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Appunti di Psicologia dinamica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Ortu dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, Seconda Facoltà di Medicina, Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Fondamenti di psicologia dinamica docente Prof. F. Ortu

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Se si è spesso ansiosi, frustrati e arrabbiati, ci si può facilmente sentire indegni di essere

amati, perpetuando così il ciclo dell’esperienza negativa continua del Sé e degli altri.

Se l’aggressività è troppo forte, metterla insieme a sentimenti d’amore fa rischiare l’esperienza

interna che quei sentimenti di amore vengano distrutti, e con essi anche la persona amata.

Nell’ex di Angela le sue fantasie sadomasochistiche avevano un contenuto sessuale: dal punto

di vista della psicologia dell’Io riflettono un dilemma più fondamentale e spaventoso.

C’erano sia il piacere che il contatto; riusciva a raggiungere l’orgasmo e non era

completamente sola. Il piacere era sempre misto a dolore.

LA TRASFORMAZIONE EVOLUTIVA DEL TRANSFERT

Nel corso del tempo Angela trovò sempre maggiore conforto e imparò tollerare il processo di

dare un nome e chiarire i propri sentimenti insieme all’analista riuscendo poi a richiamare le

emozioni dalla memoria anziché ritrovarsi improvvisamente travolta e controllata da esse.

L’analista, nel transfert, rappresentò una sorta di contenitore sia per le esperienze positive che

per quelle negative, dimostrando che il buono era in grado di sopravvivere al contatto con il

cattivo, per attenuare il suo stato emotivo straordinariamente aggressivo e per sviluppare un

maggiore equilibrio nella sua vita emotiva.

Facendo ricorso alle capacità dell’Io , il paziente poteva rivelare all’analista la “storia interna”

riguardo a un territorio psichico cruciale.

Il processo psicoanalitico giunse a essere interpretato come un’esperienza di crescita, in cui la

relazione con l’analista (quasi una relazione genitoriale) fornisce l’opportunità di rielaborare

esperienze evolutive precoci.

Melanine Klein e la teoria kleiniana attuale

Secondo la Klein i bambini erano analizzabili a patto che fosse il loro gioco ad essere

interpretato così come vengono interpretate le associazioni libere degli adulti.

Nell’estendere le teorie freudiane a fasi evolutive precedenti, la K. Sostenne che sia le fantasie

di unione incestuosa (il complesso edipico) sia quelle terribili autopunizioni (il Super-Io) sono

presenti già in tenerissima età ma, in forme più primitive e terrificanti.

Pazienti psicotici adulti: secondo la K. Il ritiro e il comportamento di questi pazienti

rappresentavano tentativi disperati di tenere lontani i terrori di cui era stata testimone

attraverso il gioco dei bambini.

Per la K., ciascuno di noi lotta contro profondi terrori di annichilimento (angoscia paranoide) e

di abbandono assoluto (angoscia depressiva).

La K. giunse a considerare la mente adulta nello stesso modo in cui vedeva quella del

bambino: dominata da territori profondi di marca psicotica, instabile, dinamica, fluida e sempre

in grado di reagire alle interpretazioni “profonde”.

La posizione schizoparanoide

Ex di Rachel (2 immagini ricorrenti nel sonno e nella veglia: fiori piccoli e delicati e figure

umane composte di merda).

La natura delle due immagini e della loro relazione reciproca, riflette un’organizzazione

universale dell’esperienza (la posizione schizoparanoide) che noi tutti sperimentiamo durante i

primi mesi e anni di vita, e che conserviamo per tutta la nostra esistenza.

La K. vedeva le pulsioni lipidiche e aggressive come modalità assolute di vivere sé-stessi, in

termini di “buono” o “cattivo”.

La libido e l’aggressività sono prodotte e riflettono organizzazioni dell’esperienza e un senso di

sé complesso.

La pulsione libidica ad amare e proteggere contiene, al suo interno, l’immagine di un oggetto

amorevole; la pulsione aggressiva ad odiare e distruggere contiene l’immagine di un oggetto

da odiare e capace di odio (ex. seno materno).

Posizione schizoparanoide: paranoide si riferisce all’angoscia persecutoria, il timore della

malevolenza invasiva, che viene dall’esterno.

