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Riassunti di Psicologia Generale Prof. Velardi

CFU1 Modulo1

ORIENTAMENTI MODERNI DELLA PSICOLOGIA

Cos'è la prospettiva psicologica? La prospettiva psicologica è principalmente un metodo, un modo di vagliare le questioni

all’interno della psicologia. Sappiamo che qualunque questione in piscologia può essere contrastata secondo differenti pareri.

Facciamo un esempio a causa di un insulto, dò un pugno in faccia a una persona.

Questo atto può essere visto secondo differenti prospettive: 1) biologica, questo gesto può essere spiegato come lo stimolo di

alcune aree cerebrali e la seguente scarica dei nervi che attivano i muscoli che muovono il vostro braccio; 2) comportamentale, il

gesto può essere spiegato senza riferirsi a qualsiasi cosa all'interno del vostro corpo; invece, l'insulto è uno stimolo al quale

rispondete con un pugno; 3) cognitiva in relazione a questo gesto si puntualizzerebbe sui procedimenti mentali interessati nel

realizzare il comportamento; 4) fenomenologica, lil vostro gesto aggressivo può essere spiegato come una reazione

all'interpretazione dell'insulto, renuto un'offesa personale.

Malagrado i diversi modi plausibili di esporre ciascuna azione psicologica, queste cinque prospettive delineano i metodi basilari al

moderna indagine della psiclogia.

Bisogna ricordarsi che questi metodi non si eliminano reciprocamente; invece si puntualizzano su perculiarità differente del

medesimo evento complicato.

A. Prospettiva biologica

In teoria, tutti gli avvanimenti psicologici coincidono in qualche modo all'attività del cervello e del sistema nervoso.

Il metodo biologico allo studio degli esseri umani, di altre specie tenta di collegare le nostre azioni a avvenimenti elettrici, chimici

che hanno luogo dentro il corpo, in particolare nel cervello e nel sistema nervoso (riduzione).

L’indagine della prospettiva biologica tenta di definire le procedure neurobiologiche che sottostano al comportamento, ai

processi mentali.

Per spiegare la prospettiva biologica facciamo come esempio l’indagine del riconoscimento dei volti, nei pazienti avente danno

cerebrale, rivela che specifiche aree del cervello sono indirizzate per il riconoscimento della faccia. Il cervello umano è suddiviso

in emisfero destro e quello sinistro, e le aree assegnate al riconoscimento dei volti sembrano essere individuate soprattutto

nell'emisfero destro. Da qua proviene che negli uomini vi è una cospicua specializzazione emisferica; ad esempio, nella

maggioranza dei destrorsi, l'emisfero sinistro è competente nella comprensione del linguaggio, invece l'emisfero destro è abile

nell'interpretazione delle relazioni spaziali.

Sappiamo che inoltre la prospettiva biologica ha favorito lo studio della memoria. Sappiamo che il metodo biologico alla memoria

enfatizza l'importanza di determinate strutture del cervello, compreso l'ippocampo che potenzia i ricordi.

Un esempio è quello dell’amnesia infantile che può derivare in parte all'immaturità dell'ippocampo, perché questa struttura del

cervello non si espande totalmente fino a uno o due anni dopo la nascita.

B. Prospettiva comportamentale

Come abbiamo esposto nella nostra breve panormica sulla storia della psicologia, la prospettiva comportamentale considera

solo stiomli, risposte esterne dell’organismo che possono essere osservate e pondera più o meno tutte le condotte quale esito di

condizionamento e rinforzo.

Ad esempio, un esame comportamentale della vostra vita sociale potrebbe determinare le persone con cui interagite (gli stimoli

sociali), il genere di risposte che date loro (di rinforzo, di punizione o neutre), il genere di risposte che le persone vi danno (di

rinforzo, di punizione o neutre), e in che maniere queste risposte sostengono o disgregano l'interazione.

Per spiegare la prospettiva comportamentale facciamo un esempio quello dell’obesità, alcuni individui possono mangiare troppo

(una risposta specifica) solo quando vi sono degli stimoli particolari (per esempio guardare la televisione): imparando a sfuggire

questi stiomoli fa parte di tanti programmi per il controllo del peso.

Dal punto di vista storico il metodo rigorosamente comportamentale omette per niente i procedimenti mentali della persona ed

anche gli attuali comportamentisti normalmente non fanno supposizioni sui procedimenti mentali che si intromettono fra lo

stimolo e la risposta.

