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Orientamenti moderni della psicologia

Cos'è la prospettiva psicologica?

La prospettiva psicologica è principalmente un metodo, un modo di vagliare le questioni all'interno della psicologia. Sappiamo che qualunque questione in psicologia può essere contrastata secondo differenti pareri. Facciamo un esempio: a causa di un insulto, dò un pugno in faccia a una persona. Questo atto può essere visto secondo differenti prospettive:

  • Biologica: questo gesto può essere spiegato come lo stimolo di alcune aree cerebrali e la seguente scarica dei nervi che attivano i muscoli che muovono il vostro braccio.
  • Comportamentale: il gesto può essere spiegato senza riferirsi a qualsiasi cosa all'interno del vostro corpo; invece, l'insulto è uno stimolo al quale rispondete con un pugno.
  • Cognitiva: in relazione a questo gesto si puntualizzerebbe sui procedimenti mentali interessati nel realizzare il comportamento.
  • Fenomenologica: il vostro gesto aggressivo può essere spiegato come una reazione all'interpretazione dell'insulto, ritenuto un'offesa personale.

Malgrado i diversi modi plausibili di esporre ciascuna azione psicologica, queste cinque prospettive delineano i metodi basilari alla moderna indagine della psicologia. Bisogna ricordarsi che questi metodi non si eliminano reciprocamente; invece si puntualizzano su peculiarità differenti del medesimo evento complicato.

Prospettiva biologica

In teoria, tutti gli avvenimenti psicologici coincidono in qualche modo con l'attività del cervello e del sistema nervoso. Il metodo biologico allo studio degli esseri umani e di altre specie tenta di collegare le nostre azioni ad avvenimenti elettrici e chimici che hanno luogo dentro il corpo, in particolare nel cervello e nel sistema nervoso (riduzione). L’indagine della prospettiva biologica tenta di definire le procedure neurobiologiche che sottostanno al comportamento e ai processi mentali.

Per spiegare la prospettiva biologica, facciamo come esempio l’indagine del riconoscimento dei volti nei pazienti aventi danno cerebrale. Rivela che specifiche aree del cervello sono indirizzate per il riconoscimento della faccia. Il cervello umano è suddiviso in emisfero destro e sinistro, e le aree assegnate al riconoscimento dei volti sembrano essere individuate soprattutto nell'emisfero destro. Negli uomini vi è una cospicua specializzazione emisferica; ad esempio, nella maggioranza dei destrorsi, l'emisfero sinistro è competente nella comprensione del linguaggio, mentre l'emisfero destro è abile nell'interpretazione delle relazioni spaziali.

Inoltre, la prospettiva biologica ha favorito lo studio della memoria. Il metodo biologico alla memoria enfatizza l'importanza di determinate strutture del cervello, compreso l'ippocampo, che potenzia i ricordi. Un esempio è quello dell’amnesia infantile, che può derivare in parte dall'immaturità dell'ippocampo, perché questa struttura del cervello non si espande totalmente fino a uno o due anni dopo la nascita.

Prospettiva comportamentale

Come abbiamo esposto nella nostra breve panoramica sulla storia della psicologia, la prospettiva comportamentale considera solo stimoli e risposte esterne dell’organismo che possono essere osservate e pondera più o meno tutte le condotte quale esito di condizionamento e rinforzo. Ad esempio, un esame comportamentale della vostra vita sociale potrebbe determinare le persone con cui interagite (gli stimoli sociali), il genere di risposte che date loro (di rinforzo, di punizione o neutre), il genere di risposte che le persone vi danno (di rinforzo, di punizione o neutre) e in che maniera queste risposte sostengono o disgregano l'interazione.

Per spiegare la prospettiva comportamentale, facciamo un esempio quello dell’obesità: alcuni individui possono mangiare troppo (una risposta specifica) solo quando vi sono degli stimoli particolari (per esempio guardare la televisione). Imparando a sfuggire questi stimoli fa parte di tanti programmi per il controllo del peso.

