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La teoria di Piaget (1896-1980)

Respinge ipotesi innatista => le strutture cognitive hanno un'origine esclusivamente interna

• Respinge ipotesi ambientalista => le strutture cognitive hanno un'origine solo ambientale

Teoria organismica: l'individuo è un attivo costruttore delle proprie conoscenze.

Formazione biologica, interessato al problema dell'adattamento.

Intelligenza = rapido adattamento dell'organismo all'ambiene circostante

Nel 1919 lavora nel laboratorio di Binet a Parigi per standardizzare test di ragionamento logico per

bambini di età prescolare e scolare.

Errori interessanti nei test, non casuali, modo di ragionare diverso.Più interessante studiare risposte

errate piuttosto che quelle giuste.

Scale di intelligenza di Binet (1905)

QI= Età mentale/Età crologica x 100

Critica a test di intelligenza

Intelligenza viene vista come una capacità unitaria e stabile, un potenziale finito con cui

• l'individuo nasce e che rimane costante nel corso del suo sviluppo, non subisce cambiamenti

qualitativi nè l'influenza di condizioni ambientali

I test di intelligenza possono essere usati per discriminare e emarginare i bambini meno

• dotati o quelli che appartengono a culture minorizzate o meno scolarizzati

Assunti base della teoria di Piaget

1. Lo sviluppo è comprensibile all'interno della storia evolutiva della specie di cui

l'organizzazione biologica e psicologica delll'uomo costituisce l'apice

2. L'organismo è attivo e si modifica attraverso gli scambi con l'ambiente

3. Lo sviluppo consiste nella trasformazione di strutture che non sono innate ma si

costituiscono grazie all'attività dell'individuo

4. Piaget si chiede quale tipo di sistema cognitivo debba essere postulato per poter spiegare i

cambiamenti osservati in un campione di comportamenti intellettuali

5. Le strutture cognitive sono descrivibili sulla base diprincipi astratti che controllano pensiero

e comportamento

6. Nel corso dello sviluppo vi sono modificazioni così rilevanti da essere chiamati stadi che si

caratterizzano per la presenza di una specifica struttura cognitiva che determina il campo dei

comportamenti cognitivi che il bambino può compiere e i fenmeni che egli può interpretare

L'intelligenza secondo Piaget:

Intelligenza = adattamento dell'organismo all'ambiente, equilibrio

Assimilazione=> incorpora nei propri chemi i dati dell'esperienza. Conservazione

Accomodamento => modifica i propri schemi per adattarli a nuovi dati. Novità

Processo di sviluppo

Continuità => funzioni invarianti (adattamento, equilibrio)

Discontinuità => stadi di sviluppo

Queste due funzioni complementari che garantiscono un equilibrio tra contitnuità e cambiamento,

determinano l'adattamento dell'organismo all'ambiene.

Stadi di sviluppo secondo Piaget

Ogni stadio è una particolare forma di organizzazione psicologica

• Il passaggio da uno stadio al successivo può essere graduale e l'età può variare da un

• bambino ad un altro.

Ogni stadio è qualitativamente diverso dal precedente, presenta forme e regole proprie

• Le acquisizioni di uno stadio non si perdono con il passaggio allo stadio successivo ma

• vengono integrate in strutture più evolute (integrazione gerarchica tra stadi)

Stadio Età Descrizione

Sensomotorio 0-2 anni A due anni comprende il mondo in base a ciò che sa fare con gli

oggetti. Comprensione confinata a "qui e ora"

Preoperatorio 2-6 anni Si rappresenta mentalmente gli oggetti e comincia a classificarli

egocentrismo, realismo,animismo e finalismo

Operatorio concreto 6-12 anni La capacità logica progredisce grazie allo sviluppo di nuove

operazioni mentali (addizione, sottrazione). Concetto di

reversibilità.

Operatorio formale + 12 anni E' capace di organizzare le informazioni in modo sistematico e

pensa in termini ipotetico deduttivi (fare esperimenti).

1) Il periodo sensomotorio (0-2 anni)

La struttura cognitiva che controlla tutti gli aspetti del comportamento del bambino è lo

• schema d'azione. Lo schema d'azione è una struttura organizzativa non simbolica , l'azione

è lo strumento di scambio organismo-ambiente

Attraverso l'azione il bambino costruisce le categorie di oggetto – spazio – causalità

• Un oggetto è qualcosa su cui agire, qualcosa che può essere toccato, afferrato, succhiato.

