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L’addestramento all’osservazione per soggetti in età evolutiva diventa lungo e difficile. Con

infanti è difficile ottenere l’accesso ad osservarli ed a interpretare i dati raccolti, però

l’osservazione risulta + agevole in quanto i bambini non sono reattivi all’osservatore e

all’essere osservati. sia acquisire

. In ambito educativo è importante sia sviluppare una buona capacità osservativa

competenze professionali attraverso l’osservazione di situazioni reali o simulate. Occorre

confrontare i propri resoconti con quelli di un secondo osservatore indipendente che ha

condotto l’osservazione nello stesso momento, per eliminare gli errori sistematici; se le due

descrizioni concordano allora esse descrivono in modo obiettivo il fenomeno in esame.

Osservare per valutare

Osservare per valutare lo sviluppo di specifici comportamenti o abilità. Uno strumento di

valutazione è buono in quanto soddisfa le esigenze di validità, affidabilità e normalità.

Per essere valido uno strumento deve misurare quello che intendiamo misurare utilizzandolo,

presenta alcuni aspetti:

- validità di costrutto: si riferisce al fatto che il costrutto che stiamo studiando esista davvero;

- validità concorrente: // // che ciò che misuriamo con il nostro strumento deve

concordare con quello che si ottiene utilizzando altri strumenti;

- validità predittiva: riguarda ciò che lo strumento di valutazione è in grado di predire circa lo

sviluppo futuro dei bambini ai quali si applica.

Per essere affidabile lo strumento deve fornire una misura stabile, che non risente dei fattori

contingenti presenti in ogni sua diversa applicazione.

Infine lo strumento di valutazione deve fornire indicazioni sulla normalità del comportamento

rilevato, cioè il singolo bambino viene valutato in riferimento a valori standard, relativi a un

campione rappresentativo della popolazione a cui appartiene il bambino.

Gli strumenti devono inoltre essere specifici e congruenti con gli scopi dell’intervento e con le

caratteristiche dei soggetti ai quali si applicano.

6. Aspetti etici nell’uso dell’osservazione

Gli esperti si trovano in una posizione di potere, e la gestione di questo implica potenziali abusi

(plagio, condotte lesive...); è necessario in ogni caso considerare le implicazioni etiche del

proprio lavoro e assicurarsi che la propria attività sia guidata da alcuni principi etici

fondamentali.

Ogni volta che osserviamo bambini è necessario ottenere il consenso informativo, se possibile

dai bambini stessi, altrimenti dagli adulti di riferimento.

Per coinvolgere con successo i bambini e poterli osservare nei luoghi familiari, è importante

stabilire un buon rapporto con i genitori, guadagnarsi la loro fiducia.

1- Consenso informativo: il soggetto deve sapere che può scegliere di partecipare, di ritirarsi

dall’indagine e qual è il suo ruolo nell’indagine.

2- Garantire ai soggetti osservati la riservatezza, l’anonimato e dunque la possibilità di non

essere riconosciuti. L’osservazione nella pratica

1. L’osservazione come fonte di dati

Osservazione come uno dei possibili modi per ottenere informazioni sul problema che ci

interessa e quindi provare a considerarla, come una fonte di dati

Qualità dell’osservatore

L’importanza dell’osservatore come fonte di dati, che dispone di mezzi quali le abilità percettive

e cognitive dell’essere umano. Da questo pdv l’osservatore è tra tutte le fonti di dati quella più

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povera, disponendo di un attrezzatura di base non standard, non calibrabile; tuttavia questo

rende l’osservatore molto prezioso quando il fenomeno da rilevare è il comportamento umano.

La realtà non è ovvia, quello che rileviamo non è la sua fotografia, ma il risultato tra la realtà e

chi la osserva Il buon osservatore

Secondo Yarrow e Waxler il buon osservatore è colui che ha il buon senso o la sensibilità per

giudicare la bontà dell’adattamento tra i dati che deve rilevare e gli scopi a cui questi dati

devono servire.

