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Riassunto esame psicologia Dinamica, prof Sarno, libro consigliato L'esperienza della psicoanalisi di Stephen A. Mitchell e Margaret Black Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Fondamenti di psicologia dinamica e del prof. Sarno, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente L'esperienza della psicoanalisi di Stephen A. Mitchell e Margaret Black. Scarica il file in PDF!

Esame di Fondamenti di psicologia dinamica docente Prof. L. Sarno

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ESTRATTO DOCUMENTO

Mente= apparato per scaricare stimoli che premono su di essa. Stimoli esterni (minaccia esterna), possono essere evitati. Stimoli

interni (fame), continuano ad accumularsi.

Mente si struttura per contenere, controllare, scaricare (se possibile) gli stimoli interni.

Tra stimoli interni: pulsioni sessuali. Provengono da varie parti del corpo.

Libido sorge in una fonte (es. cavità orale), crea un bisogno (es. attività di suzione) e si dirige verso una meta (es.seno). Fonte e

meta ritenute proprietà implicite della pulsione. Seno diventa primo oggetto libidico.

La concentrazione di terminazioni nervose in particolari organi ne sottolinea la funzione come fonte di pulsioni.

Freud convinto che in vari periodi una zona o l’altra diventasse dominante propose sequenza di fasi psicosessuali: fasi orale,

anale, fallica, genitale.

La sessualità non comincia come genitalità, ma a partire da una sensualità diffusa, collocata in diverse parti del corpo.

Impulsi della sessualità infantile sopravvivono nell’età adulta camuffati (sintomi nevrotici) o non ( perversioni) maggior parte degli

elementi dell’esperienza sessuale infantile sono sgradevoli per la mente adulta socializzata.

Casi piu favorevoli: incanalate in forme di gratificazione sublimate.

Pulsioni riprovevoli: difese elaborate

Gran parte de funzionamento adulto viene costruito per fornire forme camuffate di gratificazione oppure difese efficaci o

complesse combinazioni di gratificazioni e difese.

Es. erotismo anale.

Per teoria freudiana sessualità infantile:

Persone molto disordinate cercano continuamente sbocchi per impulsi erotici anali

Persone molto ordinate: si dedicano a erigere difese contro impulsi erotici anali

Il complesso edipico

Nucleo teoria evolutiva freudiana

Freud pensava che i vari elementi della sessualità convergessero verso i 5­6 anni in un’organizzazione genitale: oralità e analità

assoggettate a primato genitale e meta dei desideri bambino diventa il rapporto sessuale genitale con il genitore del sesso opposto.

Genitore dello stesso sesso: rivale pericoloso e temuto.

(complesso edipico negativo: oggetto diviene genitore dello stesso sesso e genitore del sesso opposto diviene rivale).

Complesso edipico secondo Freud si risolveva con la minaccia dell’angoscia da castrazione.

Bambino vuole eliminare la minaccia rappresentata dal rivale castrandolo e f l’ipotesi che padre voglia punire lui allo stesso modo

rinuncia ad ambizioni edipiche.

1922: introduce concetto di Super­io

Super­io: ha come componente principale l’ideale dell’Io ed è l’erede del complesso edipico.

Freud lo introduce per spiegare l’interiorizzazione dei valori genitoriali che accompagna la risoluzione del complesso edipico e tiene

sotto controllo la sessualità infantile.

Il conflitto psichico

Noi consideriamo nostra mente solo una parte: il significato reale di gran parte di ciò che pensiamo è determinato in modo inconscio.

Il carattere di un uomo è in buona parte costruito con materiali di eccitamenti sessuali .

Sostanza della personalità: fatta di pulsioni e difese.

La pulsione aggressiva

1920: Freud introduce la Teoria del dualismo pulsionale: assegna all’aggressività la stessa posizione della sessualità come fonte

dell’energia pulsionale fondamentale che dirige i processi psichici.

Dal 1920 Freud cominciò ad avere una visione della natura umana sempre più cupa.

Non vengono rimossi solo innocui desideri sessuali ma una potente distruttività derivante dalla pulsione di morte.

Rimozione= forma di controllo sociale che salva gli uomini da loro stessi e rende loro possibile vivere senza uccidersi e sfruttarsi

costantemente.

Salute menatele: no assenza di rimozione ma conservazione di una rimozione modulata permette cosi la gratificazione e

impedisce che le pulsioni sessuali e aggressive prendano il sopravvento.

Svolta verso una versione più cupa lo porta ad una maggiore attenzione alle diverse forme di controllo sociale ( ritenute necessarie

per salvare individui da loro stessi).

Freud si sposta da concezione rousseauniana a concezione hobbesiana.

1929: Il disagio della civiltà : traccia quadro in cui uomo ha bisogno della cultura per sopravvivere ma, a causa della rinuncia

pulsionale che questo implica, finisce con l’essere sempre insoddisfatto.

Dal modello topico al modello strutturale

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Freud usava metafore militari per descrivere la mente.

Una parte della psiche in guerra con un’altra e i sintomi erano la conseguenza diretta di questa battaglia nascosta.

Inizio anni 20: modello topico si rivela insufficiente.

I desideri e gli impulsi inconsci sono in conflitto con le difese, non con il conscio e il preconscio.

Le difese non possono mai essere veramente coscienti né accessibili alla coscienza.

Pazienti non solo non conoscevano loro segreti, ma non sapevano di averli.

Per Freud non solo impulsi e desideri sono inconsci, ma anche le difese.

modello strutturale nasce quando Freud comincia a percepire il conflitto psichico non tra conscio e inconscio ma all’interno

dell’inconscio stesso.

Modello strutturale:

colloca tutti elementi fondamentali del Sé nell’inconscio.

confini più significativi: tra ES, Io e Super­Io. No regioni geografiche ma 3 istanze diverse.

Es: calderone di energie grezze, non strutturate, istintuali.

Io: serie di funzioni regolatrici che tengono sotto controllo le pulsioni dell’Es.

Super­io: serie di valori morali e atteggiamenti autocritici per lo più organizzate intorno a immagini genitoriali interiorizzate.

Descrive umanità lacerata tra condotte bestiali e civilizzate con processo di socializzazione che implica autoalienazione e

autoinganno.

Io con l’aiuto delle presenza genitoriali interiorizzate del Super­io, mantiene rimossi e regola gli istinti bestiali dell’Es per conservare

la sicurezza nel mondo degli altri. risultato: psiche ampiamente ignota a se stessa, fitta di segreti e pulsioni rinnegate.

La pressione di queste pulsioni: crea i sintomi nevrotici.

Eredità di Freud

Freud sottopose psicoanalisi a rigido controllo quasi si trattasse di un movimento politico.Ruppe i rapporti con Rank, Adler, Jung,

Ferenczi.

Differenza hanno dato vita a varie scuole psicoanalitiche.

CAPITOLO II

La psicologia dell’Io

Tradizione della psicologia dell’Io nacque a Vienna negli anni 30. Si trasferì in Inghilterra a causa della guerra. Mise radici profonde

in America.

1922: in l’Io e l’Es usa termine Io per definire una delle 3 istanze psichiche.

Io, Funzioni principali: rappresentare la realtà e tramite la costruzione di difese, controllare le spinte pulsionali interne di fronte alla

realtà.

Psico dell’Io: interesse per aspetti più normali della psiche e all’influenza dell’ambiente e delle prime relazioni.

Si contraddistingue da altre correnti di pensiero per attenzione dedicata al tentativo di conservare la teoria pulsionale di base.

Anna Freud: i mattoni della teoria delle difese

Freud: da modello topico a strutturale

Io: media tra esigenze dell’Es, del Super Io e del mondo esterno.

L’Io camuffa l’aspetto delle pulsioni dell’ES e in questo modo da un lato evita la censura sociale, dall’altro mantiene le pulsioni sotto

un attento controllo.

Persona nevrotica: comprimessi tra pulsioni proibite e difese hanno come conseguenza sintomi complessi e una riduzione delle

attività normale (es. inibizioni sessuale, incapacità di lavorare).

Anna Freud individua problema di strategia tecnica nel modello strutturale del padre (1922).

Mentre impulsi dell’ Es rispondono con entusiasmo alla prospettiva di essere liberati nella terapia, le difese inconsce dell’Io non

guadagnano nulla. Psicologo è liberatore per gli impulsi dell’Es ma minaccia per l’Io che deve mantenere la pace tra le parti interne

in lotta tra loro.

Per Anna Freud i processi difensivi inconsci devono essere portati allo scoperto in modo definitivo per un successo della terapia

(no solo portare a coscienza pulsioni dell’Es). ciò che è inconscio,

Ridefinire il ruolo dell’analista come “neutrale”: portare alla coscienza a qualunque istanza psichica esso

appartenga. Porsi come osservatore equidistante dell’Es, Io e Super io.

Es di difese: ­ formazione reattiva: l’Io oscura gli impulsi ostili inaccettabili trasformandoli nel loro contrario (persona arrabbiata

diviene eccessivamente cortese).

