Psicologia generale
Modulo 1
Introduzione alla psicologia
La psicologia in sintesi ha tre oggetti principali di studio: funzioni cognitive, funzioni affettive e comportamento; questi vengono studiati per descrivere l'architettura funzionale, definire dei modelli esplicativi ed individuare delle condizioni patologiche. La psicologia ha diverse aree di applicazione per questo è importante introdurre il concetto di “specializzazione” nell'ambito delle discipline psicologiche che di fatto presentano oggetti e metodiche di studio definiti e differenziati.
Storicamente le discipline psicologiche sono diventate autonome sul piano scientifico grazie all'applicazione del metodo sperimentale (raccolta-elaborazione dati-validità dei risultati); tuttavia non tutte le variabili psicologiche possono essere studiate in laboratorio (es. ricerca traslazionale) per questo la psicologia si avvale di numerosi strumenti di ricerca (metodi tradizionali comportamentali e fisiologici, metodi moderni neurobiologici e neurofisiologici).
La psicologia è la scienza che per eccellenza si interfaccia con altre discipline scientifiche contribuendo all'ampliamento delle conoscenze in numerose aree del funzionamento umano.
Strutturalismo
Wilhelm Wundt istituì nel 1879 a Lipsia il primo laboratorio sperimentale di psicologia, diventando una disciplina scientifica autonoma in grado di formulare e verificare le ipotesi seguendo un procedimento sperimentale. Il strutturalismo aveva come oggetto di studio i processi mentali, in particolare Wundt era interessato ai processi sensoriali e percettivi elementari che permettono l'esperienza complessa cosciente; essi venivano individuati attraverso l'introspezione.
Limite del metodo: mancanza di oggettività, di replicabilità e di applicabilità dei dati raccolti in altri ambiti di studio (es: disturbi dello sviluppo, psicopatologici, cognitivi). Merito: ha posto le basi per l'uso del ragionamento scientifico nello studio dei processi psicologici.
Funzionalismo
Maggiori esponenti: William James, James Angell. Si contrappone allo strutturalismo e cerca di superarne i limiti orientando la ricerca su elementi oggettivamente osservabili. L'oggetto di studio non sono le strutture della mente ma le operazioni mentali che possono essere osservate.
Il funzionalismo è stato fortemente influenzato dalle ricerche di Darwin relative ai processi di apprendimento che permettono l'adattamento dell'individuo all'ambiente. Vengono dunque studiate variabili biologiche e comportamentali in un'ottica integrata (non isolata) e le funzioni mentali vengono concepite come un aspetto dell'organismo. Viene superato il concetto di dualità mente-corpo (corpo e mente producono risposte integrate agli stimoli esterni).
Comportamentismo
Maggiore esponente: John B. Watson. La psicologia è una scienza naturale il cui oggetto di studio è rappresentato solo dal comportamento direttamente osservabile (continuità con il funzionalismo). Il metodo, contrapposto all'introspezione dello strutturalismo, si basa sull'osservazione di risposte comportamentali misurabili a stimoli ambientali codificati. L'apprendimento avviene attraverso l'associazione stimolo-risposta e permette l'adattamento.
- Pavlov: scoprì attraverso i suoi studi che gli organismi potevano apprendere le relazioni causali tra eventi attraverso la costituzione di nuove associazioni tra stimolo-risposta.
- Thorndike: formulò la “legge dell'effetto” secondo la quale un comportamento che produce un esito gratificante ha più probabilità di essere ripetuto rispetto ad un comportamento che ha dato esiti spiacevoli.
- Skinner: introduce il principio di rinforzo positivo e rinforzo negativo per definire le conseguenze di un determinato comportamento.
Limite: rinuncia a priori allo studio dei processi mentali, non fornisce dunque informazioni utili alla comprensione dell'architettura dei processi cognitivi ed affettivi. Merito: grande attenzione al rigore metodologico negli esperimenti, scoperte rilevanti sulle caratteristiche del comportamento umano.
La Gestalt
Gli psicologi della Gestalt hanno orientato i propri studi sui fenomeni percettivi, in particolar modo sui meccanismi e processi alla base della formazione di rappresentazioni strutturate del mondo esterno; lo strutturalismo e il comportamentismo infatti non erano in grado di spiegare come la complessità degli stimoli ambientali viene rielaborata attraverso i processi mentali.
Merito: ha contributo alla formazione di una psicologia sperimentale che adotta metodiche oggettive per indagare le variabili psicologiche interne.