Qualità attribuite al buon osservatore:

- sfera cognitiva: bisogna posseder buone capacità di discriminazione e un’alta soglia alla

stimolazione sensoriale,

- sfera comunicativa: possesso di capacità pragmatiche e semantiche, nonché di lettura

verbale e non verbale dei messaggi, fino ad arrivare alla sfera della personalità con doti che

vanno dall’intelligenza all’attitudine estetica.

L’addestramento ad osservare

La fase di addestramento precede l’osservazione vera e propri. Questa fase serve a prendere

confidenza con la forma di osservazione che dovrà essere poi applicata; serve ad affinare le

capacità osservate.

-accuratezza dell’osservatore, cioè se è capace di rilevare adeguatamente quello che sta

osservando,

-stabilità, cioè se chi osserva fornisce i medesimi dati in sedute diverse.

La fase di addestramento può essere utile per correggere eventuali carenze dello strumento di

osservazione, se esso consiste in una lista di categorie, come nel caso dello schema di codifica,

alcune potrebbero essere vaghe. Gli errori più comuni sono gli errori di commissione nel caso

che applicano la medesima categoria a comportamenti diversi, oppure l’errore di omissione nel

caso in cui un osservatore applichi una determinata categoria a certi comportamenti e l’altro

osservatore no perché non la riconosce in nessun comportamento.

Qualità dell’osservazione

I criteri dell’osservazione scientifica

L’osservazione sci differisce dall’osservazione quotidiana per il fatto che non coincide con

guardare ma piuttosto con un modo sistematico di farlo. L’osservazione dev’essere:

-selettiva, deve cioè rilevare/valutare caratteristiche di un dato fenomeno

-pianificata, nel senso che realizza in modi non casuali rispetto a chi, dove, quando osservare

-documentabile, in quanto fornisce il materiale che attesta la sua utilizzazione

-controllabile, nel senso che può essere valuta da chiunque esamina i suoi prodotti.

Validità e affidabilità dell’osservazione

Validità= capacità di uno strumento di rilevare ciò che si propone di rilevare.

- validità di superficie, tipica della ricerca qualitativa a cui l’osservatore partecipante

appartiene. Essa scaturisce dalla capacità di cogliere in modo vivido le caratteristiche di un

fenomeno, così da conferire ai dati quel senso di autenticità che li rende immediatamente

validi. A questo scopo la rilevazione dve contenere molte informazioni e deve descrivere il

fenomeno con uno stile di scrittura aderente alla realtà.

- validità di contenuto, che valuta la capacità dell’osservazione di rilevare tutti gli aspetti

interessanti di un fenomeno in modo da esaurire la variabilità con cui esso si presenta nelle

diverse circostanze. 7

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- variabilità di costrutto. Quando si vuole osservare qualcosa su cui si hanno teo ben definite.

Lo strumento viene messo a punto in modo da rilevare dati che possano essere interpretati

all’interno di quel costrutto.

Affidabilità= riguarda la precisione con cui la rilevazione è stata effettuata. In ambito

osservativo, l’eventualità di replicare la rilevazione in modo da mantenere le condizioni di

osservazione identiche è possibile solo quando la rilevazione si svolge in modo controllato e

preferibilmente in laboratorio.

Il criterio comunemente utilizzato per valutare l’affidabilità dei dati osservati è quello di

confrontare 2 osservatori che effettuano la medesima rilevazione.

Una statistica designata a correggere l’accordo rispetto al caso è il K di Cohen. Esso viene

raccomandato quando lo schema di codifica ha poche categorie o frequenze marcatamente

differenti nelle diverse categorie, dato che in queste condizioni il peso della casualità è

maggiore

K= P(o) – P(c)

1 – P(c)

P(o) è la percentuale di accordo osservata e P(c) la percentuale di accordo dovuta al caso.

Tuttavia l’accordo tra 2 osservatori non garantisce errori sistematici; è possibile verificare se è

lo strumento + che l’osservatore ad avere problemi.

Il calcolo del K ci Cohen si effettua a partire dalla cosiddetta “matrice di confusione”. Si tratta

di una tabella a doppia eentrata dove vengono incrociate le rilevazioni di ciascuno dei 2

osservatori relativamente al medesimo codice. Se dalla matrice risulta che alcune caselle

registrano il massimo di disaccordo tra i 2 osservatori, è possibile che siano piuttosto le

categorie corrispondenti a quelle caselle a dover essere controllate piuttosto che l’osservatore,

xkè risultano meno chiare di altre dove l’accordo è maggiore.

