Estratto del documento

La famiglia nella storia

Oggi è molto diffusa la famiglia monoparentale in seguito a separazione-divorzio (broken famiglie) e alle famiglie ricomposte (step famiglie). In Europa, nel corso dei secoli, si sono succeduti diversi assetti familiari:

  • Quello tipico delle società primitive o semplici.
  • Società antiche, tradizionali o premoderne.
  • Società borghese della prima modernità.
  • Società di piena industrializzazione nella modernità avanzata.
  • Formazioni storico-sociali postindustriali e postmoderne.

Mentre le prime tre forme si sono succedute con una trasformazione molto lenta nell’arco di più di due millenni, l’accelerazione del progresso tecnologico e culturale è stata così travolgente da giustificare, in questo arco di tempo, la distinzione di due forme familiari chiaramente diverse tra loro.

Sviluppo delle strutture familiari

Nelle società primitive o semplici, pur essendo la famiglia nucleare l’istituzione di base, è difficile individuarne i confini, com’è assorbita dentro la parentela che si struttura a sua volta dentro sistemi tribali. La prevalenza della comunità sui singoli legami non annulla però le relazioni di coppia e tra genitori e figli, che sono sancite e confermate da un’inequivocabile ritualità legata ai ruoli di ciascuno.

Il passaggio alle società di tipo tradizionale segna un’accentuazione della nuclearità della famiglia. Il nucleo familiare viene, infatti, ora identificato perché coincide con la casa e si caratterizza come sfera eminentemente privata. Fondamentale è il legame di parentela che vincola tutti i membri della famiglia a un unico discendente, di cui la forma più diffusa è quella fondata su un’autorità di tipo patriarcale a discendenza patrilineare (Grecia antica-Polis).

La decadenza della civiltà greco-ellenistica e di quella romana ha comportato anche la dispersione e frammentazione delle famiglie. Fanno così la loro comparsa nuove formazioni di tipo più comunitario (comunità di fratelli o tacite) o gruppi familiari molto estesi, legati da vincoli di parentela, che si regolano con norme rigide alternative a quelle dello Stato che ha perso la sua centralità.

Evoluzione storica delle famiglie

Verso la fine del medioevo, le unità familiari si diversificano in modo sostanziale in base al fatto che si tratti di formazioni urbane o rurali, alla posizione sociale e alla cultura. Ad esempio, nel nord Europa abbiamo la famiglia nuclearizzata e nel Sud Europa la grande famiglia.

La cosiddetta famiglia acquisita fa la sua comparsa nella prima modernità, quando si attesta la società borghese. Qui le unità familiari si privatizzano attraverso la separazione tra economia domestica e dell’impresa familiare e competono sul mercato come gruppo fortemente orientato al successo economico e alla mobilità sociale.

I repentini cambiamenti culturali e sociali a cui ha dato il via la piena industrializzazione, che fa leva su un progresso tecnologico vertiginoso, fanno sì che da questo momento sia sempre più difficile mettere a fuoco con tempestività i nuovi modelli familiari che subentrano rapidamente agli altri che diventano così obsoleti.

Modelli familiari contemporanei

Donati distingue due forme idealtipiche di famiglia:

  • Quella relativa alla piena industrializzazione, in cui abbiamo la diffusione del welfare state e in cui la famiglia borghese, sfociando in una forma manageriale o tecnocratica, attenua la connotazione acquisita che l’ha contraddistinta e assume un orientamento decisamente privatistico ed espressivo, favorito dal facile accesso alla società dei servizi e dei consumi. Contemporaneamente, la famiglia proletaria si dissolve in una forma depotenziata del privatismo e consumismo tipici delle tipologie familiari di ceto più elevato.
  • Le società post-industriali, in cui abbiamo la crisi del welfare state di tipo centralistico e ciò mostra la capacità della famiglia di riorganizzarsi in reti formali e informali di servizi che la connotano come unità di servizi primari di vita quotidiana. Le famiglie si diversificano, quindi, soprattutto in base all’ampiezza delle reti in cui sono inserite, perché è l’intensità relazionale a diventare un fattore cruciale di qualità.

