Estratto del documento

Psicologia generale - prima parte

Introduzione, storia, comportamentismo

Indipendentemente dalla persona, la psiche ha una sua corporeità. Il termine psiche, dal greco psichein, significa "farfalla", "soffio leggero", "ultimo respiro". La psiche è l’ultima esalazione prima di morire. Nell’antica Grecia la psiche era quella parte della persona che prendeva forma ed identità solo nel momento della morte. Il legame fra il corpo e la psiche, quando l’individuo era vivo, non era rilevante. Oggi il termine psiche si è evoluto fino ad essere definito, nel linguaggio comune, una sorta di unione fra mente ed emozioni. Questa unione può essere accettata solo in un contesto non professionale e puramente scientifico.

La psicologia non è una narrazione, una riflessione filosofica, un’argomentazione scolastica: è una disciplina scientifica che studia la mente e i comportamenti umani. La memoria, il linguaggio, possono variare da individuo ad individuo, ma i funzionamenti della mente umana, quando analizzati in modo cognitivo, sono gli stessi per ognuno di noi. La psicologia spiega le cause di un determinato comportamento. Lo studio della mente umana avviene tramite l’osservazione del comportamento di un individuo.

La psicologia generale, appunto, studia proprio i meccanismi cognitivi e del comportamento. Il comportamento umano è molto ricco: esso varia a seconda delle situazioni in cui ci troviamo. Sia il contesto sociale, che quello evolutivo, determinano alcune caratteristiche del nostro agire. Le varie psicologie mettono a fuoco punti di vista diversi dell’individuo. La psicologia cognitiva si occupa di come funziona la memoria, il pensiero, il linguaggio, la percezione. Altre psicologie sono quella sociale, clinica, quella dello sviluppo, del lavoro, la neuropsicologia.

Dostoevskij conclude il suo romanzo "Demoni" con una frase interessante, rivolta al protagonista: "maledetto psicologo". Un prelato era riuscito ad intuire i pensieri del protagonista. Nella seconda metà dell’Ottocento, anno di pubblicazione del romanzo, non esiste ancora la psicologia. Lo psicologo assume la valenza di colui che è in grado di capire le intenzioni di chi ha davanti, colui che legge nella mente altrui. Questo è uno stereotipo duro a morire: quando noi attualmente parliamo di psicologia ci riferiamo allo studio di un aspetto relazionale fra la persona e il mondo.

La psicologia si identifica sempre con la psicologia clinica, a sua volta interpretata come psichiatria. Mentre psicologia clinica analitica e dinamica, assumono lo stesso valore. In realtà, lo psichiatra ha una base medica e può somministrare farmaci al paziente, al contrario dello psicologo clinico. La psicologia analitica spiega la psiche umana sulla base del modello freudiano sull’esistenza dell’inconscio, mentre quella dinamica prende i fondamenti dall’ipotesi di Hume. La psicologia analitica è un modello psicodinamico, ma di Hume, non di Freud.

La psicologia ha delle radici storiche molto antiche. Cartesio, o Descartes, prepara nel Seicento le prime basi per lo sviluppo della psicologia. Figlio di una famiglia ricca, non ha avuto bisogno di lavorare nella sua vita. Dagli 8 ai 16 anni viene formato in un istituto di gesuiti. La sua radice religiosa gli impedirà di fare quel passo fondamentale e laico dell’essere umano. Dai 20 ai 30 anni diventa mercenario: abbandona la Francia e viaggia in Africa. Leggenda narra che, durante una sua campagna, Cartesio abbia avuto, durante un periodo di dormi-veglia, le prime intuizioni matematiche che lo caratterizzeranno per tutta la vita.

Tornato in Francia, decide di vivere poi in Olanda. Cambia 25 case in 20 anni, per poi essere preso dalla regina di Svezia come tutore di suo figlio. Quest’ordine non gli fu consono: morì di polmonite poco dopo, relativamente giovane. L’importante intuizione di Cartesio fu che l’identità dell’individuo è data dalla sinergia fra res extensa e res cogitans, cioè che l’uomo è unione di corpo (materia) e sentimenti (mente).

Nel Medioevo l’aspetto religioso era molto forte. L’uomo non poteva essere oggetto di ricerca e di studio. L’uomo era considerato come emanazione divina, come un gradino inferiore alla perfezione. Erano persino impedite le autopsie. L’introduzione delle due res, però, fa divenire l’uomo oggetto di conoscenza. Il punto di incontro fra le due res è la ghiandola pineale, in quanto unico punto non replicato in entrambi gli emisferi cerebrali.

