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NEGLIGENZA SPAZIALE UNILATERALE o NEGLECT

causato da deficit dell’attenzione selettiva spaziale.

Insorge dopo lesione al parietale inf dx e si manifesta come mancata percezione e

rappresentazione dello spazio a sx anosognosia, ossia inconsapevolezza o negazione di malattia,

poiché è proprio inconsapevole dela parte malata e lo spazio in cui quella parte vive.

neglect motorio, ossia la conseguente tendenza a non utilizzare gli arti della parte interessata (sx)

SAS: SISTEMA ATTENZIONALE SUPERIORE

info sensorialestrutture percettive sensoriali database di attivazione schemi di selezione

competitivastrutture di elaborazione psicologicasistema effettore

ci consente di avere un’attenzione prolungata che trattiene l’info maggiormente competitiva e la

manda alle strutture psicologiche.

SONNO E SOGNO

Il sonno non è un comportamento passivo bensì svolge molte funzioni:

.bilanciamento metabolismo del glucosio

.produzione maggior numero di anticorpi

.eliminazione più efficace delle tossine

.risposta e regolazione sistema cardiovascolare

.mantenimento attività metabolica cerebrale

.rafforzamento memoria e info cognitive, soprattutto in fase rem

4 fasi del sonno sempre più profondo a cui segue una fase REM, in cui avvengono i sogni e il

massimo accesso all’inconscio. Essa e una vera e propria attività psichica cerebrale. Le ore di

sonno per garantire un ritmo circadiano sano e una massima capacità cognitiva del soggetto

durante la veglia dovrebbero essere 8.

durante il sonno quindi non c’è un “lasciarsi andare”, bensì è uno stato comportamentale con

caratteristiche precise (es. occhi chiusi e bassa reattività).

sistema di vigilanza è attivato da sistema reticolare ascendente, responsabile con il tronco del

ritmo sonno-veglia: se il tronco è leso si ha lo stato di coma. L’ipotalamo regola attraverso il sonno

l’attività psichica e quindi l’aspetto comportamentale del sonno.

Le 4 fasi del sonno procedono fino allo stato di sonno profondo, che ha paradossalmente meno

attività tracciabile con EEG della fase remmeno elettricità=meno attività. Come riconoscere gli

stadi del sonno?

1: occhi si muovono lentamente

2-3-4: assenza movimento oculare

REM: movimento veloce degli occhi.

Se il ritmo circadiano dell’orologio biologico non viene rispettato e ad esempio si dorme di giorno e

si sta svegli di notte, non si entra in relazione con l’ambiente esterno ossia la luce/buio, e se ne

risente da subito.

DISTURBI DEL SONNO

Dissonnie=insonnia e/o sonnolenza eccessiva

parasonnie

disturbi legati a patologie psichiatriche

disturbi proposti

sono estrinseci se hanno legame strettamente connesso con l’ambiente, quindi con una sindrome

di malfunzionamento dell’adattamento.

insonnia: irrequietezza del sonno e insufficienza di esso. È un problema legato all’atto di

addormentarsi ma anche al ri-addormentarsi o al risveglio precoce. Può essere transitoria,

occasionale o cronica: diventa un fattore clinico quando si superano le 3 settimane. Ci sono inoltre

indicatori di un principio di insonnia come difficoltà di addormentamento e risvegli frequenti e

precoce, che inevitabilmente hanno conseguenze sulla qualità della vigilanza durante la veglia e

sull’irritabilità.

L’insonnia può essere:

-idiopatica=non si conosce la causa. Insorge in età infantile e perdura per tutta la vita.

-psicofisiologica=15%, prevale nelle donne e di mezza età. Spesso si innesca dopo un periodo

stressante, i soggetti avvertono il bisogno di dormire ma non ci riescono, il che causa apprensione

e irritabilità, inoltre sembra migliorare cambiando ambiente, e creando un condizionamento

positivo riguardo all’idea del letto e del sonno stesso. Si cura farmacologicamente in quanto

condiziona anche il metabolismo.