“Schizo” si riferisce alla difesa centrale: la scissione, la separazione del seno buono, che ama

ed è amato, dal seno cattivo che odia ed è odiato.

La K. derivò la posizione schizoparanoide dalla necessità di trovare una difesa dalle angosce

persecutorie generate dalla pulsione di morte.

La posizione depressiva

Il problema centrale nella vita, secondo la K., è la gestione e il contenimento dell’aggressività.

Questa viene contenuta nella relazione di odio con il seno cattivo, a distanza di sicurezza dalla

relazione d’amore con il seno buono.

La K. definì angoscia depressiva il terrore intenso e il senso di colpa prodotti dal danno che il

bambino infligge al suo oggetto d’amore con la sua distruttività, e posizione depressiva

l’organizzazione dell’esperienza in cui il bambino entra in relazione sia con l’amore che con

l’odio verso oggetti interi.

Siamo tutti soggetti, nella fantasia inconscia, a un’intensa distruttività verso gli altri, che

viviamo come fonte di tutte le frustrazioni, le delusioni e le sofferenze fisiche e psichiche.

Questa eterna distruttività rappresenta una fonte di angoscia depressiva e senso di colpa, e

del bisogno di riparare.

L’aspetto più problematico è l’insostituibilità dell’oggetto intero, che produce quella che il

bambino vive come una totale dipendenza.

La soluzione alternativa è la difesa maniacale, in cui l’unicità dell’oggetto e la dipendenza

vengono negate magicamente.

La K. vede la salute mentale come una posizione continuamente perduta e riconquistata.

Nella posizione schizoparanoide l’amore è puro, ma esile e vulnerabile.

Nella posizione depressiva l’amore è più profondo, più reale ma esige la fiducia.

La sessualità

Nella concezione k. la sessualità implica amore, distruttività e riparazione.

Il rapporto sessuale è un terreno di scontro in cui vengono esposte e messe in questione sia

l’influenza che ciascuno ha sull’altro, sia la natura della propria essenza. La capacità di eccitare

e soddisfare l’altro, rappresenta le proprie capacità riparative; dare godimento e piacere indica

che l’amore è più forte dell’odio.

La fertilità è il segnale della vitalità interiore, di un’esperienza interna che è stata tenuta viva e

in buona salute.

La sterilità fa sorgere timori di morte interiore.

L’invidia

L’avidità del bambino non è distruttiva nella sua intenzione verso il seno, ma il bambino prova

un profondo risentimento perché riceve il suo prezioso contenuto solo di tanto in tanto. Così

l’avidità, per affermare il possesso, diventa cinica.

Il bambino invidioso non desidera più avere accesso e possedere il contenuto del seno, ma si

dedica a rovinarlo.

La caratteristica straordinaria e unica dell’invidia è che si tratta di una reazione alla

gratificazione e al piacere.

L’invidia distrugge la speranza.

La divergenza tra Freud e la Klein è illustrata chiaramente dal fatto che quest’ultima colloca le

radici della reazione terapeutica negativa, non nel senso di colpa per gli impulsi sessualiu e

aggressivi ma, nella distruzione invidiosa del seno buono, nella cancellazione di ogni bontà nel

modo che possa essere di aiuto.

L’analista potrebbe possedere veramente qualcosa così importante: questo li fa precipitare in

un abisso di invidia impotente che non riescono a sopportare.

L’identificazione proiettiva

Proiezione è un termine usato da Freud per indicare l’espulsione di impulsi indesiderati

attraverso le fantasie, collocati, cioè, come qualcosa di esterno al Sé.

Secondo la K., ciò che viene proiettato è una parte del Sé.

Wilfred Bjon e il pensiero kleiniano attuale

Per B. ciò che veniva attaccato non era solo l’oggetto in sé stesso ma, quella parte della psiche

del bambino che è legata all’oggetto e alla realtà in generale. Il bambino invidioso vive tutto il

legame con l’oggetto come intollerabilmente doloroso, e attacca anche le capacità psichiche

che lo mettono in relazione con il seno.

B. definì una delle modalità centrali con cui la mente attacca i suoi stessi processi attacco al

legame: le relazioni fra le cose, i pensieri, i sentimenti e le persone vengono interrotte.

