Psicologia scientifica
Neuroscienze
Le neuroscienze sono la disciplina che si dedica allo studio di processi come la scoperta dei mirrorneurons, strumenti necessari sin dalle prime fasi della vita in quanto ci introducono al concetto di empatia e quindi allo sviluppo dell’intersoggettività. In alcuni soggetti questi sistemi sono più o meno sviluppati, caso in cui ci sarà una forte apatia anche a livello di mimica e espressività fisica.
Nel caso del brain imaging, si è scoperto che quando vediamo un oggetto inizialmente interiorizziamo un’emozione che ci riguarda, l’info viene trasmessa al cervelletto, che le modula, il talamo aiuta a ricordare cosa c’è nella nostra esperienza, di connesso a quell’oggetto, corteccia cerebrale.
Il movimento
Il movimento viene inizialmente concepito a livello mentale grazie alla propriocezione che può essere statica e di movimento, che ci dà a tutti gli effetti un’immagine mentale. Proprio questa immagine mentale è responsabile del nostro comportamento fisico e postura. Basti pensare a chi è:
- Estremamente statico: indica un rapporto anaffettivo o negativo nella propria vita privata, specialmente da parte di punti di riferimento.
- Ipercinetico: sintomatologia ansiogena a causa di una risposta negativa da parte del mondo sociale.
Immaginare il movimento: prima di svolgere il movimento lo pensiamo, attiviamo corteccia premotoria, azione che attiva corteccia motoria, modero il mio movimento sulla base di concetti spaziali e finalistici. Ad esempio, se penso di uscire dalla classe è perché ho come fine ultimo quello di andare a mangiare. Mi rappresenterò quindi il movimento e lo modulerò in base allo spazio e quindi ai gradini, corridoi ecc. Proprio questa necessità di rappresentare il movimento mentalmente è alla base di alcuni ritardi in quanto caratterizzati da un’alta rigidità degli schemi mentali, che non permette al soggetto di immaginare completamente le azioni.
Plasticità cerebrale
L’essere umano nasce con un sovrannumero di cellule cerebrali, le quali possono andare quindi a compensare un eventuale danno. Questa capacità del cervello lo rende plastico, in quanto alcune capacità possono essere trasferite da un’area cerebrale all’altra, qualora quella di appartenenza sia danneggiata. Tale capacità di recupero è però gerarchica, i trasferimenti avvengono per priorità: la prima abilità da salvare risulta essere il linguaggio, a cui seguono i distretti motori per le mani (la sx è la più rappresentata). La plasticità non riguarda solo le capacità motorie e sensitive, ma anche emotive.
Neurobiologia
Gli studi sul comportamento hanno dimostrato come esso sia legato all’intersoggettività, anche attraverso lo studio dei neonati i quali inizialmente vedono e interpretano il mondo attraverso i comportamenti altrui (protoconversazione), come dice la teoria delle emozioni primarie di Damasio, 1994. Queste emozioni seguirebbero dei circuiti nervosi attivati da risposte neuroendocrine, ossia neurotrasmettitori:
- Inibitori: GABA
- Eccitatori: glutammato
- Neuromodulatori:
- Serotonina che forma il sistema serotonergico, un network che collega zone centrali e corticali passando per il nuclei del rafe che sono ontologicamente arcaici e da cui partono streams che attraversano temporale e talamo (determinando la memoria a lungo termine).
- Dopamina (che con la serotonina si occupa delle emozioni) che forma sistema dopaminergico, esteso dalla substantia nigra all’epitalamo, che se disturbati possono determinare depressione e apatia a causa dell’eccessiva inibizione della dopamina.
- Noradrenalina
- Endorfine
Sistemi di doppia dissociazione
- Problemi di identificazione dei volti:
- Agnosia: vedo volto ma non gli do un’identità.
- Prosopo: non riesco a identificare il generale ma riconosco solo grazie ai singoli dettagli.
