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Psicologia generale

Psicologia

Per molti secoli, la psicologia è stata affrontata dalla filosofia e dalle scienze biologiche e naturali. Ha cominciato ad affermarsi come scienza autonoma quando si è occupata del legame esistente tra la mente e il cervello e indagare l'interazione con l'ambiente sociale e culturale nel quale l'individuo è inserito. Si occupa dello studio scientifico del comportamento e dei processi mentali.

Strutturalismo

Wundt fondò nel 1879 il laboratorio di psicologia fisiologica. A questa data viene fatta corrispondere la nascita della psicologia come scienza. Il suo oggetto di studio è l'esperienza diretta e immediata, ossia il contenuto di coscienza che aveva il soggetto riguardo alla sua attività mentale. Il loro metodo era l'introspezione, al fine di arrivare a comprendere come si combinano le sensazioni di base per produrre la nostra percezione del mondo. Durante la procedura, la persona veniva sottoposta a uno stimolo e le veniva chiesto di descrivere lo stimolo aggiungendo un maggior numero di dettagli e pensieri, così che si potesse comprendere di più la struttura della mente. Criticità: tecnica non scientificamente valida, difficile descrivere alcune esperienze interne e non era possibile dimostrare che i contenuti di coscienza fossero gli stessi in presenza o assenza di introspezione.

Funzionalismo

James sviluppò il funzionalismo. Il background teorico su cui si basa sono le teorie evoluzionistiche di Darwin, ovvero anche i processi mentali si evolvono seguendo le regole dell'adattamento biologico. L'oggetto di studio era l'attività della mente e il ruolo dell'individuo nell'adattamento all'ambiente. Il focus era la coscienza.

Psicologia della Gestalt

In Europa, nel 1900, con Wertheimer, noto per la definizione di movimento apparente (organizzazione percettiva globale precedente all'analisi dei singoli elementi). Il background teorico è la psicologia dell'atto di Brentano che pose una distinzione tra la realtà fisica (il mondo così com'è) e fenomenica (realtà come appare al soggetto). Precursore fu Von Ehrenfels che coniò il concetto di qualità gestaltistica (configurazioni percettive che rimangono invariate al variare degli elementi che le compongono).

Kohler definì l'apprendimento insight o per intuizione. Lewin si aprì alla psicologia sociale e coniò la teoria del campo, l'interazione degli individui definita come un campo di forza. Per loro, il focus di studio era la percezione e il pensiero in senso unitario, senza focalizzarsi sui singoli elementi. Utilizzarono il metodo fenomenologico sperimentale che utilizzava il variare dei cambiamenti percettivi della persona.

Psicoanalisi

Freud sviluppò la psicoanalisi, il cui oggetto di studio è il comportamento considerato motivato da forze e conflitti interni di cui si ha poca consapevolezza e controllo (psicodinamica). Ipotizzò che alla base dei disturbi mentali ci fosse un conflitto tra richieste psichiche opposte. Formulò tre ipotesi riguardanti il conflitto tra principio di piacere e di realtà, il conflitto tra pulsione sessuale e di autoconservazione e il conflitto tra pulsione di vita e di morte. La risoluzione del conflitto avviene attraverso l'indagine dell'inconscio.

Approcci psicologici

Comportamentismo

Watson affermò che l'organismo è una "scatola nera", ovvero non è possibile indagarlo direttamente. Il comportamento è analizzabile solo intersoggettivamente e studia solo le associazioni stimolo (davanti ai nostri occhi) e risposta (comportamento osservabile). Per lui nulla è innato, ma tutto determinato dall'ambiente. Nacque il neocomportamentismo, che pone attenzione all'organismo e ai processi interni che avvengono nell'organismo. Si inserisce tra stimolo e risposta l'organismo. Così nascono le teorie della mediazione.

Teoria cognitivista

Negli anni '60, Miller, Galanter e Pribram hanno proposto il modello Tote, dove viene fatta una fase di test, poi operate, quindi l'azione viene messa in campo, poi test di valutazione dell'operato e ultima fase Exit si ritorna alla fase iniziale. Nel 1967, Neisser scrive il volume "Psicologia cognitivista", dove la mente è come un computer (simulazione comportamento) e nominata come corrente HIP (human information processing). Si diffonde la scienza cognitiva, un approccio interdisciplinare allo studio dell'intelligenza naturale e artificiale che indaga com'è fatta la mente per capire come essa sia in grado di codificare le conoscenze.