Distorsioni e correttivi

Nell’osservazione si possono verificare distorsioni a carico di ciascuna delle 3 componenti della

osservatore e lo strumento di rilevazione.

rilevazione: soggetti osservati,

Soggetti osservati:

Le persone si comportano diversamente quando sanno di essere osservate (effetto Hawthorne)

accentuando i comportamenti che ritengono positivi agli occhi altrui e riducendo quelli negativi.

Più piccoli sono i soggetti e più naturale è il loro comportamento in presenza di un osservatore;

effetti di interferenza erano localizzati negli adulti e bambini + grandi. Un correttivo è quello di

far precedere l’osservazione da un periodo di famigliarizzazione, in questo modo si dà al

bambino la possibilità di abituarsi alla presenza dell’osservatore in modo da abbassarne la

rattività durante la rilevazione vera e propria.

L’osservatore:

Il rischio maggiore è dato dall’effetto Rosenthal, secondo cui l’osservatore si crea delle

aspettative rispetto a ciò che osserva.

Un modo utile per ridurre questa tendenza è dotarsi di uno strumento di rilevazione rigoroso

come lo schema di codifica, oppure effettuare controlli di affidabilità man mano che

l’ossservazione procede, possibilmente senza annunciarli.

2. Rilevare e valutare tramite l’osservazione.

I 2 scopi dell’osservazione:

si osserva per cogliere il comportamento così come si presenta, in modo da disporre

- rilevare,

di un repertorio delle sue manifestazioni che serva come base empirica del fenomeno da

indagare. L’abilità richiesta è di esere fedele il più possibile a ciò che si osserva, evitando una

valutazione soggettiva.

lo scopo dell’osservazione è formulare un giudizio, per cui si chiede all’osservatore

- valutare,

non tanto di cogliere il comportamento così come lo vede ma di collocarlo rispetto ad una scala

di riferimento, in modo da ottenere un punteggio che serva a determinare il livello del soggetto

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nella dimensione psicologica considerata. Qui invece si richiede di utilizzare la capacità di

osservare per esprimere la valutazione. Il resoconto

Consiste nel registrare il comportamento per come esso si verifica. L’enfasi è posta sulla

fedeltà e chiarezza della registrazione. Il resoconto cerca di rilevare quante più cose si

osservano, di rilevarle il più accuratamente possibile e di comunicarle in un linguaggio

quotidiani. La registrazione narrativa è un resoconto del comportamento e del contesto

secondo un ordine temporale, in dettaglio e a basso livello di inferenza e concettualizzazione.

e biografie infantili: il diario registra i comportamenti

L’origine storica dei resoconti sono i diari

infantili in numerosi ambiti (motorio, sensoriale, emozionale, cognitivo, mentele) allo scopo di

rintracciare una storia naturale del piccolo di specie umana in chiave evoluzionista.

Il resoconto degli anni ’70 non era + di tipo biografico ma consisteva nella registrazione di

specimen. Lo specimen consiste in descrizioni narrative, sequenziali e in linguaggio ordinario

del comportamento del soggetto e dei fattori situazionali, e lo fa in modo fedele alla realtà da

rappresentarne un saggio del comportamento del soggetto in quel tipo di situazione. Nelle

forme più attuali il resoconto si è trasformato da una forma aperta di descrizione in una forma

più strutturata (tipo schema di codifica).

Questo strumento ha valore Qualitativo. La sua capacità di rendere il fenomeno nella sua

complessità e completezza serve all’osservatore per avere una base descrittiva che lo aiuti a

migliorare la propria comprensione di quel fenomeno.

I resoconti sono considerati indispensabili quando ci si trova in una fase preliminare di studio,

quando cioè il fenomeno da osservare è nuovo o non ben conosciuto.

Il resoconto è insostituibile quando si cercano informazioni molto specifiche, ad esempio su un

particolare bambino in relazione ad un particolare aspetto del comportamento in particolari

circostanze.