Va ricordato che queste non sono che alcune delle forme prevalenti esistenti, poiché in ciascuna delle formazioni storico-sociali troviamo una pluralità di tipologie che vivono in subculture diversificate rispetto a vari fattori. Infatti, contrariamente alla tesi evoluzionista secondo cui la famiglia passa da un unico modello a modelli eterogenei e, nel corso della storia, è destinata a perdere progressivamente le funzioni caratterizzanti, la famiglia non si evolve linearmente, ma si modifica interagendo attivamente con il contesto socioculturale in cui è immersa. Un sistema antropologico-psicosociale vivo che interagisce attivamente con il contesto influenzandolo ed essendone influenzata.

Come definire la famiglia

L’identità della famiglia nei suoi referenti strutturali e simbolici si fa riferimento al definire la famiglia come “l’unione durevole socialmente approvata di un uomo, una donna e dei loro figli” (Lévi-Strauss). La famiglia è, in questa prospettiva, una forma sociale primaria in quanto ha come obiettivo primario (e quindi garantisce) la generatività da un punto di vista biologico, psicologico, sociale e culturale. Dalla sua tenuta dipende in gran parte il benessere della società (si pensi alla criminalità diffusa, malattie psichiche, droga..).

Inoltre, essa è una forma sociale primaria perché assolve ad alcune funzioni fondamentali senza le quali la società stessa non potrebbe vivere: quella sessuale, riproduttiva, educativa ed economica (Murdock 1949). La famiglia, inoltre, incarna ed esprime una struttura relazionale simbolica che consente agli individui di rappresentarsi e affrontare l’esterno, il nuovo, l’estraneo (il non famigliare).

Il rapporto familiare

Il familiare è un universale culturale, cioè aspetto invariante che accomuna le varie forme familiari presenti nelle diverse società e culture. Il rapporto familiare estraneo è essenziale per lo sviluppo di ogni società, che consiste appunto nel saper tradurre il non familiare in familiare. La specificità della famiglia consiste nel fatto che essa è un’organizzazione di relazioni primarie fondata sulla differenza di gender e sulla differenza tra generazioni e che ha come obiettivo e progetto intrinseco la generatività. Il fatto generativo è infatti un evento simbolico, che, nella duplice valenza del generare ed essere generati, collega le nuove generazioni agli antenati.

La famiglia organizza relazioni primarie (le persone sono infatti legate tra loro in famiglia come esseri unici, al di là dei loro ruoli) che connettono e legano le differenze cruciali della natura umana, la differenza di genere e quella di generazione. Due sono gli assi relazionali interni alla famiglia: quello coniugale e quello parentale-filiale. La relazione coniugale si basa sulla differenza di genere e si struttura e si esplicita nel matrimonio: patto di reciprocità giuridicamente sancito che riconosce diritti e doveri dei coniugi e si basa sulla differenza di gender. La relazione parentale-filiale implica la differenza di generazione e la conseguente responsabilità di quella che precede su quella che segue.

Relazioni familiari

La relazione tra generi e tra generazioni si snoda quindi su piani diversi: nel primo caso la differenza non dà luogo ad una gerarchia, ma ad un patto, nel secondo caso dà luogo ad una gerarchia ed è cruciale il riconoscimento. Anche la famiglia occidentale moderna, pur caratterizzata dalla dominanza dell’individuale sul gruppale e degli aspetti affettivi ed emotivi dei legami su quelli istituzionali e di responsabilità, è caratterizzata da un logos, un pathos, un ethos e soprattutto un agon, sull’incontro-differenza generi, generazioni e stirpi.

  • La famiglia è fondata tra differenza di gender (identità socioculturale del sesso maschile e femminile, oggi minacciata dal fatto che, da una rigida attribuzione di ruoli tra sesso e genere, si è passati ad un eccesso di confusione) appartiene al matrimonio, patto di reciprocità che sancisce giuridicamente i diritti e i doveri della coppia, dunque l’aspetto dell’impegno.
  • Quella di generazione è peculiare della relazione parentale-filiale, che implica anche la responsabilità della generazione che precede su quella che segue, della quale aspetti chiave sono il riconoscimento (reso oggi problematico dal diffondersi delle tecniche di riproduzione eterologa, ma che, se non rispettato, apre a numerosi drammi, perché i figli non saranno garantiti sotto alcun aspetto) e la riattualizzazione della relazione tra i vivi e i morti.
  • Infine la differenza di stirpe (cioè di tradizioni, costumi, credenze…), costante del familiare a lungo oscurata in Europa dalla comunanza culturale e religiosa, che ha ripreso oggi visibilità grazie alla ripresa dei movimenti migratori e ai conseguenti matrimoni misti.

