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Lezione 1

Modelli teorici psicoanalitici:

Freud, modello pusionale: concetto chiave della sua teoria è quello di pulsione.

Energia (Q) = energia che muove ogni azione mentale / comportamentale, funziona

secondo una logica “idrodinamica” (accumulo: dispiacere-dolore, scarico:

benessere) -> l’energia deve essere scaricata altrimenti la si vive come sofferenza

(ab-reazione).

Pulsione= Spinta elementare e irriducibile che si pone tra il somatico e lo psichico

-> idea che mente e corpo siano un’unicum.

Fonte della pulsione: parte dell’organismo in cui compare l’essiccamento somatico

(evoluzione stadiale, zone erogne) ma anche processo chimico e fisico alla basa

della produzione della pulsione. La fonte cambia.

Meta: è sempre la stessa, ossia il soddisfacimento.

Oggetto: ciò attraverso cui la pulsione raggiunge la meta.

Pressione: intensità della pulsione.

Prima fase del pensiero: pulsioni sessuali (-> caratterizzano la specie, rispondono

al criterio del desiderio, l’oggetto piò essere anche fantasmatico) vs. di

autoconservazione (-> individuale, rispondono al criterio del bisogno e necessitano

di un oggetto reale, es. fame).

Seconda fase, 1920, “Al di là del principio di piacere”, pulsioni di vita (-> sessuali e

di autoconservazione) vs. di morte (-> tendenza all’annullamento di eccitazione che

coincide con la morte, si ritrova in stati patologici come depressione / tendenze

suicidarie).

Aspetto fondamentale: concetto di inconscio.

Modelli di funzionamento psichico.

Prima topica, conscio-preconscio-inconscio: territori della mente, l’inconscio

funziona sulla base del processo primario, ossia un’insieme di modalità di

funzionamento psichico caatteristiche del pensiero inconscio, energia libera, non

c’è senso del tempo né dello spazio, si colloca solo nel mondo interno escludendo

la realtà, si basa sul principio di piacere (il desiderio deve essere soddisfatto

immediatamente, scarsa tolleranza alla frustrazione), non c’è reciproca

contraddizione (una cosa può stare insieme al suo contrario), non c’è ragionamento

ma identità di percezione (sensazione positiva legata ad un’immagine) ->

meccanismo di fondo del principio primario, es. fame - introiezione del seno come

oggetto buono, si crea un’immagine inconscia che può rievocare nel momento di

disagio. Conscio: energia legata alle singole rappresentazioni che possono essere

pensate, principio di realtà, ci sono la logica, lo spazio e il tempo, esiste la

contraddizione, non più fondata su identità di percezione ma identità di pensiero ->

raziocinio, es. risolvo il problema x con la strategia y, quando si ripresenta il

problema x uso la stessa strategia che ha funzionato in precedenza.

Seconda topica, es-io-superio: revisione basata sulla riflessione che i

meccanismi difensivi sono attivati dall’io (nella prima topica era usato come

sinonimo di coscienza), ma i meccanismi difensivi sono inconsci -> una parte dell’io

deve essere inconscia. L’es è completamente inconscio, oltre a ciò che già è stato

detto nella prima topica, è la sede dei contenuti rimossi e delle pulsioni. Io e Super-

io: in parte consci e in parte inconsci. Aumenta il peso dell’inconscio. Es. coscienza

morale di cui siamo consapevoli ma strutture etiche al sotto che le regolano o le

mettono in discussione. E’ una visione più articolata.

Concezione della realtà a due livelli, manifesto e latente. Necessaria

l’interpretazione come nel sogno, dietro ogni comportamento manifesto c’è una

dimensione latente. Ricerca di un significato più profondo e occulto, processo di

pensiero complesso.

Determinismo psichico ossia nulla accade per caso, dietro qualsiasi fenomeno

c’è l’inconscio. Si può collegare alla concezione della realtà a due livelli.

Approccio diagnostico non categoriale ma dimensionale, esiste una continuità

tra sanità mentale-nevrosi-psicosi, non sono distinte nettamente, è ciò che spesso

contrappone la visione psicoanalitica e quella psichiatrica, es. DSM approccio

categoriale, o c’è una diagnosi o non c’è niente).

Conflitto alla base non solo delle patologie ma “motore della vita psichica”. Può

essere fra istanze psichiche oppure tra mondo interno e realtà esterna. [Nella

psicologia dell’Io non è più così importante].

