Psicologia generale
La scienza del senso comune
La teoria ingenua è l’associazione di un comportamento a una situazione o uno stato mentale, fondata sulla personale esperienza. La differenza con la teoria scientifica sta nel metodo di controllo delle spiegazioni. Per costruire teorie scientifiche si usa il metodo sperimentale per giungere a conclusioni più precise.
Sensazione e percezione
La sensazione è l’impressione soggettiva dello stimolo a una data intensità. Lo stimolo a sua volta è la manifestazione delle diverse forme di energia e viene percepito attraverso la sensibilità umana solo a una certa intensità. Gli stimoli fanno riferimento a una soglia assoluta, sopra la quale vengono recepiti e si distingue tra stimoli sovra liminari, che superano tale soglia, e stimoli infraliminari, che non la superano e non vengono recepiti.
Il momento della ricezione degli stimoli si chiama soglia assoluta iniziale, mentre per soglia assoluta terminale si intende quella sopra la quale gli stimoli colpiscono altri sensi e con cui si avvertono i dolori. A differenza di quella assoluta, la soglia differenziale è la variazione d'intensità tra due stimoli e si misura con tre metodi:
- Metodo dei limiti, che comprende due serie di stimoli, ascendente e discendente. Questo metodo presenta errori tra cui quello di abitudine, in cui i valori di soglia tendono a essere diversi.
- Metodo dell'aggiustamento, in cui il soggetto aggiusta l'intensità di uno stimolo fino alla ricezione.
- Metodo degli stimoli costanti, che è la presentazione di una serie di stimoli di varia intensità, secondo cui la soglia corrisponde allo stimolo che viene recepito il 50% delle volte.
La misurazione della soglia differenziale è determinata da una coppia di stimoli, uno standard e costante, e uno di confronto. Ci sono due tipi di errori in questo tipo di procedimento: l’errore del campione, in cui lo stimolo standard è sovrastimato rispetto all'altro e l’errore di posizione, in cui se gli stimoli sono collocati in spazi diversi, ci può essere una sovrastima di uno dei due.
Secondo la teoria ingenua, ciò che percepiamo è una riproduzione della realtà, il cosiddetto realismo ingenuo. Gli oggetti e gli eventi del mondo circostante producono radiazioni luminose, sonore o di altra natura, di varia intensità e frequenza, le stimolazioni distali, che suscitano negli apparati recettivi precise sollecitazioni, le stimolazioni prossimali. Se sufficientemente intensa, quest’ultima viene trasmessa in una regione cerebrale sotto forma di messaggio nervoso nell'area di proiezione.
Teorie della percezione
La percezione è l’impressione della presenza di determinate forme della realtà ambientale, considerata con diverse teorie.
La teoria empiristica di Helmholtz riguarda la percezione di dati sensoriali come pezzi di puzzle, uniti per associazione ed esperienza. Nell’adulto tali processi sono automatici e agiscono come inferenza inconscia.
Con la scuola Gestalt, la percezione viene intesa come organizzazione delle diverse “forze” di uno stimolo che, mediante il principio di unificazione, danno origine a una “figura sullo sfondo”.
Il movimento del New Look è una percezione organizzata da fattori interni ed esterni quali bisogni, stati d'animo, aspettative e motivazioni. Un esempio è dato da Bruner, che verificò come bambini di disagiate condizioni percepivano più grande la moneta da mezzo dollaro rispetto a un disco di cartone di uguali dimensioni, compiendo una classificazione dello stimolo.
La teoria ecologica di Gibson riguarda informazioni già contenute nello stimolo: il soggetto deve cogliere queste informazioni nell'ambiente circostante: il cosiddetto approccio ecologico.
La teoria computazionale di Marr riguarda la codificazione delle immagini tramite la variazione d'intensità. Si compone di tre fasi: abbozzo primario, cioè linee, punti e barre; abbozzo a 2D e ½, cioè movimento e ombre; abbozzo a 3D, in cui il sistema visivo costruisce un volume.
Secondo la teoria della figura e sfondo la figura ha forma, lo sfondo è amorfo e non c'è figura senza sfondo. Questa teoria si compone di quattro fattori: di inclusione, in cui è figura la regione inclusa, di convessità, in cui è figura la regione convessa, area relativa, in cui è figura la regione d'area minore, orientamento, in cui è figura la regione con assi orientati in direzione dello spazio percettivo.
Altra teoria è quella della segmentazione del campo visivo, che segue i principi di Wertheimer: vicinanza, in cui si unificano elementi vicini, somiglianza, in cui si unificano elementi simili, destino comune, in cui si unificano elementi di stesso tipo e direzione di movimento, buona direzione, in cui si unificano elementi con direzione continua, chiusura, in cui si unificano elementi che si chiudono tra loro, pregnanza, in cui sono preferite configurazioni più semplici e stabili. Infine la proprietà del tutto è la teoria secondo cui il tutto è più della somma delle singole parti.
Noi percepiamo oggetti statici, ma anche quelli in movimento. La percezione del movimento è un processo complesso, regolato da meccanismi fisiologici. La percezione del movimento reale consiste nel cogliere nel tempo gli spostamenti reali di un oggetto rispetto ad altri immobili. Questa concezione non è sufficiente se si considera la percezione del movimento indotto. Se viene mostrato un rettangolo al cui interno si trova un punto luminoso e il rettangolo è spostato in una determinata direzione, l’osservatore percepisce il movimento del punto incluso in direzione opposta a quella del rettangolo, perché direzione e velocità del movimento dipendono dal sistema di riferimento e dal rapporto fra elemento inducente e indotto.
