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Due proprietà di qualsiasi stimolo:

1. Intensità quant’è forte lo stimolo

2. Qualità di che tipo di stimolo si tratta

I recettori e le vie nervose di interconnessione codificano l’intensità di uno stimolo grazie al ritmo degli impulsi

nervosi e al modello di attivazione; codificano la qualità di uno stimolo per mezzo delle fibre nervose specifiche

coinvolte e del loro modello di attività. 15

Vista – Lo stimolo per la visione è la luce, una radiazione elettromagnetica compresa tra 400 e 700 nanometri.

pupilla

Ogni occhio contiene un sistema di formazione dell’immagine (comprendente cornea, e cristallino) e

16 retina

un sistema di trasduzione dell’immagine in impulsi elettrici. Il sistema di trasduzione si trova nella (=

coni

sottile strato di tessuto sul retro del globo oculare), che contiene i recettori visivi: (= permettono la visione

ottimale durante il giorno, rispondono alle alte intensità e producono immagini colorate e ad alta risoluzione) e

bastoncelli (= strutturati per la visione notturna, operano a basse intensità di luce e producono immagini a

scarsa risoluzione prive di colore).

Quando vogliamo vedere i dettagli di un oggetto, muoviamo gli occhi in modo che l’oggetto sia proiettato al

fovea.

centro della nostra retina, in una regione chiamata 17

Adattamento al buio = modificazione della capacità di vedere al buio: dopo un po’ che si è al buio, la pupilla

si dilata. La mostra come la soglia assoluta si riduce in base al tempo che un

curva di adattamento al buio

individuo trascorre al buio.

= misurata in un soggetto che non ha bisogno di portare gli occhiali (10/10)

Acuità di Snellen

 = capacità di distinguere le differenze di luminosità.

Acuità di contrasto

Differenti lunghezze d’onda della luce portano a sensazioni di colori diversi.

= capacità di vedere l’esatta sfumatura di colore, nonostante le variazioni di

Costanza di colore

illuminazione ambientale

Organizziamo il colore secondo tre dimensioni:

Tinta

1. = qualità, nome del colore (rosso, giallo, ecc.)

Luminosità

2. = quanta luce sembra essere riflessa dalla superficie colorata (bianco più luminoso, nero

meno luminoso)

Saturazione

3. = purezza del colore (il rosa è una miscela di bianco e rosso, per cui è non saturo).

= le tre dimensioni del colore sono rappresentate su un doppio cono.

Sistema di Munsell 18

L’appropriata mescolanza di tre luci di lunghezza d’onda molto diversa può riprodurre quasi ogni colore della

luce. = misura l’inclinazione dell’osservatore a vedere due luci fisicamente

Esperimento di miscela dei colori

diverse come se avessero lo stesso colore.

Ogni coppia di queste luci complementari (due luci con differente aspetto fisico che appaiono identiche)

metameri.

prende il nome di = hanno una visione del colore difettosa, perché confondono alcuni colori che le persone

Bicromatici (daltonici)

con visione normale (tricromatici) possono distinguere.

modello temporale.

Un’alternativa di codifica dell’intensità dello stimolo è il A basse intensità, gli impulsi nervosi sono

15

relativamente distanziati nel tempo e l’esatto intervallo tra impulsi successivi è variabile. Ad alte intensità, l’intervallo tra gli impulsi

può essere costante.

La pupilla è un’apertura circolare che varia di diametro, in risposta all’intensità della luce.

16 La nostra sensibilità all’intensità della luce è mediata da alcune proprietà dei coni e dei bastoncelli. È importante che a una cellula

17

gangliare si connettano più bastoncelli che coni: a causa di questa differenza di connessione, la sensibilità visiva è maggiore quando

visiva

si basa sui bastoncelli piuttosto che sui coni; al contrario, l’acuità (= abilità di un occhio di visualizzare i dettagli) è maggiore

quando si basa più sui coni che sui bastoncelli.

Tinta punti intorno alla circonferenza

18 

Saturazione punti lungo il raggio

Luminosità punti sull’asse verticale

 6

= del tutto incapaci di distinguere le diverse lunghezze d’onda; ciechi al colore, percepiscono

Monocromatici

solo alcune sfumature di grigio.

Teoria tricromatica = sostiene che la percezione del colore si basa sull’attività di tre tipi di recettori (coni),

ciascuno dei quali è particolarmente sensibile alle lunghezze d’onda in una differente regione dello spettro.

