Cap. 1: cognizione e personalità
Principali approcci allo studio psicologico della personalità
Tratti: disposizioni stabili che portano a determinate reazioni in diverse circostanze.
- Ippocrate: 4 tipi di temperamento (fisici --> bile)
- Gustav Jung: introversione/estroversione (psicologici)
- Sheldon: tre dimensioni corpo-temperamento
- Prime posizioni teoriche --> approccio nomotetico: si cercano delle dimensioni di base contenute e astratte per descrivere ogni persona.
- Allport: ogni individuo ha un pattern di disposizioni (tratti) stabile nel tempo e unico rispetto agli altri.
- Dagli anni '30 agli anni '80 tutti concordano che i tratti sono disposizioni originarie che spiegano il comportamento in diverse situazioni.
Costa e McCrae: Big Five --> Coscienziosità, Estroversione, Nevroticismo (Stabilità emotiva), Apertura mentale, Amabilità. Ciascuno di questi tratti possiede due estremi di un continuum che individuano due caratteristiche opposte e complementari (ipotesi lessicale di base).
5 tratti, intesi come costrutti bidimensionali:
- Coscienziosità: organizzazione – persistenza – affidabilità – scrupolosità – responsabilità vs. disorganizzazione e volubilità.
- Amabilità: accettazione – cordialità – cooperazione vs. cinismo, egoismo, indisponenza.
- Nevroticismo: stabilità/instabilità emotiva.
- Apertura mentale: curiosità – creatività – capacità immaginativa vs. convenzionalità.
- Estroversione: bisogno di attività – di stimoli – di socializzare vs. essere quieti e riservati.
Situazionismo: indipendenza tra cognizione e personalità, la personalità dipende dall'ambiente e dalle situazioni, dai rinforzi e dai modelli a cui la persona è stata esposta.
Teoria dell'apprendimento sociale - Bandura: comportamento come relazione causale reciproca e triadica tra fattori personali, schemi di comportamento e situazioni ambientali.
Cognitivismo e studio della personalità
Esclusione delle variabili cognitive che influenzano la relazione tra personalità e situazione nell’approccio dei tratti e nel comportamentismo/situazionismo.
- Kelly: Teoria dei Costrutti Personali passaggio da comportamentismo al cognitivismo. Enfasi sulla costruzione attiva del mondo ad opera dei processi cognitivi.
Conoscere il mondo:
- Processo conoscitivo e interpretativo (spiegazioni, predizioni) al centro dell’esperienza psicologica e della personalità.
- Costrutti personali = significati che le persone assegnano agli eventi.
- Personalità = adattamento/organizzazione di questi significati, alcuni costrutti possono essere mal adattivi.
Rogers, Maslow: base della psicologia positivista. Focus su idee e valori.
- Filone umanistico-fenomenologico: Rogers
- Concetto di realizzazione di sé = tendenza innata a realizzare tutte le possibilità del sé (Sé = idee, concezioni e valori)
- Studio del concetto di sé (riflessione su me stesso) influisce su alcune posizioni cognitive contemporanee che si sono basate su concetti operazionalmente definiti e metodologie sperimentali
Teoria di Bandura: i comportamenti derivano da processi interni di autoregolazione che hanno un’origine esperienziale (comportamento ed esperienza).
Percezione di autoefficacia: comportamenti/motivazioni guidati dalla rappresentazione interna di quanto sia efficace il proprio agire. Si scelgono attività in cui ci si sente capaci.
La personalità dal punto di vista socio-cognitivo
- Shoda e Mischel: variabili cognitive di differenze individuali e personalità (MODello Cognitive-Affective Personality System).
Come sembra a me? Codifiche: categorie (costrutti) per se stessi, gli altri, eventi, situazioni.
Cosa succederà? Aspettative e credenze: riguardo il mondo sociale, gli esiti di comportamenti, l'autoefficacia.
Come mi sento? Affetti: sentimenti, emozioni, risposte emotive (reazioni fisiologiche incluse).
Che cosa vale la pena di fare? Obiettivi e valori: successi e stati emotivi connessi, fallimenti e stati emotivi, obiettivi, valori e progetti di vita personali.
