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Attenzione

L'attenzione è quell'insieme di dispositivi e di meccanismi che consentono di concentrare e focalizzare le proprie risorse mentali su alcune informazioni piuttosto che su altre. Le funzioni principali dell'attenzione sono mettere in evidenza alcune informazioni e di escluderne altre dalla coscienza. L'attenzione favorisce l'ingresso alle informazioni che vengono selezionate ancora prima di giungere alla consapevolezza, funzionando da filtro che salvaguarda il cervello dagli innumerevoli stimoli che gli arrivano continuamente.

A livello psichico l'attenzione si organizza con gli stessi meccanismi della Gestalt: per essere oggetto della nostra attenzione uno stimolo deve avere una buona forma, una coerenza interna, deve avere un buon contrasto con lo sfondo. L'attenzione può essere di due tipi: selettiva e automatica.

L'attenzione selettiva è la capacità di filtrare (escludere) una serie di stimoli e permette l'ingresso, in maniera volontaria, solo ad uno (o ad alcuni) di essi. L'attenzione automatica si ha quando si permette l'ingresso, improvvisamente e in maniera del tutto involontaria, di una nuova informazione.

Effetto Cocktail Party di Cherry

Per comprendere meglio la differenza tra i due tipi di attenzione è utile analizzare l'effetto Cocktail Party di Cherry. Si è ad una festa e sto parlando con un mio amico; la mia attenzione è tutta rivolta verso le parole del mio amico, nonostante vi siano altri numerosi e potenti stimoli (la musica, le voci, le luci, i movimenti ecc.). Questa mia attenzione verso le parole del mio amico è di tipo selettiva ed è volontaria. Se, però, improvvisamente, un altro amico mi chiama per nome, il mio cervello distoglierà l'attenzione dalla conversazione e si concentrerà sul nuovo stimolo. Questo secondo tipo di attenzione è detta automatica ed è del tutto involontaria.

Percezione

La percezione è il processo psichico che permette di riconoscere, organizzare e dare un senso alle sensazioni, che derivano dagli stimoli ambientali. La percezione è attuata dai sensi in collaborazione con il cervello. In base al senso utilizzato per percepire la realtà esterna, abbiamo diversi tipi di percezione: visiva, uditiva, tattile, olfattiva e gustativa.

La percezione visiva è un processo che implica il riconoscimento e l’interpretazione degli stimoli visivi registrati dall'occhio. Questa percezione avviene tramite due stadi: nel primo stadio il segnale luminoso colpisce i fotorecettori e attraverso il nervo ottico giunge al sistema nervoso centrale. Nel secondo stadio, vi è la trasduzione, cioè il processo che permette ad altri neuroni di ricevere il segnale e trasmetterlo al cervello, dove sarà dotato di significato.

Teorie della percezione visiva

  • Realismo ingenuo: Quando percepiamo è come se fotocopiassimo la realtà; non si effettua una distinzione tra mondo fisico e mondo percepito.
  • Associazionismo: La percezione degli stimoli è intesa come la semplice somma di sensazioni elementari, che vengono associate tra loro.
  • Realismo critico: Parte dalla distinzione tra il mondo fisico e il mondo percepito e si cerca di comprendere il grado di corrispondenza tra i due mondi.
  • Empirismo: La percezione è frutto dell'apprendimento e dell'esperienza passata.
  • Innatismo: La percezione si spiega sulla base di leggi innate che guidano e organizzano i processi percettivi.

Gestalt e percezione

Per analizzare la percezione in termini di leggi, ci rifacciamo ai criteri della psicologia della Gestalt. Secondo la Gestalt, la percezione è il risultato dell'organizzazione interna di forze (stimoli) che avviene secondo leggi precise (principi innati) e che danno senso alla percezione stessa. Sono leggi percettive presenti dalla nascita e indipendenti dall'esperienza esterna.