-distorta percezione/paura del sonno= paura di addormentarsi, spesso legata alla paura di sognare

(NB ricordo il sogno quando mi sveglio in corrispondenza della fase rem).

-sindrome delle gambe senza riposo. L’individuo muove continuamente le gambe con una

sintomatologia di psicoagitazione: questo movimento aumenta alla sera e di notte seguendo quindi

un ritmo circadiano.

-insonnia da farmaci: si pensi non solo a nicotina e caffeina ma steroidi e ipotiroidei.

legati ad altre malattie: psichiche (ansia, depressione), internistiche, neurologiche

SI deve applicare quindi un’igiene del sonno e una terapia: si agisce sulle cause se identificabili,

tramite psicoterapia o terapie comportamentali per indurre un rilassamento e autocontrollo migliori

(desensibilizzazione, training autogeno, regime di sonno ristretto).

ipersonnie

Primarie:

.idiopatiche

.narcolessia

.ricorrente klein-levin

da altre patologie:

.OSAS (apnee notturne)

.psichica

.tossico/infettive/ormonali

.lesionale organica

-osas=apnee ostruttive, malattia dei russatori per cui si ha una ricorrente ostruzione delle vie aeree

superiori

-narcolessia= sindrome caratterizzata da una tetrade sintomatica ossia attacchi di

sonnocataplessiaallucinazioni ipnagogicheparalisi del sonno. Il narcolettico utilizza il sonno

come autodifesa da un trauma, perciò non avrà alternanza delle fasi-Rem, per non accedere alla

sua attività psichica inconscia.

la narcolessia esordisce dai 15-35 anni con sporadiche remissioni. Il primo sintomo nell’90% dei

casi è la sonnolenza, in un 10% dei casi è la cataplessia

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI

1900, è uno studio che inizia come autoanalisi, un’introduzione nelle scienze psicologiche che, con

la teoria topica, rivoluziona la psicanalisi.

L’autoanalisi è importante anche alla luce dei dati biografici di Freud che nel 1896 perde il padre,

cominciando così un percorso di osservazione del proprio trauma e delle proprie reazioni negative

che influenza molto la redazione nell’interpretazione dei sogni.

Egli sogna il “sogno dell’iniezione di Irma”, che lo illumina perché ritrova nel sogno le sue angosce

e la percezione di averle rimosse consciamente.

Il sogno  appagamento mascherato di un desiderio inammissibile e quindi rimosso.

Quando noi sognamo e raccontiamo ciò che ricordiamo, in verità quello che pensiamo di

conoscere sul nostro sogno è solo quello che la nostra coscienza ci ha permesso di trattenere,

ossia il contenuto manifesto. In un sogno infatti si hanno contenuti distinti a causa di un’operazione

di CENSURA che la nostra mente fa per vietare l’emergenza cosciente del desiderio, con il

bisogno comunque esistente di appagare il nostro bisogno di rappresentarlo: ciò avviene

mascherandolo e distorcendolo nel sogno.

-contenuto manifesto: trama generale, scenario, personaggi.

-contenuto latente: i desideri e le loro dinamiche inconsce che effettivamente hanno determinato il

sogno e che possono essere compresi solo se smascherati e interpretati tramite le associazioni

libere dell’individuo riguardo i dettagli del contenuto manifesto.

Lavoro del sogno lavoro di trasformazione che il sogno compie per formare la trama che si svolge

nel contenuto manifesto, a partire dall’elaborazione del contenuto latente.

I sogni mantengono spesso un collegamento con la realtà e fanno riferimenti ad eventi realmente

vissuti e per noi riconoscibili: c’è quindi un riferimento a ciò che è avvenuto durante il giorno,

chiamato residuo diurno.

schema del sogno

.condensazione: un elemento manifesto riassume più elementi latenti

.spostamento: sostituzione di una situazione inaccettabile con una rappresentazione di minore

intensità e accettabile per la censura.