Esistono quattro sensazioni di base del colore: rosso, giallo, verde e blu. Le loro miscele spiegano le nostre

esperienze di colore, eccetto il fatto che non vediamo verdi-rossastri e blu-giallastri. Ciò può essere spiegato

teoria di opponenza cromatica,

dalla secondo cui esistono processi antagonisti rosso-verde e giallo-blu,

ciascuno dei quali risponde in modo opposto ai suoi due colori antagonisti.

Le teorie tricromatica e di opponenza cromatica sono state felicemente combinate dall’ipotesi che operino in

differenti localizzazioni nervose, all’interno del sistema visivo.

Udito sonora,

– Lo stimolo per l’udito è l’onda prodotta dalle variazioni di pressione dell’aria.

L’orecchio comprende:

orecchio esterno (padiglione auricolare e canale uditivo)

 orecchio medio (timpano e catena degli ossicini)

 orecchio interno.

 coclea, membrana basilare

L’ orecchio interno include la un tubo a spirale che contiene la e sostiene le

cellule ciliate, le quali fungono da recettori per il suono. Le onde sonore trasmesse dall’orecchio esterno e

medio provocano la vibrazione della membrana basilare, che induce il piegamento delle cellule ciliate e, con

conseguente generazione di un impulso nervoso.

tono,

Il la qualità che maggiormente distingue il suono, aumenta con la frequenza dell’onda sonora. Il fatto

che possiamo sentire i toni di due suoni diversi, prodotti simultaneamente, suggerisce la presenza di molti

recettori, che rispondono a frequenze diverse. Altre caratteristiche: l’intensità (volume, si misura in decibel) e

19

il timbro (si riferisce alla nostra esperienza di complessità del suono).

Teoria temporale della percezione del suono Lord Rutherford l’onda sonora provoca la vibrazione di

 

tutta la membrana basilare e il ritmo della vibrazione determina la velocità degli impulsi delle fibre nervose, nel

nervo uditivo. Il tono dipende dalla variazione del suono nel tempo (riguarda le basse frequenze).

Teoria spaziale ogni frequenza stimola in particolare una posizione, lungo la membrana basilare, e la

posizione di massimo movimento determina il tono percepito (riguarda le alte frequenze).

Olfatto – E’ più importante per le altre specie che per gli uomini. Molte specie usano odori specializzati

(ferormoni) per comunicare e gli uomini sembrano avere un residuo di questo sistema.

Gli stimoli per l’olfatto sono le molecole volatili di una sostanza: le molecole viaggiano nell’aria e attivano

recettori olfattivi, situati nella parte alta della cavità nasale.

Esistono molti tipi di recettori (circa 1000). Una persona normale può distinguere da 10.000 a 40.000 odori

diversi; le prestazioni delle donne generalmente sono migliori di quelle degli uomini.

Gusto – E’ influenzato dalla sostanza assaporata e dall’assetto generico e dall’esperienza individuali.

Lo stimolo per il gusto è una sostanza solubile nella saliva.

Molti recettori sono raggruppati sulla lingua (papille gustative). La sensibilità varia da un punto della lingua a

un altro.

Ciascun gusto può essere descritto come uno o una combinazione dei quattro gusti base: dolce, acido, salato

e amaro.

Le diverse qualità di gusto sono codificate in parte in relazione alle fibre nervose specifiche attivate (diverse

fibre rispondono meglio a una delle quattro sensazioni gustative) e in parte in rapporto al modello di

attivazione.

Frequenza = numero di cicli al secondo (Hertz), che corrisponde al ritmo al quale le molecole si muovono avanti e indietro.

19 7

Tatto pressione temperatura.

– Due dei sensi cutanei sono la e la La nostra sensibilità alla pressione è

maggiore a livello di labbra, naso e guance, ed è minore sull’alluce.

Siamo molto sensibili alla temperatura (avvertiamo un cambiamento inferiore a 1°C).

Codifichiamo i diversi livelli di temperatura principalmente tramite l’attivazione di recettori per il caldo o per il

freddo. dolorifico.

Qualsiasi stimolo abbastanza intenso da causare un danno del tessuto è uno stimolo Esistono due

tipi di dolore:

il dolore fisico, breve, la cui intensità aumenta e cala rapidamente

 il dolore tonico, che dura a lungo ed è continuo.

La nostra sensibilità al dolore è influenzata da fattori diversi dallo stimolo nocivo, come le aspettative e le

credenze culturali.