Dal punto di vista storico, il metodo rigorosamente comportamentale omette i procedimenti mentali della persona, ed anche gli attuali comportamentisti normalmente non fanno supposizioni sui procedimenti mentali che si intromettono fra lo stimolo e la risposta. A dispetto di questa considerazione, gli psicologi genericamente comportamentisti sovente registrano ciò che le persone asseriscono sulle loro esperienze coscienti (rapporto verbale) e da questo dato soggettivo creano ragionamenti sulla loro attività mentale. Anche se oggi pochi psicologi si reputano comportamentisti in senso stretto, molte evoluzioni moderne della psicologia provengono dal lavoro dei primi comportamentisti (Malone, 2003; Skinner, 1981).

Prospettiva cognitiva

Come la versione del XIX secolo della prospettiva cognitiva, l’odierna prospettiva cognitiva si occupa dell’indagine dei processi mentali come percepire, ricordare, ragionare, decidere e risolvere problemi. A differenza della versione del XIX secolo, che si basava sull’introspezione, l’attuale cognitivismo assume che solo indagando i procedimenti mentali possiamo comprendere totalmente in che modo agisce l’organismo; e che è plausibile indagare i procedimenti mentali in maniera obiettiva, osservando particolari condotte come fanno i comportamentisti, ma interpretandoli a seguito di procedure cognitive mentali ad essi compresi.

Per arrivare a queste decodificazioni, gli psicologi cognitivi sovente usano la corrispondenza fra la mente e il computer. Esaminiamo il fenomeno della amnesia infantile. All’incirca siamo incapaci di ricordare i fatti dei primissimi anni di vita per il fatto di un risolutivo mutamento naturale della strutturazione delle nostre esperienze nella memoria. Infatti, queste trasformazioni potrebbero essere peculiarmente evidenti circa il terzo anno d’età, dal momento che la nostra abilità linguistica si accresce enormemente e il linguaggio ci offre un modo nuovo di strutturare i ricordi.

Prospettiva psicoanalitica

La concezione psicoanalitica del comportamento umano si evolse in Europa grazie a Sigmund Freud, e inoltre si stava sviluppando negli Stati Uniti. Nello specifico, Freud associò le nozioni cognitive di coscienza, percezione, memoria con idee su fondamenta biologica degli istinti per plasmare una nuova, rischiosa teoria del comportamento umano. La tesi di base della prospettiva psicoanalitica è che il comportamento ha le sue fonti nei processi inconsci, ossia le credenze, le paure, i desideri di cui una persona è all’oscuro, però che analogamente ne suggestionano la condotta.

Freud pensava che tanti degli impulsi proibiti o puniti dai genitori o dalla società, nell’infanzia, provengano da istinti innati. La loro proibizione serve solamente a farli uscire dalla consapevolezza, nell'inconscio, dove in ogni caso non scompaiono. Si possono manifestare come problemi emotivi, sintomi di malattia mentale, come comportamenti socialmente approvati, quali le attività artistiche e letterarie. Freud pensava che l'uomo è guidato dai medesimi istinti alle fondamenta del comportamento animale (essenzialmente, il sesso, l'aggressività) e che siamo perennemente in lotta contro una società che ci ordina il controllo di questi impulsi.

La prospettiva psicoanalitica consiglia nuovi modi di vagliare alcune delle questioni esposte all'inizio del capitolo. Ad esempio, Freud affermava che il comportamento aggressivo è innato, istintuale. Anche se questa ipotesi nella psicologia umana non sia largamente approvata, essa è d’accordo con l’opinione di qualche biologo e psicologo che indagano l'aggressività negli animali.

Prospettiva fenomenologica

Per la prospettiva fenomenologica, il comportamento umano deriva dal modo in cui vediamo il mondo e non dal mondo così com'è. In base a questo tipo di orientamento, per comprendere il comportamento sociale umano è necessario prendere "la definizione soggettiva individuale della situazione", che può cambiare in base alla cultura, alla storia personale, allo stato motivazionale attuale. Questa prospettiva è soprattutto disponibile sia alle differenze culturali e individuali che ai prodotti di motivazione e di emozione.

Sappiamo che i fenomenologi si fondano sulle relazioni soggettive e sulle persone che non riescono a vedere le loro realtà soggettive per quello che sono: ossia, formazioni personali. Ciò rappresenta il realismo ingenuo, ossia l’inclinazione degli individui a ritenere le loro riformazioni soggettive della realtà nella maniera di relazioni fedeli del mondo oggettivo. Pertanto, il metodo fenomenologico comporta inoltre l’osservazione sistematica dei giudizi e delle condotte.

