Psicologia dinamica
La psicologia dinamica è un'area dello studio della psicologia che fa riferimento ad uno specifico approccio della Teoria della Personalità, che si definisce come il risultato di un intreccio di forze che possono interagire, o essere in conflitto tra loro. Il punto di vista dinamico non si esaurisce nella sola psicoanalisi, è solo una delle teorie dinamiche, ma esistono molti modelli posti alla base di approcci psicoterapeutici, derivati da alcuni aspetti della psicoanalisi, e che condividono un punto di vista dinamico.
Il pensiero freudiano
Per Freud, il pensiero psicoanalitico è un'area di studio della mente che si concentra in tre punti:
- Teorizzazione e concettualizzazione del funzionamento del pensiero e della psiche
- Metodo terapeutico
- Teoria dello sviluppo e della psicopatologia
I problemi di questo approccio sono la non linearità del percorso Freudiano che, nel corso del tempo e ancora adesso, ha visto molte modifiche, critiche e ripensamenti spesso in conflitto, chiusi e non comunicanti tra loro, e molte divergenze storiche.
Sigmund Freud: 1856-1939
Il Pensiero Freudiano si divide principalmente in 2 fasi:
- 1892-1895 → Studi sull'isteria
- 1899-1914 → Teoria sessuale
L'interesse principale di Freud è sin dagli inizi il funzionamento della mente e in particolare dei suoi dinamismi. Domanda fondamentale è: perché la mente funziona e come funziona? Nella sua prima teoria, la mente è orientata e determinata dal conflitto intrapsichico (lotta tra forze o strutture incompatibili all'interno della personalità), e la mente di cui si occupa è principalmente la propria, interrogandosi sulla natura delle proprie tensioni, il significato delle proprie esperienze, dei propri desideri, il perché delle proprie aspirazioni, dei propri stati d'animo, dei propri conflitti personali. Lo “strumento” per cercare una risposta a questi interrogativi è lo studio dei disturbi dei pazienti attraverso il metodo narrativo e retrospettivo.
1a tappa: l'isteria
In “Studi sull'isteria”, che rappresenta il frutto della collaborazione tra Freud e Josef Breuer, si arriva alla conclusione che esiste nella storia del paziente un motivo per ammalarsi, rintracciabile nel suo passato, chiamato trauma. Questo segna l'idea centrale della continuità della vita psichica (vita mentale=psiche) che permette di comprendere lo sviluppo della mente e le sue deviazioni. È però ancora incerto sui rapporti che legano mente e corpo, pensandoli inizialmente come un “misterioso salto tra mente e corpo”, e poi di interazione. Il passato è riattualizzabile nel transfert all'interno del processo terapeutico, che può però essere impedito dalle resistenze (opposizioni all'emergere dei contenuti psichici) volute quasi intenzionalmente dal paziente. È centrale quindi la connessione tra il “fatto originario” (trauma) e i sintomi che si manifestano, soprattutto nel rapporto mente-corpo. Freud però oscilla ancora tra una concezione di trauma come unico evento (una volta sola) o una sequela di esperienze, “episodi infantili” che rappresentano la base della patologia. Viene introdotta l'idea di una relazione simbolica tra sintomo e simbolo; queste relazioni non sono immediatamente afferrabili ma richiedono elaborazione; nasce così la talking cure, la cura della parola, nella quale il paziente va ascoltato in ciò che ha da dire e non guidato. Comunque è l'isteria la via d'accesso alla psicoanalisi, che porta alla scoperta del conflitto inteso come “motore” della mente, e la sessualità come realtà inseparabile dalla persona e come parte integrante della sua vita mentale.
2a tappa: teoria sessuale
Questa seconda fase di studi si divide in tre momenti fondamentali:
- Sogno e nevrosi
- Sviluppo libidico (“Tre saggi sulla teoria sessuale”)
- Il narcisismo e l'Ideale dell'Io
Sogno e nevrosi
Viene ripreso il concetto di trauma, passando dall'idea di trauma come esperienza reale precoce dell'individuo, alla sua definizione come esperienza che può essere legata anche alla fantasia (non meno importante della realtà) che può riguardare un desiderio inconscio dell'individuo che ha o non ha modo di realizzarsi. Il sogno è visto come l'appagamento mascherato di un desiderio inaccettabile (censurato, represso, rimosso; tentativo di respingere o mantenere fuori dalla consapevolezza desideri, fantasie o sentimenti inaccettabili) come un prodotto del sistema inconscio la cui meta è la soddisfazione del desiderio. Il desiderio, e soprattutto quello sessuale, viene inteso come la “forza motrice” di ogni sintomo, e si manifestano nell'infanzia, confermando la continuità della vita mentale. Nei suoi due lavori “L'interpretazione dei sogni” (1899) e “Tre saggi sulla teoria sessuale” (1905) si evolve la concezione del rapporto mente-corpo che si delinea come una stretta interconnessione; la mente poggia sul corpo ed è questo corpo che orienta la mente: l'Io è innanzitutto corporeo. Altre intuizioni importanti sono quelle di “malattia come unica arma per affermarsi” e comunicare gli aspetti del mondo interno, intrapsichico. Vengono poi focalizzati due aspetti della sessualità: la disposizione sessuale indifferenziata nel bambino (unica libido maschile; si differenzierà poi nelle diverse fasi dello sviluppo psicosessuale); e la confusione sessuale nella pubertà (momenti di confusione sulle scelte sessuali, non necessariamente legati ad aspetti psicopatologici; riguarda un momento evolutivo importante). Nelle ricadute terapeutiche vengono poi definiti alcuni costrutti cardine: il concetto di transfert (spostamento di schemi di sentimenti, pensieri, comportamenti, sperimentati originariamente in relazione a figure significative dell'infanzia, su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale, una formazione inconscia inevitabile considerata in connessione con la nevrosi); l'alleanza terapeutica (alleanza di lavoro) tra terapeuta e paziente (capacità del paziente di allearsi con il terapeuta, superare le proprie resistenze per introdursi al metodo psicoanalitico e lavorare con il terapeuta); il concetto di controtransfert (complesso delle reazioni, prevalentemente inconsce, di un analista verso il paziente, e più specificatamente verso il suo transfert). Questi tre concetti si basano sulla definizione di due fondamentali meccanismi di difesa: proiezione (attribuzione all'altro – persona o cosa – dei sentimenti e dei desideri che il soggetto rifiuta in sé) e introiezione (processo inconscio tramite il quale un oggetto esterno viene simbolicamente assunto dentro di sé e assimilato come parte di se stessi; sta alla base dello sviluppo).