Cognitivismo
L'oggetto di studio dei cognitivisti sono le funzioni mentali, ovvero gli atti elaborativi, integrativi ed interpretativi che si attivano attraverso un determinato stimolo producendo una determinata risposta comportamentale. Le funzioni mentali non sono direttamente osservabili ma è possibile osservare i comportamenti che derivano dall'applicazione di tali funzioni. I cognitivisti adottano la stessa metodologia rigorosa ed oggettiva dei comportamentisti (osservazione oggettiva, verifica dell'ipotesi) per osservare e misurare i comportamenti del soggetto in determinate condizioni sperimentali al fine di individuare le modalità con cui l'individuo costruisce le proprie rappresentazioni della realtà. I processi cognitivi possono essere osservati in modo diretto attraverso la misurazione di variabili comportamentali (Neisser).
Meriti: ha fornito importanti dati per la comprensione del funzionamento dei processi psichici (cognitivi e affettivi) e ha contribuito a costruire le basi scientifiche delle moderne scienze cognitive (neuroscienze) e della neuropsicologia.
Piaget: sulla sua teoria si basano i moderni approcci della psicologia dell'età evolutiva e della neuropsichiatria infantile. L'adattamento avviene attraverso l'interazione e integrazione di due processi che permettono di creare un equilibrio fra sé e l'ambiente al fine di un adattamento funzionale:
- Assimilazione: le nuove informazioni vengono incorporate negli schemi preesistenti e dunque elaborate attraverso strutture predefinite.
- Accomodamento: le informazioni nuove non possono essere elaborate attraverso gli schemi preesistenti poiché inadeguati, vengono dunque riorganizzate le strutture preesistenti.
Lo sviluppo cognitivo procede da attività indifferenziate di tipo riflesso (neonato) fino al raggiungimento del ragionamento formale (adulto) attraverso il superamento di quattro stadi principali:
- Senso-motorio (0 – 18/24 mesi)
- Preoperatorio (2 – 6 anni)
- Operatorio concreto (6 – 12 anni)
- Operatorio formale (12 anni e oltre)
Psicologia dinamica
Sigmund Freud elaborò una teoria del funzionamento della mente, dello sviluppo funzionale e patologico; propose la psicoanalisi come dispositivo tecnico-scientifico applicato per il trattamento dei disturbi psicopatologici e basato sui principi cardine del determinismo psichico (= nulla avviene casualmente, i processi cognitivi sono influenzati da variabili ed esperienze pregresse) e sui concetti di pulsione (fattore motivazionale di base), meccanismo di difesa e transfert.
Limite: mancanza di supporto scientifico, si fonda sulle intuizioni derivanti dall'ascolto del paziente, dall'osservazione della relazione paziente-clinico e sull'applicazione del metodo delle libere associazioni e dell'interpretazione. Nel corso del tempo la teoria di Freud ha subito diverse modifiche ma i suoi principi rimangono attuali.
Paradigma psicoanalitico
Concetto cardine: Determinismo psichico. Freud propose due modelli, definiti topiche, di funzionamento dell'apparato psichico che è organizzato in diversi sistemi in relazione fra loro.
Prima topica: 3 livelli
- Inconscio: contenuti rimossi dal campo della coscienza ma che continuano ad influenzare il funzionamento mentale.
- Preconscio: contenuti che non fanno parte della coscienza ma a cui si può accedere con meno sforzo.
- Conscio: rappresenta la coscienza dell'individuo con i pensieri, affetti e tutto ciò di cui si è consapevoli.
Seconda topica: ipotesi strutturale dell'apparato psichico suddiviso in 3 istanze in interazione dinamica continua che determina condizioni di equilibrio a livelli diversi in base alle fasi di sviluppo del soggetto e alle condizioni ambientali.
- ES: comprende l'insieme delle pulsioni primitive (libidiche e aggressive), l'energia associata alle pulsioni tende costantemente alla ricerca del soddisfacimento immediato del bisogno (principio del piacere).
- EGO: istanza che esercita un'azione di monitoraggio e verifica sull'ambiente (attraverso apparato motorio, percettivo, osservazione, memoria, giudizio) per promuovere il processo di adattamento mantenendo un equilibrio tra spinte interiori (pulsioni) e richieste esterne. Controlla i meccanismi di difesa: strumenti utilizzati prevalentemente in modo inconsapevole per far fronte all'ansia associata ai conflitti interiori e con l'ambiente esterno (rimozione, introiezione, proiezione, negazione, formazione reattiva, fissazione, regressione, spostamento, sublimazione, intellettualizzazione, identificazione proiettiva). Promuove il principio di realtà che si contrappone al principio del piacere.