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­isolamento dell’affetto: idee conflittuali giungono a coscienza in forma intellettualizzata (sentimenti inquietanti associati vengono

bloccati).

­proiezione: paziente può negare i sentimenti di rabbia ma essere molto sensibile ai sentimenti di rabbia delle persone che lo

circondano.

non sempre facile distinguere le comunicazioni ispirate alle difese da quelle che non lo sono.

1936: L’Io e i meccanismi di difesa di Anna Freud

Illustrava le numerose strategie difensive inconsce dell’Io e psicologo deve essere attento a tutte e 3 le istanze ( non più solo Es).

Kris sviluppò sensibilità della psicologia dell’Io (racconto del paziente di Kris a pag.52­53).

Secondo la forma comune erano il conflitto interno e il successivo senso di colpa a far scattare l’attività difensiva dell’Io. Anna Freud

chiarì che le difese (come la negazione), possono essere chiamate in causa anche da un dispiacere che ha la sua fonte nel mondo

esterno.

Questa difesa era generalmente associata a grave psicopatologia: es. lavora con bambini che negavano l’esistenza dei fatti

spiacevoli mentre l’esame di realtà restava inalterato uso della negazione, introiezione e proiezione nell’adulto segnala disturbi con

radici nell’infanzia.

(racconto paziente da pag. 54 fino a pag. 56)

Psicologia dell’ Io: meno importanza alla scoperta dei segreti nascosti, più importanza alla valutazione della struttura psichica. ( non

si concentra su la provocatorietà della paziente e quindi sull’aggressività dell’Es, ma sul bisogno (dell’Io) della paziente di

proteggersi.

Valutazione della struttura psichica

Nevrosi: è un compromesso permanente a cui sono arrivate le istanze psichiche Io, Es e Super­io.

Ruolo dell’analista: aiutare il paziente a raggiungere una soluzione più funzionale al contrasto tra le esigenze in conflitto.

Cruciale è la capacità dello psicologo dell’Io di valutare le strutture psichiche secondo la qualità del loro funzionamento.

Approccio diverso della psicologia dell’Io: da approccio non direttivo per liberare la corrente delle energie inconsce a un

miglioramento delle difese, un rafforzare il canale in cui questa energia scorreva.

Hartmann: la svolta verso l’adattamento

Hartmnn sviluppò le sue innovazioni come estensioni ed elaborazioni della concezione di Freud.

1937: Psicologia dell’Io e problema dell’adattamento : fortemente astratto ma fornì un quadro concettuale per riparare le dimensioni

strutturali della psiche (non tanto rivelare gli impulsi primitivi).

Concezione di Freud: bambino inizialmente assorto in se stesso, preso da sensazioni e tensioni interne, lentamente devi fare i conti

con il muro della realtà esigenze del mondo esterno (es. cibarsi), lo costringono a prendere atto della realt à: il processo secondario

(pensiero di ordine più elevato), in opposizione a processo primario (soddisfacimento del desiderio in fantasia) deriva da questo

incontro infausto.

Hartmann: mette in crisi questo modo di vedere. Trae anche lui ispirazione a teoria di Darwin ma mentre Freud vi si rifaceva per le

pulsioni e le forse primitive della sessualità, Hartmann ragionava che se tutti gli esseri umani sono stati progettati per adattarsi al lor

ambiente, ciò deve essere vero non solo per Sé fisico ma anche per Sé psicologico.

immagina bambino che arriva al mondo con potenzialit à dell’Io già presenti e attende che le condizioni ambientali ne inneschino la

crescita.

Vi sono capacità dell’ Io libere dai conflitti che fanno parte della dotazione di ciascun individuo ed emergono in un ambiente

adeguato, permettendo a ciascuno di inserirsi nel mondo che lo circonda. Queste sono: il linguaggio, la percezione, la comprensione

dell’oggetto e il pensiero.

Hartmann indaga lo sviluppo adattivo non conflittuale. Un apparato adattivo di autonomia primaria come il linguaggio, poteva restare

impigliato in un conflitto (balbuzie) mentre difese nate dal conflitto potevano poi diventare autonome, sviluppando una capacità

adattiva.

Grazie alle distinzioni di Hartamm: clinici capaci di maggiore specificità nell’evidenziare gli aspetti conflittuali quanto quelli adattivi del

funzionamento psichico.

Es. formazione reattiva può avere funzione adattiva: trovare piacere nell’igiene, trovare ruolo esterno a conflitto e raggiungere cosi

un’autonomia secondaria. Intellettualizzazione: capacità di pensiero astratto usata in modo adattivo.

no interpretare solo l’aspetto difensivo: rischia di lasciare paziente con sensazione che ci sia qualcosa che non va nella sua

capacità di pensare.

Da dove traggono energia queste funzioni dell’Io libere dai conflitti?

Freud per conciliare le attività culturali più elevate aveva usato il concetto di sublimazione: processo difensivo che attinge al potere

della pulsione sessuale e la incanala in attività utili e socialmente accettabili. ( quando sublimate pulsioni pero conservano loro

caratteristiche aggressive).

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Hartmann postula il processo di neutralizzazione tramite cui Io elimina la natura sessuale e aggressiva delle pulsioni:

neutralizzazione modifica la natura stessa delle pulsioni.

Apre questioni riguardo a come debba essere l’ambiente in cui il bambino nasce già adattato e quali siano i fattori che mitigano i

conflitti pulsionali rendendo disponibile la fonte di energia che alimenti le attività non conflittuali.

Spitz: La psicologia evolutiva dell’Io

1940: Hospitalism

Qualunque sia il potenziale innato che l’essere umano possiede, la sua realizzazione è impossibile in assenza di legami emotivi con

un’altra persona.

Bambini abbandonati in orfanotrofio: bisogni fisici soddisfatti ma manca interazione significativa continuativa diventavano depressi,

isolati, malaticci.

mentre Freud aveva sostenuto che la deprivazione era uno stimolo cruciale verso la realt à, lo studio di Spitz sui neonati che non

prosperano ( molti morivano), mostrò che il muro della realtà è mortale in assenza del tocco amorevole di chi si prende cura del

bambino. Da qui si ci chiede cosa viene fornito da una presenza amorevole al bambino e in che modo ciò che sta fuori influenza ciò

che sta dentro.

L’oggetto libidico

Spitz condusse la prima ricerca psicoanalitica sulle relazioni oggettuali tra i neonati e gli adulti che si prendono cura di loro :

osservazione diretta dei neonati e delle loro madre lungo un arco di molti anni.

Ridefinì il concetto di oggetto libidico.

Freud: oggetto è l’obiettivo delle pulsioni attraverso cui viene scaricata la scarica pulsionale. Può essere persona o oggetto

inanimato. Madre quindi inserita nella categoria variabile dell’oggetto. Diventa importante perché procura gratificazione.

Non presumeva che i legami libidici con gli altri venissero ricercati per se stessi.

Identificazione: il bambino fa di qualcuno una parte di sé. Ritenuta da Freud di natura difensiva: manovra psichica diretta a mitigare

l’esperienza frustrante della perdita.

Finchè la gratificazione è possibile attraverso oggetti del mondo reale, identificazione è irrilevante. Quando viene interrotta, oggetto

viene interiorizzato per permettere gratificazione immaginaria ( vista quindi come una compensazione che si accetta con riluttanza

quando la gratificazione immediata non è possibile).

Spitz: libido è orientata al piacere ma l’oggetto libidico non è semplice mezzo per un fine. Ma è d’importanza fondamentale per sé:

procura il legame umano essenziale all’interno del quale avviene tutto lo sviluppo psicologico.

La fusione psicologica

Hartmann aveva definito la psiche immatura indifferenziata: alla nascita le 3 istanze e le pulsioni della libido e dell’aggressività non

sono articolate.

Spitz: neonato trasforma la relazione fisiologica parassitaria con la madre nel ventre in uno stato diffusione psicologica dopo la

nascita.

Madre rappresenta l’ambente per il bambino, che è vulnerabile. Neonato come cieco che riacquista vista ed è travolto da un uragano

di sensazioni. In questo incontro la madre fa da mediatore, da Io ausiliario che regola l’esperienza del bambino.

Tra neonato e madre si sviluppano complessi schemi interattivi: madre comunica con il bambino usando il sistema sensoriale totale.

Bambino è recettivo e gradualmente costruisce schemi di significato a partire da stimolazioni caotiche.

Buona madre: indovina empaticamente i bisogni del piccolo (fa rivivere in se quell’antico canale di comunicazione, pochi adulti ne

sono capaci).

Nell’atteggiamento del bambino si verificano dei cambiamenti prevedibili che Spitz chiama indicatori: segnali di una complessità

psicologica interna crescente.

1 indicatore: il sorriso, prima risposta sociale del bambino (intorno ai 3 mesi).

2 indicatore: l’angoscia dell’estraneo. Bambino riconosce volto della madre come diverso da altri, a cui reagisce con ansia e ritiro

( intorno agli 8 mesi).

