Modulo 1 slide 1: Storia della psicologia scientifica
Definizione del termine psicologia
Cos'è la psicologia? Psyché (ψυχή) e logos (λόγος). Il termine psicologia deriva dal greco, significando rispettivamente "spirito, anima" e "discorso, studio". Letteralmente, la psicologia è quindi lo studio dello spirito o dell'anima. Attualmente è una disciplina che si propone di fornire un’interpretazione empiricamente fondata sulle funzioni mentali (misurare le funzioni mentali) (Canestrari e Godino, 2007).
Nascita della psicologia moderna
La psicologia moderna (empirica) nasce intorno alla metà dell’Ottocento quando si crearono quelle premesse culturali e metodologiche che portarono alla creazione dei primi laboratori di Psicologia. La psicologia è la scienza che studia:
- Il comportamento degli individui
- Le loro dinamiche interne (intra-psiche)
- I loro processi mentali ossia quelli che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte
- I rapporti tra l’individuo e l’ambiente
Ambiti applicativi della psicologia
- Sperimentale (nei laboratori scientifici, funzioni mentali di comportamento)
- Lavoro (formazione del personale)
- Giuridico (valutazione ambito peritale)
- Pedagogico (supporta la crescita)
- Sport (ambito motivazionale)
- Evolutivo (crescita)
- Clinico e patologico (valutazione delle problematiche che deviano e diventano patologiche)
Nascita della psicologia scientifica
“Una spiegazione scientifica è una teoria ipotetica che è controllata in modo empirico e che assai spesso porta a risultati che non sono intuitivi, spiegazioni che non sono intuibili attraverso l’apparenza del fenomeno” - Renzo Canestrari e Antonio Godino, 2007.
Per questa ragione le antiche discipline umane non erano considerate realmente scientifiche poiché non producevano dimostrazioni valide e una conoscenza autentica. Fu tra il 1850 e il 1870 che vari scienziati, tra cui fisici e medici, iniziarono a occuparsi dello studio della psiche analizzando le funzioni mentali relative alla psicologia fisiologica quali: sensazioni, le emozioni e le attività intellettive. Lo scopo era quello di applicare allo studio della mente le metodologie già applicate alle scienze naturali, dando così vita a una nuova disciplina: la psicologia scientifica.
Storia della psicologia scientifica
Nel 1873 ci fu la pubblicazione dell’opera considerata il primo vero trattato psicologico-scientifico dal titolo “Fondamenti di psicologia fisiologica”. Wilhelm Wundt può essere considerato il padre fondatore della psicologia, che nel 1879 diede origine a Lipsia al primo laboratorio di ricerca psicologica. Wundt fu uno dei primi scienziati a tentare di stabilire dei criteri oggettivi per lo studio del comportamento umano e a pensare che la psicologia potesse diventare una scienza autonoma.
Wilhelm Wundt e i suoi collaboratori compirono ricerche e studi su:
- Tempi di reazione
- Attenzione
- Associazioni mentali
- Psicofisiologia dei sensi (in particolare la vista e l’udito)
Wundt collegò strettamente i processi psichici a quelli cerebrali, sostenendo la loro reciproca influenza. Strumento in funzione per gli studi sulla visione. Sui bracci dello strumento sono posizionate immagini che sono fatte ruotare.
- Apparato per la produzione e la stima di eventi temporali.
- Apparato per dimostrare il moto dell’occhio
Espansione della psicologia scientifica
Nei primi laboratori di Psicologia si cercò per la prima volta di studiare sistematicamente, secondo le modalità che caratterizzano l’approccio scientifico ed empirico, le funzioni mentali ed il comportamento umano. Il compito della psicologia era particolarmente arduo: cercare di poter misurare le funzioni umane che traggono origine da un’entità non materiale come l’anima. Fino ad allora il compito dello studio delle funzioni mentali era a carico della fisiologia.
Contributi di Darwin
Charles Darwin, fra i principali autori che contribuirono alla nascita della moderna psicologia è importante ricordare: propose anche la teoria sulle emozioni. Darwin propose la teoria dell’evoluzione delle specie secondo cui la selezione naturale agisce sulla variabilità dei caratteri. Secondo Darwin tra la specie umana e le altre specie animali esiste una continuità evolutiva, che si evidenzia nei comportamenti individuali e in quelli sociali per cui le specie animali e vegetali vengono selezionate in base al maggiore o minore grado di adattamento all’ambiente (sopravvive la specie più forte ed in grado di adattarsi). Va contro le teorie classiche e religiose => psicologia moderna (nata in Germania).
