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La psicologia: definizione e origini

La psicologia è definita come lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Il suo campo di azione comprende molti argomenti (giudizi sociali, memoria, obesità, effetti della violenza nei mass-media, ecc.). La psicologia nasce dai grandi filosofi della Grecia antica (Socrate, Platone, Aristotele) che cominciarono a porsi domande sulla vita interiore e sui processi mentali. Ippocrate, considerato il padre della medicina, concentrò il suo interesse sugli aspetti biologici e fisiologici, facendo molte osservazioni importanti su come il cervello controlla i vari organi del corpo.

Il dibattito innatismo vs. esperienza

Il primo dibattito in psicologia, discusso ancora oggi, riguarda capire se le capacità umane sono innate, oppure acquisite attraverso l'esperienza (questione natura-nutrimento). Nel XVII secolo, Cartesio sostenne la prima tesi argomentando come alcune idee (Dio, l'infinito, la perfezione geometrica) sono innate. La seconda tesi venne sostenuta da John Locke, filosofo inglese, secondo cui la mente umana alla nascita è una tabula rasa, una lavagna vuota in cui l'esperienza scrive la conoscenza e la comprensione a mano a mano che l'individuo matura.

Le prime scuole di psicologia

  • Psicologia scientifica, fondata da Wundt nel 1879 in Germania, basata sull'idea che la mente e il comportamento, così come i pianeti e le stelle, vadano studiati attraverso un'analisi scientifica. Essa si basa sull'introspezione, cioè l'osservazione e la registrazione di percezioni di un individuo (peso percepito di un oggetto).
  • Strutturalismo, fondato da Titchener, basato sullo studio delle strutture mentali (elementi della coscienza).
  • Funzionalismo, fondato da James, basato sullo studio della mente in relazione all'ambiente affinché possa funzionare in maniera adeguata.
  • Comportamentismo, fondato da Watson, che riteneva che tutti i comportamenti sono conseguenti oltre che dall'ambiente, dal condizionamento attraverso la relazione stimolo-risposta, detta S-R (se si danno dei biscotti a un bambino per non farlo lamentare, si finisce con il rinforzare proprio il comportamento lamentoso).
  • Psicologia della Gestalt, sviluppatasi nel 1912, nella quale gli studiosi ritenevano che l'esperienza percettiva dipendesse dai modelli formati dagli stimoli e dall'organizzazione (il modo in cui la gente rileva cose come dimensioni o aspetto dei colori in base all'illuminazione, alla forma, ecc.).
  • Psicoanalisi, fondata da Freud, al cui centro vi è il concetto di inconscio, cioè pensieri, atteggiamenti, motivazioni inaccettabili (proibiti o puniti) che vengono espulsi dalla consapevolezza conscia e relegati nell'inconscio, dove continuano a influenzare pensieri, emozioni, sentimenti. Questi pensieri si esprimono nei sogni e nei lapsus: qui la motivazione implica quasi sempre il sesso o l'aggressività.

Sviluppi nel XX secolo

Nel corso del XX secolo vi sono stati ulteriori sviluppi della psicologia, con la teoria dell'elaborazione delle informazioni (mente come un computer), la psicolinguistica e la neuropsicologia.

Le prospettive di analisi psicologica

  • Prospettiva biologica - Cerca di mettere in relazione il comportamento di una persona con gli eventi elettrici e chimici che avvengono dentro il nostro corpo.
  • Prospettiva comportamentale - Si focalizza sugli stimoli e le risposte osservabili, considera i comportamenti in quanto il risultato di condizionamenti o rinforzi.
  • Prospettiva cognitiva - Si occupa dello studio dei processi mentali, osservando specifici comportamenti; la mente viene vista come un computer in cui ogni informazione in entrata viene elaborata, selezionata, combinata e trasformata per poter essere utilizzata.
  • Prospettiva psicoanalitica - Sviluppata da Freud, afferma che il comportamento ha le sue radici nei processi inconsci (sogni, lapsus, paure, credenze). Freud riteneva che molti degli impulsi proibiti o puniti dai genitori e dalla società derivano da istinti innati, e la loro proibizione serve soltanto a spingerli nell'inconscio, dove comunque non scompaiono.
  • Prospettiva fenomenologica - Afferma che il comportamento dipende dalla percezione che abbiamo noi stessi del mondo e dell'ambiente in cui viviamo, che può variare in base alla cultura, alla storia personale, ecc.

