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Psicologia dinamica

Capitolo 2: Premesse storiche, culturali e scientifiche alla nascita della psicoanalisi

Gassner e Mesmer

Gassner era un guaritore ed esorcista che, attraverso pratiche esorciste, guariva i malati d'anima, ovvero quelle che oggi definiamo nevrosi o malattie mentali. Al tempo, queste erano considerate manifestazioni della possessione demoniaca.

Mesmer era un medico che ipotizzava l'esistenza di un fluido che pervade il cosmo e che interviene nelle reciproche influenze tra i corpi (magnetismo animale). La malattia sarebbe causata da una circolazione imperfetta o da una distribuzione non omogenea del fluido all'interno del corpo. Nelle terapie, Mesmer utilizzava il contatto fisico, coniando il termine rapporto. Dopo un periodo di successo, si ebbe un periodo di fallimento terapeutico, specie dopo il rapporto Bailly, dove due commissioni d'inchiesta richieste da Luigi XVI non misero in discussione gli effetti terapeutici, ma il fatto che i risultati fossero causati dall'immaginazione (suggestione), negando quindi l'esistenza di un qualsiasi fluido. Era l'immaginazione, quindi, a fare da agente terapeutico.

Dal magnetismo all'ipnotismo

  • De Chastenet fu allievo di Mesmer e con lui si ha il riconoscimento dell'immaginazione come fondamento degli aspetti terapeutici del magnetismo. Descrive un tipo di crisi, definita da lui sonno vigile, dove il soggetto in uno stato simile al sonno mostrava un'intelligenza più brillante del solito e amnesia alla fine. Tale crisi, da lui denominata crisi perfetta, verrà chiamata ipnosi dal medico Braid e costituì la prima prova dell'esistenza nel soggetto di una parte sconosciuta (inconscio). Chastenet elimina inoltre le scenografie usate da Mesmer, reputando il contatto fisico tra terapeuta e paziente rischioso e rinuncia all'idea del fluido, sostituendolo con il concetto di volontà (volontà come mezzo importante per guarire). Divide con le sue idee il movimento di Mesmer in fluidisti (coloro che continuano a seguire le idee di Mesmer) e animisti (tengono conto dei fattori psicologici del rapporto col paziente, della relazione medico-paziente e il rischio di tale relazione).
  • Faria era un abate che sosteneva la pericolosità del contatto fisico tra terapeuta e malato. Per indurre lo stato di sonno vigile utilizzò il metodo della fissazione dello sguardo su un dato oggetto e la suggestione verbale (ordinando al paziente di dormire e di svegliarsi). Faria è considerato uno degli iniziatori della teoria della suggestione, sviluppata poi dalla scuola di Nancy.
  • James Braid conia il termine ipnotismo nel 1843; otteneva lo stato ipnotico con la fissazione dello sguardo su oggetti brillanti. Sostituisce le teorie dei fluidisti con l'idea che il sonno vigile dipendesse dalla stimolazione fisico-psichica della retina: era una spiegazione neuro-fisiologica, che permise ai fenomeni ipnotici di entrare nell'ambiente medico.

Isteria prima di Freud

L'ipnotismo fu importante perché per la prima volta si suppone dell'esistenza di un Io diverso dal cogito Cartesiano. Si pensa ora all'esistenza di un doppio Io: un Io conscio ed un Io subconscio, vasto e sconosciuto. In questo periodo di ottimismo per il progresso scientifico, ci si interessa anche a fenomeni oscuri, quali l'ipnosi e l'isteria. L'isteria era una patologia nota da tempo: secondo la saggezza popolare, lo stato di isteria era dovuto all'insoddisfazione sessuale femminile e i sintomi sarebbero espressione diretta della frustrazione dei desideri erotici. Briquet, medico, invece ipotizzava una causa organica, probabilmente ereditaria.

  • Lièbault: cura i pazienti con l'ipnosi; chiama ideodinamismo il fenomeno dove un'idea tende a manifestarsi materialmente sotto forma di azioni. Era convinto che un'idea indotta nel corso dell'ipnosi rimanesse un'idea fissa e inconscia dopo il risveglio. Sosteneva che i sintomi derivassero da una forma di suggestione e che quindi la cura dovesse neutralizzarla tramite una contro-suggestione.
  • Bernheim: ipotizza che l'ipnosi attivasse una proprietà del cervello, definita suggestionabilità; sosteneva che ciò che veniva indotto e dimenticato dal paziente al risveglio, potesse essere recuperato.
  • Charcot: sostiene l'origine organica dell'isteria, indicando delle stigmate precise a rappresentarla. Descrive l'attacco isterico, dividendolo in 5 fasi: prodromi (malesseri fisici, stati emotivi alterati, allucinazioni), periodo epilettoide (somigliante all'attacco epilettico), periodo delle contorsioni (contorsioni, atteggiamenti passionali, grandi movimenti con elasticità, forza muscolare e agilità), periodo degli atteggiamenti passionali (allucinazioni), periodo terminale (contratture dolorose, terrore e collera). Le lezioni di Charcot influenzarono molto Freud.

