Sigmund Freud e lo studio della mente
Sigmund Freud ha studiato la mente umana attraverso quattro tappe: isteria, desiderio sessuale (sogno e nevrosi, sviluppo libidico, narcisismo e l'ideale dell'Io), metapsicologia e teoria strutturale (eros, thanatos). Ha introdotto concetti fondamentali come il determinismo psichico, l'inconscio e la psicopatologia della vita quotidiana. Inoltre, ha sviluppato un punto di vista economico (energia e pulsione, narcisismo) e un punto di vista dinamico (modelli dell'apparato psichico: Es, Io, Super-Io; conscio, preconscio, inconscio - ipotesi topografica), angoscia, sviluppo psicosessuale e nevrosi.
Karl Abraham e lo sviluppo psichico
Karl Abraham ha lavorato sulla demenza precoce e la psicosi maniaco-depressiva, proponendo un modello di sviluppo in cinque stadi: orale primitissimo, orale più tardo, sadico-anale, genitale precoce e genitale definitivo.
Sandor Ferenczi e la psiche
Sandor Ferenczi ha teorizzato che la psiche funziona secondo due forme primitive di difesa: introiezione e proiezione. Ha studiato il mondo interno e le cinque fasi dei fenomeni tra Io e ambiente: vita intrauterina e nascita (periodo di onnipotenza), periodo magico allucinatorio (appagamento nel desiderare qualcosa), gesto per ottenere risposta, inizio del pensiero simbolico e riflessione cosciente (relazione tra suoni e oggetti). La teoria del trauma suggerisce un passaggio da una fase autoplastica a una alloplastica per avere il senso della realtà.
Wilhelm Reich e la teoria della genitalità
Wilhelm Reich ha sviluppato la teoria della genitalità, analizzando la genitalità, nevrosi e orgasmo. Ha analizzato il carattere come una reazione tra pulsione e mondo esterno, fungendo da barriera. Ha identificato vari tipi di carattere: isterico, coatto, fallico-narcisistico, masochista, peste emozionale e genitale.
Otto Rank e il trauma
Otto Rank ha affrontato il trauma dal presente e non dal passato. Ha proposto la risoluzione della nevrosi attraverso la ripetizione della rescissione dalla madre non riuscita.
Anna Freud e le difese dell'Io
Anna Freud ha studiato come l'Io si difende con difese primitive ed evolute: paura della forza degli istinti, angoscia del Super-Io, bisogni di sintesi dell'Io. Ha analizzato il processo evolutivo del bambino su tre componenti: dotazione naturale, ambiente, grado di maturazione della personalità. Ha individuato due strumenti per collocare il bambino sulla scala evolutiva: linee evolutive (interazioni tra Es, Io e Super-Io) e profilo metapsicologico (integrazione profilo iniziale e finale). Ha posto attenzione alla normalità e studiato le regressioni, distinguendo tra nevrosi infantile e disturbi evolutivi.
Heinz Hartmann e l'evoluzione dell'Io
Heinz Hartmann ha teorizzato che Io ed Es sono indifferenziati. L'Io si evolve con l'ereditarietà, l'influenza pulsionale e della realtà. Ha studiato la modifica della capacità adattiva con tre modalità: autoplastica (adattamento all'ambiente), alloplastica (modificare l'ambiente a favore delle esigenze) e ricerca di un ambiente più favorevole.
Edit Jacobson e l'influenza materna
Edit Jacobson ha analizzato l'impatto delle cure materne sull'Io del bambino. Il bambino distingue l'oggetto prima del Sé. Ha studiato l'identità sessuale prima nel maschio e l'importanza della fase anale nella formazione del Super-Io (pulizia). Ha osservato che il Super-Io nella bambina può essere influenzato dallo shock della castrazione, portandola a svalutare se stessa e la madre, rivolgendosi con amore verso il padre. Ha considerato la psicopatologia come deviazione dallo sviluppo normale, rappresentazioni indifferenziate di Sé e dell'oggetto. Ha analizzato la psicosi come conseguenza di troppe pulsioni e la depressione psicotica come conflitto tra immagine di sé desiderata e fallimentare.
René A. Spitz e lo sviluppo dell'Io
René A. Spitz ha studiato la deprivazione della figura materna, osservando che le funzioni dell'Io si organizzano in tre stadi: inizio della percezione e dell'Io, l'Io diventa una struttura psichica con una varietà di sistemi e funzioni, aprendo la strada alle relazioni sociali. Ha osservato che non c'è differenziazione tra Io e Es. Ha identificato tre organizzatori: lo sviluppo delle relazioni influenzate dagli affetti e dall'ansia, il sorriso come inizio della divisione tra conscio e inconscio, e la stabilizzazione dell'oggetto libidico come fusione delle due pulsioni aggressiva e libidica. Il secondo organizzatore interpone il pensiero all'azione, mentre il terzo organizzatore è costituito dal "no" accompagnato dallo scuotere della testa; se questo fallisce, predomina l'aggressività portando a rabbia e violenza.
Margareth S. Mahler e il processo di separazione-individuazione
Margareth S. Mahler ha analizzato l'evoluzione del bambino tramite il processo di separazione-individuazione, enfatizzando l'importanza dell'adattamento e delle relazioni oggettuali (dal narcisismo primario fino allo sviluppo dell'Io). Ha identificato i precursori del processo di separazione-individuazione: fase autistica normale (stato disorientamento allucinatorio) e fase simbiotica normale (unità duale onnipotente). Ha definito le sottofasi del processo di separazione-individuazione: differenziazione (4-8 mesi, inizio della percezione esterna) e sperimentazione (8-14 mesi, sperimentazione di nuove esperienze).
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