Modello di approccio al sogno ancora praticato, essendo addormentati la prima

censura (funzione di filtro selettivo, cosa lasciare passare e cosa no) tra conscio e

preconscio si allenta e qualche contenuto inconscio può entrare nel preconscio ma

anche la seconda censura tra preconscio (funzione deformante) e conscio può non

essere del tutto funzionante -> il risultato di questi passaggi è il sogno, a causa di

queste trasformazioni è da decifrare. Se la trasformazione va da A a B, bisogna

risalire ad A facendo il percorso inverso. Lavoro onirico: serie di trasformazioni del

contenuto originale inconscio per diventare il sogno; sono quattro ossia

condensazione -> il risultato deriva dalla sovrapposizione di diversi aspetti, figure

composite, necessario smontarle, spostamento -> cambiamento del peso specifico

delle parti del sogno, alcune in primo piano e altre secondarie, importante

l’interpretazione dello sfondo, meccanismo difensivo che mette in primo piano

situazioni tramite cui se ne vogliono nascondere altre, rappresentazione per

immagini -> il linguaggio del sogno è visivo, procede per rappresentazioni,

elaborazione secondaria-> come viene raccontato il sogno, si cerca di dare una

struttura narrativa, un senso logico, ma in realtà è tutto sganciato. Il sogno come

prodotto mentale non è quello che raccontiamo, l’analista deve essere consapevole

di questi meccanismi, inoltre contenuti simbolici che non sono legati ad un codice

personale ma lo travalicano (simboli culturali oppure inconsci, analogie di forma o

di funzione).

Setting particolare, funzione passiva dell’analista, luogo neutro, assenza di

elementi di distrazione, pz disteso e racconta tutto ciò che gli viene in mente senza

remore di tipo logico e morale, analista sta dietro al pz. Relazione “silenziosa”,

l’analista non dà direttive o consigli ma si limita ad ascoltare, è una relazione

completamente diversa da tutte le altre -> lo scopo è mettere gradualmente in

condizione di trovare le risposte. Analogia archeologo - psicoanalista, più si scava

più si ha probabilità di arrivare al cuore del prolema. Consapevolezza che il pz

potrebbe non dire la verità, ricerca della “verità dell’inconscio”. Es. studi sull’isteria:

hp. Iniziale che la patologia derivasse da abusi sessuali ma poi scoperta che sono

fantasie inconsce, non corrispondono a un dato storico ma hanno la stessa forza

della realtà.

-> psicoanalisi come riserva della verità soggettiva.

Psicologia dell’Io

L’Io mette in contatto es e realtà esterna, super-io ed es. E’ una struttura psichica

importante, in Freud analisi maggiormente focalizzata sul super-io. Diffusione

prevalentemente negli USA, pragmatismo.

Hartmann: secondo Freud, l’unica struttura che dispone di energia è l’es mentre

l’io cerca di dominarlo usando la sua energia. Visione contestata da Hartmann: il

bambino alla nascita ha una matrice indifferenziata dell’io e dell’es (per Freud

invece alla nascita c’è solo l’es, l’io si forma in rapporto alla realtà). Entrambi sono

dotati quindi di energia propria. Anche l’io ha un’energia primaria propria che è alla

base di funzioni primarie come percezioni, memoria, ecc. -> ambito non conflittuale

ma può anche utilizzare l’energia dell’es per adattarla ai suoi scopi -> ambiti

conflittuali, difese, pensiero, apprendimento. Esiste una sfera dell’io in cui il conflitto

è assente mentre per Freud è onnipresente, motivo per cui alcune critiche

scivolano mentre altre possono ferire. Modificazione delle pulsioni sulla base

dell’esperienza. In Freud l’oggetto è l’elemento meno importante della pulsione, è

un tramite, il peso maggiore è quello della forza della pulsione, con la psicologia

dell’Io invece il focus è spostato sull’oggetto. Il concetto di “deficit” prende il posto di

conflitto e trauma. Trauma: evento reale o fantastico dalla forte carica

destabilizzante che rompe l’equilibrio portando alla patologia, Deficit: mancato

apporto emotivo da parte delle figure significative nei confronti del bambino.

-> Cambio di rotta importante, si inizia a porre l’accento sulla relazione.

Concetto di adattamento nei confronti dell’ambiente e dell’altro, ne identifica tre tipi:

autoplastico -> modificazione di sè, alloplastico -> modificare le condizioni esterne,

e del terzo tipo -> se non funziona uno dei due tipi precedenti, si cerca una

strategia diversa.

