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La maschera e la faccia: la percezione della fisionomia nella vita e nell'arte

Introduzione al tema

In riferimento al saggio tratto dal libro Arte e illusione, capitolo L'esperimento della caricatura: non sembra che il campo della somiglianza nel ritratto sia mai stato esplorato da qualcuno in termini di psicologia della percezione. Le estetiche tradizionali hanno fornito all'artista due linee di difesa in termini di somiglianza del ritratto, in voga dal Rinascimento: una si riassume nella risposta di Michelangelo (cosa importerà tra un migliaio di anni come erano veramente questi uomini?), l'altra linea risale a Raffaello (l'artista può dipingere un ritratto più somigliante al modello del modello stesso).

La percezione e la psicologia

Ma la percezione ha sempre bisogno di universali. Non potremmo riconoscere i nostri simili se non potessimo cogliere l'essenziale e separarlo dall'accidentale. Il linguaggio dei calcolatori oggi si orienta verso le scoperte del riconoscimento di forme, ma la dote di riconoscere l'identità nel cambiamento delle forme appartiene agli esseri umani e agli animali, è insita nel sistema nervoso.

Noi, poi, non abbiamo una faccia, ma mille facce diverse dato che essa mostra le diverse espressioni man mano che variano le emozioni. Potremmo quasi paragonarla a un quadro di strumentazione dove la bocca e le sopracciglia funzionano da indicatori. Era questa la teoria di Charles Le Brun che, basandosi sulla meccanica cartesiana, vedeva nelle sopracciglia delle vere e proprie lancette che indicavano il carattere dell'emozione.

La crescita e il cambiamento

Ovviamente questo funziona grazie a una grossolana semplificazione, in realtà noi cambiamo molto durante la crescita, di questo ne siamo divenuti consapevoli soprattutto grazie all'avvento della fotografia. Tuttavia nessuna crescita può distruggere l'unità dell'aspetto individuale. L'esperienza della somiglianza è un tipo di fusione percettiva basata sul riconoscimento, in cui l'esperienza passata influenza il modo in cui vediamo una faccia.

Fisionomia e maschera

La fisionomia la si individua sulla base di molti fattori, si basa sull'impressione globale. È chiaro che non tutti hanno la stessa percezione dell'aria o della faccia caratteristica di una persona. A contrastare il riconoscimento fisiognomico (che, come abbiamo visto, è capace di tramandarsi per generazioni e di sopravvivere a età e umore) è la maschera. Questa è la categoria alternativa del riconoscimento; l'arte che ha a che fare con la maschera è quella dell'attore e del travestimento.

Il talento dell'attore è quello di costringerci a vederlo come una persona diversa, a seconda dei diversi ruoli (un grande attore/attrice non ha neanche bisogno del trucco e della parrucca, ciò che conta è l'atteggiamento e il tono muscolare). I sociologi sostengono che noi nella nostra vita siamo attori e assumiamo diversi ruoli sociali; e siamo talmente sensibili ai ruoli, che finiamo per assumerli. Ci modelliamo così tanto sulle attese degli altri da assumere la maschera, o la persona, che la vita ci assegna, e diventiamo a poco a poco il nostro tipo sino a che esso modella tutto il nostro comportamento.

Il ruolo della maschera

Il tratto distintivo e la maschera sono molto importanti per l'individuazione del tipo, fino talvolta a rimpiazzare le sembianze (la maschera ingoia la faccia). Generalmente cogliamo la maschera prima di notare la faccia, perché essa rappresenta le distinzioni immediate che di norma distinguono una persona dall'altra. Però se si intromette un tratto distintivo dominante e inaspettato, il meccanismo si inceppa: un esempio sono gli occhi a mandorla degli asiatici, che ci sembrano tutti così simili tra loro (e allo stesso modo ci sembrano somiglianti uomini con parrucche settecentesche).

L'effetto del mascheramento

Questo nella percezione è chiamato effetto di mascheramento, in cui una forte impressione impedisce la percezione delle soglie inferiori. I ritratti a quel tempo si limitavano a rappresentare tipi piuttosto che sembianze individuali, la macchina fotografica è stata proprio una rivoluzione nel ritratto. Eppure l'istantanea con difficoltà riesce a "cogliere l'espressione", a differenza della cinepresa che si mostra più efficiente, dato che mostra il flusso continuo di informazione.

