Psicologia dinamica
Introduzione alla psicologia dinamica
Cosa vuol dire “dinamico”: ETIMOLOGIA: “dynamis” (forza, potenza)
- Riguardante il movimento di oggetti, prodotto da forze che agiscono continuamente.
- Quindi:
- In relazione ad energia e/o ad un oggetto in movimento
- Caratterizzato da attività e cambiamento continuo
- Caratterizzato da forze in competizione/conflitto
Strettamente collegato a “conflitto”: ETIMOLOGIA: “con-fligere” (urtare una cosa contro l'altra)
- Relativo a tendenze opposte che agiscono l'una contro l'altra
L'aggettivo «dinamico», cominciò ad essere utilizzato nella metà dell'ottocento in diversi campi, dalla filosofia alla neuropsichiatria, con una notevole diversità di significati: ad esempio fu utilizzato per designare «l'aspetto fisiologico in contrapposizione a quello anatomico, quello funzionale contrapposto con quello organico, quello regressivo in contrasto alla condizione attuale, ed esprimeva nello stesso tempo l'aspetto energetico» (Ellenberger).
Nelle sue prime formulazioni la psicologia dinamica è per eccellenza di tipo «conflittuale». Impulsi e strutture psichiche interagiscono generando «conflitti» e «resistenze», termini che caratterizzano la psicologia dinamica delle origini.
Cosa studia la psicologia dinamica
La psicologia dinamica è una branca della psicologia che comprende un ampio numero di modelli teorici della mente, della psicopatologia e della tecnica psicoterapeutica, accomunati da uno specifico approccio alla teoria della personalità. Considera la personalità come “dinamica”, ovvero come un insieme di forze che interagiscono (entrando anche in conflitto) tra loro.
La psicologia dinamica può essere considerata soprattutto come un “modo di pensare” (Gabbard) rispetto ai pazienti e rispetto a sé stessi. La psicologia dinamica nasce e si sviluppa a partire da due tipi di matrici (Jervis 2000):
- Da un lato si fonda su una moltitudine di ricerche sistematiche: per esempio nasce da ricerche sull'interazione tra madre e neonato, o da studi sperimentali sull'aggressività, oppure sui meccanismi della dimenticanza e della memoria.
- Da un altro lato si sviluppa da un approccio più antico, meno sistematico e neanche ben documentabile: da un insieme soggettivo di impressioni, convinzioni, interpretazioni e in definitiva da un patrimonio di saggezza umana, che nasce dall'insieme delle esperienze di generazioni di medici, pedagogisti, psichiatri, psicologi clinici, psicoterapeuti, consiglieri familiari.
La psicologia dinamica è una disciplina che ha più di cento anni (nasce nel 1910), e può essere definita come “il ramo della psicologia che studia le complessità e le contraddizioni della psiche individuale alle prese con le proprie motivazioni interne” (G. Jervis 2001).
Diverse interpretazioni della psicologia dinamica
Per la sua complessità e ricchezza, la psicologia dinamica viene intesa in vari modi:
- Come una versione universitaria della psicanalisi in senso stretto, cioè delle teorie di Freud e dei suoi allievi fedeli alle sue teorie (visione restrittiva).
- Come lo studio generale dell’inconscio, dei conflitti, delle nostre difese psichiche, delle relazioni interpersonali. In questa accezione vengono inclusi anche autori esterni all’ortodossia psicanalitica come Jung, Adler, Janet, ed autori che non vengono considerati all’interno della tradizione psicanalitica come Fromm, Sullivan, Horney, Rogers. Autori accomunati da una grande esperienza in campo clinico, non solo teorici dunque, ma persone che a continuo contatto con il malessere psichico dell’individuo, hanno sempre cercato modi efficaci per alleviarne le sofferenze.
- Come l’incontro tra la tradizione clinica e teorica con le correnti di ricerca sistematiche e sperimentali che hanno reso più concreti alcuni temi fondanti della disciplina come ad esempio la natura dei legami tra le persone ed i legami tra conscio ed inconscio. In questo filone troviamo ricerche ed approcci importanti come l’infant research ed il paradigma relazionale.
Seguendo questi approcci osserviamo come l’attenzione venga spostata dallo studio dell’intrapsichico ad un modello che sottolinea sempre di più l’importanza del contesto e delle relazioni interpersonali.