All'interno dell'approccio cognitivista ci sono due metodi: il modularismo di Fodor, in cui i trasduttori convertono gli stimoli ambientali in rappresentazioni interne trattabili dalla mente. Ipotizza che ad ogni modulo corrisponda una base cerebrale. E il connessionismo che si pone l'obbiettivo di cercare modelli della struttura della mente e del funzionamento del cervello. L'architettura mentale è concepita sul modello di una rete di unità, con unità di input e di output, dette unità nascoste.

Interazionismo

Si fonda sul soggetto in interazione con il mondo e le altre persone. La prima fu Mead che nel 1938 ha proposto l'interazionismo simbolico, secondo il quale il sé è costituito da due parti, l'Io, la parte più individuale, e il Me, i molti modi in cui gli altri ci vedono. Bateson, Jackson e Beavin fondarono una scuola sistematica in cui c'era una relazione tra funzione in matematica e relazione in psicologia. Sostenevano che per studiare un soggetto si doveva indagare anche il sistema di relazioni che lo definiscono.

Teorie della mente embodied

Approccio interdisciplinare che cerca di vedere come l'esperienza sociale situata orienta e viene orientata dai programmi del sistema nervoso. Ha tre punti chiave: la mente ha un corpo; le competenze cognitive e comunicative della mente sono relational mind e l'attività della mente è situata in un ambiente fisico e sociale.

Ricerca in psicologia

Gli psicologi imparano a conoscere e comprendere il comportamento umano e altri fenomeni. Tre fasi: identificare la domanda, formulare teorie generali e formulare ipotesi. In campo psicologico, una domanda di ricerca riguarda: la natura e le cause di un comportamento, le conclusioni di precedenti ricerche svolte e la curiosità. Una teoria è una spiegazione generale che riguarda un fenomeno specifico che interessa il ricercatore. Un'ipotesi è una predizione derivante da una teoria che è formulata in maniera tale da essere verificata.

Metodi di ricerca

  • Rassegne della letteratura: mezzo per testare un'ipotesi.
  • Osservazione: ricerca in cui lo sperimentatore osserva un comportamento che avviene naturalmente senza apportare nessuna modifica alla situazione.
    • Svantaggi: difficile controllare tutti i fattori che intervengono, non è possibile intervenire direttamente sulla situazione osservata e se le persone sanno di essere osservate potrebbero comportarsi diversamente rispetto al solito.
  • Ricerca con sondaggio: si pongono domande su comportamenti e pensieri a persone selezionate per rappresentare una fetta di popolazione (campione).
    • Le debolezze: può entrare in gioco il fenomeno della desiderabilità sociale, dove la persona potrebbe faticare a confessare di mettere in atto atteggiamenti non condivisi socialmente.
  • Studio di casi singoli: studio intensivo di un individuo o gruppo ristretto di persone. I ricercatori spesso utilizzano la procedura della verifica psicologica, progettando domande per intuire aspetti della persona.
  • Ricerca per correlazione: ricerca che esamina la relazione esistente tra due gruppi di variabili al fine di verificare se siano associate.
    • Una variabile è un comportamento che può modificarsi in qualche modo. La forza e la direzione della relazione fra le variabili è indicata da un coefficiente numerico, il coefficiente di correlazione, che può variare da -1 a +1. Correlazione positiva se crescono entrambe le variabili.
  • Ricerca sperimentale: un esperimento studia la relazione causale fra variabili, attraverso la produzione di un cambiamento in una variabile (manipolazione sperimentale) e l'osservazione degli effetti di tale cambiamento su altri aspetti della situazione.
    • Latané e Darley: un gruppo riceverà un trattamento (gruppo sperimentale) e un gruppo non riceverà nessun trattamento (di controllo). Senza gruppo di controllo non potrebbero essere certi che non sia stata qualche altra variabile a causare i cambiamenti osservati. La variabile che viene manipolata prende il nome di variabile indipendente, mentre quella che ci si aspetta che cambi, dipendente. Dopodiché c'è l'assegnazione randomizzata dei partecipanti, ovvero che vengono assegnati a gruppi sperimentali sulla base della casualità.
  • Meta-analisi: unire risultati di studi separati per arrivare ad una conclusione generale.

