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Freud: dal cervello alla mente

Il disturbo è nei pensieri del paziente, i suoi pensieri rispetto a quella mano. Freud, seguendo Charcot e Bernheim, con l'ipnotismo dimostrò che le isteriche soffrivano di un disturbo della mente, non del cervello. Erano le idee la fonte del problema. L'isteria sarebbe causata da ricordi bloccati e dai sentimenti a essi associati. Breuer sosteneva che le esperienze che si dissociavano, diventando perciò problematiche, erano quelle che si verificavano durante stati di coscienza alterati, che definì stati ipnoidi.

Per Freud i ricordi e i sentimenti patogeni si dissociavano perché il contenuto effettivo di quei ricordi e di quei sentimenti era perturbante e in conflitto con il resto delle idee e dei sentimenti della persona. Il materiale inconscio sgradevole doveva diventare accessibile alla normale coscienza. C'era una forza che Freud chiamò difesa che si attivava per tenere lontani i ricordi dalla coscienza.

Il modello topico della mente

Il modello topico della mente si divide in tre possibili territori:

  • Inconscio, contenente idee e sentimenti inaccettabili;
  • Preconscio, contenente idee e sentimenti accettabili, prossimi a diventare coscienti;
  • Conscio, contenente le idee e i sentimenti coscienti in ogni momento.

L'associazione libera aiuta l'analista a individuare i segreti del paziente, i desideri inconsci, mentre le difese rimangono attive e possono essere affrontate. Incoraggiando il paziente a riferire tutti i pensieri che gli passano per la testa, l'analista spera di fare in modo che il paziente eluda il normale processo di selezione che filtra il contenuto conflittuale.

Transfert e resistenza

Le difese bloccano l'emergere di pensieri troppo intimamente collegati ai segreti rimossi. I pensieri e i sentimenti conflittuali che costituiscono il nucleo delle difficoltà del paziente vengono ben presto trasferiti all'analista, che diventa oggetto di intenso desiderio. La resistenza a particolari associazioni libere era la forza motrice che portava i ricordi originari fuori dalla coscienza.

I sogni

Freud si convinse che i sogni sono soddisfacimenti camuffati di desideri conflittuali. Nel sonno, la forza dinamica (le difese) che normalmente fa sì che i desideri proibiti non possano accedere alla coscienza, si indebolisce. Il desiderio può comparire nel sogno soltanto in forma camuffata. Il vero significato del sogno (i pensieri onirici latenti) viene sottoposto a un elaborato processo di distorsione che risulta nel sogno così come viene vissuto (il contenuto onirico manifesto). Il sogno è un insieme camuffato dei più profondi desideri infantili e delle difese contro quei desideri.

La sessualità infantile

Freud scoprì che l'evento che si pensava essere all'origine del sintomo celava un'esperienza spiacevole precedente. Se il sintomo non veniva fatto risalire all'episodio precedente, era probabile che ricomparisse. Se i ricordi della sessualità infantile venivano spogliati fino a raggiungerne il nucleo problematico, risultavano legati a un incontro sessuale di qualche tipo. La teoria della seduzione infantile: alla radice di ogni nevrosi c'è l'introduzione prematura della sessualità nell'esperienza del bambino. Freud arrivò alla conclusione fondamentale che molti di quegli incontri sessuali probabilmente non si erano mai verificati, che quelli che aveva scambiato per ricordi di eventi reali, erano ricordi di desideri. Il crollo della teoria della seduzione infantile portò alla teoria della sessualità infantile. Gli impulsi, le fantasie e i conflitti che si scoprivano al di sotto dei sintomi nevrotici dei pazienti non derivavano da influenze esterne, ma dalla mente del bambino stesso. Freud si convinse sempre di più che una sessualità intensamente conflittuale domina l'infanzia non soltanto dei futuri nevrotici, ma di tutti gli uomini e di tutte le donne. Inoltre, la sessualità nascosta, per i nevrotici, non si limita al rapporto eterosessuale convenzionale, ma è più simile alla sessualità delle perversioni.

