APPUNTI
MODULO A
Università di Padova
Prof.ssa Mariaelena Tagliabue
Corso di psicologia generale
Corso di laurea in scienze psicologiche cognitive e psicobiologiche
Anno 2021/2022
1
1 Cosa fa lo psicologo
l’obiettivo
Lo si capisce leggendo il codice deontologico, dove viene indicato che principale dello
psicologo sia quello di accrescere le conoscenze. Per poter accrescere tali conoscenze, tuttavia, serve
nell’articolo l’uso
un metodo. La specifica sul tipo di metodo si trova 5, dove di metodo scientifico
viene attribuito in generale, non solo a coloro che svolgono ricerca. Questo vuol dire che, anche in
analisi, bisogna indicare sempre le fonti su cui ci si basa.
L’aspetto nell’articolo
più caratteristico che viene indicato 5 è che lo psicologo non deve
suscitare nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate. Questo vuol dire che, prima di agire,
lo psicologo essere sicuro che ci sia un metodo che dia delle garanzie di miglioramento. Devo dunque
sapere che quel determinato metodo che si intende applicare funziona a priori perché, se così non
fosse, si ricadrebbe nel caso della falsa aspettativa. Lo psicologo deve dunque agire secondo e
un’ipotesi 1
competenze più aggiornate, formulando di inquadramento della difficoltà (diagnosi) e
l’efficacia dell’intervento l’efficacia,
monitorare costantemente stesso. Infatti, se non si verificasse
nell’ambito dell’aspettativa
rientreremmo infondata. Sempre per non dare aspettative illusorie
bisogna conoscere a fondo il metodo che utilizziamo che, in sintesi, vuol dire conoscere i limiti e gli
ambiti di applicazione di tale metodo.
In sintesi:
lo psicologo non deve suscitare nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate
Queste sono infondate quando:
- So che non daranno garanzie di miglioramento e/o non mostrano di essere efficaci
- Non conosciamo i limi e gli ambiti di applicazione
Effetto placebo
L’effetto placebo è un cambiamento che si induce nelle persone non tanto per il trattamento, ma per
l’aspettativa che si induce nelle persone. Il problema è che questo non è un metodo per curare poiché
tale aspettativa induce solo a un cambiamento momentaneo. Questo, tuttavia non vuol dire guarire
visto che i risultati, infatti, nella maggior parte dei casi sono appunto solamente momentanei.
Se in un eventuale trial medico il nostro trattamento ha mostrato lo stesso risultato della cura
placebo, allora il nostro intervento non si è dimostrato efficace. Qui siamo in una situazione in cui il
campione viene diviso in due gruppi, uno a cui è stata somministrata la cura e un altro a cui è stata
somministrata una soluzione zuccherina. Se la patologia dovesse calare in entrambi i casi, allora la
l’efficacia
nostra cura non è efficace. Dunque, dimostrare significa dimostrare che la nostra cura ha
prodotto un cambiamento in positivo [in paragone con il cambiamento che si sarebbe verificato con
un’altra situazione, e.g. somministrare solo soluzione zuccherina].
1 La formulazione di ipotesi è fondamentale e inevitabile anche per lo psicologo clinico puro
2
2 Cosa è la Psicologia
La psicologia si divide essenzialmente in due rami, psicologia ingenua e psicologia scientifica. La
prima trae le informazioni dalla letteratura non accademica, generale, anche testi scientifici che si
sono diffusi nella popolazione in maniera molto selettiva. Questo vuol dire che, testi che prima erano
L’interpretazione
molto studiati (e.g. dei sogni di Freud), passa poi per seconda mano solo attraverso
una conoscenza generale.
Biases
Quando non si ha accesso e studio diretto sulla fonte primaria, si possono originare diversi biases:
1) Convinzioni personali. È in questo secondo passaggio che si inserisce il (più comune) primo
bias, dove si creano delle convinzioni personali che non hanno fondamento nelle
conoscenze scientifiche.
2) Film
3) Prodotti commerciali che, per finalità di marketing, promettono dei miglioramenti che
vanno be al di là dei risultati confermati scientificamente. Un esempio fu l’apparecchio
notturno per migliorare l’apprendimento. Tale apprendimento era fondato su una
conoscenza scientifica vera, per cui durante il sonno ci sono molte aree attive, tra cui quelle
deputate alla memorizzazione. Il buon funzionamento di queste aree durante il sonno ci
permette infatti di consolidare le informazioni apprese durante la giornata. È da questa
conoscenza che si è fondato questo prodotto. Si capisce come il lavoro già svolto sia quello
di consolidare, non di imparare.
