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Freud

Si laureò in medicina a Vienna alla fine del 1800. Iniziò la sua attività come neurologo, dopodiché si dedicò alle malattie mentali. In un primo momento utilizzò l’ipnosi, ma si accorse che quello che imparava sui pazienti e sulle cause del comportamento nevrotico non gli serviva per aiutare il paziente a modificare tale comportamento. Fu la famosa paziente, Anna O., a dare a Freud l’idea che proprio nel far luce sulle cose nascoste il paziente si libera di quei vincoli che lo costringono ad un certo comportamento. Questo permise a Freud di formulare una teoria in cui si ipotizzava l’esistenza di un’attività mentale, fatta di desideri, sentimenti ecc., del tutto nascosta al soggetto, ma altrettanto importante di quella conscia. L’inconscio viene così definito come “l’interno paese straniero” in cui ci sono gli istinti che condizionano gran parte delle nostre azioni senza che ne siamo consapevoli. Gli istinti fondamentali sono l’eros, o istinto di vita, e thanatos, o istinto di morte. L’energia utilizzata dall’eros è la libido mentre per thanatos non esiste un termine corrispondente.

Architettura psichica

L’architettura psichica è, secondo Freud, composta da tre parti: es, io e super io. L’es è completamente inconscio e costituisce la sede degli istinti fondamentali e delle pulsioni che tendono a soddisfarli, ed è presente fin dalla nascita. L’io è la parte cosciente a cui il pensiero ha accesso ed è costituito dalle principali funzioni che mettono il soggetto in relazione con il mondo. Il super io è costituito da quei valori che guidano il nostro comportamento. È in parte conscio in parte inconscio e si costruisce durante lo sviluppo per opera dell’ambiente familiare.

Principi del comportamento

Il rapporto fra questa complessa struttura psichica e l’ambiente si basa essenzialmente su due principi:

  • Principio del piacere: Spinge l’individuo a soddisfare subito e completamente i propri bisogni istintuali.
  • Principio di realtà: Permette al soggetto di comprendere che non solo, non è possibile soddisfare subito i propri istinti, ma spesso non è neppure conveniente perché l’ambiente ha delle leggi a cui bisogna sopravvivere.

Fasi dello sviluppo del bambino secondo Freud

Freud fu il primo a considerare il bambino un essere perverso e poliformo, tanto da notare una vita sessuale prenatale. Freud afferma che lo sviluppo del bambino attraversa varie fasi durante le quali la pulsione si dirige verso parti del corpo, che diventano zone erogene. Il cammino che l’individuo deve percorrere per raggiungere la maturazione sessuale si attiva per fasi. Le fasi sono cinque:

  • Fase orale: La zona erogena è la bocca. Questa fase si protrae per tutto il primo anno, anno e mezzo di vita e viene suddivisa in due sottofasi: la 1°, orale passiva, che giunge fino agli 8-9 mesi, la 2°, orale aggressiva, che termina con l’avvento della fase successiva. In questa fase il bambino prova piacere nel succhiare e nell’inghiottire, ed è per questo che mette tutto in bocca. Quando spuntano i denti, inizia anche a mordere e a manifestare atteggiamenti sadici.
  • Fase sadico-anale: La zona erogena si sposta dalla bocca alla mucosa anale. Questa fase va dal 2° al 3° anno di vita ed è legata alla maturazione perianale. Il piccolo prova piacere nel trattenere e lasciare andare le feci.
  • Fase fallico-epidica: La zona erogena è costituita dagli organi sessuali. Va distinta dalla fase genitale perché a questa età gli organi sessuali sono ancora immaturi. Questa fase va dal 3° al 5° anno di vita ed è caratterizzata dalla curiosità delle differenze anatomiche fra maschio e femmina. Come conseguenza di questa curiosità si ha una specie d’innamoramento per il genitore di sesso opposto e una forte rivalità per quello dello stesso sesso. Da ciò deriva la denominazione epidica, che deriva dalla famosa tragedia greca di Sofocle in cui Edipo uccide il padre, senza sapere che è il padre, e sposa la madre, senza sapere che è la madre. In questa fase inizia una frequente attività masturbatoria esplorativa.
  • Fase di latenza: È una fase in cui abbiamo una stasi delle pulsioni sessuali e un crescendo degli interessi sociali. Questa fase coincide con l’età scolare e perdura fino alla pubertà. Il bambino ha subito la sconfitta epidica, rendendosi conto che la coppia dei genitori lo esclude e che il genitore dello stesso sesso è un rivale troppo forte; l’unico modo per sfuggire all’angoscia è di identificarsi con il genitore dello stesso sesso cercando di diventare simile a lui.
  • Fase genitale: La zona erogena è costituita dai genitali che stanno raggiungendo la definitiva maturazione. Questa fase comincia con la pubertà e perdura per tutta l’adolescenza.

