Psicologia generale
Prof. Alberto Greco
Nascita della psicologia come disciplina scientifica
La psicologia scientifica nasce da presupposti filosofici, a partire dalla filosofia antica:
- Talete: unico principio esplicativo, non mentale.
- Pitagora: descrivere la realtà al di là della percezione.
- Ippocrate di Cos: “localizzare” l’attività psichica, la mente è legata al corpo.
- Alcmeone (pitagorico): localizzare la mente nel cervello.
- Gorgia: conoscibilità delle cose ed esprimibilità di ciò che si conosce.
- Socrate: scopre il concetto (idea), ricerca sulla conoscenza, come facciamo a conoscere?
- Platone: dualismo realtà-apparenza, idee innate (reminiscenza).
- Aristotele: categorie della conoscenza, sostanza come unione di forma e materia, uomo come animale razionale (mente= anima), concetto di tabula rasa, potenza ed atto, intensione ed estensione, sillogismi, deduzione ed induzione.
Pensiero medievale: giustificare le concezioni religiose sull’anima piuttosto che studiare scientificamente la psiche.
Rinascimento: forze misteriose facenti parte della natura che influenzano l’anima (astrologia, magia).
Nascita metodologia scientifica (1600- Bacone e Galileo)
Esperienza, dimostrazione, induzione e generalizzazione, approccio nomotetico, esperimenti e manipolazione di variabili.
- Cartesio: dualismo anima-corpo.
- Empirismo inglese (Locke, Berkeley, Hume): intelletto umano e esse est percipi, permanenza della percezione. Leggi dell’associazione di Hume (somiglianza, contiguità, causazione).
- Ideologues francesi (La Mettrie, Codillac, Buffon, Cabanis): superamento del dualismo cartesiano, uomo come una macchina, mente come attività e non essenza, importanza dei sensi, leggi della mente legate a quelle del corpo, specialmente al sistema nervoso.
- Kant: conoscenza basata su categorie, la mente struttura l’esperienza, il modo di conoscere deve funzionare secondo principi generali che trascendono l’esperienza. La psicologia non può essere una scienza perché si rivolge al senso interno, che non è misurabile matematicamente (anche Comte condivide quest’idea).
- Herbart: è possibile misurare l’intensità (soglie).
Origini della psicologia moderna
Nel 1879 Wundt fonda il primo laboratorio di psicologia a Lipsia, in Germania. Egli applica il metodo scientifico anche alla realtà mentale ed astratta, rimuovendo gli ostacoli filosofici, i quali consistevano nel considerare la mente come un’entità immateriale separata dal corpo, nel ricercare la sua essenza e non le sue funzioni, nella confusione tra aspetti descrittivi e morali e nell’approccio argomentativo invece che dimostrativo. Il filosofo, infatti, usa l’argomentazione per persuadere della correttezza della sua tesi, mentre lo psicologo usa la dimostrazione con prove empiriche.
Il laboratorio di Lipsia esisteva già come laboratorio di fisiologia e qui lavoravano Müller ed Helmholtz, il quale fu maestro di Wundt. Müller formulò la teoria delle energie specifiche (ormai superata), la quale metteva in relazione lo stimolo esterno con la sensazione interna (esperienza sensoriale), mentre Helmholtz formulò la teoria dei colori, scoprendo i colori primari e studiando la percezione di suoni e colori.
Nell’ambito della psicofisica lavorarono anche Weber e Fechner, i quali si occuparono del concetto di soglia, ovvero il limite oltre il quale si percepisce uno stimolo, distinguendo tra:
- Soglia assoluta: intensità minima di uno stimolo perché sia percepito.
- Soglia differenziale: intensità minima della differenza tra due stimoli perché essa sia percepita.
Secondo le osservazioni che Weber condusse nel 1834, per distinguere pesi sempre maggiori occorre una differenza sempre più grande. La costante di Weber indica che il rapporto tra la soglia differenziale e la soglia dello stimolo è costante: ΔR/R= K.
Fechner si occupò del seguente problema: come cresce la sensazione al crescere dell’intensità fisica dello stimolo? La legge di Fechner sostiene che incrementi uguali sul continuum delle sensazioni corrispondono ad incrementi crescenti: S= K log R. Secondo la definizione data da Fechner, la psicofisica è la teoria esatta delle relazioni di dipendenza funzionale tra anima e corpo.