Psicologia dinamica

Capitolo 4: Prime riflessioni sulla metapsicologia

Freud ritenne utile la formazione di un modello teorico, per dare una definizione di psiche (l’insieme delle funzioni sensitive, affettive e mentali grazie alle quali l’individuo ha esperienza di sé e della realtà esterna). Basandosi sulla sua formazione biologica e neurofisiologica, lavorò sul Progetto di una psicologia scientifica (1895).

Progetto di una psicologia scientifica

Freud voleva dare una base neurofisiologica alle nozioni di carattere psicologico: voleva unire le intuizioni psicologiche con le sue conoscenze scientifiche, quali l'istologia e la neuropatologia. Questo si rivelerà un progetto fallito, e Freud lo riconoscerà ne L'inconscio, affermando di aver fallito nella localizzazione dei processi psichici nelle cellule nervose. Nel progetto, le idee principali erano:

  • I neuroni sono alla base del sistema psichico e la loro attività dipende da una energia inter-neuronica Q.
  • C'è relazione tra funzioni nervose e attività psichica: eccitamento e scarica della funzione nervosa corrisponde a vari aspetti delle manifestazioni psichiche.
  • Esiste un processo primario, ovvero la funzione primaria del sistema nervoso è la scarica, a cui è connessa il piacere; processo secondario è l'incremento delle cariche, che porta a dolore e dispiacere.

Principio di inerzia neuronica

Il principio fondamentale che regola l'attività neuronica è il principio d'inerzia neuronica: i neuroni tendono a liberarsi di Q, quindi la funzione primaria del sistema è la scarica, ovvero riportare a zero la quantità di eccitamento proveniente da fonti di stimolazioni esterne, secondo il modello dell'arco riflesso (l'arco è formato da un neurone sensitivo che parte dal recettore e arriva al ganglio più vicino, fa sinapsi con un interneurone e poi va da un neurone efferente che innerva il muscolo, es. arco riflesso rotulo-tendineo). Freud ipotizza anche l'esistenza di schermi protettivi nei confronti di questi stimoli esterni, la cui presenza servirebbe a mantenere la quantità di stimolazioni a zero, sempre secondo il principio d'inerzia neuronica. Sul concetto di schermo protettivo, Freud propone una teoria sul trauma, come lacerazione di tale schermo: si ha il trauma quando lo schermo, che protegge l'organismo e filtra le eccitazioni, viene distrutto.

Principio di costanza, azione specifica e funzione secondaria

Il concetto di inerzia porta con sé un problema: come può un organismo complesso funzionare secondo questo principio così elementare secondo il quale l'energia del sistema tende a 0, ovvero alla morte? Freud propone allora il principio di costanza, ovvero la tendenza dell'apparato psichico a mantenere al livello più basso o costante possibile la quantità di eccitazione. Questo vale per gli stimoli esterni, mentre per gli stimoli interni (come bisogni primari) Freud parla di azione specifica, ovvero uno sforzo energetico, dove l'organismo abbandona il principio di inerzia e tende a mantenere una scorta di Q sufficiente per soddisfare le esigenze, ma cercando sempre di ridurre Q e evitare che il livello aumenti. Inizialmente, l'essere umano non è capace di produrre da solo l'azione specifica, ma ha bisogno di un aiuto esterno: nel bambino, è la madre che soddisfa i suoi bisogni (da qui l'importanza della relazione madre-bambino, che Freud approfondirà in seguito).

