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Le caratteristiche di forma degli oggetti comuni sono più complesse di quelle delle linee; sono simili a forme

geometriche semplici, come cilindri, coni, cubi e piramidi. Ogni tipo particolare di queste forme è

denominato (arco + cilindro = tazza).

geone = guidati dalle informazioni in entrata (dati sensoriali grezzi, geoni).

Processi dal basso all’alto = guidati dall’esperienza, dalla conoscenza, dalle aspettative della persona

Processi dall’alto al basso

(riconoscere una lampada solo perché si trova sul comodino). 26

4. L’astrazione è il processo di ridurre la grande quantità di informazioni provenienti dal mondo fisico che

raggiunge i nostri sensi (es. modelli di linee rette e curve) in un insieme più maneggevole di categorie (es.

lettere e parole). di un oggetto = elenco di tutte le informazioni necessarie a riprodurre completamente

Descrizione fisica

l’oggetto.

Poiché l’informazione astratta è più compatta di quella letterale, necessita di meno spazio di

immagazzinamento e può essere elaborata in modo più efficiente.

costanze percettive

5. Le corrispondono alla capacità del cervello di mantenere inalterata la percezione

delle caratteristiche fisiche di base di un oggetto (forma, dimensione o colore) anche se le manifestazioni

sensoriali di questi oggetti cambiano drasticamente:

= capacità del sistema visivo di percepire la caratteristica di rifrazione

Costanza di colore

 27

indipendentemente dalla fonte di lunghezza d’onda. 28

= la luminosità percepita di un particolare oggetto cambia molto poco o

Costanza di luminosità

 affatto, anche quando l’intensità della fonte luminosa si modifica notevolmente.

= la forma percepita è costante, mentre l’immagine retinica cambia.

Costanza di forma

 = la dimensione di un oggetto percepito rimane relativamente costante,

Costanza di grandezza

 indipendentemente dalla sua distanza.

Diversi tipi di percettiva possono essere spiegati dal tentativo di mantenere la costanza, da

illusione

 parte del sistema percettivo.

Le costanze percettive sono alla base di molte illusioni ottiche (es. la luna all’orizzonte sembra più

 grande di quando è alta nel cielo).

= dovuto a informazioni uditive e visive contrastanti (es. labbra che dicono ga-ga, una

Effetto McGurk

 voce dice ba-ba, percepiamo da-da).

Come qualsiasi altro processo psicologico, la percezione e tutti i suoi attributi è dovuta a specifiche funzioni

cerebrali. Tecniche come la registrazione da singola cellula e il stanno chiarificando quali sono

neuroimaging

29

le parti del cervello deputate ai processi visivi.

Due sistemi cerebrali distinti sembrano mediare l’attenzione selettiva:

Sistema posteriore

a. rappresenta le caratteristiche percettive di un oggetto (localizzazione nello

spazio, forma, colore), è responsabile della selezione di un oggetto tra tanti altri sulla base di

caratteristiche ad esso associate. Le strutture cerebrali coinvolte sono collocate nella parte posteriore

del cervello.

Sistema anteriore

b. controlla quando e come queste caratteristiche saranno utilizzate per la

selezione. Le strutture coinvolte sono localizzate nella parte anteriore del cervello.

corteccia visiva

La opera secondo il principio di divisione del lavoro: la localizzazione è mediata da una

regione presso la sommità della corteccia, il riconoscimento da una regione presso la base della corteccia.

I processi di riconoscimento sono ulteriormente suddivisi in moduli separati, specializzati ad esempio nel

colore, nella forma e nella tessitura.

Agnosia = disturbo del riconoscimento.

26 Caratteristica di rifrazione = determina in che modo un oggetto riflette alcune lunghezze d’onda più di altre.

27 Lunghezze d’onda disponibili = le lunghezze d’onda dell’oggetto che raggiungono gli occhi.

28

Fonte di lunghezze d’onda = fonte luminosa che illumina l’oggetto.

