1. INTRODUZIONE STORICA.
fin dall’antichità: pensiero filosofico dal 600: le scienze fisiche forniscono i concetti di esperimento e
indagine empirica nuova concezione dell’essere umano (superata la visione antropocentrica) ultimi 30
anni dell’800: scienze umane come sapere autonomo, studiate secondo i criteri delle scienze fisiche (studio
empirico dell’essere umano) metà del 900: concezione della mente umana come un sistema di elaborazione
delle informazioni
I. Dalla fisiologia alla psicologia: la Germania.
la psicologia si sviluppò in Germania, sotto la spinta della ricerca fisiologica; Fechner il suo obiettivo
principale era dimostrare l’identità tra mente e corpo; ricerca sui processi sensoriali; la rilevanza dell’opera di
Fechner consiste nell’aver mostrato che la sensazione, in quanto fenomeno puramente piscologico, fino a
quel momento erroneamente inteso come successione di stati di coscienza che potevano essere conosciuti
solo tramite l’introspezione, era qualcosa di oggettivo e materiale, suscettibile di essere misurato; la
psicologia poteva divenire una scienza sperimentale, nel senso che era in grado riprodurre e studiare le
sensazioni nelle condizioni artificiali del laboratorio; Helmholtz concetto di inferenza inconscia: la
percezione completa si ha solo dopo che le sensazioni sono state interpretate dai processi nervosi centrali
ripreso dalla scuola di Lipsia (Wundt) prima sistematizzazione a tutte le ricerche che erano state svolte
fino ad allora sui processi psicologici; 1879 fondò un laboratorio di ricerca; la psicologia doveva studiare i
processi psichici secondo il metodo introspettivo (sperimentatore e soggetto sperimentale coincidono; la
validità degli assunti che ne derivano dipende dall’osservazione scrupolosa; offriva spesso dati differenti e
questo apparve come il suo lato debole); sintesi creativa o appercezione: tra lo stimolo e la risposta prodotta
intervengono diversi processi; a Lipsia si formò la prima generazione di psicologi, provenienti anche da altri
stati; Ebbinghaus pensò di poter estendere l’uso del metodo sperimentale allo studio delle funzioni mentali
superiori, in particolare della memoria, anche se Wundt aveva dichiarato che ciò non era possibile; era
convinto di poter misurare la difficoltà del materiale da apprendere in base al numero di ripetizioni
necessarie per apprenderlo; utilizzò sillabe prive di senso poiché queste non comportavano associazioni o
significati che avrebbero facilitato il compito di apprendimento puro; giunse a stabilire la curva
dell’apprendimento e i principali fenomeni di interferenza che caratterizzano il ricordo; la sua opera assume
un particolare significato per lo sviluppo della psicologia in quanto
contrastando l’impostazione wundtiana, favorì il sorgere di
correnti diverse da quella (es: la scuola di Würzburg)
dimostrò che la psicologia poteva far propri gli strumenti
elaborati da altre discipline oltre la fisiologia, come la statistica e la matematica
venne contrapposta un’impostazione diversa, definita empirica, all’impostazione sperimentale promossa da
Wundt; Brentano propose di sostituire allo studio dei contenuti dell’esperienza l’indagine sugli atti stessi
dell’esperienza; lascerà importanti tracce nella scuola di Würzburg e nel funzionalismo statunitense; Külpe si
allontanò dalla scuola di Lipsia; diede origine alla scuola di Würzburg; il lavoro svolto a Würzburg si
differenziò dalle ricerche compiute a Lipsia non solo per quanto riguardava l’oggetto dell’indagine (non era
più né la coscienza né la sensazione, ma i processi mentali superiori, cioè il pensiero e il ragionamento), ma
anche per il metodo (messi in luce i limiti dell’introspezionismo; uno studio dei contenuti di coscienza
apparve sempre più irrealizzabile e ciò contribuì a far sorgere l’interesse per lo studio del comportamento); la
tesi elaborata a Würzburg per cui l’organizzazione del pensiero si sviluppa in gran parte al di sotto del livello
di coscienza costituì una conferma per le nascenti scuole psicoanalitiche
compiuto il passaggio dalla fisiologia alla psicologia
ulteriori contributi della Germania: la teoria psicoanalitica di Freud; teoria della Gestalt
LE ILLUSIONI OTTICHE
divennero oggetto di indagine sistematica solo nei primi decenni dell’800; cubo di Necker, nel quale la
prospettiva del cubo è continuamente reversibile; progressivamente altri esempi di illusioni ottico-
geometriche; un’altra classe di illusioni, molto importante per lo sviluppo della ricerca sperimentale in
psicologia, fu quella relativa al movimento: illusione della cascata (se si osserva l’acqua della cascata che
scorre verso il basso e poi si sposta lo sguardo sulle parti adiacenti rocciose, sembra che le rocce si spostino
verso l’alto); si tratta di immagini consecutive, cioè di immagini che si verificano dopo l’osservazione
prolungata di un oggetto, hanno caratteristiche opposte agli stimoli che sono stati precedentemente
osservati; movimento stroboscopio (Wertheimer): fu per la teoria della forma uno degli esempi più notevoli
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di come ciò che viene percepito non corrisponda alla somma degli elementi, ma dipenda invece
