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Capitolo uno

Nozioni e tipi di gruppi

All’origine della noità: come bisogno e come sentimento

Il significato etimologico della parola gruppo

- kruppa: germanico, nodo, groviglio

- groupe: francese, insieme di personaggi nelle arti figurative

Un individuo è tale solo se in relazione ad altri individui, solo se immerso e attraversato da una dimensione

gruppale in grado di dare senso al suo esserci. I fenomeni psicologici non possono essere compresi facendo

astrazione dai contesti intersoggettivi nei quali prendono forma, quindi la nostra mente è ontogenicamente e

fitogenicamente gruppale. La nostra mente ha una fondazione storicistico-relazionale in quanto tutta la nostra

vita è intenzionata da una storia che ci viene trasmessa attraverso le parole, gli affetti, riassunti di tutta la

nostra cultura.

Lavorare in termini gruppali significa eliminare la convinzione che lavoriamo con un oggetto-gruppo:

lavorare con i gruppi è lavorare con un oggetto che abita dentro di noi, il mondo gruppale interno che si

scontra con uno esterno.

GRUPPO: costrutto della mente, organizzazione mentale, operatore psichico, sentimento di appartenenza,

emozione, complesso reticolo di interrelazioni psichiche.

Cooley: distinzione tra gruppi primari – unità fondativa delle società, caratterizzati da interazione diretta tra i

membri, numero ristretto di persone, legami intimi che favoriscono il senso di appartenenza (famiglia,

compagni di gioco…) - e gruppi secondari – relazioni indirette e formali, dimensione emozionale si limita

alla necessità di condividere un obiettivo (sistemi sociali, enti economici, ospedalieri…).

1. piccolo gruppo

2. gruppi di appartenenza

3. gruppo di riferimento

4. gruppo interno

5. esterno

6. naturale

7. sperimentale

8. formale

9. informale

Anzieu e Martin differenziano:

gruppo primario e secondario da altri fenomeni:

- folla: moltitudine di persone senza condivisione di progettualità

- massa: numero ancora più vasto di persone non riunibili in uno stesso luogo

- banda: numero finito di membri aggregato per qualche somiglianza

- raggruppamento: insieme di persone che si incontrano con un obiettivo e con forme di

rappresentanza

- piccolo gruppo: numero ristretto di persone accomunate da un obiettivo

- organizzazione o gruppo secondario: persone che attraverso ruoli perseguono un obiettivo

- gruppo allargato: numero di persone riunite per esprime opinione su tema comune

Per poter classificare i diversi gruppi è importante avere presente le variabili psicosociali che orientano il

lavoro gruppale:

- origine

- obiettivi

- tipo di interazione

- durata

- composizione

- rapporto con l’organizzazione

Dipendentemente dagli obiettivi è possibile classificare i gruppi in:

- di discussione

- di decisione

- di informazione

- di osservazione

- di orientamento

- di sostegno

- di counseling

- di ricerca

- di prevenzione

- di educazione al benessere

Nel corso del lavoro con il gruppo possono verificarsi serie di difese:

- accoppiamento: formazione di una coppia perché un soggetto non riesce a relazionarsi con il resto

del gruppo

- fuga nel passato: meccanismo che allevia la pressione di un gruppo sul presente, discutendo di eventi

passati

- fuga all’esterno: il gruppo sembra attratto da argomenti lontani dalle attuali discussioni

- fuga nell’amore: proclama in modo esagerato la propria lealtà al gruppo

- spostamento del conflitto: si allontanano gli scontri e le discussioni che andrebbero gestite

- confusione di ruolo: si verifica quando un membro del gruppo assume la conduzione

- fuga nella virtù: si esprime sottoforma di fedeltà alle regole

- assistenza del conduttore: ruolo di aiutante

- lamento per evitare l’aiuto: si critica l’associazione per evitare le critiche

- attacco e fuga: tensione per evitare collaborazione

Nel corso del lavoro con il gruppo possono verificarsi serie di episodi:

- silenzi

- condensazioni: sbocchi improvvisi di confidenze

- risonanza: seguire la lunghezza d’onda

- transfert: trasferimento delle precedenti esperienze

Nel corso del lavoro con il gruppo possono verificarsi serie di fenomeni:

- socializzazione del linguaggio: indicatore della transizione verso l’universo gruppale.