  • Prossimità o vicinanza: Gli elementi più vicini sono percepiti come parte di una stessa forma.
  • Somiglianza: Tendenza a raggruppare gli elementi simili.
  • Pregnanza: In un insieme di elementi quelli che hanno la forma più semplice tendono ad essere percepiti come figura.
  • Destino comune: Raggruppa gli elementi in movimento verso la stessa direzione.
  • Esperienza: Le organizzazioni conosciute si percepiscono facilmente rispetto a forme nuove.
  • Continuità: Configurazioni con linee continue sono facilmente percepite come un insieme.
  • Chiusura: Configurazioni chiuse vengono preferite a quelle aperte.

Costanza percettiva e illusioni ottiche

Altri principi molto importanti nell'organizzazione della percezione visiva riguardano la costanza percettiva, la costanza della grandezza e la costanza della forma. La percezione della profondità è dovuta a indizi monoculari che sono legati alla messa a fuoco e binoculari che servono a cogliere la profondità ed afferrare gli oggetti. Altro fattore importante nella percezione visiva è l'illusione ottica. Le illusioni ottiche dimostrano che non sempre la percezione è del tutto veritiero. Le illusioni comprendono le illusioni di movimento e le illusioni percettive ottiche geometriche.

Leggi dell'organizzazione percettiva

  • Figura sfondo: Si basa sul criterio della sovrapposizione. Le forme che si trovano collocate su altre ci appaiono come figure su uno sfondo. Tendenza a far emergere delle figure (in genere scure) su uno sfondo più chiaro, ovvero con una disparità di colore.
  • Figura ambigua e reversibile: Si può percepire vaso chiaro su fondo scuro; due profili umani. Mancando indizi di profondità e di sovrapposizione il cervello riesce a decidere quale sia la percezione giusta e può passare da una all'altra.
  • Area occupata: La zona distinta e/o delimitabile che occupa l'estensione minore tende ad essere colta come figura, mentre quella dotata di maggiore esenzione verrà colta percettivamente come sfondo.
  • Destino comune: La percezione avviene in base alla modificazione nel tempo e sulla base del destino comune dell'immagine.
  • Aree delimitate da un contorno e chiuse: Tendono ad essere percepite come figure. Esempio: Il Triangolo di Kanisza, 1955: il triangolo bianco sembra più luminoso eppure non è delimitato da nessun segmento.

Pensiero

Il pensiero è un'organizzazione psichica altamente complessa organizzata secondo il principio di realtà, ma non limitata ai soli processi razionali e intellettivi. I contenuti del pensiero sono le rappresentazioni mentali che possono avere forma linguistica, immaginativa e astratta. Il pensiero umano funziona secondo i procedimenti di tipo percettivo e cognitivo di tipo economico, cioè devono essere il più possibile efficaci ed efficienti.

La principale funzione del pensiero è categorizzazione, che consiste nel semplificare l'esperienza e sintetizzare le molteplici varianti ambientali considerandoli appartenenti a delle categorie. La categorizzazione può essere semplice (livello percettivo/associazionistico) e concettuale (livello astrattivo).

Problem solving

Un'attività fondamentale del pensiero è il problem solving. Con questo termine s'intendono una serie di strategie messe in atto per la soluzione di problemi. Le varie strategie che posso mettere in campo per risolvere il problema sono:

  • Analisi mezzi-fini: Consiste nella trasformazione del problema in una sequenza di sotto-problemi. Per arrivare alla soluzione del problema devo risolvere i singoli sotto-problemi.
  • Esame a ritroso: Si parte dal risultato (che ritengo corretto) e risalgo fino al problema originario.
  • Insight: Consiste nella comprensione improvvisa e imprevedibile della soluzione del problema a volte senza averne chiara consapevolezza di come ci si è arrivati. È un improvviso atto intelligente. La soluzione del problema avviene in unico passo e compare inaspettatamente nella mente del solutore. Nella sua mente si crea una nuova configurazione mentale, una ristrutturazione cognitiva degli elementi del problema anche in assenza di preesistenti interpretazioni.

Esperimenti di Kohler

Interessante, a questo riguardo, gli studi effettuati da Kohler. Lo studioso fece un esperimento con degli scimpanzé inseriti in gabbie ricche di stimoli e con cibo non direttamente accessibile. Kohler osservò che gli scimpanzé mostravano una determinata sequenza di comportamenti: all'inizio la scimmia tentava di raggiungere il cibo senza riuscirci poi segue una fase in cui la scimmia sembrava non interessarsi più al cibo e infine in una terza fase, improvvisamente, la scimmia utilizzando uno degli oggetti presenti nella gabbia riusciva a raggiungere il cibo. Quello che è avvenuto nella scimmia è un'improvvisa illuminazione che prevede una ristrutturazione dei dati a livello cognitivo. È ciò che viene chiamato, per l'appunto, insight.