dall’autonoma organizzazione dei processi percettivi
II. Dalla fisiologia alla psicologia: la Russia.
anche in Russia lo sviluppo della psicologia resta strettamente legato alla fisiologia; studiando i processi
fisiologici della digestione nei cani Pavlov scoprì che, accanto ai riflessi incondizionati, costituiti dalla
risposta fisiologica ad un certo stimolo, si possono avere anche dei riflessi condizionati, che costituiscono una
forma elementare di apprendimento; il condizionamento si verifica quando la risposta appropriata ad un
certo stimolo viene trasferita su un altro stimolo, altrimenti neutro, se tale risposta viene opportunamente
rinforzata; studio delle condizioni che producono il rinforzo e la sua estinzione; in una prospettiva
completamente diversa, Vygotskij elaborò una complessa teoria psicologica imperniata sul presupposto che
lo sviluppo della psiche è connesso agli stadi dello sviluppo socioeconomico (teoria storico-culturale); il
linguaggio è l’espressione principale della vita psichica umana ed è alla base dei processi di coscienza; i
processi psichici superiori, pensiero, linguaggio e memoria, non hanno un’origine naturale, ma sociale
III. Dalle scienze naturali alla psicologia: la Gran Bretagna.
contrariamente a quanto avveniva in Germania, dove la psicologia si caratterizzava come studio sperimentale
volto alla formulazione di teorie, in Inghilterra predominò l’orientamento applicativo da cui derivò la
psicologia differenziale; una delle cause che impedirono l’affermarsi della psicologia come disciplina
sperimentale sta nella chiusura dell’ambiente accademico a questa impostazione nello studio di problemi
della mente che, da sempre, erano patrimonio della filosofia; solo nel 1897 venne fondato il primo
laboratorio di ricerca e questa fu la condizione per realizzare il distacco definitivo della psicologia dalla
filosofia, anche se in una ben precisa direzione, quella matematica e statistica; Spencer: la psicologia
doveva essere considerata una disciplina strettamente legata alle scienze biologiche e allo studio comparato
uomo-animale; questa prospettiva troverà un valido supporto nella teoria dell’evoluzione e nelle ricerche
comparative sull’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali di Darwin; per Galton era possibile
distinguere le diverse capacità umane e, tra queste, studiò in particolare l’intelligenza; raccolse i dati che
sarebbero stati utilizzati per la formulazione dei primi test d’intelligenza; per le sue ricerche utilizzò i
questionari e i metodi della statistica, cui dette contributi originali; l’influenza di Galton fu determinante
nell’orientare la ricerca in senso psicometrico, orientamento che trovò la sua massima espressione in Francia,
con Binet; Spearman avvalorò la tesi per cui l’intelligenza, identificata nel cosiddetto fattore g,
corrispondente ad una capacità generale, poteva essere studiata mediante una serie di prove oggettive; il
passaggio dalla filosofia alla psicologia si realizzò con Stout, il quale elaborò una critica dell’associazionismo
a favore di una concezione funzionalista, di stampo darwiniano, tesi che precorse alcuni assunti della teoria
della Gestalt; Bartlett: l’essere umano classifica e interpreta le informazioni che provengono dall’esterno
secondo processi e schemi mentali appresi, in questa prospettiva i dati da ricordare non vengono
semplicemente incamerati, ma subiscono una trasformazione e l’evocazione è una ricostruzione che risulta
dal nostro atteggiamento nei riguardi dell’intera massa attiva dell’esperienza passata; priva di grandi sistemi,
la psicologia inglese, che trovò una tradizione di studi naturalistici su cui si inserì bene la problematica
psicologica, si caratterizzò per la pratica sperimentale sempre più perfezionata dall’apporto degli studi
matematici e soprattutto per l’orientamento applicativo che ha esercitato un forte vincolo sui problemi della