Io -> noi

- interdipendenza: relazione complementare, simmetrica e non dipendente

- sala degli specchi: mirroring, capacità di rispecchiare parti di sé negli altri e viceversa

- accettazione delle differenze

Capitolo due

Pensare di gruppo e lavorare con i gruppi

(concetti più importanti)

Pensiero di gruppo: possibilità di riconoscersi in un prodotto risultato dalla messa in comune di pensieri

individuali

Pensare di gruppo: pensiero flessibile, orientato alla costante revisione del precedente stato di coscienza e

conoscenza

Fattori costitutivi della cultura di gruppo:

- differenziazione della leadership: ripartizione delle funzioni. Il dissenso è un valore, l’obbedienza è

flessibile

- trattamento dei conflitti tramite la condivisione: i conflitti non risolvibili possono essere risorse,

gestibili momento per momento

- potere psichico, oggetto di conoscenza scientifica

- il potere è a somma variabile: il potere è plurale, quello di un membro accresce quello di un altro

membro

- centralità del futuro: polidimensionalità temporale. Presente-passato-futuro si intersecano

- polidimensionalità dei metodi conoscitivi

- pluralismo normativo: non esistono tabù e violazioni di norme. Il crescere degli altri fa crescere

anche me stesso.

Capitolo tre

Storia e collocazioni concettuali

Il gruppo in psicologia clinica e sociale

Gruppi nell’area clinica e psicoterapeutica

Il primo caso di utilizzo del set gruppale con fine terapeutici è stato individuato nel lavoro di Pratt (1904).

Dello stare in gruppo era utilizzata la potenzialità ad avere influenze sulle dimensioni relazionali e sulle

risonanze affettive del disturbo.

I gruppi psicoanalitici

La prima esperienza è stata da fatta da Burrow. Da allora si differenziano analisi mediante il gruppo, in

gruppo e di gruppo. Burrow sosteneva l’esistenza di una primaria tendenza aggregativa ricolta alla

solidarietà, ostacolata però nella sua piena realizzazione dall’imposizione dei codici morali convenzionali di

comportamento. In chiave psicoterapeutica il gruppo è l’unica possibilità di trattamento dei conflitti psichici

perché permette la messa in crisi delle false immagini di sé dettate dai ruoli e dalla morale sociale.

Terapia psicoanalitica IN gruppo

Le prime esperienze risalgono agli anni 30. Figura rappresentativa è Slavson che giunse alla psicoterapia di

gruppo dal lavoro con gruppi di bambini. Il gruppo si costituisce, secondo il nostro autore, come

riproduzione del nucleo familiare originale. Non si attribuisce al gruppo un valore terapeutico perché la

coesione potrebbe essere di ostacolo al lavoro analitico. Il gruppo sarebbe allora una sorta di cassa di

risonanza in cui l’inconscio individuale può meglio risuonare ed essere visualizzato. Wolf introdusse nel

trattamento la seduta alternata, una seduta settimanale gestita dai pazienti in assenza dell’analista, in cui si

nota che le dinamiche interpersonali non sono da considerarsi ostacoli, poiché si creano indipendentemente

dalla presenza del conduttore.

Terapia psicoanalitica DI gruppo

Conflitto focale di gruppo: gruppo come totalità agente sugli individui e sui loro conflitti inconsci. Conflitto

inconscio condiviso dai componenti. Si determina a partire dalla contrapposizione di un motivo disturbante

(desiderio) e un motivo reattivo (paura). La soluzione del conflitto focale di un gruppo risulta essere un

accomodamento delle forze opposte e le soluzioni del conflitto possono essere di natura restrittiva. Perché si

arrivi alla soluzione è necessario l’intervento del leader del gruppo.

Terapia psicoanalitica ATTRAVERSO il gruppo, Foulkes e la gruppo analisi

Analisi di gruppo: metodo che deriva dalle esperienze di Foulkes, forma di psicoterapia praticata dal gruppo

nei confronti del gruppo.

Il gruppo analitico è un amatrice interattiva di comunicazioni inconsce. Tutti i fenomeni che si verificano

“sono parte di una gestalt, di una configurazione nella quale esse costituiscono le figure (primo piano)

mentre il campo (sfondo) è rappresentato dal resto del gruppo”. la situazione può essere descritta come un

insieme di persone (max 8) che periodicamente si incontrano in presenza di un terapeuta e che a determinate

condizioni stabilite possono produrre e analizzare i propri sintomi, i propri modi di interagire allo scopo di

giungere a una soluzione dei conflitti. Il conduttore deve avere come obiettivo l’analisi, cioè il costruire e

mantenere la situazione analitica di gruppo.

