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Parte I: L'universo simbolico dei sogni

Il processo primario, il processo primario strutturato e il processo secondario

Con processo primario e processo secondario, Freud indica due diverse modalità di funzionamento dell'apparato psichico. Il processo primario corrisponde all'attività inconscia e agisce mediante due meccanismi, lo spostamento e la condensazione. Lo spostamento riguarda la mobilità delle cariche di energia psichica, le quali transitano agevolmente da una parte ad un'altra. Nella condensazione, su un'unica rappresentazione convergono diversi significati appartenenti a catene associative differenti.

Il processo secondario corrisponde all'attività conscia caratterizzata dall'attenzione, dal pensiero vigile, ragionamento e dall'introspezione che è principalmente di tipo verbale, rispetta le leggi logiche e le regole sintattiche. Nel processo primario vi è la tendenza alla gratificazione immediata attraverso la scarica della pulsione, nel processo secondario invece la scarica può essere ritardata in quanto è messa in atto la capacità di controllarla, limitarla e rinviarla a seconda delle circostanze ambientali.

Esiste un ulteriore processo di funzionamento della mente grazie al quale è possibile spiegare alcuni fenomeni, primo fra tutti il sogno. Il sogno è caratterizzato dal processo primario strutturato, il quale è essenzialmente analogico e fortemente metaforico. Il processo primario non strutturato riguarda le emozioni semplici, quello strutturato invece, mette in scena emozioni complesse attraverso l'immaginario simbolopoietico. Nel primario strutturato il visivo predomina sul verbale, il processo primario strutturato permette il rapporto tra istanze psichiche e riguarda i meccanismi di autopresentazione dell'apparato mentale.

Il processo primario non strutturato riguarda l'attività dell’Es, caratterizzata da un insieme interminabile di immagini le quali si spostano l'una dopo l'altra e possono divenire percepibili nel momento in cui si attiva un processo di condensazione delle medesime a livello percettivo. Il processo primario strutturato traduce conflitti tra istanze (Es, Io, Super-Io) in immaginario internalizzato, il quale ha una struttura specifica che è quella delle fiabe, della letteratura, della mitologia e dei sogni. Il processo primario strutturato, quale articolazione di fantasmi-oggetti-sé, assume le caratteristiche di una trama narrativa. Tale trama facilita l'emersione dei personaggi a livello di dramatis persona.

È stata dimostrata la presenza di attività mentale di tipo onirico durante le fasi del sonno. Esistono delle differenze sia di tipo qualitativo che quantitativo. La produzione onirica durante l'attività mentale REM aderisce in modo più preciso allo schema tipico del sogno comunemente inteso e può essere descritta così: si sviluppa secondo copione costituito da uno o più elementi in sequenza; si esprime con evidenza percettiva multisensoriale; ammette costrutti o elementi bizzarri; comporta la perdita sia dell’esame di realtà che del controllo volontario dell'ideazione; il sognatore partecipa alla scena onirica. Per quanto riguarda i sogni nelle fasi non-REM: essi sono ricordati con maggiore difficoltà; la lunghezza dei resoconti è minore; il coinvolgimento emotivo è ridotto così come la componente visuo-allucinatoria e il dinamismo; interagiscono pochi personaggi.

La nascita di fantasmi dell'immaginario

Lacan ha connesso la nozione di neotenia con l'incoordinazione motoria del periodo prenatale che rimanda all'incompletezza anatomica del sistema nervoso piramidale, deputato all'attivazione dei movimenti volontari e dei muscoli. Si tratta di una pianificazione del gesto motorio che trova le sue origini nella parte corticale posteriore della corteccia motoria. Secondo questo autore la neotenia è quel meccanismo evolutivo, tipico della specie sapiens, caratterizzato da una prematurazione specifica dalla nascita dell'uomo. Dal nostro punto di vista, il fenomeno neotenico può essere inteso quale mantenimento dei tratti fetali e neonatali nella vita adulta. La neotenia è dunque quella dimensione relazionale che collega il registro biologico con quello mentale e culturale. I fattori neotenici sono cinque:

