- Teorie fisiche: natura del magnetismo animale, cercava spiegazione razionale.
- Analogie delle sue scoperte con quelle dell'elettricità: il suo fluido ha dei poli, scariche, conduttori (il baquet era lo strumento che conteneva il fluido); il fluido positivo e quello negativo si annullano.
- Teoria delle crisi: derivata dalla pratica di Gassner, la crisi è prova della malattia e mezzo di curarla (con varie crisi dopo un po' il paziente guarisce).
Mesmer fu inviso dalla medicina contemporanea (pensava di scavalcarla). Mesmer usava come unico medicamento l'acqua magnetizzata, si sedeva di fronte al paziente con le ginocchia attaccate e gli stringeva i pollici, lo guardava fisso e lo toccava, i pazienti cadevano in crisi.
Metodo collettivo: in mezzo alla stanza un recipiente, baquet, 20 persone attorno, fori e tondini di ferro toccano la parte dolente e cavi collegano il paziente agli altri, Mesmer convoglia il fluido con movimenti senza toccare i pazienti, c'era la musica, onda di crisi che passava da un paziente all'altro. L'accademia di medicina non trovava dimostrazione di questo fluido e lo legava all'immaginazione. Dal 1784, fase discendente del mesmerismo. Importante per la psicologia dinamica:
- Ammessa la possibilità di un trattamento terapeutico legato all'immaginazione e quindi alla suggestione, processi psichici.
- Pericoli tra medico e paziente: si evidenzia il ruolo del transfert.
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