La psicologia nasce alla fine dell’Ottocento, tradizionalmente a Lipsia nel 1879. Wilhelm Wundt fondò il primo laboratorio di psicologia. L’oggetto analizzato era l’esperienza umana immediata. Ciò che noi percepiamo, sentiamo, ascoltiamo in un dato momento, diventa oggetto della psicologia. L’esperienza umana non deve essere studiata nel suo funzionamento globale, ma in particolari momenti. Lo studio avviene tramite la tecnica introspettiva.

L’introspezione è una procedura tramite cui il soggetto esprime le sensazioni che gli suscita uno stimolo esterno, senza utilizzare competenze di cui è già possessore. Si contrapponeva lo scoglio del linguaggio: le cose in sé non hanno nomi, ma sono categorizzate per convenzione e, quindi, impossibile diventava studiare l’esperienza immediata. Il linguaggio è uno strumento mediatico che inibisce l’immediatezza della descrizione. Questo modello teorico viene detto strutturalismo.

L’unico allievo di Wundt sarà Teachner, che continua a lavorare sulle teorie del maestro aprendo un secondo laboratorio sempre in Europa. Il loro scopo era quello di individuare i singoli elementi costitutivi della mente, in modo da poter capire la struttura della mente. Lo scopo dello psicologo era quello di rilevare le microcomponenti della mente umana, che, nell’atto dell’interazione, attivano la mente. Si chiama strutturalismo in quanto studia il funzionamento della mente umana.

Altra scuola, opposta allo strutturalismo, è il funzionalismo, fondato da James negli Stati Uniti. Cambiano le condizioni storiche, politiche, economiche. La grande missione del nuovo continente è quella di trovare le migliori forme possibili di adattamento all’ambiente. La struttura diventa irrilevante a confronto del funzionamento. Il funzionalismo studia le operazioni mentali, non le strutture mentali. James scrisse i principi della psicologia, illustrando tutti i processi del funzionalismo.

Il funzionalismo è una scuola che nasce negli Stati Uniti ed è legata al fatto che l’America è un continente nuovo, privo di storia, filosofia, cultura e riflessioni su sé. L’oggetto di interesse si sposta: non interessa la persona in sé, ma come una persona si possa adattare all’ambiente nuovo.

Dopo il funzionalismo, nasce il comportamentismo, che segnerà la prima grande rivoluzione della psicologia. Il comportamentismo classico nasce con Watson negli Stati Uniti, dopo la pubblicazione di un articolo del 1913 "La psicologia come la vede un comportamentista". L’oggetto di studio diventa il comportamento dell’individuo: tramite il comportamento di una persona, riusciamo ad individuare le dinamiche della sua mente. Ciò che l’uomo fa è l’unico possibile oggetto di studio.

Questo perché quando l’uomo agisce manifesta chiaramente le sue intenzioni, mentre le dinamiche interne, siano esse presenti o meno, non sono visibili e quindi non quantificabili. La misura definisce la differenza fra una disciplina umanistica e una disciplina scientifica. L’aspetto rivoluzionario è dato dunque da due elementi: lo studio del comportamento esterno e il poterlo misurare. Il comportamento per Watson non è altro che una serie di associazioni fra stimoli e risposte: ciò non significa che l’uomo è fatto di stimoli e risposte, ma che lo psicologo studia gli stimoli e le risposte presenti in un uomo.

Il comportamento è un dato pubblico, principale mezzo di adattamento all’ambiente. Il comportamentismo di Watson è classico, quello di Skinner è radicale. Skinner declina il modello teorico di Watson in un modello pratico di applicazione sull’uomo. Watson è un teorico. Skinner parte dal modello teorico e agisce sull’uomo. La sua teoria dice che l’uomo agisce in base al rinforzo o alla punizione, che sono due variabili che interagiscono con l’associazione stimolo-risposta. Il rinforzo associa, la punizione dissocia.

Questa visione toglie automaticamente l’innatismo. Alla nostra nascita siamo una tabula rasa dove, andando avanti, apprendiamo o disapprendiamo a seconda di ciò che ci viene insegnato. Non esiste un uomo buono o cattivo, intelligente o stupido. L’uomo diventa così in base alle condizioni in cui cresce. "Io sono ciò che gli altri mi hanno insegnato ad essere". Questo apprendimento avviene perché inizialmente sono una tabula rasa. Non esiste nessun elemento innato.