Lewin:

-teoria dinamica della personalità: dinamica, in continuo cambiamento in riferimento al campo psicologico

nel quale si situa

-teoria del campo: i fenomeni psicologici sono analizzabili come fenomeni che hanno sede nel campo

psicologico e dunque nel campo dell’interrelazione tra persona e ambiente

-spazio di vita: insieme dei fatti che determinano il comportamento di una persona: C = f (P,A)

-gruppi operativi: finalità è mobilitare, elaborare e rimuovere le strutture stereotipate di pensiero che hanno

origine dall’ansia che si determina in presenza di ogni cambiamento

-gruppi interattivi: la caratteristica risiede nell’accento posto sugli aspetti comunicativi che si realizzano tra i

partecipanti. Altra caratteristica è il numero molto limitato dei componenti. Si da importanza alla funzione

che ricopre l’individuo e alla comunicazione che mobilita.

Bion con il termine gruppo indica un insieme di persone che si trovano allo stesso grado di regressione per

effetto delle rinuncia che derivano dal contatto di ciascuno con la vita affettiva del gruppo. ciò che consente

all’individuo di entrare immediatamente in combinazione con uno schema prestabilito di comportamento

viene chiamato valenza: definita come capacità del singolo di combinarsi istantaneamente e volontariamente

con un altro per condividere un assunto di base. L’individuo deve stabilire un contatto con la vita emotiva del

gruppo e ciò gli pone il problema di evolversi e differenziarsi e pertanto di affrontare timori connessi con

questa evoluzione. Queste complicazioni lo portano ad una regressione.

Assunti di base modulano stati emotivi del gruppo. in verità lo stato emotivo precede l’assunto di base e

segue alcuni fenomeni proto mentali dei quali è espressione. Gli assunti di base individuati e ritenuti

fenomeni tipici del gruppo sono:

- assunto d.b. di dipendenza: il gruppo si riunisce in attesa di protezione e difesa da un capo dal quale

dipende e viene nutrito (questo assunto si incarna con la chiesa)

- assunto d.b. di accoppiamento: determina un sentimento di speranza per l’avvento di un messia che

dovrà nascere dal rapporto tra due componenti del gruppo ma in realtà non deve mai realizzarsi

(incarnato con l’aristocrazia)

- assunto d.b. di attacco/fuga: gruppo teso alla lotta o in difesa da qualcosa. Il capo è colui che guida

questa difesa o questa lotta (incarnato con l’esercito)

Gli assunti di base non devono essere visti come collegati in sequenza ma piuttosto come successione

circolare.

Capitolo quattro

Variabili di un gruppo

I parametri fondativi del gruppo

- consulenza psicologica gruppale come ricerca-intervento

forma di ricerca-intervento orientata alla riflessione sui processi mentali. Indica in specifici contesti la

competenza di accogliere e analizzare la domande dell’utenza e della committenza, di progettare

interventi, ci strutturare set set-ting funzionali

- rappresentazioni sociali

attive: complesso degli insieme psico-socio-cognitivo-affettivi: modi di ricostruzione della realtà che

tengono conto del sistema cognitivo dei valori del soggetto e del suo contesto. I processi che la

costituiscono: oggettivazione e ancoraggio

- contesto, istituzione, collusione

il Contesto è l’insieme delle relazioni e della loro struttura organizzativa. Il soggetto vive la propria

esperienza. Collusione: insieme delle simbolizzazioni affettive evocate inconsciamente nel contesto dai

partecipanti.

- set/setting

insieme dei parametri visibili e invisibili che definiscono il campo entro e attraverso il quale è possibile

una consulenza scientifica di natura psicologica.

Set: insieme delle condizioni operative visibili nell’intervento clinico

Setting: insieme invisibile delle concezioni scientifiche, professionali e personali dello staff.

- cultura:

insieme delle peculiari e soggettive modalità affettive e cognitive presenti nella nostra relazione con il

mondo interno ed esterno

- cultura organizzativa:

modula l’unicità o la pluralità di potere secondo le esigenze funzionali, i conflitti sono accolti come

espressioni dinamiche collettive

- analisi della domanda


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Calamoneri Filippo.

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