La ricerca psicologica

Per poter fare una qualsiasi ricerca psicologica è necessario formulare un'ipotesi e poi metterla alla prova con un metodo scientifico. Le ricerche psicologiche si basano sulle variabili, che possono essere indipendenti (manipolate dallo sperimentatore) o dipendenti (che riguardano i comportamenti dei soggetti). Sono tre i metodi scientifici che vengono usati:

  • Metodo sperimentale - In cui il ricercatore controlla le condizioni ed esegue misurazioni per scoprire le relazioni di causa ed effetto tra le variabili.
  • Metodo correlazionale - Quando non sono attuabili gli esperimenti, esso si basa sul grado di correlazione tra due variabili, misurato dal coefficiente di correlazione r, un numero compreso tra -1 e +1.
  • Metodo dell'osservazione - Nel quale si osserva il fenomeno di interesse, qui i ricercatori devono osservare e registrare accuratamente il comportamento analizzato.

Principi etici in psicologia

Esistono dei principi etici che non devono essere violati in psicologia: essi sono il minimo rischio (non mettere in condizioni di pericolo il soggetto), il consenso informato (il soggetto deve sapere che viene studiato), il diritto alla riservatezza (le informazioni devono rimanere anonime).

La base biologica della psicologia

La base biologica della psicologia è costituita dal sistema nervoso. Unità base del sistema nervoso è il neurone, una cellula specializzata che trasmette impulsi nervosi o altri messaggi a neuroni, ghiandole e muscoli. Ogni neurone differisce da un altro per volume e aspetto, ma tutti hanno le stesse caratteristiche: il nucleo, il soma (corpo cellulare), i dendriti (ramificazioni nervose che ricevono l'impulso da altri neuroni collegati), l'assone (propaggine della cellula di forma tubolare che trasmette i messaggi ad altri neuroni). Ad ogni estremità di un assone troviamo i bottoni terminali, piccoli rigonfiamenti di rami sottili. Quando un impulso nervoso viaggia, passa lungo l'assone, arriva ai bottoni terminali e provoca la secrezione di una sostanza chimica che stimola il neurone adiacente, trasmettendo l'impulso da un neurone all'altro. I bottoni terminali però non sono proprio a contatto con gli altri neuroni, ma sono separati da una sottile giunzione chiamata sinapsi.

Categorie di neuroni

  • Neuroni sensoriali (trasmettono informazioni al sistema nervoso centrale).
  • Motoneuroni (trasmettono segnali in uscita dal cervello a muscoli e ghiandole).
  • Interneuroni (trasmettono segnali tra neuroni sensoriali e altri interneuroni).

Oltre ai neuroni, il sistema nervoso è costituito dalle cellule gliali, che superano in numero i neuroni 9 volte, e svolgono compiti di "pulizia", rimuovendo prodotti di rifiuto e neuroni morti. Un neurotrasmettitore è una sostanza che passa le informazioni tra i neuroni attraverso la sinapsi. Tra i più importanti troviamo: l'acetilcolina (segnali tra nervi e muscoli), la serotonina (regola umore), il glutammato (regola la memoria e i processi d'apprendimento).

Sistema nervoso: suddivisioni

Il sistema nervoso è suddiviso in due grandi gruppi: il sistema nervoso centrale, costituito da cervello e midollo spinale, e il sistema nervoso periferico, costituito dai nervi che connettono cervello e midollo spinale alle altre parti del corpo.

Il cervello e le sue funzioni

Il cervello è l'organo alla base del sistema nervoso. Esso è costituito da tre parti: nucleo centrale (regola comportamenti primitivi e involontari, come sbadigliare, starnutire, respirare, dormire...), sistema limbico (regola le nostre emozioni) e gli emisferi cerebrali (regolano i processi di pianificazione e decisione). Gli emisferi cerebrali, destro e sinistro, hanno un ruolo importante nel ragionamento. L'emisfero sinistro è deputato al linguaggio e alle abilità matematiche. L'emisfero destro può comprendere parzialmente il linguaggio e comunicare, inoltre ha notevoli capacità spaziali.

Scoperte importanti sul cervello

Nel 1861 e nel 1874, un medico francese, Broca, e un ricercatore tedesco, Wernicke, fecero importanti scoperte su alcune aree del cervello. Il primo, eseguendo un'autopsia nel cervello di un paziente afasico, trovò una lesione in un'area dell'emisfero sinistro. Questa regione, nota come "area di Broca", è coinvolta nella produzione del linguaggio. Il suo danneggiamento provoca nelle persone una difficoltà a pronunciare le parole e parlano in modo lento e faticoso. Wernicke invece scoprì che il danneggiamento di un'altra area, presente sempre nell'emisfero sinistro ma nel lobo temporale, produce un disturbo del linguaggio noto come afasia ricettiva. L'area in questione è detta "area di Wernicke". Gli individui con una lesione in quest'area non sono in grado di comprendere le parole: possono sentirle, ma non capirle. Possono inoltre produrre frasi con una articolazione difficile, ma i loro discorsi tendono ad essere privi di senso.