Contributi di Fechner
Gustav Theodor Fechner diede vita alla psicofisica, studiando il rapporto tra stimoli fisici e sensazioni mentali (prima solo fisica). Fechner, autore del libro “Elementi psicofisica”, nel 1860, fu il primo a utilizzare metodologie di tipo oggettivo per misurare e confrontare le funzioni della mente tramite i loro correlati psicologici. Egli forniva, inoltre, una formula per la misura della relazione tra stimolo e sensazione e dei metodi di misura delle attività mentali e degli atteggiamenti sociali. Riuscì a dimostrare che gli eventi mentali possono essere misurati nei termini delle loro relazioni con gli eventi fisici.
Ernst Weber elaborò con Fechner la principale legge della psicofisica, in cui si dimostra che ad un aumento di intensità dello stimolo fisico non corrisponde un uguale aumento di intensità della corrispondente risposta mentale (non tutti gli stimoli producono le stesse risposte). Incremento dello stimolo (fisico) => Incremento della sensazione (psichico).
La legge di Weber-Fechner sottolinea che: se l’intensità fisica di uno stimolo aumenta gradualmente, la nostra sensazione non aumenta allo stesso modo, ma aumenta prima rapidamente e poi più lentamente.
Contributi di Ebbinghaus
Hermann Ebbinghaus allievo di Wundt fu tra i primi ad applicare il metodo sperimentale allo studio della memoria. Nel 1885 pubblicò il libro "Sulla memoria". Nel 1890 fondò la "Rivista di psicologia e fisiologia degli organi di senso" (da origine ad una lunga serie di pubblicazione scientifiche). Nel 1885 postula, sulla base di numerose ricerche sperimentali, la legge di Ebbinghaus secondo la quale: tra l'ampiezza del materiale da memorizzare e il tempo di apprendimento vi è un rapporto costante. L'approccio di Ebbinghaus alla memoria viene definito associazionismo.
Psicologia negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti fu William James a fondare alla fine Ottocento il primo laboratorio di psicologia ad Harvard. Nel 1890 pubblicò il libro «Principi di psicologia» (non più legato alla fisica) in cui sostenne che il comportamento andava considerato come una forma di adattamento all’ambiente. I comportamenti e i processi mentali variano perché la mente del soggetto deve adattarsi a condizioni di vita sempre diverse; quindi i processi psicologici devono essere studiati nel tempo (prospettiva evolutiva). James fu il fondatore del Pragmatismo (nuova corrente teorica) per cui ciò che conta è il risultato pratico.
Principali correnti teoriche della psicologia
Per quello che concerne la psicologia in quanto disciplina scientifica non esiste un approccio unitario o universalmente accettato. Nel XX secolo si è andati incontro ad un fiorire di prospettive e visioni della psicologia assai diversificate fra loro, sia sul piano metodologico sia sul piano speculativo:
- Funzionalismo
- Introspezionismo
- Psicologia della Gestalt
- Psicologia Dinamica
- Comportamentismo
- Cognitivismo
- Epistemologia Genetica
- Psicologia Comparata-Evoluzionismo
- Neuroscienze
Strutturalismo e introspezionismo
Le teorie di Wundt costituirono la matrice concettuale da cui nacque lo strutturalismo. Anche se il padre dello strutturalismo può essere considerato l’allievo di Wundt, l’americano Edward Titchener (1867-1927). Wundt sosteneva che i contenuti psichici sono realtà complesse che possono essere scomposti nelle unità più semplici che li costituiscono. Tale convinzione prende il nome di elementarismo.
La posizione strutturalista di Wundt si interessava della interrelazione delle varie parti del sistema nervoso e di come esse operano congiuntamente nella sensazione e nella esperienza conscia (di cui siamo consci) (Canestari e Godino, 2007).
I processi di eccitazione dalla stimolazione degli organi di senso attraverso i neuroni sensoriali arrivano fino alle più basse e più alte aree cerebrali per poi ritornare ai muscoli. In parallelo con tali processi si manifestano gli stati soggettivi di coscienza analizzati con la tecnica dell’introspezione.
