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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
Ambito di studio che cerca di comprendere e spiegare in modo scientifico i cambiamenti che si
verificano nel comportamento e nelle capacità cognitive (può essere la memoria) e sociali (emozioni)
dell’individuo nel corso della vita.
Lo sviluppo riguarda tutta l’esistenza, come avviene nel tempo e come le funzioni e i processi psichici si
snodano nel tempo, approccio definito «life span psychology» che riprende questa psicologia che si
occupa di indagare basandosi sull’arco di tutta la vita.
Esso lo esegue:
1. Descrivendo le variazioni dei comportamenti osservati nel bambino, quindi descrive ciò che
vediamo.
2. Indagando i processi che vi stanno alla base di questi comportamenti, quindi si chiede il perché
avvengono e il perché in quei determinati momenti.
COSA VUOL DIRE IN MODO SCIENTIFICO?
Concetto introdotto da Galileo Galilei (1564-1642), introduce il metodo scientifico: un intreccio tra
“sensate esperienze” e di “certe dimostrazioni” (di tipo matematico). Questo modello si estese
gradualmente dalla fisica ad altre discipline, e fu alla base della fondazione dei primi laboratori di
psicologia sperimentale.
Scientifico: Potere utilizzare delle tecniche che ci permette di formulare un’ipotesi per descrivere un
determinato fenomeno, traducendo quel tipo di fenomeno in modo tale di misurarlo in qualche modo.
Esempio per andar a capire come funziona un’emozione noi possiamo formulare un’ipotesi, tipo tutti si
emozionano nello stesso modo e ciò viene eseguito sotto forma di un’ipotesi ma che deve essere
testabile, quindi poterlo tradurlo in un disegno sperimentale e ciò serve per affermare la teoria o
ricercarne delle altre.
Appunto dopo l’ipotesi bisogna eseguire un esperimento in modo tale di prendere una raccolta di dati
sul fenomeno a cui ci riferiamo per poi poter osservare e misurare oggettivamente.
Quindi per approccio scientifico di qualsiasi disciplina è colei che in qualche modo cerca di essere
misurabile attraverso la raccolta di dati oggettivi, esperimenti, i tipi di ipotesi e di teoria che vuole
dimostrare.
DESCRIZIONE E IMMAGINE DEL BAMBINO
La psicologia dello sviluppo si occupa di osservare e descrivere il bambino e il suo sviluppo, ciò dipende
molto dal contento in cui esso si trova, dal periodo storico in cui si si trova. Questa descrizione non è
banale in quanto a studiare in modo più scientifico il loro comportamento e quindi considerarlo diverso
da un adulto è stato Darwin (1809-1882) in cui prende in considerazione la diversità dell’infanzia
dall’età adulta.
I bambini, infatti, venivano visti come adulti in miniatura (erano lavoratori nei campi, nelle fabbriche
o nelle miniere) e proprio per questo non si vedeva la necessità di studiarlo in modo diverso appunto
per come venivano trattati.
Questo cambiamento di approccio di studiare l’infanzia è stato un’importante passo, fondamentale per
comprendere come avvengono alcune funzioni cognitive quindi basandosi su un valore psicologico.
Cambiando l’immagine del bambino, ha avuto anche una importante conseguenza di tipo sociale-
politico, infatti dal momento in cui si è visto che il bambino ha una sua unica identità, ha permesso di
1
mettere in atto le prime leggi contro il lavoro minorile proprio perché andava tutelato e trattato in
modo diverso a confronto di un uomo.
DESCRIZIONE E IMMAGINE DEL BAMBINO OGGI
Oggi possiamo affermare che c’è una maggior cura per i bambini e ciò ha portato ad avere più attenzione
a certe tematiche come: la salute e il benessere di un bambino sia di tipo psichico che fisico (abilità o
sviluppo tipico o atipico). Si si concentra anche sul parenting cioè il come ci prendiamo cura di loro che
generalmente è riferito ai genitori ma non sempre (in caso di un lutto dei genitori, si si riferisce ad
un’altra persona di sua responsabilità) e ovviamente per quanto riguarda la tematica dell’educazione
del bambino riferendoci a chi se ne prende cura in ambito formativo, con i modelli che lo formano dal
nido fino alle scuole secondarie.
Tutte queste tematiche vengono influenzate dal contesto socioculturale, ovvero il setting dove avviene
questo tipo di sviluppo (luogo), ovviamente anche da parte dai fattori storici, economici, sociali e
culturali a cui possiamo far riferimento alle diverse tradizioni e religioni.