Anna Freud: studio delle funzioni dell’io, opera più famosa “Io e i meccanismi di

difesa”, a differenza del padre, si dedica principalmente all’ analisi infantile. Non si

può prescindere dall’Io, anche l’inconscio è mediato dall’Io -> ciò che passa è

perché viene filtrato dall’io.

Riprende e sistematizza i meccanismi difensivi di Freud.

1) Rimozione: il contenuto traumatico/conflittuale viene confinato in un angolo

remoto della mente, meccanismo più efficace ma anche dispendioso perché

bisogna investire continuamente energia per tenerli ad di fuori. Difesa

inconscia.

2) Repressione: qualcosa di doloroso che viene consapevolmente allontanato.

Molto più facile far emergere un contenuto represso di uno rimosso. Difesa

conscia.

3) Formazione reattiva: capovolgimento di uno stato d’animo. Tipica della nevrosi

ossessiva.

4) Isolamento: un contenuto mentale viene isolato e diventa meno doloroso, es.

spedizione amore / sessualità.

5) Isolamento dell’affetto: è sinonimo di sentimento, togliere il coinvolgimento

emotivo.

6) Annullamento retroattivo: comportamento che annulla (almeno in modo

psichico) quello precedente, eliminazione degli aspetti perturbanti come i sensi

di colpa.

7) Proiezione: la nostra mente espelle da sé contenuti negativi, es. proiezione

della rabbia sull’altro.

8) Introiezione: contenuti positivi vengono introiettati, bonificazione del mondo

interno, es. introiezione del partner.

9) Sublimazione: modificare / sostituire l’oggetto e la meta di una pulsione per

renderla socialmente accettabile, es. killer - chirurgo.

10) Negazione: negare un comportamento o un pensiero. Può emergere anche da

alcune frasi, es. “io quella donna non la amerei mai”, copre un desiderio

inconscio con un no.

11) Evitamento: estremamente utile, è una strategia preventiva, so che quel

comportamento mi procurerà dolore quindi funge da deterrente, impedisce il

senso di colpa.

12) Identificazione (con l’aggressore): strumento che consente al bambino di

elaborare le paure, es. paura del lupo - durante il gioco impersona il lupo; alla

base del meccanismo per cui l’abusato diventa abusante.

13) Rinuncia altruistica: soddisfacimento di un proprio desiderio realizzandolo per

un’altro. Assomiglia alla proiezione (il desiderio è mio, non dell’altro).

14) Ascetismo della pubertà: capovolgimento dell’ “io voglio” in “non devo”.

15) Intellettualizzazione della pubertà:

16) Acting out: azione senza pensiero.

17) Anticipazione: corrisponde all’evitamento.

18) Autosservazione: difesa molto evoluta, imparare a guardarsi dentro.

19) Idealizzazione e simmetricamente la svalutazione, consistono nell’eliminare le

sfumature intermedie, il mondo è bianco o nero.

19) Intelletualizzazione:

20) Razionalizzazione: tentativo di trovare spiegazioni logiche ingannevoli, tentativo

di convincersi che una cosa sia così.

21) Onnipotenza e onniscienza.

22) Dissociazione: collocare un contenuto psichico in una regione periferica,

scissione verticale, si crea come una barriera (nella rimozione è orizzontale,

l’indesiderato si mette in basso).

23) Scissione: tutto buono vs. tutto cattivo, oggetto completamente buono vs.

cattivo.

24) Umorismo: meccanismo più evoluto e più salutare, saper ridere di sè.

Uno dei lasciti più importanti della Freud è “La diagnosi e la cura”. La diagnosi

psichiatrica non è uguale a quella psicoanalitica. Quella psichiatrica si basa su

criteri precisi (DSM), è un metodo categoriale, la patologia c’è o non c’è. Quella

psicoanalitica è più complessa, la Freud propone uno schema di periodi e fasi che

vanno da unità biologica madre e figlio fino all’adolescenza -> linea evolutiva

fondamentale. Dove si colloca il pz rispetto a tale scala? Mette a fuoco un sacco di

variabili es. rapporto con gli altri, tolleranza alla frustrazione, gestione ed

elaborazione delle emozioni ecc… non c’è una diagnosi ma un quadro. Creazione

del profilo metapsicologico del pz, osserva se c’è sintonia con i punti della linea

evolutiva.

Melanie Klein

Il modello si basa sulle fantasie inconsce.