La teoria delle pulsioni

Gli stimoli esterni possono essere evitati; gli stimoli interni continuano ad accumularsi. Tra gli stimoli interni ci sono le pulsioni sessuali. Freud riteneva che la fonte e la meta fossero proprietà implicite della pulsione; l'oggetto viene scoperto attraverso l'esperienza. La sessualità non comincia come genitalità, ma a partire da una sensualità diffusa, collocata in diverse parti del corpo, stimolata dalle molte diverse attività dei primi anni di vita. Freud era convinto che gli impulsi della sessualità infantile sopravvivessero nell'età adulta, camuffati (sintomi nevrotici) e non (perversioni). Ad esempio ci sono persone esperte a diffondere il disordine. Secondo la teoria della sessualità infantile, cercano continuamente di trovare sbocchi per impulsi erotici anali, appena camuffati, di sporcare e appestare.

Il complesso edipico positivo

La meta di tutti i desideri del bambino diventa il rapporto sessuale genitale con il genitore del sesso opposto. Il genitore dello stesso sesso diventa un rivale pericoloso e temuto. Nel complesso edipico negativo, invece, avviene il contrario. Per il bambino con una forte fissazione orale, la genitalità comprenderà temi orali. Per il bambino con una forte fissazione anale, temi anali. Freud riteneva che il complesso edipico venisse risolto attraverso la minaccia dell'angoscia di castrazione. Il bambino vuole eliminare la minaccia rappresentata dal rivale castrandolo, e fa l'ipotesi che il padre voglia punire lui nello stesso modo. Il concetto di Super-io ha come componente principale l'ideale dell'Io e, viene introdotto per spiegare l'interiorizzazione dei valori genitoriali che accompagna la risoluzione del conflitto edipico e tiene sotto controllo la sessualità infantile.

Il conflitto psichico

Freud sostenne che quella che consideriamo la nostra mente non è che una piccola parte di essa. Il significato reale di gran parte di ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo, è determinato in modo inconscio, al di fuori della nostra consapevolezza. Per Freud la sostanza della personalità è fatta di impulsi e difese.

La pulsione aggressiva

Nella teoria del dualismo pulsionale si assegna all'aggressività la stessa posizione della sessualità come fonte dell'energia pulsionale fondamentale che dirige i processi psichici. Freud giunse a credere che ciò che viene rimosso non siano soltanto innocui desideri sessuali, ma una potente e selvaggia distruttività derivante dalla pulsione di morte. La rimozione è una forma di controllo sociale che salva gli uomini da loro stessi e rende loro possibile vivere insieme senza uccidersi e sfruttarsi costantemente. La salute mentale implica la conservazione di una rimozione modulata in modo da permettere la gratificazione e nel contempo impedire che le pulsioni sessuali e aggressive prendano il sopravvento.

Dal modello topico al modello strutturale

I desideri e gli impulsi inconsci sono in conflitto con le difese, non con il conscio e il preconscio. Le difese non possono mai essere veramente coscienti né accessibili alla coscienza. Freud aveva scoperto qualcos'altro nell'inconscio: senso di colpa, proibizioni, autopunizioni. Quando Freud iniziò a percepire il conflitto psichico all'interno dell'inconscio stesso, si rese necessario il modello strutturale per descrivere gli elementi costitutivi primari della mente. Esso colloca tutti gli elementi fondamentali del sé nell'inconscio, e i confini più significativi tra l'Es, l'Io e il Super Io. L'Es è energie istintuali; l'Io è una serie di funzioni regolatrici; il Super-Io è una serie di valori morali e atteggiamenti auto-critici. Freud sosteneva che l'Io, con l'aiuto delle presenze genitoriali interiorizzate nel Super-Io, mantiene rimossi e regola gli istinti bestiali dell'Es per conservare la sicurezza nel mondo degli altri.