- I soggetti venivano precedentemente addestrati all’introspezione, poi gli veniva effettuata la stimolazione con la presentazione di uno stimolo controllabile e misurabile e, successivamente invitati a fare dei resoconti dettagliati delle sensazioni provate (metodo introspettivo ovvero guardarsi dentro, nella soggettività. Non sono oggettivabili perciò il metodo è stato poi abbandonato).
L’introspezione sistematizzata si fondava sull’auto-osservazione e sulla descrizione minuziosa e sistematica del vissuto del soggetto. In tal modo si volevano studiare i meccanismi della mente umana divisa nei suoi elementi costitutivi.
Un presupposto di tale metodo era che esso costituisse l’unico modo di esplorare direttamente il funzionamento mentale dell’uomo, e la sua sistematizzazione e l’addestramento accurato lo rendessero uno strumento attendibile ed intersoggettivamente valido (Canestari e Godino, 2007). Lo psicologo americano era convinto che la mente è il risultato della somma di molteplici elementi coscienti semplici. Da questa concezione di struttura mentale deriva il termine “strutturalismo”. Con la morte di Tichener morì anche lo strutturalismo. Il metodo si presta sia a distorsioni intenzionali che a distorsioni involontarie, per cui i dati relativi all’esperienza e al vissuto del soggetto sono ottenibili solo attraverso una tecnica di tipo introspettivo (difficilmente replicabili).
Modulo 1 slide 2: Le principali correnti teoriche della psicologia moderna (parte prima)
Psicologia della forma o Gestalt
Psicologia della Gestalt, dal tedesco "forma" o "configurazione". Secondo Wolfgang Köhler (1929) la parola “Gestalt” designa un’entità concreta e individuale che esiste come qualcosa di staccato e che ha come uno dei suoi attributi la forma o la configurazione (fenomeni percettivi).
Psicologia della Gestalt
Una Gestalt è un prodotto dell’organizzazione e l’organizzazione è il processo che produce la Gestalt. “ciò che concerne una parte della totalità è determinato da leggi intrinseche, inerenti la totalità” - Organizzazione, forma e globalità. Punto focale degli studi della corrente della gestalt è la globalità di un’esperienza. Questi studi puntano alla comprensione delle leggi dell’organizzazione della struttura nel suo insieme a partire dall’esame del fenomeno.
La psicologia della Gestalt non studia singolarmente il comportamento o la mente divisa in tante funzioni, ma cerca di coglierne i principi dell’organizzazione (nella mente). La globalità dei processi psichici (percezioni, memoria, pensieri...) si avrebbe in virtù di leggi interiori presenti in tali processi e non sotto l'influenza di cause esterne.
Esempio: la canzone che non viene vista solo come un insieme di note ma timbro, espressività, armonia, significatività e risonanza soggettiva. La scuola della Gestalt tende a sottolineare non solo l'organizzazione sintetica, dinamica e globale del campo percettivo, ma anche il fatto che tale campo viene determinato da tensioni interne prodotte da bisogni che determinano delle reazioni.
Esempio del mare per pescatore e pittore. Le ricerche sugli effetti ottici, hanno evidenziato come le sensazioni o percezioni complesse sono qualcosa di più della semplice somma di unità più semplici.
Max Wertheimer e il "fenomeno phi"
Il "fenomeno phi" consiste nella rapida successione di accensione e spegnimento di "molti punti luminosi statici" che produce un complessivo effetto di "un unico punto luminoso in movimento”. (percepiamo un punto unico che è in movimento – in realtà diversi che si accendono/spengono).
L'organizzazione del risultato percettivo segue delle leggi peculiari ed è indipendente dalla conoscenza dello stimolo che ha generato la percezione. Secondo Max Wertheimer il movimento apparente (ovvero che percepiamo) è determinato dall’organizzazione degli elementi costitutivi, in tal modo si vuole dimostrare che nel processo percettivo l’organizzazione precede gli elementi in quanto è legata a fattori innati.
Esempio: I due cilindri hanno la stessa grandezza, ma il cilindro A viene percepito più grande del cilindro B, soprattutto a causa del contesto prospettico ove sono inseriti.
