Estratto del documento

PSICOLOGIA GENERALE

DEFINIZIONE DI PSICO. E OGGETTO DI STUDIO

 pag. 2

METODI DELLA PSICOLOGIA (sperimentale, clinico, psicometrico)

 pag. 2

SETTORI APPLICATIVI E RELAZIONI CON ALTRE DISCIPLINE

 pag. 3

CARATTERI E CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI PSICHICI pag. 3-4

 LA PERCEZIONE

 pag. 4-5

L’IMMAGINAZIONE pag. 5

 IL PENSIERO (concetti, giudizi, tipi di ragionamento, tipi di pensiero)

 pag. 6

L’APPRENDIMENTO (tipi di apprendimento, tipi di rinforzo, estinzione,

 generalizzazione, applicazioni terapeutiche)

pag. 7 -8

LA MEMORIA (fasi del processo mnestici, tipi comportamenti mnestici,

struttura della memoria, influenze, oblio) pag. 8-9

IL LINGUAGGIO (definizioni e funzioni, tipi, fasi di acquisizione)

 pag. 10

LA COMUNICAZIONE pag. 11

 LE EMOZIONI E LA RELAZIONI CON LA RAZIONALITA’

 pag.13-14

LA MOTIVAZIONE (definizione, principali teorie)

 pag. 15-17

LIVELLI DI VIGILANZA, SONNO, SOGNO, AROUSAL, ATTENZIONE

 pag. 18-19 Pag. 1

DEFINIZIONE E OGGETTO DI STUDIO

Contrariamente a quello che si possa pensare dall’etimologia (= anima), la

psicologia è una scienza naturalistica, si occupa degli esseri viventi. Nasce

dalla filosofia ma si distingue da essa per l’oggetto di studio e per i metodi.

L’oggetto di studio è:

1. L’attività psichica, ossia una dimensione naturale sia nell’aspetto

dell’esperienza soggettiva sia nell’aspetto del comportamento, con lo

scopo di spiegare le cause dei fenomeni e le leggi che li governano

2. La PERSONALITA’ umana cioè una individualità che cambia, è dinamica;

l’essere umano è unico e specifico, è una UNICITA’

METODI DELLA PSICOLGIA

Metodo sperimentale:

 condiviso con le altre scienze naturali, consiste

nell’esperimento in laboratorio in cui si riproduce il singolo fenomeno, si

osservano manifestazioni soggettive e oggettive e si traggono delle

conclusioni RIPRODUCIBILI (cioè si possono ripetere) e RIVERIFICABILI

(cioè si possono studiare anche su altri esseri umani)

Limiti: fisici, artificialità, mortificazione della soggettività e etici (non si

può riprodurre una lesione cerebrale solo per fare l’esperimento) per

ovviare a questi limiti si possono utilizzare delle situazioni sperimentali

“di campo” ossia gli esperimenti si fanno al di fuori del laboratorio, su

ambienti naturali preesistenti; ne deriva che le info saranno meno

controllate ma comunque utili.

Metodo psicometrico: usato per valutazioni quantitative e qualitative

 dei processi mentali. Lo strumento è il test, ossia una prova per misurare

in maniera obiettiva e standardizzata un comportamento (es. test

d’intelligenza).

Limiti: spesso i test vengono usati in maniera inadeguata (sono validi

solo su un campione e per un comportamento/fenomeno specifico); non

sono dei fini ma dei mezzi poco validati dal punto di vista scientifico ma

molto utili da punto di vista clinico.

Per esempio i test d’intelligenza si pensa che pone una omogeneità della

popolazione non riscontrabile sulla popolazione

Metodo clinico: nato dopo quello sperimentale, si propone per spiegare

 il comportamento del soggetto, il significato e le motivazioni soggettive

grazie a un approccio storico – motivazionale.

