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Psicologia dello sviluppo – Epistemologia genetica Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia dello sviluppoEpistemologia genetica. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Piaget e l’epistemologia genetica, Fase dell’intelligenza pre-operatoria, Fase dell’intelligenza operatorio-concreta, Fase dell’intelligenza operatorio-formale,... Vedi di più

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Caratozzolo

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Prima dei due anni di vita nei muovimenti del bambino compaiono alcune attività che favoriscono

lo sviluppo delle capacità rappresentative, costituite dal gioco simbolico, dal linguaggio verbale e

dall’imitazione differita.

Il gioco simbolico: ha una funzione d’accomodamento ed è caratterizzato da rappresentazioni

mentali di una realtà che non è presente in campo percettivo. Dopo i 18 mesi gli oggetti che il

bambino usa per giocare possono diventare veri e propri simboli di altri oggetti che non sono

percettivamente presenti, ma appartengono alle rappresentazioni mentali del bambino (il bastone

può diventare un cavallo, una scatola può diventare un’astronave…).

Il linguaggio verbale: è uno strumento importante per la maturazione degli schemi rappresentativi,

è “visibile” quando le parole cominciano ad evocare oggetti che non sono percettivamente presenti

e quando il bambino comincia ad usare le prime frasi.

L’imitazione differita: è visibile quando il bambino comincia a riprodurre nei suoi comportamenti

qualcosa che ha visto qualche tempo prima, tale imitazione denuncia la presenza delle capacità

rappresentative ed è strumento di sviluppo di queste.

Fase dell’intelligenza pre-operatoria

Il termine pre-operatoria viene utilizzato per indicare il tipo di intelligenza che va dai due ai sette

anni e precede l’intelligenza operatoria, cioè logica. Tale pensiero è irreversibile, infatti ha come

caratteristica la non conservazione della quantità. Tutte le operazioni mentali si realizzano secondo

schemi globali indifferenziati e soggettivi, il pensiero pre-operatorio è essenzialmente sincretico.

Tale fase si divide in due stadi:

1. L’intelligenza pre-concettuale: l’attività del bambino è costituita da un continuo esplorare

l’ambiente, il bambino immaganizza continuamente nuovi

simboli che rafforzano e potenziano i suoi schemi mentali.

L’azione del gioco simbolico, del linguaggio e delle attività

imitative differite aiutano l’azione dell’assimilazione e

dell’accomodamento, come ampliamento della visione del

mondo. Le costruzioni mentali che caratterizzano questo periodo

sono date dagli infra-concetti, che non sono ancora concetti veri e

propri, in quanto il bambino non possiede ancora la nozione di

classe. Gli infra-concetto non indica né la generalità del concetto,

né la particolarità degli elementi.

Il comportamento della figlia febbricitante di Piaget, che aveva

un gran desiderio di arance viene definito transduttivo, poiché

procede dal particolare al particolare ed è costruito senza

concetti veri e propri.

2. Il pensiero intuitivo: si sviluppa tra i 4 ed i 6 anni, periodo durante il quale le capacità

rappresentative del bambino si sviluppano e si rafforzano

ulteriormente. La caratteristica di tale pensiero è l’intuizione, in base

ad essa il bambino definisce i concetti, indicando gli oggetti

corrispondenti secondo il loro uso. Però vi è il primato della percezione

sulla attività rappresentativa.

L’egocentrismo è una delle caratteristiche del pensiero pre-operatorio, Piaget ipotizza che

egocentrismo e realismo siano le caratteristiche fondamentali di questo tipo di

pensiero. Il bambino mette se stesso al centro della realtà, data l’impossibilità di

considerare il punto di vista degli altri.

Il realismo è la tendenza del bambino a rimanere prigioniero dei propri dati percettivi, che

prevalgono su quelli rappresentativi.

Si differenzia in: - realismo nominale, che consiste nella stretta e intima unione che, per

il bambino, esiste tra i nomi e gli oggetti; essendo

il nome legato alle cose, secondo lui, non è

possibile cambiarlo.

