Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

comando; in sostanza si parla di un aspetto di contenuto del messaggio e

di un aspetto di relazione dello stesso. In altre parole, ogni

comunicazione, oltre a trasmettere informazione, implica un impegno tra

i comunicanti e definisce la natura della loro relazione. Il ricevente

accoglie un messaggio che possiamo considerare oggettivo per quanto

riguarda l’informazione trasmessa, ma che contiene anche un aspetto

metacomunicativo che definisce un modello che rientra in un’ampia

gamma di possibili relazioni differenti tra i due comunicanti. Pare che gli

scambi comunicativi “patologici” siano caratterizzati da una lotta

costante per definire i rispettivi ruoli e la natura della relazione, mentre

l’informazione trasmessa dai comunicanti passi nettamente in secondo

piano (anche se questi ultimi sono inconsapevoli di ciò). L’aspetto di

relazione di una comunicazione è definito dai termini in cui si presenta la

comunicazione stessa, dal non-verbale che ad essa si accompagna e dal

contesto in cui questa si svolge. In un contesto comunicativo patologico

si può avere spesso a che fare con episodi di confusione tra contenuto e

relazione; questo accade quando, ad esempio, tra i comunicanti c’è un

oggettivo accordo a livello di contenuto, ma non a livello di definizione

della relazione, che porta ad una pseudo-mancanza di accordo in cui i

partecipanti cercano, inutilmente peraltro, di accordarsi sul contenuto dei

messaggi scambiati, ignorando che il disaccordo si situa in realtà su un

piano di metacomunicazione. Perché l’aspetto di relazione della

comunicazione umana è così importante? Perché, con la definizione della

relazione tra i due comunicanti, questi definiscono implicitamente sé

stessi. Una delle funzioni della comunicazione consiste nel fornire ai

comunicanti una conferma o un rifiuto del proprio Sé; attraverso la

metacomunicazione si sviluppa dunque la consapevolezza del Sé, la

coscienza degli individui coinvolti nell’interazione. E’ essenziale che

ognuno dei comunicanti sia consapevole del punto di vista dell’altro e del

fatto che anche quest’ultimo possieda questa consapevolezza (concetto

di percezione interpersonale); la mancanza di coscienza della percezione

interpersonale è definita impenetrabilità da Lee. E’ stato osservato che

nelle famiglie con un membro schizofrenico si possono rilevare modelli

comunicativi caratterizzati da impenetrabilità e da disconferma del Sé,

che solitamente risultano devastanti per colui che si trova a ricevere

messaggi che, sul piano della relazione, trasmettono comunicazioni del

tipo “tu non esisti”.

3. La punteggiatura della sequenza di eventi

La natura di una relazione dipende anche dalla punteggiatura delle

sequenze di scambi comunicativi tra i comunicanti. Questa tende a

differenziare la relazione tra gli individui coinvolti nell’interazione e a

definire i loro rispettivi ruoli: essi punteggeranno gli scambi in maniera

che questi risultino organizzati entro modelli di interazione più o meno

convenzionali. La punteggiatura di una sequenza di eventi, in un certo

senso, non è che una delle possibilità d’interpretazione degli eventi

stessi, per cui anche i ruoli dei comunicanti sono definiti dalla

propensione degli individui stessi ad accettare un certo sistema di

punteggiatura oppure un altro. Watzlawick fa l’esempio della cavia da

laboratorio che dice: “Ho addestrato bene il mio sperimentatore. Ogni

volta che io premo la leva lui mi dà da mangiare”; quest’ultimo non

accetta la punteggiatura che lo sperimentatore cerca di imporgli,

secondo la quale è lo sperimentatore stesso che ha addestrato la cavia e

non il contrario. Il terzo assioma decreta dunque la connessione tra la

punteggiatura della sequenza degli scambi che articolano una

comunicazione e la relazione che intercorre tra i comunicanti: il modo di

interpretare la punteggiatura è funzione della relazione tra i comunicanti.