3 indicatore: la padronanza del no. (intorno ai 15 mesi). Spitz: no del bambino è indicatore dell’identificazione preedipica con la

madre ( quando acquisisce capacità di locomozione i divieti della madre sono sempre più frequenti e frustano le sue intenzioni)

Ogni aspetto del primo sviluppo psichico è mediato dall’ambiente materno.

Margaret Mahler: la psicologia evolutiva dell’Io

Conflitto nevrotico ampiamente trattato da psicoanalisi ma resta fuori la psicosi.

Capacità di un normale esame di realtà è già compromessa, mentre seduta richiede che paziente sia sdraiato sul lettino, si stacchi

dagli interessi della realtà e dica tutto ciò che gli viene in mente, lo psicotico è perso sin da subito nel suo mondo di fantasie illogiche.

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Freud inizialmente ipotizzò che la libido nella sua forma più precoce fosse diretta verso gli oggetti del mondo esterno. Nel 1914 in

Introduzione al narcisismo nel tentativo di ampliare la teoria della libido estendendola a nevrosi e schizofrenia, modifica questo

modello e descrive una libido precoce rivolta verso l’interno (narcisismo primario).

Nella mente dello psicotico la libido si ritrae a una condizione più primitiva, staccata dagli oggetti del mondo esterno. nella psicosi

non c è niente da trasferire sull’analista. Tutta l’energia è per concentrazione narcisistica su se stessi.

Diagnosi psichiatrica per bambini disturbati al tempo era ”autismo infantile”.

Mahler riflette sul fatto che la concentrazione su di sé dello psicotico potrebbe essere un difetto nella formazione di base del Sé: una

confusione su cosa è il Sé e cosa è l’altro.

Forse difetti specifici nella prima esperienza di fusione con la madre o nel suo superamento (Spitz pensava che da queste prime

esperienze si aveva la formazione del senso di identità).

Cosa manda in frantumi il normale passaggio evolutivo e l’uscita dalla relazione simbiotica?

Mahler: cruciali i fattori ereditari e l’impatto di esperienze traumatiche precoci.

Quando psiche immatura del bambino è soggetta a dolore ingestibile: bambino si spinge all’interno e non sviluppa capacità che lo

aiuterebbero a ordinare la sua esperienza.

Madre fornisce all’Io immaturo del bambino la funzione di rispecchiamento. Se la madre è imprevedibile instabile, ansiosa o ostile,

non procura un porto sicuro per la crescita psichica del bambino. Bambino ha disperato bisogno del’ Io ausiliare (madre) come

regolatore degli stimoli.

La separazione­ individuazione

Ridefinire la prima fase della vita definita da Freud come priva di oggetto ( narcisismo primario). Per Mahler nei primi mesi il

bambino emerge dal guscio autistico ed entra nella simbiosi normale ( più primitiva delle relazioni) . Si tratta del processo di

separazione­ individuazione, diviso in fasi distinte, ciascuna con proprio inizio, esito normale e rischi.

Differenziazione: aumentata prontezza del bambino, schema visivo bifasico prototipico ( sguardo più diretto verso l’esterno o verso la

madre), culmina ai 9 mesi.

Sperimentazione: verso i 9 mesi vi è locomozione e sviluppo fisico. Bambino è invaso da senso di onnipotenza, anche se si

allontana da madre, si vive come un'unica persona con lei.

Riavvicinamento: tra 15­24 mesi. Bambino sperimenta squilibrio psichico cruciale. Sviluppo psicologico si mette alla pari con la

maturazione fisica, porta consapevolezza che è proprio la mobilità a dimostrare la separatezza psichica dall’unione simbiotica con la

madre.

Bambino può diventare esitante e madre può interpretarlo come una regressione e non un progresso reagendo con impazienza

bambino può sentire paura ansiosa dell’abbandono mancanza di accettazione e comprensione emotiva da parte della madre pu ò

contribuire a una tendenza alla depressione nel bambino.

Problemi di questo tipo sono definiti di natura preedipica per distinguerli da patologie successive dal punto di vista maturativo.

Dinamiche edipiche: sottolineano il conflitto sessuale e aggressivo e sono legate soprattutto al padre (oggetto desiderato dalla

bambina e rivale per il bambino).

Dinamiche preedipiche: ruotano attorno al ruolo della madre e prendono in considerazione la frattura nella formazione delle strutture

psicologiche.

Patologia preedipica si manifesta in disturbi diffusi, stati emotivi intensi e non regolabili, fluttuazioni nell’immagine di sé e degli altri,

ridotta capacità di instaurare relazioni mature.

Da Freud ( bambino come creatura in preda a tensioni libidiche incontrollate), a psicologi dell’Io, da cui il bambino è visto emergere

per fasi successive dall’unione simbiotica con la madre.

Nascita psichica non coincide con quella fisica: cure della madre contengono la sua fragile psiche cosi come il suo corpo ha fatto da

contenitore al suo sviluppo fetale.

La revisione della teoria delle pulsioni: Edith Jacobson

1920: Freud introduce i concetti di pulsione di morte e di masochismo primario dopo impatto con la distruttività umana vista nella 2

guerra mondiale e contatto con pazienti masochisti implacabili nella ricerca del dolore.

Conclude che aggressività è una seconda pulsione, uguale per importanza, alla libido. Libido e aggressività, inizialmente dirette

verso l’interno e secondariamente verso gli oggetti. Bambino freudiano si trova in uno stato di tensione, può venire eccitato in modo

indiscriminato da sensazioni sia libidiche che aggressive.

Masochismo deriva da un canale psichico permanente (masochismo erogeno primario) che fa si che il dolore venga avvertito come

stimolante dal punto di vista sessuale.

Freud faceva derivare pulsione di morte e masochismo da fonti costituzionali ( per lo più non influenzate da relazione con

l’ambiente).

Jacobson: corregge la tonalità cupa delle ultime modifiche di Freud: biologia ed esperienza si influenzano reciprocamente e sono in

continua interazione per tutta la durata dello sviluppo.

1964: Il Sé e il mondo oggettuale: rielabora teoria energetica freudiana.

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Ipotesi che pulsioni vengano predeterminate biologicamente, non siano date ma siano delle potenzialità innate. Le loro caratteristiche

vengono acquisite attraverso le prime relazioni

L’esperienza viene registrata a partire da ciò che il bambino sente e le tracce mnestiche si radunano attorno ai poli opposti del

sentirsi bene o sentirsi male.

Libido emerge gradualmente da una serie di esperienze buone e diventa una solida forza motivazionale. Aggressività in un modello

ideale è molto poco presente.

Tuttavia se prime esperienze sono molto frustranti si consoliderà una pulsione aggressiva più potente e intensa ( si distorcono

processi evolutivi normali).

Madre dovrebbe essere capace di avvertire e reagire ai bisogni evolutivi sempre nuovi del bambino.

Jacobson pone accento sulla soggettività dell’esperienza: non esiste madre buona oggettivamente, ma cure materne che fanno

sentire bene quel particolare bambino.

Equilibrio del tono emotivo delle prime esperienze consolida libido e aggressività ma anche la tendenza di pensiero del bambino.

Quando le esperienze lo fanno stare bene, nella psiche si accumulano immagini di una madre amorevole e di un Sé felice quando le

esperienze lo frustano , immagini di una madre frustrante e di un Sé arrabbiato.

Circa 6 mesi: il bambino è in grado di distinguere il sé dagli altri, immaginare madre come presenza differenziata è gratificante ma

frustrante. Bambino dovrebbe essere capace di integrare immagini buone e cattive (stessa madre buona è anche cattiva). Ciò

dovrebbe facilitare la capacità di integrare stati emotivi conflittuali. La natura primitiva delle pulsioni (intenso amore e intenso odio),

dovrebbe essere sostituita da stati emotivi più sottili e variegati. Si acquisirebbe cosi una capacità molto maggiore di avere

esperienze più complesse.

Il Super­io si sviluppa nel corso di un lungo periodo di tempo e si forma sulla base delle esperienze di limitazioni e proibizioni

materne.

Jacobson non si limita a correggere la genesi freudiana della libido e dell’aggressività.

Freud: libido è forza di sintesi che mette insieme le cose. Aggressività è una forza che scioglie i legami. Jacobson applica concetto

alla teoria degli psicologi dell’Io della separazione­individuazione.

Per Jacobson la libido fa da collante nei processi evolutivi, integrando immagini di oggetti buoni a cattivi e di un Sé buono e un Sé

cattivo. L’aggressività stimola invece la consapevolezza delle differenze, promuovendo la differenziazione e il formarsi di immagini

differenziate del Sé e degli altri.

Jacobson: libido e aggressività controparti indispensabili. Libido incoraggia l’avvicinamento, l’aggressività sollecita l’allontanamento.

Entrambe compaiono ciclicamente nello sviluppo di un’identità stabile.

Le fantasie fusionali rimangono nello sviluppo e possono fornire una profonda gratificazione quando i confini tra il Sé e gli altri sono

chiaramente delineati. Sono per esempio una dimensione importante della gratificazione che si sperimenta nel rapporto sessuale.