  • Aspetto fisico-morfologico: la morfologia fisica dell'uomo adulto conserva numerose caratteristiche embrionali e fetali. La fetalizzazione, processo caratteristico della neotenia, riguarda infatti la conservazione sia di aspetti distintivi della propria fase fetale sia di tratti fetali ancestrali.
  • Ritardamento dello sviluppo: lo sviluppo dell'uomo è estremamente lento rispetto a quello degli altri animali, ciò comporta una prolungata fase infantile e di conseguenza un altrettanto prolungata dipendenza familiare.
  • Lento sviluppo del cervello: le suture craniche nell'uomo si saldano definitivamente non prima del 20º anno di età. Ciò determina una massima plasticità e ricettività delle strutture cerebrali e un lungo periodo di apprendimento.
  • Gruppo familiare: il piccolo dell’uomo ha bisogno di essere lungamente accudito e protetto, altrimenti non potrebbe sopravvivere. Tale accudimento è garantito dalla famiglia che sostiene il bambino fisicamente ma anche psichicamente, in quanto l'organizzazione mentale familiare è essenziale per la strutturazione del mondo interiore per lo sviluppo dell'identità infantile.
  • Sogno REM: la fase REM è un fattore neotenico poiché nel feto occupa tutto il sonno mentre nell'adulto rappresenta una continuazione di questo sonno fetale.

La neotenia è una matrice poiché istituisce una forma comune emergente dal biologico, dal mentale e dal culturale. Freud aveva intuito la relazione tra queste dimensioni dando ad essa il nome di pulsione. Secondo Lacan il bambino fa emergere il mentale grazie allo specchio, riconoscendo la propria immagine che diviene il suo ambiente psichico. Si tratta di un ambiente fantasmatico carico di significati inconsci. Per Lacan i significati inconsci sono proprio le rappresentazioni psichiche del processo primario. Egli lo contrappone al fenomeno dei corpi in pezzi. Il corpo a pezzi è un vissuto anteriore alla formazione immaginaria dell'Io connesso alla disarticolazione del corpo in tanti oggetti parziali. I suoi studi hanno trovato conferma nelle ricerche di studiosi come Gaddini e Fornari.

Gaddini ha analizzato i primi modelli funzionali della mente in termini corporali e l'organizzazione di questa mente è un insieme di punti (frammenti corporali). Secondo la nostra impostazione in questa fase le pulsioni non sono ancora separate dalle funzioni corporali e l’essenza si fonda sull'estensione di parti corporee e non sulla relazione.

Resnik afferma che il pensiero corporale tende ad essere onnipresente e ad occupare l'intero universo sia biologico che psichico. I punti fondamentali di Gaddini assumono la veste di punti dell'universo. Si tratta dell'attivazione di processi di identificazione proiettiva in un universo senza espansione spaziale. Da questo punto di vista non esiste ancora un'immagine del corpo. I punti biopsicoculturali non esistono nello spazio mentale perché si trovano al di fuori dello spazio tempo. In questo incredibile universo non esistono oggetti psichici.

La nascita dello spazio mentale è resa possibile dal gruppo familiare inteso quale fattore neotenico. Ci riferiamo alla funzione di Matrix che istituisce lo spazio tempo e alla funzione di Pattern che introduce in questo spazio tempo l'oggetto psichico, caricandolo affettivamente. Questa impostazione si è sviluppata a partire dalla teoria di Fornari. Secondo questa teoria la natura intrinseca della cultura è da ricercarsi nei codici inculturativi d’identità. Tali codici sono chiamati “coinemi” costituiti da sagome familiari: bambino, madre, padre e fratelli. Egli fa riferimento alla fase dello specchio di Lacan, l'immagine che si riconosce nello specchio racchiude una presenza coinemica. Da questo punto di vista non è possibile affermare l'inesistenza dell'oggetto psichico.

Fornari ha chiamato questo processo “simbolizzazione affettiva confusiva” che dal nostro punto di vista corrisponde alla nozione di immaginario. Il soggetto scompare poiché viene a fondarsi sull'immaginario familiare. La rappresentazione simbolica affettiva dell’assenza (no) consente la realizzazione della funzione verità dell'incompatibilità. Si tratta del fenomeno linguistico basilare dell'opposizione che Claude Lévi-Strauss ritiene alla base della struttura valoriale di ogni sistema culturale.