- Sindrome di Capgras: sono convinta che le persone intorno a me non siano veramente loro ma dei replicanti con le loro sembianze.
- Non identificazione delle espressioni, manca collegamento con emozione che rispecchiano.
Emozioni
Sistema emozionale
I circuiti neurali di un emozione:
- Sono geneticamente determinati e selezionati
- Influenzano sistemi sensoriali
- Sono organizzati per rispondere automaticamente a stimoli salienti
- Interagiscono con i sistemi cognitivi
- Sono implicati nell’esperienza soggettiva cosciente
- Modificano comportamenti attivando/inibendo programmi motori, pattern biochimici, attivazione fisiologica.
Teorie emozionali
- Innatistica: C. Darwin. Emozioni sono residui di risposte un tempo funzionali ai processi evolutivi.
- Periferica: James, 1880. L’esperienza emozionale è percepita alla fine di un processo corporeo. È definita periferica perché prima di provare l’emozione deve accadere qualcoso di “fisico” nel corpo.
- Centrale: Connor e Bard, 1927. Lo stimolo etimogeno scatena una risposta immediata dal punto di vista emozionale, mediata dal cervello. La stimolazione di specifici centri nervosi causa contemporaneamente una sensazione soggettiva, l’attivazione del sistema nervoso autonomo e le vere e proprie manifestazioni espressive.
Queste teorie confluiscono nel:
- Modello emozionale unico: dalla convinzione che ci sia un unico centro sottocorticale per tutte le emozioni si passa alla concezione di un circuito sotto corticale, che interconnette diverse aree cerebrali.
- Cervello trino: Mac Leon, 1970.
- Cervello emotivo: sistema limbico
- Cervello razionale: neocorteccia
- Cervello rettiliano: gangli della base e tronco encefalico, che controllano i riflessi
Quindi, in generale la corticale = cognizione (cortex prefront è l’amministratore delegato del cervello), sottocorticale = emozioni, seppure non siano solo a livello sotto corticale ma siano anche determinate dagli emisferi stessi.
- Emisfero SX: più razionale, determina reazioni positive ed è utilizzato da chi si emoziona per i dettagli.
- Emisfero DX: più creativo, determina emozioni negative ed è utilizzato da chi ha una visione generale e globale della realtà.
Ad esempio, chi comprende meglio le metafore utilizza il dx, mentre il sx è preferito da chi è interessato a eventi seri e drammatici.
Marcatore somatico
Secondo Damasio, quando analizziamo problemi complessi dai diversi possibili risvolti, consideriamo gli esiti dell’esperienza pregresse nelle cui riconosciamo una situazione analoga alla presente. Quelle esperienze hanno il potere di richiamare, anche incoscientemente, emozioni con connotazioni sia positive che negative: tali tracce emotive vengono chiamate marcatori somatici perché riguardano vissuti corporei. La nostra scelta è quindi condizionata dalle risposte emotive che vengono usate come indicatori automatici di pro e contro.
Sensazione
La sensazione è un processo che integra processi sensoriali, psicofisica, riconoscimento degli oggetti e organizzazione percettiva. La sensazione è una relazione tra lo stimolo esterno e ciò che esso provoca a livello psicologico. Questo processo è garantito e iniziato dagli organi di senso, che registrano i cambiamenti dell’ambiente e li trasmettono al cervello. Essi infatti fanno da recettori, come dimostra il fatto che nei lattanti la zona buccolabiale è così sensibile per poter stimolare l’atto del nutrirsi.
Anche quando si passa dalla luce al buio, il cambiamento è sia visivo che psicocerebrale e viene registrato come informazione. L’info viene tradotta in impulso tramite la trasduzione sensoriale: modificazione di stato di un tipo di energia presente all’esterno in segnali neuronali. La trasduzione avviene più facilmente quando arrivano stimoli nuovi e inaspettati, o se essi ci ricordano qualcosa.
