Psicologia generale
Funzioni cognitive
L'apprendimento è un cambiamento relativamente permanente del comportamento, determinato dall’esperienza.
Condizionamento classico: Ivan Pavlov
Esso è un tipo di apprendimento in cui uno stimolo neutro (per es. un campanello) causa una risposta dopo che è stato associato a uno stimolo che normalmente causa quella risposta. Ovvero avviene quando due stimoli vengono associati l’uno all’altro cosicché uno stimolo viene a suscitare una reazione innescata in precedenza dall’altro stimolo.
Ma quali sono i meccanismi alla base delle reazioni condizionate?
- Stimolo neutro: uno stimolo qualunque che non elicita la risposta desiderata.
- Stimolo incondizionato (SI): stimolo che provoca una determinata risposta, riflessa o innata, senza un apprendimento precedente.
- Risposta incondizionata (RI): risposta, riflessa o innata, che viene indotta da uno stimolo incondizionato senza un apprendimento precedente.
- Stimolo condizionato (SC): stimolo neutro che, tramite l’associazione a uno SI, suscita una risposta condizionata simile alla RI originaria.
- Risposta condizionata (RC): risposta che, dopo il condizionamento, segue uno stimolo precedentemente neutro (diventato poi SC).
Un individuo può essere, quindi, condizionato a rispondere in un certo modo a uno stimolo. In questo caso si ha l’apprendimento di un comportamento.
Il comportamento appreso però può essere estinto. L’estinzione è un processo secondo cui la risposta condizionata non viene più prodotta se viene meno la correlazione tra lo stimolo neutro e lo stimolo incondizionato. (lo SC viene presentato ripetutamente in assenza dello SI, facendo così indebolire e poi scomparire la RC).
Ma se dopo un intervallo di tempo viene ripresentato lo stimolo condizionato, allora la risposta condizionata si ripresenterà spontaneamente. Questo fenomeno si chiama recupero spontaneo.
Vi sono però altri due processi da prendere in considerazione: la generalizzazione e la discriminazione dello stimolo.
- Generalizzazione: si ha quando le risposte condizionate vengono estese a tutta la gamma degli stimoli prossimi allo stimolo condizionato (stimoli analoghi allo SC iniziale inducono una RC).
- Discriminazione: è la capacità di distinguere due stimoli diversi tanto da impedire la risposta condizionata (il cane che distingue un fischio qualunque dal fischio del padrone).
Condizionamento operante: Skinner
Esso è una forma di apprendimento in cui una risposta volontaria viene rinforzata o indebolita a seconda che le sue conseguenze siano favorevoli o sfavorevoli (viene associato uno stimolo alle sue conseguenze). È un tipo di apprendimento che viene influenzato dalle conseguenze che esso stesso produce.
Differenza
Il condizionamento classico si origina da risposte biologiche naturali come risposta a uno stimolo appropriato, il condizionamento operante invece si origina da risposte volontarie che un organismo attua al fine di ottenere delle conseguenze desiderabili. L’organismo, quindi, opera sul proprio ambiente per ottenere dei risultati.
Gli studi
Il primo a studiare questo tipo di comportamento fu lo psicologo statunitense E. L. Thorndike che definì la cosiddetta «legge dell’effetto» secondo cui un comportamento ricompensato tende ad essere ripetuto. (puzzle box).
Gli esperimenti di Thorndike hanno dunque dimostrato che:
- L’apprendimento si verifica per prove ed errori.
- Le risposte che hanno esito positivo tendono ad essere ripetute (legge dell’effetto).
- La ripetizione dei comportamenti determina un loro più saldo apprendimento e maggiore probabilità che vengano ripetuti (legge dell’esercizio).
Gli studi di Thorndike servirono da fondamento per quelli di Skinner (voleva che gli animali imparassero a procurarsi il cibo intervenendo sull’ambiente). Skinner box: gabbia concepita per lo studio del condizionamento operante.
Skinner, in seguito ai suoi studi, ha individuato vari tipi di conseguenze. Due di queste sono: il rinforzo e la punizione.
Rinforzo
Il processo con cui uno stimolo aumenta la probabilità che un comportamento venga ripetuto. Un rinforzatore invece è qualsiasi stimolo che aumenti la probabilità che un comportamento venga ripetuto. Il rinforzatore può essere positivo o negativo.
- Un rinforzatore positivo può essere definito uno stimolo aggiunto all’ambiente (una sorta di ricompensa) che determina un aumento di una risposta.
- Un rinforzatore negativo è uno stimolo spiacevole la cui rimozione dall’ambiente fa aumentare la probabilità che una risposta precedente si ripeta nel futuro.