Le diverse correnti
Le diverse correnti (dall'intrapsichico all'intersoggettività):
- Psicologia dell'Io (A. Freud, Hartmann, Spitzer, Mahler, Kernberg)
- Psicanalisi delle relazioni oggettuali (Klein, Winnicott, Fairbairn, Balint, Kernberg)
- Psicanalisi interpersonale (Sullivan, Fromm)
- Psicologia del Sé (Kohut)
- Psicoanalisi Relazionale ed Intersoggettiva (Bowlby, Greenberg e Mitchell, Stern, Lichtenberg, Sandler)
Per Gabbard (2000): «la psichiatria (psicologia) psicodinamica è un approccio alla diagnosi e alla terapia caratterizzato da un modo di pensare sia rispetto al paziente, sia rispetto al terapeuta che comprende il conflitto inconscio, le carenze e le distorsioni delle strutture intrapsichiche e le relazioni oggettuali interne, e che integra questi elementi con i dati attuali delle neuroscienze».
Secondo alcuni autori (Jervis 2001; Gabbard 2000) la psicologia dinamica non deve essere confusa con la psicologia clinica o con la psicoterapia; la psicologia dinamica «offre semplicemente una coerente struttura concettuale entro la quale tutte le terapie vengono prescritte indipendentemente dal fatto che possa essere una terapia psicodinamica o farmacologica».
Questa posizione evidenzia come alla base della comprensione delle dinamiche psichiche di una persona, sia fondamentale possedere un corpus di conoscenze consolidate attraverso cui potersi orientare nell’agire clinico.
«La psicologia dinamica non ci dice come fare le cose (test mentali, colloquio di valutazione, come aiutare la madre col suo bambino, come prendersi cura di una persona ansiosa, ecc.); invece, ci fornisce molte delle conoscenze necessarie per svolgere queste attività, necessarie alla psicologia clinica».
Sulla base di questa considerazione Gabbard definisce quelli che per lui sono i principi della psicologia dinamica.
Sette principi
Non tutti i principi sono condivisi dalla più attuale teoria psicoanalitica, in quanto, poiché i riferimenti epistemologici attuali stanno cambiando, anche i principi che la psicoanalisi considera alla base del funzionamento psichico stanno subendo importanti mutamenti di fondo.
- Il valore unico dell'esperienza soggettiva
- L'inconscio
- Determinismo psichico
- Il passato è il prologo
- Transfert
- Controtransfert
- Resistenza
Il valore unico dell'esperienza soggettiva
La psicologia dinamica dà importanza al mondo interno del paziente (fantasie, paure, sogni, speranze, impulsi, desideri, immagini di sé, ecc.) e considera ogni persona come unica.
L'inconscio
La psicologia dinamica ha un modello di mente che include, oltre al contenuto mentale conscio, anche quello inconscio. Freud, nel suo modello topografico, suddivise i sistemi mentali in conscio, preconscio (ciò che attraverso la propria attenzione può essere portato a coscienza) e l’inconscio vero e proprio (che contiene i contenuti della mente che sono stati censurati, rimossi perché inaccettabili e difficilmente possono essere portati a coscienza). I sintomi e i comportamenti per la psicologia dinamica riflettono processi inconsci (che nell’ottica psicoanalitica classica hanno lo scopo di difendere da desideri e sentimenti rimossi).
Determinismo psichico
La psicologia dinamica sostiene che noi non facciamo altro che le scelte che mettiamo in atto nella nostra vita non sono frutto di casualità, ma vengono determinate dall’inconscio (es. scelta del partner, degli interessi professionali, degli hobby). Ciò non toglie che si ha la possibilità di compiere decisioni e di far andare diversamente il corso della propria vita. Inoltre non tutti i comportamenti sono determinati dall’inconscio (es. problematiche neurologiche che portano a sintomi di dimenticanza o comportamenti ossessivi, dovuti unicamente a lesioni nel cervello).
Il passato è il prologo
La psicologia dinamica dà importanza alle esperienze infantili, che determinano la personalità adulta. Classicamente l’eziologia e la patogenesi dei sintomi sono da ritenersi collegati a eventi accaduti nell’infanzia (in particolare nella relazione tra il bambino e le figure di accudimento). È però sempre da considerarsi l’intreccio di tratti ereditari e fattori ambientali che vanno a formare quella che è l’esperienza del bambino.