Infatti, poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi

comunicativi da una direzione all'altra e le variazioni di direzione del

flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di

leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Per

quanto riguarda le manifestazioni patologiche collegate alla distorsione di

questo concetto, i problemi insorgono quando si presentano delle

discrepanze relative alla punteggiatura (in sostanza delle visioni diverse

della realtà), determinate dal fatto che i comunicanti non possiedono lo

stesso grado d'informazione senza tuttavia saperlo o che, dalla stessa

informazione, traggano conclusioni diverse; in questi casi si creano una

sorta di malintesi che inevitabilmente portano a circoli viziosi che

incidono pesantemente sulla natura della relazione. L'unica maniera per

risolvere questo tipo di situazione è fare sì che i comunicanti riescano ad

uscire da una visione univoca e radicata della realtà e accettino la

possibilità che l'altro possa interpretare quest'ultima in maniera

differente; in una parola, è necessario che i comunicanti riescano a

metacomunicare. In tale contesto possiamo collocare il concetto di

profezia che si autodetermina, che nella comunicazione ha il suo

equivalente nel dare la cosa per scontata; stiamo parlando del caso in cui

un individuo assume un comportamento che provoca negli altri una

reazione alla quale quel certo comportamento sarebbe la risposta

adeguata: l’individuo in questione, dunque, crede di reagire ad un

atteggiamento che in realtà è stato da lui stesso provocato.

4. Comunicazione numerica e analogica

Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacit di comunicare

sia tramite un modulo comunicativo digitale (o numerico) sia con un

modulo analogico. In altre parole se, come ricordiamo, ogni

comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione, il primo

sarà trasmesso essenzialmente con un modulo digitale e il secondo

attraverso un modulo analogico. Quando gli esseri umani comunicano per

immagini la comunicazione è analogica; questa comprende tutta la

comunicazione non-verbale. Quando comunicano usando le parole, la

comunicazione segue il modulo digitale. Questo perchè le parole sono

segni arbitrari e privi di una correlazione con la cosa che rappresentano,

ma permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica

che li organizza. Nella comunicazione analogica questa correlazione

invece esiste: in ciò che si usa per rappresentare la cosa in questione è

presente qualcos'altro di simile alla cosa stessa. La comunicazione

numerica possiede un grado di astrazione, di versatilità, nonché di

complessità e sintassi logica enormemente superiore rispetto alla

comunicazione analogica, ma anche dei grossi limiti per quanto riguarda

la trasmissione dei messaggi sulla relazione tra i comunicanti; al

contrario, mentre la comunicazione analogica risulta molto più ricca e

significativa quando la relazione è il problema centrale della

comunicazione in corso, al tempo stesso può risultare ambigua a causa

della mancanza di sintassi, di indicatori logici e spazio-temporali. I

problemi possono insorgere quando si verifica una traduzione del

materiale analogico in materiale digitale, ovvero un'acquisizione della

valenza relazionale contenuta nella comunicazione (messaggio)dell'altro.

La principale difficoltà, come abbiamo già accennato, consiste nella

natura ambigua del modulo analogico di trasmissione dell'informazione

dovuta all'impossibilità di rappresentare le principali funzioni di verità

logiche (negazione e congiunzione); ciò può dare luogo a innumerevoli

conflitti di relazione dovuti all'errata interpretazione digitale del

messaggio analogico. Osservando il comportamento degli animali

apprendiamo che essi risolvono il problema della corretta interpretazione

dei messaggi analogici tramite rituali che recano con sù una valenza

simbolica. Nelle patologie di natura isterica si verifica probabilmente il

processo opposto a quello descritto precedentemente: un'errata

traduzione del messaggio dal modulo digitale a quello analogico provoca

i sintomi di conversione, che hanno un'innegabile valenza simbolica, in

un contesto in cui non era più possibile comunicare con il modulo

digitale.

