Psicologia dinamica
Cosa signi ca dinamica?
La psicologia dinamica è una branca della psicologia che si occupa dello studio
delle dinamiche della mente ovvero della comprensione dell’attività psichica che
sta alla base del comportamento degli individui.
Il termine “dinamico” più che al movimento dovrebbe farci pensare all’equilibrio.
di noi esistono
L’idea che sta alla base della psicologia dinamica è che dentro
delle forze che muovono la nostra esistenza psichica.
Il nostro agire come esseri psichici è governato da forze, spinte, energie.
Il termine “dinamico” rimanda all’equilibrio o disequilibrio (psicopatologia) di forze.
L’idea è che il nostro comportamento, tutto il nostro agire psichico è dominato da
forze, da energie.
Sistemi motivazionali—> organizzazione teorica dell’insieme delle spinte che un
individuo ha.
La pulsione è una spinta, una forza.
Nell’attività psichica, l’insieme dei processi psichici è basato su un insieme di pul-
sioni. Tali forze o motivazioni possono essere in con itto tra di loro.
Anche nella nostra vita quotidiana siamo costantemente sottoposti a delle forze.
Nel modello freudiano diventa più chiaramente un modello di con itto. Le diverse
forza presenti nella nostra psiche sono spesso in con itto e questo con itto gene-
ra conseguenze importanti.
Queste forze possono oscillare da un funzionamento sano (le spinte esistono ma in
un rapporto non estremamente con ittuale) ad uno patologico.
Meno siamo consapevoli dei con itti tra le nostre spinte interne, più ci spostiamo
verso un funzionamento patologico.
La psicoanalisi fa parte della psicologia dinamica ma non è tutta la dinamica. La
psicologia dinamica comprende diversi modelli, tra cui quello psicoanalitico e poi
altri ancora che derivano da quello psicoanalitico e altri che si sono distaccati da
questo ma che mantengono sempre l’idea delle forze e dei con itti.
1^ fase: Nel ‘900 abbiamo il contributo di Freud e l’introduzione del concetto di
determinismo psichico.
Inizialmente il modello psicodinamico era un modello intrapsichico: tutto accadeva
all’interno della psiche del soggetto.
2^ fase: A partire dagli anni ’30 con Sullivan comincia a venir fuori una dimensione
più interpersonale e sociale.
3^ fase: contributi della psicobiologia, delle neuroscienze e della psicologia cogni-
tiva.
La psicologia cognitiva (teoria della mente) è storicamente opposta alla psicologia
dinamica (mentalizzazione).
-Studio del funzionamento psichico a partire dalla lente psicodinamica. Leggiamo
la realtà a partire da questo ltro e da un assunto: nell’essere umano esistono delle
forze che ci spingono a fare una cosa piuttosto che un’altra e che possono essere
fi fi fl fl fl fl fl fl fl
in con itto tra di loro. C’è un terzo assunto fondamentale: una parte più o meno
consistente di queste forze è inconscia.
Relativismo prospettico: tutto è relativo a partire da una prospettiva. Se cambia-
mo prospettiva vediamo cose di erenti.
Fondamentale è essere consapevoli del punto di vista dal quale stiamo guardando
la realtà.
La nostra conoscenza che passa per gli errori è una conoscenza di cose che met-
tiamo insieme a partire dal nostro punto di vista e gli errori sono errori prospettici.
Se non siamo consapevoli della prospettiva da cui guardiamo le cose, non pos-
siamo riconoscere gli errori.
Ciò che non è illuminato dal nostro cono di luce continua ad esistere, non dobbia-
mo illuderci di no.
Freud
Nasce nel 1856 in Moldavia, muore a Londra nel 1939. (v.vita nei libri)
E’ a ascinato dlla visione che Charchot ha dell’isteria.
Charcot analizzò i sintomi e la storia della patologia e notò come in realtà esistono
dei sintomi diversi: quelli organici e strettamente legati ad una lesione e quelli che
riguardano più il funzionamento psichico.
Freud distacca poi da Charcot perché egli si concentrava più sullo studio della pa-
tologia che sulla cura.
Comincia ad interessarsi al caso di Anna O.
