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01.10.2018

Aspetti teorici, concettuali e clinici

Aspetti sia teorici, concettuali che clinici. Complessità di rapporto tra questi due aspetti. È facile confondersi. Necessità di familiarizzare con i concetti in ambito teorico e clinico in prospettiva psicodinamica per utilizzare il linguaggio, che ha una particolare specificità d’uso.

Epistemologia: cosa si può dire della validità con cui viene strutturato un percorso di conoscenza, modo appropriato per espletare le proprie conoscenze. Le discipline hanno un'epistemologia di riferimento e altre metodologie. La psicologia non ha un’epistemologia unica al contrario di molte altre discipline, noi psicologi abbiamo molti modelli epistemologici accreditati, ognuno sviluppa ricerche e interventi ancorati a una epistemologia specifica.

La nostra disciplina è tra la neurofisiologia e il comportamento umano (antropologia e sociologia). Una dimensione utile è quella di comprendere come la nostra epistemologia si colloca vicino a quella medica. C’è confusione su cosa sia la medicina scientifica.

Tema dello sviluppo del metodo scientifico in medicina, per abituarci a capire che i problemi di complessità fronteggiati dagli psicologi sono come quelli affrontati dai medici. Il nostro paradigma come psicologi è il modello bio-psico-sociale. Come ci si muove tra queste evidenze di questi ambiti?

Nell’ambito psicoanalitico le cose si aggravano dal fatto che si utilizza il riferimento a un modello del funzionamento mentale in un modo specifico dell’ambito psicanalitico.

Queste questioni epistemologiche ci accompagneranno in tutta la materia per comprendere l’origine e l’uso del linguaggio psicodinamico, e per avere un focus sulla relazione terapeutica. Freud diceva che la psicanalisi in modo sintetico si definisce attraverso tre caratteristiche: teoria del funzionamento mentale, metodo per interpretare fenomeni e come un metodo terapeutico, per curare sofferenza e disagio.

Di questi tre aspetti noi faremo riferimento a come si è evoluta la visione della relazione terapeutica. Il paradigma psicodinamico predominante oggi è quello relazionale. È una dimensione inalienabile in cui noi facciamo osservazione.

Il setting psicodinamico è sempre un setting in cui c’è un terapeuta, un paziente o un gruppo. Il punto di osservazione è sempre interno a questa relazione. La relazione è l’unico luogo dove è corretto fare osservazioni. Questa prospettiva non era originariamente condivisa da tutti.

Quando Freud diceva che con la psicanalisi si potevano fare osservazioni era perché lui credeva che attraverso la teoria psicanalitica si potessero interpretare fattori sociali ecc. Io ritengo che questo uso non clinico della teoria sia molto pericoloso.

In ambito psicodinamico l’elenco fondamentale di verifica di una certa osservazione è la risposta del paziente all’interpretazione o all’assetto preso dal terapeuta. Questo fa parte del metodo clinico anche in medicina, ci si basa sulle risposte dei pazienti.

Se sono un medico e do l’antibiotico, devo potermi rendere conto se il paziente reagisce all’antibiotico. Una caratteristica del metodo clinico è la verifica costante attraverso la relazione col paziente. Se mi metto a interpretare un film per esempio non ho elementi validi per attribuire validità alla mia analisi. Questa disciplina va usata in contesto esclusivamente clinico.

Pion dice che avere un metodo serve ad accorgersi quando si sta sbagliando. Dobbiamo abituarci costantemente a lavorare con un’ottica di verifica che può venire in cornice metodologica. Questo è vero anche in ricerca.

Se faccio affermazioni arbitrarie qualcuno potrà confutare le mie affermazioni in base a ricerche. Quando scriviamo dobbiamo fornire a chi ci legge le opportunità di verifica, caratteristica fondamentale della prosa scientifica. 1

Contenuto del corso

Contenuto: prima parte (Freud e Frerency. I due assi principali dello sviluppo della relazione terapeutica), seconda parte (tutto il resto del programma).

Introduzione alla psicologia dinamica

Introduzione ad alcune discipline considerate scientifiche a loro tempo, che hanno costituito un caposaldo rispetto allo sviluppo della psicologia dinamica. Psicologia dinamica nasce come sviluppo della neurologia della fine dell’800. La matrice da cui nasce Freud è la neurologia.

