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Lezione 118

Qual è la differenza fra comportamentismo e neocomportamentismo?

Il comportamentismo si oppose all’importanza attribuita da altri approcci alle componenti interne della mente e si focalizzò sul comportamento osservabile. Il suo fondatore, lo psicologo americano John B. Watson, scrisse che l’organismo è una scatola nera (black box), che non è possibile esplorare. Il focus di questo approccio era quindi sull’indagine del comportamento osservabile intersoggettivamente e delle associazioni fra gli stimoli presenti nell’ambiente e le risposte che corrispondono al comportamento osservabile della persona. A suo parere nulla è innato, ma tutto, anche la personalità, dipende dall’ambiente nel quale si è inseriti.

Il neocomportamentismo si è sviluppato all’interno del comportamentismo e ha cercato di smorzare il divieto di interessarsi a ciò che accadeva all’interno dell’organismo. È stato proposto un nuovo schema (S-O-R) dove la O stava per organismo che si inseriva nell’associazione tra lo stimolo e la risposta. Sono comparse le Teorie della Mediazione che hanno posto attenzione a quei processi interni, non osservabili, che sono presenti tra la recezione dello stimolo e l’emissione della risposta.

Si descriva la psicoanalisi

La psicoanalisi viene definita come un approccio che considera il comportamento motivato da forze e conflitti interni di cui la persona ha scarsa consapevolezza.

Quali sono i principali assunti dell'interazionismo?

L’interazionismo è un approccio psicologico che si focalizza sull’interazione o meglio sul soggetto in interazione con altri soggetti e con il mondo. Si tratta di un orientamento che ha attraversato la storia della psicologia con diversi contributi. Nel 1938, Mead ha introdotto il concetto di interazionismo simbolico, che sosteneva che il Sé è costituito da due componenti: l’Io, la parte più individuale del soggetto, e il Me che fa riferimento ai molti modi in cui gli altri ci vedono e ci vivono.

Un altro approccio interazionista è quello della scuola sistemica di cui fanno parte Bateson, Watzlawick, Beavin e Jackson, i quali affermano che la persona è definita dalle relazioni in cui è inserita e, affinché sia possibile modificare il suo comportamento, occorre operare proprio sul sistema (ad esempio quello familiare).

L’interazionismo culturale, i cui autori di riferimento sono Batchin, Bruner e Fogel, secondo questo approccio, la vita della mente è un dialogo; centrali sono la dimensione narrativa e interpretativa. Bruner, in particolare, ha affermato che la cultura plasma la mente e offre gli strumenti per costruire il mondo e il modo in cui si concepisce se stessi e le proprie capacità. Il mondo di una persona si basa quindi sui mondi costruiti da chi l’ha preceduta. Si tratta di visioni condivise dal proprio gruppo culturale di riferimento, attraverso delle narrazioni specifiche. La cultura in cui si cresce porta ad accettare alcuni assunti come premesse su cui fondare l’accordo intersoggettivo. È opportuno che si insegni alle persone a capire che a una stessa realtà possono essere attribuiti diversi significati, anche se alcuni, all’interno di una determinata cultura, diventano dominanti e maggiormente condivisi. Ogni individuo partecipa attivamente alla co-costruzione dei significati della propria cultura, attraverso un lavoro di interpretazione degli atti comunicativi e conversazionali, ad esempio, il concetto di format: si tratta dell’insieme delle procedure comunicative che un bambino scambia con le persone con le quali è in interazione in uno specifico contesto nel quale si sviluppa l’apprendimento. Esso viene inteso come una costruzione congiunta di conoscenza e una progressiva condivisione dell’interpretazione del mondo fisico e sociale nel quale si è inseriti.

Che cos'è il modello TOTE?

Il modello TOTE è un modello a fasi: per prima cosa viene stabilito un piano di azione (Test), in seguito la stessa viene realizzata (Operate). La fase successiva si riferisce al feedback e alla valutazione di quanto è stato svolto. Se l’azione ha avuto successo, si passa alla fase conclusiva (Exit); in caso contrario il processo si ripete e si riparte dalla fase di Test. Si tratta di un modello che fa riferimento ad alcuni principi della cibernetica e in particolare al feedback (retroazione) e al feedforward (proazione).

Che cos'è il neocomportamentismo?