Modello neuromorfo

I neuroni sono organizzati in maniera differenziale, alcuni atti a scaricare, altri a trattenere. Lungo le vie nervose ipotizza resistenze, difese, barriere agli stimoli. Distingue neuroni e sistemi neuronali:

  • Sistema φ (phi): neuroni permeabili, non trattengono le quantità di energia che ricevono e non offrono resistenza; si occupano della percezione.
  • Sistema Ψ (psi): neuroni impermeabili, trattengono quantità di energia e ricevono eccitamenti endogeni. Idonei alle funzioni psichiche, come la memoria. Ricevono stimoli sia interni che da φ.
  • Sistema ω (omega): neuroni superiori, controllo sul sistema Ψ e permettono di distinguere la percezione da un ricordo/rappresentazione, ovvero forniscono il cosiddetto segno della realtà. Nel sonno ω non funziona, mentre il sistema Ψ è libero dal controllo, si ha una regressione da Ψ a φ (regressione topica), con false percezioni, allucinazioni e sogni.

Sviluppo delle funzioni dell'Io sulla base delle esperienze di dolore e desiderio

Prime idee per una teoria del sogno e dell'isteria

Il modello del funzionamento psichico nel Progetto dà una prima spiegazione del meccanismo del sonno e dei sogni e della psicodinamica dell'isteria. Tutto si basa sull'articolazione tra processo primario e secondario, ovvero inerzia e costanza. Sonno, sogno e isteria hanno punti in comune: durante il sonno i processi primari Ψ tendono a ripresentarsi. Nel sonno abbiamo il discarico dell'Io, ovviamente non completo, altrimenti non vi sarebbero sogni.

Teoria del sogno: i sogni sono privi di scarica motoria, i nessi onirici hanno poco senso, le rappresentazioni oniriche sono di natura allucinatoria, maggiore è l'importanza dell'immagine, più vivida è l'allucinazione. I sogni sono appagamenti del desiderio e la coscienza non è legata all'Io, ovvero la coscienza nel sonno è discontinua.

Teoria sull'isteria: come il sogno, è incomprensibile e incongrua, perché vi è una rappresentazione rimossa. Nella rimozione la rappresentazione viene dimenticata e sostituita da un simbolo: in particolare, Freud parla di rappresentazioni sessuali.

Punti importanti del progetto

  • La concezione dinamica
  • La tendenza a ridurre fenomeni psichici in termini quantitativi
  • La descrizione dei processi psichici secondo principi economici
  • Principio di inerzia e di costanza

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Capitolo 5: Studi sull'isteria e metodo catartico

Studi sull'isteria

Gli anni degli studi sull'isteria sono fondamentali per la costruzione del metodo psicoanalitico, distinto in tre momenti chiave:

  • Rinuncia al modello fisico e neuro-fisiologico per spiegare i fenomeni psichici.
  • Utilizzo e poi rinuncia all'ipnosi e suggestione: Freud usava l'ipnosi per interrogare i pazienti sui loro sintomi, ma l'abbandona quando capisce che non tutti i soggetti sono ipotizzabili e che vi è anche una pseudo-guarigione, dovuta alla suggestione.
  • Utilizzo della tecnica delle libere associazioni.

Il caso di Anna O.

Scritto da Breuer, è il primo caso clinico inserito per esteso negli scritti di Freud. Si inaugura così lo stile clinico e letterario dei resoconti psicoanalitici. Il caso di Anna O. mostra come scrivere il caso clinico di un paziente porti anche a scrivere del proprio coinvolgimento emotivo: la relazione tra paziente e analista è importante, e l'analista fa sia un'analisi del paziente sia un'analisi di se stesso.

Anna O, pseudonimo di Bertha Pappenheim, era una donna di 21 anni, molto intelligente, non suggestionabile, di educazione puritana, non aveva mai avuto una relazione sentimentale, era lunatica e, secondo Breuer, aveva un elemento sessuale poco sviluppato. Presentava disturbi psichici e somatici diversi, quali contratture muscolari, problemi di vista, tosse nervosa, difficoltà a parlare e bere, rifiuto del cibo. I disturbi compaiono la prima volta quando Anna si cura del padre malato, costringendola a smettere di accudirlo. La successiva morte del padre rappresentò un evento traumatico, con aggravamento dei sintomi. In una fase della malattia, Anna O. tendeva ad entrare in uno stato di stupore verso l'ora del tramonto (che Breuer chiama autoipnosi), in cui, se si apriva e riferiva tutte le allucinazioni avute nelle ore precedenti, tendeva a migliorare. Breuer utilizza allora l'ipnosi, per riportarla su quei pensieri e fantasia, facendo sparire mano a mano i diversi sintomi. Tramite Anna O. viene creato così il metodo catartico. Degno di nota è il rapporto che si forma tra Breuer e Anna: un tipico esempio di transfert.