Che cosa so fare? Competenze e autoregolazione: potenziali comportamenti e script, piani e strategie per organizzare le proprie azioni e promuovere esiti favorevoli, comportamenti tipici e stati interni.
Le differenze individuali interagiscono con le situazioni particolari creando l'unicità della persona.
Teorie Socio-Cognitive (Bandura, Mischel) enfatizzano l’origine sociale del comportamento e i processi cognitivi di pensiero in tutti gli aspetti del comportamento umano (emozione, motivazione, azione).
- La personalità si forma a partire da riflessioni e interpretazioni in contesto sociale ed è determinata da stili di pensiero, schemi di sé, contesti e relazioni.
- Costanza delle situazioni: le persone tendono a mantenere un atteggiamento nelle stesse situazioni / con le stesse persone.
Higgins propone di comprendere la personalità attraverso l'ACCESSIBILITÀ (potenziale di attivazione delle conoscenze disponibili) e il focus di AUTOREGOLAZIONE (di promozione o di prevenzione), che lui considera i due elementi chiave delle differenze individuali.
Cognizione e personalità: due ambiti distinti e in relazione.
Studi dei processi cognitivi:
- Attenzione, memoria, ragionamento
- Esperimenti in laboratorio
- Focus su prestazione
Studi della personalità:
- Tratti, emozioni, relazione
- Metodi di indagine qualitativa o questionari/interviste
Rivoluzione cognitiva (anni '70): introduzione di concetti maturati dalla psicologia cognitiva nello studio della personalità.
Modello interazionista di Endler e Magnusson: focus di personalità diretto all'interazione Persona X Situazione.
La teoria dell'attività come modello integrato di cognizione e personalità
Smirnov: l'individuo agisce e modifica il mondo con la sua attività, ma è anche a sua volta modificato perché dal mondo riceve una gamma sempre più vasta di esperienze.
3 livelli della rappresentazione del mondo:
- Livello sensoriale: impressioni ricevute attraverso i sensi.
- Livello dei significati: interazioni sociali e linguaggio.
- Livello del senso personale: raggiungere l'autoregolazione operando in relazione a interessi, desideri, emozioni. È il livello più profondo e costituisce la personalità dell'individuo.
Schemi di conoscenza
Cosa guida la conoscenza: secondo l’approccio cognitivo, l’acquisizione di conoscenza e l’attribuzione di significati agli eventi si realizzano per mezzo di SCHEMI (= organizzatori “a priori” dell’esperienza, reti di conoscenza organizzate ed interconnesse).
Gli schemi sono costruiti dal sistema cognitivo gradualmente, sulla base dell’esperienza e della riflessione su essa. Sono concepiti come strutture cognitive attive, reti organizzate e interconnesse di conoscenza, che guidano l’acquisizione di nuove informazioni attivando la memoria, generando inferenze, creando aspettative. Le nuove conoscenze modificano e integrano gli schemi posseduti.
Esempio di attivazione di schemi: il processo di lettura, come avviene l’attribuzione di senso alle informazioni di un testo?
Lo schema del sé
Caratteristiche degli schemi:
- Economici e vantaggiosi per il sistema cognitivo: disambiguano la realtà complessa in modo rapido ed efficace.
- Possono essere culturalmente condivisi o personali.
- Possono generare giudizi errati o pregiudizi (bias o errore sistematico di attribuzione) a causa della loro tendenza a ridurre le informazioni nuove.
- Unificano la conoscenza personale, sociale, culturale, cognitiva ed emotiva.
Schema del sé: codifica, mantiene e guida l’acquisizione di informazioni relative a noi stessi. = schema cognitivamente “privilegiato” perché i processi che lo coinvolgono sono i più rapidi (immediatamente nel recupero di informazioni che ci riguardano, che sono particolarmente stabili in memoria).
Self-reference = fenomeno che testimonia la rilevanza delle informazioni sul sé in memoria. Il sé si struttura fin dai primi mesi di vita e consiste in generalizzazioni sul sé (derivanti da esperienze che organizzano, codificano e guidano l’interpretazione di nuove informazioni relative a se stessi) che formano la memoria semantica. La parte fondamentale dello schema di sé (nucleo centrale) è costituito dalle caratteristiche fondamentali a cui si aggiungono caratteristiche psicologiche e valori/stili di vita.