L’ancoraggio è legato alle vicende personali di Freud, ovvero al tipo di formazione scientifica e universitaria che è arrivato ad occuparsi di psiconevrosi in fase avanzata della sua vita scientifica. Non riusciva a vivere con l’attività di sola ricerca, si rivolse quindi a un’attività di tipo clinico. Svolge l’attività di neurologo privato. La matrice è una mente teorica e neurofisiologica.

L’origine della psicologia dinamica di tipo psicoanalitico risiede qui.

Mesmerismo e rapporto di cura

In omaggio al focus sulla relazione è opportuno citare uno strano antecedente, un ambito in cui molte conoscenze sulla relazione sono state sviluppate: il mesmerismo. Una disciplina paradossale, Mesner si sviluppa verso la fine del ‘700, in pieno illuminismo, è seguace convintissimo dell’approccio illuminista.

Approccio di tipo naturalistico, nel ‘700 la medicina è una branca della filosofia naturale. Egli sviluppa questa sua intuizione a partire da un interesse teorico. Il ‘700 nella storia della scienza è caratterizzato dagli studi sull’elettricità, dei fenomeni elettromagnetici.

Lui in modo ardito si occupò nella sua tesi di laurea della possessione demoniaca che era pervasiva in Europa. La tesi di laurea di Mesner prende di mira le guarigioni degli esorcisti. Noi siamo sempre alle prese con questo culto tutt’ora.

Ai servizi di salute mentale vengono continuamente portati pazienti che sono stati portati dall’esorcista o che ci sono andati personalmente. Gli interventi psicologici non sono né gratuiti né definitivi né veloci.

Mesner torna ad occuparsi di questa modalità ritenendo di poter fornire delle evidenze sulla dinamica alla base di queste guarigioni, non imputabili a conseguenze divine ma come effetto di capacità fisica fisiologica umana che lui chiama fluido magnetico animale o magnetismo animale.

Lui sviluppò dei metodi per far stare meglio persone che si rivolgevano all’esorcista.

Elabora un modello curante, tra curatore (magnetizzatore) e paziente. Al magnetizzatore vengono richieste alte qualità morali. Definisce quindi una società scientifica sul magnetismo ed i canoni morali e etici di chi esercita questa professione.

Lui fa delle osservazioni importantissime sul rapporto interpersonale tra magnetizzatore e paziente. Il rapporto di cura è un rapporto speciale dove avvengono fenomeni che non si riscontrano in altre dinamiche sociali. Prime osservazioni centrate sulla natura interpersonale del rapporto di cura.

Il rapporto tra magnetizzatore e magnetizzato può sviluppare una dipendenza, anche reciproca. Segnalano la necessità assoluta di distanziare nel tempo le sedute e la necessità che si svolgano le lezioni in presenza di terzi. Specialmente se i sessi del magnetizzatore e magnetizzata sono opposti. La cosa prende un carattere erotico.

Opportunità di una pratica di tipo gratuito, che ha portato alla diffusione di ciarlatani. Infatti nella cura psicologica il compenso è fondamentale.

Il mesmerismo si diffuse in tutta Europa, ma suscitò reazioni avverse. L’imperatore austro-ungarico creò una commissione di saggi per appurare l’esistenza del fluido magnetico. La commissione disse che non riuscì a trovare evidenze scientifiche dell’esistenza del fluido, da qui la corrente perse importanza.

Le sedute avvenivano con una fase iniziale di rilassamento. La fase attiva della terapia procedeva con dei toccamenti. Durante i toccamenti avvenivano anche scambi verbali principalmente incentrati sulla patologia. La durata era prestabilita, si concludevano con ulteriore rilassamento. C’erano anche dei collaboratori che annotavano e seguivano il malato dopo la terapia. 2

Sonnambulismo e pratiche diagnostiche

Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 finisce nel dimenticatoio, anche a causa di un altro fenomeno, il sonnambulismo. Tra le imitazioni caserecce del lavoro dei mesmeristi si diffonde soprattutto in Italia e Francia una pratica di tipo diagnostico, il formarsi di coppie di mesmeristi che lavorano con una paziente privilegiata.

Durante le sedute del toccamento i pazienti riferiscono notizie sul loro stato di salute e visualizzano lo stato della riuscita della seduta stessa, una sorta di introspezione. Questa capacità autodiagnostica e introspettiva viene usata commercialmente.

Si creano delle coppie magnetizzatore-magnetizzata preferita o sonnambula (sonnambulismo come condizione raggiunta in queste sedute), si svolge la pratica di diagnosticare i mali altrui attraverso questo tandem. Pratica mai riconosciuta ma che ebbe grande diffusione. Si pensava che queste donne in trans fossero in grado di diagnosticare le affezioni delle persone che andavano a farsi curare.

