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Famigliare come universale culturale

Cigoli e Scabini intendono il termine "famigliare" come un universale culturale, cioè ciò che di invariato c'è tra le diverse forme familiari nelle società e ciò che le accomuna; tra i suoi compiti fondamentali c’è quello di far percepire il figlio come nuova generazione. L'intergenerazionale è lo scambio tra più generazioni. Il transgenerazionale sono invece i miti, i valori, i segreti depositati nel tempo.

Forme familiari e identità del famigliare

Nei secoli sono rintracciabili diversi tipi di forme familiari che si sono susseguiti o che hanno convissuto; gli assetti dominanti sono stati cinque:

  • Delle società primitive o semplici: la famiglia è fortemente assorbita nella parentela, ma la prevalenza della comunità sui singoli legami non annulla le relazioni di coppia e tra genitori e figli che sono sancite dalla ritualità e quindi dai ruoli che ognuno ricopre.
  • Delle società antiche, o tradizionali o premoderne: il nucleo familiare si privatizza molto di più rispetto a prima e coincide con la casa, ma i membri sono tutti legati al capostipite.
  • Della società borghese della prima modernità: nasce la famiglia borghese e di conseguenza quella proletaria (che dipende dalla prima) quindi la famiglia si privatizza ulteriormente anche grazie alla separazione tra economia domestica ed economia dell’impresa familiare e inoltre le famiglie cominciano a competere sul mercato per il successo economico e la mobilità sociale ascendente.
  • Delle società di piena industrializzazione nella modernità avanzata: a causa delle innovazioni industriali e dello stato di benessere, la famiglia diventa un’istituzione decisamente privatistica.
  • Delle formazioni storico-sociali postindustriali o postmoderne: viene messa in evidenza la capacità della famiglia di organizzarsi e di prestare servizi, cosicché essa viene riconosciuta come unità di servizi primari di vita quotidiana; inoltre, le distinzioni per classe o ceto sociale restano discriminanti solo dal punto di vista delle opportunità disponibili, mentre nella funzione di parametro di differenziazione vengono sostituiti da altri elementi e in particolare dalla capacità di trasformare le risorse messe a disposizione dall’evoluzione tecnologica in risorse per accrescere la partecipazione sociale e migliorare la qualità della vita.

Una delle definizioni più utilizzate dell’oggetto famiglia è quella data da Lévi-Strauss: "unione durevole, socialmente approvata, di un uomo e di una donna e dei loro figli". Da qui deriva che la famiglia è una forma sociale primaria poiché è alla base della civilizzazione (garantisce il processo generativo), assolve a funzioni fondamentali quali quella sessuale, riproduttiva, educativa ed economica e ha in sé una componente simbolica che permette ai membri di affrontare l’esterno.

In passato la famiglia si basava sull’ineguaglianza tra i sessi, sul legame tra sessualità-coniugalità-fecondità e sulla soggezione dei figli al potere paterno; oggi i rapporti vengono realizzati tra i coniugi in modo paritetico, con i figli su basi affettive e con le famiglie di origine (quelle in cui vivevano i partner prima dell’unione) su base elettiva.

Assi portanti della famiglia

  • La relazione coniugale si basa sulla differenza di gender (identità socioculturale del sesso maschile e femminile) e che si struttura e si esplica nel matrimonio come patto di reciprocità che sancisce diritti e doveri.
  • La relazione parentale-filiale implica la differenza di generazione e che si connota oggi più sul versante affettivo che su quello normativo (con esclusione del divieto di incesto e del riconoscimento dei figli). È fondamentale quindi il riconoscimento dei figli che instaura una chiara relazione di ascendenza-discendenza. Senza di esso ogni azione dall’indifferenza, all’abuso e perfino all’incesto verso il figlio è possibile.

Nei matrimoni misti la famiglia si trova ad affrontare anche la differenza di stirpe che porta con sé differenze nel transgenerazionale. La procreazione quindi non è solo un fatto biologico, ma consente la continuazione della storia familiare e sociale.

