Capitolo 6: Cognitivismo, scienze cognitive e neuroscienze
Nelle scienze cognitive confluiscono, oltre alla ricerca di tipo psicologico-cognitivistico, anche l'informatica, la ricerca sull'intelligenza artificiale, la linguistica, le neuroscienze e la "filosofia della mente".
Teoria del modularismo di Fodor
Fodor propone la teoria del modularismo, che prevede l'esistenza di strutture mentali tra loro distinte e indipendenti, moduli che elaborano input trasformandoli e lavorando computazionalmente in rappresentazioni mentali. Questo concetto si collega alla teoria computazionalistica, la quale, tuttavia, ha subito un forte attacco dalla teoria del connessionismo. In quest'ultima, l'analogia tra mente e computer è rifiutata poiché nella mente le informazioni non "circolano" una per volta, ma lo fanno in parallelo, seppur in maniera più lenta.
Primi modelli del cognitivismo
Uno dei primi modelli è quello della memoria di Atkinson e Shiffrin, che identifica le componenti di memoria sensoriale, memoria a breve termine e memoria a lungo termine. L'informazione entra attraverso gli organi sensoriali e viene mantenuta per breve tempo nel magazzino sensoriale; successivamente, parte di questa viene immessa in una memoria a breve termine (con capacità di sette unità, un paio di più o un paio di meno), infine inviata alla memoria a lungo termine. Un’altra nozione di questo modello è quella del canale a capacità limitata: quando l'informazione abbandona la memoria sensoriale per entrare in quella breve, è possibile elaborare solo una certa quantità di informazione alla volta.
Sviluppo delle scienze cognitive dagli anni '80
Dagli anni '80, il cognitivismo viene inglobato e sorpassato dalle scienze cognitive. Il modularismo di Fodor suggerisce che strutture mentali distinte e indipendenti elaborano input in rappresentazioni, ma il cervello non lavora in sequenza; è un sistema interconnesso capace di numerose elaborazioni simultanee.
Intelligenza artificiale e cognizione
L'ipotesi della possibilità dell'intelligenza artificiale deriva da considerazioni sulle nostre capacità cognitive. Vi sono due principali considerazioni:
- Tesi della natura computazionale della cognizione: tutti i processi cognitivi sono elaborazioni di informazioni, calcoli. (La visione di una scena è un insieme di intensità luminose registrate dai fotorecettori).
- Tesi di carattere astratto delle computazioni: la visione, il ragionamento, la comprensione sono identificabili anche a livello astratto e perciò godono di realizzabilità multipla; possono essere realizzati da macchine diverse dal cervello. L'indipendenza dell'elaborazione dal supporto materiale che la realizza rende possibile l'intelligenza artificiale.
Neuropsicologia clinica
La neuropsicologia clinica è una scienza interdisciplinare che studia i processi cognitivi correlando li ai meccanismi anatomo-funzionali che li attuano mediante interpretazione di disturbi nella sfera cognitiva (analisi di un sistema alterato per comprenderne il funzionamento normale). Vi sono due approcci metodologici:
- Metodologia per gruppi: ritiene che lo studio delle funzioni nervose sia fondato su vaste casistiche di cerebrolesi, sull'impiego di procedure psicometriche standardizzate e su un'accurata analisi dei risultati mediante metodi statistici.
- Metodologia del caso singolo: indagine sui singoli casi clinici in cui il sintomo è presente. Solo così si può isolare ed identificare sintomatologie in grado di fornire informazioni sull’organizzazione delle funzioni cognitive normali.
"Casi puri" si riferisce a pazienti con un deficit ad un singolo meccanismo del modello, mentre "casi misti" sono pazienti con una compromissione di più punti del modello.
Principio della modularità di Marr
Marr propone il principio della modularità: studio dei fenomeni scomponendoli in moduli elementari e indipendenti tra loro, poiché l'alterazione di un modulo non altera tutto il processo (doppia dissociazione).
Critiche al cognitivismo e alle scienze cognitive
Il cognitivismo, sebbene abbia prodotto modelli utili, ha lasciato irrisolti diversi interrogativi sulla coscienza umana. Le principali critiche sono:
- Epistemologia rappresentazionalista: considera il rapporto con il mondo come riflesso di una realtà oggettiva. Tuttavia, la mente non è passiva; ha scambi continui e significativi con l'ambiente. L'analogia con il computer non è quindi adatta a spiegare i processi cognitivi interni poiché considera quest'ultimi come rappresentazioni del mondo che stanno dentro la mente.
- Cognizione umana identificata con la logica: riduce la mente a un elaboratore che segue la logica binaria (evitando metafore, paradossi, ambiguità). Ma di fronte alla contraddizione nella vita quotidiana, la nostra mente non va in tilt, bensì elabora strategie. La distinzione tra razionale e irrazionale, tra logico e illogico, non è quindi così netta come vuole il cognitivismo.