Per coloro i cui confini dell’Io non sono chiaramente definiti invece le fantasie fusionali sono pericolose e possono essere una spinta

regressiva verso il dissolvimento psichico.

L’ aggressività può agire in ugual modo in adulti confusi o depressi che cercano la lite per poter sperimentare maggior chiarezza

psichica.

L’aggressività agisce non tanto come pulsione a sé stante ma come esperienza a cui il Sé ricorre attivamente per promuovere la

propria definizione.

Per agire cosi deve essersi consolidata con esperienze libidiche sufficientemente gratificanti, se no l’aggressività sarà travolgente e

manderà in frantumi il tentativo di definizione del Sé.

Applicazioni cliniche della psicologia evolutiva dell’Io

Freud si concentrò sul conflitto edipico, organizzato sugli schemi cognitivi e linguistici più maturi della seconda infanzia.

Gli psicologi dell’Io indagarono invece le perturbazioni preedipiche, che spesso avvengono prima dell’avvento del linguaggio.

In che modo adulto può ricordare esperienze precedenti all’uso del linguaggio?

Freud vedeva nel transfert il fulcro del processo psicoanalitico.

Psicologi dell’Io prospettiva più ampia: transfert come arena dove i residui i tentativi falliti di costruire una struttura psichica normale

potevano essere individuati nei dettagli della relazione che il paziente instaura con l’analista.

Analista può stabilire quali aspetti della strutturazione psichica sono stati compromessi e, col paziente, elaborare una descrizione

verbale di ciò che non ha funzionato nell’esperienza precoce del paziente, usando questo processo nel suo aspetto riparativo.

Tranfert edipico: si dispiega lentamente e va a incentrarsi su qualche esperienza specifica

Transfert preedipico: presentazione caleidoscopica di immagini di Sé e dell’altro dominate da intensa immediatezza emotiva. (pag.

80: caso di Angela)

La trasformazione evolutiva del tranfert

Per gli psicologi dell’Io l’esperienza psicoanalitica diviene l’occasione per comprendere la natura della frattura psichica del paziente e

i suoi tentativi di adattamento compensatorio.

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Transfert fornisce l’opportunità di rielaborare le fratture precoci, paziente può usare l’analista per tentare di venire incontro ai bisogni

evolutivi insoddisfatti e di verbalizzare e sperimentare le paure e i terrori precoci che durante l’infanzia sono sembrati travolgenti.

Conclusioni

Psicologi dell’Io spostarono attenzione dell’Es all’Io, si resero conto dei vantaggi dell’avere il paziente come alleato nel processo di

documentazione e svelamento del conflitto inconscio.

Furono elaborate tecniche per incoraggiare paziente a entrare in quella che sarà chiamata successivamente un alleanza di lavoro, in

cui analista e paziente potessero dividersi i compiti. 2 cambiamento fondamentale: per il paziente l’esperienza del lavoro in questa

alleanza può essere terapeutica di per sé paziente sviluppa le capacit à per osservarsi meglio, essere riflessivo, rinviare la

gratificazione.

Mahler vede nell’esperienza della terapia una potenziale esperienza simbiotica correttiva.

Jacobson pone accento su ruolo cruciale della risonanza emotiva tra l’analista e il paziente.

Processo psicoanalitico giunge cosi a essere interpretato non solo come un’alleanza, ma come un’esperienza di crescita che

fornisce l’opportunità di rielaborare esperienze evolutive precoci.

Capitolo 3

Harry Stack Sullivan e la psicoanalisi interpersonale

Psicoanalisi interpersonale nasce negli anni 20 dall’incontro tra lo psichiatra Sullivan e i pazienti schizofrenici.

Al tempo dominava il modello psichiatrico della schizofrenia di Emil Kraepelin per il quale la schizofrenia è un disturbo

neurofisiologico a base organica che peggiora nel corso del tempo e si conclude con il totale deterioramento.

Tratto distintivo della schizofrenia: il distacco dai consueti canali relazionali con le altre persone. Gli schizofrenici vivono in un loro

mondo, adottano comportamenti che scoraggiano i tentativi degli altri di entrare in contatto con loro.

Sullivan: schizofrenici sensibili all’ambiente e spesso consapevoli delle altre persone dubbi su interpretazione tradizionale.

Laing e Esterson ( anni 60) : fanno l’esempio di paziente con una caratteristica tipica della schizofrenia paranoide, ovvero le idee di

riferimento: convinzione che le cose che accadono intorno all’individuo, che non hanno alcun collegamento con lui, in realtà lo

riguardino (es. ciò che accade in programma televisivo è in realtà un messaggio rivolto a sé).

Sullivan ( 40 anni prima): gli esseri umani sono inseparabili dal campo interpersonale in cui si trovano. La personalità compare

nell’interazione con gli altri, è lo schema relativamente permanente delle situazioni interpersonali ricorrenti che caratterizzano la vita

umana.

Concentrarsi sull’individuo senza prendere in considerazione le sue relazioni passate e presenti strappa l’oggetto di studio dal

contesto che lo rende comprensibile.

Psicoanalista freudiano tradizionale spiega fenomeni a partire da dinamiche interne del paziente. Sullivan: vuole sapere che cosa

succede tra il paziente e l’ altro/i in questione.

Mentre analista freudiano va alla ricerca di desideri e fantasie rimosse, Sullivan cerca le interazioni trascurate, i dettagli su ciò che è

accaduto realmente.

Era interessato anche al passato ma non inteso come impulsi e desideri, era interessato alle interazioni passate.

Ansia e motivazione

Sullivan si concentrò sempre più sull’ansia come fattore cruciale Propone una teoria evolutiva in cui l’ansia è il fattore patologico

fondamentale nel dare forma al Sé e nel regolare le relazioni con gli altri.

Neonato oscilla tra uno stato di benessere e uno stato di tensione. La maggior parte delle tensioni non sono problematiche in quanto

c è qualcuno che si prende cura di lui e ha reazioni complementari ai suoi bisogni.

Bisogni di cibo, calore, assenza di irritazione, sicurezza e tenerezza, gioco e stimolazione tendenze integrative poich é la loro

natura consiste nel mettere insieme le persone in modi reciprocamente soddisfacente. L’allattamento è l’esempio di

complementarietà fra tendenze integrative: bambino ha bisogno di essere nutrito e mamma ha bisogno di allattare.

Questi bisogni di soddisfacimento producono reciprocità con gli altri: se vi è ragionevole pazienza, flessibilità e tatto, questi numerosi

bisogni emotivi,fisici,sessuali e intellettuali possono generare integrazioni gratificanti con gli altri.

Insoddisfazione, conflitti legati all’ansia. Mentre bisogni sorgono spontaneamente nel bambino, l’ansia è qualcosa che lo coglie

dall’esterno.

Distingue tra paura e ansia: paura agisce in realta come tendenza all’integrazione ( si esprime tramite pianto e agitazione, attira

attenzione e provoca interazione con chi si prende cura di lui). L’ansia non ha un oggetto specifico e non sorge dall’aumento della

tensione nel bambino si prende dagli altri , perch é gli stati d’animo sono contagiosi. Stato d’animo bambino è influenzato da quello

di quelli che lo circondano. Definisce questa diffusione degli umori dall’adulto al bambino come legame empatico. Se adulto è

tranquillo bambino oscilla tra stati di benessere e tensione prodotta dai bisogni. Se adulto è ansioso, l’ansia viene raccolta dal

bambino, che la sperimenta come tensione priva di forma e di nucleo. A differenza dei bisogni di soddisfacimento, la tensione

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dell’ansia non funziona come tendenza integrativa, perché colui che potrebbe liberare il bambino dalla tensione dell’ansia è proprio

colui che ne è stato la causa.

Ansia ha impatto profondo sulle prime esperienze del bambino. È stressante, spaventosa e inoltre agisce come tendenza

disintegratrice rispetto a tutti i bisogni di gratificazione del bambino.

Prima differenziazione nell’esperienza del bambino no tra madre e padre o luce e buio, ma tra stati d’animo ansiosi e non ansiosi. E

dal momento che la madre è la prima persona che si prende cura di lui, impara a differenziare tra una mamma buona (non ansiosa)

e cattiva (ansiosa). La differenza tra questi due stati d’animo è cosi netta che per il bambino si tratta di due persone diverse.

1 passaggio cruciale: A poco a poco bambino impara se è la madre buona o quella cattiva che si sta avvicinando dall’espressione

del viso, la tensione posturale, la voce. Questi ultimi divengono predittori per lui.

2 passaggio cruciale: bambino giunge alla consapevolezza che alcune sue attività rendono ansioso l’adulto mentre altre hanno un

effetto calmante e producono approvazione.

in questo modo, le attivit à che producono approvazione si organizzano sotto il buon me, quelle che producono ansia sotto il cattivo

me (si organizzano sotto una valenza generalmente negativa).