Anche Freud parlava di fantasie che distingueva in consce (ne siamo consapevoli,

es. romanzo famigliare del bambino), inconsce (non ne siamo consapevoli),

fantasie primarie (inconsce, sono pochissime e sono presenti in tutti, retaggio

filogenetico, immagini a cui rimandano i sogni, le allucinazioni, i sintomi, ossia la

nascita, la morte, la seduzione, la scena primaria e la castrazione; precedono la

nostra esperienza). Alla Klein, ciò che è cosciente non interessa, studio solo delle

fantasie inconsce che sono sempre presenti nella nostra mente e accompagnano

ogni pensiero, comportamento ecc. Tutto è occultamente sostenuto da una fantasia

inconscia. Per Freud la fantasia deriva dalla frustrazione o dalla mancanza mentre

per la Klein le fantasie inconsce sono rappresentazioni mentali di istinti/pulsioni che

sono rivolte ad un oggetto che è sempre presente. Infatti, la teoria viene definita

teoria delle relazioni oggettuali (Freud riservava poco spazio all’ggetto,

successivamente alla Klein -inidipendentisti, psicoanalisi relazione- focus

sull’oggetto ma è diverso rispetto a quello della Klein). Per la Klein gli oggetti sono

interni, ciò che è stato interiorizzato della realtà esterna. [Fromm: Oggetto come

altro con cui ci si relaziona. L’equilibrio psichico dipende dal modo in cui sono stati

introiettati oggetti buoni stabili -> le relazioni oggettuali precoci sono fondamentali.

Il mondo interno si crea tramite introiezione degli oggetti esterni che vengono

percepiti come buoni o cattivi a seconda delle reazioni emotive agli eventi che

vedono questi oggetti come protagonisti. Il bambino kleiniano, a differenza di quello

freudiano, va subito alla ricerca dell’oggetto e i meccanismi di proiezione/

introiezione sono attivi fin dalla nascita, in caso contrario esagerata influenza del

mondo esterno sulla personalità del soggetto.

Le fantasie inconsce sono innate/ereditate e uguali per tutti, gli oggetti interni

invece sono rappresentazioni concepite come presenze quasi fisiche.

La visione del mondo klieniana si basa uno scambio continuo dentro - fuori,

proiezione di oggetti cattivi e introiezioni di oggetti buoni. La valenza dell’oggetto

buono o cattivo dipende dall’emozione che lo accompagna. es. oggetto seno, se

presente è buono, se assente è persecutorio. Gli oggetti buoni bonificano

dall’angoscia e dal terrore, tendenza a creare un mondo positivo dentro di sé ed

espulsione di quelli cattivi all’esterno: nel paranoico esagerata tendenza alla

proiezione, il mondo è cattivo, nella normalità prevale l’introiezione degli oggetti

positivi.

Introiezione per Freud: tentativo di colmare un’assenza, complesso Edipo

identificazione della figura paterna che forma il super-io.

Per la Klein l’identificazione è sistematica, si manifesta già dalla nascita e difende

dalla pulsione di morte.

Anche l’Io per la Klein esiste alla nascita, mentre per Freud c’è solo es.

Nella visione kleiniana è l’Io che ci fa cogliere la differenza fra piacere/angoscia,

oggetto buono/cattivo, me/non me, permette di attivare le difese es. la scissione

-> importante perché consente di orientarci nel mondo distinguendo ciò che è

piacevole e ciò che è doloroso, è una visione soggettiva.

Non parla di fasi ma di posizioni, lo sviluppo non è legato alle pulsioni ma il

discorso è più precoce e centrato sul pensiero. Fase= periodo caratterizzato dal

legame di una pulsione a una zona erogena che produce determinate fantasie e

dinamiche psichice, quando una fase si conclude ne inizia un’altra, è una

concezione epigenetica (l’ordine non può essere alterato non si può passare da

una fase passare dalla precedente). Posizione= modalità di organizzazione dell’Io,

modo di relazionarsi con l’oggetto, sistema di angosce e difese, ne esistono due,

schizoparanoide e depressiva.

Posizione schizoparanoide: uso della scissione-introiezione-proiezione, compare

da 0 a 6 mesi, caratterizzata dall’oggetto parziale (una parte della persona, es. il

seno), divisione fra oggetti buoni/cattivi (schizo), tendenza a proiettare il male e

tenere dentro il bene -> il mondo esterno è popolato da oggetti minacciosi, si sente

minacciato (paranoide). Si attiva anche l’identificazione con l’oggetto inte

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IRENE1989 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Barbieri Gianluca.
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