PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
SECONDO SEMESTRE
CAPITOLO 7: L’INTELLIGENZA - E L’APPROCCIO PSICOMETRICO
INTRODUZIONE:
SPIEGARE IL CONCETTO DI INTELLIGENZA.
⇨
•L'intelligenza è la capacità di risolvere problemi e di adattarsi e apprendere a partire dalle
esperienze quotidiane. Un aspetto fondamentale dell'intelligenza è quello delle sue variazioni
individuali. Tradizionalmente, l'intelligenza è stata misurata da test mirati a confrontare le diverse
prestazioni della persona in compiti cognitivi.
•Sir Frances Galton è l'iniziatore dei test mentali.
Alfred Binet sviluppò il primo test di intelligenza e delineò il concetto di età mentale.
William Stern elaborò il concetto di QI da utilizzarsi insieme al test di Binet. La revisione del test di
Binet è chiamata Stanford-Binet. I risultati del test Stanford-Binet si avvicinano a una distribuzione
normale.
Le scale di Wechsler, inventate da David Wechsler, rappresentano l'altro principale metodo di
valutazione. Questi test forniscono un valore di QI unico, QI verbali e di prestazione, e informazioni
rispetto a 11 sotto-test. I test di intelligenza di gruppo sono comodi ed economici, ma non
permettono all'esaminatore di monitorare da vicino l'esecuzione del test. Quando utilizzati da un
esaminatore giudizioso, i testi possono diventare strumento importante per l'individuazione delle
differenze individuali di intelligenza. I risultati dei test dovrebbero essere solo uno dei tipi di informazioni
utilizzate per valutare un individuo. Valori di QI possono produrre stereotipi sconvenienti e aspettative. I
test di abilità possono aiutare a suddividere i bambini in gruppi omogenei ma devono compiersi test
periodici di valutazione per accertarsi su una suddivisione appropriata.
•L'analisi fattoriale è una procedura statistica che confronta i risultati ai diversi item di un test per
identificare fattori che sono correlati con ognuno di essi.
Spearman (teoria bifattoriale) e Thurstone (teoria multifattoriale) usarono l'analisi fattoriale per
sviluppare la loro teoria sull'intelligenza.
Gardner crede che ci siano otto tipi di intelligenza: verbale, matematica, spaziale,
corporeo-cinestetica, musicale, intrapersonale, interpersonale e naturalistica. La teoria triarchica di
Sternberg afferma che ci siano tre tipi di intelligenza: analitica, creativa e pratica.
•I progressi nell’imaging cerebrale hanno permesso di scoprire i nessi tra cervello e intelligenza. Una
correlazione moderata è stata trovata tra il cervello nel suo complesso e l’intelligenza, mentre una
ricerca recente ha rilevato collegamenti tra i neuroni dei lobi frontali e parietali e l’intelligenza. Le ricerche
sulla possibile connessione tra la velocità dei processi neurali e l’intelligenza, invece, ha prodotto risultati
consistenti.
•Le analogie genetiche possono spiegare perché i gemelli identici mostrano una correlazione
molto forte tra il loro QI. Alcuni studi indicano che il QI di bambini adottati è più simile a quello dei
genitori biologici che a quello dei genitori adottivi. Ci sono molti aspetti critici nel considerare l'intelligenza
derivata dall’ereditarietà, soprattutto il fatto che la genetica non può essere astratta rispetto all'ambiente.
•Attualmente la maggior parte degli studiosi dell’intelligenza ritiene che essa sia più influenzata
dall’ambiente che dai geni. L’ambiente influenza i vari modi, per esempio, per mezzo dell’educazione
scolastica.
•Le differenze culturali fanno sì che la maggior parte dei test di intelligenza utilizzati presenta il difetto di
avere bias culturali e di non tenere conto delle peculiarità delle singole culture. A questo limite sembrano
andare incontro i test culture-free e culture-fair.
ANALIZZARE LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA.
⇨
•Il test elaborato da Gesell fu un importante contributo per gli albori del campo della valutazione dello
sviluppo dei neonati. I test utilizzati per valutare l’intelligenza dei neonati comprendono l’utilizzo delle
Luca Pitalis e Miriam Marcedula
scale di Bayley. Il test Fagan per l’intelligenza infantile, che è in grado di stabilire in che modo i
neonati elaborano le informazioni, è sempre più utilizzato. Capacità di elaborazione delle informazioni
dei neonati che coinvolgono l’attenzione - specialmente abituazione e disabituazione - sono legate ai
risultati standard d’intelligenza nell’infanzia.
•Studi recenti mostrano una considerevole stabilità dall’infanzia all’età pre-scolare.
DISCUTERE LE CARATTERISTICHE DI DISABILITÀ INTELLETTIVA, PLUSDOTAZIONE E CREATIVITÀ.