Secondo i principi di unificazione formale elaborati da Wertheimer le parti di un campo percettivo tendono a costituire delle Gestalt, che saranno tanto più coerenti, solide e unite, quanto più gli elementi avranno le seguenti caratteristiche: vicinanza; somiglianza; tendenza a forme chiuse; disposizione lungo la stessa linea; movimento concorde; destino comune e pregnanza (con questo termine i gestaltisti intendevano una serie di caratteristiche che Legge della pregnanza o della buona forma, dove per buona forma si intende una serie di caratteristiche che rendono la forma particolarmente armonica, simmetrica e semplice).
La legge della pregnanza afferma che gli elementi del campo percettivo tendono a costituire Gestalt quanto più pregnanti possibile. La legge dell’esperienza passata sostiene che il nostro sistema nervoso è predisposto per la percezione delle buone forme da cui deriva il principio dell’isomorfismo, secondo cui se il nostro mondo fenomenico possiede una forma, una struttura e una dinamica dobbiamo trovare a livello del Sistema Nervoso Centrale una forma, una struttura e una dinamica che la rispecchino.
Esempio: Le tre linee sono interpretate, grazie all’esperienza passata, come le ombreggiature di una E illuminata dall’alto in basso e da sinistra a destra. Una volta “vista” la figura, non sarà più possibile non vederla.
A Wolfgang Köhler (1920) si deve la definizione di Gestalt che per molti anni è stata considerata di fatto la definizione “ufficiale”: «Con Gestalten si intendono quelle situazioni e processi psichici le cui specifiche caratteristiche e impressioni non possono essere derivate dalle caratteristiche e impressioni delle parti che sommandosi le compongono».
Christian Von Ehrenfels
La qualità propria del tutto è data dalle relazioni che intercorrono tra i singoli elementi ed alla loro struttura e non dalla semplice addizione dei singoli elementi.
- Il tutto (percezione) è più della somma delle parti
- Il tutto ha proprietà che non esistono nelle parti
- Le stesse parti diversamente collegate producono un "tutto" differente
- Parti differenti possono produrre lo stesso "tutto"
Costruttivismo
Nel costruttivismo un aspetto importante riguarda il modo in cui si ricostruisce a livello fenomenico/soggettivo l’unità dell’oggetto fisico (problema del costituirsi dell’oggetto). Costanza di forma: il fenomeno del trapezio rotante per cui se una figura a forma di trapezio isoscele viene fatta ruotare attorno a un asse verticale parallelo alle basi ed è osservata a una distanza di alcuni metri, la percezione che ne risulta non è di rotazione ma di oscillazione a destra e a sinistra come se fosse una finestra che sbatte per il vento.
Il trapezio rotante che viene percepito come una finestra che oscilla (finestra di Ames), è spiegato con il fatto che, essendo l’esperienza passata che struttura l’apprendimento, è più facile vedere una finestra che oscilla che un trapezio che ruota. La finestra che oscilla si configura come una “figura buona” (figura già conosciuta), una figura presente fin dalle prime fasi della vita quindi il soggetto in base alla sua esperienza passata crede di trovarsi di fronte a una finestra rettangolare e non trapezoidale. Tutte le volte che facciamo ruotare una configurazione contenente un indizio di profondità (luce/ombra, convergenza di linee, sovrapposizione, gradiente di densità di punti ecc.) non percepiamo una rotazione ma un'oscillazione.
Comportamentismo
Il comportamentismo è un indirizzo psicologico fortemente influenzato dallo spirito pragmatista della cultura americana degli inizi del ‘900. Il fondatore della psicologia comportamentista è John Watson. L’oggetto specifico della psicologia diventa il comportamento visto attraverso le sue manifestazioni osservabili. Renzo Canestrari e Antonio Godino (2007) definiscono comportamentismo: quella prospettiva di ricerca psicologica che esclude a priori ed intenzionalmente dal campo di studio tutti gli elementi o i fattori che non sono direttamente osservabili e quantificabili. Non vengono esaminati i processi elaborativi mentali e non viene considerato nessun processo intermedio tra lo stimolo e la risposta, escludendo i contenuti correlati alla soggettività. Il comportamentismo è la psicologia del paradigma Stimolo-Risposta. Le differenze interindividuali non sono innate, ereditarie o strutturali, dipendono dall’apprendimento e dal condizionamento (ambiente di vita).
La psicologia comportamentista è una branca oggettiva e sperimentale delle scienze naturali che si p
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