Memoria

La memoria è la capacità del cervello di conservare informazioni. Si basa sulle conoscenze passate per utilizzarle nel presente attraverso il processo di immagazzinamento degli stimoli esterni e interni in modo tale da renderli riutilizzabili.

Processo di memorizzazione

La memorizzazione è un processo dinamico composto da tre fasi:

  • Codifica: È l'assimilazione. È la fase di trasformazione dei dati, in cui l'informazione viene decifrata, elaborata e vi è una prima rappresentazione dell'informazione in memoria.
  • Immagazzinamento: È la cosiddetta ritenzione. Si crea una traccia mnestica che permette la conservazione dell'informazione codificata grazie alla reiterazione che favorisce la fissazione dell'informazione.
  • Recupero: È il richiamo. È il richiamo dell'informazione codificata e immagazzinata. Il recupero può avvenire spontaneamente oppure volontariamente.

Il recupero volontario può avvenire attraverso 2 processi:

  • Riconoscimento: Il soggetto deve stabilire se il “materiale” che ha davanti gli si è presentato in precedenza. È un recupero più semplice (ad es. le domande a risposta multipla di un esame).
  • Rievocazione: È la capacità di richiamare alla mente informazioni o eventi, vissuti o appresi. È un recupero più impegnativo (es. le domande a risposta aperta di un esame).

La rievocazione può essere:

  • Libera se deve rievocare il materiale senza nessun vincolo (es. ripetere i nomi di una lista senza rispettare l’ordine).
  • Seriale se deve rievocare il materiale ripetendo l’ordine esatto.
  • Guidata se deve rievocare aiutato da stimoli aggiuntivi, attraverso indizi utili.

Tipi di memoria

  • Memoria sensoriale: Riceve gli stimoli dai sensi e filtra l'informazione sensoriale lasciando una brevissima traccia. Ha una capacità d'immagazzinamento molto ampia, ma una capacità di ritenzione molto limitata.
  • MBT: Il materiale raccolto dai sensi passa alla memoria a breve termine e vi resta per 15/30 secondi. Ha una capacità d’immagazzinamento limitata ed un rapido decadimento se non vi è nessun processo di reiterazione.
  • MLT: È la capacità di registrare stabilmente il materiale pervenuto dalla MBT, favorita dalla reiterazione. Ha una capacità tendenzialmente illimitata.

La MLT è stata classificata in tre parti:

  • Memoria episodica: relativa agli eventi collocati in un contesto spazio-temporale.
  • Memoria semantica: relativa alla comprensione del linguaggio (parole, concetti) e non è collocabile nello spazio e nel tempo.
  • Memoria procedurale: riguarda l’insieme di informazioni che mi permettono di eseguire compiti alla base di procedimenti automatici.

Perdita di memoria

La memoria si può perdere. La perdita di memoria può essere di 2 tipi:

  • Amnesia: Ovvero il disturbo della memoria a lungo termine dovuto a danno o deterioramento cerebrale o in condizioni patologiche.
  • Oblio: Che è la perdita o impossibilità di recuperare informazioni che un tempo si possedevano.

Intelligenza

L'intelligenza è la capacità dell'individuo di agire razionalmente per ottenere uno scopo e comprende differenti abilità: una buona memorizzazione, una buona disposizione ad apprendere, abilità nel risolvere i problemi, attitudine a capire in fretta, elasticità mentale.

Tipi di intelligenza

Si possono identificare diversi tipi d'intelligenza, tra cui:

  • Intelligenza creativa: La capacità d'immaginare un’alternativa non banale nell’uso o nella percezione di qualcosa (esempio del mattone utilizzato oltre che per costruire, come peso o come gradino).
  • Intelligenza logica di tipo astratto: La capacità di esaminare un evento (nella mente) scomponendolo e isolando (attraverso l’uso della logica) i fattori che lo generano.