Punizione
È uno stimolo che diminuisce la probabilità che un comportamento si ripeta. ("la punizione insegna come evitarla").
Il rinforzo può essere continuo oppure intermittente.
- Nel rinforzo continuo la ricompensa arriverà tutte le volte che un certo comportamento si è verificato.
- Nel rinforzo intermittente non si sa quando arriverà la ricompensa, ma si sa che prima o poi arriverà.
In un programma di rinforzo intermittente il comportamento tenderà a essere maggiormente consolidato rispetto ai programmi di rinforzo continuo.
I programmi di rinforzo possono essere poi a rapporto fisso o a rapporto variabile.
- Il programma a rapporto fisso prevede una ricompensa dopo un numero specifico costante di risposte.
- Un programma a rapporto variabile prevede una ricompensa dopo un numero variabile di risposte.
I programmi di rinforzo possono anche essere a intervallo fisso oppure a intervallo variabile.
- I programmi a intervallo fisso prevedono una ricompensa solo dopo che è trascorso un intervallo di tempo fisso (lavoratori pagati a mese).
- I programmi a intervallo variabile prevedono una ricompensa dopo un intervallo di tempo che è sconosciuto, ma varia attorno a una media.
Il processo con cui le persone imparano a discriminare gli stimoli è noto come addestramento al controllo degli stimoli. Nell’addestramento al controllo degli stimoli un comportamento viene rinforzato solo in presenza di uno stimolo specifico, e non in sua assenza. Uno stimolo discriminativo indica la probabilità che una risposta sia seguita da un rinforzo. La generalizzazione dello stimolo permette di attribuire alcune caratteristiche a stimoli simili ma diversi. Modellamento è un processo di insegnamento di un comportamento complesso mediante la ricompensa di approssimazioni sempre più vicine al comportamento desiderato. La tecnica di modificazione del comportamento è qualsiasi tecnica formalizzata per aumentare la frequenza dei comportamenti desiderati e scoraggiare quella dei comportamenti indesiderati.
Secondo Skinner il rinforzo o la punizione sono in grado di aumentare o di inibire una risposta solo se sono associati in tempi rapidi al comportamento da modificare.
Teoria dell’apprendimento cognitivo-sociale
Vi sono forme di apprendimento che derivano non tanto dal rapporto che c’è tra uno stimolo e una risposta e dal rinforzo legato a un certo tipo di risposta, ma dall’aspettativa di un rinforzatore dopo aver emesso una risposta. Si tratta di un approccio allo studio dell’apprendimento che si concentra sui processi di pensiero che stanno alla base dell’apprendimento stesso. Queste forme di apprendimento sono l’apprendimento latente, l’apprendimento osservativo e l’apprendimento attraverso il gioco.
- Apprendimento latente: un apprendimento in cui un nuovo comportamento viene acquisito, ma non si manifesta fino a quando non viene presentato un incentivo per presentarlo. Esso può avvenire anche in assenza di rinforzi o di ricompense. L’individuo si costruisce delle mappe mentali del tipo di comportamento che però metterà in atto quando ci sarà l’opportunità di farlo (Tolman).
- Apprendimento osservativo: un apprendimento per imitazione che avviene attraverso l’osservazione del comportamento di un’altra persona detta modello (esperimenti di Bandura, neuroni specchio).
- Apprendimento attraverso il gioco: si manifesta attraverso l’esplorazione e il gioco.
Apprendimento per insight
Negli anni quaranta Köler stava conducendo esperimenti sulle scimmie antropoidi a Teneriffe. Si rese conto che le scimmie avevano qualche difficoltà ad organizzare il loro comportamento per raggiungere un obiettivo (cibo). Poi all’improvviso, come se fossero stati illuminati da una intuizione improvvisa, tornavano sulla scena dell’esperimento e trovavano la soluzione. Apprendimento per intuizione improvvisa.
Tuttavia, noi non possiamo apprendere nulla se non abbiamo una qualche capacità di memorizzazione delle cose che apprendiamo.
La memoria
La memoria è il processo con cui codifichiamo, immagazziniamo e recuperiamo le informazioni. Ci sono persone che ricordano tutto. Ci sono persone che non ricordano nulla; Ci sono persone che hanno ricordi “normali”… ma quello che ricordano è veramente straordinario. Alcune informazioni vengono conservate solo per alcuni secondi, altre per anni o per tutta la vita.
Una informazione per essere conservata in memoria deve essere codificata, cioè rappresentata in qualche tipo di codice. Noi oggi conosciamo soprattutto due tipi di codici: quello fonologico o ecoico (verbale) e quello iconico (per immagini), ma esistono anche codici olfattivi, gustativi, tattili e cenestesici.