Le attività che producono un’ansia intensa sono di ordine diverso le attivit à che provocano un’ansia intensa nell’adulto diventano

tutte esperienze non­me, stati di dissociazione che non si organizzano in alcuna forma che l’adulto possa riconoscere come parte di

sé.

Il sistema di sé

Fase conclusiva di controllo si ha quando il bambino si rende conto di poter orientare le sue attività in modo da aumentare la

probabilità che compaia la madre buona e diminuire la probabilità che compaia la madre cattiva si sviluppa il sistema del S é, che

consente l’accesso al buon me, escludendo il non­me : vengono allontanate le attività che fanno insorgere l’ansia nell’adulto e quindi

anche nel bambino stesso in modo graduale le innumerevoli potenzialit à del bambino vengono ridotte, man mano che diventa il

figlio di quel particolare genitore, la sua personalità viene incisa profondamente dall’ansia dei genitori.

Con la crescita il sistema del Sé indirizza le attività del bambino nella direzione di ciò che è noto: se nei primi anni di vita c’è stata

molta ansia, il sistema del sé ha elaborato dei controlli severi e molte esperienze nuove sono virtualmente precluse.

Verso i 4­5 anni, il bisogno di relazione coi coetanei sostituisce il legame esclusivo con gli adulti (bisogno di un amico intimo nella

preadolescenza, bisogno di gratificazione sessuale nell’adolescenza)

Ogni volta che emerge un nuovo bisogno, le limitazioni del sistema del sé di allentano e le più antiche ansie possono essere

superate grazie alla nuova spinta verso l’integrazione interpersonale. quando l’ansia non è una minaccia, emergono i bisogni di

gratificazione, che agiscono come tendenze integrative e attirano l’individuo verso relazioni soddisfacenti.

Quando l’ansia incombe, domina il sistema del sé e intervengono i bisogni di sicurezza, che produce interazioni che in passato sono

servite a tenere a bada l’ansia.

Come Freud: esperienza umana in continua tensione tra il piacere (le gratificazioni di Sullivan) e la regolazione difensiva (la

sicurezza di Sullivan).

Particolari aree di esperienza divengono conflittuali soltanto quando tendono a indurre ansia negli adulti che si prendono cura del

bambino. La fonte delle difficoltà non sta nella natura intrinseca delle pulsioni: i livelli di ansia nell’individuo sono un prodotto diretto

dei livelli d’ansi percepiti nell’ambiente dei primi anni di vita no pulsioni e aggressivit à intrinsecamente asociali di Freud. Più adulto

è ansioso più c è abbondanza di cattivo me e di non me per il bambino.

Gli psicologi dell’Io estesero l’attenzione al di là della mente individuale e considerarono le interazioni tra l’individuo e l’ambiente :

cruciali le vicissitudini dei primi periodi di accudimento e la relativa sanità o patologia degli adulti che si prendono cura di lui.

Sullivan considerava la mente come essenzialmente sociale.

Operazioni di sicurezza e punto di ansia

Processi di un sistema del Sé ben funzionante venivano definiti da Sullivan come “dolci”. Ciascuno di noi si muove sviluppando

operazioni d sicurezza complesse, che consentono di allontanarsi dai punti di ansia e tornare su un terreno più familiare.

Psicoanalisi interpersonale: deve incoraggiare la riflessione su di sé, in modo che sequenze cruciali e rapide possano essere

osservate, comprese e modificate.

Contrasto con metodo classico in cui analista non fa domande, i conflitti emergono all’interno delle associazioni libere e le

associazioni libere non devono essere influenzate dalle indicazioni dell’analista la non direttivit à del metodo classico rappresenta la

garanzia fondamentale dell’autonomia del paziente e assicura l’accesso ai livelli più profondi dei suoi conflitti. Funzione dell’analista:

rivelare i pensieri latenti nelle associazioni libere del paziente. No porre domande, poiché confonde la chiarezza delle associazioni.

Sullivan: ciascuno di noi usa il linguaggio in maniera fortemente personale significato delle parole è inserito nel contesto

interpersonale originario in cui esse sono state apprese.

Ci vuole molto tempo perché una persona possa comprendere il significato delle parole di un’altra.

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Unico modo in cui l’analista può sapere di che cosa sta parlando il paziente: facendogli domande dettagliate, guidare l’indagine,

almeno inizialmente.

poich è il sistema di Sé trova molto facile allontanare l’individuo dalla minaccia dell’ansia, il paziente può ignorare sistematicamente

proprio i dettagli e i tratti della sua esperienza che possono essere più pertinenti ( vedi caso a pag.99­100).

Sullivan vedeva nelle operazioni di sicurezza un sistema per procurarsi una riduzione dell’ansia a breve termine a prezzo del

mantenimento a lungo termine della situazione ansiogena. Sono le manovre che il sistema del Sé mette in atto per ridurre l’ansia,

per tenere distanti le minacce di cui si ha paura a causa dell’iper­generalizzazione di situazioni interpersonali precedenti.

Obiettivo del trattamento: simile a insight di Freud. Ma per Sullivan il cambiamento non era solo concettuale, ma in larga misura

PERCETTIVO viene ampliata la consapevolezza sia dei processi interni, sia delle sequenze di eventi interpersonali reali.

Il metodo di Sullivan con gli ossessivi

Contributi importanti Sullivan nel lavoro con gli ossessivi, tendono a esercitare un controllo sia su di sé che sugli altri.

Freud pensava a questi individui in termini di fissazione anale: impegnati nella lotta contro i desideri libidici anali di sporcare, sfidando

le norme della pulizia sociale difese complesse contro le pulsioni di sporcare.

Importanza del sadismo nelle dinamiche ossessive ( poi sviluppato da Reich): loro tratti di personalità controllanti erano interpretati

come l’espressione di conservare il potere sugli altri.

Sullivan: nel bisogno di controllo dell’ossessivo vede la difesa contro le temute umiliazioni e un’ansia profonda ossessivi di solito

crescono in famiglie di ipocriti. Vengono brutalizzati e si dice loro che le percosse e le umiliazioni sono per il loro bene gli ossessivi

sono profondamente confusi, sono stati ingannati. Temono di impegnarsi con altre persone perché temono di sentirsi impotenti.

Modello freudiano: l’ossessivo è lacerato da una feroce battaglia interiore. Le pulsioni pericolose premono per trovare espressione;

robuste difese vengono erette contro di esse.

Modello interpersonale di Sullivan: il paziente lotta per conservare la sicurezza nelle sue relazioni con gli altri. Le relazioni del

passato hanno avuto come risultato dolore e umiliazioni, perciò sono state attivate operazioni di sicurezza per allontanare quegli

stessi pericoli nelle relazioni attuali.

Analista fa aumentare le consapevolezza del paziente del modo a cui partecipa a quelle interazioni e cosi il paziente inizia a notare

le caratteristiche che aveva sempre evitato: giunge a capire fino a che punto i suoi efficaci tentativi di controllare l’ansia nel breve

periodo, alla lunga gli precludano una vita più soddisfacente la relazione con l’analista è spesso un mezzo efficace per dimostrare i

tratti autolimitanti delle operazioni di sicurezza.

(Caso pag 103­104: la paziente si rende conto di come conservare la sicurezza nel presente finiva alla lunga per minare alla base le

possibilità di ampliare la sua rete di relazioni di sicurezza.

La psicoanalisi interpersonale contemporanea

Clara Thompson: da forma a psicoanalisi interpersonale nella sua versione contemporanea.

Ferenczi rompe con Freud perché riteneva che la causa delle nevrosi stesse in episodi reali, mentre Freud accentuava il ruolo delle

fantasie pulsionali (es abusi sessuali).

Per Ferenczi l’ analista doveva essere più che un osservatore distaccato: interesse autentico dell’analista era essenziale per

superare il trauma prodotto dagli abusi precoci.

Thompson individua legame tra l’accento di Ferenczi sull’importanza delle relazioni reale, passate e presenti e la teoria

interpersonale di Sullivan.

In più la Thompson aggiunse la psicoanalisi umanistica di Erich Fromm.

Fromm aveva ricollocato spiegazioni freudiane in una più ampia concezione marxista della storia in una visione esistenzialistica della

natura umana : gli uomini sviluppano diversi tipi di carattere in momenti diversi della storia, perché modelli diversi di società

richiedono che determinati tipi di persone svolgano determinati ruoli socioeconomici.

Siamo creature sociali e temiamo l’isolamento la separazione dell’esperienza in conscio e inconscio, non è determinata dalle

pulsioni, ma dalla selezione sociale delle caratteristiche desiderabili e indesiderabili.

Per Fromm: l’inconscio è una creazione sociale. Viene conservata a causa del terrore profondo che ciascuno di noi ha della propria

libertà e dell’isolamento sociale che si teme potrebbe risultare dall’espressione più piena della nostra autentica e personale

esperienza.

Thompson intreccia la teoria di Sullivan (da lui considerata una teoria psichiatrica) con quelle di Ferenczi e Fromm, e ottenne la

psicoanalisi interpersonale.

