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Il sogno

Gli atti mancati

Con il termine atti mancati indichiamo tutti quei fenomeni che rientrano nella categoria lapsus o dimenticanza. Parliamo di atti mancati, infatti, quando si verifica, ad esempio, che vogliamo dire una parola e invece ne diciamo un’altra (lapsus verbale), o che leggendo una parola ne pronunciamo un’altra (lapsus di lettura) o che ascoltando una parola ci sembra di sentirne una diversa (lapsus dell’ascolto), pur non avendo alcun problema di pronuncia, vista, o udito.

Della stessa categoria fanno parte anche i lapsus temporanei, come il dimenticare di compiere un’azione poco dopo aver deciso di compierla, o come il dimenticare in che posto si è posato un oggetto, o ancora l’avere una parola sulla punta della lingua. Freud fa notare come nella lingua tedesca per indicare tutti questi diversi accadimenti si utilizzi sempre il suffisso “ver”, che equivale a perdere/dimenticare.

Egli sottolinea, infatti, che la materia di studio della psicanalisi consiste proprio nell’insieme di tutti quegli atti che all’apparenza potrebbero sembrare normali, o dovuti a semplici distrazioni, ma in cui in realtà si potrebbe leggere un indizio di problemi ben più radicati nella nostra psiche. Gli atti mancati, secondo Freud, fanno parte di quei piccoli accadimenti che tendiamo a reputare insignificanti e di cui sottovalutiamo solitamente l’importanza.

Secondo Freud i lapsus possono verificarsi per via di vari fattori, alcuni di tipo fisiologico (es. indisposizione, momentaneo disturbo circolatorio), altri di tipo psicofisiologico (es. distrazione, affaticamento, eccitazione) che vanno ad influire sulla corretta ripartizione dell’attenzione. Bisogna ricordare, però, secondo l’autore, che molti atti mancati possono verificarsi anche in assenza di una qualsiasi di queste condizioni, ossia quando fattori esterni influenzano il nostro stato mentale nonostante prestiamo al compito che stiamo svolgendo la massima attenzione.

Ad esempio essere osservati durante l’esecuzione di un compito e dunque sentirsi osservati può portare alla manifestazione di un lapsus di qualsiasi genere. Nella maggior parte dei casi, però, secondo Freud, i lapsus sono diretta conseguenza dell’azione del nostro inconscio, come nei casi in cui pronunciamo erroneamente una parola che è l’esatto contrario di quella che avremmo dovuto pronunciare. Dunque i lapsus sono da considerarsi, secondo quest’ottica, atti psichici pienamente validi, perseguenti un proprio fine, espressione di un contenuto e di un significato ben precisi.

Premesse e tecnica dell’interpretazione

Freud afferma che il sogno non è un fenomeno somatico, quanto psichico. Esso è una pr

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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