Questi fattori esercitano la loro influenza inducendo l’apertura o la chiusura di una porta neurale, nel midollo

spinale e nel mesencefalo; il dolore si percepisce solo quando i recettori dolorifici sono attivati e la porta è

aperta. 8

Cap. 5 – Percezione

Lo studio della percezione implica la traduzione dell’informazione acquisita dai nostri sensi in un’esperienza

significativa.

Percezione = un processo continuo di aggiornamento e mantenimento del modello interno dell’ambiente in cui

viviamo. Tale modello ci permette di adattarci all’ambiente in modo funzionale e sicuro.

simboli

L’uomo prende decisioni in base a (parole scritte/parlate, geroglifici).

Gibson l’informazione ambientale (ciò che vediamo) rappresenta tutto ciò

Teoria della visione ecologica  

che ci serve per vivere una vita normale. Secondo altri studiosi, l’uomo ha bisogno di un modello dell’ambiente

(= un’immagine costantemente aggiornata, una rappresentazione del mondo nel nostro cervello, che usiamo

per percepire, prendere decisioni, comportarci consciamente).

Due ingredienti:

mezzi per acquisire le informazioni ambientali grezze

 mezzi per organizzare tutte queste informazioni grezze in qualche tipo di struttura coerente.

Le cinque funzioni principali del sistema percettivo:

1. attraverso il processo di si decide quale informazione in entrata è da elaborare

attenzione,

ulteriormente e quale va scartata;

2. il sistema deve essere in grado di determinare sono gli oggetti di interesse (localizzazione);

dove

3. il sistema percettivo deve essere capace di riconoscere oggetti ci sono (riconoscimento);

quali

4. il sistema deve essere in grado di astrarre le caratteristiche salienti dell’oggetto riconosciuto

(astrazione);

5. il sistema percettivo deve mantenere invariate certe caratteristiche degli oggetti (costanza).

1. L’attenzione serve a selezionare una vasta quantità di provenienti dall’ambiente, in ogni particolare

input

momento, permettendo il passaggio solo delle poche informazioni rilevanti al compito che sta eseguendo.

Il processo di attenzione selettiva implica la decisione di quali informazioni scartare e quali elaborare

ulteriormente. L’attenzione selettiva può operare in tutte le modalità sensoriali; tuttavia, la maggior parte

degli studi sull’attenzione selettiva riguarda la visione (es.: muovere gli occhi per prestare attenzione a

posti differenti) e l’udito (es.: prestare selettivamente attenzione a suoni che entrano in un orecchio o

20

nell’altro). = l’attenzione privilegiata a un’arma introdotta nella scena.

Focalizzazione dell’attenzione su un’arma

 = può muoversi all’interno di una modalità (da uno stimolo visivo a un altro) o

Attenzione multimodale

tra modalità diverse.

Non siamo consapevoli delle informazioni a cui non prestiamo attenzione e le ricordiamo molto poco o

affatto. In campo uditivo, per dimostrare questo fenomeno, si utilizza la procedura di ripetizione di un

messaggio uditivo (shadowing).

localizzazione

2. Per la degli oggetti dobbiamo prima separarli e poi organizzarli in gruppi, determinando la

loro posizione nelle due dimensioni (alto-basso e destra-sinistra).

Le aree viste come contengono gli oggetti di interesse, che appaiono più consistenti dello

figura sfondo

e sembrano davanti ad esso. Lo sfondo è l’area che sembra trovarsi dietro la figura.

= si tendono a raggruppare gli elementi più vicini.

Raggruppamento per vicinanza

 = si raggruppano insieme oggetti simili.

Raggruppamento per somiglianza

La localizzazione di un oggetto richiede anche la conoscenza della sua distanza da noi. Questa forma di

percezione (percezione della profondità) si basa sugli indici di profondità:

21

= gli occhi sono separati (nella testa) e ciascun occhio riceve un’immagine

Indici binoculari

 leggermente differente della stessa scena. = differenza tra le immagini

Disparità binoculare

retiniche, nei due occhi. È maggiore per gli oggetti più vicini e diminuisce aumentando la distanza.

fissazioni

L’esplorazione visiva prende la forma di (brevi periodi durante i quali gli occhi sono relativamente immobili) separate da

20

accadi (il repentino spostamento dell’occhio da una parte a una successiva).

Indici di profondità = diversi tipi di informazione visiva che forniscono informazioni sulla profondità degli oggetti.