Neuroimaging = neuro diagnostica per immagini = possibilità di visionare il cervello vivente senza chirurgia (es. risonanza

29

magnetica). 11

La ricerca dello sviluppo percettivo cerca di stabilire fino a che punto le capacità percettive sono innate

oppure attraverso l’esperienza. Per determinare le capacità innate, i ricercatori studiano l’abilità di

apprese

discriminazione dei bambini piccoli, con:

Metodo dell’orientamento preferenziale dello sguardo tendenza del bambino a guardare alcuni

 

oggetti più di altri. 30

Metodo dell’abituazione anche se i bambini guardano subito oggetti nuovi, si stancano presto di

 

farlo (si abituano).

visiva,

L’acuità che è fondamentale per il riconoscimento, aumenta rapidamente nei primi 6 mesi di vita, per

poi migliorare più lentamente. La percezione della profondità comincia a comparire a circa 3 mesi, ma non si

stabilizza del tutto fino a 6 mesi. Le costanze cominciano a svilupparsi già a 6 mesi.

Gli animali allevati al buio sviluppano un danno visivo permanente e quelli allevati con un occhio bendato

diventano ciechi da quell’occhio. Gli animali adulti non perdono la vista, anche se privati di stimolazioni per

periodo critico

lunghi periodi. Questi risultati suggeriscono che esiste un precoce, durante il quale l’assenza

di stimolazione normale compromette la capacità percettiva innata. Se la stimolazione è controllata

precocemente in modo che certi stimoli siano assenti, sia gli animali che gli uomini diventano insensibili agli

stimoli di cui sono stati privati. Questi effetti non hanno molto a che fare con l’apprendimento. Invece, la

coordinazione percettivo-motoria deve essere appresa. Sia gli animali sia gli uomini necessitano del

movimento attivo per sviluppare una coordinazione normale.

Si presentano due stimoli e si misura quanto tempo il bambino guarda un oggetto; si scambia la posizione degli stimoli; se il

30

bambino continua a guardare lo stesso oggetto, vuol dire che lo riconosce. 12

Cap. 7 – Apprendimento e condizionamento

Apprendimento = cambiamento relativamente permanente del comportamento, che si verifica in risposta

all’esperienza.

Due tipi di apprendimento:

Non associativo, relativo a un singolo stimolo, include:

 Abituazione = caratterizzato dalla riduzione di una risposta comportamentale a uno stimolo

 innocuo (es. il suono di un corno ci fa sobbalzare la prima volta, ma se il suono si ripete di

continuo ci abituiamo)

= caratterizzato dall’aumento della risposta comportamentale a uno stimolo

Sensibilizzazione

 intenso (es. se ci sentiamo in pericolo).

Associativo, implica l’apprendimento della relazione tra gli eventi, include:

 Condizionamento classico, l’organismo apprende che ad un evento ne segue un altro (il

 neonato impara che all’apparire della mammella seguirà il sapore del latte)

Condizionamento operante, l’organismo apprende che la sua risposta avrà una particolare

 conseguenza (il bambino impara che se picchia il fratellino sarà sgridato dai genitori)

Apprendimento complesso, comporta qualcosa di più del formarsi di associazioni (imparare

 la strada da casa nostra al cinema).

Le prime ricerche sull’apprendimento sono state eseguite partendo dal punto di vista comportamentistico,

spesso basato sui seguenti assunti:

Il comportamento si comprende meglio in termini di cause esterne, piuttosto che interne;

 Le associazioni semplici sono il fondamento dell’apprendimento;

 Le leggi dell’apprendimento sono le stesse, per specie e situazioni diverse.

Questi assunti sono stati modificati alla luce delle ricerche successive. L’analisi contemporanea

dell’apprendimento include fattori cognitivi e vincoli biologici, come pure i principi del comportamentismo.

Condizionamento classico – Processo appreso in cui uno stimolo precedentemente neutrale si associa con

un altro stimolo, a seguito di ripetute presentazioni abbinate.

Negli esperimenti di Pavlov, se uno (SC) precede regolarmente uno

stimolo condizionato stimolo

(SI), SC diventa un segnale dello SI e finisce per suscitare una (RC), che

incondizionato risposta condizionata

spesso somiglia alla (RI).

risposta incondizionata 31

Se lo SI è ripetutamente omesso, la RC diminuirà gradualmente e si verificherà l’estinzione (= apprendimento

che lo SC non è più predittivo dello SI).