Eventi mentali istituiti dalla funzione di pattern costituiscono la costellazione edipica, testimoniata dalla presenza di fantasmi familiari edipici intermediari del passaggio dall'immaginario primario all'identità dell'immaginario simbolopoietico. Il complesso di Edipo svolgerebbe la funzione di mediatore tra l'universo pulsionale del processo primario e l'universo simbolico del processo primario strutturato che poi è quello dei sogni e dei miti. I rapporti esistenti tra Io e super-Io sono alla base del fantasma-oggetto-Sé. Per fantasma-oggetto-sé intendiamo la dinamica delle fantasie infantili caratterizzanti la scena primaria. Il fantasma-oggetto-sé crea l'identità del soggetto il quale non può che riconoscersi nell'immagine del fantasma.

Con la scoperta della fase dello specchio avvenuta nel 1934 Lacan elabora proprio la nozione freudiana di fantasma. Per lo psicanalista francese l'uomo non nasce con un'identità soggettiva ma la crea durante la fase dello specchio, rappresentandola nell'alterità riflessa. L'infante non riconosce se stesso allo specchio ma un fantasma scambiato per soggettività. Questo è l'aspetto immaginario dell'identità. L'identità è data da un insieme di rappresentazioni mentali, tramite le quali ricicliamo la nostra soggettività. I fantasmi anticipano i meccanismi di identificazione che daranno luogo, in termini freudiani, ai cosiddetti fantasmi familiari della scena primaria.

La matrice neotenica si sviluppa al livello di due fondazioni che prendono nome di matrice fondativa insatura e matrice fondativa satura.

  • La matrice fondativa insatura permette la nascita di un gruppo psicologico tramite il tema del Genius Loci, a sua volta connesso alla dimensione archetipica del Puer Senex. Questa fondazione gruppale è caratterizzata da un progetto evolutivo connesso positivamente alla creazione di istituzioni che si trasmettono tramite il transgenerazionale.
  • La matrice fondativa satura tende invece a distruggere ogni possibilità progettuale connessa a temi culturali fondativi istituzionali. I temi culturali di tale matrice sono caratterizzati da una distruttività gruppale che rende impossibile l'equilibrio di un gruppo psicologico, mentre il motivo archetipico è quello del “bambino mai nato” che tende a sostituire il Genius Loci. Il pericolo di trasmissione in questo caso è il transpersonale, osservabile soprattutto nella situazione di massa.

Le due matrici sono riscontrabili anche nei sogni. La matrice fondativa insatura, inoltre è osservabile soprattutto nei sogni tipici mentre la satura è presente all'interno delle produzioni oniriche ricorrenti.

Il Sé e la relazione

È importante mantenere la nozione di Io a livello sia dei processi di identificazione che di integrazione cognitiva in funzione del rapporto con la cosiddetta realtà esterna. Il concetto di sé riguarda la relazione tra tutte le istanze psichiche e soprattutto gli spazi di confine che le separano, con particolare riferimento alle dinamiche fantasmatiche che avvengono in tali spazi.

Nell'accezione freudiana del termine, per Io si intende l'agente attivo della nostra esperienza sia nei confronti dell'ambiente che di noi stessi. Quando l’Io viene ad essere esperito come oggetto di giudizio abbiamo a che fare con l'esperienza del super-io. L'io possiederebbe una substruttura, denominata mondo interiore, volta a rappresentare le strutture e i processi del Super-Io, dell'Io e dell’Es. Questo mondo interiore può interessare più persone in questo caso prende il nome di transfert. Freud si è riferito al concetto di transpersonale utilizzando il termine Mana o forza misteriosa che caratterizza il potere di un corpo vissuto quale divinità che permette la condivisione dei suoi ideali da parte della massa. Tale pensiero sembra essere dotato della capacità di significare tutto ciò che vuole e quindi di contenere tutti i significati possibili. Bion ha denominato questo fenomeno protomentale visualizzando in esso ciò che caratterizza la massa. Il protomentale si esprime in tre modalità comportamentali chiamati assunti di base:

  • Dipendenza: sensazione di appartenere ad un'identità onnipotente.
  • Accoppiamento: amore estremo rivolto alla procreazione di una potenza salvifica.
  • Attacco-fuga: terrore improvviso di perdita dell'unione onnipotente.