Per Freud il bambino, in seguito a un trauma ambientale o a fattori costituzionali o a entrambi, può rimanere evolutivamente bloccato (processo di “fissazione”) ad una fase di sviluppo (tre fasi di sviluppo psicosessuale: orale, anale, fallica) così come l’adulto può regredire (“regressione”) ad una di esse.
Transfert
Nella vita adulta permangono schemi di organizzazione mentale sviluppati nell’infanzia, ciò significa che: il passato si ripete nel presente. Il paziente vive nella relazione con il terapeuta quegli stessi sentimenti che viveva con una figura significativa del proprio passato (ad es., la madre o il padre). Di conseguenza viene messa in atto inconsciamente in questa nuova relazione una relazione vecchia, ripetendo così il proprio passato.
Il transfert non si sviluppa solo con il terapeuta, ma con ogni persona importante della nostra vita. Nella relazione terapeutica il transfert viene messo in luce e considerato materiale su cui lavorare.
Controtransfert
Il controtransfert è il transfert dell’analista (il terapeuta, così come il paziente, ripropone una propria vecchia relazione all’interno della relazione con il paziente), ma a differenza del paziente egli è maggiormente in grado di coglierne la presenza e gestirlo. Per Freud il controtransfert indicava la risposta dell’analista al transfert del paziente, una risposta che era il risultato dell’emergere dei conflitti non risolti dall’inconscio del terapeuta.
In realtà, come nota Winnicott, il controtransfert può non essere determinato da conflitti inconsci del terapeuta, ma da una reazione naturale e conscia al comportamento del paziente (ad es. il paziente può avere un comportamento realmente irritante, come accade per i disturbi di personalità).
Resistenza
Il paziente desidera mantenere il suo stato attuale; infatti il trattamento mette in pericolo la rimozione di impulsi, sentimenti e pensieri inaccettabili, così il paziente mette in atto comportamenti di resistenza che salvaguardano la rimozione.
Freud scriveva che “la resistenza accompagna il trattamento ad ogni passo; ogni singola associazione, ogni atto della persona in trattamento deve fare i conti con la resistenza, e rappresenta un compromesso tra le forze tendenti alla guarigione e quelle che si oppongono ad essa”.
Approcci dinamici
Gioco di forze nel mondo
- Meccanica
- Branca della fisica che studia il comportamento dei corpi naturali soggetti a forze e/o spostamento, e i conseguenti effetti dei corpi nell’ambiente (classica: Galileo, Keplero, Newton -> quantistica: Einstein)
- Statica: studia gli effetti dei carichi (forze, ecc.) su sistemi in equilibrio statico: la posizione dei corpi non varia al passare del tempo e la risultante delle forze è = 0)
- Dinamica: studia gli effetti dei carichi (forze, ecc.) su sistemi in equilibrio dinamico: la posizione dei corpi varia al passare del tempo e la risultante delle forze è ≠ 0)
- Psicofisica (Fechner, Wundt) Interna: studio del rapporto tra le proprietà di uno stimolo esterno e le sensazioni soggettive
Psicologia della Gestalt
- Studio dei fenomeni percettivi intesi come risultanti da un processo di auto-organizzazione
- Il percetto è una totalità risultante dall’interazione dinamica delle parti che lo compongono: è quindi diverso dalla somma delle parti che lo compongono; è un fenomeno emergente.
Teoria dei sistemi dinamici
- Studio dei più disparati fenomeni intesi come risultanti da un processo di auto-organizzazione
Psicologia umanistica
- Approccio olistico: attenzione alla globalità, unità e integrazione del funzionamento di un sistema che non può essere ricondotta al funzionamento delle sue singole parti (analogie con Gestalt e Teoria Generale dei Sistemi); e organismico: i sistemi complessi, e quindi soprattutto gli esseri umani, presentano una tendenza intrinseca ad organizzarsi per il raggiungimento di determinati fini
- Si veda “teleologia” e “finalismo”, contrapposto a meccanicismo (analogie con Gestalt e Teoria Generale dei Sistemi).
Teorie psicologiche in psicoanalisi
- Studiano le funzioni psichiche come risultanti dal rapporto dinamico e/o conflittuale tra gli elementi costituenti della psiche sulla base di specifiche le leggi che ne governano il funzionamento.