Gli aspetti centrali del sé sono altamente accessibili (si attivano velocemente).
Tecniche di studio mutuate dalla ricerca cognitiva:
- Studio dei tempi di risposta: identificazione di reazioni immediate e significative della persona. (Markus- donne indipendenti/dipendenti)
- Higgins: teoria dei costrutti cronicamente accessibili. Priming = preattivazione (la presentazione rapida di determinate informazioni facilita o inibisce successive elaborazioni). Il nostro comportamento è preattivato/preallertato dal mondo. Sembra essere influenzato dalla familiarità con il costrutto e dal grado di consapevolezza. I costrutti centrali allo schema di sé sono sempre presenti alla p. e tendono ad influenzare l’interpretazione degli eventi. Accessibilità temporanea (priming) vs. accessibilità cronica.
Studi di Priming cognitivo: compiti di categorizzazione di termini. I soggetti hanno tempi di risposta più rapidi nel categorizzare le parole se le risposte sono consone con il preattivatore.
Effetto Stroop: si basano sull’effetto Stroop tutti i test in cui lo stimolo indica 2 possibili risposte (automatica e non-automatica). Questi due livelli sono sempre attivati contemporaneamente. Es.: risposta automatica condizione congruente (tempi di reazione inferiori) verde rosso blu risposta lenta condizione incongruente (tempi di reazione superiori) verde rosso blu.
Stroop come test di Attivazione: Il test di Stroop è incluso nelle batterie di valutazione neuropsicologica come test di attenzione (test “frontale”). Le BVN includono test di intelligenza, memoria, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio, ecc., e offrono un profilo del funzionamento/compromissione cognitiva del p. Sono strumenti sensibili, standardizzati e specifici. Si applicano in condizioni cliniche. In patologie sono compromesse le funzioni attentive: in p. con trauma cranico, ADHD, disturbi della relazione. Effetto Stroop e Studio della Personalità: studio dei tempi di reazione in situazioni in cui la parola scritta (o lo stimolo) designa un elemento emotivo-personale incongruente con la risposta che la p. deve dare.
Determinanti Culturali: studi di antropologia-culturale (studio delle differenze culturali tra gruppi di umani). Studi su culture individualiste vs. collettiviste sé come autonomo e indipendente vs. come interconnesso con gli altri e dipendente da obblighi sociali (importanza degli scopi del gruppo). Enfasi su tratti/fattori disposizionali della personalità individuale vs. relazioni di ruolo e situazioni.
Verso un modello integrato del funzionamento psicologico
Modello a più Livelli o Modello Integrato (Dweck):
- Completa distinzione cognizione/personalità in processi mentali di base.
- Completa indifferenziazione a livello dei comportamenti complessi.
3 livelli:
- Operazioni mentali di base: responsabili dell’acquisizione di conoscenze. Le differenze individuali in questi livelli spiegherebbero le performance in compiti cognitivi.
- Abilità e conoscenze acquisite: per effetto della cultura, la cognizione non è più pura: vi sono in gioco anche convinzioni soggettive.
- Comportamento attuato intelligente o adattivo: di fronte a situazioni problematiche (Problem Solving). Funzionamento adattivo = comportamento che rende i bisogni di base compatibile, aumenta la probabilità di raggiungere obiettivi a cui si attribuisce valore, permette un uso più efficace delle informazioni disponibili e un migliore esame di realtà. La capacità del sistema cognitivo di usare in modo efficace le informazioni disponibili è interconnesso con la personalità. I processi di problem solving in ambito scolastico (apprendimento) sono uguali a quelli in ambito sociale. Pertanto si può pensare a una distinzione nei processi quando si studiano a livello teorico, ma quando si applicano alla realtà c'è completa indifferenziazione tra cognizione e personalità.
Dweck:
- Processi di base caldi: affettivi e motivazionali.
- Processi di base freddi: cognitivi.
- Costrutto motivazionale di obiettivo: di prestazione o di padronanza.
Alcuni esempi dell'influenza della cognizione sulla personalità
Stili cognitivi: globale-analitico, intuitivo-sistematico, visualizzatore-verbalizzatore, dipendente-indipendente dal campo, impulsivo-riflessivo, bisogno di chiusura e di evitare la chiusura.