= ricomparsa dell’originale risposta condizionata, qualche tempo dopo l’estinzione.

Recupero spontaneo

Se ad ogni prova esponiamo il cane a un suono seguito da una luce (ma non dal cibo), il suono finirà per

sollecitare una RC (anche se non è mai stato abbinato al cibo).

la capacità del suono di produrre una RC dopo essere stato abbinato

Condizionamento di secondo livello 

alla luce, che predice lo SI; in tal caso uno SC produce una RC, pur non essendo mai stato abbinato a uno SI.

= quando una RC è stata associata con un particolare stimolo, stimoli simili evocheranno la

Generalizzazione

medesima risposta; quanto più i nuovi stimoli sono simili allo SC originale, tanto più probabile sono in grado di

evocare la risposta condizionata; reazione a fenomeni simili.

= reazione alle differenze; si instaura attraverso rinforzi selettivi.

Discriminazione

Stimolo Condizionato = stimolo inizialmente neutro, che attiva la risposta condizionata (es. la luce che si accende seguita dalla

31

carne liofilizzata).

Stimolo Incondizionato = stimolo che attiva automaticamente una risposta, senza precedente condizionamento (es. il cibo).

Risposta condizionata = risposta appresa o acquisita in seguito a uno stimolo che, originariamente, non la evocava (salivazione,

alla vista della luce).

Risposta incondizionata = risposta innata, non appresa, ottenuta da uno stimolo incondizionato (es. salivazione, alla vista del

cibo). 13

= la capacità di uno SC di aumentare la frequenza o l’ampiezza di un dato

Condizionamento eccitatorio

comportamento. = capacità di uno SC di ridurre la frequenza o l’ampiezza di un dato

Condizionamento inibitorio

comportamento.

Dal punto di vista cognitivo, lo SC deve essere predittore attendibile dello SI. Ovvero: affinché si verifichi il

condizionamento, deve esserci una maggiore probabilità che si produca lo SI quando si presenta lo SC,

piuttosto che in sua assenza. Lo SI deve essere prevedibile.

La capacità di associazione degli stimoli, in un esperimento di condizionamento classico, è vincolata dalle

caratteristiche biologiche ed evolutive dell’organismo.

Secondo gli etologi, quello che un animale impara è vincolato dai suoi “programmi comportamentali”

geneticamente determinati. Una prova di questi vincoli sul condizionamento classico viene dagli studi sul

disgusto. I ratti imparano subito ad associare la sensazione di malessere con il sapore di una soluzione, ma

non riescono ad imparare ad associare il malessere con la luce. Al contrario, gli uccelli possono imparare ad

associare luce e malessere, ma non sapore e malessere.

Condizionamento operante (o strumentale) – Si apprendono certe risposte perché operano sull’ambiente,

cioè lo influenzano. L’organismo non si limita a reagire agli stimoli, ma si comporta in modo da produrre alcuni

cambiamenti nel suo ambiente. il comportamento dell’organismo è strumentale ad ottenere gli esiti

desiderati.

Thorndike dimostrò che gli animali intraprendono comportamenti del tipo prova-ed-errore e che qualunque

comportamento seguito da rinforzo viene potenziato ( legge dell’effetto).

Skinner un ratto o un piccione imparano a fornire una risposta semplice, come premere una leva, per

ottenere un (= processo tramite il quale l’offerta di uno stimolo piacevole o l’eliminazione di uno

rinforzo

stimolo avversivo aumenta la probabilità di un comportamento).

32

= procedura di addestramento usata quando la risposta desiderata è nuova (es. addestrare un

Modellamento

cane a prendere la posta); implica il rinforzo solo di quelle variazioni di risposta che vanno nella direzione

desiderata dallo sperimentatore.

la maggior parte dei rinforzi sono perché soddisfano motivazioni

Rinforzo condizionato primari

fondamentali (es. cibo), ma non sono molto comuni nella vita di tutti i giorni. Qualsiasi stimolo può, invece,

diventare rinforzo (o condizionato), se costantemente abbinato ad un rinforzo primario (es. soldi).

secondario = gli organismi generalizzano ciò che hanno appreso e tale

Generalizzazione e discriminazione

generalizzazione può essere frenata dall’addestramento alla discriminazione (una bambina che ha un cane

deve imparare che alcuni cani possono essere aggressivi).

una volta stabilito un comportamento, può essere mantenuto anche se rinforzato

Programmi di rinforzo 

parzialmente. È il programma che stabilisce quando deve avvenire il rinforzo.