• Fase preverbale

• Osservazione quasi-sperimentale

Sottostadi

0-1 L'esercizio dei riflessi, egocentrismo radicale (non ha consapevolezza né di se stesso né

mesi del mondo fuori di sé)

1-4 Le reazioni circolari primarie: ripetizione di comportamenti volontari o abitudini centrati

mesi sul corpo (succhiare pollice), scoperte casuali.

4-8 Le reazioni circolari secondarie (scuotere un sonaglio) ripetizione di uno spettacolo

mesi interessante, scoperto per caso. Interesse per la realtà esterna ed acquisisce la capacità di

coordinare gli schemi della visione e della prensione.

8-12 Coordinazione degli schemi e applicazione alle situazioni nuove, differenziamento mezzi-

mesi fini

12-18 Le reazioni circolari terziarie e la scoperta di mezzi nuovi mediante sperimentazione

mesi attiva condotte del supporto, cordicella, bastone. Ricerca della novità.

18-24 L'invenzione di mezzi nuovi mediante combinazione mentale. Azione interiorizzata

mesi (comparsa della rappresentazione. )

In situazioni nuove, il bambino non procede più per prove ed errori, ma per invenzione,

compiendo un atto mentale.

Permanenza dell'oggetto

0-1 Quando l'oggetto scompare dalla vista il bambino smette di seguirlo con gli occhi

mesi

1-4 Continua a fissare per qualche secondo il luogo dove ha visto scomparire l'oggetto

mesi

4-8 Il bambino cerca di recuperare un oggetto solo se è parzialmente visibile

mesi

8-12 Il bambino ricerca l'oggetto anche quando è completamente nascosto, errore A non B

mesi

12-18 Il bambino ricerca l'oggetto nella posizione in cui l'ha visto scomparire

mesi

18-24 Il bambino ricerca l'oggetto anche quando è sottoposto a spostamenti invisibili

mesi

2) Lo stadio Preoperatorio (2-6 anni)

Conquista della rappresentazione => imitazione differita (imitare comportamento nuovo a

• distanza di tempo) + gioco simbolico (fare finta di) + linguaggio (capacità simbolica).

Realtà non percepita in quel momento ma evocata.

Metodo: colloquio clinico => seguendo il bambino in ogni sua risposta, facendolo quindi

• parlare sempre più liberamente, sebbene guidati da lui, si finisce per ottenere in ciascun

campo dell'intelligenza un procedimento clinico di esame analogo a quello che gli psichiatri

hanno adottato come mezzo di diagnosi.Metodo quasi spetimentale che combina alcune

caratteristiche sia dell'intervista che dell'osservazione naturalistica.

Fenomeni tipici del pensiero preoperatorio: pensiero prelogico o intuitivo, dominato dall'apparenza:

1. Animismo => tendenza a dotare entità inanimate di vita e coscienza (la luna è viva perchè si

muove)

2. Finalismo => tendenza dei bambini a spiegare gli eventi naturali come mossi da una

causalità finalizzata all'utilità umana (la pallina rotola per raggiungermi)

3. Artificialismo => tendenza a considerare eventi di tipo fisico come costruiti dall'uomo

(sono gli uomini ad accendere i sole o ascavare i fiumi)

Compito delle tre montagne: Si chiede al bambino di scegliere da una serie di 10 fotografie di un

paesaggio, quella che corrisponde alla sua prospettiva e a quella che corrisponde alla prospettiva di

una bambola seduta da uno degli altri tre lati del plastico.

Difficile da superare a causa di egocentrismo intellettuale (limite cognitivo, diverso da egoismo)

4 I bambini non comprendono il significato delle domande

anni

4-6 Bambini selezionano correttamente solo la foto corrisponente alla propria prospettiva

anni

7-8 Bambini entrano nello stadio delle operazioni concrete e iniziano a compiere operazioni

anni logiche (pensiero reversibile). Errori sistematici

8-9 I bambini riescono a tener conto di tutte le trasformazioni contemporaneamente

anni

3) Stadio operatorio concreto (7-12 anni)

Azioni mentali isolate si coordinano tra loro e diventano operazioni concrete.

• Comprensione realistica del mondo.

Decentramento

• Operazioni intellettuali => reversibilità (ad ogni operazione corrisponde un'operazione

• inversa) => segna la genesi del pensiero logico in quanto permette la coordinazione dei

diversi punti di vista tra loro.