Freud non aveva mai usato un termine che si avvicinasse in qualche modo al concetto di sé. Per Freud non esisteva un sé come tale, ma la personalità e le sue funzioni. Secondo la nostra impostazione il sé dovrebbe essere inteso quale dimensione soggettiva emergente da un'armonizzazione degli oggetti- Sé al livello oggetto-relazionale. Per oggetto-relazione si intende la trasformazione del fantasma-oggetto-sé in dramatis persona intesa come rappresentazione psichica di una relazione al livello di mondo interiore. Il processo che permette questo passaggio prende il nome di internalizzazione. Ricordiamo che i meccanismi alla base della formazione delle strutture psichiche sono l'identificazione, introiezione e l'internalizzazione. La prima riguarderebbe la formazione di oggetti interni arcaici, la seconda di fantasmi-oggetti-sé, la terza degli oggetti-relazione. È solo con la relazione che emerge la psiche intesa quale autonomia mentale.

L'immaginario onirico

Per Freud l'immaginario diurno è composto da fantasmi cioè da scene inerenti la storia dell'individuo sin dalle prime fasi della sua vita. Freud asserisce che le fantasie sono delle rappresentazioni sceniche per questo motivo riguardano l'immaginario umano. Le immagini mentali sono caratterizzate da fantasie che si dividono in sogni ad occhi aperti, sogni diurni, sogni notturni, scene e finzioni.

Per Jung i temi sono imago, cioè complessi effettivi emergenti da archetipi familiari. Egli aveva scoperto il fenomeno delle rappresentazioni collettive, motivi tipici che si ripetono nei miti, nelle leggende, nelle fiabe che possono emergere come materiale psichico anche nei sintomi e nei sogni. Il termine archetipo è composto da arché, principio, e tipos modello, ossia un'impronta indelebile che ci riporta a qualcosa di originario. La forma dell'archetipo in sé è in satura, nel senso che può originare innumerevoli forme derivate, con vari significati.

È necessario dividere tra immaginario etiologico e immaginario simbolopoietico. Secondo la teoria psicoanalitica classica, inizialmente non vi è una differenziazione radicale tra Io e super-Io. Nel pensiero freudiano l’Io si separa dal super-Io con il tramonto del complesso di Edipo, nonostante le due istanze rimangano comunque costantemente in colloquio tra di loro. Ma se il distacco non avviene ci troviamo di fronte ad una situazione etiologica, caratteristica dei disturbi di personalità e delle situazioni di massa.

Inizialmente non abbiamo alcuna separazione tra istanze bensì la presenza di un Io arcaico, corrispondente ad una unione tra Io ed Es, denominato Io ideale o narcisismo primario. La differenziazione tra queste due stanze produrrebbe degli stati di tensione vicino all’Es, proprio nei punti di contatto tra Io e super-Io. Il complesso di Edipo funzionerebbe da regolatore delle suddette tensioni nelle zone di frontiera tra le due istanze. La visibilità dei conflitti inconsci sarebbe alla base dello sviluppo del simbolo onirico. Si tratta di una configurazione idonea a rappresentare i processi psichici rimossi proprio a causa dell'angoscia.

Edipo è l'adolescente che scopre di essere all'origine di tutti i mali, ma essere causa degli eventi del mondo corrisponde alla capacità di conoscere le cause stesse. Il sé è costituito da oggetti mentali i quali non sono altro che rappresentazioni fantasmatiche, mentre l’Es è l'apparato che fornisce l'energia per creare queste rappresentazioni. Se il mondo fantasmatico viene ad essere particolarmente influenzato dal super-Io si iperattiva la dimensione narcisistica caratterizzata dal Sé grandioso e dell’Imago parentale idealizzata. Al contrario, una forma di narcisismo con accenti gravitazionali egoici è l'autostima.

Nella zona di confine descritta si vengono a creare i due tipi di immaginario, un immaginario del sé creativo e un immaginario del sé distruttivo. Quando l'immaginario è sovrastato da formazioni superegoiche abbiamo a che fare con l’immaginario etiologico, invece quando è influenzato dall'Io parliamo di immaginario simbolo poietico.

Alla luce di questo discorso, l'immaginario etiologico deriva dalla mancata risoluzione del complesso di Edipo che genera confusione conflittuale tra Io e super-Io. Quest'ultimo tende a controllare il principio di realtà trasformando l'immaginario in una realtà concepita come possibile. Tale immaginario è saturo e patologico essendo costituito da immagini che vengono confuse con la realtà. È un immaginario cristallizzato che si basa sui pregiudizi, tipici del razzismo o del fanatismo politico e religioso. Si tratta soprattutto di apparenze visive a forte valenza suggestiva.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tobi93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Menarini Raffaele.
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