Sistema nervoso autonomo

Il sistema nervoso autonomo si divide in simpatico (attivo durante gli stadi di eccitazione) e parasimpatico (attivo durante gli stadi di riposo).

Psicologia dello sviluppo

La questione centrale della psicologia dello sviluppo è quella atta a dirimere se è l'eredità, oppure l'ambiente, la cosa più importante che determina lo sviluppo umano (dibattito natura-allevamento). Un filosofo inglese del XVII secolo, John Locke, affermò che la mente di un neonato è come una tabula rasa sulla quale si scrive ciò di cui il bambino fa esperienza: ogni conoscenza si acquisisce con l'esperienza e non esistono conoscenze innate. Charles Darwin, invece, con la sua teoria dell'evoluzione, sottolinea le basi biologiche dello sviluppo umano; mentre comportamentisti del XX secolo come Watson e Skinner sostengono che la mente umana sia del tutto malleabile: l'addestramento precoce può trasformare un bambino in qualsiasi genere di adulto, indipendentemente dalla sua eredità genetica. Oggi la maggior parte degli psicologi concorda sul fatto che sia l'eredità che l'ambiente giocano un ruolo importante nello sviluppo di una persona. Concordano altresì nel dire che ci sono delle fasi particolari per alcuni tipi di sviluppo (motorio nei bambini di 1 anno, intellettuale nei bambini prescolari, ecc.) dette fasi sensibili in cui devono verificarsi esperienze specifiche affinché lo sviluppo psicologico proceda normalmente.

Sviluppo cognitivo nell'infanzia: la teoria di Piaget

Per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo nell'infanzia, particolare merito va dato allo psicologo svizzero Piaget, che pose l'attenzione sull'interazione tra le capacità del bambino che si sviluppano naturalmente e le sue interazioni con l'ambiente, creando la famosa "teoria di Piaget". Egli considerava il bambino come un partecipante attivo in questo processo, come uno "scienziato indagatore" che fa esperimenti con gli oggetti e gli eventi per vedere cosa succede. Piaget divise lo sviluppo cognitivo in quattro stadi principali:

  • Stadio sensomotorio = Riguarda i primi due anni di vita. Durante questo periodo i bambini sono impegnati a scoprire le relazioni tra le loro azioni e le conseguenze delle medesime. Importante scoperta durante questo stadio è il concetto della "permanenza dell'oggetto", la consapevolezza che un oggetto continua ad esistere anche quando non è presente (un bambino di 8 mesi sta per afferrare un giocattolo, ma se questo giocattolo viene coperto da un velo il bambino perde subito l'interesse e si comporta come se non esistesse; mentre un bambino di 10 mesi si metterà a cercare l'oggetto nascosto scostando il velo).
  • Stadio preoperativo = Riguarda la fase dai 2 ai 7 anni di vita. Durante questo periodo il bambino non comprende ancora certe regole o operazioni. Un'operazione è l'abitudine mentale a separare, combinare o comunque trasformare l'informazione in modo logico. Piaget riteneva che questa fase è dominata dalle impressioni visive (famoso qui è l'esperimento della conservazione del numero: se si appaiono due file di pedine di dama, mettendole una di fronte all'altra, il bambino dirà, correttamente, che hanno lo stesso numero di pedine; se invece le pedine di una fila vengono raggruppate insieme in un mucchio, un bambino di 5 anni dice che ci sono più pedine nella fila distesa, anche se nessuna pedina è stata rimossa). Un'altra caratteristica di questa fase, secondo Piaget, è l'egocentrismo: i bambini, cioè, sono inconsapevoli dell'esistenza di prospettive diverse dalla loro.
  • Stadio operativo concreto = Riguarda la fase dai 7 agli 11 anni di vita. In questa fase il bambino è in grado di pensare in modo logico agli oggetti e agli eventi, raggiunge il concetto di massa e di peso, classifica gli oggetti in base alle caratteristiche e può ordinarli in serie (però secondo una sola dimensione, la grandezza).
  • Stadio operativo formale = Riguarda la fase dagli 11 ai 12 anni di vita. In questa fase i bambini arrivano al modo di pensare degli adulti, fanno pensieri logici su concetti astratti e verificano sistematicamente le ipotesi. Si interessano a speculazioni, futuro e problemi ideologici.