.raffigurazione plastica: il lavoro del sogno costruisce una trama accostando vari elementi che

seguono una logica non coincidente con quella della coscienza

.elaborazione secondaria: interviene quando il soggetto si sveglia è da una forma più coerente al

sogno, una ricostruzione per lui sensata.

processo primario è il modo di funzionare caratteristico del sistema inconscio e coincide con il

modo in cui la psiche opera nel primissimo periodo di vita: queste fasi di inizio risalgono alla

nascita di autopercezione = svezzamento, quando comincia quindi ad autorappresentarsi e a

desiderare.

così come il desiderio, il bambino comincia ad avere anche l’angoscia della perdita (es. del seno),

poiché percepisce sé stesso e il distacco e quindi anche la relazione affettiva tra sé e ciò che

desidera: si sviluppano quindi primi impulsi. La caratteristica primaria del processo primario è la

forte tendenza della carica pulsionale a scaricarsi rapidamente e completamente. Questa scarica

dà vita a due componenti del sonno, ossia le sensazioni piacevoli e spiacevoli. Il nevrotico avrà

personata incapsulata e una crisi nel momento in cui non potrà dare sfogo a questa scarica.

processo secondario legame tra gli investimenti pulsionali e parole e rappresentazioni oggettuali

che è alla base dello sviluppo del principio di realtà. È proprio il principio di realtà a caratterizzare il

processo secondario, ed è volto al realizzamento del desiderio in relazione alle richieste della

realtà esterna.

questo processo ha lo scopo di rendere possibile il raggiungimento di una gratificazione realistica

diventando un importante elemento per il processo di adattamento.

Nella persona sana il principio di realtà dovrebbe coincidere con il pensiero vigile e stabile e quindi

l’interpretazione risulta più lineare.

QUINDI

primario= adoperato come sinonimo di pensiero irrazionale e non legato alla realtà

secondario= pensiero razionale e azione realistica.

con persone dal principio di realtà distorto si lavora sul primario per risolvere il problema “alla

base”

TEORIA TOPICA

postula l’esistenza di tre sistemi nella psiche considerati come luoghi della mente, ciascuno

caratterizzato da un particolare rapporto con la coscienza

.preconscio

.conscio

.inconscio

inconscio i suoi elementi sono inaccessibili alla coscienza, funzionano secondo processo

primario, sono di natura non verbale e agiscono seguendo il principio di piacere essendo in

relazione stretta con la vita pulsionale. Sono di natura infantile, riprendono infatti elementi visivi di

natura mnestica che risalgono ai primi ricordi.

preconscio tutto ciò che noi rimuoviamo per censura. Agisce secondo principio di realtà

rimandando a una scarica di energia psichica che è fonte di piacere, conformandosi però a ciò che

la realtà richiede secondo logica e morale. È un serbatoio di varie energie, il che permette al

preconscio di essere più preciso dell’inconscio e di impegnarsi nello sviluppo del pensiero.

Inconscio contenuti di cui siamo completamente coscienti. La coscienza si limita agli stimoli

esterni e alle sensazioni causate da essi o dal preconscio. Gli elementi preconsci possono

diventare consci solo se acquistano una carica energetica dal sistema conscio, chiamata “carica di

attenzione”. La funzione del conscio è di controllare il movimento.

QUINDI

sogno=forma che la nostra coscienza assume durante il sonno

NB non sempre c’è censura: nei sogni infantili, negli incubi(sono tutte paure vere!), nei segni di

comodità degli adulti

SCHEMA SOGNO

1) elaborazione primaria: (il sogno viene narrato ma non elaborato, fase ancora di non

consapevolezza)

.drammatizzazione

.condensazione

.sovradeterminazione

.spostamento di accento

.trascrizione simbolica

2)elaborazione secondaria: (l’individuo interpreta il proprio sogno)

.processo di unificazione

.processo di sdoppiamento (trasferisce la propria interpretazione su un’altra persona es. per

vergogna)

LA MEMORIA

memoria = capacità di un organismo vivente di acquisire, ritenere e usare le informazioni, abilità e

conoscenze.