Il neocomportamentismo è una corrente che si è sviluppata all’interno del comportamentismo e che ha cercato di smorzare il divieto di interessarsi a ciò che accadeva all’interno dell’organismo. È stato proposto un nuovo schema (S-O-R) dove la O stava per organismo che si inseriva nell’associazione tra lo stimolo e la risposta. Sono comparse le Teorie della Mediazione che hanno posto attenzione a quei processi interni, non osservabili, che sono presenti tra la recezione dello stimolo e l’emissione della risposta.

Che cos'è il modularismo?

Il modularismo è un approccio della scienza cognitiva. Si lega alla figura di Jerry Fodor. Egli ha teorizzato la presenza di moduli di conoscenza specifici e incapsulati. Prima di tutto vi devono essere dei trasduttori che convertono gli stimoli in rappresentazioni interne trattabili dalla mente. Esistono poi dei moduli che traducono le informazioni elaborate dai trasduttori in maniera automatica. Si tratta di sistemi autonomi rispetto agli altri moduli e ai sistemi centrali. Inoltre, sono specifici per dominio, hanno una base cerebrale determinata e sono “informazionalmente incapsulati”, ossia operano su una piccola parte di informazione. Ci sono poi dei sistemi centrali della mente che ricevono e integrano gli output dei moduli. Al contrario di essi, sono lenti, operano sotto il controllo del soggetto, non sono specializzati e sono sostenuti da processi neurobiologici diffusi nel cervello.

Che cos'è il connessionismo?

Il connessionismo è un approccio della scienza cognitiva. È un paradigma teorico che cerca modelli dell’architettura mentale nella struttura e nel funzionamento del cervello. La mente è concepita come una rete dove sono presenti unità di elaborazione differenti: alcune di input, altre di output, altre ancora nascoste, che mediano il passaggio dalle unità di input a quelle di output. Le unità sono collegate da nessi attraverso le quali passano attivazioni che possono eccitare o inibire i nodi. Secondo i connessionisti la conoscenza è diffusa nella rete. La metodologia che è stata utilizzata più spesso è la simulazione del comportamento che presenta alcuni indiscutibili vantaggi: costringe a formulare ipotesi ben definite; permette di studiare i processi mentali interni; è possibile variare e correggere il processo in esame. Tuttavia, resta aperta la questione se la simulazione riesca a spiegare i processi mentali e a descriverli in maniera attendibile.

Quali sono le principali differenze fra connessionismo e modularismo?

Si descriva il funzionalismo

Il funzionalismo nasce negli Stati Uniti. William James allestì un laboratorio a Cambridge e fondò il funzionalismo. Opponendosi a Wundt, il suo approccio si incentrava sull’attività della mente e sul ruolo del comportamento per l’adattamento degli individui ai loro ambienti. Il background teorico concettuale di riferimento era quello darwiniano. Secondo questo approccio anche i processi mentali si evolvono seguendo le regole dell’adattamento biologico. Il focus era sul flusso dinamico della coscienza (Stream of consciousness): si trattava quindi di un’esperienza non scomponibile in elementi. Questo approccio rappresenta il germe dal quale si sono sviluppate la psicologia evolutiva, la psicologia applicata e la psicologia del lavoro.

Si descriva un esempio di assenza dell'oggetto fenomenico

Per assenza dell’oggetto fenomenico si intende quando delle figure risultano mascherate o nascoste, in cui non vi è la percezione seppure l’oggetto fisico sia presente.

Si descrivano le teorie della mente embodied

Le teorie della mente embodied presentano un approccio integrato e multidisciplinare che attinge dalle neuroscienze, dalla psicologia e dalla scienza cognitiva. Si focalizzano sulle architetture cognitive e cerebrali che permettono all’individuo di interagire con la realtà. Pongono attenzione alla componente fisica, culturale e di interazione con l’ambiente. Tre sono i punti fondamentali:

  • La mente è embodied, cioè incarnata, integrata con il cervello;
  • Le competenze cognitive e comunicative della mente sono descrivibili soltanto in interazione;
  • L’attività della mente è situata in un ambiente fisico e sociale.

Superando le storiche contrapposizioni fra natura e cultura, queste teorie indagano il modo in cui l’esperienza orienta e viene orientata dai programmi, con determinazione genetica, del sistema nervoso.

Qual è il focus di indagine della teoria cognitivista?

