Fondamenti di psicologia generale
Che cos'è la psicologia dinamica
La psicologia dinamica costituisce la parte della psicologia generale che studia, analizza e descrive aspetti "dinamici" della psiche, cioè l'effetto e l'attività di forze o attività psiche inconsce, che possono entrare in conflitto generando tipologie di personalità e stili di comportamento interpretabili come espressioni di un disturbo psichico. Sul piano clinico, tutti i principali modelli psicodinamici sono accomunati dalla concezione del funzionamento psichico e mentale come esito di un conflitto inconscio. Tale conflitto sarebbe generato dall'opposizione tra forze inconsce, che richiedono espressione e soddisfazione immediata, e forze opposte, che impongono censure e controlli. Tra i grandi sistemi psicodinamici del Novecento ricordiamo: la psicoanalisi di Sigmund Freud che costituisce l'origine della disciplina, la psicologia analitica di Carl Gustav Jung, quella individuale di Alfred Adler, le diverse vie della psicoanalisi infantile rappresentate da Melanie Klein e Donald Winnicott e la psicoanalisi del sé di Heinz Kohut.
La nascita della psicoanalisi
Sigmund Freud nacque a Freiberg in Moravia nel 1856, da famiglia ebrea, e studiò a Vienna dove si laureò in medicina nel 1881. Qualche anno dopo ottenne una borsa di studio, grazie alla quale poté frequentare i corsi del neurologo e psichiatra J.-M. Charcot a Parigi; tornato a Vienna, conobbe e collaborò con lo psichiatra J. Breuer, assieme al quale pubblicò nel 1895 gli Studi sull'isteria. Nel '95 cominciò l'autoanalisi, un percorso che lo avrebbe condotto a una prima formulazione della teoria psicoanalitica. Nel 1889 pubblicò "L'interpretazione dei sogni", e nel 1905 i "Tre saggi sulla teoria della sessualità"; nel frattempo cominciò la raccolta dei "casi clinici". Nel 1913 uscì "Totem" e "Tabù" e negli anni successivi i grandi lavori "Al di là del principio di piacere" e "L'io e l'Es". In questo stesso periodo cominciarono a presentarsi i primi sintomi di un cancro alla mascella, che si rivelerà incurabile. Le sue teorie conobbero una straordinaria diffusione soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, ma nel 1933, con l'avvento al potere del regime nazista, i suoi libri vennero pubblicamente messi al rogo. La sua ultima opera incompiuta fu il "Compendio di psicoanalisi", dopo di che morì nel 1939 nella capitale inglese.
Tra neurologia e psicologia: l'ipnosi e lo studio dei sintomi isterici
Nella clinica Salpetrière a Parigi, Freud entrò in contatto con l'illustre Charcot da cui apprese l'uso dell'ipnosi come strumento terapeutico. Charcot, legato alla visione organicista, secondo la quale i disturbi psichici vanno ricondotti a cause organiche, intuì tuttavia, grazie alle tecniche dell'ipnosi, l'importanza che nella genesi della malattia mentale può rivestire il piano affettivo del paziente. Un altro incontro decisivo per Freud fu quello con Joseph Breuer, psichiatra, che stava teorizzando un'innovativa tecnica di cura, nota come metodo catartico: Breuer otteneva una temporanea remissione dei sintomi isterici spingendo i suoi pazienti a narrare emozioni, ricordi ed eventi legati alla genesi della loro malattia. In questa prospettiva, il sintomo isterico deriva da una quantità di energia spostata sul piano organico secondo il principio della conversione del sintomo: un impulso psichico patologico si traveste da sintomo organico. Il celebre caso di Anna O., giovane donna affetta da un complesso di disturbi psichici affiorati dopo la morte del padre, chiarì come la narrazione sotto ipnosi di un passato traumatico determinasse una chiara remissione dei sintomi. Emergeva spesso, però, nei primi tentativi di analisi dei pazienti isterici, una decisa resistenza a far riaffiorare i punti più controversi della propria esistenza. Freud elaborò pertanto l'ipotesi che questo tipo di coperture celassero l'insorgenza di un meccanismo di difesa, una rimozione, applicata nei confronti di un contenuto psichico, di probabile origine sessuale, vissuto come traumatico relegato in una zona inaccessibile della psiche, denominato inconscio. La novità sta in una nozione di coscienza vista come stato psichico che tende a rimuovere gli stati di squilibrio, e dunque, traumi o eventi inaccettabili. A questo livello, l'ipnosi apparve decisamente insufficiente: la via d'uscita proposta da Freud riguarda il rapporto medico-paziente. Lo scopo della terapia diventa quello di provocare nel paziente catene di libere associazioni mentali, con l'obiettivo di reperire informazioni sul probabile luogo traumatico originario: l'infanzia. In secondo luogo, la terapia mira a chiarire il significato del comportamento nevrotico, attraverso un procedimento di transfert, cioè d'intensificazione della relazione dialogo-affettiva tra medico e paziente, al termine del quale diventi possibile svelare i meccanismi inconsci sottostanti al sintomo nevrotico. La strada psicoanalitica, cioè dell'interpretazione del disturbo psichico a partire dall'analisi dei conflitti inconsci, è "L'interpretazione dei sogni".