21 9

= indici per oggetti più lontani

Indici monoculari

 Gli indici di profondità monoculari comprendono:

dimensione relativa = se l’immagine contiene una serie di oggetti simili di dimensioni

 diverse, l’osservatore interpreta gli oggetti più piccoli come più lontani;

sovrapposizione = se un oggetto è posizionato in modo da impedire la vista di un altro,

 l’osservatore percepisce l’oggetto posto davanti come più vicino;

altezza relativa = tra oggetti simili, quelli che sono più vicini alla linea d’orizzonte sono

 percepiti come più lontani;

prospettiva = quando le linee parallele di una scena appaiono convergenti, si percepiscono

 come se continuassero a distanza;

ombreggiatura e ombre = forniscono informazioni sulla profondità dell’oggetto e sulla sua

 forma;

movimento relativo = le differenti velocità di due oggetti possono servire da indici di

 profondità.

La localizzazione di un oggetto richiede anche di conoscere la direzione verso cui l’oggetto si muove. Ciò

può essere percepito in caso di movimento stroboscopico e reale.

22 23

riconoscimento

3. Il di un oggetto implica la sua assegnazione a una categoria e si basa principalmente

sulla forma dell’oggetto; occorre legare insieme correttamente le varie caratteristiche associate all’oggetto

in questione (forme e colori) e tale processo richiede attenzione. 24

= combinazione scorretta di due attributi separati di un oggetto (cerchio rosso e

Connessione illusoria

quadrato verde). = nel primo stadio (preattentivo) si percepiscono gli

Teoria di integrazione degli attributi attributi primari

(forma e colore), mentre nel secondo stadio (attentivo) si utilizza l’attenzione selettiva per “incollare”

adeguatamente i diversi attributi in un insieme integrato. Una procedura standard per distinguere gli

attributi primari da quelli “incollati insieme” è il in cui il compito dell’osservatore

test della ricerca visiva,

consiste nel determinare l’eventuale presenza di un oggetto bersaglio in un insieme.

invece di un sistema strutturato precoce, sensibile a un ristretto numero di

Teoria di controllo dinamico =

attributi visivi primari, esiste un sistema malleabile le cui componenti possono essere velocemente

riconfigurate, per eseguire compiti diversi in tempi diversi ( il sistema si riconfigura a seconda dei

compiti).

Nelle fasi iniziali di riconoscimento, il sistema visivo usa l’informazione retinica per descrivere l’oggetto in

termini di caratteristiche come linee ed angoli; i neuroni che rilevano queste caratteristiche (rilevatori di

caratteristiche) sono stati individuati nella corteccia visiva. Nella fasi tardive di riconoscimento, il sistema

confronta la descrizione dell’oggetto con quelle delle forme immagazzinate in memoria, per trovare

l’abbinamento migliore.

Il processo di combinazione delle caratteristiche dell’oggetto con quelle immagazzinate in memoria può

essere spiegato con un o di rete.

modello connessionistico 25

Una rapida serie di immagine ferme produce movimento apparente. Si produce proiettando una luce nell’oscurità, proiettandone

22

un’altra luce vicino alla posizione della prima pochi millisecondi più tardi: la luce sembra muoversi da una parte all’altra.

Adattamento selettivo

Il movimento tra punti successivi in uno spazio. = perdita di sensibilità ala movimento che avviene

23 

quando lo osserviamo. L’adattamento è selettivo nel senso che perdiamo sensibilità per il movimento osservato e movimenti simili,

ma non per un movimento che differisca in modo significativo per direzione o velocità.

Problema dei collegamenti = in che modo l’attività di diverse parti del cervello, corrispondenti a caratteristiche primarie (colore e

24

forma), si combinano nella percezione coerente di un oggetto. connessione eccitatoria

Il livello inferiore della rete contiene le caratteristiche, quello successivo le lettere. La tra una

25 connessione inibitoria

caratteristica e una lettera indica che la caratteristica appartiene alla lettera in questione, mentre la indica

che la caratteristica non è presente in quella lettera. Quando si presenta una lettera, essa attiva alcune caratteristiche della rete, che

trasmettono la loro attivazione o inibizione alle lettere. La lettera che riceve la quantità maggiore di attivazione rappresenta la

migliore combinazione rispetto all’input. La rete può essere estesa fino a includere il livello delle parole e spiegare perché è più facile

riconoscere una lettera presentata all’interno di una parola piuttosto che una sola. 10

Le caratteristiche di forma degli oggetti comuni sono più complesse di quelle delle linee; sono simili a forme

geometriche semplici, come cilindri, coni, cubi e piramidi. Ogni tipo particolare di queste forme è

denominato (arco + cilindro = tazza).

geone = guidati dalle informazioni in entrata (dati sensoriali grezzi, geoni).

