Temperamento e sviluppo del comportamento nella fanciullezza
Il temperamento è l’insieme di tratti che portano a comportarsi in un certo modo. Per essere definito tale dovrebbe mostrare: stabilità, continuità, dipendenza dal contesto ed emergere molto presto. Esso si manifesta in un insieme di tendenze comportamentali.
Stabilità
Caratteristica secondo la quale il livello dei tratti si mantiene costante in relazione ai pari. È il livello relativo di ogni bambino, a costituire la caratteristica chiave in grado di mostrarci se questo aspetto del suo temperamento è stabile o no.
Continuità
Caratteristica data dal fatto che i comportamenti, pur cambiando a seconda dell’età, appartengono sempre allo stesso insieme. Anche se i bambini crescono, mostrano differenti insiemi di comportamenti, che però dovrebbero riflettere il medesimo tratto fondamentale. Quindi anche se lo specifico insieme di comportamenti può variare con il tempo, i medesimi comportamenti rivelano il tratto fondamentale.
Dipendenza dal contesto
Ci si può aspettare che il temperamento sia coerente in luoghi, eventi, situazioni ecc. Tuttavia, in qualsiasi contesto sociale, è bene non sottovalutare il significato di oggetti, eventi, persone che possono stimolare nel bambino differenti espressioni della stessa caratteristica. È stato suggerito che i bambini non si comportano allo stesso modo in luoghi diversi e con persone diverse. Quindi ogni tratto è un insieme di comportamenti generati dalla medesima disposizione (tratto) legato ai contesti sociali. La dipendenza dal contesto è la caratteristica secondo cui i comportamenti e le loro espressione variano al variare del contesto.
Emergere rapido
Già durante l’infanzia il temperamento si presenta come prodotto di eredità genetica e influenza dell’ambiente. Si può affermare con certezza che numerosi schemi di temperamento compaiono molto presto nella vita di una persona.
Studio e misura del temperamento
Dimensioni del temperamento
Molti ricercatori hanno accolto le 3 categorie espresse da Bates:
- Risposte emotive: da esse emerge la qualità generale dell’umore del bambino, la tolleranza agli stati interni e ai loro cambiamenti (fame, sete);
- Orientamento attentivo: si riferisce alla facilità con cui il bambino viene distratto dall’attività in cui è impegnato oppure alla facilità con cui si angoscia;
- Attività motoria: si riferisce alla frequenza e vigore dell’attività del bambino, sia alla capacità di moderare l’attività se necessario.
Queste categorie possono contenere sotto categorie. Quando i bambini crescono possono migliorare la capacità di moderare o gestire le proprie risposte.
Le nove dimensioni di Thomas e Chess
La loro ricerca si è basata sull’ipotesi generale che le difficoltà comportamentali che si presentano nella tarda fanciullezza trovano origine in precedenti manifestazioni infantili. Questo portò i ricercatori a riflettere sulla possibile esistenza di fattori di base duraturi, che possono avere anche implicazioni patologiche. Questa teoria contempla un maggior numero di dimensioni.
Le EAS di Buss e Plomin
Essi hanno sviluppato un modello del temperamento più semplice, costituito da Emotività, attività e socievolezza, conosciuto come EAS.
Essi cercarono di rintracciare gli aspetti del comportamento che emergono nell’infanzia, dal momento che il loro emergere rapido indica l’influenza dei geni, e dà fondamento allo sviluppo dei successivi tratti di personalità. Essi si sono basati sul lavoro di Eysenck, il quale propose l’esistenza di due dimensioni fondamentali: l’estroversione e neuroticismo.
L’estroversione è un grado di socievolezza e impulsività: persone che amano orientarsi verso stimoli esterni, al contrario gli introversi si orientano verso stati interiori. Il neuroticismo si riferisce al grado di stabilità o instabilità emotiva: le persone che presentano un valore alto di queste tratto manifestano maggiore ansia e paura.
Partendo da questo approccio e dalla teoria di Eysenck, Buss e Plomin hanno suggerito che le loro tre dimensioni possono descrivere la maggior parte delle variazioni del temperamento dei bambini e si collegano con successive variazioni della personalità, poiché alla base sia del temperamento sia della personalità ci sono i nostri geni.