La produzione di Freud è molto vasta. (v.produzione letteraria)
Interpretazione dei sogni—>
-1899—> passaggio fondamentale della psicoanali-
si perché getta le basi alla sua teoria basata sull’inconscio, i sogni sono la strada
maestra per accedere all’inconscio
della vita quotidiana—>
-Psicopatologia riprende il concetto di lapsus—> nella
nostra vita quotidiana tutti noi abbiamo a che fare con l’inconscio
Saggi di metapsicologia,
-1915-1917—> dove raccoglie importanti considerazio-
ni che poi prendono forma nei concetti di narcisismo ecc.
Io e l’Es
-1923—> della civiltà—>
-Disagio in cui sostiene l’idea che l’uomo contemporaneo ha do-
vuto in ciare la possibilità di esprimere liberamente i propri impulsi
Aspetto tecnico della psicoanalisi: costruzioni in analisi—> ricostruzione a partire
da qualcosa.
Tutta la produzione di Freud si muove lungo 3 vertici:
clinica—> teoria—> tecnica
-osservazione che torna a tracciare la sua osserva-
zione clinica
Non c’è linearità nel pensiero di Freud, non c’è sistematicità.
Elabora teorie tecniche che rintraccia nella clinica.
ff fl fi ff trauma che produce
Nel pensiero freudiano è fondamentale l’idea che esiste un
un blocco emotivo. Inizialmente pensava a un trauma reale che crea una situazio-
ne problematica che poi diventa un sistema isterico (donna con arto paralizzato,
forte mancanza di lucidità ecc..).
L’idea che ha Freud è che sono esistiti in questa paziente dei traumi che hanno
comportato una sorta di blocco emotivo che rimane “incistato” nella psiche di
queste persone no a quando in età adulta o nella prima adolescenza, avviene un
evento che riattiva il ricordo traumatico che deve essere bloccato da una sorta di
censura che impedisce al ricordo di arrivare alla consapevolezza e il sintomo divie-
ne espressione di questa energia che viene convertita simbolo.
Il blocco emotivo, cioè l’energia associata a questo trauma che rimane silente per
molto tempo, viene scaricato sul corpo.
Freud sostiene dunque che esiste una stretta connessione tra ciò che accade nel
nostro corpo e la nostra psiche: i sintomi hanno un’origine psichica. Nega dunque
l’esistenza di una lesione organica. Non sempre l’isteria è legata a lesioni organi-
psicogena
che, esiste l’isteria in cui i sintomi nascono e “muoiono” nella psiche
della paziente. Queste reazioni sono suscitate da un trauma.
Più in avanti Freud parlerà di sessualizzazione delle relazioni perché parlerà di ses-
sualità precoce del bambino.
Qualche centinaio di anni prima che lui scrivesse, l’isteria era considerata strego-
neria—> salto culturale europeo tra ‘700 e ‘800 grazie alla psicoanalisi.
Il mondo occidentale con la nascita della psicoanalisi ha dato forma a gran parte
del suo modo di pensare. E’ stata la chiave di lettura di molti aspetti.
Il sintomo isterico è l’espressione di un con itto di natura sessuale. Freud
comincia a pensare che più che un vero e proprio trauma ci sia qualcosa che ha a
che fare non con un trauma reale ma che si possa trattare anche solo di una fanta-
con itto tra pulsione sessuale e
sia, un’interpretazione di quella persona—>
censura.
La comprensione intrapsichica diventa referente causale di ogni disturbo
nervoso e di ogni comportamento.
Rintraccia in tutti i disturbi nevrotici un’origine con ittuale che in età adulta si è
determinismo psichico assoluto:
manifestato attraverso un sintomo —> dietro
ogni comportamento dell’essere umano c’è una causa psichica, non solo disturbi
e nevrosi.
Secondo Freud questo avviene perché gran parte di queste cause sono inconsce,
inconscio.
non sempre l’uomo ne ha consapevolezza—>determinismo
Caso di Anna O. (Vienna ne ‘800)—>non accetta le proprie pulsioni erotiche per-
ché le ritiene incompatibili con l’immagine di sé idealizzata che la cultura richiede.
Freud in questo contesto pensa a tutte le sollecitazioni che provengono dalla so-
cietà come spinte ad un’idealizzazione del sé che vengono poi fatte proprie dalle
persone attraverso la famiglia, la religione ecc.
Queste istituzioni sono sistemi che fanno in modo che quelle che sono le regole
per il vivere sociale diventino delle regole di gruppo e diventino delle censure ri-
spetto alla possibilità di esprimere pulsioni erotiche o aggressive.
fi fi fl fl fl
Come noi oggi gestiamo l’aggressività è frutto della nostra storia, non è più giusto
o più sbagliato.