Metodo psicoanalitico

Per quanto riguarda il metodo psicoanalitico, Freud chiedeva al paziente di riferire ogni pensiero, idea o sogno, anche non razionali, perché è compito del terapeuta trovare il filo conduttore e dare significato a ciò che apparentemente non ne ha. A questo proposito è utile considerare due concetti fondamentali: quello di transfert e di controtrasfert.

Il transfert viene definito come il trasferimento sull’analista di tensioni affettive che permettono al paziente di rivivere situazioni del passato. Quindi è possibile far luce sulle ragioni della nevrosi manifestata dal paziente e risalire alle cause. Il controtransfert è stato trascurato da Freud, si riferisce alle risposte inconsce del terapeuta nei confronti del paziente. Freud aveva considerato solo gli aspetti negativi del controtrasfert, riteneva il frutto di una scarsa preparazione del terapeuta, mentre oggi si ritiene che esso sia il risultato del coinvolgimento emotivo dello psicoterapeuta.

Jean Piaget

Psicologo che studia il pensiero infantile, negli anni ’20 si reca in Svizzera dove fondò l’epistemologia genetica, ovvero la scienza che studia la conoscenza dalla genesi alla maturità. Le domande che Piaget si poneva riguardavano le diverse fasi dello sviluppo del bambino e quelle dello sviluppo scientifico. Secondo Piaget lo sviluppo segue tappe predeterminate geneticamente. Piaget accetta la tesi di Kant che vede la mente come una sede dove c’è uno sviluppo ideale di conoscenza. L’intelligenza è vista come la più alta forma di adattamento all’ambiente. La sua teoria è di strutturalismo e costruttivismo perché l’organismo è costituito da strutture organizzate che si trasformano nello sviluppo attraverso gli scambi con l’ambiente; le strutture si costruiscono attraverso l’attività della persona, non sono quindi innate.

Metodi di studio di Piaget

Secondo l’età che Piaget analizza, usa metodi diversi:

  • Osservazione del comportamento: Usato con i bambini da 1 a 3 anni. Per indagare sullo sviluppo intellettuale cerca delle situazioni critiche.
  • Metodo clinico: Egli usa il colloquio che si articola in funzione delle risposte del bambino.
  • Metodo critico: Piaget si pone una domanda critica per studiare la genesi dello sviluppo logico; egli vede differenze nel bambino di 6-10-12 anni. Secondo Piaget la mente opera attraverso una tendenza innata invariante.

Concetto di adattamento secondo Piaget

L’adattamento avviene attraverso l’assimilazione della realtà nella struttura mentale del soggetto senza che essa venga modificata. Il processo di assimilazione trasforma quello che prendiamo dall’ambiente per renderlo compatibile con le nostre strutture interne. Inoltre, l’adattamento avviene per accomodamento e organizzazione. Nell’accomodamento si creano mezzi per interagire con la realtà. L’accomodamento si ha quando si realizzano comportamenti piacevoli. Per quanto riguarda l’organizzazione, Piaget indica la tendenza di un organismo biologico a costruire qualcosa con delle leggi. Egli afferma che c’è dipendenza fra i diversi sistemi. Grazie al processo di assimilazione si forma nel bambino la comprensione dell’oggetto. Per tutto il primo anno di vita i bambini sembrano non avere la nozione di oggetto; durante la crescita possiamo affermare che il bambino comincia ad assimilare il concetto di simbolo.

Stadi dello sviluppo secondo Piaget

Lo stadio per Piaget è un concetto che indica il periodo della vita in cui avvengono le modificazioni strutturali che portano il cambiamento della comprensione della realtà. Ogni stadio è diverso dall’altro; in ogni stadio apprenderà cose diverse. Gli stadi non si possono saltare (invarianza) e le conquiste dello stadio precedente vengono integrate e subiscono modifiche nello stadio successivo (integrazione gerarchica). Per Piaget gli stadi sono 4:

  • Senso-motorio (0-2 anni): Si basa sulla percezione e sensazioni evidenti.
  • Preoperatorio (2-7 anni): Si basa sulle attività rappresentative come il disegno e la scrittura.
  • Operazioni concrete (7-11 anni): È in grado di usare la logica.
  • Operazioni formali (11 anni in poi): Pensiero astratto, tappa più avanzata dello sviluppo dell’intelligenza.