Test d'intelligenza

L'intelligenza, in ambito psicologico, è valutata attraverso dei test chiamati test d'intelligenza. I test d'intelligenza si basano su misure indirette di una caratteristica non osservabile direttamente e misurano le abilità generali, cognitive e di ragionamento.

I più utilizzati oggi, sono:

  • Le scale di Wechsler: Divisa in WAIS-R adulti; WISC-III-età scolare; WIPPSI-età prescolare. Nelle Scale di Wechsler, le prove erano, inizialmente, in funzione dell'età cronologica e tenevano conto del deterioramento fisiologico. Successivamente, Wechsler passò dal concetto di età mentale al concetto di QI (quoziente d'intelligenza). Elaborò una scala standardizzata con media 100 e deviazione standard 15. La fascia della normalità è compresa nel range 85<100>115.

Il QI è stabilito dal rapporto tra età mentale ed età cronologica moltiplicato per 100. A tutt'oggi, questo è il metodo più diffuso per valutare il QI ma viene utilizzato anche per misurare il deterioramento mentale, per individuare il tipo d'intelligenza (pratica e verbale) e per individuare eventuali carenze intellettive.

Secondo Wechsler l'intelligenza è una funzione dell'intera personalità e dipende da altri fattori oltre quelli inclusi nel concetto di capacità cognitive. Le Scale di Wechsler ci permettono di avere 3 punteggi:

  • QI verbale: Tratto dai test verbali che si suddividono in sotto scale che misurano capacità come il ragionamento aritmetico, la comprensione, il vocabolario, la memoria ecc.
  • QI di performance: Tratto da test di abilità pratiche che misurano la capacità di completare figure, riordinare storie figurate, cifrari e labirinti.
  • QI totale: In tutte le scale le prime domande sono più semplici, le ultime più difficili e risolvibili da solo una piccola minoranza.

Matrici progressive di Raven

Le matrici progressive di Raven valutano il grado di osservazione e la chiarezza di pensiero di un soggetto. Sono utilizzate per soggetti di qualsiasi età, indipendentemente dal loro livello culturale. Il test consiste nel chiedere al soggetto di scegliere tra 6 o 8 disegni quello che completa il modello presentato.

Comunicazione

La comunicazione è la trasmissione, la diffusione di qualcosa agli altri. È, perciò, un processo dinamico con un intento preciso. Nella linguistica, la comunicazione è lo scambio di informazioni mediante uno o più linguaggi (verbale, gestuale, iconico, musicale) tra un'emittente e un destinatario. La comunicazione da un punto di vista psicologico, è la produzione intenzionale di qualche tipo di segno che possa essere percepito e interpretato come tale da un'altra persona.

L'uomo comunica attraverso diversi mezzi di comunicazione: scrittura, disegno, immagine, azione, comunicazione non verbale e linguaggio.

Settori della comunicazione

Nell'uomo la comunicazione ha tre settori o branche:

  • La sintassi: Si occupa della codifica e decodifica dell'informazione. Studia le parole, le proposizioni e i periodi e il modo con cui si uniscono tra loro.
  • La semantica: Si occupa del significato delle parole.
  • La pragmatica: Si occupa degli effetti e dell'influenza della comunicazione sul comportamento.

Elementi del circuito della comunicazione

Nel circuito della comunicazione umana ci sono i seguenti elementi:

  • L'emittente: È la fonte dell'informazione usa un processo di codifica per tradurre l'informazione che vuole trasmettere.
  • Il ricevente: È chi accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende.
  • Il codice: L'insieme dei simboli e regole sintattiche utilizzate nella comunicazione. Deve essere condiviso e può essere: verbale (il linguaggio sia scritto che orale), para-verbale (il tono della voce, il ritmo, gli accenti, il volume) e non verbale (mimica, gesti, sguardi, posture).
  • Il canale: Il mezzo di comunicazione usato.
  • Il contesto: L'ambiente dove si realizza la comunicazione.
  • Il referente: L'oggetto della comunicazione.

Si definisce "circuito" perché vi è un processo dinamico, circolare, tra emittente e ricevente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Amati Italia.
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