L'ecologia e i bambini
Capitolo 1. Aspetti psicologici e comportamenti pro ambientali nei giovanissimi
Gli aspetti psicologici di base
Tra gli studi più indagati sul rapporto tra i giovani e le questioni ecologiche vi sono le conoscenze ambientali o ecologiche, ovvero le conoscenze che le persone posseggono sui fenomeni e sui fatti riguardanti l'ambiente, il funzionamento ecologico e i suoi problemi. In molti casi, persone informate sulle questioni ambientali tendono a mostrare atteggiamenti più favorevoli alla protezione ambientale, ma non è chiaro quanto sia la maggiore informazione a determinare un atteggiamento pro ambientale e quanto invece non sia l'atteggiamento più favorevole alla protezione ambientale a spingere ad informarsi.
Proprio per questo motivo, è importante distinguere i concetti di conoscenza ambientale e atteggiamento ambientale. Gli atteggiamenti ambientali costituiscono orientamenti valutativi verso oggetti, persone o azioni che hanno una rilevanza ambientale e sono ritenuti in grado di influenzare le azioni umane. Questi orientamenti non sono sempre basati sulla conoscenza puntuale dei fatti riguardanti, per esempio, l'ambiente. A monte degli atteggiamenti vi sono i valori che possono anche influenzare i nostri giudizi e possono essere definiti come principi di guida di grande importanza.
Il termine "valore" riguarda la sfera individuale, mentre il termine "visione del mondo" abbraccia una sfera collettiva. Secondo alcuni studiosi, possiamo fare una differenziazione tra concezioni antropocentriche e concezioni ecocentriche.
- Concezioni antropocentriche: ambiente e natura vanno protetti per l'importanza che questi rivestono per la sopravvivenza degli esseri umani.
- Concezioni ecocentriche: ambiente e natura vanno protetti per il loro valore intrinseco.
Gli studi si sono anche concentrati sul rapporto tra i bambini e l'attaccamento ai luoghi. Si può affermare che più sono forti i legami affettivi che si instaurano con il luogo, più è alta la probabilità che essi si impegnino in modo attivo per la loro protezione.
Conoscenza e comprensione delle questioni ambientali
Nella maggior parte dei casi, i giovanissimi mostrano conoscenze molto approssimative dei temi e dei problemi ambientali. Individuare le differenze esistenti nel tipo e nel grado di informazione ecologica degli studenti in funzione di vari fattori costituisce un punto di partenza importante per formulare ipotesi sulle possibili ragioni delle stesse eventuali differenze.
Che cosa si intende per conoscenze ambientali?
Una distinzione per ambiti disciplinari di competenza appare parziale, per questo alcuni ricercatori hanno cominciato a proporre delle distinzioni tra i vari tipi di conoscenze ambientali che trascendono l'ambito scientifico/disciplinare. Per esempio, Kaiser e Fuhrer distinguono quattro tipi di conoscenze ambientali:
- Conoscenza dichiarativa: tipo nozionistico e definita da altri come conoscenza fattuale.
- Conoscenza procedurale: stimola e sostiene l'azione ecologica individuale.
- Conoscenza relativa all'efficacia: stimola e sostiene l'azione ecologica individuale.
- Conoscenza sociale: concerne come problemi ambientali sono affrontati e discussi nella vita quotidiana.
Questo tipo di distinzione risulta molto utile ai fini della comprensione e previsione dei comportamenti ecologici. Rickinson invece ha preferito distinguere le conoscenze in:
- Fattuali: conoscenze che si basano su nozioni con minore attenzione alla qualità. Gran parte degli studi sulle conoscenze fattuali sono stati condotti su ragazze e ragazzi frequentanti le scuole medie e superiori utilizzando interviste strutturate o questionari. È stata registrata una scarsa conoscenza delle tematiche ambientali e che alcuni concetti ambientali tendono a essere più presenti rispetto ad altri. È importante individuare quali siano queste nozioni e perché vi siano queste differenze. Sembra che un ruolo fondamentale lo giochino le fonti di informazioni.
- Concettuali: molta attenzione sulla qualità e sulla comprensione delle conoscenze. Le ricerche si sono basate sia su ragazzi di scuola secondaria di primo e secondo grado sia su bambini frequentanti la scuola primaria. Dalle ricerche è emerso che le conoscenze concettuali risultano essere ancora più limitate di quelle fattuali. È importante comunque anche sottolineare come da queste ricerche emergano anche dati positivi; per esempio, appare evidente che molti bambini sono capaci di pensieri e ragionamenti ecologici sofisticati.
La confusione che i bambini hanno sulle questioni ambientali può essere dovuta a fattori interni (legati al modo in cui il bambino struttura la conoscenza nelle varie fasi del proprio sviluppo cognitivo) o esterni (legati alle caratteristiche del contesto in cui tali conoscenze vengono acquisite). Le tematiche su cui i ragazzi fanno maggiore confusione sono: cause del riscaldamento globale, la questione dei rifiuti e della loro gestione, la distinzione tra risorse rinnovabili e non rinnovabili.
Il pensiero relativo alle questioni ecologiche può variare nel corso della vita. Con l'aumentare dell'età, infatti, queste informazioni aumentano. Sono stati anche fatti delle ricerche in cui veniva paragonata la conoscenza ambientale differenziando le ragazze dai ragazzi. Le prime sembrano essere più sensibili ai dati relativi all'inquinamento ambientale e alla salute, mentre i ragazzi riescono ad avere un ricordo più specifico dei dati fattuali anche se solo su certi argomenti.
Per quanto riguarda la struttura del pensiero ambientale dei giovani, secondo Rickinson, i dati esistenti indicherebbero che essa in alcuni casi comprende modelli consolidati e metafore, in altri è ricca di contenuti ma povera nelle strutture e spesso comprende idee funeste.
Le difficoltà che i bambini e i ragazzi sembrano avere nella comprensione delle questioni ambientali, oltre che da fattori legati al livello di sviluppo cognitivo, possono derivare anche da fattori esterni come il contesto scolastico, i mass media, la località geografica di provenienza. Il contesto scolastico è molto discusso e secondo alcune ricerche alcuni metodi di insegnamento possono creare ancora più confusione, come per esempio usare termini ambigui, poco comprensibili o l'uso eccessivo di spiegazioni scientifiche. Inoltre, anche certe rappresentazioni visive o metaforiche presenti nei testi o usate dagli insegnanti per illustrare i vari fenomeni possono essere problematiche e fraintese.
Altre pratiche problematiche individuate all'interno dei contesti scolastici riguardano le esortazioni di tipo esclusivamente prescrittivo a compiere determinate azioni o attività pro-ambientali. Si tratta di quei casi in cui l'insegnante esorta i propri studenti a compiere azioni responsabili senza fornire adeguate spiegazioni sul perché queste siano benefiche. Il rischio è che lo studente compia certi atteggiamenti solo perché vuole compiacere l'insegnante o non lo faccia per dispetto. Inoltre, se non si capiscono le motivazioni, si rischia di continuare a perseverare con un atteggiamento che in un certo momento è ecologicamente adatto ma che in un momento successivo non è più utile.
Gli educatori non devono sovraccaricare gli studenti con informazioni troppo massicce. Tutto ciò porta gli educatori a porsi domande su quale sia la strategia migliore da adottare per insegnare in modo corretto le conoscenze riguardanti i temi ecologici. Inoltre, ormai è certo che le questioni ambientali si ricollegano ad altre tematiche correlate.
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