Wundt utilizzava un metodo sperimentale ed un approccio empirico, egli studiò la psicofisiologia sensoriale, i tempi di reazione e le associazioni, l’oggetto principale di studio era l’esperienza cosciente (di cosa sono consapevole?). Il metodo utilizzato era quello dell’introspezione, tramite il quale si assumono le sensazioni come variabile dipendente per studiare il sentimento. Wundt formulò la teoria tridimensionale del sentimento, che distingue:
- Piacere-dispiacere.
- Tensione-rilassamento.
- Eccitazione-inibizione.
Egli osserva le reazioni in relazione a stimoli fisici, il sentimento da essi suscitato, studia i fenomeni psicofisici. Questa è una psicologia elementista, perciò sostiene che l’esperienza unifica le esperienze elementari.
Strutturalismo
Lo strutturalismo è la scuola più vicina a Wundt ed è la prima psicologia importata negli USA. Essa studia la struttura della coscienza, l’oggetto di studio è l’esperienza dal punto di vista del soggetto che la vive, per esempio la luce e il suono come sperimentati dall’uomo. Anche questa è una psicologia elementista (la coscienza unifica gli elementi sensoriali). Uno degli esponenti è Titchener, il quale sostiene che dobbiamo evitare l’errore dello stimolo, ovvero occorre distinguere ciò che si esperisce da ciò che si sa, perché i contenuti di coscienza non sono gli oggetti che vediamo, bisogna considerare lo stimolo per ciò che si percepisce, non per ciò che si sa, ma per gli elementi elementari. Esistono 3 strutture elementari della coscienza:
- Sensazioni (elementi della percezione).
- Immagini (derivano dall’esperienza sensoriale).
- Emozioni (elementi di stati affettivi).
L’oggetto dello strutturalismo è la struttura dell’esperienza cosciente, non interessa il soggetto in quanto tale, né il suo benessere psicologico, l’oggetto e il metodo sono analoghi a quelli di Wundt. Le scuole successive hanno criticato questo approccio, in particolare il comportamentismo, la psicanalisi e la Gestalt.
Funzionalismo
L’oggetto di studio del funzionalismo consiste nelle funzioni dell’esperienza cosciente in relazione all’adattamento all’ambiente (a cosa serve la funzione dell’esperienza cosciente? Ad adattarci all’ambiente). Le influenze provengono dalla biologia, con Darwin e Galton e dalla filosofia, con Brentano e James.
- Galton si occupava di genetica e studiava l’intelligenza, per lui bisognava favorire lo sviluppo dell’intelligenza, egli fece i primi test di intelligenza inaugurando l’idea di psicometria.
- Brentano distinse il contenuto di un’idea dal processo che la produce.
- W. James introdusse il concetto di flusso di coscienza, nella sua visione noi viviamo in un continuo flusso di pensieri e non è possibile bloccare l’attimo, la coscienza è dinamica, c’è un continuo cambiamento.
- Dewe è uno dei precursori del funzionalismo, egli introdusse il concetto di arco riflesso: nel riflesso si può distinguere stimolo e risposta (atto afferente ed efferente), ma in realtà è un atto unico, non ha senso scomporre come facevano gli strutturalisti secondo lui.
I principali seguaci di questa corrente furono: Stanley Hall, James Cattell, Eduard Claparède ed Edward Lee Thorndike. Il metodo utilizzato è eclettico, ovvero si usano metodi vari, tra cui alcuni nuovi, come la ricerca fisiologica, i test e i questionari. Si studiano i processi, la psicologia animale e le applicazioni, lo studio degli animali viene utilizzato per spiegare il comportamento umano. Si tratta di una psicologia differenziale, cioè studia le differenze tra individui (psicometria, psicologia dello sviluppo ecc.).
Psicologia della Gestalt
La psicologia della Gestalt nasce nel 1912 in opposizione all’elementismo strutturalista. Il capostipite è Wertheimer, il quale condusse degli studi sperimentali sulla percezione visiva del movimento ed osservò l’effetto phi, o effetto stroboscopico, che consiste nel percepire più immagini statiche come se fosse un’unica in movimento (se si analizzassero gli stimoli elementisticamente dovrebbero riconoscersi come due, ma noi li percepiamo come un singolo stimolo).