L’evento nella mente del paziente, in cui un segmento del Sé viene fantasticato come collocato

nell’analista, si traduce in qualche modo in un’esperienza reale per l’analista.

Uni dei modi d’uso dell’identificazione proiettiva dà per scontata una forma di telepatia mentale

in cui il contenuto viene semplicemente trasferito dalla mente del bambino alla mente della

madre, o dalla mente del paziente alla mente dell’analista.

L’i. p. può essere anche vista in rapporto al fenomeno dell’intuizione e del contagio affettivo.

La situazione psicoanalitica

Il paziente non si limita a rivelare i contenuti della sua mente a un osservatore generalmente

neutrale ma, vive la situazione psicoanalitica in modo analogo alle sue relazioni oggettuali

primitive. A volte l’analista è il seno buono, a volte il seno cattivo (visione kleiniana).

Per Freud l’esperienza dell’analista nella situazione psicoanalitica è di relativo distacco.

Secondo Bjon, l’analista si trova in risonanza e fa da contenitore a intense angosce e stati

d’animo che lo turbano.

Racker sottolineò l’importanza e l’utilità delle identificazioni dell’analista con le proiezioni del

paziente, le versioni del Sé e dell’oggetto che il paziente vive come se fossero all’interno

dell’analista. Racker descrisse l’analista come una persona alle prese con dinamiche simili a

quelle del paziente: angosce persecutorie e depressive e bisogno di riparazione. “La verità è

che si tratta di un’interazione tra due personalità, e che in entrambe l’Io è sottoposto a

pressione da parte dell’Es, del Super-Io e del mondo esterno”.

Proprio perché l’analista ha angosce e conflitti simili a quelli del paziente, egli è in grado di

identificarsi con le proiezioni del paziente su di lui e poi di usare quelle identificazioni per capire

il paziente.

Ogden illustra come la fantasia del paziente di proiettare segmenti di sé sull’analista, lo porti a

trattarlo davvero in modo provocatorio, in accordo con la sua fantasia.

La fantasia intrapsichica del paziente diventa una forma di transazione interpersonale che

stimola intense esperienze nell’analista, a cui il controtransfert offre indizi per comprendere le

fantasie inconsce del paziente.

Ciò che appare disorganizzato e insensato viene organizzato e dotato di significato, prima

nell’esperienza dell’analista e con il tempo in quella del paziente.

Ex. di George, 40 anni che non aveva mai avuto esperienze sessuali di nessun tipo. Si

masturbava con fantasie in cui lui stesso osservava altre persone fare sesso. Persino nelle

fantasie, era lontano dal contatto reale con gli altri. L’analista trovava il lavoro con George

“mortale”. Passava le sedute a lottare con un senso travolgente di sfinimento.

La scuola inglese delle relazioni oggettuali: Fairbairn e Winnicott

La Klein, a differenza di Freud, descrisse un neonato eminentemente umano fin dall’inizio, un

bambino che non apprende il seno attraverso un’associazione accidentale, ma che conosce

istintivamente il seno perché nasce dotato di quella conoscenza.

Per la Klein il programma dell’infanzia non è la socializzazione, ma il miglioramento della

condizione spaventosa, terrificante, dell’esperienza del bambino di essere nel mondo, che

deriva dall’intensità dei bisogni e dalla forza travolgente dell’aggressività innata.

Fairbairn

F. riprese Klein.

Per F. le persone continuavano a rendersi infelici attraverso le nevrosi del carattere, in cui

schemi di comportamento maladattivi, autolesionistici, compromettono le interazioni con gli

altri; attraverso le nevrosi di destino, in cui lo stesso destino autodistruttivo viene ripetuto

continuamente; la depressione, in cui il dolore psichico si rigenera costantemente.

La libido ha anche una proprietà che definì adesività, che sembra agire in contrasto con il

principio di piacere.

La libido orientata all’oggetto

Secondo F. la libido non è orientata al piacere ma all’oggetto. La spinta motivazionale

fondamentale nell’esperienza umana è il legame con gli altri come fine a sé stesso.

Il piacere è una forma di contatto con gli altri. Se i genitori avviano scambi piacevoli con il

bambino, il bambino impara a ricercare il piacere come forma appresa di contatto e interazione

con gli altri.