Influenza della Psicologia Cognitiva nello Studio della Personalità: La psicologia della personalità ha mutuato progressivamente concetti e paradigmi, metodi della psicologia cognitiva. La psicologia contemporanea condivide l’apparato concettuale delle neuroscienze.
Neuroscienze cognitive: architettura funzionale dei processi cognitivi/modelli funzionali della cognizione (neuroimaging).
La clinica neuropsicologica affronta lo studio dei complessi rapporti tra deficit cognitivi e probabilità comportamentali/disturbi relazionali in quadri clinici con una finalità euristica.
P. Prefrontalità: triade della sindrome frontale:
- Sintomi emotivi/comportamentali (apatia, abulia, disorganizzazione, disinibizione).
- Sintomi cognitivi (pianificazione, problem solving, astrazione).
- Nessuna consapevolezza (anosognosia).
Cognizione, psicologia clinica e psicologia della personalità
Cognizione e Psicologia Clinica: la psicologia di personalità e la clinica possono prescindere da costrutti della psicologia cognitiva (attenzione, memoria, schemi, ecc.). ADHD/DDAI inizialmente descritto in termini comportamentali, poi cognitivi.
Cap. 2: Motivazione
Che cos'è la motivazione
La motivazione è una configurazione organizzata di esperienze soggettive che consente di spiegare l’inizio, la direzione, l’intensità e la persistenza di un comportamento diretto a uno scopo (De Beni e Moè, 2000). In questo senso lo studio della motivazione può gettare luce sulla personalità.
Motivazione estrinseca: le persone risultano motivate se spinte dalla promessa di premi o dalla minaccia di punizioni e quindi da elementi esterni all’attività stessa e dipendenti dal livello di risultato conseguito.
Motivazione intrinseca: lo svolgimento del compito o dell’attività dipende dall’interesse, dalla volontà di autodeterminarsi dell’individuo. Svincolato quindi bisogni e forze esterne. Massimo della motivazione intrinseca = flusso --> quando si è talmente presi da un'attività da non rendersi conto del resto. Non ci si interessa all'obiettivo, ma al piacere nello svolgimento stesso del compito. Il compito che crea "flow" è un compito che stimoli l'abilità dell'individuo, senza essere troppo complesso (ansia) ma nemmeno troppo facile (apatia). L'attività deve essere percepita come importante, di valore per sé.
Motivazione e personalità: dalle caratteristiche stabili agli stili motivazionali
Filone La personalità dipende alcune teorie e concetti tipici.
Motivazione da:
- Psicoanalitico: Conflitti intrapsichici, Inconscio; Difese; Psicologia pulsioni dell’io.
- Fenomenologico-Umanistico: Realizzazione di sé, Costrutti personali; Valutazione forze del carattere vicinanza fra il sé ideale e il sé reale.
- Tratti: Basi genetiche e stabili, Big five; Modello PEN, Motivi (riuscita, affiliazione, potere).
- Situazionismo e Interazionismo: Rinforzi e ambiente, Comportamentismo radicale; Motivazione estrinseca, Condizionamento operante; Apprendimento sociale.
- Socio-cognitivo: Pensieri e interpretazioni nei contesti sociali, Autoefficacia; Aspettative; Teorie implicite, obiettivi, valori; Stili esplicativi.
La motivazione dipende da:
- Temperamento: elemento ereditario, stabile in grado di influenzare il tono dell’umore e la risposta emotiva del singolo. Dipende dal funzionamento neuro-fisiologico dell’individuo.
- Personalità: intesa come insieme di caratteristiche cognitive, emotivo-motivazionali che contraddistinguono le persone (convinzioni, attribuzioni).
- Ambiente sociale: aspettative dell’ambiente sul comportamento della persona (ad esempio dei genitori circa il rendimento a scuola del figlio).
Temperamento e stili di coping
Tendenza all’avvicinamento/allontanamento: è un tratto del temperamento che ha forti collegamenti con le emozioni ed ha una base biologica (identificata da Gray nel 1970).
TENDENZA ALL’AVVICINAMENTO
- BAS (sistema dopaminergico), conduce a comportamenti motivati o ad evitamento attivo. Si ritiene che sia alla base dell’impulsività.
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