Sviluppo libidico (la teoria sessuale)
Freud sostiene che la sessualità non è esclusivamente un fenomeno legato alla vita adulta, e non coincide con la genitalità. Esiste infatti una pulsione sessuale già nell'infanzia, presente fin dalla nascita. La pulsione sessuale è un limite psichico/corporeo e consiste in una spinta (carica energetica) la cui fonte è uno stato di eccitamento del corpo, che si specifica diversamente a seconda della meta (l'azione verso la quale la pulsione preme) e dell'oggetto (la persona che provoca attrazione sessuale). È un processo evolutivo che avviene tramite continue oscillazioni tra momenti di arresto, fissazione (in cui la libido rimane legata a zone erogene, persone, oggetti, immagini, modalità di soddisfacimento tipiche di una determinata fase evolutiva) e regressione (in cui si ha un ricaduta in fasi evolutive precedenti). In un primo momento la pulsione sessuale è autoerotica; si rivolge al proprio corpo con finalità di conservazione della vita e di ottenimento di piacere, e successivamente si dirige all'esterno, verso oggetti o persone di cui il neonato prende atto, anche se le tracce degli investimenti precedenti resteranno per tutta la vita. Questo sviluppo viene definito attraverso degli stadi.
- Organizzazioni pregenitali:
- Organizzazione orale (nascita-1 anno) → attività sessuale non ancora separata dall'assunzione di cibo.
- Organizzazione sadico-anale → la mucosa erogena intestinale si fa valere come organo, come meta sessuale passiva che necessita di una sorta di scarica.
- Organizzazione fallica → il piacere inizia ad essere legato all'organo virile rafforzando la curiosità infantile per la sessualità e per la nascita. Ci si interroga sulle differenze sessuali che vengono però intese solo come presenza o assenza dell'organo maschile.
- Fase di latenza (da 6 anni alla pubertà): gli impulsi sessuali sono sottoposti a: repressione, formazioni reattive della moralità, vergogna e disgusto, ideali isterici. Si interrompe la spinta sessuale infantile lasciando spazio all'attività cognitiva, sollecitata anche dall'apprendimento scolastico.
- Fase genitale (adolescenza): cambiamenti biologici, gli impulsi sessuali genitali si intensificano, le esperienze erotiche vengono ulteriormente subordinate alla predominanza dei genitali. Avviene il consolidamento dell'identità di genere e la precisazione dei sentimenti di amore e odio nei confronti dei membri del proprio e dell'altro sesso. La scarica fa capo alla scelta di mete e di oggetti simbolicamente e realmente caricati di maggiore significato.
Viene modificata la teoria del trauma che viene considerato il conflitto interno tra desiderio (spinta pulsionale) e timore del desiderio, che spiega perché determinati pensieri risultano intollerabili alla persona che cerca di sbarazzarsene. Ciò viene spiegato all'interno di un modello idraulico o energetico della mente, nel quale sono presenti dei processi di accumulo di energia, desideri, seguiti da processi di scarica libidica nei quali si cerca di evitare il dispiacere dato dai processi di accumulo e provocare delle scariche libidiche attraverso la ricerca del piacere. Vengono riconosciuti due principi fondamentali che governano la vita psichica: principio di piacere (ridurre al minimo il dispendio di energia) e principio di realtà (adattamento dell'apparato psichico alle richieste ambientali). L'adattamento lascia crea l'area della fantasia in cui si svolge la parte più significativa della vita mentale dove grazie all'educazione della pulsione sessuale si passa dal piacere autoerotico all'amore oggettuale. Uno spazio mentale distinto dalla realtà fisica che viene utilizzato per soddisfare quei desideri che sembrano impraticabili, questo mondo permette di rielaborare i ricordi del passato sulla base delle impressioni del presente per realizzare un appagamento futuro dei propri desideri.
Il narcisismo e l'ideale dell'Io
Ne “L'introduzione al narcisismo” (1914) viene teorizzata una motivazione che non coincide con la sola gratificazione pulsionale, ma si commette ai processi di identificazione (processi psicologici in cui un soggetto assimila un aspetto di una persona e si trasforma secondo il modello della persona con cui è avvenuta l'identificazione. C'è quindi il superamento dell'idea di sessualità come solo stato di eccitazione e di tensione la cui scarica produce rilassamento e dunque piacere. Si passa dall'idea di pulsioni come unico motore della vita psichica, alla vita psichica orientata dalla ricerca dell'oggetto. La vita interiore è governata da un conflitto tra l'Io, l'oggetto e la libido legata all'oggetto, superando la teoria esclusiva.
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Psicologia dinamica – pensiero freudiano
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