Processi dal basso all’alto = guidati dall’esperienza, dalla conoscenza, dalle aspettative della persona

Processi dall’alto al basso

(riconoscere una lampada solo perché si trova sul comodino). 26

4. L’astrazione è il processo di ridurre la grande quantità di informazioni provenienti dal mondo fisico che

raggiunge i nostri sensi (es. modelli di linee rette e curve) in un insieme più maneggevole di categorie (es.

lettere e parole). di un oggetto = elenco di tutte le informazioni necessarie a riprodurre completamente

Descrizione fisica

l’oggetto.

Poiché l’informazione astratta è più compatta di quella letterale, necessita di meno spazio di

immagazzinamento e può essere elaborata in modo più efficiente.

costanze percettive

5. Le corrispondono alla capacità del cervello di mantenere inalterata la percezione

delle caratteristiche fisiche di base di un oggetto (forma, dimensione o colore) anche se le manifestazioni

sensoriali di questi oggetti cambiano drasticamente:

= capacità del sistema visivo di percepire la caratteristica di rifrazione

Costanza di colore

 27

indipendentemente dalla fonte di lunghezza d’onda. 28

= la luminosità percepita di un particolare oggetto cambia molto poco o

Costanza di luminosità

 affatto, anche quando l’intensità della fonte luminosa si modifica notevolmente.

= la forma percepita è costante, mentre l’immagine retinica cambia.

Costanza di forma

 = la dimensione di un oggetto percepito rimane relativamente costante,

Costanza di grandezza

 indipendentemente dalla sua distanza.

Diversi tipi di percettiva possono essere spiegati dal tentativo di mantenere la costanza, da

illusione

 parte del sistema percettivo.

Le costanze percettive sono alla base di molte illusioni ottiche (es. la luna all’orizzonte sembra più

 grande di quando è alta nel cielo).

= dovuto a informazioni uditive e visive contrastanti (es. labbra che dicono ga-ga, una

Effetto McGurk

 voce dice ba-ba, percepiamo da-da).

Come qualsiasi altro processo psicologico, la percezione e tutti i suoi attributi è dovuta a specifiche funzioni

cerebrali. Tecniche come la registrazione da singola cellula e il stanno chiarificando quali sono

neuroimaging

29

le parti del cervello deputate ai processi visivi.

Due sistemi cerebrali distinti sembrano mediare l’attenzione selettiva:

Sistema posteriore

a. rappresenta le caratteristiche percettive di un oggetto (localizzazione nello

spazio, forma, colore), è responsabile della selezione di un oggetto tra tanti altri sulla base di

caratteristiche ad esso associate. Le strutture cerebrali coinvolte sono collocate nella parte posteriore

del cervello.

Sistema anteriore

b. controlla quando e come queste caratteristiche saranno utilizzate per la

selezione. Le strutture coinvolte sono localizzate nella parte anteriore del cervello.

corteccia visiva

La opera secondo il principio di divisione del lavoro: la localizzazione è mediata da una

regione presso la sommità della corteccia, il riconoscimento da una regione presso la base della corteccia.

I processi di riconoscimento sono ulteriormente suddivisi in moduli separati, specializzati ad esempio nel

colore, nella forma e nella tessitura.

Agnosia = disturbo del riconoscimento.

26 Caratteristica di rifrazione = determina in che modo un oggetto riflette alcune lunghezze d’onda più di altre.

27 Lunghezze d’onda disponibili = le lunghezze d’onda dell’oggetto che raggiungono gli occhi.

28

Fonte di lunghezze d’onda = fonte luminosa che illumina l’oggetto.