Il modello dominante della memoria è un modello a tre sistemi:
- Memoria sensoriale: è il magazzino di memoria temporaneo dove l’informazione viene trattenuta per pochi secondi come una replica esatta dello stimolo.
- Stimolo visivo memoria iconica;
- Stimolo verbale memoria ecoica o fonologica;
- Le informazioni si trattengono solo pochi secondi e dopo pochi secondi vengono eliminate perché i nostri sensi ricevono contemporaneamente milioni di informazioni che si sovrappongono così molti di essi non hanno il tempo di fissarsi nella MBT.
- Memoria a breve termine: l’informazione viene elaborata e trattenuta per 15/20 secondi in funzione del loro significato. Gli stimoli selezionati vengono codificati e acquistano significato nella memoria a breve termine, tuttavia dando significato allo stimolo il cervello tende a distorcerlo.
Nel 1956 George Miller pubblicò un articolo dal titolo «Il magico numero 7 più o meno 2». Egli sosteneva che le informazioni che noi possiamo gestire nella nostra memoria sono solitamente sette (span di memoria), anche se alcune persone possono fare meglio (+2) e altre peggio (-2). In una elaborazione successiva egli affermò che le informazioni possono essere anche più di sette, se sono raggruppate tra di loro (chunk).
Il passaggio dell’informazione dalla MBT alla MLT dipende in gran parte dal tipo di ripetizione poiché la semplice ripetizione dell’informazione non garantisce il passaggio e la fissazione nella MLT. Ciò che può aiutarci a fissare nella MLT è la reiterazione elaborativa; La reiterazione elaborativa si ha quando le informazioni vengono organizzate in qualche modo al fine di ricordarle meglio. Ciascuno di noi può utilizzare delle strategie che vengono chiamate mnemoniche che possono aiutare nella memorizzazione a lungo termine.
- Memoria a lungo termine: le informazioni vengono conservate per un tempo lungo anche se qualche volta può essere difficile recuperarle.
MA studi recenti hanno dichiarato che questo sia un sistema incompleto: Secondo alcuni studiosi (Baddeley; Engle) la MBT sarebbe un sistema di elaborazione delle informazioni chiamato memoria di lavoro (working memory) ed è costituito da una serie di magazzini temporanei che lavorano le informazioni in entrata. Esisterebbe quindi un esecutivo centrale che coordina il magazzino visivo (archivia informazioni visive e spaziali), il magazzino verbale (archivia la rappresentazione mentale dei suoni) e il buffer episodico (utilizza temporaneamente informazioni provenienti dalla MLT).
MLT: le informazioni che vengono trasferite nella MLT entrano in un archivio quasi illimitato da dove noi possiamo recuperarle ogni volta che ne abbiamo bisogno. Si pensa che al suo interno vi sia una memoria dichiarativa (specializzata nelle informazioni fattuali es. nomi, volti… che a sua volta contiene la memoria semantica cioè le conoscenze su come va il mondo, e la memoria episodica che gestisce i particolari biografici della nostra vita) e una memoria procedurale (specializzata su come fare le cose).
Secondo alcuni studiosi (Collins e al.) le informazioni archiviate nella memoria sono collegate tra di loro secondo nessi associativi che possono essere “richiamati” tramite degli stimoli. Da qui deriva il priming, cioè un sistema mnemonico inconscio che tramite una parola permette di collegarsi automaticamente ad altre. Il priming, quindi, avviene quando non si ha consapevolezza di essere stati sottoposti a uno stimolo. Il fatto che vi sia inconsapevolezza di alcune memorie ha indotto a pensare che esista una memoria esplicita (quando si cerca di ricordare intenzionalmente qualcosa) e una memoria implicita (quando ricordi inconsapevoli influenzano la nostra giornata).
La rievocazione dei ricordi
A volte la rievocazione di ricordi non è perfetta (fenomeno «sulla punta della lingua») e ciò è dovuto al fatto che la memoria è troppo piena. Per recuperare più facilmente le informazioni immagazzinate nella MLT vengono utilizzati i cosiddetti indizi di recupero (stimoli). Più profondo è il livello di elaborazione più le informazioni si fissano nella MLT. La ripetizione da sola non garantisce una migliore elaborazione. Un aiuto nel ricordare può darcelo l’effetto della differenziazione ovvero percepire uno stimolo che si differenzia da tutti gli altri. Un altro aiuto può darcelo il tipo di emozione che suscita un evento, sembra che stimoli ad alto impatto emotivo favoriscano...