La prospettiva fenomenologica viene spiegata dall'esperimento classico che ha provato che le persone sistematicamente sopravvalutano le dimensioni fisiche delle monete aventi valore maggiore, nella misura più grande in relazione alle monete di valore inferiore. Esaminiamo nuovamente la questione dell’assegnazione di tratti di personalità. L’indagine su come gli individui assegnano senso alle azioni degli ulteriori individui affiora dall’evidenza soggettiva sulla maniera di determinare le circostanze delle persone che le vivono.

Un chiarimento odierno alla frequente inclinazione ad assegnare gli atti di altre persone ai loro tratti di personalità potrebbe essere che, dal momento che le culture occidentali incessantemente accentuano il desiderio individuale, gli occidentali sovente sono incapaci di vedere l'influsso delle circostanze. Nel medesimo modo, la prospettiva fenomenologica del nesso fra violenza televisiva e aggressività insinua che il consumo abituale di violenza televisiva fissa, consolida gli schemi e i copioni aggressivi, che successivamente vengono usati per stabilire le relazioni interpersonali.

Relazioni tra la prospettiva psicologica e quella biologica

Le prospettive comportamentale, cognitiva, psicoanalitica e fenomenologica si basano su concetti solo psicologici (come percezione, inconscio e attribuzioni). La prospettiva biologica è differente. Essa utilizza concetti psicologici ed usa concetti (come neurotrasmettitori e ormoni) svolti dalla fisiologia e da ulteriori rami della biologia. Però vi è una questione in cui la prospettiva biologica è in diretta relazione con le prospettive psicologiche.

I ricercatori biologicamente orientati tentano di chiarire concetti e principi psicologici nei termini delle loro parti avverse biologiche. Ad esempio, qualche ricercatore può cercare di chiarire la normale abilità di distinguere i volti unicamente in termini di neuroni e dei loro rapporti in una determinata zona del cervello. Questo tipo di chiarificazione viene nominato riduzionismo, perché implica la diminuzione di nozioni psicologiche in nozioni biologiche.

Se il riduzionismo può avere successo, perché mai preoccuparsi delle spiegazioni psicologiche? O, la psicologia è necessaria unicamente fino al momento in cui i biologi non riescono a spiegare le cose? La risposta è no. E no è per due motivi:

  • Innanzitutto, perché le scoperte, i concetti, i principi psicologici possono essere utilizzati per dirigere i biologi nel loro lavoro di indagine. I biologi devono avere un'indicazione per dirigere le loro ricerche a gruppi notevoli di cellule cerebrali. Sappiamo che le scoperte psicologiche possono dare queste indicazioni. Ad esempio, l’indagine psicologica rivela che la nostra abilità di differenziare le parole pronunciate e quella di differenziare le posizioni spaziali sottostanno a vari principi. Perciò, gli psicobiologi devono ricercare di varie aree del cervello per scoprire le fondamenta neurologiche di questi due generi di abilità discriminanti ossia l’emisfero sinistro per la differenziazione delle parole, l’emisfero destro per la discriminazione dalla posizione nello spazio.
  • Secondariamente, la nostra biologia agisce in maniera stabile in accordo con le nostre esperienze precedenti e con il contesto odierno. Ad esempio, l’obesità può essere l’esito di una tendenza genetica a prendere peso (un fattore biologico), prendere cattive abitudini alimentari (un fattore psicologico), o una risposta alle sollecitazioni culturali che esaltano la magrezza esagerata (un fattore socioculturale).

Sappiamo che l’impeto verso il riduzionismo va di tempo in tempo progressivo. Oggi per tanti temi in psicologia abbiamo chiarificazioni psicologiche e conoscenze concernenti la maniera in cui i concetti psicologici significativi sono compiuti a livello cerebrale, ad esempio quali specifiche zone del cervello sono implicate e in che maniera sono collegate. Infatti, questo tipo di conoscenza biologica per lo più non permette un riduzionismo globale, però è fondamentale. Ad esempio, gli studiosi della memoria, da lungo tempo, differenziano la memoria a breve termine dalla memoria a lungo termine (sono termini psicologici); però attualmente gli studiosi sanno pure qualcosa di come nella realtà questi due generi di memoria sono codificati in maniera differente nel cervello.