Si descriva lo strutturalismo

Wundt, fisiologo e docente di filosofia, fonda a Lipsia il primo Laboratorio di Psicologia Fisiologica. Egli sosteneva che l’oggetto della psicologia fosse l’esperienza diretta ed immediata (il contenuto di coscienza). Per indagarla, Wundt e i colleghi strutturalisti utilizzavano il metodo introspettivo: chiedevano cioè alle persone, dato un determinato stimolo, di descrivere quello che stessero provando in relazione ad esso, utilizzando le proprie parole e aggiungendo quanti più dettagli possibili. Secondo Wundt, dalle analisi di queste verbalizzazioni, sarebbe stato possibile ottenere informazioni circa la struttura della mente. Lo strutturalismo fu sottoposto a differenti critiche, in particolar modo di carattere metodologico:

  • L’introspezione non poteva essere considerata una tecnica scientificamente valida in quanto un osservatore esterno non riusciva a dimostrare la veridicità dei resoconti verbali;
  • Molte persone trovavano difficile descrivere alcune esperienze interne complesse, si pensi ai vissuti emotivi;
  • Non era infine possibile dimostrare che i contenuti di coscienza fossero gli stessi in presenza e in assenza di introspezione.

Questi punti critici portarono allo sviluppo di nuovi approcci teorici, tuttavia lo strutturalismo ha lasciato un’impronta importante nella storia della psicologia; in particolar modo gli psicologi cognitivisti, che si occupano delle funzioni mentali più avanzate (apprendimento, memoria, problem solving), hanno sviluppato tecniche più evolute, che superano i limiti sopra citati, per conoscere le esperienze consce delle persone.

Si descriva il metodo dell'introspezione

Procedura utilizzata per studiare la struttura della mente, giungendo così a comprendere come le sensazioni di base potessero produrre la percezione del mondo.

Che cos'è l'insight?

L’apprendimento per intuizione.

Quali sono gli assunti fondamentali della psicologia della Gestalt?

La psicologia della Gestalt è un altro approccio teorico psicologico fondamentale che si è sviluppato in Europa all’inizio del Novecento. Il fondatore di questa corrente è considerato Wertheimer e il background culturale di riferimento è la psicologia dell’atto di Brentano. Questo filosofo evidenziava una distinzione tra realtà fisica e realtà fenomenica. La prima corrisponde al mondo così com’è, la seconda alla realtà come appare all’individuo. I fenomeni sono quindi considerati unitari (l’atto) e non scomponibili in elementi. A partire da questi riferimenti teorici, gli psicologi della Gestalt si sono focalizzati sull’organizzazione della percezione e del pensiero in senso unitario, senza soffermarsi sui singoli elementi. Secondo loro, il tutto precede le parti, che assumono significati diversi in base al tutto di cui entrano a fare parte (si pensi alle immagini ambigue illustrate nel video e nel manuale). Gli psicologi della Gestalt si sono occupati molto di percezione. Nello specifico, un contributo centrale è stato offerto da Kohler che ha proposto l’apprendimento per insight (o per intuizione): si tratta di una ristrutturazione improvvisa e immediata degli elementi di un dato problema che porta a vederli da un punto di vista differente così da risolvere la stessa questione problematica. Un altro illustre psicologo della Gestalt, Kurt Lewin, si discostò dai temi tipici di questo orientamento. A seguito della sua emigrazione negli Stati Uniti a causa del Nazismo, si aprì alla psicologia sociale e fondò la Teoria del campo. Le interazioni fra gli individui venivano considerate come appartenenti a un campo di forze: la loro trasformazione dipendeva quindi dalla distribuzione dell’energia legata ai vettori presenti nel campo.

Che cos'è il comportamentismo?

Il comportamentismo si oppose all’importanza attribuita da altri approcci alle componenti interne della mente e si focalizzò sul comportamento osservabile. Il suo fondatore, lo psicologo americano John B. Watson, scrisse che l’organismo è una scatola nera (black box), che non è possibile esplorare. Il focus di questo approccio era quindi sull’indagine del comportamento osservabile intersoggettivamente e delle associazioni fra gli stimoli presenti nell’ambiente e le risposte che corrispondono al comportamento osservabile della persona. A suo parere nulla è innato, ma tutto, anche la personalità, dipende dall’ambiente nel quale si è inseriti.