La società è formata da soggetti che erogano rinforzi o punizioni del nostro comportamento. Secondo Skinner esistono sei agenzie di controllo che ci aiutano a diventare ciò che siamo: la famiglia, l’educazione scolastica, l’economia, la legge, la chiesa, la psicoterapia. Le agenzie di controllo funzionano perché fra loro sono coerenti. La sesta agenzia di controllo agisce solo quando nell’individuo si avvertono squilibri di comportamento. Le agenzie fra loro non sono incoerenti. Può capitare, però, che qualcuna voglia prevalere su altre: quando il potere si vuole unico e non condiviso, accadono le rivoluzioni.

Il comportamento è determinato dalla storia personale: libertà, volontà e libero arbitrio non fanno parte del comportamentismo radicale di Skinner. Io faccio una cosa perché sono stato educato a farla. Esistono persone lodevoli agli occhi della società, persone invece che agiscono contro di essa: questo non avviene perché esistono anime moralmente buone o cattive, intelligenti o stupide, avviene perché esistono rinforzi e punizioni. Skinner non nega l’esistenza di affetti ed emozioni.

Ciò che noi siamo è il resoconto della nostra storia. Skinner sviluppa un programma di condizionamento operante, introducendo la Skinner box. Spiegare un comportamento significa capire il perché si è stabilito un determinato comportamento rispetto ad un altro, capire quali sono stati i rinforzi e le punizioni della persona. Le sensazioni e i pensieri sono stimoli privati capaci di controllare il comportamento, quindi vanno inclusi nell’analisi comportamentistica. I rinforzi e le punizioni non sono solo oggettivi, esterni, fisici, ma sono anche interni a noi: il senso di colpa, l’orgoglio, l’autostima. I valori derivano dall’adattabilità dell’ambiente in cui viviamo, non sono morali.

Quando cresciamo in un’agenzia di controllo, dipendiamo da essa affettivamente ed emotivamente. Nella nostra società bisogna voler bene ai genitori. Questo permette il funzionamento civile. Queste regole di vita sono condivise da tutte le gerarchie. Secondo Skinner in questa struttura rigida e prederminata, io posso provare rabbia nei confronti dei genitori, in quanto mi fanno acquisire dei comportamenti che non vorrei, ma che diventano comunque parte di me. La rabbia genera sensi di colpa verso questi sentimenti aggressivi. Sensi di colpa che sento perché questi sentimenti non dovrebbero esserci nella società. L’odio verso i genitori non farebbe funzionare la società.

Gli affetti e le emozioni rientrano nel comportamento appreso. Non sono visibili, ma non per questo sono meno importanti nella determinazione di un atteggiamento. L’impulso aggressivo, dato dalla sopravvivenza, è già presente nell’uomo in quanto innato. Un crimine reiterato è un comportamento fallito. C’è qualcosa che non funziona. Possiamo interessarci alla storia dell’individuo per ricerca scientifica, ma bisogna operare punendolo affinché smetta. Farlo smettere con la punizione. Quando uno devia dal contesto, è perché i genitori lo hanno confuso fin dalla nascita.

La colpa non esiste. In questo conflitto decisionale da cui da solo non può uscire, compie qualcosa che lo pacifica. Il senso di colpa è un affetto interno ed invisibile, che opera punendo l’individuo. Skinner scrisse "Oltre la libertà e la dignità", affermando che, libertà e dignità, sono concetti passati. Skinner ipotizza che il migliore dei mondi possibili è una società costruita sulla base unicamente di rinforzi. L’infelicità avviene quando coesistono più punizioni che rinforzi. Il comportamento umano è il frutto di un apprendimento su cui si può intervenire.

La seconda rivoluzione della storia della psicologia è la psicoanalisi. Il comportamentismo nasce, vive e cresce negli Stati Uniti, la psicoanalisi in Europa fra fine Ottocento e i primi del Novecento. Il comportamentismo ha come parola chiave l’apprendimento, la psicoanalisi di Freud l’inconscio. La psicoanalisi ha avuto una diffusione mondiale divulgativa. È entrata nel linguaggio comune ed è stata stravolta dalle persone. Le parole hanno un loro spessore semantico. Il modello psicoanalitico è basato essenzialmente sulle parole. Le parole in quel periodo avevano un determinato valore. Oggi quel valore è diminuito e, con esso, anche la forza della psicoanalisi.

