Psicologia generale dello sport - 1° anno Scienze motorie
Testi e professore
Testi: Psicologia generale (edizione 2012) – Psicologia dello sport (CEI)
Professore: Maria Grazia Villani
Capitolo 1: Teorie dell'evoluzione umana, origini e sviluppi della psicologia scientifica e introduzione di concetti primari
Il termine psicologia etimologicamente significa "discorso sull'anima" (psyche+logos). Studia tutti i processi cognitivi e come interagisce un organismo con l'esterno. Questa è fondamentale per l'uomo, infatti senza psicologia non si potrebbe vivere nella società.
La psicologia diventa scienza quando si pone degli obiettivi: raccoglie informazioni, elabora e verifica la teoria che ne deriva da esse e se questa dà sempre lo stesso risultato nel tempo allora diventa scientifica (sarebbe la verifica con il metodo empirico). Per la psicologia è fondamentale fare esperienza in vari contesti.
Presupposti evolutivi della psicologia: evidenzia come l’uomo è diventato così com’è partendo dagli scimpanzè, afferma infatti che l’uomo è diventato così come è oggi per sottrazione di corredo genetico (circa 510 pezzi di DNA sono stati eliminati) nel corso dei secoli. A conferma di ciò, si osserva come, anche oggi, lo scimpanzè sia molto simile all’uomo in molti processi mentali e logici. È bene sottolineare anche come, nel corso dei secoli, anche il cervello umano si sia evoluto, mutando soprattutto i suoi processi.
Ogni forma di conoscenza a nostra disposizione deriva dall’esperienza per il tramite di sensazioni. Non vi sono quindi, idee innate. Le conoscenze acquisite tramite l’esperienza hanno un valore eminentemente pragmatico, queste infatti sono utili per prendere decisioni e agire in modo efficace nei vari ambienti. Queste conoscenze/teorie elaborate mediante queste esperienze sono dette teorie ingenue.
Teorie ingenue: teorie fondate su un’esperienza personale senza alcuna base scientifica, poco attendibili e poco valide in quanto l’esperienza personale è limitata nel tempo e nello spazio e soggetta a errori.
Psicologia del senso comune (o spicciola/ingenua): teorie ingenue applicate alla spiegazione della condotta umana riguardo al ragionamento pragmatico (cioè il perché ci si comporta in un determinato modo in una data situazione). Nel quotidiano infatti, si prendono decisioni in modo rapido proprio grazie a questo tipo di psicologia, pur non rendendocene conto. Ogni nostro comportamento infatti, è guidato dalla ragione e ogni nostra relazione è guidata da idee. Fondata sull’esperienza personale. Fornisce quindi spiegazioni plausibili alle varie situazioni ma non molto attendibili. Usando solo questo tipo di psicologia si andrà incontro a distorsioni della realtà.
Psicologia razionale: di natura filosofica, riflessioni teoriche, fatta fallire da Kant.
Psicologia empirica: stampo naturalistico, basata su osservazioni concrete, predecessore e base della psicologia scientifica contemporanea. Kant affermava che era impossibile misurare i processi mentali e quindi negava questo tipo di psicologia.
La distinzione tra psicologia razionale e psicologia empirica è stata fatta da Wolff nel ‘700.
Psicologia scientifica: basata su scienza e su esperienze concrete (metodo empirico, cioè le esperienze della psicologia ingenua vengono affiancate da processi di verifica e sperimentazione). Nasce a Lipsia con Wundt che fonda la cosiddetta Scuola di Lipsia, cioè un laboratorio dove sperimentava nel concreto le varie teorie, sottolineando l’importanza dell’esperienza diretta e immediata e dell’introspezione, intesa come capacità di accettare una cosa che avviene in quell’istante, cioè nell’attimo nel quale si esperisce. Per la scuola di Wundt la sperimentazione deve essere rigorosa e ripetibile con lo stesso risultato nel tempo (cioè si deve poter sperimentare in modo immediato e avere sempre e comunque lo stesso risultato con una determinata teoria). Questa scuola quindi per ricapitolare, evidenzia come è importante l’esperienza diretta e immediata e ciò che essa provoca (introspezione). Wundt basa le sue idee sulla sua concezione di cervello come un insieme di strutture (strutturalismo). Per Wundt, l’oggetto della psicologia è l’esperienza diretta contrapposta all’esperienza mediata dalle altre scienze naturali (fisica, biologia ecc.).