Limiti: è dipendente dall’esperienza e dall’abilità del clinico man mano

che ci si allontana da schemi/norme rigide. Pag. 2

BRANCHE DI STUDIO

PSICOLOGIA GENERALE: è una disciplina nomotetica cioè studia le

 caratteristiche/leggi generali degli esseri umani, senza distinzioni

PSICOLOGIA DELL’ETA’ EVOLUTIVA: studia come le funzioni psichiche

 evolvono con la crescita

PSICOLOGIA DEIFFERENZIALE:

 PSICOLOGIA SOCIALE: studia le relazioni tra gli individui, all’interno dei

 gruppi e con l’ambiente esterno

PSICOLOGIA CLINICA: disciplina ideografica, cioè specifica poiché si occupa

 del singolo

CAMPI DI APPLICAZIONE

SETTORE SCOLASTICO: apprendimento

 SETTORE OCCUPAZIONALE: orientamento, formazione e selezione del

 personale

SETTORE GIUDIZIARIO: casi di adozioni, divorzi

 SETTORE CLINICO: diagnosi e cura malattie psichiche

 SETTORE SOCIALE: prevenzione, tossicodipendenza, devianza, gestione di

 spazi pubblici

RELAZIONI CON ALTRE DISCIPLINE

 PSICOLOGIA – BIOLOGIA: rapporto di mutuo scambio non si divide la

nostra personalità dal corpo, dalla genetica però la biologia non si occupa di

spiegare il perché

 PSICOLOGIA – FILOSOFIA: la psicologia nasce dalla filosofia ma di differenzia

perché non si occupa di etica e metafisica

 PSICOLOGIA – PEDAGOGIA: la prima offre alla seconda conoscenza sul mondo

infantile

 PSICOLOGIA – SOCIOLOGIA: rapporto di mutuo- aiuto (gli individui nelle varie

reti sociali)

La psicologia stabilisce relazioni con tutte le discipline:

 non c’è un’attività in cui la psiche è fuori per cui Pag. 3

c’è psicologia in tutte le discipline

in ogni

atto della persona umana c’è psiche e quindi psicologia

CARATTERI DELLA VITA PSICHICA unicità, continuità, dinamismo e

Tutti i fattori psichici sono contraddistinti da

originalità.

C’è connessione tra la vita organica e psichica (non si dividono psiche e corpo).

I fatti psichici hanno un obiettivo e solitamente scelgono la via più economica

per raggiungere il loro fine. Possono essere compresi solo in relazione

all’ambiente in cui si verificano.

CLASSIFICAZIONE DEI FATTI PISCHICI

PERCEZIONE

Il primo processo psichico è la percezione. È l’attività che organizza ed elabora

dati che provengono dai sensi, coordinandoli e dandolo loro un significato.

ATTENZIONE: non è PERCEZIONE = STIMOLAZIONE SENSI, ma è l’inizio

Pag. 4

È un processo attraverso il quale otteniamo informazioni sul mondo in cui

viviamo e lo facciamo nostro, entriamo all’interno per conoscerlo. È un

primitivo e immediato

processo (non è intellettuale che governiamo con la

oggettivo

volontà, è riflesso un riflesso automatico), è (legato a ciò che ci

globale e unitario

succede intorno) e (non è un’eccitazione puntuale ma

coinvolge sia i sensi che la psiche).

Perché ci sia percezione è necessaria stimolazione dei sensi (in caso contrario

sarebbero allucinazioni) ma non c’è corrispondenza tra realtà oggettiva e

percezione. Una chiara dimostrazione sono i casi di:

- Assenza fenomenica in presenza di oggetti fisici

- Presenza fenomenica in assenza di oggetti fisici

- Distorsione tra oggetto fenomenico e fisico (vedi le figure ambigue)

ricostruzione interna

È una che dipende dalla proprietà degli stimoli ma anche

dalle proprietà dell’organismo. Perché la percezione comporti una risposta nella

persona non è necessaria una consapevolezza (infatti la percezione è un fatto

istintivo).