No tanto una teoria sistematica, piuttosto una serie di spunti teorici e una metodologia clinica.

Importanza psicoanalisi interpersonale :dell’aver spostato l’accento dal passato sul qui e ora , di dare importanza alla storia

personale del paziente: una piena comprensione delle operazioni di sicurezza del paziente nel presente dipende dal fatto che

l’analista sia al corrente di come sono nate nel contesto interpersonale originario.

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Sullivan definisce osservazione partecipante il modo in cui l’analista coinvolge il paziente : l’analista è un esperto di relazioni

interpersonali e perciò in grado di non farsi attirare in un’interazione patologica deve essere consapevole delle piccole esplosioni di

ansia dentro di sé per evitare di dare il via a sua volta a operazioni di sicurezza.

Levenson parla di trasformazioni isomorfiche: medesimi schemi interazionali che costituiscono la personalità del paziente vengono

ripetuti in tutte le aree della sua vita: nel passato, nelle relazioni attuali. Con relazioni si intende anche la relazione psicoanalitica,

dove l’analista partecipa attivamente agli schemi interpersonali (vedi caso da pag 107­109).

Anche se si forma in base a modelli tratti dal passato, il transfert del paziente è una reazione alla presenza e al comportamento reali

dell’analista. Il controtransfert ( esperienza che l’analista ha del paziente) è una reazione ai comportamenti reali del paziente.

Non vi è una posizione emotiva neutrale (dal punto di vista della ps. Interpersonale): analista rimane impigliato nelle dinamiche del

paziente e d è importante la sua partecipazione.

Levenson: analista riflette e chiarisce a se stesso la sua partecipazione, come è stato attirato in quel copione ripetitivo e può rivelare

al paziente la natura dell’esperienza dell’analista.

Sulliva: il Sé è decentrato, multiplo e contestualizzato, suddiviso orizzontalmente. Freud invece: Sé organizzato in verticale, con aree

mantenute sepolte dalla rimozione.

CAPITOLO 4 Melanie Klein e la teoria kleiniana attuale

Osservazione diretta e lavoro clinico con bambini.

Klein: enorme contributo alla psicoanalisi e psicoanalisi ha salvato la Klein (soffrì di gravi depressioni).

Conobbe Abraham e Jones che la convinse a trasferirsi in Inghilterra dove visse e svolse il suo lavoro. Alla fine degli anni 20 la Klein

e i suoi seguaci avevano già cominciato a scontrarsi con i freudiani più tradizionali. (divisione tra scuola di Londra e scuola di

Vienna).

Primi conflitti tra la Klein e Anna Freud: tecnica dell’analisi dei bambini.

Per Klein: bambini analizzabili quasi come adulti: interpretare il loro gioco come le associazioni libere degli adulti.

X Anna Freud : bambini no analizzabili perché l’Io debole e non ancora sviluppato non è in grado di gestire le interpretazioni

profonde del conflitto pulsionale.

Anna Freud e Sigmund si trasferiscono a Londra sfuggendo ai nazisti, battaglia tra kleiniani e seguaci di Anns Freud culmina con la

scissione della British Psychoanalytic society in 2 gruppi diversi, i kleiniani e i freudiani. Il terzo gruppo di formerà attorno al pensiero

di Fairbain e Winnicott.

Klein: diversa concezione mente rispetto a Freud.

Per Freud nucleo del conflitto di forma al culmine della fase edipica (culmine vita sessuale infantile) durante la quale il bambino di 5­

6 anni lotta con desideri incestuosi.

Klein si interessa a processi più precoci ipotesi freudiane per il bambino di 5­6 anni potevano essere applicate a quello di 2 o 3

anni o al neonato.

Il complesso edipico (fantasie di unione incestuosa) e il Super­Io (terribili autopunizioni) sono già presenti in tenerissima età.

Pazienti della Klein: bambini disturbati e terrorizzati. Il ritiro e il comportamento bizzarro di questi pazienti rappresentava tentativi

disperati di tenere lontani i terrori.

Per Freud: attraverso il conflitto edipico la psiche si costituisce in strutture stabili e coerenti.

Per Klein: la psiche rimane sempre instabile, fluida, costantemente impegnata a tenere lontane le angosce psicotiche.

Per Freud ciascuno lotta contro desideri bestiali, timori di punizione e sensi di colpa

Per Klein ciascuno lotta contro desideri di annichilimento e abbandono assoluto ( angoscia paranoide e angoscia depressiva)

Mente adulta come vedeva quella del bambino: dominata da terrori profondi di marca psicotica, instabile, fluida.

Psicologia dell’Io vede la mente come strutturata, stabile, con difese dell’Io. Lavoro di interpretazione del conflitto psichico va fatto

dala superficie verso giù.

Per psico dell’Io i kleniani travolgono i pazienti con concetti che non possono capire né usare

Per kleniani la psico dell’Io si occupa delle dimensioni superficiali della vita emotiva

Contributo maggiore Klein: descrizione posizione schizoparanoide e depressiva.

Posizione schizoparanoide

Klein non si allontanò dal linguaggio di Freud : si basa su postulato freudiano che prevede l’esistenza di energie libidiche e

aggressive come carburante della mente, e la gratificazione e la difesa contro le pulsioni libidiche e aggressive come il dramma

implicito in tutta la vita psichica.

Estese il concetto di pulsione sia per la fonte da cui sorge sia per la meta.

Pulsioni libidiche e aggressive non sono tensioni separate ma modalità assolute di vivere se stessi in termini di buono o cattivo.

Per Freud la meta era la scarica e l’oggetto era il mezzo (scoperto accidentalmente) verso quel fine.

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Gli oggetti facevano parte dell’esperienza stessa della pulsione.

Per Klein: gli oggetti facevano parte dell’esperienza stessa della pulsione. ( avere sete prima di bere = desiderare l’oggetto di quella

sete) oggetto del desiderio era implicito nell’esperienza del desiderio stesso.

Freud: Io coeso e integrato che deve lottare di volta in volta con pulsione specifica.

Klein: Io discontinuo e vacillante tra la tendenza ad amare in grado di amare e la tendenza ad odiare persone in grado di odiare.

Si sposta da pulsioni a relazioni.

L’esperienza del bambino piccolo è composta da due strati polarizzati e contrastanti.

Il seno buono pieno di nutrizione e amore bambino immerso nell’amore, ama il seno buono e prova gratitudine per la protezione

che gliene deriva.

Il seno cattivo pieno di odio e malevolo bambino soffre e si sente perseguitato, il senso che lo aveva nutrito di latte cattivo e poi lo

ha abbandonato.

Ipotesi su bambini allo stadio preverbale: si riferisce a esperienze né chiare né verbali ma amorfe.

Amore per seno buono ha effetto protettivo

Odio per seno cattivo è una distruttività che annienta.

Serenità emotiva dipende dalla capacità del bambino di tenere separati questi due mondi. Perché seno buono possa essere un

rifugio deve essere chiaramente separato dal seno cattivo.

CONFUSIONE TRA OGGETTO CATTIVO E OGGETTO BUONO POTREBBE RISULTARE NELL’ANNIENTAMENTO DEL BUONO:

LASCIA BAMBINO PRIVO DELLA PROTEZIONE DAL SENO CATTIVO posizione schizoparanoide.

Paranoide: si riferisce all’angoscia persecutoria dall’esterno. Problema di tutta la vita diviene il bisogno di sfuggire all’angoscia

paranoide ( sensazione che la propria esistenza sia in pericolo).

Ambiente non privo di importanza: buone cure genitoriali possono placare le angoscie persecutorie e rafforzare la relazione con gli

oggetti buoni.

La posizione depressiva

Tendenza all’integrazione incoraggia il bambino nella formazione di un oggetto a volte buono e a volte cattivo.

Seno buono e cattivo non più visti come esperienze incompatibili ma come aspetti diversi della madre.

Passaggio da esperienza degli altri come scissi in buoni e cattivi all’ esperienza degli altri come oggetti interi: molti vantaggi.

Angoscia paranoide diminuisce dolore e frustrazioni no causati da malvagit à allo stato puro ma dalla fallibilità e dall’incoerenza.

Bambino si sente più stabile, meno a rischio di annientamento o contaminazione.

Tuttavia sorgono nuovi terrori: problema centrale nella vita gestione e contenimento dell’aggressivit à ( che veniva contenuta nella

relazione di odio con il seno cattivo, a distanza da quella d’amore con il seno buono).

Quando oggetto intero (madre) diviene quello che procura sia il benessere che la frustrazione, nel distruggere l’oggetto intero

frustrante il bambino elimina il suo protettore, annientando il suo mondo intero.

Angoscia depressiva: terrore intenso e senso di colpa prodotti dal danno che il bambino affligge al suo oggetto d’amore.

Posizione depressiva: organizzazione dell’esperienza in cui il bambino entra in relazione sia con l’amore sia con l’odio verso oggetti

interi.