Introspezione: letteralmente significa "guardarsi dentro"; spiega cosa avviene quando avviene un evento interno o esterno, correlato alla coscienza (intesa come proprio punto di vista) quindi fallibile. L’introspezione agisce sulle variabili dipendenti e indipendenti (quelle dipendenti derivano da quelle indipendenti, quelle indipendenti possono essere manipolate dall’uomo) distorcendo la realtà. Per variabile si intende ciò che si può misurare.
Frenologia: stabilisce che le funzioni mentali derivano da precise aree del cervello, più è sviluppata un’area più è efficiente la funzione che da essa dipende, teoria sviluppata da Gall e Spurheim. È stata definitiva falsa e priva di ogni base.
L’adattamento è segno di intelligenza, infatti l’uomo deve sempre adattarsi per essere felice. L'adattamento può aumentare l'efficienza nel procurarsi o utilizzare le risorse fondamentali, quindi è utile per sopravvivere.
Funzionalismo: è un programma che studia come adattarsi all’ambiente con percezioni, attenzione ecc. al fine di svolgere tutte le funzioni desiderate. Infatti, secondo questa teoria, la psicologia è lo studio delle attività mentali come una via per adattarsi all’ambiente in modo attivo. Il cuore di questa teoria è il come opera un processo mentale (non che struttura presenta come affermava lo strutturalismo). Le attività mentali sono in continua evoluzione, cosi come affermato anche da Darwin.
Teoria di Darwin: selezione naturale, sopravvive chi si adatta.
Sintesi moderna o Neodarwinismo: idee di Darwin integrate con le teorie di Mendel (cioè l’integrazione fra la teoria dell’evoluzione delle specie per selezione naturale di Darwin e la teoria dell’ereditarietà di Mendel). Da tale integrazione ne deriva il concetto di sopravvivenza (i più adatti all’ambiente sopravvivono). È fallita perché è debole sul piano sperimentale e sul piano logico (cioè se è adattato, perché si evolve nel tempo?).
Teoria degli equilibri punteggiati: le specie presentano lunghi periodi di stasi seguiti ("punteggiati") da periodi di cambiamenti bruschi e dalla comparsa di nuove forme di esistenza. Queste evoluzioni implicano che le varie strutture degli organismi acquisiscano nuove funzioni, affiancandole alle funzioni già presenti e svolte (exaptation).
Sintesi estesa: si sviluppa a partire dai primi anni duemila, prefigura una nuova concezione dell’evoluzione. Introduce i concetti di plasticità del fenotipo, la selezione multilivello (individuale e di gruppo), l’evoluzione del genoma, la contingenza, l’ereditarietà epigenetica (sviluppo di funzioni in base alle condizioni ambientali). Si fonda su tre idee madri.
Psicologia dell’atto: in contrapposizione alla Scuola di Lipsia, ci fu la Psicologia dell’atto, una psicologia teorizzata da Brentano che prevedeva la mente costituita da atti dotati di intenzionalità, in piena antitesi con la teoria dello strutturalismo. Per questa teoria, l’aspetto essenziale non è il contenuto (cioè ciò che vedo), ma l’atto di vedere. Questo implica una qualche forma di interazione e scambio con l’ambiente, questa tendenza prende il nome di in-esistenza intenzionale. Questa teoria trovò un’espressione più compiuta nella scuola di Graz (o austriaca). Gli studi di questa scuola sulle percezioni, furono approfonditi dalla Scuola della Gestalt/di Berlino che si occupò principalmente dei processi cognitivi con particolare attenzione alla percezione e al pensiero.
Metodo fenomenologico: consiste nel definire il campo percettivo in cui il soggetto si trova e nel rilevare ciò che in esso gli appare (fenomeno). Per campo percettivo si intende l’insieme dei suoi percetti, cioè che vede.
Comportamentismo classico: negli Stati Uniti, come contrapposizione allo strutturalismo, si sviluppò il comportamentismo. Oggetto di studio di questa psicologia erano le manifestazioni del comportamento, studiate con metodi obiettivi e con strumenti. Si intende l’insieme delle risposte muscolari o ghiandolari dell’organismo in risposta a un dato stimolo. Lo stimolo è un dato fisico, la risposta un dato fisiologico. Si analizza cioè l’insieme "stimolo-risposta" (S-R). Il principale esponente fu Watson che attribuì particolare importanza ai processi di apprendimento che stimolavano la produzione di nuovi schemi "stimolo-risposta" in funzione dell’adattamento all’ambiente.