L'interpretazione dei sogni (la genesi)
L'interpretazione dei sogni, pubblicata il 4 novembre 1899, sancisce la nascita della psicoanalisi. L'opera conobbe ben otto edizioni e Freud apportò numerose modifiche nel corso degli anni. La genesi del testo non è semplice, anzi è possibile parlare di una "molteplicità di origini". La scoperta che il sogno, in quanto fenomeno psichico, avesse un senso, è connessa con il passaggio dall'ipnosi alle associazioni libere, cioè una tecnica in cui si invitava il paziente a comunicare tutto ciò che si presentava alla sua mente. La prima applicazione delle associazioni libere fu effettuata da Freud nel 1892, con la paziente Elizabeth von R., che aveva rifiutato di farsi ipnotizzare. Da questa prima esperienza egli decise di abbandonare l'ipnosi nel 1894 dedicandosi allo studio dei sogni. La prima interpretazione di un sogno scritta da Freud concerne un sogno personale, riportato anche nell'Interpretazione come il "sogno dell'iniezione a Irma". Questa circostanza rappresentò l'inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno; nel "Progetto di una psicologia" un importante volume, il sogno cominciò ad apparirgli come la "via regia" che porta all'inconscio.
Il metodo dell'interpretazione
Un sogno deve essere interpretato perché il suo significato non è immediatamente comprensibile, infatti interpretare un sogno vuol dire indicare il suo senso, svelare il significato nascosto e ciò è possibile solo attraverso un metodo adeguato all'oggetto.
Analisi di due metodi popolari
Questi due metodi provengono dalla tradizione dell'antico Egitto: il primo considera il sogno come una totalità indivisibile e lo sostituisce con un altro contenuto analogo; si tratta di un'interpretazione simbolica del sogno. Il secondo metodo, definito metodo di decifrazione, tratta il sogno come una specie di linguaggio cifrato, in cui ogni segno viene tradotto, secondo una chiave prestabilita, in un altro segno di significato conosciuto; questo metodo presuppone un codice fisso di significati, a partire da cui il sogno diviene leggibile.
Il metodo delle libere associazioni
Freud, nella ricerca del senso del sogno, introduce la soggettività e il primo segno è quello di considerare il sogno come un fenomeno psichico e, dunque, come una produzione psichica. Perciò, nel lavoro d'interpretazione del sogno, la parola spetta sempre al sognatore. La differenza fondamentale, tra questo metodo e i due precedenti consiste nel fatto che è il sognatore stesso a detenere il significato nascosto della scena onirica, la quale, infatti, è una sua produzione e una sua espressione. Il primo modo per portare il soggetto ad appropriarsi di questo sapere è quello di chiedere al paziente cosa significhi il suo sogno, ma poiché il soggetto ci risponde che non ne sa nulla, lo studioso austriaco invita a scomporre il sogno nei suoi elementi, in modo da esaminarne ognuno separatamente. È questo il metodo dell'associazione libera, che portò Freud alla scoperta della psicoanalisi. Il decorso associativo può essere considerato libero a condizione di non essere orientato da una volontà selettiva, cioè da una volontà che impone di seguire delle rappresentazioni selezionate; questa libertà si accentua quando non viene dato nessun punto di partenza, come nel caso della regola fondamentale prescritta dall'analista al paziente. In quest'ultimo caso, infatti, il punto iniziale della catena associativa è dato da una rappresentazione mentale del paziente, emersa anch'essa in maniera libera. Il principio di determinazione che regge la vita psichica, afferma che nulla vi accade casualmente, ma tutto è prodotto, grazie alle vie associative, dalle forze inconsce. Così le associazioni emergenti non sono del tutto libere e dipendono non solo dalla rappresentazione iniziale, ma anche da cerchie di pensieri e interessi potenti dal punto di vista affettivo, da "complessi inconsci" che hanno a che vedere con la sessualità.