Prima di Freud l’interpretazione e la cura delle malattie psichiche era di tipo organico-medico. Scharcot, che lavora a Parigi, Brojer, e Freud iniziano a studiare l’ipnosi come metodo terapeutico. L’ipnosi studia il disturbo umano come mentale, non organico. Gli isterici su cui vennero applicate queste cure ipnotiche si trovarono meglio fin da subito: durante la seduta perdevano la loro posizione ad arco e le loro paralisi. Le posture riprendevano appena terminata l’ipnosi: ciò dimostrava che il problema era di tipo psichico.

Freud

Freud (1856-1939) nasce nell’attuale Ceco Slovacchia, a Friburgo, in una famiglia ebrea e molto numerosa: aveva otto fratelli. Suo padre era commerciante di lana. Dopo essere stato a Lipsia, si trasferisce a Vienna, iscrivendosi all’università di medicina. La sua attenzione si concentrò, prima che sulla psiche, sulla biologia, e, in particolare, sulla fisiologia. Nei suoi periodi di internato imparò le proprietà analgesiche della medicina. Si laurea nel 1881 e nel 1882 si sposa avendo sei figli. L’inizio della sua carriera, per via della povertà familiare, è difficoltoso. La sua amicizia con Scharcot e Broier gli fu molto utile: fu quest’ultimo ad introdurlo nell’alto ceto sociale viennese. Freud, però, per via dei dissidi con Broier, non gli fu mai grato. La sua impronta medica fu fondamentale nelle sue analisi.

La sua prima opera, "Studi sull’isteria" (1895), vendette appena 600 copie. La psicanalisi è una vera rivoluzione epistemologica. Nel 1897, con le sue prime autoanalisi, Freud introduce il suo metodo. In psicologia esistono modelli e teorie in egual modo validi: ognuno di essi affronta un punto di vista differente della realtà. Non esiste un modello più vero dell’altro. I modelli spiegano determinati modelli che non rappresentano la verità ultimativa dell’evento in sé. Il modello psicanalitico, specularmente opposto al comportamentismo, ipotizza l’esistenza di un sistema psichico che non è visibile al mondo esterno.

Il concetto primo e primitivo del modello psicanalitico è la pulsione, questa, che non è puramente psichica, ma anche organica, dimostra quanto valore abbia la formazione medica di Freud. La pulsione è un’energia e, come tutte le energie, tende a scaricarsi, in particolare nel piacere. Ogni uomo vive e si esprime su due pulsioni: quella di vita e quella di morte. Freud sostiene che queste pulsioni sono contemporanee, di segno opposto e tendono a scaricarsi con due finalità diverse. La teoria freudiana si aggiorna mano a mano che procede lo studio sui pazienti.

La pulsione di morte esiste per via di due elementi che portano il paziente a star male: la reiterazione della sofferenza e gli incubi. L’impulso di vita, invece, è caratterizzato dall’atto sessuale e dall’autoconservazione. L’impulso di morte riporta l’individuo ad uno stato inorganico, l’impulso di vita porta lo stesso a difendersi dai mali. Il modello freudiano, come quello comportamentistico, è deterministico. L’uomo è la sua storia e le pulsioni permettono alla persona di adattarsi alla realtà. Le pulsioni si devono scaricare. Le pulsioni funzionano secondo due principi: quello di piacere, che permette alla pulsione di scaricarsi; e quello di realtà, che permette alla pulsione di adattarsi alla realtà. La salute e la malattia psichica per Freud non sono categorie. L’uomo è più o meno sano e più o meno malato, si va per gradi.

Il modello teorizzato da Freud è clinico ed empirico. Il suo metodo finale, dopo l’ipnosi, fu il metodo delle libere associazioni, usato tutt’ora. Il paziente, preferibilmente steso, dice tutto ciò che gli viene in mente, nel modo che preferisce. I contenuti che emergono, in realtà, hanno un loro collegamento. Freud sviluppa due topiche nel corso della sua vita. La prima topica introduce l’inconscio, il conscio e il preconscio. L’elemento inconscio non possiamo riconoscerlo, e questo è ciò che rende l’analisi psicanalitica così complessa e profonda.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 54
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 1 Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 54.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Generale - Appunti esame Pag. 41
1 su 54
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cappello.stravagante di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Giusberti Fiorella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community