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L'uso strategico della comunicazione umana

La comunicazione è un aspetto essenziale della vita. Sarebbe arduo cercare di mettere in dubbio la fondatezza di tale affermazione, specialmente nel caso degli esseri umani: tutti noi, attraverso una serie di segnali che si sono sviluppati ed evoluti nel corso dei secoli, comunichiamo costantemente con gli altri esseri viventi e con l'ambiente circostante. Fin dalla nascita ci troviamo immersi come soggetti attivi e dotati di capacità comunicative all'interno di una situazione relazionale che coinvolge le nostre primarie figure d'attaccamento e, nello stesso tempo, siamo inconsapevolmente coinvolti in un continuo processo di acquisizione delle regole della comunicazione.

Definizione della comunicazione umana

La comunicazione umana è generalmente definita dalle teorie classiche come uno scambio di informazioni tra le persone. In una prospettiva che faccia riferimento alla Teoria dei Sistemi, possiamo altresì definirla come l'insieme delle relazioni che intercorrono e che si sviluppano tra gli individui e tra questi ultimi e il loro ambiente naturale. Come si arriva a questa definizione? Essenzialmente partendo dalla considerazione che, per studiare il comportamento umano, non possiamo isolare l'individuo dal suo contesto, ma dobbiamo sempre considerare gli effetti che il suo comportamento ha sugli altri, le loro reazioni e il contesto in cui avviene l'interazione. Ne consegue che, se pensiamo che per studiare il comportamento umano dobbiamo prendere in considerazione la relazione tra le parti all'interno di un sistema, allora studieremo la comunicazione umana come veicolo delle manifestazioni comportamentali osservabili nella relazione stessa.

Secondo Gregory Bateson la comunicazione si crea attraverso le incessanti alchimie e trasformazioni che si generano all'interno delle relazioni tra gli elementi che compongono il sistema; la comunicazione, dunque, nasce e si sviluppa nel segno delle differenze e del cambiamento, in un universo di messaggi che acquisiscono un chiaro significato solamente se collocate nel loro contesto relazionale e ambientale.

Le aree di indagine della comunicazione

Lo studio della comunicazione umana si realizza all'interno delle seguenti aree d'indagine:

  • Lo studio della sintassi, che ha a che fare con la trasmissione dell'informazione, ovvero con la codifica sintattica dei messaggi, ai canali, alla capacità, alla ridondanza ed altre proprietà statistiche del linguaggio, che non prende in considerazione l'analisi dei significati insiti nelle unità di comunicazione.
  • Lo studio della semantica, che si occupa appunto dell'analisi del significato dei simboli che vengono trasmessi da un individuo all'altro nell'interazione comunicativa, presupponendo l'esistenza di convenzioni semantiche che permettano la trasmissione delle informazioni.
  • Lo studio della pragmatica, che tratteremo in maniera approfondita, si basa su due concetti molto semplici: la comunicazione influenza il comportamento e tutto il comportamento è comunicazione. I dati che vengono presi in esame saranno dunque: le parole, le loro configurazioni, i loro significati, tutto il non-verbale concomitante ad esse, il linguaggio del corpo e i segni di comunicazione inerenti al contesto della comunicazione.

Nel nostro studio della pragmatica della comunicazione umana non ci occuperemo dunque dell'unità del messaggio monofonico, ma di "un composto fluido e poliedrico di molti moduli comportamentali – verbali, timbrici, posturali, contestuali, eccetera – che qualificano, tutti, il significato di tutti gli altri" (P.Watzlawick, 1967). Un effetto di tali considerazioni è la tendenza a considerare equivalenti le parole "comunicazione" e "comportamento", senza doverlo rimarcare ogni volta che esse vengono usate; tenere in considerazione questa precisazione ci aiuterà a risultare più chiari nell'esposizione.

La scuola di Palo Alto

Il nostro principale riferimento teorico è rappresentato dalla Scuola di Palo Alto, o meglio dal suo gruppo di ricerca che, nelle persone di Gregory Bateson, Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson ed altri, negli anni sessanta definì la funzione pragmatica della comunicazione, vale a dire la capacità di provocare degli eventi nei contesti di vita attraverso l'esperienza comunicativa, intesa sia nella sua forma verbale che in quella non-verbale. La scuola di Palo Alto fissò tutta una serie di nozioni teoriche elaborate a partire dalla sperimentazione sul campo. Esporremo adesso brevemente alcuni concetti introduttivi che riteniamo particolarmente innovativi ed interessanti, dopodiché andremo a passare in rassegna quelli che vennero definiti i cinque assiomi fondamentali della comunicazione umana.

Facendo riferimento al concetto di retroazione sviluppato dalla teoria della cibernetica, si può affermare che, all'interno di un qualsiasi sistema interpersonale (come una coppia, una famiglia, un gruppo di lavoro, una diade terapeuta-paziente), ogni persona influenza le altre con il proprio comportamento ed è parimenti influenzata dal comportamento altrui. La stabilità e il cambiamento inerenti al sistema sono determinati da tali circuiti di retroazione: l'informazione in ingresso può venire così amplificata (è il caso della retroazione positiva) e provocare un cambiamento nel sistema, oppure può venire neutralizzata (e allora si parla di retroazione negativa) e mantenere la stabilità dello stesso. I sistemi interpersonali caratterizzati da un tipo di comunicazione patologica, vedi il caso delle famiglie con un membro schizofrenico, sono di solito estremamente stabili, quasi cristallizzati; il ruolo e l'esistenza del paziente sono indispensabili per la stabilità del sistema familiare, che reagirà con un loop di retroazioni negative in risposta a qualsiasi tentativo di cambiamento della sua organizzazione (omeostasi del sistema familiare).

Quando non usiamo più la comunicazione per comunicare ma per comunicare sulla comunicazione, gli schemi concettuali che adopriamo non fanno parte della comunicazione ma vertono su di essa. Definiamo metacomunicazione la comunicazione sulla comunicazione. L'interazione umana può essere definita come sequenze di mosse rigidamente governate da regole, delle quali i comunicanti possono essere consapevoli o meno; è importante che su tali regole si possano fare delle asserzioni di metacomunicazione dotate di significato. In altre parole, "esiste un calcolo della pragmatica della comunicazione umana le cui regole vengono osservate nella comunicazione efficace e violate nella comunicazione disturbata".

I cinque assiomi della comunicazione umana

1. L'impossibilità di non comunicare

Il primo assioma sancisce l'impossibilità di non comunicare: qualsiasi comportamento, in situazione di interazione tra persone, è ipso facto una forma di comunicazione. Di conseguenza, quale che sia l'atteggiamento assunto da un qualsivoglia individuo (poiché non esiste un non-comportamento), questo diventa immediatamente portatore di significato per gli altri: ha dunque valore di messaggio. Anche i silenzi, l'indifferenza, la passività e l'inattività sono forme di comunicazione al pari delle altre, poiché portano con sé un significato e soprattutto un messaggio al quale gli altri partecipanti all'interazione non possono non rispondere. Ad esempio, non è difficile che due estranei che si trovino per caso dentro lo stesso ascensore si ignorino totalmente e, apparentemente, non comunichino; in realtà tale indifferenza reciproca costituisce uno scambio di comunicazione nella stessa misura in cui può lo è un'animata discussione. Non è necessario, inoltre, che all'interno di un'interazione tra persone si verifichi la comprensione reciproca perché possiamo definire comunicazione i loro comportamenti reciproci; riguardo a questo aspetto si può parlare di comunicazione intenzionale o non-intenzionale, consapevole o inconsapevole, efficace o inefficace.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher N. A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Zeroli Stefania.
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