Neuroimaging = neuro diagnostica per immagini = possibilità di visionare il cervello vivente senza chirurgia (es. risonanza

29

magnetica). 11

La ricerca dello sviluppo percettivo cerca di stabilire fino a che punto le capacità percettive sono innate

oppure attraverso l’esperienza. Per determinare le capacità innate, i ricercatori studiano l’abilità di

apprese

discriminazione dei bambini piccoli, con:

Metodo dell’orientamento preferenziale dello sguardo tendenza del bambino a guardare alcuni

 

oggetti più di altri. 30

Metodo dell’abituazione anche se i bambini guardano subito oggetti nuovi, si stancano presto di

 

farlo (si abituano).

visiva,

L’acuità che è fondamentale per il riconoscimento, aumenta rapidamente nei primi 6 mesi di vita, per

poi migliorare più lentamente. La percezione della profondità comincia a comparire a circa 3 mesi, ma non si

stabilizza del tutto fino a 6 mesi. Le costanze cominciano a svilupparsi già a 6 mesi.

Gli animali allevati al buio sviluppano un danno visivo permanente e quelli allevati con un occhio bendato

diventano ciechi da quell’occhio. Gli animali adulti non perdono la vista, anche se privati di stimolazioni per

periodo critico

lunghi periodi. Questi risultati suggeriscono che esiste un precoce, durante il quale l’assenza

di stimolazione normale compromette la capacità percettiva innata. Se la stimolazione è controllata

precocemente in modo che certi stimoli siano assenti, sia gli animali che gli uomini diventano insensibili agli

stimoli di cui sono stati privati. Questi effetti non hanno molto a che fare con l’apprendimento. Invece, la

coordinazione percettivo-motoria deve essere appresa. Sia gli animali sia gli uomini necessitano del

movimento attivo per sviluppare una coordinazione normale.

Si presentano due stimoli e si misura quanto tempo il bambino guarda un oggetto; si scambia la posizione degli stimoli; se il

30

bambino continua a guardare lo stesso oggetto, vuol dire che lo riconosce. 12

Cap. 7 – Apprendimento e condizionamento

Apprendimento = cambiamento relativamente permanente del comportamento, che si verifica in risposta

all’esperienza.

Due tipi di apprendimento:

Non associativo, relativo a un singolo stimolo, include:

 Abituazione = caratterizzato dalla riduzione di una risposta comportamentale a uno stimolo

 innocuo (es. il suono di un corno ci fa sobbalzare la prima volta, ma se il suono si ripete di

continuo ci abituiamo)

= caratterizzato dall’aumento della risposta comportamentale a uno stimolo

Sensibilizzazione

 intenso (es. se ci sentiamo in pericolo).

Associativo, implica l’apprendimento della relazione tra gli eventi, include:

 Condizionamento classico, l’organismo apprende che ad un evento ne segue un altro (il

 neonato impara che all’apparire della mammella seguirà il sapore del latte)

Condizionamento operante, l’organismo apprende che la sua risposta avrà una particolare

 conseguenza (il bambino impara che se picchia il fratellino sarà sgridato dai genitori)

Apprendimento complesso, comporta qualcosa di più del formarsi di associazioni (imparare

 la strada da casa nostra al cinema).

Le prime ricerche sull’apprendimento sono state eseguite partendo dal punto di vista comportamentistico,

spesso basato sui seguenti assunti:

Il comportamento si comprende meglio in termini di cause esterne, piuttosto che interne;

 Le associazioni semplici sono il fondamento dell’apprendimento;

 Le leggi dell’apprendimento sono le stesse, per specie e situazioni diverse.

Questi assunti sono stati modificati alla luce delle ricerche successive. L’analisi contemporanea

dell’apprendimento include fattori cognitivi e vincoli biologici, come pure i principi del comportamentismo.

Condizionamento classico – Processo appreso in cui uno stimolo precedentemente neutrale si associa con

un altro stimolo, a seguito di ripetute presentazioni abbinate.

Negli esperimenti di Pavlov, se uno (SC) precede regolarmente uno

stimolo condizionato stimolo

(SI), SC diventa un segnale dello SI e finisce per suscitare una (RC), che

incondizionato risposta condizionata

spesso somiglia alla (RI).

risposta incondizionata 31

Se lo SI è ripetutamente omesso, la RC diminuirà gradualmente e si verificherà l’estinzione (= apprendimento

che lo SC non è più predittivo dello SI).

= ricomparsa dell’originale risposta condizionata, qualche tempo dopo l’estinzione.

Recupero spontaneo

Se ad ogni prova esponiamo il cane a un suono seguito da una luce (ma non dal cibo), il suono finirà per

sollecitare una RC (anche se non è mai stato abbinato al cibo).

la capacità del suono di produrre una RC dopo essere stato abbinato

Condizionamento di secondo livello 

alla luce, che predice lo SI; in tal caso uno SC produce una RC, pur non essendo mai stato abbinato a uno SI.