Circuito sensoriale
Stimolo uditivo, energia viene trasferita alle orecchie, i recettori trasducono lo stimolo, i nervi sensoriali trasferiscono l’attività codificata al sistema nervoso centrale, il talamo processa e relaziona la risposta neuronale, la corteccia riceve l’informazione e produce sensazione e percezione. In quest’ultima fase avviene il cambiamento tra la sensazione e la percezione, ossia il passaggio sopraterritoriale = cognitivo grazie a cui prendo coscienza della mia sensazione. La trasduzione avviene in senso quantitativo e qualitativo. Infatti, i sensi non rispondono a qualsiasi tipo di energia ma lo fanno in modo differenziato.
Pattern
È definito come pattern tutto ciò che stimola e ha un potenziale d’azione che può essere tradotto in informazione.
Organi di senso
Limiti:
- L’organo non è in grado di rilevare tutti gli stimoli che realmente lo circondano.
- Ogni sistema di senso è sensibile ad un solo tipo di energia.
La capacità del sistema attenzionale sarà direttamente proporzionale alla capacità di riflessione.
Soglie
- Soglia assoluta: stimolo minimo che l’energia deve raggiungere per poter provocare una sensazione. La soglia assoluta è la somma degli stimoli:
- Sovraliminari: recepiti dall’organismo, interni.
- Infraliminari: non avvertiti dall’organismo.
- Soglia differenziale: la differenza minima tra due stimoli che possa essere avvertita per distinguerli.
Percezione
Le percezioni nell’uomo arrivano alla fine dello sviluppo intorno ai 4-5 mesi. Esse registrano informazioni specie-specifiche, integrate attraverso un processo percettivo che a sua volta funziona in modo pre programmato su basi organiche. I sistemi sensoriali si sono evoluti adattandosi proprio alle maggiori quantità di informazioni ricevute: la realtà fisica esterna viene colta nella sua interezza, ma solo per le parti di essa che possono essere recepite dagli organi di senso (es. i cani riescono a sentire ultrasuoni, noi no).
Sensazione: aspetto psicologico che detiene l’informazione di energia fisica, trattenendola. È un processo per cui i cambiamenti di stato nel mondo esterno provocano dei cambiamenti nel nostro cervello.
Percezione: processo che implica il riconoscimento e l’interpretazione di stimoli registrati dai nostri sensi, che interessa primariamente la corteccia. È quindi un processo per cui i cambiamenti del cervello umano provocano una presa di coscienza del reale: cattura il percetto e lo traduce in stimoli. Sensazione e percezione sono uniti dal SAS, sistema attenzionale sensoriale, che permette la transizione dall’una all’altra e viceversa.
Il funzionamento dell’attività percettiva dipende quindi dall’insieme di processi di raccolta, elaborazione e traduzione degli stimoli ambientali. Ciò necessita tre condizioni:
- Una parte del mondo esterno che emetta energia
- Un tipo di energia che possa modificare le organizzazioni sensoriali del vivente
- Un sistema di elaborazione che sia in grado di decifrare e interpretare le modificazioni che l’energia ha prodotto
Esempio sistema percettivo
Energia luminosa colpisce oggetto, occhio la recepisce, l’immagine è proiettata sulla retina, gli impulsi nervosi raggiungono i recettori, viaggiano velocemente lungo le fibre sensoriali mielinizzate, arrivano al cervello, dove vengono elaborati nella zona paretoccipitale. La sensazione diventa percetto, il percetto ci permette di vedere a tutti gli effetti l’oggetto.
Stimoli
- Distale: energia fisica che colpisce i nostri organi di senso
- Prossimale: risposta fisiologica, attività chimico-fisiche innescate negli organi di senso e poi trasmesse
Percetto
Percetto: esperienza sensoriale, sensazione soggettiva esperita dal soggetto. Ad esempio, il colore non è una qualità intrinseca dell’oggetto ma un percetto che può essere esperito.