4) Ambiguità di parole del lessico comune. Molte volte, nella conversazione, si usano delle
parole di cui ognuno attribuisce una propria definizione e dunque si sta parlando di cose
diverse. Un esempio comune riguarda la definizione di termini psicologici come psicosi,
panico, depressione ecc... I termini che appaiono sui giornali, che ricadono sulla gente
comune, hanno un significato distorto che non appartiene a quella ufficiale data dagli
psicologi.
Convalida soggettiva
Per evitare bias, dunque, la definizione che scegliamo deve essere chiara, univoca e condivisa. Se
questi tre fattori vengono rispettati, si ha quella che si definisce effetto di convalida soggettiva. Tale
effetto è stato identificato per la prima volta da Forer nel 1949.
Il primo esperimento che mette in scena questo effetto si realizza, per esempio, chiedendo a
diverse persone quanto siano affidabili gli oroscopi. Nella prima fase, il consenso sarà molto basso.
l’esperimento
Successivamente, prevede di distribuire ai partecipanti una presunta descrizione della
loro personalità basata sul segno zodiacale, descrizione però uguale per tutti. A questo punto, alle
all’oroscopo;
persone viene di nuovo chiesto di esprimere la propria opinione in merito è interessante
notare come in queta seconda face ci sia un aumento di credibilità perché la maggioranza valuta come
molto corrispondente alla propria personalità la descrizione che è stata fatta.
Questa struttura è stata replicata in altri ambienti con il medesimo risultato. Nel 2002, Boyce e Geller
hanno cercato di vedere se tale disegno sperimentale si potesse applicare a un pool diverso,
all’indirizzo
sottoponendo lo schema a un gruppo di studenti di psicologia di ricerca della
3
metodologia. In questi esperimenti, i due studiosi si presentavano in classe come esperti di grafologia,
raccogliendo campioni di grafia dagli studenti. La settimana dopo, agli studenti venne distribuita una
descrizione della personalità redatta sulla base della grafia e, anche in questo caso, la descrizione era
sull’affidabilità
la stessa per tutti. Agli studenti venne distribuito un questionario della grafologia
dall’esperimento.
prima, immediatamente dopo e dopo 8 settimane Il grado di consenso ha
confermato una curva con picco di consenso nella fase mediana. Questo dimostra che la nostra
opinione è molto fluttuante e dipende da un vissuto personale. Ci sono delle precise motivazioni dietro
questo effetto di convalida.
Ragioni
1. Ricerca personale di conferme.
2. L’uso di parole non specifiche, ambigue. Queste due cause si possono collegare in un unico
esempio:
l’oroscopo dice che sarà una giornata potenzialmente sfortunata: vado al lavoro, un ramo mi cade davanti.
Lo connetto al termine generale di sfortuna perché sono (in concreto, attualmente) alla ricerca di conferme.
Se mi avesse detto che sarebbe stata una giornata fantastica la mia attenzione, ricerca di conferme sarebbe
stata legata a eventi positivi e avrebbe ignorato questo fatto negativo.
Il fatto che la nostra opinione sia fluttuante deriva dalla difficoltà della mente umana di mettere in
2
discussione le idee di partenza, con una tendenza che ci porta dunque alla ricerca di conferme. Allo
stesso tempo, diamo meno peso e attenzione a ciò che va contro la nostra ideologia poiché adottiamo
delle tecniche implicite di repulsione verso queste notizie contrastanti con le nostre idee pregresse.
Per crescere, dunque, bisogna essere meno sensibili alle conferme e sforzarsi di essere più permeabili
alle notizie contrastanti
Compito della psicologia – Definizione generale
Per dare una definizione di psicologia dobbiamo prima analizzare quale sia il suo compito e quale il
suo oggetto in analisi.