I bambini cercano dagli altri il tipo di contatto che hanno sperimentato all’inizio del loro

sviluppo.

Per F. la libido è orientata all’oggetto, e gli oggetti che si incontrano per primi diventano i

prototipi di tutte le esperienze successive di contatto con gli altri

Il mondo delle relazioni oggettuali interne

Per F. gli oggetti interni non sono (come per la Klein) l’essenziale e inevitabile

accompagnamento di tutta l’esperienza, ma piuttosto sostituti compensatori della realtà, delle

persone in carne e ossa del mondo interpersonale.

La rimozione

F. riteneva che il nucleo del rimosso non fossero né i ricordi né le pulsioni (Freud), ma

piuttosto le relazioni, i legami con aspetti dei genitori.

I ricordi e le pulsioni possono essere rimossi, perché rappresentano legami oggettuali

pericolosi.

Il rimosso è una parte del Sé legata ad aspetti genitoriali inaccessibili, pericolosi; il rimovente è

una parte del Sé legata ad aspetti dei genitori più accessibili, meno pericolosi.

La scissine dell’Io

Un bambino con genitori depressi, distanti o narcisisticamente disturbati, può cominciare a

sperimentare a sua volta depressione, distacco e disturbi narcisistici, attraverso i quali si

procura la sensazione di entrare in contatto con i settori inaccessibili delle personalità dei

genitori.

L’interiorizzazione del genitore crea necessariamente una scissione dell’Io.

Una volta che le esperienze con i genitori sono state scisse e interiorizzate, si verifica

un’ulteriore scissione tra gli aspetti seducenti e promettenti dei genitori (l’oggetto eccitante) e

gli aspetti frustranti e deludenti (l’oggetto rifiutante).

L’Io si scinde in maniera corrispondente alla scissione degli oggetti interni. Parte dell’Io si lega

all’oggetto eccitante, la parte del Sé che sperimenta desideri e speranze continui.

F. definisce questo settore del Sé “l’Io libidico”. Parte dell’Io si identifica con l’oggetto

rifiutante, la parte del Sé che è arrabbiata e piena di odio (“l’Io antilibidico”).

Ex. di Jane.

Jane quando sentiva che l’analista era veramente in grado di offrirle qualcosa, sentiva anche

aumentare enormemente la speranza e il desiderio. Questo stato d’animo però cominciava

ben presto a sembrarle estremamente pericoloso.

Cominciava a pensare di essere stata imbrogliata dall’analista.

Secondo F., la prigione rappresenta il mondo oggettuale interno di Jane, in cui lei rimane

intrappolata e tuttavia si sente al sicuro; il prigioniero rappresenta il suo Io lipidico, che

desidera maggiore libertà e contatto; il Custode rappresenta l’Io antilibidico, identificato e

indurito dalla delusione cronica e dal rifiuto da parte dei genitori.

F. immaginava le persone dotate di una struttura fatta di organizzazioni del Sé multiple,

discontinue, versioni diverse di noi stessi con caratteristiche e punti di vista particolari.

Se l’analista non viene vissuto attraverso vecchi modelli, non è importante, e non si impegna

profondamente.

Winnicott

Il falso Sé

Il tipo di paziente che trovava più interessante era la persona che agiva e operava come una

persona ma che non si sentiva una persona (Falso Sé).

Nella descrizione di Winnicott il neonato fluttua in una corrente di momenti non integrati.

Il Falso Sé è un disturbo da deficit ambientale.

Nel fornire l’ambiente al suo bambino, la madre scopre che la sua soggettività e le sue

preoccupazioni svaniscono nello sfondo.

Il bambino si vive come dotato di ogni potere, al centro di tutto: onnipotenza soggettiva.

Secondo Winnicott, la madre non è sana di mente, emerge gradualmente da questo stato di

identità vicariante.

Lentamente il bambino comincia a rendersi conto che i suoi desideri non sono onnipotenti.

Questa consapevolezza ha implicazioni enormi, tra le quali quella che il bambino, comincia a

sentirsi per la prima volta indipendente.

L’esperienza transizionale

La persona che vive completamente nella realtà oggettiva è un falso Sé privo di un centro

soggettivo, totalmente orientato verso le aspettative degli altri, verso gli stimoli esterni.