La Gestalt ha un’impostazione fenomenologica, secondo la quale dobbiamo partire da ciò che vediamo, ciò che appare, dall’esperienza immediata. Si tratta di una psicologia innatista, quindi nella sua visione il modo di percepire è innato, non dipende dalle esperienze che facciamo, per questo non è importante l’apprendimento. Viene introdotto il concetto di campo, il quale consiste in un insieme di elementi che si combinano per dare vita a strutture più complesse, in un campo in equilibrio si ha un’organizzazione coerente degli elementi. Può avvenire una ristrutturazione del campo tramite la variazione dell’equilibrio tra le parti; se il campo non è in equilibrio si hanno le immagini impossibili (es. Escher). Quella della Gestalt è una psicologia nomotetica. I principali temi di indagine sono:
- Percezione (Wertheimer, Koffka, Kanizsa).
- Intelligenza come soluzione di problemi (Wertheimer, Kohler).
- Personalità, sviluppo e aspetti psicosociali (Lewin).
Viene portato avanti lo studio di figura-sfondo, delle illusioni percettive e delle figure reversibili. Nel 1913 Kohler va alle Canarie per studiare le scimmie e la soluzione di problemi, egli pone dei problemi a questi animali creando loro degli ostacoli alla raccolta delle banane e fornendo loro degli strumenti. Le scimmie, se percepivano lo strumento nello stesso campo percettivo, ne percepivano le proprietà funzionali e lo usavano per risolvere il problema. Da queste osservazioni deriva la teoria dell’insight o dell’intuizione, la quale ha a che fare col superamento della fissità funzionale e sostiene che se pensiamo gli oggetti come fissi, non modificabili, siamo ostacolati nella risoluzione del problema. Risolvere il problema per insight implica una ristrutturazione del campo, quindi gli elementi del problema assumono un ruolo diverso.
Kurt Lewin
Kurt Lewin frequentò la scuola di Berlino ed ebbe quindi dei legami con la psicologia della Gestalt, egli pubblicò “Teoria dinamica della personalità” nel 1935. Lewin applicò la teoria del campo alla personalità, per lui il campo è un insieme di fatti interdipendenti tramite cui si possono rappresentare i comportamenti, i quali esprimono la funzione della situazione nel suo complesso in un dato momento: c=f(s). Egli rifiutava la statistica ed aveva un interesse idiografico a differenza della Gestalt.
La teoria del campo si ispira alla metafora della fisica elettromagnetica e si occupa dei fatti relativi alla persona, al comportamento e all’ambiente. La situazione è lo spazio vitale che comprende la persona e l’ambiente: S= P+A e contiene i fatti ipoteticamente rilevanti per il comportamento. Per rappresentare questo spazio usa la geometria topologica: La persona è inclusa nell’ambiente.
Lo spazio viene diviso in regioni con diversa valenza (capacità di attrarre o respingere), separate da barriere con diversa permeabilità (più facilmente o difficilmente oltrepassabili). Anche nella persona esistono due zone: gli aspetti psichici non osservabili (interni) e gli aspetti percettivo-motori (esterni). Kurt Lewin intende lo sviluppo come differenziazione, che consiste nel crearsi di parti sempre più differenziate, infatti il bambino conosce meno dell’adulto, crescendo avrà emozioni e cognizioni più differenziate.
Distingue tra:
- Regressione: tornare indietro a momenti dello sviluppo precedente.
- Retrogressione: tornare indietro manifestando un comportamento più primitivo, ma non già esperito.
Questa è una psicologia dinamica, infatti i fatti psichici sono locomozioni, nella persona c’è una tensione naturale che spinge al comportamento, quando l’equilibrio del sistema è turbato, a causa dell’aumento di tensione in una regione generato da un bisogno, si ha una locomozione per ristabilire l’equilibrio. Per questo si tratta di un sistema omeostatico, quindi deve esserci equilibrio tra le diverse forze.
Un bisogno provoca tensione in una regione e le conferisce valenza positiva (valore che una regione ha per una persona), quando c’è una barriera la locomozione può avvenire passando da un’altra regione. L’aumento di tensione è causato da un bisogno che genera squilibrio. La locomozione dipende dall’accessibilità, dalla resistenza delle barriere e dalla loro permeabilità in funzione del verso. I bisogni sono rappresentati tramite vettori.