- SUPER-IO: all'interno di questa istanza sono incluse le funzioni di divieto su cui si forma il sistema dei valori del soggetto, rappresenta la coscienza morale con un funzionamento prevalentemente inconsapevole.
Lo sviluppo psicosessuale: procede attraverso determinati stadi in modo graduale, ogni stadio è caratterizzato da specifiche modalità di soddisfacimento delle pulsioni, da modalità relazionali definite e dalla dominanza di una zona erogena. La modalità di funzionamento della fase precedente non viene persa ma subordinata alla modalità di funzionamento della nuova fase.
- Periodo pregenitale o delle pulsioni parziali:
- Fase orale: 0 – 1 anno
- Fase anale: 1 – 3 anni
- Fase fallica: 3 – 5 anni
- Periodo di latenza (6 anni – pubertà): caratterizzato da una diminuzione degli impulsi connessi alle zone erogene e aumento dell'orientamento alla vita pratica e maggiore adattamento alla realtà esterna.
- Periodo genitale (dalla pubertà): la ricerca del soddisfacimento non è più connessa alle pulsioni parziali ma alla relazione con l'altro.
Meriti della psicoanalisi:
- Ha contribuito ad una migliore comprensione del funzionamento dei processi mentali
- Ha fornito un utile dispositivo per il trattamento dei disturbi psicopatologici
- Ha rappresentato un importante stimolo per il cambiamento dei modelli educativi
- Ha fornito nuovi strumenti per comprendere le dinamiche relazionali interpersonali
Neuropsicoanalisi
Nel corso del tempo si è assistito ad un acceso dibattito su quale dimensione, scientifica o filosofica, debba assumere la psicoanalisi. Numerosi ricercatori hanno provato a documentare in maniera sempre più oggettiva lo studio e i risultati di questa materia, da tale necessità nasce la neuropsicoanalisi il cui organico è principalmente formato da psicologi, psicoanalisti, neuropsicologi, neuroscienziati e medici.
Tale orientamento scientifico cerca di sfruttare le potenzialità dei moderni strumenti di indagine scientifica per intensificare la ricerca psicoanalitica. Tra loro citiamo il neuroscienziato premio Nobel per la medicina nell’anno 2000: Eric Kandel. Tratto dall’articolo: “A New Intellectual Framework for Psychiatry”. Kandel ER. American Journal of Psychiatry 1998.
Un framework comune per la psichiatria e le neuroscienze
Kandel descrive un framework intellettuale che contiene il pensiero corrente dei biologi circa la relazione tra mente e cervello sintetizzandolo in 5 punti principali:
- Tutti i processi mentali derivano da operazioni cerebrali, dunque ciò che noi normalmente definiamo mente non è altro che un insieme di funzioni supportate dal cervello, pertanto i disturbi del comportamento che caratterizzano la patologia psichiatrica sono disturbi di funzioni cerebrali, anche nei casi in cui le cause del disturbo sono di origine ambientale.
- I geni esercitano un controllo significativo sul comportamento, in questo senso la genetica diventa una componente che contribuisce allo sviluppo delle patologie mentali.
- Oltre ai geni anche fattori evolutivi e sociali contribuiscono alla genesi di un disturbo mentale, questi possono esercitare delle azioni sul cervello modificando l'espressione genetica e quindi la funzione delle cellule nervose (l'apprendimento produce delle alterazioni dell'espressione genetica).
- Le alterazioni dell’espressione del gene indotte dall’apprendimento “producono” cambiamenti negli schemi di connessione neurale, tali cambiamenti sono presumibilmente responsabili delle disfunzioni del comportamento indotte da contingenze ambientali.
- Il processo di apprendimento (genera cambiamenti nell'espressione genetica) che avviene attraverso la psicoterapia e il counseling è efficace e produce cambiamenti a lungo termine nel comportamento.