Interazione e relazione all'interno della famiglia

All’interno della famiglia sono molto importanti interazione e relazione. L’interazione è osservabile e si esprime nell’influenza reciproca che i partner esercitano l’uno sull’altro quando si trovano insieme. Per molti anni la psicologia della famiglia ha visto nell’interazione il maggior strumento di conoscenza e ha cercato di esaminarla con misure precise, ma questo ha allontanato i ricercatori da una visione della famiglia come totalità organizzata.

Negli anni ’90 la situazione si è modificata in favore di una visione dell’interazione in cui il ricercatore ponesse la sua attenzione principalmente sui significati che i membri della famiglia attribuiscono alle azioni e ai comportamenti della vita quotidiana in modo da delineare il discorso familiare e da analizzarlo all’interno del contesto che l’ha prodotto. Anche in questo caso però non si deve assumere questo punto di vista come esclusivo per non ricadere nel precedente errore di valutazione.

La relazione è ciò che lega anche inconsapevolmente i soggetti tra loro e riguarda valori, miti, riti e modelli che provengono sia dalle generazioni precedenti, sia dalla struttura culturale e sociale. La relazione si manifesta soprattutto nei momenti di transizione e cioè nelle fasi cruciali della vita dove emergono i punti deboli e quelli di forza della famiglia.

La prospettiva di Scabini e di Cigoli considera sia interazione che relazione e dà valore tanto alla relazione di coppia quanto a quella con la famiglia di origine e il contesto socioculturale. Nell’indagine si dà molta importanza alla temporalità (modalità che le famiglie usano per connettere passato, presente e futuro), ai legami (qualità della relazione tra i coniugi, i fratelli, genitori-figli e famiglie di origine) e al senso della vita (presenza di valori spirituali, etici, materiali ecc. che guidano le azioni e i comportamenti).

Quindi l’analisi dell’interazione permette di conoscere le relazioni di potere, gli stili di comunicazione, i processi di negoziazione, l’affettività dello scambio e il riconoscimento dei confini; quella della relazione invece i legami e il loro senso che guida l’azione. Nella coppia coniugale il passaggio cruciale è quello all’esercizio della funzione genitoriale in riferimento alle generazioni precedenti. La coppia acquista la propria identità differenziandosi dalle famiglie d’origine (processo chiave del legame familiare). Il confronto con la famiglia di origine può variare da un estremo positivo (continuità di valori) a un estremo negativo (assenza di continuità).

Il legame fraterno si costruisce a partire dalla capacità del genitore di costruire con ciascun figlio un legame specifico (potenziale differenziante della famiglia). Questa è una capacità relazionale: far diventare specifica l’appartenenza alla famiglia sia negli aspetti che accomunano che in quelli che differenziano. Le ricerche sulla qualità dei legami fraterni in età adulta e anziana mostrano come la presenza di fratelli sia una potenziale risorsa di sicurezza.

Famiglia e comunità

Letteratura e psicologia hanno spesso trattato il legame della famiglia con la comunità in modo generico. Il sociale, l’ambiente, è stato visto come tutto ciò che è esterno alla famiglia. In anni più recenti alcuni autori hanno adottato una prospettiva socioculturale in cui l’ambiente è visto come storia culturale in parallelo alla storia familiare. In base a ciò si può dire che la generatività ha anche un’estensione sociale. Chi ha vissuto pienamente l’esperienza della genitorialità tende quando i figli sono cresciuti a trasferire la carica generativa in progettualità sociale. Il senso del legame tra le generazioni appreso in famiglia può diventare cura responsabile del futuro della società; al contrario rapporti distorti tra le generazioni familiari producono anche a livello sociale un processo degenerativo.

Come già detto, all’interno della famiglia c’è un carattere simbolico e cioè una struttura latente che connette tra loro gli aspetti basilari delle relazioni familiari. Esso è formato dalle qualità relazionali della famiglia sia sul versante affettivo, sia su quello etico. Il polo affettivo è rappresentato da fiducia e speranza (il loro opposto che minaccia le relazioni sono sfiducia e disperazione), mentre quello etico da giustizia e lealtà (in negativo ingiustizia e slealtà).