(Nella posizione schizoparanoide il problema viene risolto tramite la proiezione nel mondo esterno. Mette cattiveria e amore fuori da

se stesso, dentro un oggetto da cui è possibile fuggire, piuttosto che dentro di sé. )

Nella posizione depressiva più integrata la grande forza della distruttività umana innata produce il terrore dell’impatto che la rabbia

del bambino può avere su coloro che ama.

Dopo la situazione di distruzione della madre frustrante il bambino si ritrova in una situazione di estremo rimorso. L’oggetto intero

frustrante che è stato distrutto è anche l’oggetto per il quale il bambino ha provato profonda gratitudine nascono fantasie riparative

(derivanti dalle pulsioni libidiche) nel tentativo di rendere la madre di nuovo intera.

Fiducia del bambino nella propria capacità di riparazione è fondamentale per poter sostenere la posizione depressiva. Per far restare

interi i suoi oggetti il bambino deve credere che il suo amore sia pi ù forte del suo odio, e che sia in grado di rimediare alle

devastazioni prodotte dalla sua distruttività.

Fondamentale per Klein l’equilibrio innato tra le pulsioni libidiche e aggressive.

Il ciclo di amore, frustrazione, distruzione aggressiva e riparazione permette al bambino di comprendere che le sue capacità

riparative possono bilanciare e compensare la sua distruttività.

Visione kleiniana: siamo tutti soggetti a un’intensa distruttività verso gli altri ( li viviamo più o meno consciamente come fonte di

frustrazioni, delusioni e sofferenze). Questa eterna distruttività verso coloro che amiamo = continua fonte di angoscia depressiva e di

senso di colpa e del bisogno di riparare. Nei momenti dove distruttività è altissima, ritirarsi nella posizione schizoparanoide fornisce

una sicurezza temporanea ( l’altro frustrante non viene vissuto come un oggetto intero, ma come un oggetto cattivo da qualche

parte c è un oggetto buono che non procurerebbe tanta sofferenza )

Posizione depressiva ha l’aspetto problematico dell’insostituibilità dell’oggetto intero, che produce una totale dipendenza.

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Soluzione alternativa al dolore dell’angoscia depressiva è la difesa maniacale, in cui l’unicità dell’ oggetto d’amore e la conseguente

dipendenza da esso vengono negate magicamente.

Madri, padri e amanti sono facili da trovare, sono tutti uguali, non hanno caratteristiche uniche si confondono i tratti distintivi

dell’altro in una categoria generale senso di sollievo temporaneo e illusorio dalla propria dipendenza.

Stato di salute mentale non visto come livello evolutivo da raggiungere e mantenere, ma come una posizione continuamente perduta

e riconquistata.

Angoscia depressiva è un tratto centrale dell’esistenza umana nei momenti di grandi perdite sono inevitabili i ritiri nella sicurezza

della posizione schizoparanoide e della difesa maniacale scissione è l’unica possibilità di conservare riserve di amore e di

sicurezza.

Per queste persone amore e odio sono nettamente separati, hanno pochi amici buoni e pochi nemici cattivi. Quando amici deludono

divengono malvagi, dimostrando di esserlo sempre stati. Relazioni con amici fidati non possono essere minacciate, poiché si

aprirebbe la porta della contaminazione.

Seno buono= fiori seno cattivo= persone fatte di cacca. Possono essere integrati solo se laa persona riesce a credere che i fiori

emergeranno dalla cacca.

Posizione schizoparanoide: l’amore è puro, ma esile e vulnerabile.

Posizione depressiva: l’amore è più profondo, più resistente, ma esige la fiducia che gli escrementi fertilizzeranno germogli nuovi

(vedi sogno pag.124).

La sessualità

Sul tema della sessualità, maggiori differenze con Freud.

Teoria freudiana, la sessualità implica piacere, potere e paura. Nella donna il rapporto sessuale (ai livelli inconsci più profondi),

procura il possesso del pene del padre come compensazione della ferita narcisistica della castrazione. Nell’uomo il rapporto

sessuale è il possesso definitivo della madre, il trionfo sul padre. Fecondare la madre è la dimostrazione della sua potenza, del suo

non essere castrato.

Concezione kleiniana: sessualità implica amore, distruttività e riparazione. Nel rapporto sessuale vengono esposte e messe in

questione sia l’influenza che ciascuno ha sull’altro, sia la natura della propria essenza. Dare godimento e piacere indica che l’amore

è più forte dell’odio. Capacità di essere eccitati e soddisfatti dagli altri significa che si è vivi. La gravidanza è straordinariamente

importante come riflesso del proprio mondo oggettuale interno la fertilit à per uomo e donna è il segnale della vitalità interiore viva e

in buona salute.

Sterilità per uomo e donna fa sorgere timori non di castrazione ma di morte interiore: il fallimento dell’amore di riparare e sostenere

importanti legami con gli altri, l’incapacità del Sé di conservare relazioni vitali.

Creatività artistica per Freud: forma sublimata del piacere fisico

Per Klein: sia creatività che piacere fisico sono la sede della lotta umana tra amore, odio e riparazione.

L’invidia

Concetto importante.

Bambini descritti dalla Klein sono creature bisognose, completamente dipendenti dal seno per ottenere nutrimento, sicurezza,

piacere.

Bambino vive il seno come straordinariamente ricco e potente.

L’avidità orale è una delle reazioni del bambino, impotente, al seno. Bambino ha l’impulsi di impossessarsi completamente del seno

per soddisfare i propri bisogni. Intenzione non è distruggere, ma possedere e controllare. L’avidità del bambino non è distruttiva nella

sua intenzione verso il seno, ma il bambino prova un profondo risentimento perché riceve il suo contenuto solo di tanto in tanto

cosi l’avidità, per affermare il suo possesso, diventa cinica.

L’invidia è una reazione diversa alla stessa situazione. Bambino invidioso non vuole più possedere il contenuto del seno ma si dedica

a rovinarlo.

Preferirebbe distruggere la bontà piuttosto che restarne completamente dipendente.

L’invidia è il più distruttivo di tutti i processi psichici primitivi.

Tutto l’odio e la distruttività che caratterizzano la posizione schizoparanoide sono contenuti nella relazione con il seno cattivo.

Attraverso la scissione il seno buono viene protetto e rimane un rifugio e una fonte di consolazione.

Invidia si tratta di una reazione non alla frustrazione e al dolore, ma alla gratificazione e al piacere.

L’invidia è un attacco non al seno cattivo, ma a quello buono. Annulla cosi la scissione tra ciò che è buono e ciò che è cattivo e

contamina le fonti di amore e protezione. Invidia distrugge la speranza. Klein spiega l’invidia come una pulsione aggressiva innata

insolitamente intensa.

Attacco invidioso del bambino è la reazione a cure genitoriali drammaticamente inadeguate la speranza di reciprocit à e di amore

viene continuamente stimolata per poi essere, nella maggior parte dei casi, crudelmente delusa.

Concetto della Klein di invidia: efficace strumento clinico per comprendere i pazienti con le psicopatologie più gravi e inaccessibili.

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Reazione terapeutica negativa per Freud: il paziente non migliora con psicoanalisi ma addirittura peggiora e il problema è il senso di

colpa edipico.

Per Klein le radici della relazione terapeutica negativa non sono nel senso di colpa per gli impulsi sessuali e aggressivi, ma nella

distruzione invidiosa del seno buono, nella cancellazione di ogni bontà che possa essere d’aiuto.

Anche se desiderano essere aiutati, questi pazienti non riescono a tollerare l’idea che l’analista potrebbe riuscire ad aiutarli. L’unico

modo per non sentirsi alla mercè dell’analista consiste nel distruggere il valore di ciò che l’analista ha da offrire.

La distruzione invidiosa delle interpretazioni va dalla svalutazione diretta a un accordo apparente in cui però le interpretazioni non

vengono mai prese in considerazione (vistoso nei pazienti con disturbi del comportamento alimentare).

L’identificazione proiettiva

Altro concetto centrale.

Proiezione per Freud consiste nell’espulsione di impulsi indesiderati attraverso le fantasie: ciò che non può essere vissuto come

parte di sé viene collocato negli altri, come qualcosa di esterno al Sé.

Klein ampliò il concetto: nell’identificazione proiettiva ciò che viene proiettato non sono semplicemente impulsi separati, ma una

parte del Sé. Un sé cattivo si trova collocato in un’altra persona. Poiché ciò che viene proiettato è un segmento del Sé, viene

mantenuto un legame con la parte espulsa, attraverso l’identificazione inconscia. Il contenuto psichico proiettato non è

semplicemente scomparso la persona lotta per mantenere il controllo su quel contenuto.

Una parte dell’esperienza non viene collocata all’interno dei confini del Sé, ma viene vssuta con grande evidenza negli altri, in cui

diventa oggetto di grande attenzione e tentativi di controllo da parte del Sé.

Bion e il pensiero kleiniano attuale

Idee della Klein hanno avuto grande influenza nel porre le basi di varie teorie delle relazioni oggettuali come Fairbain e Winnicott.