LEGGI DI ORGANIZZAZIONE DEL CAMPO VISIVO

- Parte interna del margine

- Vicinanza

- Chiusura

- Continuità di direzione

- Buona forma

- Esperienza passata

INFLUENZE DI ALTRI PROCESSI PSICHICI

Essendo una costruzione interna, vi è di mezzo anche la psiche e quindi entra

in gioco anche l’influenza di altri processi nell’attribuzione di significato. Per

esempio:

- Bisogni organici (la percezione dipende da bisogni come l’appetito, chi ha

fame avrà percezione minore)

- Valore individuale degli oggetti

- Aspettative (la persona di predispone a vedere quello che gli è stato

detto che vedrà)

- Consenso sociale

INFLUENZE SU ALTRI PROCESSI PSICHICI

Condiziona altri processi psichici. Per esempio deprivando una persona degli

organi di senso si è dimostrato l’importanza della percezione nel determinare

l’armonia psichica, la personalità complessiva

IMMAGINAZIONE Pag. 5

È la rappresentazione di un oggetto in assenza di percezione. Quindi si parte da

una percezione che però viene poi rielaborata.

È un atto psichico sciolto dall’attività sensoriale.

È più debole, privo di dettagli.

Dipende dalla condizione soggettive interne (sei triste = immagini tristezza)

Si possono avere immaginazioni visive e uditive, più raramente olfattive e

tattili.

A quest’attività appartengono il delirio e il sogno.

PENSIERO

Il pensiero è un processo psichico a cui noi attribuiamo maggior importanza; è

sicuramente la massima espressione della specie umana.

È un processo che permette di formare concetti e metterli in relazione tra loro,

esprimere giudizi ed adattarsi all’ambiente e modificarlo in base ai nostri

bisogni.

CONCETTO: classe, raggruppamento di oggetti con qualità caratteristiche e

distintive.

Si esprimono con i simboli e la rappresentazione massima è il linguaggio.

GIUDIZIO: atteggiamento interiore di adesione/non adesione verso una

relazione tra due o più immagini, concetti…

RAGIONAMENTO: è la conseguenza, l’unione di più giudizi per giungere a una

conclusione.

Può essere di tipo:

-deduttivo, se parte dal generale per arrivare al particolare

-induttivo se dal particolare arriva al generale Pag. 6

Rappresentano l’espressione più elevata nella quale si attua l’INTELLIGENZA.

Il pensiero evolve qualitativamente per tutto lo sviluppo ontogenetico, dipende

perciò dall’età e si fonda sull’esperienza.

Per lo psicologo sono pensiero anche le attività mentali che non rispondono a

principi di logica, razionalità e creatività.

PENSIERO PRODUTTIVO: capace di ristrutturare dati per

risolvere il problema e generalizzarlo anche a contesti nuovi; è

quindi la capacità di sfruttare esperienze rielaborando dati e

adattandoli al nuovo contesto .

PENSIERO QUOTIDIANO: trascura le lacune dell’informazione,

le riempie di immaginazione e giunge a una conclusione che

ritiene valida anche se non c’è garanzia

PENSIERO PREVENUTO: si esprime con lo stereotipo, una

credenza rigida che viene prima dell’esperienza; il pregiudizio

è spesso determinato da ragioni di tipo affettivo e arazionale.

APPRENDIMENTO

L’apprendimento è il processo psichico di acquisizione e modificazione del

comportamento.

È sempre il frutto dell’esperienza, cioè una situazione stimolo che il soggetto

incontra: è proprio questo che ci rende diversi gli uni dagli altri, perché viviamo

tutti esperienze diverse.

Esistono vari tipi/ paradigmi di apprendimento:

CONDIZIONAMENTO RISPONDENTE detto anche pavloviano dal nome

 di Ivan Pavlov ce per primo studiò questo semplice tipo di

apprendimento.

Uno stimolo neutro (cioè non ha valore) associato a uno stimolo

incondizionato (SI) produce una reazione incondizionata anche

quando lo stimolo incondizionato non è più presente si avrà quindi la

reazione condizionata RC e lo stimolo neutro iniziale che è incondizionato

Esempio: i cani, quando vedono il cibo: salivazione. Pag. 7

Il cibo rappresenta lo stimolo neutro, la salivazione rappresenta la reazione

incondizionata cioè istintiva, biologica. se al cibo si associa ripetutamente

uno stimolo neutro (per esempio una campanella) succede che anche quando

non si propone pi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rossellacovi00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale nelle professioni sanitarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Coppola Gabriella.
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