ricerca affrontati
IV. Dalla psicopatologia alla psicologia: la Francia.
Ribot considerato il fondatore della psicologia francese soprattutto per l’opera di divulgazione delle ricerche
condotte in Inghilterra e in Germania; nel 1889 aprì il primo laboratorio francese; riteneva che la psicologia
dovesse essere sperimentale e che proprio nella malattia fosse possibile ravvisare la forma migliore di
sperimentazione; Binet fu il primo psicologo sperimentale in senso proprio; anche Janet non tracciò una
netta delimitazione tra psicologia normale e patologica; il metodo terapeutico da lui impiegato era la catarsi
che consisteva nel far ricordare al paziente in condizioni normali avvenimenti specifici della sua vita passata;
scoprì che in stato di ipnosi i pazienti possono ricordare avvenimenti che invece non sono in grado di
recuperare alla memoria in stato di veglia; nel 1895 Binet divenne titolare del laboratorio di psicologia
fisiologica che era stato attrezzato con tutti gli strumenti usati a Lipsia; formulò una scala metrica
dell’intelligenza che consisteva nella classificazione degli individui secondo la capacità dimostrata nel
risolvere una serie di prove ai diversi livelli d’età; distinse l’età cronologica dall’età mentale seguendo l’ipotesi
di Galton per cui esiste una capacità generale relativa alle varie età dell’individuo; la scala di Binet suscitò
l’interesse degli psicologi di tutto il mondo per il suo valore pragmatico: se era stato possibile misurare
l’intelligenza, sarebbe stato senz’altro possibile estendere questo metodo allo studio di altri fenomeni
psicologici; Piéron identificò l’oggetto d’indagine della psicologia non più nella coscienza, bensì nel 2
comportamento inteso come attività globale degli individui nell’interazione che essi hanno con l’ambiente in
cui vivono; Piaget elaborò una teoria generale della conoscenza fondata sul concetto di sviluppo secondo
un principio di continuità tra la filogenesi e l’ontogenesi; studio dello sviluppo dell’intelligenza del bambino;
come in Inghilterra, tuttavia, il mondo accademico francese rimase sostanzialmente estraneo allo sviluppo
della psicologia; complessivamente si può osservare che in Francia la psicologia si è sviluppata in parziale
dipendenza dalle teorie inglesi per quanto riguarda la teoria dell’evoluzione che finì per assumere un
carattere puramente filosofico-speculativo; inoltre la tradizione di studi matematici favorì lo sviluppo delle
tecniche statistiche rendendo la psicologia francese relativamente estranea alla problematica della psicologia
di stampo tedesco
FREUD E LA SCOPERTA DELL’INCONSCIO
800/900: Freud ruolo centrale; si dedicò alla psicopatologia, approfondendo dapprima il trattamento
dell’isteria con il metodo dell’ipnosi e successivamente con la tecnica delle associazioni libere e con
l’interpretazione del materiale onirico; psicoanalisi; 2 assunti principali:
sostanziale continuità tra normalità e patologia mentale; il
funzionamento patologico insorge quando nei processi psichici si instaurano dei meccanismi di difesa,
di rimozione e di censura che impediscono ai contenuti inconsci, disturbanti e dolorosi, di affiorare al
livello della coscienza dando luogo alla sintomatologia patologica
ruolo centrale attribuito all’inconscio nel modellare le manifestazioni
consce dell’attività psichica; l’inconscio è il luogo della psiche in cui sono riposti desideri, pulsioni ed
emozioni che guidano e orientano il comportamento cosciente
i contenuti che si sono fissati nell’inconscio sono ricordi, associazioni e desideri infantili retti e guidati dal
principio del piacere informato dalle pulsioni; questi materiali provvisti di significato sono dotati di energia
pulsionale, la libido, e danno luogo ad un sistema del tutto atemporale e non-razionale, privo quindi di
negazione, di contraddizione logica e di incertezza; i contenuti dell’inconscio possono avere accesso alla
coscienza solo superando le resistenze opposte dalla censura che applica ad essi delle trasformazioni
secondo il processo psichico primario: questo opera per spostamento (un’idea può essere rappresentata
nella coscienza da un altro concetto connesso al primo in modo contingente) e per condensazione (quando
un’idea viene integrata in un’altra dando luogo ad un simbolo composto); queste 2 trasformazioni si