A un livello molto generale, tale oggetto si può identificare nella conoscenza dei processi
mentali. La focalizzazione deve dunque ricadere su tali processi mentali, capire quali siano, come
lavorino, che sub-processi siano coinvolti ecc. Alla base dei fenomeni mentali vi sono processi
automatici che sono funzionali alle attività in corso ma che non entrano nel campo della coscienza.
dell’elaborazione
Questa parte automatica comprende la maggior parte del nostro cervello. Salendo
per la piramide, ci sono poi processi subconsci e consapevoli. Un esempio di subconscio sono gli
input di senso, sensazioni che vengono avvertite ma che, senza un cambio repentino o macroscopico
3
delle stesse, non entrano nel campo della coscienza (e.g. peso del nostro corpo sulla sedia). È dunque
adattivo che alcune informazioni non entrino mai nella coscienza, alcune entrino solo al loro variare
e, altre ancora, lo siano sempre. In cima alla piramide vi sono le macro-abilità, come la capacità di
scrivere, fare operazioni numeriche, parlare ecc., che sono un insieme di processi mentali più
Nell’acme un’organizzazione
semplici. ci sono le capacità di controllo, che rappresentano di varie
attività. In letteratura, questa capacità viene identificata con il nome di funzioni esecutiva. Queste
l’attenzione,
sono la percezione, la memoria ecc.
2 Nota mia: questo è evidente nella terza fase calante della curva, dove prevalgono le idee che erano più consolidate
nella nostra matrice di credenze.
3 Coscienza è sempre intesa nel senso di consapevolezza. 4
Rappresentazione attraverso gli schemi
Attraverso le relazioni tra schemi. Uno schema è un insieme di processi mentali che si attivano. Gli
schemi si uniscono per formare fenomeni mentali più complessi. La complessità di fenomeni mentali
a diversi livelli utilizza le relazioni tra schemi.
Questi schemi si regolano tra di loro attivandosi o inibendosi, alimentando i comportamenti
che ci sono favorevoli e inibendo quelli controproducenti. Questi modelli costituiscono il primo
l’attivazione
livello di controllo del comportamento che si chiama selezione competitiva. Chi vince
l’inibizione
o hanno accesso al comportamento. dall’alto
Questa selezione ha però bisogno di un controllo che vada a modificare questa rete
di attivazioni, perché non sempre adatta alle circostanze, e.g. se vedo un amico e lo stimolo è di
abbracciarlo, in alcuni casi non posso farlo, come durante il Covid. Questo sistema prende il nome di
sistema attentivo / supervisionale superiore (SAS) ed è il secondo livello di controllo o livello di
controllo volontario. Questo sistema funziona andando a creare degli schemi nuovi. Sempre
nell’esempio del coronavirus, i nuovi schemi sono tutti i nuovi comportamenti che abbiamo appreso
4
per contenere il virus. Il SAS dunque modula, sulla base degli elementi che contiene la regolazione
automatica tra gli schemi. La fatica del SAS dura finché tra i vari schemi non si creano
l’ambiente
spontaneamente delle connessioni attivatorie / inibitorie che regolino (e.g. mettere la
l’attivazione
mascherina quando si entra in locali affollati). Questa situazione in cui degli schemi è
“amico”
automatizzata è quella di uno stimolo ambientale (e.g. la porta diventa la stimolazione
l’automatismo).
ambientale che mi fa prendere la mascherina perché si è creato Il processo funziona
nell’ambiente,
anche al contrario: quando alcuni schemi non servono più gradualmente vengono
eliminati.
Definizione specifica l’oggetto
Le varie scuole di pensiero non si caratterizzano per di indagine, ma per gli specifici
strumenti di osservazione e misurazione. La specifica definizione di oggetto deriva, dunque, dallo
5
strumento con cui intendo misurarlo. Per esempio,
a) Quando il metodo usato è quello dell’introspezione, per gli psicologi l’oggetto della
psicologia è la vita psichica.
b) Psicoanalisi: l’oggetto di studio per eccellenza è l’inconscio. In questo caso, il metodo di
introspezione non basta, non viene usato questo metodo.
c) Comportamentismo: per questo studiosi il vero oggetto della psicologia è il comportamento
osservabile e misurabile. Questa non è un’altra psicologia che si genera, è semplicemente un
approccio che si focalizza sul comportamento manifesto.
d) Per altri psicologi invece non si può compiere ricerca ignorando i concomitanti stati
fisiologici.
e) Cognitivismo moderno: ritiene che vadano studiati gli eventi mentali, i processi cognitivi
elementari, indipendentemente dal grado in cui essi sono accessibili alla coscienza. Anche in
questo caso l’introspezione non viene usata, hanno dovuto costruirsi un altro strumento.
dell’oggetto
Questo fa capire come la definizione specifica è legata al suo tipo di misurazione. Queste
sopra, per esempio, non sono mutualmente escludenti, si focalizzano su aspetti differenti.
4 conoscenze, regole, etica, anche aspetti.