L'approccio relazionale simbolico

Mentre il relazionale definisce il punto di osservazione e di comprensione dell’oggetto famiglia, il simbolico definisce le categorie di senso basilari che qualificano le relazioni familiari.

  • Il Paradigma Relazionale: legami di stirpe, di coppia, di fratria, di comunità. La relazione come paradigma appropriato per comprendere la famiglia emerge in sociologia con l’apertura della fase postparsoniana che sottolinea la multidimensionalità della famiglia e lo stretto intreccio tra gli aspetti micro e macro sociali. In particolare, Donati considera la famiglia come fenomeno relazionale specifico e mostra come le relazioni di cui è costituita (di coppia o di filiazione) si trasformino in rapporto alle diverse situazioni societarie senza perdere la loro specificità. Il sociale della famiglia è costituito sia dalle relazioni intersoggettive che la costituiscono come gruppo di mondo vitale sia dalle relazioni strutturali che la costituiscono come istituzione sociale. Nelle une e nelle altre la relazione viene intesa nell’intersoggettività sia come riferimento di senso (relazione re-fero) realizzato nel contesto della subcultura di appartenenza delle singole persone, sia come legame reciproco (relazione come re-ligo) che si forma nelle aspettative reciproche della comunicazione, così come nelle risposte alle aspettative degli altri sottosistemi sociali.
  • In psicologia, nella concettualizzazione della famiglia, la posizione interazionista, evidenziando il campo familiare come “ciò che sta fra i soggetti”, ha consentito di gettare un ponte tra l’individualismo della posizione classica e l’olismo delle posizioni sistemiche. Ha tuttavia ridotto la relazione a mero scambio interattivo: infatti la relazione intesa come influenza reciproca che i partner esercitano sulle loro azioni rispettive, ha il vantaggio di essere direttamente osservabile, ma è vincolata al contesto in cui si svolge lo scambio (il qui e ora), ed è incapace di rilevare l’influenza sia della storia familiare che della struttura socioculturale con cui la famiglia interagisce.
  • Nell’approccio relazionale-simbolico invece, la relazione, intesa sia come legame reciproco che come riferimento di senso elaborato nell’intersoggettività, è caratterizzata dalla presenza di significati altri (detti focus sovraordinati) rispetto a quelli che vengono attribuiti a numerosi tipi di interazione. In essa confluiscono pattern di interazione potenziali, e non solo reali, che si verificano in un arco di tempo che abbraccia il passato, il presente e il futuro.

Lo specifico dell'interazione

L’interazione può essere definita come l’influenza reciproca che i partner esercitano sulle loro azioni rispettive allorché si trovano in presenza fisica e immediata gli uni degli altri. I ricercatori negli anni ’80 hanno cercato di individuare le dimensioni fondamentali dell’interazione familiare. Esse vengono riconosciute di volta in volta nella coesione, nella flessibilità, nell’accordo-disaccordo, nei processi di problem solving, ecc.

In breve, la ricerca sulla famiglia si configura come il reperimento di dimensioni colte nel qui ed ora e nella sequenza temporale. Si individuano così tipologie familiari e stili di interazione coniugale funzionali e disfunzionali. Gli anni ’90 sono caratterizzati dalla sfiducia riposta nel vecchio modello e da un ritorno alla descrizione delle interazioni in chiave però di comunicazione intesa come discorso, narrazione, e l’intervento terapeutico a sfondo costruttivista si qualifica sempre di più in senso discorsivo-narrativo.

Anche in questo caso tuttavia si perde la capacità di vedere la famiglia come totalità organizzata. Per i costruttivisti il ricercatore deve preliminarmente scoprire i significati che le famiglie danno degli eventi. Specifico di questo livello di analisi è l’attenzione agli scambi comunicativi che avvengono nel presente tra i membri della famiglia e/o con il ricercatore terapeuta. La prospettiva interattiva ha l’indubbio valore di costringere il ricercatore o il terapeuta a calarsi dentro il mondo familiare, ma è incapace di rilevare i vincoli sia della struttura culturale e sociale che della storia familiare in cui la famiglia è inserita.