Programmi a rapporto fisso = si ottiene un rinforzo dopo un numero fisso di risposte

 Programmi a rapporto variabile = si ottiene un rinforzo dopo un certo numero di risposte, che varia in

 modo non prevedibile (es. slot machine)

Intervallo fisso = si ottiene un rinforzo dopo che è trascorso un dato intervallo di tempo dall’ultima

 risposta rinforzata

Rinforzo positivo = somministrazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la

32 

probabilità della risposta comportamentale (es. pressione della barra seguita dal cibo)

Rinforzo negativo = eliminazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la probabilità

della risposta comportamentale (es. pressione della barra e scossa elettrica)

Punizione = presentazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la probabilità della

risposta comportamentale (es. se il prof. vi mette in imbarazzo perché avete fatto una domanda in classe, allora la probabilità che

facciate altre domande tenderà a diminuire)

Addestramento all’omissione = eliminazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la

probabilità della risposta comportamentale (es. se il partner diventa meno affettuoso quando guardo la Tv, allora diminuirò il tempo

passato davanti alla tv. 14

Intervallo variabile = si ottiene un rinforzo dopo che è trascorso un dato intervallo di tempo dall’ultima

 risposta rinforzata, ma la durata dell’intervallo varia in modo non prevedibile.

Tre tipi di condizionamento avversivo:

= una risposta è seguita da un evento avversivo, che determina la soppressione della

Punizione

 risposta

33

= l’organismo impara a dare una risposta per porre fine ad un evento avversivo in corso

Fuga

 = l’organismo impara a dare una risposta per impedire che l’evento avversivo cominci

Evitamento

I sono in azione nel condizionamento operante. Affinché quest’ultimo si verifichi, l’organismo

fattori cognitivi

deve credere che il rinforzo sia almeno parzialmente sotto il suo controllo; cioè, l’organismo deve percepire

una contingenza tra le sue risposte e il rinforzo.

Ruolo dei vincoli biologici. Limiti che stabiliscono quali rinforzi possono essere associati a determinate

risposte.

34

Apprendimento complesso – Il punto cruciale dell’apprendimento è labilità di un organismo a rappresentarsi

mentalmente aspetti del mondo e quindi operare su queste rappresentazioni mentali piuttosto che sul mondo

stesso. Le rappresentazioni mentali descrivono la realtà meglio delle associazioni, e le operazioni mentali

possono costituire una strategia.

Gli studi sull’apprendimento complesso negli animali indicano che i ratti possono sviluppare una mappa

dell’ambiente, come pure acquisire concetti astratti come quello di causa.

cognitiva

Altri studi dimostrano che gli scimpanzé riescono a risolvere certi problemi per intuito e quindi generalizzano

soluzioni a problemi simili (insight)

Quando si tratta di apprendere relazioni non perfettamente prevedibili fra stimoli, spesso la gente ricorre a

credenze preesistenti su queste relazioni scorgere relazioni che non esistono realmente (associazioni

spurie). Quando la relazione esiste realmente, avere una convinzione a riguardo può portare a

sopravvalutarne la forza predittiva; quando una relazione oggettiva è in conflitto con una credenza

preesistente, colui che apprende può privilegiare quest’ultima. Questi effetti dimostrano il processo dall’alto

verso il basso dell’apprendimento (colui che percepisce combina la sua aspettativa su ciò che probabilmente

vedrà con lo stimolo reale, per produrre la percezione finale).

I meccanismi neurali delle forme non associative di apprendimento sono stati studiati in animali invertebrati

(lumache). L’abituazione è mediata dalla riduzione della trasmissione sinaptica; la sensibilizzazione, invece,

dall’incremento della trasmissione. In questi tipi di apprendimento sono coinvolti anche processi di regressione

e crescita delle sinapsi.