Neocomportamentismo: oltre alle S-R, prende in considerazione anche variabili intermedie. Evidenzia l’intenzionalità delle risposte che formano la mappa cognitiva. Ha la sua fine con il cognitivismo.
Cognitivismo: si sviluppa a partire dagli anni sessanta con le scienze cognitive che hanno come obiettivo il capire come funziona un sistema, naturale o artificiale, di conoscenza in grado di riprodurre una serie di operazioni che indichiamo come percepire, ragionare, calcolare, memorizzare, immaginare, progettare (sono le operazioni che ci permettono di conoscere il mondo e sviluppare la mappa cognitiva). Oggetto di studio della psicologia cognitivista sono i processi di conoscenza, cioè come gli individui elaborano le informazioni e costruiscono le rappresentazioni mentali utili per interagire con l’ambiente. Pone le basi per capire l’architettura della mente umana.
Intelligenza artificiale (IA): il paradigma della IA nasce nel 1956 a Dartmouth, grazie all’indagine dei processi computazionali della mente considerati come "corrispondenti" a quelli effettuati con i computer (calcoli, confronti, combinazioni logiche ecc.). In questa prospettiva, il computer era considerato come un "simulatore" della mente umana. Fa uso di codice binario. Il cuore dell’IA è far fare alle macchine le cose che richiederebbero intelligenza se fossero fatte dagli uomini, cioè "simulare" il mondo attraverso i computer. Il prototipo di queste macchine è la macchina di Turing che è il predecessore del moderno computer. Secondo la IA, queste macchine sono in grado di simulare l’intelligenza della mente umana.
Modularismo: visione modulare della mente, sviluppata da Fodor. Secondo questa teoria, la mente è organizzata in moduli (o cassetti), ciascuno dei quali con una struttura specializzata che lo rende un sistema esperto in un ambito specifico nell’interazione con l’ambiente. È un aspetto sottolineato fortemente dalla Psicologia evoluzionistica. I moduli sarebbero il risultato della selezione naturale per affrontare i problemi che la nostra sopravvivenza ci poneva davanti, e che, con l’evoluzione, sono diventati sistemi esperti e finalizzati a trattare a livello mentale i problemi relativi a settori specifici dell’ambiente. Costituiscono l’architettura stabile della mente.
Connessionismo: si sviluppa a metà degli anni ’80, e pone in relazione l’architettura biologica del cervello con l’architettura funzionale dell’attività cognitiva. Fa riferimento a modelli chiamati reti neurali artificiali. Secondo questa teoria, l’elaborazione delle informazioni avviene all’interno di ogni rete. Ogni rete ha un’architettura a tre strati:
- Strato di unità di input
- Strato di unità nascoste
- Strato di unità di output
Psicologia contemporanea: oggi la psicologia ha preso diverse strade, tutte lecite. Questo perché il "range" delle scienze psicologiche si è ampliato, tutte però hanno una linea comune che prevede la mente situata e radicata nel corpo. Questo perché la mente di fonda sull’esperienza, esperienza intesa come motore di ogni attività mentale. La mente funziona come guida di controllo per l’azione e l’interazione, evidenziando "cosa è corretto fare qui e ora".
Teoria del rinforzo: teorie personali che vengono confermate socialmente (cioè dagli altri) e quindi danno maggior sicurezza a chi le ha formulate e aumentano la sua autostima. Si verifica anche con l’assegnazione di premi/elogi fatti a una persona al fine di aumentare la sua autostima e di conseguenza motivarlo a fare meglio.
Pregiudizio: giudizio dato a priori, senza alcuna esperienza diretta o teoria scientifica che lo conferma.
Fenomeno: tutto ciò che appare ed è visibile.
Noumeno: ciò che non appare, non visibile, intrinseco.
Obiettivo motivante: mosso da motivazione, cioè io voglio raggiungere quella cosa quindi faccio il massimo per raggiungerlo, è l’obiettivo stesso a darmi la motivazione per raggiungerlo. Fa parte della teoria del "goal setting".