A metà dell’800 le società scientifiche e delle università si schierarono contro queste pratiche che poi vennero perseguite. “La sonnambula meravigliosa”, è un libro che ripercorre i principali processi che hanno condannato questi “terapeuti”.

Neurologia e psichiatria nell’Ottocento

Un filone a parte riguarda quello dello sviluppo della psichiatria. Per quanto riguarda il tema di matrice neurologica dobbiamo tenere presente che nella seconda parte dell’800 la neurologia è la disciplina scientifica di riferimento in assoluto. Impatto e diffusione dei suoi successi e della sua popolarità paragonabili alla fisica del ‘900.

Charcot, un solo neurologo, alla Salpetrierre a Parigi, nel corso della sua vita ha descritto circa l’85% delle sindromi neurologiche conosciute tutt’ora. Le ha individuate e descritte.

La scoperta del sistema nervoso da un punto di vista fisiologico e della connessione del cervello col sistema nervoso, la possibilità di fare studi post mortem e gli studi sui neuroni hanno dato un impulso agli studi della neurologia facendola diventare la disciplina più accreditata.

Quando Freud si forma all’università a Vienna l’istituto di neurologia è considerato quello di punta, all’inizio egli aveva una mentalità orientata verso la ricerca, si rivolge alla neurologia per farvi ricerca. Egli viene da una famiglia ebraica, va a Vienna assetato da una sete di sapere e di conoscenza.

Alla fine dei suoi studi in medicina, la laurea era ancora in filosofia, svolge periodi di apprendistato in varie cliniche, tra cui la clinica neurologica. Qui si accorge della sua passione per il funzionamento del sistema nervoso, interesse prettamente neurologico.

Propone alla sua facoltà come tema di finanziamento uno studio sulle paralisi cerebrali infantili, condizioni in cui si creano alla nascita delle lesioni estese del sistema nervoso centrale, compatibili comunque con la vita, sviluppo della persona con dei deficit di vario livello con una correlazione tra funzione e anatomia post mortem consentono di fare inferenze sul funzionamento di alcune sotto porzioni del sistema nervoso centrale.

Va quindi a Parigi perché crede di poterci trovare materiale di ricerca, qui trova però un mondo completamente diverso di quello di Vienna. Charcot si stava occupando della condizione psicologica prevalentemente femminile dell’isteria. All’interno di questo contesto sviluppò teorie sull’isteria. Quadro “Une lesson à la Salpetrierre”.

02.10.2018

Charcot e l’isteria

Quadro. Induzione di una paralisi isterica sotto ipnosi, Charcot. La paziente era Blanche, la preferita di Charcot, la Reine des isteriques. Incontri scientifici del mercoledì.

Rappresentazione dell’arco isterico. Uomo che contrae tutto il corpo, appoggiato sull’occipite e i talloni, formando con il corpo un arco. Cento anni prima della scoperta degli psicofarmaci. Charcot ha guidato per oltre 30 anni il reparto dei dilettoidi o degli epilettici. 3

Infanzia e follia

Studio storico di Carlo Bonomi sulla cura organica delle malattie psichiatriche in epoca moderna. Cure mediche rivolte ai malati psichiatrici. Tema dell’intreccio tra concettualizzazione di infanzia e di follia. Ricerca storica e contributo di studi antropologici e storico sociali.

Parte da una considerazione, ovvero che l’idea di infanzia per come la conosciamo adesso è un portato dell’età moderna. Fino all’età Medievale il bambino era considerato in modo completamente diverso. Basti pensare ai quadri medievali. I bambini erano rappresentati come degli adulti in miniatura.

Eliass fa riflessioni sui cambiamenti introdotti nella società europea nella concezione del bambino, attraverso la nascita dei comuni e delle signorie. La vita di corte come quella di alcune città italiane.

La denaturalizzazione dell’infanzia avvenne in questo periodo. In una corte medievale si mangia tutti intorno al tavolo e tutti mangiano con le mani, se ci sono dei principini lo possono fare anche loro. 200 anni dopo a Versailles, posate, cristallerie. Eliass parla dell’introduzione dell’uso della forchetta ad esempio, tra il ‘400 e il ‘500.