Struttura cognitiva

È un insieme di operazioni legate tra loro per formare un’unità. Alla base di queste operazioni vi è una struttura indivisibile.

Melanie Klein

Vissuta negli anni ’20, giunge a Londra dando un grande contributo alla psicoanalisi, poiché osservò i bambini. Klein sposta la sua teoria da quella edipica a quella a 2 (madre/bambino). Osservando i bambini molto piccoli, dedusse che la maggior parte della vita dipende dal 1° anno. Non usa il termine fasi ma posizioni perché analizza la posizione dell’oggetto con il bambino. Nel 1° anno di vita ci sono due posizioni:

  • Schizzo-paranoide: Va dai 3 ai 4 mesi. La posizione del bimbo si svolge solo con oggetti parziali. L’angoscia di perdere il suo oggetto (il seno) fa sì che il bambino tiri fuori da se stesso l’aggressività e la proietti verso l’oggetto. Il seno diviene un oggetto persecutorio. Queste sono le angosce paranoidi dovute al fatto di dover aspettare il nutrimento. Il bambino pensa che il seno può essere sia buono sia cattivo, questo è detto processo di scissione, ossia butta fuori il cattivo dagli oggetti per non riconoscerlo dentro di sé, questo provoca uno svuotamento e questo meccanismo viene chiamato da Klein identificazione proiettiva, ossia la persona mostra la sua aggressività nei confronti dell’oggetto per possederlo, per distruggerlo.
  • Angoscia depressiva: Perché il bambino sente sentimenti ambivalenti verso un oggetto. È un momento cruciale nel concepire le relazioni; il bambino si sforza di far prevalere i sentimenti buoni su quelli cattivi. Qui il meccanismo che prevale è la riparazione, cioè riparare l’oggetto prima danneggiato. Il bambino si rende conto di sé e inizia a concepire gli oggetti per intero e distaccati tra loro. Il bimbo si rende conto che, dentro e fuori di lui, ci sono cose buone e cattive; in questa frustrazione nasce con la formazione del simbolo, ossia il sostituto dell’oggetto (es. l’orsacchiotto fa le veci della madre perché rassicura il bimbo quando dorme). Nel 1° anno di vita si formano i modelli di funzionamento mentale (schizzo-depressivo).

Anna Freud

Pensava che il bambino non avesse un io maturo poiché dipendeva dai suoi genitori. Fa i conti con la realtà del bambino, a differenza di Klein che lavorava osservando solo l’inconscio. Anna sostiene che il bambino è fragile e dipendente per paura dell’aggressività e quindi s’identificherà con l’aggressore. Da grande proporrà ciò che lui ha subito. La Freud ha posto l’accento sull’io del bambino, il quale più è maturo più il bambino sa difendersi; la maturazione degli impulsi e le sue funzioni; l’adattamento del bambino all’ambiente e la strutturazione adeguata all’adattamento; l’importanza dell’organizzazione della personalità e la capacità del bambino di integrare nella sua personalità le spinte conflittuali (per far questo, occorre che il bambino non combatta l’aggressività con la stessa arma, ma la renda più tollerante).

Margheret Mahler

Parla di nascita psicologica del bambino e di quella biologica che è osservabile e circoscritta. Quella psicologica avviene più lentamente, e si ha quando il bimbo supera il processo di simbiosi con la madre e comincia a vivere separatamente, e a rapportarsi con il mondo individuale (4° e 5° mese e 3° anno di vita). In questo periodo vive la minaccia di perdere la madre (coincidenza con la posizione depressiva) poiché più si separa da lei e più aumenta l’angoscia. Riconoscendosi come persona separata alla madre, è pronto per scoprire il mondo. Una madre iperprotettiva farà di tutto per rallentare l’individuazione come persona a sé e andrà così a creare una simbiosi patologica, in cui il bambino continuerà a vivere in dipendenza dalla madre andando così incontro a malattie come la psicosi simbiotica.

René Spitz

Ha cercato di individuare gli stati dello sviluppo evolutivo del bambino facendo riferimento al sorriso. Il sorriso vero e proprio si ha nell’ottava settimana di vita, quello che avviene prima è un sorriso sociale che è orientato verso una cosa o una persona. Il primo stimolo, capace di provocare il sorriso, è la voce umana, soprattutto quella femminile. Al 6° mese, il sorriso diventa selettivo ovvero sorride solo ai volti che conosce e piange quando si sveglia e vede un volto estraneo. Lo stimolo più piacevole per il bambino è la voce della mamma.