Le forme di cura primitive
I popoli primitivi mettevano in atto delle guarigioni che utilizzavano sia metodi “razionali” (come narcotici, unguenti, massaggi…) sia provvedimenti “irrazionali”, basate su concezioni di malattia che ora riconosciamo come sbagliate.
Si possono individuare cinque forme di cura primitiva associate a precise teorie della malattia:
- La malattia è provocata dall’intrusione di un “oggetto malattia”. La terapia consiste quindi nell’estrazione di tale oggetto malattia.
- La malattia è dovuta all’assenza dell’anima. La cura consiste nel trovare, richiamare e restituire l’anima perduta.
- La teoria della malattia ritiene che la malattia sia dovuta all’introduzione nella persona di uno spirito. La cura può consistere in un esorcismo, nell’estrazione meccanica dello spirito estraneo, nel trasferimento dello spirito estraneo in un altro essere.
- La malattia è dovuta all’infrazione di un tabù. La terapia consiste nel confessare l’azione fatta.
- La malattia è opera di stregoneria. La cura è messa in atto tramite la magia riparatrice.
Il mesmerismo
La comparsa della psichiatria dinamica vera e propria può essere ricondotta, secondo Ellenberger, al 1775, al momento dello scontro tra il medico illuminista Mesmer e l'esorcista fedele alla tradizione padre Gassner.
Mesmer aveva scoperto quello che lui chiamava "magnetismo animale" che, al pari degli esorcismi di Gassner, gli permettevano di ottenere guarigioni strabilianti. Mesmer utilizzava, come altri medici, dei magneti per guarire dalle malattie (il paziente beveva un preparato contenente ferro, quindi gli venivano posti dei magneti sul corpo); si accorse però che non era possibile che i soli magneti avessero effetto sul paziente e concluse che le correnti di magnetismo che fluivano nel corpo del paziente dovevano essere prodotte da un fluido che si era accumulato nel curatore, cioè in lui stesso.
Questo fluido che Mesmer riteneva di possedere e che permetteva di curare venne chiamato "magnetismo animale".
Concezioni base della “dottrina” di Mesmer:
- C’è un fluido che riempie l’universo e crea una connessione tra uomini e tra essi, la terra e i corpi celesti.
- La distribuzione non omogenea di questo fluido all’interno del corpo umano porta a malattia (teoria della malattia); la malattia viene curata riportando l’equilibrio del fluido nel corpo (cura).
- Il fluido può essere incanalato, immagazzinato e spostato in altre persone, attraverso alcune tecniche.
- Tutte le persone possiedono il magnetismo animale. Mesmer diceva di esserne dotato in grandi quantità (e diceva che anche Gassner, senza saperlo, ne possedeva molto, perciò le sue guarigioni in realtà non erano dovute agli esorcismi, ma al suo magnetismo animale (Mesmer cerca, da buon illuminista, una spiegazione “razionale” rifiutando le teorie mistiche).
- Egli provocava, attraverso la sua sola presenza, delle crisi nel paziente. Più venivano sperimentate le crisi e più diminuiva la gravità del paziente, fino alla guarigione.
Ma praticamente cosa faceva Mesmer?
- Si sedeva di fronte al paziente, le ginocchia dell’uno a contatto con quelle dell’altro. Fissava il paziente negli occhi, lo toccava nella zona della pancia e gli passava le mani sul corpo. I pazienti a questo punto avevano le crisi o provavano sensazioni particolari.
- Adottava anche tecniche di cura collettivi, in cui la sua presenza, tramite l’ausilio di alcuni strumenti, provocava a gruppi di pazienti le crisi.
- L’agente terapeutico è quindi per Mesmer il magnetizzatore stesso.
Un allievo di Mesmer, Puységur, giunse ad una nuova conclusione: il vero agente della cura è la volontà del magnetizzatore. Egli, infatti, utilizzando una nuova tecnica che oggi chiameremmo ipnosi (e che lui chiamava “sonno magnetico”, detto in seguito da altri studiosi “sonnambulismo artificiale”), si accorse dell’importanza del rapporto, che viene così considerato un fenomeno psicologico a tutti gli effetti, come canale attraverso cui far fluire la cura.
Il mesmerismo (movimento di Mesmer) ebbe molta fortuna in...
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