è mediata da una testimonianza oculare, ossia il modo più immediato di acquisire le informazioni

che è però influenzato anche dalla nostra elettività.

Quando memorizziamo utilizziamo due tipi di apprendimento:

-implicito: fa ricorso a una memoria implicita che noi utilizziamo pur senza intenzione e ci permette

di riconoscere la presenza o l’assenza di elementi coerenti tra loro in un’immagine visiva. I ricordi

impliciti tendono a essere incoerenti, e quindi caratteristici dell’infanzia.

-esplicito

L’utilizzo di queste memorie dipende e necessita di un immagazzinamento precedente, che può

avere varie modalità. L’efficacia della memoria dipende quindi da vari fattori:

.velocità dell’informazione, sia nel riceverla che nell’elaborarla. la mielizzazione degli assoni

avviene verso i tre anni e contribuisce a questo fattore

.famigliarità con l’info

nb i lobi frontali nella memoria servono a organizzare quello che vogliamo trattenere. A un anno di

età i bambini lasciano un oggetto e sanno dove andare a riprenderlo, il che ci permette di capire

che ha capacità mnemonica, come dimostra anche il test di abituazione : faccio vedere molti

oggetti uguali e quando ne introduco uno diverso il bambino reagisce. La memoria raggiunge apice

a 18 anni e dai 21 decade.

MODELLI TEORICI

.meccanismo a doppia traccia: evento che ancora vive nella coscienza e si trova nella memoria

primaria, mentre un ricordo temporaneamente scomparso dalla coscienza è conservato da una

memoria primaria.

.distinzione tra componenti: la memoria è divisa in a breve e lungo termine

.decadimento della traccia amnestica: lo stimolo origina una traccia di breve durata che se non

viene ripassata volontariamente decade nel giro di pochi secondi.

.modelli funzionali bi componenziali

.modello di Atkinson=modello modale

stimolo ambientaleregistri sensoriali(visivo,uditivo,tattile)magazzino a breve termine: memoria

operativa temporanea, in cui grazie alle strutture frontali possiamo processare e ripassare le

decisioni, codificare l’info e elaborare strategie di richiamorisposta + magazzino permanente a

lungo termine

.modello della working memory

la memoria di lavoro è una memoria a breve termine processata da strutture frontali che permette

di trattenere alcune informazioni basilari superficiali e limitate (es. tabelline).

Loop articolatorio: magazzino fonologico + ripasso articolatorio ossia: struttura capace di

immagazzinare superficialmente le info codificate dal punto di vista fonologico + processo attivo

che svolge una funzione di codifica e mantenimento dell’info.

la working memory utilizza la corteccia prefrontale e l’area intraparietale laterale. La corteccia

prefrontale è responsabile di capacità complesse: una ragione per pensare che sia coinvolta

nell’apprendimento è la sua interconnessione con il lobo temporale mediale e le strutture

diencefaliche. Inoltre è nella working memory perché ci aiuta a sequenziare il movimento e a

pianificarlo schematicamente.

MEMORIA A BREVE E LUNGO TERMINE

lungo=capacità illimitata dell’individuo di ricordare e ricorrere ai propri ricordi.

BASI NEUROLOGICHE DELLA MEMORIA

Prestazioni mnestiche: capacità di orientare la memoria dal punto di vista visivo semantico o

episodico.

co sono aree cerebrale deputate a specifiche funzioni mnestiche:

.Lobi temporali mediali implicano la formazione di nuovi ricordi e consolidano i vecchi su base di

quelli nuovi. Trasmettono reciprocamente tra aree associative.