I neuroni

I neuroni sono cellule nervose dotate di un corpo cellulare che contiene il nucleo. Ad un'estremità del neurone sono collocati i dendriti, che ricevono i messaggi dagli altri neuroni. All'altra estremità c'è l'assone che trasporta le informazioni ad altri neuroni. Al termine di ogni cellula nervosa c’è il bottone sinaptico, che permette il passaggio dell'informazione al neurone adiacente. Le cellule nervose sono saldate tra di loro da cellule gliali, che hanno funzioni nutritive e protettive. I messaggi che attraversano il neurone sono di tipo elettrico. A questo fine è deputata la guaina mielinica, un rivestimento di grasso e proteine che avvolge l'assone e lo protegge; ha inoltre la funzione di aumentare la velocità di trasmissione del messaggio.

Attivazione

I neuroni seguono una modalità di attivazione on-off, sono attivi o disattivi. Quando arriva un messaggio, la membrana del neurone si apre e permette l'ingresso di ioni carichi positivamente. Quando la carica positiva raggiunge un livello critico, si verifica il potenziale d'azione, un impulso nervoso elettrico che attraversa l'assone. Dopo che l'impulso è passato per l'assone, gli ioni positivi vengono espulsi da questa sezione e la carica torna negativa; per circa un millisecondo, non è più possibile il passaggio di un nuovo potenziale d'azione (stato di refrattarietà assoluta). Soltanto una forte stimolazione permette la liberazione del potenziale d'azione (refrattarietà relativa); dopo qualche millisecondo, il neurone torna però al suo stato di riposo e la procedura può ripetersi.

Sinapsi e neurotrasmettitori

I neuroni comunicano tra loro attraverso le sinapsi, strutture finalizzate alla trasmissione di informazioni fra cellule nervose; la comunicazione tra i neuroni è di carattere chimico. Essi si legano ai recettori-canale, molecole in grado di legarsi in maniera specifica a particolari neurotrasmettitori. Essi possono portare messaggi di due tipologie: eccitatori, che rende probabile l'attivazione del neurone ricevente e il passaggio del potenziale d'azione; inibitorio, che diminuisce la probabilità di attivazione del neurone ricevente. Se sono attivate contemporaneamente più sinapsi eccitatorie, sarà maggiore l'energia (fenomeno della sommazione spaziale). Se si mantiene attivata più a lungo la stessa sinapsi eccitatoria, si può ottenere l'effetto (fenomeno della sommazione temporale). Ma solo se la depolarizzazione delle sinapsi eccitatorie è abbastanza forte, ci sarà il passaggio del potenziale d'azione.

Esistono due meccanismi che consentono di liberare le sinapsi dai neurotrasmettitori: essi possono venire disattivati da enzimi o il processo reuptake, dove il bottone sinaptico riassorbe il neurotrasmettitore.

I principali neurotrasmettitori

  • Acetilcolina (Ach): neurotrasmettitore con funzione eccitatoria nel sistema nervoso autonomo e nel cervello e inibitoria negli altri sistemi, coinvolto nel movimento.
  • Glutammato: neurotrasmettitore eccitatorio nel cervello e nel midollo spinale, coinvolto nei processi di memoria.
  • Acido gamma-amminobutirrico: principale neurotrasmettitore inibitorio, regolatore di molti processi come l'alimentazione, l'aggressività e il sonno.
  • Dopamina: si trova nel cervello e può avere una funzione eccitatoria o inibitoria.
  • Serotonina: di tipo inibitorio, collocata nel cervello e nel midollo spinale, fondamentale nella regolazione del sonno, della fame, dell'umore e del dolore.
  • Endorfine: classe di neurotrasmettitori inibitori, ruolo nella soppressione del dolore e nel mantenimento di un umore positivo.

Sistema nervoso

Centrale

Comprende cervello e midollo spinale. È responsabile delle risposte involontarie del nostro organismo. Riflessi che coinvolgono l'azione di differenti neuroni: sensoriali o afferenti, che trasmettono le informazioni al sistema nervoso centrale; motori o efferenti, che comunicano i messaggi del sistema nervoso centrale ai muscoli e alle ghiandole; interneuroni.

Periferico

Il sistema motorio si suddivide in sistema somatico e nel sistema autonomo. Il sistema somatico controlla i movimenti volontari e la comunicazione. Il sistema autonomo, invece, ha a che fare con le parti del corpo che lavorano in maniera involontaria e che regolano le nostre funzioni vitali. Il sistema autonomo è costituito da:

  • Sistema simpatico prepara il corpo a gestire le situazioni di emergenza.
  • Sistema parasimpatico interviene per calmare il corpo dopo che si è trovato a fronteggiare una situazione di pericolo.