Senso e funzione del sogno (La deformazione del sogno)
Secondo Freud, il sogno, nella sua intima essenza, significa un appagamento di desiderio; così, compito dell'interpretazione è quello di svelare il desiderio che il sogno appaga in forma nascosta. Il sogno non dice direttamente ciò che significa perché esiste un fenomeno della deformazione del sogno. È necessario distinguere contenuto manifesto e contenuto latente: il primo è il sogno che il soggetto racconta o semplicemente ricorda al risveglio e come tale è sempre presente alla coscienza del sognatore; il secondo è il desiderio e i pensieri latenti del sogno non sono mai coscienti prima del lavoro di analisi, diventando frutto dell'interpretazione. La deformazione del sogno deriva da una sorta di censura che mira a rendere incomprensibile tale desiderio. Si hanno quindi due processi: prima quello di figurazione del desiderio tramite i pensieri latenti, e il secondo la trasformazione di questi ultimi in contenuto manifesto del sogno. La censura si colloca tra l'inconscio e la coscienza e il sogno è il prodotto di un conflitto tra due sistemi, conflitto che richiede alla psiche di svolgere un lavoro che Freud qualifica come lavoro onirico.
Il lavoro onirico
Freud ha messo in evidenza 4 meccanismi che costituiscono il lavoro di trasformazione del sogno:
- Condensazione: Meccanismo che consiste nella concentrazione di numerosi elementi dei pensieri onirici latenti in un'unica rappresentazione del contenuto manifesto, oppure del fatto che più elementi manifesti rappresentano un solo pensiero latente. Freud ha sempre affermato che il sogno che ricordiamo al mattino è un compendio della molteplicità dei pensieri onirici; il contenuto manifesto è una riduzione dei pensieri latenti e la condensazione permette proprio questa riduzione. Essa si realizza in molti modi, ad esempio attraverso le immagini.
- Spostamento: gli elementi che nel contenuto manifesto del sogno svolgono una parte essenziale non hanno la stessa funzione nei pensieri del sogno, e viceversa: si tratta di un decentramento rispetto ai contenuti latenti. Freud definisce ciò con il termine spostamento, il quale costituisce un certo tipo di relazione tra pensieri latenti e contenuto manifesto. Condensazione e spostamento rappresentano i due meccanismi dell'elaborazione primaria del sogno, ossia la prima trasformazione dei pensieri latenti del sogno.
- Raffigurabilità: dato che il sogno è composto per lo più da immagini, si pone il problema di capire quali sono i mezzi che il lavoro onirico utilizza per esprimere i pensieri latenti, i quali sono astratti. Questo problema che Freud chiama considerazione della raffigurabilità, è risolto con l'affermazione secondo cui il sogno ci riconduce a forme arcaiche di espressione. Gli elementi pittografici, ideogrammi sono fondamentali per la costruzione della scena onirica.
- Elaborazione secondaria: rappresenta una fase secondaria del lavoro onirico, con la quale la censura partecipa al massimo grado alla formazione del sogno. Essa conferisce alla scena onirica una certa coerenza e razionalità, insomma tende a dare alla scena onirica la stessa organizzazione di un sogno a occhi aperti. Secondo Freud, l'elaborazione secondaria opera maggiormente quando il sognatore sta per svegliarsi o quando racconta il sogno.
Per Freud il sogno fa appello a due fonti: impressioni recenti che rientrano nella premessa del sogno, e lontanissime impressioni infantili, che costituiscono la fonte primaria del sogno e sono connesse con la sessualità infantile.
Freud e la sessualità umana
La rivoluzione freudiana
L'estensione del concetto di sessualità rappresenta uno dei contributi più importanti offerto da Freud. La sessualità non inizia con la pubertà, ma è contemporanea alla nascita dell'individuo. Il che significa che la funzione riproduttiva rappresenta solo il risultato di un lungo processo. Asserire che la sessualità ha a che vedere con l'inconscio significa dire che rientra nella vita psichica, cioè non è separabile dall'insieme delle rappresentazioni, delle immagini, dei fantasmi che costituiscono il campo psichico; inoltre significa dire che sfugge al controllo cosciente, cioè la sessualità produce degli effetti di cui la coscienza sa ben poco.