La psicologia dell'io

Le funzioni principali dell'Io consistevano nel rappresentare la realtà e, attraverso la costruzione di difese, nell'incanalare e controllare le spinte pulsionali interne di fronte alla realtà. Ciò che distingue il modello della psicologia dell'Io è l'attenzione particolare dedicata al tentativo di conservare la teoria pulsionale di base.

Anna Freud: teoria delle difese

Il modello strutturale, descriveva una psiche che ospitava la lotta fra Io, Es e Super-Io. Secondo questo modello, la nevrosi è il risultato di un compromesso che viene raggiunto inconsciamente da questi elementi fondamentalmente antagonisti: l'Es, che spinge per la gratificazione dei desideri infantili; il Super-Io, che lotta per impedire questa gratificazione proibita dal punto di vista morale; e l'Io che media tra le esigenze dell'Es, del Super-Io e del mondo esterno. Praticamente L'Io elabora una strategia che permette una gratificazione pulsionale, ma incanala tale gratificazione attraverso un sistema complesso di accorte difese. La presenza della difese inconsce nella vita psichica del paziente, è perfettamente accettabile dal paziente (ego sintonica), come un elemento centrale nell'organizzazione della personalità.

Secondo Anna Freud nel caso delle difese anziché aspettare che le associazioni libere del paziente si bloccassero per poi interpretare il contenuto dell'Es che si supponeva fosse alla base, l'analista avrebbe dovuto distinguere più attivamente il sottile lavorio delle operazioni difensive all'interno delle associazioni stesse che le comprometteva e le distorceva. Secondo la formula più comune erano il conflitto interno e il conseguente senso di colpa superegoico a far scattare l'attività difensiva dell'Io. Anna Freud chiarì che le difese, come ad esempio la negazione, possono essere chiamate in causa anche da un dispiacere che ha la sua fonte nel mondo esterno.

Valutazione della struttura psichica

L'Io del paziente di Kris mediava con successo il conflitto tra i desideri infantili e il codice morale superegoico, istituendo un astuto sistema di difese che utilizzava la simbolizzazione, lo spostamento e la proiezione per nascondere il conflitto e assorbirlo senza attriti nella personalità presente. Il muro di Angela, un aspetto del funzionamento del suo Io chiamato in causa per proteggerla nel corso di tutta l'infanzia, aveva un aspetto primitivo ed era evidente. Il primo paziente avvertiva una distanza tra sé e il suo desiderio di castrare il padre, anche dopo aver accettato l'interpretazione cruciale di Kris: gli sembrava un'idea sconvolgente, sebbene affascinante. I desideri di Angela erano invece intensi e potenti, primitivi e non inibiti.

Heinz Hartmann

Padre della psicologia dell'Io, Heinz Hartmann sosteneva che il bambino è costretto a pensare e reagire in modo realistico per evitare il dispiacere delle pressioni pulsionali montanti. Hartmann pose l'accento sul concetto che gli animali sono progettati, grazie alla legge della sopravvivenza del più adatto, per essere altamente adattati all'ambiente che li circonda, in modo che ci sia una continua "relazione reciproca tra l'organismo e il suo ambiente". Hartmann non immaginava un bambino che fluttua in un mondo di sogno e viene bruscamente costretto a darsi da fare, ma un bambino che arriva nel mondo con le potenzialità dell'Io già presenti dentro di sé, in attesa che le condizioni ambientali ne inneschino la crescita. Hartmann avviò un'indagine dello sviluppo adattivo non conflittuale e cominciò a ordinare e catalogare le attività dell'Io a seconda della loro origine, della loro funzione attuale e modificata e della specificità delle loro relazioni reciproche. Postulò poi un processo che definì neutralizzazione attraverso il quale l'Io elimina la natura sessuale e aggressiva delle pulsioni, modifica la natura stessa delle pulsioni.

René Spitz

Qualunque sia il potenziale psicologico innato che l'essere umano possiede...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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