Bion era un paziente e allievo di Melanie Klein. Costruì la sua teoria attraverso il lavoro con i pazienti schizofrenici. I suoi scritti sono

densi e difficili.

Pensò che dovesse esistere un legame tra la frammentazione schizofrenica e gli attacchi invidiosi della Klein.

Per Bion ciò che veniva attaccato non era solo l’oggetto in sé stesso, ma quella parte della psiche del bambino che è attaccata

all’oggetto e alla realtà in generale bambino invidioso vive tutto il legame con l’oggetto come intollerabilmente doloroso quindi

attacca non solo il seno, ma le stesse capacità psichiche che lo mettono in relazione al seno : no solo la fantasia dell’attacco a un

oggetto, ma un attacco all’apparato percettivo e cognitivo del bambino, che distrugge la capacità di percepire e capire la realtà in

generale. L’invidia è considerata una sorte di malattia psicologica autoimmune, un attacco alla mente stessa (caso pag.130­131).

Bion definì attacco al legame una delle modalità centrali con cui la mente attacca i suoi stessi processi le relazioni tra le cose, i

pensieri, i sentimenti e le persone vengono interrotte.

Identificazione proiettiva della Klein: una fantasia in cui un segmento del Sé viene vissuto come se fosse collocato in un’altra

persona, con cui il Sé rimane identificato e che tenta di controllare.

Bion si interessò all’effetto dell’identificazione proiettiva sulla persona su cui viene proiettato a partire da esperienze di lavoro clinico

con pazienti molto disturbati sospett ò che l’analista potesse diventare un contenitore per i contenuti psichici che originariamente si

trovavano nell’esperienza del paziente.

L’evento nella mente del paziente in cui un segmento del Sé viene fantasticato come collocato nell’analista, si traduce in

un’esperienza reale per l’analista.

Versione bioniana dell’identificazione proiettiva:

Il bambino è pieno di sensazioni che lo disturbano e che non è in grado di organizzare né controllare proietta sulla madre questo

contenuto psichico disorganizzato.

­La madre ricettiva è sensibile a questo contenuto psichico e in un certo senso organizza l’esperienza al posto del bambino che a

quel punto lo introietta in una forma divenuta tollerabile: madri in sintonia con stati d’animo del proprio bambino

­La madre non sintonizzata con il bambino è incapace di contenere le identificazioni proiettive del bambino, lasciandolo alla mercé

della sua esperienza frammentaria e terrificante : madre che non riesce ad adeguarsi alla condizione e al ritmo del bambino

processo analogo agisce nella relazione tra paziente e analista

Bion trasforma concetto di identificazione proiettiva da una fantasia nella mente di una persona a un complesso evento relazionale

nelle menti di due persone.

Gli affetti sono contagiosi l’eccitazione e l’entusiasmo di una persona possono destare eccitazione e entusiasmo in altre persone.

L’ansia può rendere tesi gli altri ecc.

Quando le persone sono in sintonia, vi è risonanza di questo affetto la sintonia affettiva è un meccanismo di sopravvivenza

altamente adattivo nella relazione tra genitori e bambini, i cui stati affettivi devono essere compresi facendo a meno del linguaggio.

Lo stato affettivo del bambino viene raccolto dalla madre che possiede le risorse per elborarlo e calmare sia sé stessa che il piccolo.

La situazione psicoanalitica

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Le formulazioni della Klein, con le modifiche di Bion, propongono una visione della situazione psicoanalitica molto diversa da Freud.

Per Freud paziente e analista hanno ruoli ben definiti ed esperienze distinte. Paziente tramite associazioni libere svela i legami con i

ricordi fondamentali. L’analista ascolta e fornisce al paziente interpretazioni che collegano le sue associazioni ai ricordi da portare

alla luce e ricostruire.

Le interpretazioni sono proposte come informazioni mirate a rilevare le resistenze del paziente ai suoi stessi ricordi. Periodicamente

emerge il transfert come ultima spiaggia delle resistenze al lavoro psicoanalitico.

Per analisti kleininai il significato di ciò che accade tra paziente e analista è diverso da freudiani, sebbene usino gli stessi termini per

descrivere la situa psicoanalitica.

Paziente vive la situazione psicoanalitica in modo analogo alle sue relazioni oggettuali primitive.

A sua volta l’analista è il seno buono, che trasforma magicamente

Le sue interpretazioni sono il buon latte, protettivo e nutriente

A volta l’analista è il seno cattivo, mortale e distruttivo

Le interpretazioni se ingerite, distruggono dall’interno.

Il tranfert non è una resistenza o una distrazione rispetto alla posizione osservativa dell’analista paziente vive l’analista e le sue

interpretazioni con speranze di profonda intensità e terrori intensi (attraverso le sue organizzazioni inconsce).

Per Freud e in un certo senso anche per la Klein l’esperienza dell’analista nella situazione psicoanalitica è di relativo distacco.

Per Bion l’esperienza affettiva dell’analista è molto più direttamente coinvolta analista si trova in risonanza e fa da contenitore ad

intense angosce e stati d’animo che lo turbano. L’angoscia depressiva dell’analista e il bisogno di riparazione che lo hanno portato a

svolgere una professione di aiuto, sono sempre in gioco. La distruzione sistematica delle sue interpretazioni da parte del paziente è

molto inquietante per lui

Nella prospettiva kleiniana attuale la psicoanalisi è un’arena in cui due persone lavorano per organizzare e dare senso alla vita

affettiva del paziente, nella quale l’analista viene inevitabilmente attratto.

Racker e Ogden: hanno applicato l’interpersonalizzazione dell’identificazione proiettiva di Bion alle complesse interazioni paziente­

analista.

Racker si concentrò sull’estensione dei concetti kleniani allo studio del transfert/controtransfert e sottolineò l’importanza e l’utilità

delle identificazioni dell’analista con le proiezioni del paziente. Analista descritto come una persona presa da dinamiche simili a

quelle del paziente: angosce persecutorie e bisogno di riparazione.

Si oppose al mito per cui psicoanalisi è l’interazione tra una persona malata e una sana.

Sottolineò che proprio perché l’analista ha angosce e conflitti simili a quelli del paziente, è in grado di identificarsi con le proiezioni

del paziente su di lui e poi di usare quelle identificazioni per capire il paziente.

Ogden illustra come la fantasia del paziente di proiettare segmenti di sé sull’analista lo porti a trattarlo davvero in modo provocatorio.

Il paziente che ha una fantasia inconscia di collocare la sua rabbia omicida nell’analista lo tratterà come se fosse pericoloso o

malvagio. La fantasia intrapsichica del paziente stimola intense esperienze nell’analista, a cui il controtransffert offre indizi per

comprendere le fantasie inconsce del paziente.

Bion consigliava all’analista di sforzarsi di avvicinarsi a ogni seduta senza memoria e senza desiderio. Racker e Ogden ritengono

che le proiezioni del paziente possono essere accolte proprio attraverso le angosce e i desideri dell’analista ( coerenti con

prospettiva interattiva della psicoanalisi interpersonale).

Ogden: aspetto più difficile del lavoro psicoanalitico è la comprensione e la gestione del controtransfert, degli intensi sentimenti di

disperazione, terrore e rabbia suscitati dai pazienti gravi.

Ciò che appare disorganizzato e insensato viene organizzato e dotato di significato, prima nell’esperienza dell’analista e con il

tempo, attraverso le interpretazioni, in quella del paziente.

Betty Joseph ebbe grande influenza sulla tecnica. La Klein partiva dall’assunto che le interpretazioni dell’esperienza primitiva nel

linguaggio simbolico delle parti del corpo potessero stabilire il contatto con la corrente delle fantasie inconsce del paziente in modo

diretto e immediato. La Joseph sostiene che il paziente può mettersi in relazione con tali interpretazioni solo in forma di

sottomissione intellettuale. Raccomanda all’analista di essere meno attivo, di esaminare solo gradualmente le identificazioni

proiettive del paziente e rendendo cosi possibili interpretazioni precise , sempre in un linguaggio vicino all’esperienza del paziente

ciò che è centrale è la forma di legame o mancanza di legame tra paziente e analista nel qui e ora della relazione psicoanalitica.

I modelli freudiani della mente sono statici, stratificati e strutturati. La visione kleiniana della mente è fluida. Frammentaria e

caleidoscopica. La Klein inoltre amplificò la gamma dei simboli ai temi dell’interno­esterno, vita­morte, fioritura­deterioramento.

L’ESPERIENZA DELLA PSICOANALISI: STORIA DEL PENSIERO PSICOANALITICO MODERNO

CAPITOLO 5. La scuola inglese delle relazione oggettuali

All’inizio degli anni 40’, la British Psychoanalytic Society si divise in tre gruppi: coloro che accettavano pienamente le innovazione di

Melanie Klein nella teoria e nella tecnica; coloro che restavano fedeli ai concetti freudiani e alla pratica tradizionale freudiana (guidati

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Mary933

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Docente: Sarno Lucia
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary933 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Vita Salute San Raffaele - Unisr o del prof Sarno Lucia.

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