Il ritratto nell'arte

Il ritrattista che voglia compensare la mancanza di movimento deve innanzitutto mobilitare la nostra proiezione, e lo fa cogliendone l'ambiguità, e rappresentando in base alla sua percezione, influenzata dalle sue esperienze (la faccia immobile deve apparire come un punto nodale di molti possibili movimenti espressivi). Per risultare credibile un ritratto non deve avere tratti ambigui, ma ci sono alcuni esempi di ritratti in cui i tratti non sono coordinati tra loro, esempio, un sorriso arrestato, la Gioconda di Leonardo.

La struttura e la percezione

L'aria della faccia, così come la chiamava Petrarca, non ha a che fare con le espressioni facciali: la distanza tra gli occhi e l'angolo della faccia sono una questione di struttura ossea che è immutabile e influenza in sé l'espressione dominante → la legge di Topffer. Poi gli studi dello psicologo Brunswik confermano l'estrema sensibilità della nostra percezione fisiognomica ai piccoli mutamenti.

Interazione tra forma ed espressione

Talvolta l'artista compensa la mancanza di movimento con l'interazione tra la forma visibile e l'espressione visibile, un esempio è il ritratto di Mme Gilot realizzato da Picasso, in forme floreali. Se il problema della somiglianza è quello dell'equivalenza dell'espressione dominante, tale espressione o aria deve essere il perno intorno a cui ruotano tutte le trasformazioni; i diversi insiemi di variabili devono combinarsi in modo da dare lo stesso risultato.

La percezione delle costanze fisiognomiche

Nella percezione delle costanze fisiognomiche il numero di variabili è infinitamente maggiore. Qui si uniscono tratti permanenti e mobili (p e m) ed è per questo che un ritratto dipinto è difficilmente espressivo come un volto. Esempio, in una figura scolpita con le labbra inferiori sporgenti, dovremmo interpretare quello un gesto espressivo o di fatti le labbra erano così proprio per conformazione?

La fisiognomica e l'empatia

La fisiognomica in origine era concepita come l'arte di leggere il carattere nella faccia, nei tratti permanenti → comparazione umana e animale, possiamo dire che la forma permanente (p) viene interpretata nei termini di un'espressione mobile (m). Rispondiamo alle configurazioni in modo più o meno automatico e involontario (es, al cammello attribuiamo altezzosità).

Teoria dell'empatia

A questo discorso possiamo legare la teoria dell'empatia, secondo cui non è solo la percezione della musica che fa danzare internamente, ma anche la percezione delle forme. Questa teoria però è vaga, ma per quanto riguarda la percezione dell'espressione facciale dobbiamo osservare che la comprensione del movimento facciale degli altri deriva in parte dall'esperienza del nostro, la disposizione a tradurre la vista in movimento è innata (es, il bambino sorride se vede l'adulto sorridere). Interpretiamo e codifichiamo la percezione delle creature a noi vicine non tanto in termini visivi ma muscolari; motivo per cui è più facile capire i nostri simili.

Origini e critiche alla fisiognomica

Quando la fisiognomica ricevette critiche, la risposta fu che non sono i tratti permanenti che ci permettono di leggere un carattere, ma l'espressione delle emozioni; ma queste espressioni mobili plasmano a poco a poco la faccia. È opportuno comunque ricordare che il rapporto tra "carattere" e tipo di corporatura appartiene a una credenza secolare nei tipi umani e nei "temperamenti" umani.

La caricatura e l'arte

Segue un discorso sulle caricature: il senso interiore delle dimensioni differisce radicalmente dalla percezione visiva della proporzione. Il senso interiore esagera sempre. Nulla di strano allora se il caricaturista si affiderà al suo senso interiore. La teoria dell'empatia non offre una spiegazione totale delle impressioni fisionomiche, ma lo studioso dell'arte può offrire il contributo di un'osservazione che mostra l'importanza dell'empatia.

A volte infatti vediamo dei ritratti di personaggi somiglianti, a tratti, all'artista stesso.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danidams di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della percezione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Caterina Roberto.
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