Lo specifico della relazione

La relazione è ciò che lega i soggetti tra di loro. È ciò che si è sedimentato e si sedimenta incessantemente in quanto a valori, riti, miti e modelli di relazione. L’aspetto specifico della relazione familiare sta nei processi di legame interpersonale (tra coniugi e tra fratelli) intergenerazionale (tra la famiglia di origine e la nuova famiglia, tra genitori e figli), tra stirpi (transgenerazionale) e di intermediazione (tra la famiglia e la comunità). In questo senso essa trascende i limiti dell’esperienza quotidiana per collegare tra loro i processi di legame.

In questo paradigma dunque la relazione non è rilevabile immediatamente, ma si manifesta in particolare durante le transizioni, i momenti rituali e le crisi che le famiglie attraversano (è infatti in questi passaggi che emerge la struttura relazionale della famiglia con i suoi aspetti di forza, ossia la resilienza familiare, e di debolezza). Ciò che lega e vincola i membri della famiglia è la storia familiare (influenze che le generazioni precedenti hanno su quelle successive). La figura della relazione è dunque verticale e incide e influenza l’interazione che si dispone invece su un piano orizzontale.

Le caratteristiche del ruolo che le persone occupano sono influenzate dalla cultura, ma anche il rapporto ruolo-relazione è segnato dalla cultura. Per esempio, nelle passate generazioni era più diffusa una prevalenza dell’esercizio del ruolo sull’espressione affettiva, fino ad arrivare a forme estreme in cui il ruolo genitoriale si esprimeva quasi esclusivamente nell’uso di regole rigide e nel principio di un’autorità indiscussa. Oggi invece si assiste a una netta prevalenza dell’espressione affettiva sul ruolo, fino ad arrivare a forme di vera e propria rinuncia dell’esercizio del ruolo genitoriale (genitore-amico).

Interazione e legami transgenerazionali

Nella teoria dell’attaccamento, un tempo duale (madre-figlio), si è di recente aperta la considerazione degli scambi intergenerazionali, lasciando però in ombra il livello del transgenerazionale e del simbolico. In ambito terapeutico l’aspetto relazionale è stato messo a fuoco dall’approccio psicodinamico-intergenerazionale, che lo considera come correnti sotterranee, forze inconsce che legano i figli alle loro famiglie di origine.

Entrambi gli approcci, tuttavia, saltano il livello dell’incastro di coppia e rilevano quasi esclusivamente influenze che provengono dalle famiglie di origine. Al contrario, il paradigma relazionale dà valore sia alla relazione di coppia, sia alla relazione con la famiglia di origine, ed è attento alle condizioni del contesto socioculturale con il quale le famiglie interagiscono.

Indagine del livello relazionale

  • Temporalità: può essere indagata esaminando le modalità che le famiglie usano per connettere passato, presente e futuro. Le famiglie con un buon funzionamento sono in grado di collegare il presente al loro passato e progettare il futuro.
  • Legami: possono essere indagati esaminando la qualità delle relazioni tra coniugi, fratelli, genitori, figli, ecc.
  • Senso della vita: può essere indagato attraverso la presenza di valori spirituali, etici, vitali, che guidano le azioni e i comportamenti (i significati attorno ai quali i membri della famiglia si riconoscono).

Legame coniugale come crocevia della trasmissione intergenerazionale

Il processo di distinzione di coppia. La coppia coniugale-genitoriale è un sottosistema specifico della famiglia e svolge una funzione di mediazione cruciale in quanto possiamo considerare i due partner come il punto di incontro e di mediazione di storie e culture familiari. La qualità della relazione di coppia è connessa con la presenza di competenze interpersonali di ciascun partner come la capacità di gestire situazioni conflittuali, di sentirsi connessi e separati, di esprimere affetto, di provare dolore, di comunicare efficacemente e di mettersi in relazione con il sociale. Tuttavia, proprio perché la coppia non è la somma di competenze di due individui, il suo funzionamento è in continua evoluzione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 1 Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della prevenzione, prof. Zingales, libro consigliato Il Famigliare di Scabini, Cigoli Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher swarovskyna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della prevenzione nei consultori e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Zingales Ivan Carmelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community