Il metodo catartico

L'abreazione è la scarica emozionale con cui il soggetto si libera dall'affetto legato ad un ricordo traumatico, portando alla risoluzione del sintomo patogeno. L'abreazione è il nucleo del procedimento terapeutico del metodo catartico. Il metodo catartico deriva dal termine catarsi (purificazione), usato da Aristotele per indicare l'effetto provato nello spettatore che assiste ad una tragedia. Si fonda sull'uso della parola che, liberando affetti repressi, determina un effetto terapeutico indipendente dalla suggestione.

Caso di Emmy Von N.

È il primo caso in cui Freud usa il trattamento catartico (1889). Dal caso di Emmy (40enne affetta da isteria) è possibile trarre alcune conclusioni:

  • Stretta correlazione tra episodi traumatici e sintomi del paziente.
  • Atteggiamento seduttivo del paziente verso il terapeuta.
  • Potere terapeutico e catartico della parola, che introduce alle associazioni libere e all'atteggiamento neutrale dell'analista.
  • Svalutazione dell'ipnosi e della suggestione autoritaria.
  • Scomparsa dei sintomi fino a quando l'analista si occupa del paziente e problemi di separazione.
  • Eziologia sessuale, derivante da traumi infantili e dalla repressione del desiderio erotico-sessuale.

Prime idee psicoanalitiche sull'isteria

  • Le reazioni emotive e gli affetti sono sempre vivi e presenti nel paziente, anche molto tempo dopo il trauma.
  • Ciò che viene dimenticato è l'episodio traumatico.
  • C'è una forza psichica (isteria da difesa o oblio da difesa) che si oppone al rendere coscienti i fatti traumatici.
  • I sintomi dipendono dai ricordi rimossi.
  • I sintomi sono residui e simboli mnestici di determinati traumi.
  • C'è una scissione dell'attività psichica, ovvero ci sono dei nuclei autonomi di attività che agiscono al di fuori della coscienza (contro-volontà).
  • Si ha conversione, ovvero uno stato emotivo o un conflitto psichico si traduce in un sintomo fisico.
  • L'effetto terapeutico del metodo catartico consiste nel far defluire a carica emotiva connessa col fatto ricordato, attraverso la parola.
  • È utile avere un setting definito per dare uno spazio alle emozioni e alle idee rimosse.
  • La conclusione del trattamento è molto importante, in particolar modo va tenuta in considerazione il transfert tra paziente e analista.

Teoria dell'attacco isterico

Secondo Freud, per la comprensione dei fenomeni isterici, si deve considerare l'ipotesi di una dissociazione, ovvero una disgregazione del contenuto di coscienza. Nell'attacco isterico il contenuto è costante ed il paziente ritorna al trauma psichico che ha vissuto. Il ricordo, comunque, è un ricordo inconscio. Freud definisce poi anche il trauma psichico, definendolo come oppressioni che il sistema nervoso non è stato capace di liquidare, tramite un lavoro mentale o una reazione motoria.

Sessualità e nevrosi

Freud ipotizza che dietro le manifestazioni nevrotiche agiscano eccitamenti di natura sessuale. I sintomi patologici trovano fonte comune nella vita sessuale dell'individuo, sia nella pratica nociva della vita sessuale e sia in eventi importanti del passato. La sessualità diventa il pilastro della teoria della nevrosi, mentre oggi ha perso importanza.

Caso Katharina (1889)

È un caso importante, perché correla il trauma di natura sessuale con lo scatenamento della nevrosi. In particolare, Katharina riporta a Freud due scene: il rapporto sessuale tra il padre e la sorella, e le avance sessuali del padre nei suoi confronti tre anni prima. Freud nota come non è il trauma stesso, ma la sua rievocazione a scatenare il sintomo (secondo tempo del trauma). Freud parla di azione differita, sostenendo che l'evento che scatena i sintomi sono eventi, anche banali, che fanno emergere vecchi traumi.

Concetto di trauma

Il trauma è un evento caratterizzato da una certa intensità, cui segue l'incapacità del soggetto a rispondervi in modo adeguato, portando così a effetti patogeni nell'organizzazione psichica. In termini economici, si ha un afflusso di eccitazioni eccessivo rispetto alla tolleranza del soggetto per poterle elaborare psichicamente: gli stimoli sono troppi e troppo intensi e la liquidazione non riesce, violando il principio di costanza e lacerando lo schermo anti-stimolo che mette al riparo la vescicola vivente (metafora di apparato psichico) da eccitazioni intollerabili. In termini dinamici, invece, si ha trauma quando l'Io non è in grado, a causa della propria fragilità, di mo...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pianoren di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ieri Cecilia.
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