PROCESSI DELLO SVILUPPO
Parliamo di Processi in quanto appunto ci riferiamo ad una psicologia dello sviluppo che guarda a tutto
l’arco della vita, quindi a qualcosa che cambia e si sviluppa.
Per sviluppo si parla di interazione tra tre processi che sono ovviamente correlati tra di loro, essi sono:
1. Processi biologici: cambiamenti del corpo dell’individuo
2. Processi cognitivi: come cambia il modo di pensare (come si sviluppa il linguaggio e come
cambia nel corso degli anni fino all’età adulta)
3. Processi socio-emotivi: come sono i cambiamenti nel modo di interagire di un bambino con
altre persone, per esempio il bambino è inizialmente molto introverso e con il passare degli anni
e la crescita diventa estroverso. Oppure come il bambino interagisce, in uno stesso momento
della sua vita, con la mamma, con il papà, con la tata ecc.
La relazione tra questi tre processi è ovvia in quanto, per esempio, se un bambino presenta un deficit di
tipo biologico (un bambino con malformazione alla mano) la sua capacità di condizione motoria sarà
sicuramente influenzato da questo aspetto. Sono tre processi che sono completamente inter correlati.
PERIODO DI SVILUPPO -1
Appunto perché gli psicologi dello sviluppo si basano sul processo, si parla di periodo critico cioè
l’ipotizzare per ogni determinata funzione o abilità vi è un periodo particolare in cui l’individuo deve
essere esposto ad una determinata esperienza perché acquisisca la determinata abilità, quindi per
raggiungere uno sviluppo. Per ogni abilità cognitiva o funziona vengono stabiliti determinati periodi
critici, cioè il momento giusto di fare quella esperienza.
(Ci sono studi che dimostrano che se un bambino si è trasferito in un altro paese prima dei sette anni,
quindi ha dovuto imparare un’altra lingua, da adulto avrà una maggior facilità ad imparare la seconda
lingua e parlarla come un nativo)
Tutto ciò oggi viene messa un po' in discussione in quanto si parli più di periodo sensibile cioè si tende
ad essere meno rigidi sullo stabilire il momento giusto, si parla più di probabilità. Cioè con periodo
critico si parla più che se in quel determinato periodo non viene effettuato quella determinata
esperienza lo sviluppo non avverrà più, al giorno d’oggi invece si dice che in quel determinato periodo
ci sia maggiore probabilità ma se l’esperienza non viene effettuata lo sviluppo può ancora avvenire.
PERIODO DI SVILUPPO -2
Per fare uno studio più accurato bisogna fare delle categorie e per ogni periodo la psicologia dello
sviluppo stabilisce quali sono le esperienze e gli sviluppi che devono avvenire per ogni fascia, ed essi
vengono definiti: 2
! Periodo prenatale: in questo caso si parla più di un processo di tipo biologico ma si è visto che
determinati aspetti socio-emotivi che possono accadere alla mamma in quel periodo (fumo,
determinati traumi o lutti) possono avere delle conseguenze negli sviluppi cognitivo del
bambino (dal concepimento alla nascita, 9 mesi).
! Prima infanzia: va dalla nascita fino ad un anno e mezzo due. Quindi il periodo che va dalla
nascita fino a quando il bambino inizia a fare delle esperienze al di fuori del contesto famigliare.
! Seconda infanzia: periodo della scuola materna.
! Fanciullezza: periodo che include l’inizio della frequentazione della scuola primaria (periodo
scolare).
! Adolescenza: periodo di transizione dell’infanzia all’inizio della vita adulta (ai 10-12 fino circa
tra 18-22 anni).
Per ognuno di queste fasi posso stabilire appunto determinati sviluppi, cambiamenti che il bambino
deve fare e se ciò avviene nella fascia stabilita noi parliamo di uno sviluppo tipico, al contrario parleremo
di sviluppo atipico.
CONCETTI E DIBATTITI RELATIVI ALLA PSICOLOGIA
DELLO SVILUPPO
All’interno della psicologia dello sviluppo ci sono concetti e dibattiti importanti come quello tra natura
o coltura: nel cercare di spiegare e capire se una determinata condizione cognitiva è influenzata
maggiormente dalla natura (l’eredità biologica di un organismo) o dalla cultura (le influenze ambientali
a cui è esposto l’individuo). Ad esempio, se un bambino è più o meno intelligente dipende dalla natura,
cioè dai genitori, o dalle influenze e esperienze esterne come frequentare una determinata scuola. Il
fatto di spiegare una determinata condizione cognitiva varia in base a quale dei due aspetti si da più
peso (dibattito chiamato anche di innato o acquisito).