.corteccia rinale (paraippocampale) zone maggiormente colpite nelle malattie neurodegenerative

(alzheimer). Arrivata a questa fase l’info può essere persa o trattenuta: se arriva all’ippocampo vuol

dire che è stata trattenuta. Questo passaggio nell’Alzheimer viene eliminato.

.talamo  consolidano la memoria procedurale e implicita. Lesioni talamiche eliminano la nostra

capacità di ricordare i movimenti sulla base di schemi abituali.

.ippocampo DX: specializzato nella formazione di mappe spaziali. SX: controlla la memoria

relazionale

.diencefalo diviso in corpi mammillari (ipotalamo) e parte anteriore e dorsomediale (talamo).

Insieme queste strutture si occupano di formare nuovi ricordi e conservare quelli passati. Lesioni

diencefaliche causano la perdita dei ricordi.

quindi lo schema progressivo di questa memoria DICHIARATIVA è:

area associativa corteccia cerebrale  corteccia rinaleippocampo fornice, talamo e ipotalamo.

DISTURBI DELLA MEMORIA

amnesia.

.dovuta a fattori psicogeni: dissociativa o isterica, da stress post-traumatico, da personalità multipla

.dovuta a fattori organici: transiente(amnesia globale transitoria), cronica (amnesia globale)

processo dell’amnesia: memoria a lungo termine esplicita viene rappresentata attraverso una

componente episodica e semantica. L’individuo riesce a parlare di cose significative ma non a

relazionarle a livello episodico. L’amnesia riguarda per lo più la memoria episodica.

memoria anterograda: relativa all’acquisizione di nuovi ricordi a partire dagli inizi della malattia

retrograda: relativa al ricorrere ai ricordi precedenti alla malattia.

oblio=dimenticanza non temporanea e non dovuta a una distrazione, bensì si verifica quando la

traccia viene recepita perfettamente ma non trattenuta e dimenticata. È la sensazione di

dimenticare.

l’oblio dipende dal passare del tempo : quanto più lungo è l’intervallo di tempo tra apprendimento e

rievocazione, quanto scadente sarà la qualità del ricordo.

Freud identifica l’oblio come una delle facoltà difensive nella mente umana che tende a rimuovere

contenuti mnemonici e pensieri ritenuti minacciosi, che rimangono inconsci e repressi.+

APPRENDIMENTO

Apprendimento: qualunque cambiamento relativamente permanente nel comportamento, che sia

attribuibile all’esperienza.

Lo studio di questo fenomeno iniziò con Pavlov e deve tenere conto particolarmente dell’ambiente

in cui lo studio avviene: esso influenza comportamento e meccanismi neuronali, secondo un

meccanismo selettivo nell’ambiente individuale. Ciò non vale nei casi di Alzheimer, in cui

nonostante la stimolazione da parte dell’ambiente, i processi neuronali non si lasciano modificare

da esso e anzi continuano a deteriorarsi.

Pavlov teoria CONDIZIONAMENTO CLASSICO

Osservando la salivazione nei cani, che è una risposta fisiologica riflessa e involontaria, che in

natura viene associata alla presenza di cibo, si accorse che la salivazione aumentava anche

quando, dopo aver nutrito più volte il cane contemporaneamente suonando una campanella,

l’animale sentiva semplicemente il suono della campanella .

Ciò che succedeva era l’associazione di uno stimolo a una risposta:

.in natura si ha uno stimolo incondizionato=cibo che causa una risposta

incondizionata=salicvazione

.dopo l’apprendimento si ha l’associazione di uno stimolo condizionato=campanella a una risposta

condiziata da esso=salivazione.

Il cane aveva quindi appreso che il suono della campanella era equivalente all’arrivo del cibo.

Il condizionamento classico negli esseri umani spesso si tramuta anche in risposte emotive

condizionate: es. uno squillo di telefono la notte è associato a un evento spiacevole e provoca

paura.