Tra le due forme di esperienza che W. definisce onnipotenza soggettiva e realtà oggettiva si

trova l’esperienza transizionale.

Nell’esperienza dell’onnipotenza soggettiva il bambino pensa di aver creato l’oggetto

desiderato ed è convinto di avere un controllo totale su di esso.

Nell’esperienza organizzata a partire dalla realtà oggettiva il bambino pensa di dover trovare

nel mondo l’oggetto desiderato.

L’oggetto transizionale viene vissuto come qualcosa che non è creato e controllato

soggettivamente ma, si trova nel mezzo.

L’oggetto transizionale, con la sua ambiguità paradossale, ammortizza il salto da un mondo in

cui i desideri del bambino rendono reali i propri oggetti in modo onnipotente, a un mondo nel

quale è necessaria la collaborazione altrui (ex. l’orsacchiotto).

La madre non sufficientemente buona

Per diventare “me”, con un senso del Sé consolidato, come reale, in grado di generare il

proprio significato personale, è necessario un ambiente materno che si adatti alla soggettività

emergente del bambino.

La situazione psicoanalitica

L’analista, come la madre sufficientemente buona, fornisce un ambiente in cui la sua

soggettività rimane sospesa.

Winnicott vedeva nel paziente una forte capacità autoriparativa.

Winnicott fece un tentativo di mettere a disposizione del paziente sedute a richiesta. Il

tempismo era fondamentale.

L’analista si offre per essere utilizzato nel fornire al paziente le esperienze che gli mancano,

consentendogli di sentire che è stato lui a crearlo.

Altri innovatori del gruppo degli indipendenti

John Bowlby

Per Bowlby il messaggio centrale della rivoluzione darwiniana è il ruolo dell’adattamento nel

plasmare la natura degli animali e dell’uomo.

La motivazione pulsionale adattiva riguarda il legame del bambino con la madre, che B. definì

attaccamento.

Lo stabilirsi di un legame profondo e tenace con la madre è un sistema istintivo che aumenta le

possibilità di sopravvivenza del bambino: la suzione, il sorriso, l’abbraccio, il pianto e il seguire

(attaccamento).

L’attaccamento del bambino alla madre è istintivo, non acquisito e primario, non prodotto

dall’attività materna di gratificazione dei bisogni.

La sicurezza affettiva dipende dalla fiducia nella disponibilità delle figure di attaccamento.

Harry Guntrip

G. affermò che, di fronte alla deprivazione grave, lo stesso Io lipidico va incontro alla scissione.

Parte dell’Io rinuncia completamente alla ricerca dell’oggetto, rinunciando sia agli oggetti

esterni, sia agli oggetti interni e ritirandosi in un profondo isolamento.

L’Io regredito si manifesta attraverso una sensazione diffusa di debolezza dell’Io e una

profonda sensazione di impotenza.

Il concetto di Io regredito è applicabile a quei pazienti che si vivono e si descrivono come

bambini piccoli.

Le psicologie dell’Identità e del Sé: Erikson e Kohut

Erik Erikson

La psiche e la cultura

E. vedeva un approccio asimmetrico al mondo come lui lo intendeva, un mondo in cui sono la

cultura e le differenze culturali a modellare lo sviluppo dell’individuo.

Il tema centrale in tutta la sua teoria è interpenetrabilità tra individup e cultura.

Nel suo studio sulle diverse culture degli indiani d’america scoprì che la geografia e l’economia

modellano la personalità in modo da creare il tipo di individuo che quella cultura richiede.

Per Freud l’infanzia è il periodo in cui le pulsioni si manifestano, si esprimono e poi vengono

sottoposte al controllo sociale; per Erikson l’infanzia è un modo attraverso il quale la cultura

preserva sé stessa, dando significato alle angosce infantili e alle esperienze somatiche.

La cultura e l’individuo, il presente e il passato, il sociale e il biologico si compenetrano e si

creano reciprocamente.

Epigenesi e sviluppo

L’Io si sviluppa in base a una sequenza di stadi:

Fiducia di base contro sfiducia di base

Autonomia contro vergogna e dubbio

Iniziativa contro senso di colpa

Operosità contro inferiorità


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiasama di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ortu Francesca.

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