Questo segna l’esistenza di una differenziazione sociale basata sull’educazione. In questi anni si struttura un livello di vita sociale che rende i bambini non adatti, necessitanti di un processo di educazione per prendere parte alla vita quotidiana. Questo processo vede la nascita della rappresentazione sociale dell’infanzia, segnata da uno stato di minorità.

Bambino visto come un piccolo serino che deve essere addestrato e reso atto all’ingresso in società. Noi tutt’oggi usiamo termini come socializzazione, che si riconnettono a quel pensiero. Quando nasce gli manca qualcosa, che lui dovrà prendere dall’ambiente per adattarcisi. Bambino come bisognoso di educazione.

La seconda grande rivoluzione messa a punto riguarda la transizione dalla famiglia basata sul censo alla famiglia sentimentale. Espansione di un modello portato avanti dalla rivoluzione industriale. Fino al ‘700 i rapporti familiari erano basati esclusivamente sul censo, il matrimonio aveva una funzione regolativa dello status socio-economico.

Tutto ciò passava attraverso i contratti di matrimonio, che erano il modello di strutturazione della vita familiare. L’amore romantico, dalla famiglia borghese, è un’invenzione ottocentesca. L’avvento di questo nuovo modello sociale che enfatizza la libertà individuale e la possibilità di trovare uno spazio e un’integrazione nella vita familiare, nascere nella famiglia sentimentale. Questi temi hanno una forte ricaduta a livello psichiatrico.

Le visioni della follia sono direttamente influenzate e correlate a queste visioni delle rappresentazioni sociali. In particolare all’immagine iniziale del bambino, sprovvisto di conoscenze, che deve essere portato dentro il mondo degli umani si affiancava un’idea diffusa in letteratura medica che la sofferenza psichica non potesse riguardare i bambini, i bambini essendo fuori dalla dimensione tipicamente sociale e culturale umana vivessero in una specie di limbo, inaccessibili, a riparo dalla sofferenza psicologica.

Su questo si innesta anche una questione di carattere religioso, l’idea che in quale maniera la sofferenza psicologica possa essere connessa ad un pervertimento dell’anima. Persino le malformazioni fisiche fino al Rinascimento venivano attribuite al peccato.

L’idea della purezza dell’anima infantile conduceva a una sorta di cecità pervasiva dell’ambito medico rispetto alla dimensione della sofferenza psicologica dei bambini. Per dare un’idea di quanto pervasiva fosse questa relazione, Bonomi riporta che un chirurgo aveva documentato un numero di suicidi nell’infanzia, tentando di scuotere gli animi dei colleghi attraverso la presentazione dei dati. Questi suicidi non venivano visti, questa relazione del medico francese cadde nel silenzio.

Dobbiamo essere prudenti a giudicare a distanza queste posizioni, questo pregiudizio sull’incapacità dei bambini non è stato ufficialmente smentito del ‘900, fino agli anni ’80, era presente in ambito pediatrico la convinzione che non sarebbe stato necessario anestetizzare i bambini durante gli interventi, nonostante essi sentissero dolore non lo avrebbero dimenticato per via dell’amnesia infantile.

15 anni fa al Meyer si consentì la sedazione per l’aspirazione del midollo, prima della quale i bambini venivano solo immobilizzati.

Se andiamo indietro e guardiamo la questione dei nati prematuri arriviamo a 10 anni fa, le evidenze sulla capacità dei nati prematuri iniziano 10 anni fa, poiché incapaci di esprimere il dolore. Si è visto adesso che è l’esatto contrario.

Con l’avvento dello sviluppo della famiglia sentimentale cambia radicalmente l’idea della follia, si sviluppa l’idea della follia morale, moral insanity. Persona giudicata folle se incapace di riconoscere i sentimenti, in particolare nei confronti dei propri familiari. Adeguatezza delle risposte affettive e sentimentali.

A questo punto arriva la fase dello sviluppo della disciplina neurologia.

Nell’800 si scopre la condizione nervosa, si descrive il funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico, visualizzata una sofferenza che prima non esisteva, l’essere nervoso, prima la concettualizzazione della sofferenza psicologica non poteva essere espressa. Purtroppo la storia della medicina della seconda metà dell’800 porta esattamente da un’altra parte.

Scoperta della possibilità della degenerazione neuronale, le fibre nervose, specialmente quelle periferiche, quando subiscono un assalto, uno stress, una lesione, degenerano e portano dalla periferia verso il sistema nervoso centrale una condizione di depauperamento funzionale e poi anatomico. Viene studiata grazie anche

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bene.music di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Grotto Rosapia Laura.
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