Dalla seduzione reale al fantasma psichico
Freud aveva legato la sessualità alle produzioni psichiche, in particolare ai sogni e ai sintomi nevrotici. Per quanto riguarda questi ultimi, aveva fatto inizialmente del trauma sessuale la causa dell'isteria. Tuttavia, questa teoria ebbe breve durata, poiché lo scienziato si è reso conto del fatto che ciò che aveva considerato come appartenente alla realtà era da collocarsi nel campo del fantasma, vissuto come "reale". Freud, con grande coraggio, prese le distanze e affermò che nell'inconscio, non esistendo un dato di realtà, quindi ciò che permetterebbe di distinguere quello che è reale da quello che è fittizio, la fantasia sessuale si presenta regolarmente, e in modo assoluto, con i caratteri della realtà. In altre parole, la questione della fantasia sessuale era realtà psichica.
Fantasia e fantasmi
I termini "fantasia" e "fantasticare" indicano l'universo immaginario e i suoi contenuti, le immaginazioni o i fantasmi che caratterizzano la vita psichica di un soggetto. Possiamo distinguere i fantasmi secondari e i fantasmi primari;
-
I fantasmi secondari a seconda della loro collocazione nell'apparato psichico si distinguono in:
- Fantasmi consci e sogni a occhi aperti, rientrano in essi tutte le attività immaginarie in cui il soggetto si ritira consapevolmente;
- Fantasie o fantasmi subliminali da collocare nel preconscio e che dunque possono diventare coscienti;
- Fantasmi inconsci, cioè quei fantasmi a proposito dei quali il soggetto non sa nulla, e tali fantasie sono diventate inconsce per opera della rimozione, è a questo livello che dobbiamo collocare la "fantasia sessuale".
- I fantasmi primari o originari indicano le strutture fantasmatiche tipiche degli schemi inconsci, che non derivano dall'esperienza, viceversa, però, organizzano l'esperienza stessa del soggetto. Si tratta di fantasie che sono state inconsce sin dall'inizio, e si sono formate nell'inconscio.
Questa stratificazione è funzionale al lavoro della censura: infatti, le fantasie consce e preconsce svolgono per lo più la funzione di abbellire e nascondere "fantasmi inconsci", cioè quelli frutto della rimozione e quelli originari. L'interpretazione dei sogni si era data il compito di mostrare la struttura e il funzionamento della psiche e i meccanismi con cui quest'ultima maschera i desideri sessuali. Perciò il passaggio dalla teoria del sogno alla teoria della sessualità umana è obbligatorio secondo Freud.
I tre saggi sulla teoria sessuale
Il primo saggio tratta delle aberrazioni sessuali, infatti sono proprio le perversioni che permetteranno a Freud di dimostrare la plasticità fondamentale della libido, nonché la differenziazione radicale tra la sessualità umana e quella animale. Il secondo saggio affronta la tematica della sessualità infantile ed è in stretta relazione con il primo, dato che l'autore definisce il bambino un "perverso polimorfo". Il terzo saggio si incentra sui mutamenti che intervengono nella pubertà e ci mostra le difficoltà connesse alla "ristrutturazione" del periodo adolescenziale.
La libido
La parola libido (dal latino libido o libido, ovvero "voglia, desiderio, brama, passione) nella teoria delle pulsioni designa l'espressione dinamica della sessualità, in quanto energia psichica delle pulsioni sessuali. Due aspetti della libido sono importantissimi:
- Un aspetto quantitativo: l'eccitamento psichico (la libido) dipende da quello organico, che costituisce la sua essenza;
- Un aspetto qualitativo: la libido traduce la quantità sotto forma di affettività; possiamo sottolineare tre particolarità di quest'aspetto e cioè, il carattere puramente sessuale della libido.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Fondamenti di psicologia generale, prof. Velardi, libro consigliato Introduzione alla psicologia, A…
-
Riassunto esame Psicologia dinamica, prof. Menarini, libro consigliato Neotenia dalla psicoanalisi all'antropologia
-
Riassunto esame Psicologia dinamica, prof. Grotto, libro consigliato L'esperienza della psicoanalisi, Mitchell, Bla…
-
Riassunto esame psicologia Dinamica, prof Sarno, libro consigliato L'esperienza della psicoanalisi di Stephen A. Mi…