Prove di conservazione della sostanza: due palline di plastilina

Compito di conservazione del volume: riempire secondo recipente come il primo + stesso liquido in

recipienti di forme diverse

Bambino studiato isolato mentre esegue il compito, non aiutato da sperimentatore

Traguadi dello stadio operatorio concreto: operazioni logiche

Sviluppo delle operazioni di classificazione, capacità di classificare concetti secondo un

• criterio (lunghezza e quantità).

Sviluppo di operazioni di seriazione, comprendere relazione di maggiore e minore, e le

• operazioni spazio-temporali (sopra-sotto, davanti-dietro).

Sviluppo nozione conservazione numero, quantità, volume

Limiti:

1. Le operazioni che il bambino è in grado di compiere sono circoscritte a situazioni concrete,

in cui il bambino può operare su oggetti reali

2. Il bambino è in grado di classificare oggetti, ma non se il problema è presentato

esclusivamente in termini linguistici o se riferito a oggetti ipotetici

3. Il bambino non è in grado di ragionare in termini probabilistici

Pensiero operatorio formale (11-12 anni)

Nello stadio delle operazioni formali le operazioni logiche possono essere applicate anche a

• contenuti mentali espressi in un qualsiasi linguaggio (parole, simboli matematici)

E' possibile risolvere un problema espresso in termini esclusivamente verbali e anche senza

• esperienza

4)Stadio operatorio formale (da 12 anni)

Pensiero di tipo ipotetico deduttivo => consente di compiere operazioni logiche su premesse

ipotetiche e di ricavarne le conseguenze appropriate + una volta individuati i diversi fattori coinvolti

in un fenomeno, li varia in modo sistematico per verificare quali causino quel fenomeno.

Compito del pendolo => si danno al bambino una serie di pesi e una corda appesa al gancio. Gli si

dice che può variare la lunghezza della corda, il peso, la forza della spinta.

Il compito consiste nello scoprire quale di questi fattori determina la durata di una oscillazione del

pendolo. Nello stadio operatorio formale l'adolescente verifica ogni fattore in maniera sistematica,

formula un'ipotesi su quale sia il fattore determinante e la mette alla prova finchè tutte le possibilità

sono state indagate.

Stadio preoperatorio : il bambino pensa che l’unico fattore sia la forza della spinta

• Stadio operatorio concreto : il bambino analizza i fattori in modo casuale e non sistematico

• Stadio operatorio formale : l’adolescente verifica ogni fattore in maniera sistematica,

• formula un’ipotesi sul fattore determinante e la mette alla prova finché non indaga tutte le

possibilità

Critiche ai compiti piagetiani

I compiti piagetiani sono troppo difficili per il bambino

• Le capacità del bambino risultano più avanzate rispetto a quelle valutate da Piaget =>

• riformulando la consegna e le domande + presentando situazioni più realistiche +

modificando gli aspetti criteriali del compito.

Il compito del ragazzo e del poliziotto di Hughes

Rispetto al compito delle tre montagne di Piaget: situazione realistica + stimola l'immaginazione

Il 90% dei bambini in età prescolare è capace di collocare correttamente il pupazzo ragazzo in modo

che nessun poliziotto possa vederlo.

Critiche alla teoria di Piaget:

Critica alla nozione di stadio: non vi è stabilità e sistematicità nelle risposte che uno stesso

• individuo fornisce in diversi compiti, che pur appartengono al medesimo stadio.

Sottostimate differenze individuali.

Critica alla nozione di egocentrismo: Piaget trascura il ruolo della percezione nella

• costruzione della realtà fisica, prima di essere in grado di manipolare gli oggetti i neonati

hanno una consapevolezza accurata dell'ambiente circostante.

Piaget sottovvaluta il ruolo dell'esperienza sociale e dei processi di apprendimento e di

• insegnamento e dedica un'attenzione esclusiva all'esperienza fisica e logico-matematica del

bambino (bambino come piccolo scienziato che splora il mondo da solo).

Vygotskij (1896-1934)

Critica delle teorie riflessologiche russe (Pavlov) che consideravano la psiche come un

• sistema di riflessi e si occupavano solo di processi elementari escludento processi psichici

superiori (linguaggio e coscienza)

In teresse per il tema della coscienza e della storicità delle funzioni psichiche superiori,

• caratteristiche dei processi psichici umani, che li differenziano da quelli degli altri animali

La specie umana è dotata di strumenti che consentono di andare al di là del patrimonio

• biologico (artefatti cognitivi)

Scuola storico culturale => influenza del contesto socio-culturale sui processi cognitivi => lo

sviluppo cognitivo consiste nell'appropriarsi dei significati della cultura da parte dell'idividuo =>

interiorizzazione di forme culturali tramite la relazione sociale

Zona di sviluppo prossimale = distanza tra il livello di sviluppo effettivo (prestazione di un

bambino in un test) e il livello di sviluppo potenziale (prestazione a cui il bambino può arrivare con

un piccolo aiuto). Insegnamento deve lavorare nella zona di sviluppo prossimale.