Il sistema endocrino

Rete di comunicazione di tipo chimico che manda messaggi a tutto il nostro corpo attraverso il sangue. Si avvale di ormoni che influiscono sul comportamento e crescita. Importante ghiandola pituitaria (maestra) o ipofisi che secernono gli ormoni che controllano la crescita. Sviluppo della genetica comportamentale, che cerca di comprendere come la nostra eredità genetica ci predispone a rispondere in certi modi al nostro ambiente.

Struttura del cervello

Nucleo centrale

Il cervello primitivo che ha la funzione di controllare i processi di base come l'alimentazione e il sonno; la parte centrale è il romboencefalo, costituito dal midollo, dal ponte e dal cervelletto. Il midollo controlla molte funzioni vitali, come respirazione e il battito cardiaco. Il ponte permette la trasmissione di informazioni motorie e il coordinamento dei movimenti ed ha la funzione di congiungere le due metà del cervelletto. Vi è poi la formazione reticolare che attraversa tutte queste strutture. Quando si dorme essa filtra gli stimoli per permettere un sonno indisturbato. All'interno del proencefalo si trova il talamo, che riceve informazioni che provengono dagli organi di senso e le invia alle parti più alte del cervello. Proprio sotto il talamo, si trova l'ipotalamo che è fondamentale per il mantenimento dell'omeostasi (equilibrio) all'interno del corpo.

Sistema limbico

Costituito da amigdala, l'ippocampo e il fornice, che hanno un'importante funzione nella regolazione dell'alimentazione, dell'aggressività e della riproduzione ed hanno un ruolo centrale nell'apprendimento, nella memoria e nell'esperienza del piacere.

Corteccia cerebrale

Nota anche come neoencefalo, permette un'elaborazione più sofisticata delle informazioni. Costituita da quattro lobi:

  • Lobi frontali: collocati nella parte anteriore della corteccia.
  • Lobi parietali: si trovano subito dietro ai frontali.
  • Lobi temporali: si trovano nella parte centrale inferiore.
  • Lobi occipitali: collocati dietro ai temporali.

Ci sono tre principali aree:

  • Area motoria: responsabile dei movimenti volontari del corpo.
  • Area sensoriale: ha corrispondenze per ognuno dei sensi, in cui è stato creato l'homunculus somatosensoriale che fornisce una rappresentazione corticale del corpo, dove più una parte del corpo è ampia, maggiore è il corrispettivo tessuto corticale. Le principali aree sensoriali sono:
    • Uditiva: localizzata nel lobo temporale e responsabile dell'udito.
    • Visiva: situata nel lobo occipitale.
  • Area di associazione: ad essa si associano i processi mentali più complessi (pensiero, memoria, linguaggio). Se si verificano dei danni in quest'area, possono insorgere:
    • Aprassia: incapacità di trovare un'integrazione logica e razionale nelle attività che si svolgono.
    • Afasia: problemi di linguaggio.
      • Afasia di Broca: produce un discorso esitante e spesso sgrammaticato, dove diventa impossibile trovare le parole giuste.
      • Afasia di Wernicke: difficoltà di comprensione di ciò che altri dicono e di produzione del linguaggio, presentate frasi fluenti, ma prive di senso.

Gli emisferi cerebrali

Il linguaggio è regolato dall'emisfero sinistro, che controlla i compiti verbali, mentre il destro è collegato all'area non verbale. Il sinistro è sequenziale ed esamina un frammento di informazione alla volta, mentre il destro ha una modalità di procedere di tipo globale. I due emisferi sono connessi da un fascio di fibre, chiamato corpo calloso. Attraverso lo studio di pazienti split brain, ai quali sono state recise le fibre del corpo calloso a livello chirurgico per fermare gli attacchi di epilessia, è possibile comprendere che cosa avviene quando i due emisferi non possono comunicare fra loro. In questi casi, i due lati del corpo lavorano in maniera disarmonica e ciò porta a non raggiungere il massimo delle potenzialità cerebrali. Esiste un processo noto come neuroplasticità: nel corso della vita il cervello può modificarsi e alcune aree hanno la possibilità di riorganizzarsi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marti17__ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Valenti Chiara.
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