L’interpretazione dei sogni—>qui
1899—> la sua teoria fa un salto perché il con-
cetto di determinismo inconscio assume maggior valenza ma anche perché so-
stiene che i sogni siano centrali nella sua teoria.
Nel sogno Freud riconosce uno stato in cui la censura è in parte abbassata perché
non siamo coscienti.
Allora se non siamo svegli, il rischio di venire a contatto con le cose che non pos-
siamo dirci è minore perché è come se queste cose potessero ria orare ma non in
modo troppo diretto. I sogni li ricordiamo, se fossero troppo diretti ed espliciti, ni-
remmo per fare ciò che non vogliamo fare.
Quello che il sogno fa è lasciare che i contenuti emergano ma vengano tra-
sformati in modo che diventino non interpretabili ma accettabili.
Principio idraulico su cui si basa la psicoanalisi: le forze sono pensate quasi in
termini idraulici, devono equipararsi per potere stare bene. Quando non succede
andiamo verso 1)la perversione o 2) la nevrosi.
Perversione—>
1) la censura è più bassa della pulsione
Nevrosi—>
2) eccesso di censura, non solo blocca la pulsione ma anche ciò che
minimamente ci si avvicina.
Sintassi del sogno—> -tutte le trasformazioni che il contenuto psichico, inconscio
deve subire per potere, durante il sogno, ria orare questo stato di precoscienza
visivo:
che caratterizza il sonno; -rifacimento un contesto può essere visivamente
trasformato in un altro; -condensazione: elementi si uniscono anche temporal-
mente; -spostamento.
Il sogno diventa un modo attraverso cui il nostro inconscio ci parla ma non ciò non
è leggibile. La nostra psiche si avvicina all’inconscio più di ogni altro momento.
Una caratteristica dell’inconscio è che è immutabile, costante nel tempo mentre
quello che siamo si modi ca nel corso del tempo.
1915—> -punto di vista topico; - punto di vista dinamico; -punto di vista economi-
co.
Punto di vista dinamico
La pulsione rappresenta un’interfaccia tra tre polarità: interno/esterno; piacere/di-
spiacere; attivo/passivo.
La pulsione è una spinta che viene dall’interno dell’individuo e che muove l’azio-
ne e il pensiero dell’uomo.
Spinta signi ca energia, qualcosa che proviene dall’interno e tende a fuoriuscire.
due modalità: piacere e dispiacere.
E’ una spinta che ha La pulsione ha come
nalità quella di procurare piacere all’essere umano.
Per Freud la ricerca del piacere nasce dal seno: il bambino che per la prima volta
mangia dal seno sperimenta il piacere. Dalla seconda volta in poi ci sarà pulsione,
bisogno che deriva dalla madre, di ricerca del piacere che una prima volta già ha
provocato. E’ bisogno sico e psichico.
La pulsione ha come ne la grati cazione, vuole ottenere quello che brama.
fi fi fi fi fi fi ffi ffi fi
La fonte della pulsione è quella parte del corpo in cui prende forma nelle varie fasi
della vita.
Primissima fase—>zona orale—> il piacere passa dalla bocca
SPINTA
META
FONTE
OGGETTO
Energia e rappresentazione psichica=pulsione
rimozione
La opera nel senso di togliere dalla coscienza dell’essere umano la
rappresentazione psichica di quella pulsione. Scompare la rappresentazione psi-
chica ma non l’energia.
Percepiamo il desiderio sico che deve trovare una valvola di sfogo.
Quando l’energia non è legata alla rappresentazione psichica, è un’energia libera.
Condensazione nel sogno: elementi, eventi anche diversi fra loro che vengono
fusi insieme.
Spostamento dell’ordinamento: non necessariamente nel sogno esiste una logi-
ca sequenziale come quella temporale. La logica dell’inconscio non è lineare, pro-
cede per associazioni e questa logica si riproduce nel sogno.
Rifacimento visivo: trasformazioni, ricontestualizzazioni, mutamento di aspetti
somatici. Tutto ciò che può servire a modi care la possibilità di riconoscere il vero
oggetto destinatario del sogno viene camu ato attraverso un rifacimento visivo.
Principi dell’interpretazione freudiana del funzionamento:
1) Processo primario-principio del piacere-stato libero
L’energia in questa modalità di funzionamento della nostra psiche è un’energia li-
bera, non investita che può legarsi a diversi oggetti e a diverse fonti di grati cazio-
ne.