Lo scambio simbolico familiare può essere letto in termini utilitaristici (cioè basato sul calcolo dei costi-benefici e sulla reciprocità a breve termine) o in termini etici (cioè motivato dalla giustizia e dalla necessità di prendersi cura dell’altro in un contesto di reciprocità a lungo termine), ma esso in realtà ha alla sua origine un atto gratuito: un dono. Il dono è inteso come atto fiduciario che è all’origine di un nuovo legame e che crea un’apertura di credito che se ricambiata dà luogo alla relazione sociale. Esso è una caratteristica del legame incondizionato perciò la fiducia è un elemento costitutivo dello scambio. Il dono presuppone la presenza di un debito che però non deve essere vissuto come colpa (altrimenti si creano relazioni insane). Genitori e figli sono accomunati sia dal dono che dal debito perché entrambi hanno ricevuto la vita e si devono perciò sdebitare. Nel sistema del dono lo scambio è caratterizzato dal dare, il ricevere e il ricambiare; quest’ultima azione deve essere mossa non dall’obbligo, ma dal desiderio di donare a propria volta in modo da inserire una componente di libertà nell’obbligo-debito. È fondamentale perciò il processo di identificazione: i genitori devono avere alle loro spalle fonti donative benefiche e in caso contrario devono essere in grado di perdonare e rilanciare l’azione positiva nei confronti delle nuove generazioni. La restituzione inoltre non deve avvenire necessariamente nella vita del singolo, ma può esserci anche nell’arco delle generazioni.

Il patto coniugale

Il matrimonio costituisce l’atto ufficiale che rende visibile la coppia e che la tutela attribuendole diritti e doveri; il rito che di solito lo accompagna rende visibile l’importanza che esso ha anche nei confronti della comunità in quanto fa nascere una nuova entità. Nella società odierna il matrimonio non è più un’unione tra famiglie e viene messa in maggiore risalto l’autorealizzazione personale. La fiducia infatti è dovuta solo al partner ed è condizionata dal fatto che permangano l’attrattiva sessuale, la comunanza di interessi e il coinvolgimento affettivo. L’unione è investita di alte aspettative e perciò è più frequente la rottura. Anche per via di questo, il tasso dei matrimoni si è notevolmente abbassato negli anni e si è invece alzata l’età in cui lo si contrae. Nonostante questo, l’unione matrimoniale rimane una meta altamente desiderabile e forse proprio questo è alla base dell’innalzamento delle convivenze che possono essere interpretate come un tentativo di mantenere viva l’unione e allo stesso tempo limitare il coinvolgimento istituzionale. Spesso questa condizione porta al matrimonio soprattutto se sopraggiungono dei figli; in tal caso è il figlio ad essere alla base del legame e i suoi bisogni prevalgono su quelli della coppia.

Il matrimonio si fonda su un patto dichiarato e su uno segreto. Il primo è quello espresso (spesso nella formula matrimoniale) e comporta l’assunzione di chiari obblighi e diritti anche nei confronti di terzi. Il secondo è l’intreccio inconsapevole, su base affettiva, della scelta reciproca e porta con sé desideri, aspettative e bisogni che i due soggetti si aspettano all’interno del legame, ma che non sono espressi in forma chiara dall’uno e dall’altro.

  • Il patto dichiarato può essere formale: il patto è portato avanti solo nel sociale e i partner si rapportano esclusivamente su base contrattuale.
  • Assunto: quando è voluto e interiorizzato da un punto di vista cognitivo e affettivo e quindi i partner si attivano concretamente nella sua realizzazione.
  • Fragile: il progetto ha poca consistenza e la scelta reciproca è povera di impegno.
  • Il patto segreto può essere praticabile se è effettivamente possibile portarlo avanti e se è flessibile nel senso che può essere modificato e riadattato in situazioni di transizione che spesso lo richiedono.
  • Impraticabile: quando i bisogni dei due partner vengono sistematicamente disattesi (ciò è tipico della relazione perversa dove i due soggetti tentano in ogni modo di prevaricare l’uno sull’altro).
  • Rigido: quando i bisogni vengono soddisfatti, ma non è possibile rilanciare il... (testo incompleto).
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli e strategie dell’intervento psicologico sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Castelfranchi Cristiano.
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