A dispetto di questa considerazione, gli psicologi genericamente comportamentisti sovente registrano ciò che le persone

asseriscono sulle loro esperienze coscienti (rapporto verbale) e da questo dato soggettivo creano ragionamenti sulla loro attività

mentale. Anche se oggi pochi psicologi si reputano comportamentisti in senso stretto, molte evoluzioni moderne della psicologia

provengono dal lavoro dei primi comportamentisti (Malone, 2003; Skinner, 1981).

C. Prospettiva cognitiva

Come la versione del XIX Secolo della prospettiva cognitiva, l’odierna prospettiva cognitiva si occupa dell’indagine dei processi

mentali come percepire, ricordare, ragionare, decidere, risolvere problemi.

A differenza dalla versione del XIX secolo della prospettiva cognitiva che si basava sull’introspezione, l’attuale cognitivismo

assume che 1) solamente indagando i procedimenti mentali possiamo comprendere totalmente in che modo aisce l’organismo; e

che 2) è plausibile indagare i procedimenti mentali in maniera obiettiva, osservando particolari condotte come fanno i

comportamentisti; però interpretandoli a seguito di procedure cognitive mentali ad essi compresi.

Per arrivare a queste decodificazioni, gli psicologi cognitivi sovente usano la corrispondenza fra la mente e il computer.

Esaminiamo il fenomeno della amnesia infantile. All’incirca siamo incapaci di ricordare i fatti dei primissimi anni di vita per il

fatto di un risolutivo mutamento naturale della strutturazione delle nostre esperienze nella memoria. Infatti queste trasformazioni

potrebbero essere peculiarmente evidenti circa il terzo anno d’età, dal momento che la nostra abilità linguistica si accresce

enormemente e il linguaggio ci offre un modo nuovo di strutturate i ricordi.

D. Prospettiva psicoanalitica

La concezione psicoanalitica del comportamento umano si evolse in Europa grazie a Sigmund Freud, e inoltre si stava sviluppando

negli Stati Uniti.

Nello specifico, Freud associò le nozioni cognitive di coscienza, percezione, memoria con idee su fondamenta biologica degli

istinti, per plasmare una nuova, rischiosa teoria del comportamento umano.

La tesi di base della prospettiva psicoanalitica è che il comportamento ha le sue fonti nei processi inconsci, ossia le credenze, le

paure, i desideri di cui una persona è all’oscuro, però che analogalmente ne suggestionano la condotta. Freud pensava che tanti

degli impulsi proibiti o puniti dai genitori o dalla società, nell’infanzia, provengano da istinti innati. La loro proibizione serve

solamente a farli uscire dalla consapevolezza, nell'inconscio, dove in goni caso non scompaiono. Si possono manifestare come

problemi emotivi, sintomi di malattia mentale, come comportamenti socialmente approvati, quali le attività artistiche e letterarie.

Freud pensava che l'uomo è guidato dai medesimi istinti alle fondamenta del comportamento animale (essenzialmente, il sesso,

l'aggressività) e che siamo perennemente in lotta contro una società che ci ordina il controllo di questi impulsi. La prospettiva

psicoanalitica consiglia nuovi modi di vagliare alcune delle questioni esposte all'inizio del capitolo. Ad esempio, Freud affermava

che il comportamento aggressivo è innato, istintuale. Anche se questa ipotesi nella psicologia umana non sia largamente

approvata, essa è d’accordo con l’opinione di qualche biologo, psicologo che indagano l'aggressività negli animali.

E. Prospettiva fenomenologica

Per la prospettiva fenomenologica, il comportamento umano deriva dal modo in cui vediamo il mondo e non dal mondo così

com'è.

In base a questo tipo di orientamento, per comprendere il comportamento sociale umano è necessario prendere "la definizione

soggettiva individuale della situazione'', che può cambiare in base alla cultura, alla storia personale, allo stato motivazionale

attuale. Perciò questa prospettiva è soprattutto disponibile sia alle differenze culturali e individuali che ai prodotti di motivazione,

di emozione.

Sappiamo che i fenomenologi si fondano sulle relazioni soggettive e sulle persone che non riescono a vedere le loro realtà

soggettive per quello che sono: ossia, formazioni personali. Ciò rappresenta il realismo ingenuo, ossia l’inclinazione degli

individui a ritenere le loro riformazioni soggettive della realtà nella maniera di relazioni fedeli del mondo oggettivo. Pertanto il

metodo fenomenologico comporta inoltre l’osservazione sistematica dei giudizi, delle condotte.