Le sinapsi del cervello mammifero prendono parte all’immagazzinamento delle informazioni, durante

l’apprendimento. Il cervelletto è particolarmente importante per il condizionamento motorio, e l’amigdala è

essenziale al condizionamento emotivo. Gli incrementi della trasmissione sinaptica, denominati “potenziamenti

a lungo termine”, sono coinvolti in questi processi di apprendimento.

Non sempre i suoi effetti sono prevedibili: il castigo dice ma non fornisce un’alternativa. La punizione porta a

Smettila!,

33

detestare/temere la persona che l’ha somministrato. Un castigo drastico o doloroso può provocare una condotta più aggressiva.

Es. con i piccioni (quando il rinforzo è il cibo) l’apprendimento è più rapido se la risposta è beccare un pulsante piuttosto che

34

sbattere le ali; ma se il rinforzo è l’interruzione di una scossa elettrica (fuga), l’apprendimento è più rapido quando la risposta è

battere le ali piuttosto che beccare un pulsante. 15

Cap. 8 – Memoria

La memoria si divide in tre stadi:

codifica = traduzione dell’informazione ambientale in un’entità significativa, che viene immagazzinata

 immagazzinamento = mantenimento nel tempo delle informazioni immagazzinate

 di recupero = ripescaggio dalla memoria di informazioni precedentemente codificate e immagazzinate

 PET fRM

Studi di scansione e cerebrale come la (tomografia a emissione di positroni) e (risonanza

imaging

magnetica funzionale) suggeriscono che i diversi stadi della memoria sono mediati da differenti strutture

cerebrali.

TEORIA DI ATKINSON-SHIFFRIN

Questa teoria propone la divisione della memoria in tre magazzini:

sensoriale, dove viene ammessa l’informazione proveniente dall’ambiente che decade in un tempo

 compreso tra i pochi decimi di secondo a pochi secondi

a breve termine, dove viene depositata l’informazione precedentemente ammessa nel magazzino

 sensoriale che decade in circa 20 secondi

a lungo termine, dove l’informazione viene immagazzinata e mantenuta in memoria attraverso processi

 elaborativi come RIPETIZIONE ed ELABORAZIONE. La capienza è illimitata e l’informazione può essere

mantenuta da minuti ad anni.

MEMORIA SENSORIALE

memoria sensoriale

La dispone di un’ampia capacità ma decade in un tempo molto breve.

L’informazione della memoria sensoriale a cui si presta attenzione è trasferita nella memoria successiva:

quella a breve termine (memoria di lavoro).

persistenza visibile

Per di intende un’informazione che mantiene una rappresentazione visiva, conscia e

persistente, per un periodo di diversi decimi di secondo.

funzione di risposta sensoriale

La è un concetto che permette l’integrazione tra memoria sensoriale e

persistenza visibile.

MEMORIA A BREVE TERMINE

memoria a breve termine

La implica i tre stadi di codifica, immagazzinamento e recupero.

L’informazione tende ad essere immagazzinata utilizzando sia un codice acustico che un codice visivo.

La capacità di immagazzinamento è limitata a 7±2 ma è possibile allargare la capacità della memoria

chunk, 35

di lavoro aumentando l’ampiezza di ogni singolo chunk. Il recupero rallenta con l’aumentare del numero degli

La memoria di lavoro è utilizzata prevalentemente per risolvere vari tipi di problemi, come calcoli mentali,

item.

analogie geometriche e capacità di rispondere a domande sul testo.

MEMORIA A LUNGO TERMINE

memoria a lungo termine

La implica anch’essa i tre stadi di codifica, immagazzinamento e recupero, ma vi

sono complicazioni in quanto il fallimento della memoria può avvenire in uno qualsiasi dei tre stadi.

La memoria a lungo termine si basa prevalentemente sul degli elementi da ricordare.

significato

Il limite è di 7 elementi con una variazione di più o meno 2.