Svantaggi:

Impossibilità di replicare i dati. A causa del peso della soggettività dell’osservatore ha nella

stesura di un resoconto.

La non economia. I resoconti descrittivi richiedono molto tempo e pazienza, per cui è meglio

sostituirli con strumenti + mirati.

Nonostante sia la forma più fedele e completa per rilevare un fenomeno, non è la sua

riproduzione esatta. Lo schema di codifica

A differenza del resoconto narrativo, lo schema di codifica rileva soltanto quello che

l’osservatore decide di rilevare prima di iniziare l’osservazione.

È costituito da una lista predeterminata di codici che corrispondono alle unità comportamentali

che si desidera rilevare e obbliga l’osservatore a rilevare quelle unità e soltanto quelle. La

rilevazione è + selettiva di quella del resoconto.

Vantaggi:

La sua economia, strumento pratico e veloce, restringe il campo di osservazione a pochi

aspetti.

Essendo costituito da categorie, richiede all’osservatore di precisare qual è il problema che lo

interessa, come osservarlo e quindi scegliere che cosa osservare.

Migliora l’obiettività della rilevazione, obbligando l’osservatore ad attenersi ad una lista chiusa

di codici.

Consente di quantificare i risultati e di analizzarli tramite operazioni matematiche.

Dato che lo schema si colloca all’interno di una lista di categorie, è possibile calcolare la

con cui una singola categoria si verifica, ed anche la durata.

frequenza 9

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L’origine storica dello schema di codifica è l’etogramma o catalogo comportamentale: consiste

in una scheda o check-list da riempire carta e matita che descrive in modo preciso ogni

comportamento da rilevare.

-lo schema di codifica risulta più ridotto rispetto all’altro, per il fatto che i codici corrispondono

a categorie e quindi unità di rilevazione più ampie del singolo comportamento.

2strade:

Come si costituisce uno schema di codifica:

dove ci si affida al metodo etologico, cioè ad una lunga osservazione

-induttivo-empirica,

preliminare. Metodo preferito quando il fenomeno è ad uno stato iniziale di comprensione

oppure quando si preferisce osservarlo con occhio libero da teorie o preconcetti.

l’osservatore ritiene di conoscere bene il fenomeno e non ha bisogno di

-deduttivo-razionale,

familiarizzarsi con le sue caratteristiche.

La struttura di uno schema di codifica:

. Ampiezza: cogile il grado di astrazione delle categorie, cioè la loro distanza dalle

manifestazioni osservabili dai loro indicatori comportamentali. Si distingue livello molecolare

(cat. che rilevano comportamenti elementari) e un livello molare (comportamenti globali).

Coglie l’estensione temporale, la durata è + imp della frequenza perché ci possono essere

eventi che si verificano raramente ma si estendono nel tempo (gioco di gruppo o solitario).

. Organizzazione: si può segmentare il flusso comportamentale in unità diverse e successive,

dove la fine dell’una coincide con l’inizio dell’altra. Si distingue categorie mutuamente esclusive

(lo schema prevede una categoria e una soltanto da assegnare a una data unità in un dato

intervallo di tempo) ed esaustive (lo schema fornisce tutte le possibili categorie per rilevare il

fenomeno).

Categorie co-occorrenti le categorie non si escludono fra loro.

sono 3:

Caratteristiche delle categorie,

- omogeneità delle categorie: le categorie molari non possono stare insieme a quelle

molecolari, nel senso che lo schema deve comprendere categorie al medesimo livello di

descrizione.

- distinzione: le categorie devono essere distinguibili l’una dall’altra in modo da facilitare la

decisione dell’osservatore su quale categoria applicare.

- operazionalità: devono cogliere i comportamenti reali. Occorre precisare l’ambito di

applicazione delle categorie e definire ciascuna categoria in modo da eliminare ogni ambiguità.

Come registrare i comportamenti:

. strategia di campionamento

-per eventi, l’osservatore codificherà il comportamento nel modo previsto dallo schema tutte le

volte che si presenta (misure di frequenza di ciascun tipo di gioco), oppure se rispetta la

successione temporale degli eventi può codificarli uno di seguito all’altro in base alla loro

comparsa (misure di freq e sequenza giochi). Se poi decidesse di registrare il tempo di inizio e

fine avrebbe anche la misura di durata.