5. L’interazione complementare e simmetrica

Quest’ultimo assioma si riferisce ad una classificazione della natura delle

relazioni che le suddivide in relazioni basate sull’uguaglianza oppure sulla

differenza. Nel primo caso si parla di relazioni simmetriche, in cui

entrambi i partecipanti tendono a rispecchiare il comportamento

dell’altro (ad es. nel caso della diade dirigente-dipendente), nel secondo

si parla di relazioni complementari, in cui il comportamento di uno dei

comunicanti completa quello dell’altro (ad es. tra due dipendenti o tra

due dirigenti). Nella relazione complementare uno dei due comunicanti

assume la posizione one-up (superiore) e l’altro quella one-down

(inferiore); i diversi comportamenti dei partecipanti si richiamano e si

rinforzano a vicenda, dando vita ad una relazione di interdipendenza in

cui i rispettivi ruoli one-up e one-down sono stati accettati da entrambi

(ad es. le relazioni madre-figlio, medico-paziente, istruttore-allievo,

insegnante-studente). Va da sé, comunque, che”i modelli di relazione

simmetrica e complementare si possono stabilizzare a vicenda” e che “i

cambiamenti da un modello all’altro sono importanti meccanismi

omeostatici”. E’ fondamentale, per andare avanti, avere chiaro il

concetto che le relazioni simmetriche e quelle complementari non

devono assolutamente essere equiparate a “buona” e “cattiva”, né le

posizioni one-up e one-down vanno accostate ad epiteti quali “forte” e

“debole”; si tratta solo di una suddivisione che ci permette di classificare

ogni interazione comunicativa in uno dei due gruppi. In ogni relazione

simmetrica è presente un rischio potenziale legato allo sviluppo della

competitività; accade così che, quando in un’interazione di tipo

simmetrico si perda la stabilità o sopraggiunga una situazione di disputa

o litigio, si possa verificare un’escalation simmetrica da cui ci si può

aspettare l’instaurarsi di uno stato di guerra più o meno aperto (o

scisma) e un rifiuto reciproco del Sé dell’altro da parte dei due

partecipanti. Tipico in questo caso è il conflitto coniugale che s’instaura

con la persecuzione di un modello di frustrazione da parte dei due

coniugi. I problemi legati alle relazioni complementari si hanno, ad

esempio, quando uno dei comunicanti chiede la conferma di una

definizione del Sé per cui il partner si trova costretto a cambiare la

propria; ciò si rende necessario perché, all’interno di una relazione

complementare, una definizione del Sé si può mantenere solamente se il

partner assume un ruolo complementare. Uno dei rischi possibili è che a

una richiesta di conferma del Sé corrisponda una disconferma, che porta

ad un crescente senso di frustrazione e disperazione in uno o in entrambi

i partecipanti. A volte, inoltre, capita che certi individui sembrino molto

ben adattati al di fuori del contesto comunicativo con il partner e solo

osservati insieme al loro “complementare” mostrino la patologia della

loro relazione con esso. A questo proposito è perfettamente calzante la

teorizzazione della “folie à deux” ad opera di due psichiatri francesi,

Lasègue e Falret, pubblicata nel 1877.

Il concetto di sistema

L’interazione può essere considerata come un sistema aperto, che scambia

cioè materiali, energie o informazione con il proprio ambiente. Si possono

definire sistemi interattivi “due o più comunicanti impegnati nel processo di

definire la natura della loro relazione (o che si trovano a un livello tale per

farlo)”. Quando si definisce un sistema aperto è importante definire anche il

suo ambiente.

Secondo Hall e Fagen “l’ambiente di un dato sistema è costituito dall’insieme

di tutti gli oggetti che sono tali che un cambiamento nei loro attributi influenza

il sistema e anche di quegli oggetti i cui attributi sono cambiati dal

comportamento del sistema”.

Ogni sistema si può ulteriormente suddividere in sottosistemi e gli oggetti che

appartengono a un sottosistema si possono benissimo considerare che facciano

parte dell’ambiente di un altro sottosistema. Tale precisazione ci consente

quindi di collocare facilmente un sistema diadico interattivo in sistemi più

ampi, come la famiglia con figli, la famiglia con i parenti acquisiti, la comunità,

la cultura. Inoltre, questi sottosistemi possono sovrapporsi ad altri sottosistemi,

perché ogni membro della diade è coinvolto in sottosistemi diadici con altre

persone e anche con la vita stessa. Gli individui che comunicano, quindi,

vengono considerati sia nelle relazioni orizzontali che in quelle verticali che essi

hanno con altre persone e altri sistemi. Secondo il principio di totalità ogni

parte di un sistema aperto è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono

che qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le

parti e in tutto il sistema. Un sistema, quindi, si comporta come un tutto

inscindibile e non può essere fatto coincidere con la semplice somma delle sue

parti (principio di non-sommatività).

I sistemi interpersonali (gruppi di estranei, coppie sposate, famiglie, relazioni

psicoterapeutiche ecc.) possono essere considerati circuiti di retroazione,

poiché il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal

comportamento di ogni altra persona. In un sistema simile i dati in ingresso si

possono amplificare fino a produrre un cambiamento oppure neutralizzare per

mantenere la stabilità, a seconda che i meccanismi di retroazione siano positivi

o negativi. Poiché sia la stabilità che il cambiamento contraddistinguono le

manifestazioni della vita, i meccanismi di retroazione negativa o positiva


PAGINE

10

PESO

72.09 KB

AUTORE

N. A.

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Psicologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher N. A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Zeroli Stefania.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia

Psicologia - la pragmatica della comunicazione umana
Appunto
Psicologia del linguaggio - compendio di psicoanalisi
Appunto
Storia della scienza e delle tecniche - introduzione alla storiografia della scienza - Kragh
Appunto
Critica letteraria - leggere e storicizzare
Appunto