Tratto dall’articolo “Biology and the future of psychoanalysis: a new intellectual framework for psychiatry revisited”. (Kandel ER. American Journal of Psychiatry, 1999)
Il metodo psicoanalitico e la visione psicoanalitica della mente
Kandel in questo articolo critica la mancanza d’interesse, da parte della psicoanalisi, nello sviluppare un metodo sperimentale e sostiene che la psicoanalisi:
- Faccia eccessivo affidamento al metodo della libera associazione e dell’interpretazione (soggettività)
- È stata di gran lunga migliore nel generare idee piuttosto che nel verificarle (mancanza di oggettività dal punto di vista sperimentale)
- Abbia sviluppato metodi propri isolandosi da altre discipline e forme di ricerca.
Kandel propone alla psicoanalisi di servirsi della biologia, essa con i suoi studi può elevare la psicoanalisi a scienza, studiando ad esempio: l'origine dei processi mentali inconsci; l'origine della causalità psicologica e la psicopatologia; le esperienze precoci e la predisposizione alla patologia mentale; il preconscio, l'inconscio e corteccia prefrontale; l'orientamento sessuale; la psicoterapia e i cambiamenti strutturali del cervello; la psicofarmacologia come coadiuvante della psicoanalisi.
La psicologia oggi
La psicologia in quanto scienza del comportamento e delle funzioni cognitivo-affettive necessita di un confronto continuo con le altre discipline scientifiche con cui condivide l’oggetto di studio: l’uomo. Questa disciplina è sempre più una “neuroscienza cognitiva”, l’integrazione della ricerca comportamentale con le moderne metodiche d’indagine ha permesso di giungere a modelli raffinati di spiegazione del funzionamento di alcuni processi mentali (es: memoria, percezione, mentalizzazione).
Lo psicologo non può prescindere dalla conoscenza di importanti scoperte neuroscientifiche come le nozioni di DMN, di plasticità cerebrale, di potenziamento/depressione a lungo termine dell’attività neuronale, queste sono alla base delle potenzialità applicative dell’intervento psicoterapeutico e dei training neuropsicologici.
- Il concetto di plasticità cerebrale, ovvero la capacità di adattamento funzionale e strutturale dell’encefalo in funzione dei cambiamenti della stimolazione ambientale, ha dato un forte impulso alla ricerca sulle tecniche di intervento psicologico (cognitivo) applicate nella riabilitazione di persone con sindromi neurologiche.
- La scoperta che l'attività cerebrale si declina attraverso operazioni di rete funzionali (network) la cui interazione è fondamentale per formulare risposte adattive corrette
Esempio: il Default Mode Network – DMN è costituito dalla co-attivazione in condizioni di riposo di alcune aree anteriori e posteriori dell’encefalo tra loro connesse; per alcuni studiosi è un sistema “sentinella” con il compito di mediare la vigilanza su stimoli ambientali per i quali è richiesta la risposta da parte dell’organismo, per altri ricercatori è considerato un sistema che media il pensiero spontaneo indipendente dall’ambiente esterno, ovvero il pensiero rivolto ad aspetti dell'esperienza del sé (mind wandering).
- I processi biologici di long term potentiation e long term depression mediano il consolidamento delle informazioni nella memoria, attraverso modificazioni della funzionalità sinaptica e della struttura delle connessioni tra neuroni. Questi processi sono dipendenti dall’apprendimento e dunque dal comportamento (i livelli delle proteine implicate nella modulazione della crescita e sopravvivenza dei neuroni si modificano in funzione dell'esercizio cognitivo).
Connettomica: linea di ricerca contemporanea il cui obiettivo è di individuare la connettività strutturale e funzionale tra i neuroni delle strutture corticali e sottocorticali al fine di delineare delle mappe di connettività (sta ottenendo risultati interessanti nella ricerca sull’Alzheimer).
L’antico dualismo mente-corpo appare definitivamente superato dalle recenti conquiste delle neuroscienze.
Modulo 2
La collocazione della psicologia nelle discipline scientifiche
La psicologia si colloca nel contesto delle discipline scientifiche, la metodologia è dunque quella utilizzata da altre discipline (es: biologia), il cui oggetto di indagine è il comportamento e le funzioni cognitivo/affettive dell'uomo. Il ricercatore formula delle ipotesi circa l’esistenza di determinati fenomeni e la relazione tra questi applicando una metodologia che gli consente di verificarne la veridicità.
Ipotesi: supposizione sull’esistenza di una relazione potenziale tra fenomeni e o variabili.
Teoria: organizzazione dell'insieme delle ipotesi e dei fatti in un sistema integrato che facilita la spiegazione/comprensione dei fenomeni.
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