-per intervalli, l’osservatore dividerà il tempo della sua osservazione in unità temporali, può

ricavare misure di frequenza, sequenza e durata.

Questionari e scale di valutazione

Sono strumenti standardizzati, cioè forniscono misure che possono essere confrontate con

valori standard di riferimento, possono essere utilizzati quando si intende valutare i soggetti

osservati. che consentono di assegnare al

Sono composti da una lista finita di item, a risposta chiusa,

soggetto osservato un punteggio calcolato sulla base delle risposte ottenute (si/no), oppure

se il punteggio è dato sulla base della frequenza con cui l’item viene osservato.

sono graduate

Lavoro metodologico lungo e accurato, (utilizzati però con facilità) scandito da tappe dirette a:

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Selezionare item + capaci di rilevare risposte significative;

o Testarli rispetto a diversi parametri;

o Controllare la loro precisione;

o Provarli su un numero ampio di soggetti e pervenire nominativi per pop di riferimento.

o

≠ schema di codifica:

la codifica delle videoregistrazioni e gli studi sperimentali sono molto dispendiosi in termini di

tempo e difficili da applicare su campi ampi.

Tramite quest. e scale, che possono essere utilizzati da tutti, lo psicologo può esaminare un

num. di soggetti superiore e i dati rilevati sono distribuiti lungo l’intero arco di variazione del

fenomeno.

Costruzione degli strumenti.

Item, strumenti di valutazione devono essere criteriali per valutare il bambino, cioè riflettere le

caratteristiche dell’aspetto psicologico che và valutato.

Teoria di riferimento: “scale ordinali dello sviluppo psicologico di Uzgiris e Hunt”.

Queste 6 scale sono dirette a valutare le capacità mentali del bambino nei primi 2 anni di vita,

osservano le condotte infantili in 6 domini dello sviluppo sensomotorio (permanenza oggetto,

relazione mezzi fini, imitazione vocale gestuale, causualità, relazioni spaziali, relazione con gli

oggetti).

La scala presenta situazioni di complessità crescente, atte a evocare comportamenti

considerati come indicatori del livello di sviluppo del bambino. Al termine dell’osservazione, il

baby riceve un punteggio per ciascuna scala che lo colloca in un dato livello può essere

collocato a livelli diversi nelle diverse scale.

≠ scale psicometriche tradizionali (scale Bayley: ogni item ha significato per se stesso, anziché

come indice di una capacità sottostante).

Validità e affidabilità.

- validità di contenuto: item siano in grado di rilevare gli aspetti che devono essere valutati.

- validità discriminante: in grado di distinguere i bambini sugli aspetti misurati.

- validità concorrente.

- validità predittiva: identificare non solo la situazione attuale del comportamento osservato

ma anche la sua evoluzione in periodi successivi.

Altrettanto importante è la verifica dell’affidabilità: verificare se il giudizio di adulti non

addestrati all’osservazione corrisponde a quello di adulti esperti.

Criteri per l’uso degli strumenti

Uno dei criteri utilizzati per facilitare i genitori e gli educatori nel loro compito osservativo è

quello di interrogarli sui comportamenti attuali del bambino, quelli che vengono esibiti al

momento della compilazione.

Altro criterio è chiedere informazioni sui comportamenti emergenti del bambino, che

compaiono al momento di compilare lo strumento, per il fatto che non sono ne troppo rari ne

troppo frequenti. Inoltre dobbiamo osservare per qualche giorno i comportamenti del bambino

prima di procedere alla compilazione.

Finalità degli strumenti

In ambito preventivo, lo strumento serve a vagliare “screening” la situazione relativamente

all’aspetto da tenere sottocontrollo, in modo da individuare le difficoltà in tempo e intervenire

in modo mirato. Deve essere quindi di facile e rapida somministrazione cosi da raggiungere il

numero più ampio possibile d’individui.

Una volta identificati i casi a rischio, è indispensabile effettuare una diagnosi del tipo e della

gravità del ritardo o disturbo. (≠ screening strumenti diagnostici sn + raffinati e differenziati).

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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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