Un ulteriore dibattito si ha sulla continuità o discontinuità di un processo o sviluppo. Questo dibattito
è volto a determinare se lo sviluppo è caratterizzato dalla continuità cioè costituito da cambiamenti
graduali o comulativi; oppure se uno sviluppo è caratterizzato dalla discontinuità cioè in cui vengono
rilevate delle fasce ben distinte. In uno sviluppo discontinuo è più facile individuare in quale fase di
sviluppo dell’individuo preso in considerazione.
Un altro dibattito tratta sul dominio-generale o dominio-specifico. Gli psicologi che sostengono il
dominio-generale ritengono che i processi di sviluppo possano avere un impatto sulla formazione di
un’ampia serie di competenze. Si acquisisce una competenza completamente differente da un’altra ma
la condiziona. Chi parla di dominio-specifico sostiene che i processi di sviluppo delle singole abilità
avvengono in maniera indipendente (separati) quindi non c’è nessun impatto tra l’abilita acquisita e
un'altra competenza.
La strategia migliore per valutare le questioni legate allo sviluppo consiste nel controbilanciare i diversi
aspetti relativi alla natura-cultura, discontinuità-continuità, prime esperienze ed esperienze successive.
Inoltre, dipende da bambino e bambino, quindi non è consigliato di assumere una posizione estremista.
Assumere appunto una posizione estremista nei confronti di questi temi sembra essere poco
costruttivo. può̀ continuità̀
Inoltre lo sviluppo non essere ricondotto unicamente alla natura o alla cultura, alla o alla
discontinuità̀ , o alle prime esperienze o esperienze successive (Gottlieb, 2004; Overton, 2004) 3
LA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO RISPONDE A TRE ORDINI
DI DOMANDE: come, quando e perché
1. Come Come viene lo sviluppo di…? Riguarda i modi di comportamento dei bambini (come
à
viene lo sviluppo motorio, di camminare, come disegnare una figura ecc.)
2. Quando Quando avviene lo sviluppo di…? Riguarda più l’aspetto tipico-atipico, se avviene in
à
un momento giusto o in un determinato momento.
3. Perché Perché lo sviluppo di… avviene a una certa età e secondo certe modalità? Riguarda la
à
spiegazione dei comportamenti e dei cambiamenti con l’età. Cerca di comprendere le cause dello
sviluppo.
Il Come e il Quando si riferiscono alla descrizione dello sviluppo, quindi sta solo nell’osservare il
soggetto. Il Perché è più complicato in quanto cerca di dare una spiegazione dello sviluppo.
Cosa è la psicologia generale?
PSICOLOGIA IN GENERALE
Non è un “riassunto" di tutti i settori della psicologia. Viene chiamata anche psicologia cognitiva.
1. Ef LO STUDIO SCIENTIFICO DELLE FUNZIONI PSICOLOGICHE DI BASE (Processi interno, memoria,
linguaggio, emozione ecc.) E IL COMPORTAMENTO UMANO (Processo esterno) ATTRAVERSO
METODOLOGIE SPERIMENTALI.
È una branca della psicologia che si occupa di indagare le nostre attività e tali di base, lo fa in modo
scientifico o utilizzando le seguenti tre tipologie di sperimentazione.
FUNZIONI PSICOLOGICHE DI BASE
Si dividono in funzione cognitive di basso livello (percezioni sensoriali) e funzioni cognitive superiori
perché́
(ragionamento e linguaggio). Vengono anche chiamate “processi interiori” non visibili
direttamente.
Sensazione e Percezione
• Attenzione e coscienza
• Memoria
• Apprendimento
• Il linguaggio e comunicazione
• Ragionamento
• Emozioni
• Intelligenza
•
COMPORTAMENTO
Per comportamento intendiamo una serie di azioni e risposte ad un’altra azione che possiamo osservare
perché́
direttamente. In questo caso parliamo di “processi esterni” visibili direttamente. Noi osserviamo
i processi esterni, i comportamenti, che si basano su processi interni che non possiamo vedere.
METODOLOGIE SPERIMENTALI 4
Le metodologie sperimentali usate nella psicologia generale sono diverse e danno un risultato
differente. I processi cognitivi sono studiati in differenti ambiti, usando differenti approcci e metodi
d’indagine:
Studi comportamentali
• — tempi di reazione cioè il termine di risposta per compiere il
compito richiesto (per esempio testare la memoria di un soggetto o paragonando due soggetti
differenti di età). Per noi psicologici noi intendiamo distinguere all'interno della stessa funzione
una più difficile da una meno difficile, oppure possiamo testare la memoria di una persona
rispetto ad un'altra (giovane, vecchio).