35

Chunk = pezzo 16

La memoria a lungo termine può essere suddivisa in:

Memoria dichiarativa (o esplicita), riguarda le informazioni comunicabili e che vengono richiamate

 divisa a sua volta in:

consciamente, che riguarda le informazioni specifiche a un contesto particolare, come un

memoria episodica,

 momento e un luogo 36

che riguarda idee e affermazioni indipendenti da uno specifico episodio.

memoria semantica:

Memoria procedurale (o implicita), riguarda le informazioni relative a comportamenti automatici,

 inconsci.

37

Oggi possiamo dire che nei due tipi di memoria (dichiarativa o esplicita e procedurale o implicita) sono

implicate zone cerebrali diverse. Mentre la memoria dichiarativa viene principalmente controllata dalla

in particolare quella nella memoria procedurale sono implicate le strutture

corteccia cerebrale, temporale,

in particolare in

sottocorticali, gangli della base.

OBLIO

Fallimento nel processo di recupero: il ricordo c’è ma è difficile da trovare.

Fattori che pregiudicano il recupero:

= associando a diversi elementi uno stesso stimolo quando si cerca di recuperarne uno

Interferenza

 solo gli altri si attivano e interferiscono col processo di recupero.

= l’associazione di un ricordo ad esperienze negative può interferire con il suo recupero.

Ansia

 = esperienze emotive dolorose possono aver innescato un processo di rimozione per

Rimozione

 proteggere dal dolore che affiorirebbe dal recupero di certi ricordi.

= lieve scarica elettrica che crea un breve stato di incoscienza durante il

Terapia elettroconvulsiva

 quale possono andare effettivamente persi dei ricordi.

MODELLI DI RECUPERO = per ricordare due concetti apparentemente sconnessi fra loro si

Aggiunta di connessioni significative

 aggiungono delle connessioni che creino un filo logico tra i due concetti.

= quanto migliori sono gli stimoli di recupero, tanto migliore è la nostra memoria

Stimoli di recupero

 38

= creiamo dei percorsi che ci aiutano a ricordare

Processo di ricerca

 = attiviamo la rappresentazione del ricordo

Processo di attivazione

 = quanto più organizziamo il materiale che codifichiamo, tanto più facile è recuperarlo

Organizzazione

 = è più facile recuperare un fatto o un episodio se ci troviamo nello stesso contesto in cui lo

Contesto

 abbiamo codificato

= tentiamo a pensare alle situazioni cariche emotivamente, più che a quelle neutre

Ripetizione

 = registrazione vivida e relativamente stabile delle circostanze in cui si ha notizia di un

Ricordo flash

 evento significativo e a forte carica emotiva

AMNESIA

Perdita parziale della memoria. Esistono diversi tipi di amnesia:

- incapacità di ricordare gli eventi, giorno per giorno e acquisire nuove informazioni fattuali.

Anterograda:

- incapacità di ricordare fatti accaduti prima del verificarsi della malattia.

Retrograda:

- incapacità di ricordare fatti avvenuti prima del compimento del terzo anno di età.

Infantile:

La memoria autobiografica è un caso particolare della memoria episodica, che riguarda episodi realmente avvenuti al soggetto

36

stesso.

La memoria procedurale riguarda invece soprattutto le abilità motorie e fonetiche, che vengono apprese con il semplice esercizio e

37

utilizzate inconsciamente.

Test di riconoscimento = se abbiamo già visto un dato elemento (“hai visto Tizio alla festa?”)

38

Test di richiamo = ripetere gli elementi memorizzati con minimi spunti di recupero. 17

Il (= facilitazione per la pregressa esposizione allo stimolo) ha permesso di constatare che nei pazienti

priming

amnesici (incapaci di ricordare vecchi eventi della loro vita) è solo la memoria esplicita ad essere

compromessa, mentre la memoria implicita rimane intatta.