La teoria di Piaget è una tra le più importanti in psicologia, tuttavia è stata criticata in quanto sottovaluta le capacità effettive dei bambini: per esempio, sul test di conservazione del numero fatto a bambini di 5 anni, accade che se la domanda viene rielaborata, sostituendo alle pedine i soldati e parlando invece di eserciti, alla domanda: "qual è l'esercito più grande, il mio (raggruppato) o il tuo (allineato)"? Risponderanno che sono della stessa grandezza. Quindi se l'esposizione viene presentata come una raccolta anziché come una serie di oggetti singoli, il loro giudizio sarà di eguaglianza. Per questi motivi sono state trovate delle alternative alla teoria di Piaget:

  • Teoria dell'elaborazione delle informazioni = Per questi teorici, lo sviluppo cognitivo dei bambini è legato allo sviluppo graduale di processi come la memoria e l'attenzione.
  • Teoria dell'acquisizione di conoscenze = Per questi teorici si parte dal presupposto che, dopo la prima infanzia, bambini e adulti abbiano essenzialmente gli stessi processi cognitivi e capacità intellettive: la differenza la fa invece l'aumento di una conoscenza specifica in un qualsiasi campo.
  • Teoria del contesto socioculturale = Per questi teorici il bambino deve essere visto come un nuovo arrivato in una cultura, che cerca di diventare uno del luogo imparando a guardare la realtà sociale attraverso le lenti di quella cultura (le danze tradizionali sono importanti nella cultura balinese, e i bambini a Bali diventano danzatori esperti). Le origini di questa teoria si devono allo studioso russo Vygotsky, che riteneva che le nostre conoscenze ed esperienze provengono dal fatto che veniamo guidati da individui più esperti che ci aiutano ad aumentare progressivamente le nostre conoscenze sul mondo e a sviluppare nuove capacità. Egli distingueva due livelli di sviluppo del bambino: sviluppo attuale (quello che sa fare il bambino ora) e sviluppo prossimale (quello che sa fare il bambino se guidato da un adulto o esperto).

Il giudizio morale secondo Kohlberg

Un altro studioso, Kohlberg, ritiene che il giudizio morale si sviluppa con l'età seguendo tre stadi diversi: preconvenzionale (punizione e gratificazione); convenzionale ("bravo ragazzo", rispetto autorità); postconvenzionale (contratto sociale, principi etici). Dal pensiero su di sé, si va, gradualmente, a quello del prossimo.

Temperamento e attaccamento nei bambini

I genitori sono spesso sorpresi di scoprire che la personalità del loro secondo figlio è molto diversa da quella del primo. Un bambino piange molto, un altro pochissimo. Uno risponde ad ogni suono, un altro è indifferente a tutto, ecc. Queste caratteristiche della personalità correlate all'umore sono chiamate temperamento. Secondo i ricercatori, la chiave per lo sviluppo corretto del bambino sta in una buona corrispondenza tra il temperamento dello stesso bambino e l'ambiente familiare (quando un bambino difficile vive in una famiglia serena e stabile, i suoi comportamenti negativi e difficili declinano con l'età). Ogni bambino più o meno mostra un comportamento sociale precoce particolare. Dai 2 mesi di età, inizia a sorridere alla vista del viso di sua madre o di suo padre. Dal 3-4 mese di età, mostrano di riconoscere e preferire i membri del gruppo familiare, ma sono ancora molto recettivi agli estranei. Poi, dal 7-8 mese di età, mostrano diffidenza nei confronti degli estranei e protestano vivacemente. A 14-18 mesi l'angoscia raggiunge il picco per poi declinare, fino a quando, al 3 anno di età, il bambino interagisce piacevolmente con altri bambini e adulti.

A cosa si deve questo comportamento? Sono stati individuati due fattori importanti: uno è l'aumento della capacità di ricordare eventi passati e di confrontare passato e presente; il secondo fattore è la crescita dell'autonomia e l'indipendenza del bambino dalle figure di accudimento (i bambini di 1 anno dipendono ancora molto dagli adulti, ma quelli di 2 o 3 anni possono arrangiarsi da soli con la merenda o lo scaffale dei giochi).

La tendenza di un bambino a cercare l'intimità con particolari persone e a sentirsi più sicuro in loro presenza è detta attaccamento. In particolare esso si manifesta nei confronti della madre. Mary Ainsworth fece esaurienti osservazioni sui bambini e le loro madri, in Uganda e negli USA, attraverso un particolare esperimento di laboratorio detto "Strange Situation", nel quale il bambino veniva lasciato in una stanza da sua madre in compagnia di un estraneo e di alcuni giocattoli. In base ai loro comportamenti, i bambini vengono classificati in tre gruppi: gruppo con attaccamento sicuro, insicuro e resistente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ahmed89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Castorina Salvatore.
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