L’impressione non è mai veritiera, infatti questa non si basa su esperienze concrete e pratiche.
Aggregato: insieme di persone che hanno una relazione momentanea, è un aggregato per esempio, la fila alle poste o all’ingresso di qualche locale.
Gruppo: totalità (importanza delle singole parti nella somma, il gruppo cioè viene visto al di sopra di tutte le sue parti, cioè come un'unica entità) dinamica, tra i membri del gruppo c’è un’interdipendenza sociale (cioè il gruppo ha un determinato obiettivo, comune a tutti i membri, da raggiungere e lo si può raggiungere solo tutti insieme). Il conflitto in un gruppo (ma anche in generale) si può generare quando un membro mette i propri bisogni al di sopra di quelli del gruppo, cioè cerca di portare "l’acqua al proprio mulino".
Dissonanza con sé stessi: fare cioè un qualcosa che va contro le nostre idee. Quando succede questo, si cerca e si inventano "scuse" al fine di tornare in consonanza con sé stessi, evitando disagio e stress dovuti alla dissonanza. In breve si inventano delle false motivazioni al fine di giustificare il gesto fatto.
Capitolo 2: Metodi della ricerca in psicologia
Kant nel 1781, aveva negato la possibilità di creare una psicologia sperimentale in quanto affermava che era impossibile applicare la matematica ai fenomeni del senso interno (cioè non si possono spiegare le emozioni ecc. con metodi concreti e matematici) e di conseguenza non era possibile misurare i processi e fenomeni mentali.
La psicologia come scienza sperimentale, si pone proprio la sfida di "negare" questa teoria e di riuscire a dare una risposta su come misurare il pensiero, i desideri, le emozioni, ma anche come calcolare la loro intensità e valutare l’attenzione. Per fare ciò, la psicologia ha imboccato diverse strade che di seguito andremo a vedere.
Come detto nel capitolo precedente, più o meno, nel quotidiano, siamo tutti psicologi e ciò è fondamentale per sopravvivere e interagire con la società. Grazie alle esperienze infatti, costruiamo tutte quelle teorie che abbiamo definite come teorie della psicologia ingenua e che usiamo nel quotidiano per spiegare in modo più o meno attendibile i vari eventi e comportamenti.
Per elaborare una teoria bisogna mettere insieme in modo coerente e parsimonioso delle ipotesi fondate su criteri espliciti e che siano verificabili sul piano empirico tramite opportune operazioni in grado di dare ragione a codeste evidenze, di dare regolarità a queste (cioè si devono verificare nel tempo) e fare previsioni attendibili sull’evoluzione dell’attuale stato delle cose (valore predittivo delle teorie, cioè prevedere cosa succederà con determinate sollecitazioni).
La differenza tra una teoria ingenua e una teoria scientifica principalmente è che quella ingenua è altamente soggettiva e fondata sulle proprie esperienze dirette (di conseguenza non dimostrabile con il metodo sperimentale) e non ha un valore predittivo; quella scientifica invece, si basa su valori e percezioni oggettive e sperimentalmente verificabili (con il metodo sperimentale appunto) da tutti e nel tempo con il metodo sperimentale e ha un valore predittivo.
Con il metodo sperimentale si va alla ricerca delle cause di un determinato fenomeno, vengono verificate e da queste si elabora la teoria/legge che spiega come funzionano le cose in una data circostanza, facendo quindi un collegamento causa-effetto.
Capitolo 2.1: Percorso standard della ricerca in psicologia
La parola metodo significa "percorso/fare un percorso" e lascia intendere che un metodo si svolge nel momento stesso in cui è applicato allo studio di un fenomeno. Un ricercatore che intende spiegare un fenomeno, deve avere un disegno di ricerca, cioè l’architettura della ricerca stessa (sarebbe la mappa delle operazioni da fare, le scelte da fare ecc.).
Le tappe principali di tale disegno/percorso di ricerca, in ambito psicologico sono (cioè gli strumenti e gli oggetti usati in questo ambito di ricerca psicologica):
- Interesse di partenza/curiosità, cioè l’interesse nello sviluppare/scoprire nuove teorie che spieghino la realtà; in ambito psicologico implica un pensiero creativo e produttivo che spinga il ricercatore a individuare nuovi modelli di spiegazione.
- Definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
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