MEMORIA COSTRUTTIVA

È possibile la generazione involontaria di ricordi inesistenti che possono essere stati inventati o indotti da

pensieri o episodi che hanno fatto riaffiorare un certo ricordo. In questo caso un ricordo può essere modificato

attraverso l’inserimento di nuovi particolari o interferenze oppure inventato totalmente in base a racconti che

sono stati sentiti raccontare da terzi. 18

Cap. 10 – Motivazione

Motivazione = una condizione che determina la direzione e l’intensità del comportamento (desiderio di

mangiare)

Due teorie della motivazione, che riguardano la sua origine, ciò che la provoca e il modo in cui controlla il

comportamento:

Teorie pulsionali pongono l’accento sul ruolo dei fattori interni sulla motivazione (fame, sete =

 

bisogni fisiologici di base)

Teorie da incentivazione pongono l’accento sul ruolo motivazionale degli eventi esterni o degli

 

oggetti di desiderio (cibo, bevande, soldi, stima) il volere qualcosa si associa all’effetto piacevole

(trovare piacevole quella cosa). Alcuni incentivi sono:

in grado di agire come ricompensa indipendentemente dall’apprendimento

Rinforzi primari,

 precedente (un cibo dolce può risultare piacevole già la prima volta che viene provato)

che hanno ottenuto almeno in parte il loro ruolo di rinforzo tramite

Rinforzi secondari,

 l’apprendimento della loro relazione con altri eventi (es. i soldi e lo sociale che

status

rappresentano).

Sebbene alcuni di essi (es. un cibo dolce quando siamo affamati) siano di per sé potenti fattori

motivanti, la maggior parte degli incentivi si stabilisce grazie all’apprendimento.

motivazione da incentivazione affetto,

La (= desiderio di qualcosa) è tipicamente associata a un cioè al

39

fatto che quella cosa specifica ci piaccia.

Per guidare le azioni future, i piaceri e i dispiaceri, momentanei devono essere appresi, ricordati e attribuiti a

salienza incentivante

oggetti ed eventi rilevanti, in modo che tali oggetti o eventi assumano la (gli eventi sono

associati a un effetto anticipato, che cattura l’attenzione e guida il comportamento di ricerca.

Volere = anticipazione del piacere (es. l’intenso desiderio quando si pensa a un pasto delizioso)

Piacere = si sperimenta nel momento in cui si inizia a consumare il pasto

sistema dopaminergico cerebrale.

Molti tipi diversi di ricompense naturali possono attivare il L’attività di

40

questi neuroni può costituire la base neurologica di tutti gli incentivi o “desideri”.

L’attivazione artificiale di questi neuroni, tramite droghe o stimolazione cerebrale, provoca un aumento della

motivazione per incentivi sia naturali sia artificiali. I cambiamenti in questo sistema, prodotti dalla ripetuta

assunzione di droghe che lo attivano, possono rappresentare almeno in parte la causa del desiderio smodato

dipendenza

e compulsivo che si associa alla (si ha quando si verifica uno schema comportamentale di

assunzione compulsiva e distruttiva della droga; la persona desidera la sostanza in questione in modo

compulsivo)

Tolleranza = il bisogno di un quantitativo di droga maggiore per ottenere lo stesso effetto euforizzante.

Astinenza = una reazione intensamente avversiva alla cessazione dell’uso della sostanza psicoattiva.

Sensibilizzazione neuronale = può essere permanente; i neuroni dopaminergici saranno attivati più

intensamente dalle droghe e dagli stimoli ad esse collegate.

I fattori pulsionali tendono a promuovere l’omeostasi (= il mantenimento di uno stato interno costante).

L’omeostasi implica diverse componenti:

punto di equilibrio

un valore prestabilito o per uno stato interno ideale,

 41

un segnale sensoriale che misura lo stato interno effettivo,

 un raffronto tra il valore prestabilito e il segnale sensoriale,

 una risposta che porta lo stato interno reale il più vicino possibile allo stato di equilibrio.

Si riferisce all’intera gamma delle esperienze consce di piacere e dispiacere.

39 I neuroni di tale sistema si trovano nella parte superiore del tronco encefalico e inviano i loro assoni attraverso il nucleo

40 fino alla corteccia prefrontale. Questi neuroni usano il neurotrasmettitore dopamina per trasmettere il loro messaggio.

accumbens

È il valore che il sistema omeostatico cerca di mantenere.