5 Studiare bene Pagina 40 di Incontro con la psicologia. 5
Metodi per studiare la vita psichica
La premessa è che, per studiare qualcosa, devo:
1) Avere uno strumento per rilevarla.
2) Conoscere i limiti e gli ambiti di applicazione degli strumenti. Questo ci permette di non
arrivare a delle conclusioni sbagliate.
I metodo: introspezione d’animo
Il primo approccio è quello della introspezione, in cui si osservano gli stati dentro di sé e li
L’introspezione “guardare sé”
si descrivono. viene definita come il dentro di per cogliere gli elementi
della propria vita psichica. Questa è considerata la via più diretta per accedervi alla vita psichica.
→Il metodo presenta diversi vantaggi:
1) Possibilità di pervenire direttamente al cuore della vita psichica (esempio pag. 13) quella che
è l’esperienza in un dato momento.
2) La possibilità di ritrovare un riferimento diretto, concreto e personale ai concetti psicologici:
il poterli descrivere mi permette inoltre di utilizzare direttamente questi concetti.
→Tuttavia, vi sono anche degli svantaggi:
6
1) La soggettività (p. 12, p. 33 seg.) Ogni persona percepisce e indaga diversamente ogni
fenomeno. Se io volessi studiare un dato fenomeno, per esempio, vedrei che alcuni soggetti
coglierebbero taluni aspetti e altri degli aspetti diversi
7
2) Posso indagare solo stati di coscienza (es. pp. 16, 17). Posso descrivere solo quello che è
chiaro e nitido nella mia coscienza, intesa come consapevolezza. Non posso dunque
descrivere i processi automatici di cui non sono consapevole. Questo è un forte limite per
analizzare alcuni comportamenti e.g. lettura, in cui posso descrivere la direzione dello
sguardo ma non sono consapevole di alcuni movimenti dell’occhio di cui non sono
consapevole. Tali movimenti involontari devono quindi essere rilevati con altri strumenti
3) Il fatto che osservando la nostra psiche essa risulti modificata dall’atto stesso di essere
osservata. Inoltre, molte volte il soggetto non ha i concetti e le conoscenze per descrivere il
proprio stato d’animo
4) La scomposizione di eventi psichici che perdono dinamicità e unicità. Questo fattore è
collegato al precedente. Per ovviare a questo problema, gli strutturalisti cercarono un
metodo per uscire dalla soggettività, in modo da descrivere dettagliatamente quello che
stiamo vivendo. Dall’altro lato però, si perde il significato unitario. Come sempre, prima si
deve capire il funzionamento generale di un fenomeno, e poi si considerano le minori
differenze individuali
6 La soggettività è importante da tenere in considerazione. Se devo studiare un dato fenomeno psicologico e stilare una
legge universale, lo devo fare al netto delle differenze individuali, altrimenti vorrebbe dire che non sto studiando
adeguatamente il fenomeno.
7 La psicanalisi non si può dire che usi l’introspezione. La psicanalisi, infatti, usa sì i resoconti verbali dei pazienti ma,
usando delle specifiche tecniche, oltrepassa l’introspezione e arriva all’inconscio.
6
Ambiti applicativi introspezione
Quello che si deve notare è che tale metodo non viene impiegato solamente per la ricerca, ma è
utilizzato anche in clinica medica. Un esempio sono i questionari self-report. Clinica e ricerca sono
due aspetti della stessa medaglia. Il rischio in questo caso è di bias più o meno volontario, e.g.
dell’arruolamento
questionario che veniva dato nel momento obbligatorio per verificare che non ci
8
fossero delle psicosi: molti mentivano volontariamente per essere riformati.
Superamento dei limiti
1) Ottenere osservazioni ripetute corrispondenti sulla stessa persona.
2) Resoconti introspettivi che combacino con quelli di altri individui: legge generale della
percezione, e.g. triangolo di Kanizsa. Il limite dell’introspezione è la razionalizzazione. Gli
strutturalisti chiamavano questo bias errore dello stimolo. Nel momento in cui inizio a
razionalizzare non sono più dentro una forma genuina di introspezione. Nel caso del
triangolo, l’introspezione sarebbe descrivere il triangolo che inevitabilmente si percepisce.
Cercare di capire il perché si percepisca il triangolo è una razionalizzazione e dunque non c’è
più introspezione. I gestalstisti si sono chiesti: è più oggettivo descrivere il triangolo che vedo
oppure il fenomeno c
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