Introduzione
Le scoperte della Rosch sono state tra i motivi più importanti dello sviluppo della semantica cognitiva. La semantica cognitiva si prefigge di descrivere i significati in quanto contenuti cognitivi cioè, come ciò che una mente umana conosce quando comprende un'espressione linguistica. La semantica cognitiva si pone come un campo di integrazione e di rielaborazione degli approcci linguistici classici.
Contributo di Saussure
Per Saussure una "forma linguistica non è niente di linguisticamente concreto al di fuori dei suoi rapporti con le altre forme del sistema". I significanti sono tali in relazione con gli altri significanti e lo stesso vale per i significati e per l'unità più complessa del segno. Per Saussure il segno è costituito dal rapporto tra significante inteso come immagine acustica del suono che poi verrà materialmente prodotto e un significato cioè il concetto che attribuiamo al significante.
De Mauro sostiene che l'autosufficienza della lingua è tale rispetto al fatto che i valori linguistici (significati, significanti, segni) sono in equilibrio tra loro. Saussure ha voluto separare il versante sociolinguistico e individuale-cognitivo della dimensione linguistica da quello strutturale e sistematico solo per un intento specifico: costruire l'oggetto dello studio della linguistica. Il linguaggio ha un lato individuale e uno sociale, e non si può concepire l'uno senza l'altro. La lingua al contrario è una totalità e un principio di classificazione, cioè un sistema di rapporti oppositivi. Una lingua resta parte integrante del linguaggio ed è influenzata dalle sue caratteristiche psicologiche e sociali. Essa non si confonde con il linguaggio ma è parte essenziale di esso.
L'attitudine sincronica di Saussure è giustificata dal tentativo di evidenziare come stanno le cose nella lingua indipendentemente dalle variazioni delle regole, focalizzando solo le variazioni che si trovano all'interno delle regole. La linguistica sincronica analizza lo stato della lingua nel suo organizzarsi sistematico e simultaneo. È la società con i suoi vincoli a fare da saldatura al sistema linguistico, quindi il sistema trova la propria forza, integrità e omogeneità non solo nella sua autonomia, ma anche riferendosi alle interazioni sociali dei suoi utenti. Egli non solo fa riferimento al sistema "nel quale i singoli elementi assumono un valore" ma anche alla società.
Saussure distingue l'ambito della langue intesa come un sistema di segni che formano il codice di una lingua, e l'ambito della parole cioè l'atto linguistico del parlante.
Critiche di Simone
Simone ha evidenziato gli aspetti contraddittori presenti in Saussure, ritenendo che l'idea di costruire un oggetto formale di studio per la linguistica, come il sistema della langue, fosse una illusione. Simone sostiene che la struttura del linguaggio non è autonoma da fattori extralinguistici, ma dipende anche dalla fisiologia dell'organismo umano, dalla struttura muscolare e da fattori cognitivi come la percezione.
Tramite studiosi come Saussure, Piaget, Vygostkij, la teoria della categorizzazione è entrata a far parte della formazione di molti studiosi di linguistica, e ha portato all'integrazione tra semantica tradizionale e psicologia cognitiva.
Dimensione psicologica e competenza individuale
Fillmore (1974) pone il problema dell'ammissibilità cognitiva delle teorie semantiche. Una teoria del significato non ha interesse se non può essere applicata ai processi dell'elaborazione e della comprensione: "poiché la comprensione è un'attività mentale, la semantica cognitiva si prefigge di descrivere i significati in quanto contenuti cognitivi cioè come ciò che una mente umana conosce quando comprende un'espressione linguistica". Lo studio del significato così viene integrato allo studio dei processi mentali attraverso cui questi contenuti vengono costruiti.
Interrogativi di Violi
Violi si chiede perché separare teoria del significato e teoria della comprensione, se i due maggiori filoni della semantica, quella linguistica-strutturale e quella semantica vero-funzionale, hanno costruito i loro modelli e le loro teorie su una netta separazione. La semantica vero-funzionale e modellistica, che si fonda sull'antipsicologismo elaborato da Frege, si sviluppa secondo un ideale di oggettività. Alla base della ricerca sta il rifiuto di ogni riferimento alle rappresentazioni presenti nella mente dei soggetti. La semantica vero-funzionale di stampo analitico intuisce l'esistenza di una relazione tra condizioni di verità e competenze del parlante.
Contributi di Dummet e Davidson
Dummet ha intuito che se da un lato bisogna salvaguardare l'oggettività dei significati, dall'altro bisogna difendere anche l'istanza pubblica del senso. L'eliminazione delle rappresentazioni ha come scopo di non fare del senso uno stato mentale privato, quindi la conoscenza implicita del senso deve essere controllabile. La conoscenza implicita del senso di un enunciato deve consistere in una caratteristica dell'uso corretto di quell'enunciato. La conoscenza implicita non può consistere nell'esplicitazione delle condizioni di verità, ma in un comportamento pratico conseguente alla stessa conoscenza semantica. Dummet mira all'uso degli enunciati e alla conseguenza comportamentale del loro uso, al modo in cui la teoria della verità può diventare una teoria del significato in quanto teoria della comprensione e della comunicazione.
Per Davidson teoria della verità e teoria del significato si legano intrinsecamente a una teoria della comprensione. Solo grazie all'esistenza di un piano di senso condiviso, o consenso linguistico, possiamo ritenere vere le credenze perché la conoscenza delle credenze viene solo con la capacità di interpretare le parole. Davidson formula tesi dell'olismo semantico, del principio di carità e dell'interpretazione radicale: l'olismo semantico si fonda sulla tesi che l'interpretazione delle frasi è collegata a quella di altre presenti nella lingua. L'interpretazione deve basarsi sul fatto che il parlante si comporta in modo razionale e che le sue credenze linguistiche sono vere. L'interpretazione è più adatta quanto più si opera con questo atteggiamento fondato sul principio di carità.
Vaghezza delle categorie secondo Peirce
Peirce (1902-1905) ha intuito prima ancora di Black e Zadeh il carattere vago delle categorie: una proposizione è vaga quando sono possibili stati di cose riguardo ai quali è intrinsecamente incerto se, essendo stati essi contemplati dal parlante, siano considerati da lui come esclusi o ammessi dalla proposizione. Per intrinsecamente incerto non intendiamo una conseguenza di ignoranza perché gli usi del parlante sono indeterminati.
Fondamenti della semantica cognitiva
I punti chiave della semantica cognitiva sono:
- La semantica è una teoria della comprensione e la comprensione è un'attività mentale.
- La semantica modellistica non è una teoria della comprensione.
- Una teoria semantica non deve rispondere alla domanda "quali sono le condizioni perché x è vero" ma che cosa viene costruito quando una frase viene compresa.
- La comunicazione è resa possibile dalla somiglianza delle costruzioni mentali, non dall'esistenza di entità astratte.
- Le costruzioni mentali non hanno bisogno di interpretazioni perché sono interpretazioni.
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