41 19

La regolazione della temperatura è un esempio di omeostasi. La variabile regolata è la temperatura del

sangue e i sensori sono collocati in varie parti del corpo, incluso l’ipotalamo. Gli accomodamenti consistono in

risposte fisiologiche automatiche (es. rabbrividire) o comportamenti volontari (es. mettersi un maglione).

Sete = manifestazione psicologica del bisogno d’acqua, essenziale alla sopravvivenza:

 sete extracellulare = conseguente alla perdita d’acqua corporea perché non abbiamo

 bevuto o ci siamo sottoposti a una attività fisica intensa la perdita di liquido

extracellulare è rilevata dai sensori della pressione sanguigna (neuroni che reagiscono ai

cali pressori, situati nelle vene principali e in organi del nostro corpo);

sete intracellulare = dovuta all’osmosi, tendenza dell’acqua di spostarsi da

 compartimenti in cui è presente in abbondanza ad altri in cui è relativamente scarsa la

perdita di liquido intracellulare è rilevata dagli osmocettori (neuroni ipotalamici che

reagiscono alla disidratazione).

La fame si è evoluta per consentirci di selezionare un grande ventaglio di elementi nutritivi. Gli esseri umani

hanno preferenze innate in fatto di gusto (es. cibi dolci – per i nostri antenati erano fonte di calorie, che allora

scarseggiavano), così come avversioni innate (es. le cose amare – per i nostri antenati potevano indicare

piante velenose), che ci guidano nella scelta dei cibi.

Possiamo, inoltre, sviluppare una grande varietà di preferenze e avversioni apprese.

Avversione condizionata = se la prima volta che assaggiamo un cibo seguono nausea/vomito, la

 volta seguente potremmo trovare che quel cibo non è affatto buono. Il cibo non è cambiato, ma noi si:

i nostri nuovi ricordi fanno sì che quel cibo sia percepito come sgradevole.

I segnali omeostatici della fame, che insorgono quando nell’organismo scarseggiano i combustibili calorici

come il glucosio, producono appetito in parte facendoci percepire gli incentivi rappresentati dal cibo come più

attraenti e piacevoli. 42

La fame è largamente controllata da sensazioni omeostatiche di vuoto e sazietà.

Certi neuroni cerebrali (nel tronco dell’encefalo e nell’ipotalamo) rilevano la scarsa disponibilità di glucosio e

innescano la fame.

Altri neuroni che rilevano gli elementi nutritivi (nel fegato) percepiscono gli alti livelli di riserve energetiche e

innescano il senso di sazietà.

L’intestino libera un segnale di sazietà sotto forma dell’ormone colecistochinina, che aiuta a far cessare la

fame e induce a smettere di mangiare.

Due regioni del cervello sono fondamentali per la fame: l’ipotalamo laterale e l’ipotalamo ventromediale.

ipotalamica laterale).

La distruzione dell’ipotalamo laterale porta alla sottoalimentazione (sindrome

 ipotalamica

la distruzione dell’ipotalamo ventromediale porta alla sovralimentazione (sindrome

ventromediale).

Sebbene inizialmente si ritenesse che queste aree fossero i centri della fame e della sazietà, nessuna lesione

cancella la fame.

Un’altra interpretazione di questi effetti è che queste regioni ipotalamiche esercitino effetti reciproci sul punto

di equilibrio del peso corporeo. Danni alla regione laterale dell’ipotalamo potrebbero abbassare il punto di

equilibrio, mentre danni alla regione ventromediale potrebbero alzarlo.

I farmaci dietetici che alterano l’appetito possono agire in parte sui neuroni situati in queste zone

dell’ipotalamo.

Nutrizione simulata = negli esperimenti con i topi, se si toglie il tappo dalla fistola, qualunque cosa sia mangiata cadrà fuori,

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anziché essere digerita. Il pasto è una simulazione nel senso che non fornisce calorie.

Sazietà condizionata = il senso di pienezza che proviamo dopo un pasto è almeno in parte prodotto dall’apprendimento.

Alliestesia = l’esperienza comune che il cibo (es. il dolce) è più buono quando si ha fame. Qualsiasi stimolo esterno che corregge

un problema interno è sperimentato come piacevole. 20


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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