Coscienza e attenzione
Coscienza e attenzione sono dimensioni psicologiche che costituiscono condizioni essenziali per lo svolgimento di altre capacità psichiche del soggetto. La coscienza è la consapevolezza degli stimoli esterni ed interni da parte del soggetto e ha natura selettiva. Essa si manifesta in:
- Consapevolezza percettiva e cognitiva, cioè capacità di rispondere agli stimoli dell'ambiente. L’individuo è consapevole di quanto accade in lui e intorno a lui.
- Controllo dei processi cognitivi, attraverso un sistema di rilevazione degli errori che modifica o interrompe l'esecuzione di un'attività erronea.
- Consapevolezza meta-cognitiva e autocoscienza: l'individuo non solo sa certe cose ma sa di saperle ed è capace di autoriflessione.
- La coscienza esternalizzata, cioè la proiezione all'esterno della propria coscienza.
Anche se la coscienza è un flusso continuo, non tutte le attività psichiche sono consapevoli, ma possono affidarsi all’inconscio. Nell’ambito dell’elaborazione delle informazioni si è distinto tra conoscenze proposizionali, che stabiliscono una relazione fra due idee e riguardano i contenuti della vita quotidiana (il cosa), e conoscenze procedurali, che concernono i processi con cui sono svolti i compiti della vita quotidiana (il come).
Si distingue tra:
- Processamento automatico delle informazioni, che è rapido, fluido e difficile da modificare e che permette di svolgere attività senza richiedere memoria a breve termine.
- Processamento controllato delle informazioni, che è lento, richiede attenzione e impegno ed è accompagnato da errori; inoltre non si può svolgere un altro compito contemporaneamente.
L’attenzione è l’insieme di dispositivi e meccanismi che consentono di concentrare e focalizzare le proprie risorse mentali su alcune informazioni piuttosto che su altre. Il soggetto è in grado di selezionare uno stimolo e orientarvi l’attenzione. Entro questo processo si è soliti distinguere fra: orientamento volontario, in cui il soggetto si focalizza su un bersaglio in modo consapevole, e orientamento automatico, in cui il soggetto si focalizza sull'oggetto in movimento. In entrambi i casi il soggetto mette a fuoco.
L'attenzione selettiva comporta una serie di competenze. Vi è l’integrazione, che è la capacità di relazionare i diversi aspetti dello stimolo; il filtraggio, cioè la capacità di ignorare le informazioni non rilevanti; la ricerca, cioè la capacità di individuare un oggetto nel campo visivo; il priming, che consiste nella regolazione con cui l'elaborazione di informazioni precedente influenza quella successiva; enumerazione visiva, con cui il soggetto può precisare il numero di immagini-target in una serie spaziale in modo automatico.
A questo scopo bisogna tener presente alcuni effetti:
- Effetto Simon, secondo cui un soggetto, collocato di fronte a una serie di sei riquadri in cui compaiono in modo casuale un quadrato o un rettangolo, deve premere un pulsante a sinistra quando compare il quadrato e uno a destra quando compare il rettangolo. I tempi di reazione sono più rapidi quando la posizione di stimolo e risposta coincidono.
- Effetto Stroop, secondo cui un soggetto, posto di fronte alle parole rosso, giallo, verde e blu, collocate su uno sfondo rosso, giallo, verde e blu, deve pronunciare a voce alta il nome del colore dello sfondo. I tempi di reazione sono più brevi per gli stimoli congruenti.
- Effetto Navon, secondo cui un soggetto a cui si presentano lettere grandi composte da lettere piccole, di fronte a stimoli incongruenti, deve prestare attenzione alle lettere locali. La presenza di una lettera incongruente produce un rallentamento nei tempi di reazione.
È più difficile eseguire due compiti nello stesso tempo che uno dopo l’altro. Tuttavia, esistono compiti che sono compatibili con altri. In questi fenomeni, noti come interferenza da doppio compito, si parla di interferenza strutturale quando i due compiti condividono meccanismo o processo. Si parla, invece, di interferenza da risorse quando le operazioni mentali assorbono molte risorse attentive.
Memoria
La memoria è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono. Pur essendo molto estesa, è limitata quantitativamente e in termini di durata. La memoria è connessa con l’oblio: dimenticare è importante per eliminare informazioni superflue e irrilevanti, lasciando spazio a nuovi apprendimenti. La memoria è un processo che implica tre fasi. Occorre anzitutto acquisire e apprendere l’informazione attraverso la codifica, per la fissazione del successivo ricordo. Si distingue tra codifica superficiale e profonda. La prima concerne gli aspetti generali di una situazione e le caratteristiche fisiche, mentre la seconda riguarda i significati e le connessioni casuali fra gli elementi della situazione. Per doppia codifica si intende un sistema verbale e immaginario. Gli stimoli figurali sono ricordati meglio perché attivano una codifica per immagini e una verbale.
La seconda fase della memoria è la ritenzione, cioè la capacità di mantenere l’informazione finché serve, attraverso l’uso della ripetizione, che fissa il ricordo nella traccia mnestica. La terza fase consiste nel recupero dell'informazione, che si serve di indizi e suggerimenti dell'ambiente e della situazione. In tale fase sono possibili diverse operazioni mentali, come la rievocazione, il riconoscimento e il riapprendimento.
La memoria è composta da tre stadi:
- Il registro sensoriale, che mantiene le informazioni mediante i sensi. Distinguiamo diversi tipi di memoria come quella iconica, ecoica, olfattiva, gustativa, tattile e propriocettiva.
- La memoria a breve termine (MBT) o memoria di lavoro, che conserva e elabora sette unità di informazioni per...