Un argomento fondamentale per quanto concerne la psicologia contemporanea generalmente è che le manifestazioni psicologiche possono essere comprese sia a livello psicologico che a quello biologico. La ricerca biologica ci fa vedere in che modo le nozioni psicologiche possono essere eseguite nel cervello. Sia il livello psicologico che quello biologico sono evidentemente indispensabili.

Principali specializzazioni in psicologia

Ora sviluppiamo la nostra comprensione indagando cosa fanno i vari tipi di psicologi e i settori della psicologia che si impongono nel XXI secolo. Quasi la metà degli psicologi lavora in ambienti universitari. Essi si occupano di didattica e passano molto del loro tempo all’indagine e al counseling. Mentre altri psicologi lavorano nelle scuole, in ospedali o cliniche, in istituti di ricerca, in uffici governativi, altrimenti nel mondo degli affari e dell’industria. Altri psicologi svolgono la professione privata e offrono i loro servizi al pubblico, a pagamento. Ora esponiamo qualche specializzazione in psicologia.

  • Psicobiologia: il termine deriva dal greco psyché (ψυχή) = "anima", bíos (βίος) = "vita" e logos (λόγος) = "scienza", chiamata anche psicologia fisiologica, studia i rapporti tra i processi biologici e il comportamento ovvero l'insieme di tutte le attività manifeste dell'organismo così come tutti i processi mentali (percezione, attenzione, memoria, apprendimento, emozioni). Le indagini psicobiologiche coinvolgono sia l’ambito umano che quello animale. Gli esperimenti degli psicobiologi vengono svolti sia su animali che su esseri umani sani o con lesioni a carico del sistema nervoso.
  • Psicologia cognitiva è un ramo della psicologia che indaga i processi mentali come la percezione, la memoria, l’apprendimento, la categorizzazione, il riconoscimento degli oggetti, il linguaggio, il ragionamento, la presa di decisioni, il problem solving tramite i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate. Essa studia il funzionamento della mente quale elemento intermedio fra il comportamento e l'attività cerebrale del tutto neurofisiologica. Il modello di funzionamento è assimilato in maniera metaforica all’assimilamento di un software che elabora informazioni che vengono dall'esterno (input), ridando a sua volta informazioni (output) a titolo di rappresentazione della conoscenza, organizzata in reti semantiche e cognitive. La percezione, la sensazione, l'impressione, il pensiero, l'apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l'attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.
  • Psicologia evolutiva o dello sviluppo è un ramo della psicologia che indaga lo sviluppo umano e i fattori che plasmano la condotta, durante tutta la vita. Può indagare una determinata abilità, ad esempio lo sviluppo del linguaggio nei bambini, o uno specifico periodo di vita, ad esempio l'infanzia.
  • Psicologia sociale e della personalità sono due rami della psicologia che si accavallano in parte. La psicologia sociale studia il modo in cui gli individui percepiscono e interpretano il loro mondo sociale e in quale modo le credenze, le emozioni e i comportamenti sono suggestionati dalla presenza reale o immaginaria delle altre persone. Inoltre, la psicologia sociale studia le condotte dei gruppi, dei rapporti sociali interpersonali. Le ricerche della psicologia sociale danno elementi che consentono di proporre dei termini come massa, gruppo, ruolo, dei modi di comportamento come il conformismo. I dati essenziali furono dati da un ricercatore statunitense nel 1936, e sono reputati come il debutto della psicologia sociale ad impostazione scientifica. Lo psicologo in questione è Muzafer Sherif, a lui si devono i primi lavori sulla comparsa delle norme di gruppo. La psicologia della personalità studia i pensieri, le emozioni e le condotte che precisano la peculiarità di personalità individuale, ossia l’individuale maniera di interagire con il mondo. Inoltre, allo stesso modo, la psicologia della personalità si interessa delle discordanze personali e cerca di riassumere tutti i procedimenti psicologici in una relazione integrata sull’individuo nella sua complessità.
  • Psicologia clinica e counseling: la psicologia clinica è la specializzazione psicologica più divulgata. Essa applica principi psicologici in merito alla diagnosi e al trattamento.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.depasquale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Velardi Andrea.
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