ritrovano nei sogni e, se vengono utilizzate dal pensiero conscio che segue il principio di realtà, danno luogo
ai giochi di parole, all’umorismo e all’arguzia costituendo così un accesso all’inconscio; a mezza strada tra la
dinamica dell’inconscio e quella del conscio vi è il preconscio, in cui vi sono quei materiali dell’inconscio che
non sono completamente rimossi dalla coscienza e che quindi vi restano latenti e disponibili; teoria generale
della personalità strutturata in 3 diversi sistemi strettamente interdipendenti:
Es caratterizzato dai contenuti inconsci
Io che regola le pulsioni dell’Es che possono essere portate sul piano
della coscienza in base al principio di realtà
Super-io che trova origine nel sistema di premi e punizioni realizzato dai
genitori nella valutazione dei comportamenti del bambino, rappresentando quindi il codice morale che
si sovrappone all’Io
l’Io o il Super-io, di fronte a presunti pericoli, reagiscono con l’angoscia che il soggetto cerca di ridurre in vari
modi per eliminare la tensione da essa prodotta; la fonte dell’energia psichica che anima la dinamica della
personalità deriva da 2 pulsioni primarie:
pulsione di vita (energia lipidica; autoconservazione e sopravvivenza
della specie)
pulsione di morte (aggressività o masochismo)
V. Dall’ecletticismo alla psicologia: gli Stati Uniti.
anche negli Stati Uniti, come in Inghilterra e in Francia, fu dalla filosofia che ebbe origine la psicologia;
James ne fu il promotore; psicologia sperimentale, originale rispetto a quella che contemporaneamente
veniva elaborata in Europa; la prospettiva assunta per definire l’oggetto e il compito della psicologia non si
inseriva né nella tradizione della ricerca fisiologica, né in quella della psicometria o della psicopatologia, e
neppure in quello dello studio dell’intelletto e delle facoltà in senso filosofico; il punto di partenza della sua
concezione fu la teoria dell’evoluzione e, in particolare, lo stretto rapporto tra l’individuo e l’ambiente; ha
riconosciuto l’importanza della psicologia sociale e dello studio della personalità; l’indagine psicologica deve
attenersi rigorosamente ai fatti, ai dati empirici, senza postulare processi che non possano essere osservati;
il metodo di studio dev’essere l’introspezione (non quella prodotta artificialmente in laboratorio che pretende
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di cogliere aspetti dell’esperienza che non possono essere isolati); il limite di questo metodo, la soggettività,
era ben compreso da James, tuttavia era convinto che tale limite potesse essere superato, o compensato,
con l’impiego del metodo comparativo; la psicologia di James metteva in luce la ristrettezza problematica
degli studi condotti a Lipsia, determinati troppo rigidamente dall’istanza sperimentale, e prefigurava nuove
linee di sviluppo che condurranno ad una psicologia di stampo, da una parte, funzionalista, e dall’altra,
comportamentista
VI. La matrice europea della prima psicologia statunitense.
il primo vero laboratorio di psicologia negli Stati Uniti fu quello fondato, nel 1883, da Hall; ontogenesi come
ricapitolazione della filogenesi; Titchener, di origine inglese e allievo di Wundt a Lipsia, può essere
considerato il più fedele continuatore della psicologia wundtiana nel nuovo continente; la psicologia doveva
essere una ricerca di base pura, non una disciplina applicata; il suo oggetto doveva essere l’esperienza
considerata dal punto di vista del soggetto che la vive; questa psicologia pura, imparziale e impersonale,
come la fisica, aveva lo scopo di formulare leggi esplicative; il metodo non poteva che essere l’introspezione;
psicologia di Wundt, definita da Titchener strutturalista; negli Stati Uniti, però, il clima culturale era ormai
talmente mutato da far apparire rigido e dogmatico questo tipo di psicologia; alla sua morte non ebbe
continuatori e l’ideale wundtiano di psicologia si esaurì nel nuovo clima culturale che aveva reso chiaro che
cosa ormai la psicologia non poteva più essere
VII. Funzionalismo e pragmatismo.
se i limiti del metodo introspettivo favorirono la ricerca di un nuovo metodo, quello comparativo o quello
psicometrico, così anch
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