⇨
•La disabilità intellettiva è una condizione di limitate capacità mentali per cui l’individuo:
-Ha un basso valore di QI.
-Ha difficoltà di adattamento nella vita di tutti i giorni.
-Comincia a mostrare queste caratteristiche entro i 18 anni.
•La maggior parte degli individui colpiti da disabilità intellettiva hanno dei QI di valori tra 55 e 70 (ritardo
lieve). Vi sono delle persone che presentano un QI molto al di sopra della media o presentano delle
eccezionali doti in specifici domini; esse sono definite plusdotate. Ciò che caratterizza i bambini
plusdotati è la precocità con cui si cimentano nei compiti in cui eccellono e il fatto che non hanno
bisogno di essere motivati dai genitori a impegnarsi in essi.
•Gli individui che hanno talenti eccezionali tipicamente lo palesano nell’infanzia, ma anche
nell’adolescenza e nell’età adulta: la precocità fa propendere per l’effetto della natura, ma studi
dimostrano che il clima e il supporto familiare giocano un ruolo di primo piano per l’espressione del
talento.
•I soggetti plusdotati solitamente non sono dotati in molti domini e i ricercatori, perciò, focalizzano
l’attenzione sulle traiettorie di sviluppo dominio-specifiche. Anche l’istruzione scolastica dovrebbe
focalizzarsi sulla specificità delle competenze di questi bambini inserendoli in classi avanzate per
impedire che lascino la scuola per noia.
•La creatività è spesso confusa con l’intelligenza: mentre per essere creativi occorre avere un
pensiero divergente che permette di trovare risposte nuove e inusuali agli stessi problemi, per
essere intelligenti è sufficiente rispondere correttamente ai test d’intelligenza, i quali richiedono
l’applicazione del pensiero convergente. Si è consolidata l’ipotesi secondo cui l'emisfero destro
conterrebbe i correlati neuronali del pensiero divergente e sarebbe la sede di curiosità, giocosità,
desiderio di sperimentazione, flessibilità mentale, disposizione al rischio, abilità artistiche e pensiero
metaforico.
DISCUTERE LE CARATTERISTICHE DI DISABILITÀ INTELLETTIVA, PLUSDOTAZIONE E CREATIVITÀ.
⇨
All’interno dei generici disturbi o difficoltà di apprendimento troviamo i Disturbi Specifici di
Apprendimento. I bambini hanno un Disturbo Specifico di Apprendimento ( ) se presentano:
DSA
•Un livello di QI nella norma.
•Un’importante difficoltà in un’area correlata alla scuola che non sia dovuta a disturbi emotivi gravi, a
una lingua madre diversa, a deficit sensoriali o a specifici deficit neurologici.
E’ difficile porre diagnosi di disturbo dell’apprendimento.
La dislessia è una difficoltà di apprendimento che implica un grave deficit nelle abilità di lettura e
di spelling. Sono state ipotizzate varie cause per i disturbi dell’apprendimento. Gli interventi con i
bambini che hanno delle difficoltà di apprendimento spesso si focalizzano sul miglioramento delle abilità
di lettura.
Luca Pitalis e Miriam Marcedula
CAPITOLO 7: L’INTELLIGENZA - E L’APPROCCIO PSICOMETRICO
COS’È L’INTELLIGENZA?
→
INTELLIGENZA: l’abilità di pensare e adattarsi e imparare dall’esperienza.
Può essere studiata solo indirettamente.
• : studiare e confrontare attraverso le risposte comportamentali agli stimoli.
STUDIARE INDIRETTAMENTE
TEST D’INTELLIGENZA INDIVIDUALI
→
I test individuali vengono definiti come one to one or face to face.
• : è considerato l’inventore dei test mentali.
SIR FRANCIS GALTON
Credeva che i processi sensoriali, percettivi e motori fossero le dimensioni chiave dell’intelligenza.
-
TEST D’INTELLIGENZA INDIVIDUALI: TEST DI BINET
• : test creati in risposta alla richiesta del Ministro francese dell’istruzione, nella ricerca di
ALFRED BINET
sviluppare un metodo per stabilire quali studenti non avrebbero tratto vantaggio dall’istruzione scolastica
standard.
• : livello di sviluppo mentale di un individuo rispetto ad altri.
ETÀ MENTALE (EM)
Per un bambino nella norma, l’EM corrisponde con l’età cronologica (EC).
-
TEST D’INTELLIGENZA INDIVIDUALI: QUOZIENTE DI INTELLIGENZA (QI)
• : introdusse il termine di
WILLIAM STERN QUOZIENTE D’INTELLIGENZA (QI)
• : (età mentale (EM) / età cronologica ( ) x 100).
QUOZIENTE D’INTELLIGENZA (QI) EC
Attualmente si utilizza il modello test revisionato di , e la distribuzione dei risultati
STANFORD-BINET*
risulta prossima ad una distribuzione normale.