Lezione 211

Come è strutturata la ricerca con sondaggio?

È una ricerca in cui si pongono una serie di domande su comportamenti, pensieri e attitudini a persone selezionate per rappresentare una più ampia fetta della popolazione (campione). Anche in questo caso possono esserci alcuni punti di debolezza:

  • In primo luogo bisogna fare molta attenzione a selezionare un campione che sia rappresentativo della popolazione che si vuole indagare; in caso contrario i dati non risultano significativi.
  • L’intervista può inoltre includere delle domande tendenziose che evidenziano soltanto una porzione del problema o che condizionano le risposte.
  • Infine può entrare in gioco il fenomeno della desiderabilità sociale: la persona potrebbe infatti faticare a confessare di mettere in atto atteggiamenti e comportamenti non condivisi socialmente. Di conseguenza mentirebbe sulle proprie reali attitudini e fornirebbe risposte condivisibili a livello sociale.

Quali sono vantaggi e limiti del metodo osservativo?

Si tratta di una ricerca in cui lo sperimentatore osserva un comportamento che avviene naturalmente senza apportare nessuna modifica alla situazione.

Vantaggi: considera le risposte di un campione di persone nel loro ambiente naturale.

Limiti: non può essere controllato l’ambiente naturale, quindi sperimentale.

Si descrivano le caratteristiche delle rassegne della letteratura

Si tratta di una ricerca che passa in esame dati precedentemente raccolti da altri, come articoli di giornale, curricoli scolastici, censimenti, al fine di verificare una specifica ipotesi. Esamina i dati esistenti per confermare un’ipotesi. Facilità della raccolta dati perché già presente nella realtà. Dipendente dalle reperibilità dei dati. Il principale vantaggio di questo strumento è la sua economicità, in quanto si utilizzano dati precedentemente raccolti da altri.

Si descriva il metodo osservativo

Si tratta di una ricerca in cui lo sperimentatore osserva un comportamento che avviene naturalmente senza apportare nessuna modifica alla situazione. Questo metodo presenta alcuni svantaggi (limiti):

  • È difficile controllare tutti i fattori che intervengono;
  • Non è possibile intervenire direttamente sulla situazione osservata, occorre quindi aspettare che questa si verifichi naturalmente;
  • Se le persone sanno di essere osservate potrebbero comportarsi diversamente rispetto a quanto fanno di solito e, di conseguenza, i dati raccolti non risulterebbero validi.

Si descriva il metodo sperimentale

Il ricercatore produce un cambiamento in una variabile per osservare gli effetti di quel cambiamento su altre variabili. Gli esperimenti costituiscono il solo modo per determinare relazioni di causa ed effetto. Lo svantaggio è che per essere validi richiedono:

  • Un’assegnazione causale dei soggetti alle condizioni, variabili dipendenti ed indipendenti chiaramente definite, controlli rigorosi delle condizioni sperimentali e delle consegne.

1) Un esperimento studia la relazione causale fra variabili, attraverso la produzione deliberata di un cambiamento in una variabile (manipolazione sperimentale) e l’osservazione degli effetti di tale cambiamento su altri aspetti della situazione. Nello specifico, la variabile che viene manipolata dallo sperimentatore prende il nome di variabile indipendente, mentre la variabile che ci si aspetta cambi in seguito alla manipolazione dello sperimentatore viene chiamata variabile dipendente.

2) I primi passaggi necessari per impostare correttamente una ricerca sperimentale fanno riferimento allo sviluppo di una o più ipotesi, operazionalizzate in maniera tale da poter essere adeguatamente verificate. Un passaggio centrale è poi la definizione di gruppi sperimentali e di controllo. Un gruppo sperimentale è ciascun gruppo che partecipa a un esperimento e riceve un certo trattamento, vale a dire la manipolazione effettuata dallo sperimentatore. Il gruppo di controllo è invece un gruppo, omogeneo a quello/i sperimentale/i, che non riceve però nessuna forma di trattamento.

3) Avere un gruppo di controllo permette di essere sicuri che i risultati osservati dipendano esclusivamente dalla manipolazione sperimentale e non da fattori esterni. È inoltre fondamentale che i partecipanti vengano assegnati ai diversi gruppi in maniera casuale; in alternativa i risultati potrebbero essere viziati.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SVFriz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Valenti Chiara.
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