Lewin inventa il concetto di frustrazione come ostacolo al raggiungimento di un fine, inoltre compie studi sul conflitto, sui compiti interrotti (effetto Zeigarnik) e sui concetti di saturazione e livello di aspirazione, infine, inaugura la psicologia sociale tramite gli studi delle dinamiche di gruppo (coesione, devianza, leadership ecc.). Egli adotta una causalità sistematica e non storica, ovvero, per lui non conta la storia passata dell’individuo (esperienze passate), ma le forze che agiscono su di lui in questo momento e utilizza una spiegazione galileiana anziché aristotelica, quindi valuta le forze in campo adesso e i fattori che determinano un certo comportamento invece di categorizzare e sistemare gli individui in classi.
Le critiche che gli furono rivolte sono le seguenti:
- Confusione tra aspetti interni ed esterni (persona ed ambiente nello stesso modello topologico).
- Omeostasi non è originale.
- Aspetti del senso comune.
New Look
Il New Look nasce tra il 1945 e il 1950 da alcuni psicologi come Bruner, Goodman, Postman e McGinnies e si presenta come un nuovo punto di vista meno nomotetico rispetto a quello della Gestalt. Il metodo utilizzato è quello della percezione subliminale, che si propone di mostrare come condizioni di percezione particolari siano influenzate da fattori individuali come aspettative, valori e bisogni. Veniva usato il tachistoscopio per presentare velocemente degli stimoli e si osservava come la percezione di questi fosse influenzata da fattori individuali di personalità.
In particolare, McGinnies studiò la difesa percettiva, osservando come le persone si difendano evitando di vedere certi stimoli. La Gestalt studiava leggi universali che valgono per tutti, ciò che ci accomuna, ovvero gli aspetti di basso livello come quelli sensoriali e biologici, il New Look, invece, studia gli aspetti di alto livello, cioè i fattori individuali non legati alla fisiologia, come i bisogni, i valori e le aspettative. Herman Witkin formulò la teoria della dipendenza/indipendenza dal campo, che tratta il fenomeno di farsi più o meno influenzare dall’ambiente e da stimoli esterni, mentre Else Frenkel-Brunswick si occupò di tolleranza/intolleranza dal campo, ovvero la capacità di passare più o meno facilmente da un modo ad un altro di vedere un’immagine ambigua.
Sigmund Freud
Freud nasce a Freiberg (Moravia) nel 1856, ma trascorre la sua vita a Vienna. Dal 1876 al 1881 studia medicina spinto dall’interesse per le ricerche di Darwin e dopo la laurea conduce un apprendistato presso Brucke fino al 1882, dove compie studi sulle proprietà analgesiche della cocaina e sulla neuroanatomia, in particolare sulla struttura dei testicoli delle anguille. Le maggiori influenze sono quelle di Fechner per quanto riguarda l’energia nervosa che dev’essere a livello di equilibrio, poiché lo squilibrio porta dispiacere (edonismo), di Helmholtz per il concetto di conservazione dell’energia applicata ad esseri viventi e di energia libera o legata (convertibile o no in lavoro esterno) e di Brentano per quanto riguarda la distinzione tra contenuto e processo di un’idea.
Dal 1883 al 1885 svolge la professione medica e stringe amicizia con Breuer (medico psichiatra viennese), con il quale compie degli studi sull’isteria, in particolare sul caso di Anna O. i cui sintomi rilevati erano paralisi, allucinazioni ed anestesie. La ragazza venne curata con l’ipnosi, se sotto ipnosi il paziente ricordava con emozione la prima volta che aveva avuto il sintomo, lo superava (catarsi o abreazione). Un altro fenomeno osservato è il transfert, il quale consiste nel crearsi di un rapporto affettivo intenso tra analista e paziente, nel trasferimento di sentimenti provati verso persone significative della propria vita sull’analista.
Nel 1885 Freud è a Parigi da Charcot, uno psichiatra che utilizzava l’ipnosi e che sosteneva che l’isteria fosse autoipnosi e che il sesso fosse fondamentale per i problemi psichici. Freud inizia ad usare l’ipnosi, ma con risultati insoddisfacenti. Nel 1889 è a Nancy, da Bernheim, il quale usava la suggestione post-ipnotica, tramite la quale osservava che ci sono comportamenti le cui cause sono ignote al soggetto, lui diceva al paziente cosa avrebbe dovuto fare dopo il risveglio dall’ipnosi e quando ciò accadeva, l’individuo compieva l’azione senza ricordarsi che gli era stata comandata dall’analista.
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