La prospettiva fenomenologica viene spiegata dall'esperimento classico che ha provato che le persone sistematicamente

sopravvalutano le dimensioni fisiche delle monete aventi valore maggiore, nella misura più grande in relazione alle monete di

valore inferiore.

Esaminiamo nuovamente la questione dell’assegnazione di tratti di personalità. L’indagine in che modo gli individui assegnano

senso alle azioni degli ulteriori individui (nell'esempio precedente, si trattava della donazione di soldi in beneficenza) affiora

dall’evidenza soggettiva sulla maniera di determinare le circostanze delle persone che le vivono (Heider 1958).

Un chiarimento odierno alla frequente inclinazione ad assegnare gli atti di altre persone ai loro tratti di personalità potrebbe essere

che, dal momento che le culture occidentali incensantemente accentuano il disiderio individuale, gli occidentali sovente sono

incapaci a vedere l'influsso delle circostanza (Nisbett, Peng, Choi & Norenzayan, 2001). Nel medesimo modo, la prospettiva

fenomenologica del nesso fra violenza televisiva e aggressività insinua che il consumo abituale di violenza televisiva fissa,

consolida gli schemi, i copioni aggressivi, che successivamente vengono usati per stabilire le relazioni interpersonali (Anderson &

Bushman, 2001).

CFU1 Modulo2

Relazioni tra la prospettiva psicologica e quella biologica

Le prospettive comportamentale, cognitiva, psicoanalitica e fenomenologica si basano su concetti solo psicologici (come

percezione, inconscio e attribuzioni).

La prospettiva biologica è differente. La prospettiva biologica utilizza concetti psicologici ed usa concetti (come neurotrasmettitori

e ormoni) svolti dalla fisiologia, da ulteriori rami della biologia.

Però vi è una questione in cui la prospettiva biologica è in diretta relazione con le prospettive psicologiche.

I Ricercatori biologicamente orientati tentano di chiarire concetti, principi psicologici nei termini delle loro parti avverse

biologiche. Ad esempio, qualche ricercatore può cercare di chiarire la normale abilità di distinguere i volti unicamente in termini

di neuroni, dei loro rapporti in una determinata zona del cervello. Questo tipo di chiarificazione viene nominato riduzionismo,

perché implica la diminuzione di nozioni psicologiche in nozioni biologiche.

Se il riduzionismo può avere successo, perché mai preoccuparsi delle spiegazioni psicologiche? O, la psicologia è necessaria

unicamente fisino al memomento in cui i biologi non riescono a spiegare le cose? La risposta, è no.

E no è per due motivi: 1) innanzitutto, poiché le scoperte, i concetti, i principi psicologici possono essere utilizzati per dirigere i

biologi nel loro lavoro di indagine. I biologi devono avere un'indicazione per dirigere le loro rindagini a gruppi notevoli di cellule

cerebrali. Sappiamo che le scoperte psicologiche possono dare queste indicazioni.

Ad esempio, l’indagine psicologica rivela che la nostra abilità di differenziare le parole pronunciate e quella di differenziare le

posizioni spaziali sottostanno a vari principi. Perciò, gli psicobiologi devono ricercare di varie aree del cervello per scoprire le

fondamenta neurologiche di questi due generi di abilità discriminanti ossi l’emisfero sinistro per la differenziazione della parole,

l’emisfero destro per la discriminazione dalla posizione nello spazio. 2) secondariamente, la nostra biologia agisce in maniera

stabile in accordo con le nostre esperienze precedenti e con il contesto odierno. Ad esempio, l’obesità può essere l’esito di 1) una

tendenza genetica a prendere peso (un fattore biologico), 2) prendere cattive abitudini alimentari (un fattore psicologico), 3) una

risposta alle sollecitazioni culturali che esaltano la magrezza esagerata (un fattore socioculturale).

Sappiamo che l’impeto verso il riduzionismo va ad tempo ogni volta progressivo.

Oggi per tanti temi in psicologia abbiamo chiarificazioni psicologiche e conoscenze concernenti la maniera in cui i concetti

psicologici significativi sono compiuti, a livello cerebrale ad esempio quali specifiche zone del cervello sono implicate e in che

maniera sono collegate. Infatti questo tipo di conoscenza bilogica per lo più non permette un riduzionismo globale, però è

fondamentale. Ad esempio, gli studiosi della memoria, da lungo tempo differenziano la memoria a breve termine dalla memoria a

lungo termine (sono termini psicologici); però attualmente gli studiosi sanno pure qualche cosa di come nella verità questi due

generi di memoria sono codificati in maniera differente, nel cervello.

