Empatia
Capacità di percepire e comprendere gli stati mentali altrui, è una dote così indispensabile per lo sviluppo sociale da essere profondamente radicata nel nostro cervello: per aiutarci a entrare nei panni degli altri arriva a riprodurre emozioni, movimenti e sensazioni tattili e di dolore.
Origine del termine
Il primo a usare il termine “empatia”, traduzione dal tedesco Einfühlung, fu il filosofo Theodore Lipps (1903), che lo usò agli inizi del Novecento nell’ambito della psicologia dell’esperienza estetica per indicare la relazione tra l’artista e il fruitore che proietta se stesso nell’opera.
Empatia nelle scienze psicosociali
Nelle scienze psicosociali e nelle neuroscienze cognitive contemporanee il termine si riferisce alla capacità di percepire, immaginare e avere una comprensione diretta degli stati mentali e dei comportamenti altrui.
L'empatia nell'esperienza corporea
L’empatia è profondamente radicata nell’esperienza diretta del nostro corpo, ed è proprio questo tipo di esperienza che ci permette di riconoscere gli altri come persone simili a noi e di comprenderne gli stati interiori.
Importanza dell'empatia nella comunicazione
La capacità di empatizzare è una componente fondamentale della comunicazione tra individui, e favorisce la messa in atto di abilità sociali fondamentali, come l’apprendimento attraverso l’osservazione, e la comprensione dei bisogni e dei desideri altrui: una capacità, insomma, che in teoria consente di ottimizzare le interazioni tra gli individui.
Osservare altri individui affrontare un pericolo può aiutare a comprenderlo senza averne esperienza diretta, e quindi senza esporsi a rischi.
Componenti dell'empatia
Classicamente si distinguono due grandi componenti dell’empatia:
- Quella cognitiva, che riguarda la capacità di adottare e comprendere la prospettiva psicologica delle altre persone.
- Quella affettiva, che fa riferimento alla capacità di sperimentare reazioni emotive in seguito all’osservazione delle esperienze altrui (Baron-Cohen, 2004).
Le interazioni tra le due componenti rafforzano il legame interpersonale empatico indispensabile per riconoscere se l’altro è triste, arrabbiato o felice.
Neuroni specchio ed empatia
I neuroni specchio sono per le neuroscienze ciò che il DNA è stato per la biologia (Vilayanur Ramachandran).
Funzione dei neuroni specchio
I neuroni specchio nell’uomo non necessitano di un’effettiva interazione con gli oggetti. Sono alla base della comprensione del significato delle azioni altrui e sono in grado di codificare, attraverso l’osservazione, non solo l’atto ma anche l’intenzione con cui esso è compiuto. Conoscenza esperienziale.
Comprensione e sentimenti
Vittorio Gallese individua il ruolo assunto dal sistema dei neuroni mirror non solo nella comprensione delle azioni ma anche dei sentimenti altrui.
Empatia: particolare capacità di immedesimarsi nell’altra persona sino a coglierne i pensieri e gli stati d’animo (Galimberti, 1999).
Il ruolo dell'insula
L’insula è il centro del meccanismo specchio che è in grado di codificare immediatamente nei corrispondenti emozionali.
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