Il 1° organizzatore psichico è caratterizzato dal sorriso sociale che comincia fra i 2 o 3 mesi; il bimbo si sente separato dall’altro, la mancanza di un sorriso è causa di disturbo. Il 2° organizzatore psichico è caratterizzato dal sorriso selettivo e dall’angoscia verso gli estranei, siamo intorno al 6°-7° mese; il bimbo riconosce lo stimolo piacevole, ossia la madre; si stabilisce la permanenza dell’oggetto; c’è la capacità di distaccarsi in modo da riconoscersi e identificarsi. Il bambino comincia a sviluppare memoria. Il 3° organizzatore compare nel 2° anno di vita durante quella che Spitz ha chiamato “l’età del no”.

Erik Erikson

Emigrato nel 1933, divenne uno dei più noti psicoanalisti infantili. Il suo merito è di aver dato risalto alla relazione dell’individuo con la società in cui vive, e che influisce con ogni fase dello sviluppo. Secondo Erikson l’ambiente è la caratteristica principale per diventare ciò che vogliamo. Fa riferimento a Freud per descrivere le fasi dello sviluppo. I termini che propone per definire i processi vanno dalla fiducia all’autonomia. Ogni fase è caratterizzata da specifiche crisi psico-sociali.

Fasi dello sviluppo secondo Erikson

  1. Orale-sensorio: La conflittualità che il bambino vive è quella tra la fiducia e sfiducia. La costruzione della fiducia deriva dal rapporto madre-bambino, perché il bambino riceve le cure adeguate dalla madre e sviluppa in lei un senso di fiducia.
  2. Stadio muscolare anale: (2 e 3 anno) Antagonismo tra sensazione di vergogna, di dubbio e autonomia, poiché il bambino ha ormai il controllo degli sfinteri. Il bambino è diventato autonomo, quindi trovandosi a contatto con l’ambiente, viene investito da una sensazione di vergogna dalla quale deriva anche il senso di dubbio che deriva dalla paura dell’esterno. Il bambino quando capisce che l’ambiente non lo giudica ma che coopera con lui, svilupperà la capacità d’autocontrollo.
  3. Stadio infantile genitale: Va dai 4 ai 5 anni. Antagonismo tra spirito d’iniziativa e senso di colpa. Il bambino comincia ad esprimere la voglia di socializzare e lo spirito d’iniziativa; vi è quindi la formazione del super io.
  4. Stadio della latenza: Va dai 6 ai 11 anni. Antagonismo tra inferiorità e industriosità. Il bambino si sente pronto per svolgere funzioni, di riconoscere l’insegnante come sostituto dei genitori; il pericolo è di non farcela, è il senso d’inferiorità e d’inadeguatezza, tanto che molte volte il bambino si chiede che ruolo ha in famiglia.
  5. Stadio della pubertà: Giunta la maturità sessuale, vi è quindi uno sviluppo fisico genitale. È il periodo in cui si scelgono gli ideali per strutturare la loro identificazione. L’adolescente vuole fare esperienze correndo il pericolo di perdersi, di non riconoscere i limiti. La crisi sociale è costituita dall’oscillazione fra identità e dispersione dell’identità.
  6. Stadio della gioventù: (tarda adolescenza) Abbiamo antagonismo tra intimità e isolamento. Continua la ricerca d’identità, continua a confrontarsi con gli altri con i quali fonde la sua identità. Alcuni adolescenti si chiudono in se stessi, rifiutano il confronto.
  7. Stadio dell’età adulta: Avviene affrontando due forze in conflitto, la generosità e la stagnazione. Il giovane sente di fare suoi i valori dell’adulto perché si sente subordinato a lui; c’è stagnazione quando c’è un eccessivo amore per se stessi, provoca un ritardo nello sviluppare generosità e riconoscenza. Questo, infatti, può mettere in secondo piano i rapporti affettivi e la voglia di aver figli.
  8. Stadio della maturità: Integrità dell’io e disperazione. L’io è sempre più forte. Ogni individuo per diventare maturo deve sviluppare tutte le qualità dell’io. La disperazione è dovuta dal fatto di aver poco tempo a disposizione per ricominciare una nuova vita.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Diavoletto Aldo.
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