Durante i primissimi anni di vita di un bambino, che ha fatto ancora pochissime
esperienze, ancora non in grado di controllare i propri comportamenti e nalizzare
le azioni, in un primo momento il pianto del bambino è un pianto indi erenziato
dovuto a un qualsiasi stimolo interno, non è diretto necessariamente ad una per-
sona.
Prima che intervenga la capacità di nalizzare le proprie azioni, di gestire l’energia
interna che abbiamo e di essere canalizzata nell’ottenimento di qualcosa di inten-
zionale, questa energia ha solo uno scopo: quella di essere grati cata nella manie-
ra più veloce e più completa possibile.
Nelle primissime fasi dello sviluppo, questo modo di funzionare di soddisfazione
immediata e totale è il principio del piacere, è ciò che muove il comportamento del
bambino.
Attraverso lo sviluppo e l’educazione il bambino comincia ad utilizzare la sua ener-
gia per richiamare l’attenzione, per ottenere delle cose, riesce ad attendere alla
soddisfazione di un bisogno per un tratto di tempo.
fi fi fi ff fi ff fi fi
Più il bambino cresce, più abbiamo possibilità di mettere tra desiderio e grati ca-
zione un tempo di latenza, un tempo di attesa—> la interpretiamo come la possibi-
lità di passare da un principio di piacere ad un principio di realtà. Si viene a co-
seconda modalità: desiderio-attesa-gra-
struire nello sviluppo del bambino una
ti cazione/bisogno-attesa-soddisfazione—> è un tipo di funzionamento più ma-
turo che Freud chiama principio di realtà perché signi ca che il bambino, attraver-
so questa modalità, prende contatto con la realtà.
La realtà che descrive Freud è una realtà frustrante, che non soddisfa immediata-
mente i bisogni ma che in qualche modo richiede un tempo di attesa o la non
completa soddisfazione del bisogno. La realtà richiede di aspettare, di considerare
quali siano i vincoli della realtà.
Bion sostiene che tra il bisogno e la sua realizzazione nasce il pensiero.
Processo primario e processo secondario sono le due modalità attraverso cui
possiamo funzionare. Quando cresciamo, non perdiamo del tutto l’accesso a
quella modalità che prevede la soddisfazione immediata, che però ci concediamo
in rarissimi casi oppure di fronte ad una condizione di psicopatologia.
I soggetti che non riescono ad acquisire un processo secondario sono sog-
getti che vivono una condizione di malessere psichico. Non c’è in questi sog-
getti la possibilità di mettere in rapporto ciò che sono/voglio essere con quello che
mi rimanda alla realtà. Non c’è la possibilità di tollerare la frustrazione che deriva
dal fatto che il mio desiderio non è realizzabile.
Siamo in una modalità in cui la mia grati cazione la creo nella mia stessa mente, il
mio desiderio si crea e si risolve all’interno della mia stessa mente.
Relazione tra psicosi e relazione tra glio e madre estremamente fusionale
—>
La psicosi è l’esito di un rapporto madre/bambino fusionale che non ha mai avuto
modo di risolversi o di sciogliersi.
Questo tipo di rapporto è un rapporto in cui se io voglio una cosa, immediatamen-
te l’ottengo. E’ una modalità di relazione pre-edipica organizzata intorno alla mo-
dalità del piacere/principio del piacere. Non c’è possibilità di sopportare l’attesa e
si mantiene una relazione fusionale retta unicamente dal principio del piacere.
Tutte le modalità di funzionamento psichico pre edipico ovvero rette dal prin-
cipio piacere, sono classi cabili all’interno di un funzionamento che de nia-
mo psicotico.
Tutte le modalità di funzionamento che seguono, che succedono al principio
del piacere ed entrano in contatto con il principio di realtà (post-edipiche o
edipiche) rientrano nella sfera della nevrosi.
La psicosi si caratterizza per un non contatto con la realtà o per un contatto
con la realtà artefatto, dove regna il principio del piacere e dove non è possibile
incontrare la realtà nella sua dimensione frustrante. Lo psicotico non riesce a stare
a contatto con la realtà.
Nella nevrosi c’è un contatto con la realtà ma il principio non funziona bene.
Chi ha possibilità di entrare in contatto con la realtà, è colui che può tollerare
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