Un argomento fondamentale per quanto concerne la psicologia contemporanea generalmente è che le manifestazioni psicologiche

possono essere compresi sia a livello psicologico che a quello biologico. La ricerca biologica ci fa vedere in che modo le nozioni

psicologiche possono essere eseguite nel cervello. Sia il livello psicologico che quello bilogico sono evidentemente indipensabili.

Principali specializzazioni in psicologia

Ora sviluppiamo la nostra comprensione indagando cosa fanno i vari tipi di psicologi e i settori della psicologia che si impongono

nel XXI Secolo.

Quasi la metà degli psicologi lavora in ambienti universitari. Essi si occupano di didattica e passano molto del loro tempo

all’indagine, al counseling. Mentre altri psicologi lavorano nelle scuole, in ospedali o cliniche, in istituti di ricerca, in uffici

governativi, altrimenti nel mondo degli affari e dell’industria. Altri psicologi svolgono la professione privata e offrono i loro

servizi al pubblico, a pagamento.

Ora esponiamo qualche specializzazione in psicologia.

1) La psicobiologia (il termine deriva dal greco psyché (ψυχή) = "anima", bìos (βίος) = "vita" e logos (λόγος) = "scienza"),

chiamata anche psicologia fisiologica, studia i rapporti tra i processi biologici e il comportamento ovvero l'insieme di tutte le

attività manifeste dell'organismo così come tutti i processi mentali (percezione, attenzione, memoria, apprendimento, emozioni).

Le indagini psicobiologiche coinvolgono sia l’ambito umano che quello animale.

Gli esperimenti degli psicobiologi vengono svolti sia su animali che su esseri umani sani o con lesioni a carico del sistema

nervoso.

2) La psicologia cognitiva è un ramo della psicologia che indaga i processi mentali come la percezione, la memoria,

l’apprendimento, la categorizzazione, il riconoscimento degli oggetti, il linguaggio, il ragionamento, la presa di decisioni, il

problem solving tramite i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate.

Essa studia il funzionamento della mente quale elemento intermedio fra il comportamento e l'attività cerebrale del tutto

neurofisiologica.

Il modello di funzionamento è assimilato in maniera meteforica all’assimilamento di un software che elabora informazioni che

vengono dall'esterno (input), ridando a sua volta informazioni (output) a titolo di rappresentazione della conoscenza, organizzata

in reti semantiche e cognitive.

La percezione, la sensazione, l'impressione, il pensiero, l'apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi, la memoria,

l'attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.

3) La Psicologia evolutiva o dello sviluppo è un ramo della psicologia che indaga lo sviluppo umano e i fattori che plasmano la

condotta, durante tutta la di vita. Può indagare una determinata abilità, ad esempio lo sviluppo del linguaggio nei bambini, o uno

specifico periodo di vita, ad esempio l'infanzia.

4) La Psicologia sociale e della personalità sono due rami della psicologia che si accavallano in parte. La psicologia sociale

studia il modo in cui gli individui percepiscono, interpretano il loro mondo sociale e in quale modo le credenze, le emozioni, i

comportamenti sono suggestionati dalla presenza reale o immaginaria delle altre persone. Inolte la psicologia sociale studia le

condotte dei gruppi, dei rapporti socili interpersonali.

Le ricerche della psicologia sociale danno elementi che consentono di proporre dei termini come massa, gruppo, ruolo, dei modi di

comportamento come il conformismo. I dati essenziali furono dati da un ricercatore statunitense nel 1936, e sono reputati come il

debutto della psicologia sociale ad impostazione scientifica. Lo psicologo in questione è Muzafer Sherif, a lui si devono i primi

lavori sulla comparsa delle norme di gruppo. La psicologia della personalità istudia i pensieri, le emozioni, le condotte che

precisano la peculiarità di personalità individuale, ossia l’individuale maniera di interagire con il mondo. Inoltre allo stesso modo

la psicologia della personalità interessa delle discordanze personali e cerca di riassumere tutti i procedimenti psicologici in una

relazione integrata sull’individuo nella sua complessità.

5) La Psicologia clinica e counseling La Psicologia clinica è la specializzazione psicologica più divulgata. Essa applica principi

psicologici in merito alla diagnosi e al trattamento

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.depasquale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Velardi Andrea.
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