E' quell'area di attività mentale che il bambino può produrre con l'aiuto degli adulto grazie

• all'introduzione di strumenti e che viene ad aggiungersi all'attività mentale che può produrre

da solo.

Un contesto familiare e scolastico che fornisce adeguati strumenti cognitivi consente al

• bambino di anticipare il proprio sviluppo mentale rispetto ad altri bambini che non hanno

tali possibilità ambientali

Rapporto tra istruzione e sviluppo psichico. La scuola rappresenta il principale mediatore

• culturale che che il bambino incontra nei primi anni di vita

Rapporto tra pensiero e linguaggio

Piaget Vygotskij

Nelle prime fasi di sviluppo pensiero e Il primo uso del linguaggio è di tipo sociale e

linguaggio sono egocentrici, ovvero non adattati comunicativo. In seguito il linguaggio attraversa

alla realtà e non comunicabili agli altri una fase egocentrica (ambino commenta

verbalmente le proprie azioni). Infine si

trasforma in linguag interiore o pensiero verbale.

Bruner (1915-2016)

L'organizazione del comportamento viene ben compresa tenendo conto degli scopi e delle

intenzioni che lo governano e delle funzioni che assolve.

Nell'acquisire il pensiero maturo, il bambino passa attraverso tre forme di rappresentazione:

Esecutiva => la realtà viene codificat attraverso l'azione (valida per tutta la vita) (2-6 anni)

• Iconica => la realtà viene codificata attraverso le immagini (fino a 6-7 anni)

• Simbolica => la realtà viene codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

Basi sociali dello sviluppo mentale:

Riprendendo Vygotskij, Bruner sostiene che i processi mentali hanno un fondamento sociale e che

la cognizione umana è influenzata dalla cultura, attraverso i suoi simboli, artefatti e conversazioni.

Bruner analizza le relazioni sociali che il bambino stabilisce precocemente con chi si prende cura di

lui => Scaffolding = ruolo dell'adulto ("impalcatura").

Routine ad azione condivisa => imparare come comportarsi (linguaggio e azioni)

Caratteristiche del pensiero narrativo (3 anni):

Forma di pensiero diversa dal pensiero razionale o logico-scientifico, culturalmente

• connotata.

Riguarda la realtà psichica (non fisica e logico-scientifica) e si basa su una logica intrinseca

• alle azioni umane (desideri, emozioni, affetti, credenze = stati mentali) e alle interazioni tra

individui (regole e motivazioni sociali).

Consente di organizzare l'esperienza e di rappresentare gli eventi trasformandoli in oggetto

• di analisi e riflessione.

Sviluppo della teoria della mente

Alla fine del 1980 degli studiosi iniziano ad indagare come il bambino comprende se stesso e gli

altri, attraverso la comprensione degli stati mentali non osservabili (motivazioni, desideri,

credenze). Questi attribuiscono al bambino una teoria della mente, cioè una teoria su come

funzionano gli esseri umani in quanto diversi dagli oggetti inanimati.

I punti di partenza della teoria sono:

Emozioni fondamentali (amore, odio, paura)

• Stati fisiologici (fame, sete, dolore)

• Percezioni e sensazioni

Le emozioni e gli stati fisiologici generano i desideri, mentre le esperienze percettive generano ed

alimentano le credenze. Desideri e credenze sono fondamentali in quanto causano sia le azioni che

le reazioni emotive congruenti con i risultati di tali azioni.

Il bambino costruisce la propria conoscenza del mondo psicologico, arriva a comprendere sè stesso

e gli altri. Capire gli stati mentali (non osservabili):

1. Desideri (dai 2 anni)

2. Intenzioni (dai 2 anni)

3. Credenze (dai 3 anni)

Teoria su come funzionano gli esseri umani in quanto diversi dagli oggetti inanimati.

Wellman e Woolley (1990)

Desiderio semplice (2 anni) => lui vuole una mela

Credenza ordinaria (3 anni) => lui pensa che questa sia una mela

Bartsch e Wellman (1989)

Spiegaz sponetanee di azioni date da bambini e adulti : a 3-4 anni iniziano spiegazioni psi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bellagamba Francesca.
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