- realismo morale, è la valutazione morale dei comportamenti

soffermata su ciò che è percepibile, cioè sul

risultato visibile dell’azione.

- realismo onirico, Il bambino pensa che i contenuti dei sogni

abbiano una loro consistenza materiale.

- animismo: è la conseguenza del fatto che egocentrismo e realismo

non consentano al bambino di differenziare la propria

esperienza interna da quella esterna, è costituito dalla

tendenza a concepire le cose come viventi e dotate di

intenzionalità.

- finalismo, fenomeno mediante il quale il bambino interpreta gli

eventi del mondo fisico secondo una causa finale.

- artificialismo, nasce dalla convinzione infantile che tutte le cose

siano state costruite dall’uomo o da un’attività divina

che opera secondo le regole della costruzione umana.

In questa fase il bambino non è in grado di distinguere tra causalità fisica e causalità psicologica,

mancandogli un sistema di operazioni logiche non può impostare alcuna verifica che gli consenta di

uscire dal suo egocentrismo e dal suo realismo, che lo obbligano a spiegare i fenomeni naturali allo

stesso modo dei comportamenti umani. Il bambino è incapace di sintesi (il bambino sa che la sua

macchinina per correre ha bisogno delle ruote e del motore, ma non è in grado di capire la relazione

logica che esiste fra i vari elementi), al posto della sintesi il bambino usa la giustapposizione, pone,

infatti, i vari dati l’uno accanto all’altro senza chiare relazioni.

Fase dell’intelligenza operatorio-concreta

Durante l’età scolastica elementare vi è un mutamento nello sviluppo mentale del bambino che

diventa gradualmente capace di individuare la reversibilità nelle proprie azioni. La capacità di

compiere operazioni prova la presenza del pensiero logico. Il termine “concreto” indica il fatto che

questo pensiero ha bisogno della concretezza dei dati, cioè il bambino ha ancora bisogno di operare

su oggetti, fenomeni e situazioni percepibili, presenti nell’ambiente. Con le nuove capacità

intellettivo-cognitive il fanciullo è in grado di considerare i vari fenomeni e i vari problemi da

diversi punti di vista, non improvvisa più e abbandona gradualmente il modo intuitivo di

adattamento alla realtà. Nella rappresentazione dello spazio è in grado di capire le relazioni

euclidee; compare gradualmente nel disegno del fanciullo un’unica prospettiva che consente la

conservazione dei rapporti metrici tra gli oggetti (relazioni euclidee). Allo spazio euclideo fa

seguito anche quello proiettivo, il fanciullo si pone il problema di rappresentare i vari oggetti da un

certo punto di vista. La costruzione delle nozioni temporali richiede la completa reversibilità del

pensiero. In questa fase il bambino sviluppa le nozioni di invarianza e di conservazione, da cui

emergono i concetti di peso, massa e volume. Acquisisce inoltre la concezione di velocità, che

implica la considerazione dello spazio percorso nell’unità di tempo. Le nozioni di invarianza,

conservazione della quantità e velocità presuppongono la capacità del bambino di poter disporre

delle operazioni illogiche della classificazione, della seriazione e della corrispondenza biunivoca.

Piaget chiama “raggruppamento additivo delle classi” il raggruppamento logico che permette

l’operazione della classificazione, capacità di raggruppare gli elementi che hanno caratteristiche

comuni in un’unica classe. La classificazione verrà inizialmente operata secondo un unico attributo

caratteriale e più tardi in base a più attributi alla volta. In questo stadio il bambino matura la

seriazione, azione ove il bambino raggruppa oggetti secondo una o più qualità in comune, ma tiene

conto della differenza di intensità della qualità in comune. (mettere in fila i soldatini partendo dal

più basso fino al più alto…). La comprensione del numero è data dalla corrispondenza biunivoca,

operazione logico-matematica, che presuppone la capacità di classificare. Mettendo in


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dello sviluppoEpistemologia genetica. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Piaget e l’epistemologia genetica, Fase dell’intelligenza pre-operatoria, Fase dell’intelligenza operatorio-concreta, Fase dell’intelligenza operatorio-formale, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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