= quando una RC è stata associata con un particolare stimolo, stimoli simili evocheranno la

Generalizzazione

medesima risposta; quanto più i nuovi stimoli sono simili allo SC originale, tanto più probabile sono in grado di

evocare la risposta condizionata; reazione a fenomeni simili.

= reazione alle differenze; si instaura attraverso rinforzi selettivi.

Discriminazione

Stimolo Condizionato = stimolo inizialmente neutro, che attiva la risposta condizionata (es. la luce che si accende seguita dalla

31

carne liofilizzata).

Stimolo Incondizionato = stimolo che attiva automaticamente una risposta, senza precedente condizionamento (es. il cibo).

Risposta condizionata = risposta appresa o acquisita in seguito a uno stimolo che, originariamente, non la evocava (salivazione,

alla vista della luce).

Risposta incondizionata = risposta innata, non appresa, ottenuta da uno stimolo incondizionato (es. salivazione, alla vista del

cibo). 13

= la capacità di uno SC di aumentare la frequenza o l’ampiezza di un dato

Condizionamento eccitatorio

comportamento. = capacità di uno SC di ridurre la frequenza o l’ampiezza di un dato

Condizionamento inibitorio

comportamento.

Dal punto di vista cognitivo, lo SC deve essere predittore attendibile dello SI. Ovvero: affinché si verifichi il

condizionamento, deve esserci una maggiore probabilità che si produca lo SI quando si presenta lo SC,

piuttosto che in sua assenza. Lo SI deve essere prevedibile.

La capacità di associazione degli stimoli, in un esperimento di condizionamento classico, è vincolata dalle

caratteristiche biologiche ed evolutive dell’organismo.

Secondo gli etologi, quello che un animale impara è vincolato dai suoi “programmi comportamentali”

geneticamente determinati. Una prova di questi vincoli sul condizionamento classico viene dagli studi sul

disgusto. I ratti imparano subito ad associare la sensazione di malessere con il sapore di una soluzione, ma

non riescono ad imparare ad associare il malessere con la luce. Al contrario, gli uccelli possono imparare ad

associare luce e malessere, ma non sapore e malessere.

Condizionamento operante (o strumentale) – Si apprendono certe risposte perché operano sull’ambiente,

cioè lo influenzano. L’organismo non si limita a reagire agli stimoli, ma si comporta in modo da produrre alcuni

cambiamenti nel suo ambiente. il comportamento dell’organismo è strumentale ad ottenere gli esiti

desiderati.

Thorndike dimostrò che gli animali intraprendono comportamenti del tipo prova-ed-errore e che qualunque

comportamento seguito da rinforzo viene potenziato ( legge dell’effetto).

Skinner un ratto o un piccione imparano a fornire una risposta semplice, come premere una leva, per

ottenere un (= processo tramite il quale l’offerta di uno stimolo piacevole o l’eliminazione di uno

rinforzo

stimolo avversivo aumenta la probabilità di un comportamento).

32

= procedura di addestramento usata quando la risposta desiderata è nuova (es. addestrare un

Modellamento

cane a prendere la posta); implica il rinforzo solo di quelle variazioni di risposta che vanno nella direzione

desiderata dallo sperimentatore.

la maggior parte dei rinforzi sono perché soddisfano motivazioni

Rinforzo condizionato primari

fondamentali (es. cibo), ma non sono molto comuni nella vita di tutti i giorni. Qualsiasi stimolo può, invece,

diventare rinforzo (o condizionato), se costantemente abbinato ad un rinforzo primario (es. soldi).

secondario = gli organismi generalizzano ciò che hanno appreso e tale

Generalizzazione e discriminazione

generalizzazione può essere frenata dall’addestramento alla discriminazione (una bambina che ha un cane

deve imparare che alcuni cani possono essere aggressivi).

una volta stabilito un comportamento, può essere mantenuto anche se rinforzato

Programmi di rinforzo 

parzialmente. È il programma che stabilisce quando deve avvenire il rinforzo.