Studi neuropsicologici
• — pazienti con lesioni cerebrali (per esempio un soggetto che a causa
di un trauma cranico, tumore ecc. che hanno una lesione in una determinata area celebrale).
Questo perché c'è una stretta correlazione tra le funzioni cognitive è l'attività neurale. Con gli
studi neuropsicologici, su persone con una lesione, si riesce a vedere il corrispettivo tra una
determinata area celebrale e la sua funzione cognitiva.
Studi di neuroimmaging
• (Studi di visualizzazione cerebrale) Utilizzare delle tecniche di
neurovisualizzazione si possono indagare sul corrispettivo tra una determinata area celebrale e
la sua funzione cognitiva di persone sane. Per esempio, con la risonanza magnetica con l'utilizzo
di occhialini dove vengono trasmesse delle immagini, fagli fare un compito, quindi posso
contemporaneamente eseguire uno studio comportamentale abbinato alla registrazione di
visualizzazione celebrare. Quindi vedere i tempi di reazione più quale aree celebrali si attivano
in quel determinato momento.
Nessun approccio e metodo sono esaustivi, ma sono complementari!!
CENNI STORICI: LE BASI DELLA SCIENZA
PSICOLOGICA
La psicologia scientifica è ufficialmente nata in Europa nella seconda del metà ‘800, in Germania, e si è
successivamente diffusa negli Stati Uniti e in gran parte del mondo.
Ma in occidente, filosofi, uomini di scienza e di cultura, fin dall’antichità, si sono occupati di capire se
stessi e al centro di questa riflessione c’è il così detto problema mente-corpo. Si ponevano questa
domanda:
LA MENTE È UN ENTITA’ SEPARATA DAL CORPO OPPURE UNA PARTE DELL’ATTIVITÀ DEL CORPO?
IL DILEMMA ANIMA (mente) E CORPO (cervello)
NELLA FILOSOFIA
Fin dai suoi albori in Grecia, ci si interroga infatti della relazione tra stati mentali e stati fisici (filosofia
della mente). Si ha il dilemma tra anima che oggi noi chiamiamo mente e il corpo, oggi per noi cervello.
cioè̀
Platone sosteneva l’innatismo, credeva che certi tipi di conoscenze siano innati. Per Platone l‘anima
(la mente) è l‘essenza dell‘uomo, è distante dal corpo, è immortale. Quindi tutto ciò che era importante
nella vita dell’uomo era l’anima, cioè la mente; Sosteneva che il corpo, cioè il cervello, aveva un ruolo
secondario. L‘anima da vita, è vita.
Aristotele, allievo di Platone, sosteneva che anima e corpo non erano entità separabili e quindi si inizia
ad avere l'idea che ci sia un forte legame tra anima e corpo, mente e cervello. Erano tutte affermazioni
filosofiche perché non vi erano gli studi scientifici.
Dalla Magna Grecia al Rinascimento: Il Cristianesimo ed il
periodo buio
Dopo la magna Grecia, con l'avvento del Cristianesimo si ha un periodo buio e bisogna aspettare il
Rinascimento per tornare ad avere dei dibattiti di tipo filosofico sui temi di cui ci occupiamo. 5
Questo perché nel periodo del cristianesimo e del Medioevo era tutto centrato su Dio. L’uomo è
• considerato l’emanazione divina, essere umano visto come al di sopra della natura e vicino a Dio.
Era un qualcosa che non poteva essere studiato.
Interdizione allo studio dell’essere umano (dal punto di vista mentale). Lo studio dell’uomo
• viene visto con sospetto.
L’unica disciplina che in quel periodo poteva occuparsi di particolari tematiche era la Teologia
• come unico approccio (la psicologia, come molte altre discipline, veniva considerata subordinata
alla teologia).
Si era istituito il Tribunale dell’inquisizione: A causa della sua vicinanza con dio, l’uomo non
poteva essere studiato né a livello corporeo nè a livello biologico. Non si potevano fare
determinati dibattici come quelli di Platone e Aristotele.
CARTESIO E IL DUALISMO
Per tornare a svolgere questi dibattici bisogna aspettare il Rinascimento con Cartesio. Cartesio si occupò
del problema mente-corpo: teorizzava una separazione netta tra mente e corpo. Infatti, parla di res
extensa (materia-corpo) e res cogitans (mente). Secondo lui l'uomo si definiva solo come persona
pensante, per essere deve pensare
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