Kagan e l’inibizione comportamentale
Egli è conosciuto per il suo approccio allo studio di insiemi di risposte nei bambini, chiamato inibizione comportamentale, ovvero un concetto usato per definire un comportamento dei bambini piccoli osservato in ambienti non familiari, il quale può essere inibito o disinibito. Kagan era concentrato sul modo di reagire dei bambini davanti a situazioni nuove.
Grazie al lavoro svolto in laboratorio, Kagan ha individuato due gruppi di bambini: inibiti e disinibiti. Inibiti ovvero bambini timidi, controllati e chiusi alle novità. Disinibiti, ovvero bambini estroversi, spontanei, aperti alle novità. Kagan disse che all’interno di ciascuno dei due tipi sono condivise specie simili di geni, i quali si esprimono in caratteristiche comportamentali e fisiologiche (battito cardiaco ecc).
Rothbart e l’autoregolazione
La studiosa propone un nuovo modello del temperamento, individuando una nuova dimensione: l’autoregolazione, ovvero un concetto usato per definire l’atto di inibire volontariamente alcune risposte per sostituirle con altre, più appropriate. (Processo mediato dai lobi frontali del cervello). Secondo la studiosa, gli individui non differiscono solo nel modo in cui rispondono alle situazioni, ma anche nel modo in cui regolano e gestiscono le loro risposte.
L’autoregolazione può avere una base fisiologica. Negli adulti i compiti che coinvolgono l’autoregolazione arrivano i lobi frontali ovvero aree coinvolte nell’esecuzione delle funzioni.
Misurazione del comportamento
Relazioni e valutazioni genitoriali
In passato il temperamento era valutato attraverso interviste con i genitori o questionari per quest’ultimi. Quando i bambini erano piccoli, si intervistavano i genitori. Essi inoltre potevano annotare il comportamento del bambino su un diario quotidiano. I progressi tecnologici hanno reso possibile l’uso delle videoregistrazioni in ambiente domestico: permettono di osservare ad altri il comportamento dei bambini tramite osservazioni indipendenti.
Oggi esiste un’ampia varietà di questionari utilizzati dai ricercatori al fine di misurare i diversi stili di comportamento. Sebbene i questionari siano comodi, c’è il pericolo che i genitori distorcano le proprie valutazioni. Interviste, diari, forniscono ai genitori l’opportunità di chiarire o confermare alcuni comportamenti. Affidare ai genitori le videoregistrazioni, valutazione e osservazione non è affidabile a causa del possibile verificarsi di tendenze sistematiche. I genitori possono riportare le proprie aspettative sul comportamento del figlio ecc.
Recentemente però, le relazioni del genitore con quelle del ricercatore hanno mostrato forte correlazione.
Osservazioni indipendenti
Valutazione sperimentale dell’autoregolazione: un esercizio di conflitto spaziale può essere indagato a partire dai 2 anni di età attraverso un esercizio di conflitto spaziale, solo dai 3 anni in poi si ottengono miglioramenti, che sembrano indicare la presenza del primo sviluppo del sistema neuronale finalizzato a questo tipo di funzione esecutiva o di controllo volontario.
La valutazione del comportamento è difficile: le risposte del bambino possono rimandare a comportamenti opposti. Il bambino può essere cauto e poi acquisire padronanza di sé, il contesto di laboratorio può essere di per sé allarmante e gli infanti possono essere turbati.
Valutazione sperimentale
L’osservazione e la sperimentazione sono lontane dall’essere accettate, la loro validità deve essere prima accertata.
Spiegazioni delle differenze di temperamento
Geni e biologia
Al temperamento si attribuisce un fondamento genetico e lo si considera sostenuto dall’eredità biologica. Alcune abilità innate si manifestano presto nella vita dell’individuo.
Eredità del temperamento
La ricerca ha mostrato come nei gemelli monozigoti il temperamento è più simile rispetto a quello dei gemelli eterozigoti.
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