Programmi a rapporto fisso = si ottiene un rinforzo dopo un numero fisso di risposte

 Programmi a rapporto variabile = si ottiene un rinforzo dopo un certo numero di risposte, che varia in

 modo non prevedibile (es. slot machine)

Intervallo fisso = si ottiene un rinforzo dopo che è trascorso un dato intervallo di tempo dall’ultima

 risposta rinforzata

Rinforzo positivo = somministrazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la

32 

probabilità della risposta comportamentale (es. pressione della barra seguita dal cibo)

Rinforzo negativo = eliminazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la probabilità

della risposta comportamentale (es. pressione della barra e scossa elettrica)

Punizione = presentazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la probabilità della

risposta comportamentale (es. se il prof. vi mette in imbarazzo perché avete fatto una domanda in classe, allora la probabilità che

facciate altre domande tenderà a diminuire)

Addestramento all’omissione = eliminazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la

probabilità della risposta comportamentale (es. se il partner diventa meno affettuoso quando guardo la Tv, allora diminuirò il tempo

passato davanti alla tv. 14

Intervallo variabile = si ottiene un rinforzo dopo che è trascorso un dato intervallo di tempo dall’ultima

 risposta rinforzata, ma la durata dell’intervallo varia in modo non prevedibile.

Tre tipi di condizionamento avversivo:

= una risposta è seguita da un evento avversivo, che determina la soppressione della

Punizione

 risposta

33

= l’organismo impara a dare una risposta per porre fine ad un evento avversivo in corso

Fuga

 = l’organismo impara a dare una risposta per impedire che l’evento avversivo cominci

Evitamento

I sono in azione nel condizionamento operante. Affinché quest’ultimo si verifichi, l’organismo

fattori cognitivi

deve credere che il rinforzo sia almeno parzialmente sotto il suo controllo; cioè, l’organismo deve percepire

una contingenza tra le sue risposte e il rinforzo.

Ruolo dei vincoli biologici. Limiti che stabiliscono quali rinforzi possono essere associati a determinate

risposte.

34

Apprendimento complesso – Il punto cruciale dell’apprendimento è labilità di un organismo a rappresentarsi

mentalmente aspetti del mondo e quindi operare su queste rappresentazioni mentali piuttosto che sul mondo

stesso. Le rappresentazioni mentali descrivono la realtà meglio delle associazioni, e le operazioni mentali

possono costituire una strategia.

Gli studi sull’apprendimento complesso negli animali indicano che i ratti possono sviluppare una mappa

dell’ambiente, come pure acquisire concetti astratti come quello di causa.

cognitiva

Altri studi dimostrano che gli scimpanzé riescono a risolvere certi problemi per intuito e quindi generalizzano

soluzioni a problemi simili (insight)

Quando si tratta di apprendere relazioni non perfettamente prevedibili fra stimoli, spesso la gente ricorre a

credenze preesistenti su queste relazioni scorgere relazioni che non esistono realmente (associazioni

spurie). Quando la relazione esiste realmente, avere una convinzione a riguardo può portare a

sopravvalutarne la forza predittiva; quando una relazione oggettiva è in conflitto con una credenza

preesistente, colui che apprende può privilegiare quest’ultima. Questi effetti dimostrano il processo dall’alto

verso il basso dell’apprendimento (colui che percepisce combina la sua aspettativa su ciò che probabilmente

vedrà con lo stimolo reale, per produrre la percezione finale).

I meccanismi neurali delle forme non associative di apprendimento sono stati studiati in animali invertebrati

(lumache). L’abituazione è mediata dalla riduzione della trasmissione sinaptica; la sensibilizzazione, invece,

dall’incremento della trasmissione. In questi tipi di apprendimento sono coinvolti anche processi di regressione

e crescita delle sinapsi.

Le sinapsi del cervello mammifero prendono parte all’immagazzinamento delle informazioni, durante

l’apprendimento. Il cervelletto è particolarmente importante per il condizionamento motorio, e l’amigdala è

essenziale al condizionamento emotivo. Gli incrementi della trasmissione sinaptica, denominati “potenziamenti

a lungo termine”, sono coinvolti in questi processi di apprendimento.

Non sempre i suoi effetti sono prevedibili: il castigo dice ma non fornisce un’alternativa. La punizione porta a

Smettila!,

33

detestare/temere la persona che l’ha somministrato. Un castigo drastico o doloroso può provocare una condotta più aggressiva.

Es. con i piccioni (quando il rinforzo è il cibo) l’apprendimento è più rapido se la risposta è beccare un pulsante piuttosto che

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sbattere le ali; ma se il rinforzo è l’interruzione di una scossa elettrica (fuga), l’apprendimento è più rapido quando la risposta è

battere le ali piuttosto che beccare un pulsante. 15


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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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