Processo di estinzione: se dopo un certo numero di tentativi con lo SC si tralascia un SI, può

succedere che il comportamento appreso continui per tempi brevi e scompaia. La velocità di

estinzione dipende dalla ripetizione e frequenza del comportamento eseguito, oltre che

dall'intensità dello SI.

Anche se il nostro apprendimento è soggetto a estinzione, non appena saremo nuovamente

sottoposti allo SC, impiegheremo molto meno tempo e energia a riassociarlo alla sua RC.

Processo di Generalizzazione: avviene quando le risposte condizionate vengono estese a tutti

quegli stimoli simili allo stimolo condizionato vero e proprio. È opposta al processo di Inibizione che

invece aumenta la capacità di discriminare tra stimoli simili.

gabbia di Thorndike e la risoluzione di problemi: CONDIZIONAMENTO OPERANTE

Un animale in gabbia ha una serie di leve di cui una sola corrisponde a una premiazione in cibo.

Le risposte sbagliate, scoperte per tentativi e errori, tendevano a essere abbandonate e solo quella

giusta continuava a essere scelta: legge dell'effetto e dell'esercizio. L'apprendimento in questo

caso è mediato quindi da un rinforzo (positivo=cibo, negativo=no cibo/scossa).

Per lo stesso motivo un paziente autistico utilizza movimenti ripetitivi e stereotipati perché non

riesce a cambiare rotta nonostante il rinforzo sia stato negativo, non riuscirà a sfruttare

l'apprendimento per migliorare e tentare un'altra via.

Secondo Thorndike quindi, l'apprendimento nasce da una connessione stimolo-risposta, che può

essere colta dal soggetto solo se la risposta produce un effetto positivo.

Skinner: Suddivisione condizionamento RISPONDENTE/OPERANTE

-rispondente: comportamento che deriva da riflessi innati

-operante: comportamento emerso da un apprendimento e associazioni di esperienze

Skinner introduce manifestazioni organiche rispetto a Thorndike

Thorndike introduce una differenziazione tra i condizionamenti

MECCANISMI NEURALI e RINFORZO

Rinforzo

-primario: rinforza naturalmente una risposta comportamentale.

-secondario: inizialmente uno stimolo neutro che è stato condizionato a trasformarsi in rinforzo.

In entrambi i casi vengono attivati gli stessi circuiti neuronali: sistema dopaminergico dell'area

tegmentale-ventrale del mesencefalo)

APPRENDIMENTO e GESTALT

Essendo l'apprendimento l'esito di un processo intelligente, presuppone la capacità di collegare

insieme elementi distribuiti e fino a quel momento considerato a sè. Si tratta quindi di dare forma e

organizzazione a informazioni prima isolate (Kohler: l'apprendimento avviene solo a seguito di un

processo intelligente)

Insight: elementi nel campo vengono connessi in modo unitario e improvviso, comportando una

ristrutturazione della mappa cognitiva grazie a questa intuizione. Secondo visione Gelstaltista si

applica una "chiusura" degli elementi sconnessi secondo una nuova configurazione mentale : si

ha l'apprendimento.

NEURONI A SPECCHIO

Scoperta anni 90 da parte di Rizzolati, avvenuta per caso. Dopo aver collocato elettrodi sulla

corteccia cerebrale di un macaco per studiare il controllo del movimento della mano, durante

l’esperimento venne registrata l’attività elettrica neuronale mentre la scimmia eseguiva dei

movimenti con la mano dopo che lo sperimentatore aveva eseguito lo stesso gesto.

Sperimentatore si muove>neuroni si attivano>scimmia si muove.

questi neuroni vennero chiamati “a specchio”, in quanto aiutano a comprendere le azioni altrui,

decodificandole e rendendocele comprensibili. Se non esistessero, le nostre risposte sarebbero

inadeguate in quanto mancheremmo di qualsiasi comprensione ed empatia nei confronti dell’altro.


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Renmars

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8 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Scienze umane
Corso di laurea: Medicina e Chirurgia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Renmars di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Roma Unicatt o del prof Chieffo Daniela.

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