• : una curva simmetrica a campana in cui la maggior parte dei casi ricade al
DISTRIBUZIONE NORMALE
centro di una gamma di risultati possibili, e pochi risultati si situano nei punti estremi della gamma.
-
TEST D’INTELLIGENZA INDIVIDUALI: SCALA DI WECHSLER
• : i test forniscono sia un risultato globale per QI, sia risultati per 6
DAVID WECHSLER WECHSLER
parametri verbali e 5 parametri non verbali, permettendo all’esaminatore di determinare le aree in cui
il soggetto è al di sotto, pari o al di sopra della media.
• : generalmente un QI da plusdotati, intorno a 140. Mediamente spiccate doti
SINDROME DI ASPERGER
nel calcolo numerico.
-
TEST D’INTELLIGENZA INDIVIDUALI: USO E ABUSO DEI TEST D’INTELLIGENZA
•L’efficacia dei test psicologici dipende dalle conoscenze, dalle capacità e dall'integrità di chi li utilizza.
•Utilizzare in modo scorretto il test di intelligenza potrebbe portare alle PROFEZIE CHE SI
, quelle circostanze in cui a livello educativo si creano pregiudizi sulla base del solo
AUTOAVVERANO
punteggio ottenuto nel test di intelligenza.
•Le performance scolastiche vanno monitorate perché i test di intelligenza misurano la performance
corrente.
•I test ignorano fattori quali la motivazione, la salute fisica e mentale, le abilità sociali.
TEORIE DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE
→LE
Ci si chiede:
•Le persone hanno alcune abilità mentali generali che determinano come esse si comporteranno
in tutti i test oppure se l'intelligenza è un'etichetta per designare una combinazione di diverse
abilità distinte?
Luca Pitalis e Miriam Marcedula
-LE TEORIE DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE: TEORIA BIFATTORIALE
• e la : gli individui hanno sia un ,
CHARLES SPEARMAN TEORIA BIFATTORIALE FATTORE GENERALE (G)
sia un insieme di ( ).
FATTORI SPECIFICI S
• : intelligenza generale che condiziona le prestazioni di un individuo in quasi
FATTORE GENERALE
tutti i compiti precisi.
• : ciascuno dei quali condiziona la prestazione relativa ad un compito.
FATTORI SPECIFICI
Per sviluppare la sua teoria, Spearman, applicò l’ : una procedura statistica che
ANALISI FATTORIALE
correla i punteggi ai test per identificare gruppi di item (fattori).
Insiemi di item correlati sono i fattori, e ciascun fattore rappresenta una distinta abilità mentale.
-LE TEORIE DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE: TEORIA MULTIFATTORIALE
• afferma che l’intelligenza consiste in 7 abilità mentali primarie: abilità spaziale,
L.L. THURSTONE
velocità percettiva, ragionamento aritmetico, significato verbale, fluidità verbale, memoria e
ragionamento induttivo.
-LE TEORIE DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE: LA TEORIA TRIARCHICA DI STERNBERG
• : → l’ si divide in tre
ROBERT J. STERNBERG TEORIA TRIARCHICA DELL’INTELLIGENZA INTELLIGENZA
forme:
• : il concetto tradizionale d’intelligenza come pensiero analitico e
ANALITICA o COMPONENZIALE
ragionamento astratto.
• : un’intelligenza intuitiva e originale, non convenzionale, che non si conforma alle aspettative
CREATIVA
degli insegnanti.
• : abilità sociali e senso comune
PRATICA
La maggior parte dei compiti richiede una combinazione di tutte e tre le intelligenze.
OTTO MODULI MENTALI DI GARDNER
→GLI ritiene un elenco complessivo di otto tipologie di intelligenza:
HOWARD GARDNER
•Abilità verbali o linguistiche
•Abilità matematiche
•Abilità spaziali
•Abilità corporeo-cinestesiche
•Abilità musicali
•Abilità intrapersonali
•Abilità interpersonali
•Abilità naturalistiche
: individui che pur avendo disabilità intellettiva mostrano un talento eccezionale in un
IDIOT SAVANT
dominio specifico, come la pittura, la musica o il calcolo aritmetico.
EMOTIVA
→L’INTELLIGENZA
La capacità di percepire e di esprimere emozioni in modo dettagliato e consono, di comprendere le
emozioni e la conoscenza emotiva, di usare i sentimenti per favorire il pensiero e di monitorare le
emozioni di sé e degli altri.
Il termine di viene definito originariamente da e .
INTELLIGENZA EMOTIVA PETER SALOVEY JOHN MAYER
NEUROSCIENZE DELL’INTELLIGENZA
→LE
•Gli individui con il cervello più grande sono più intelligenti di quelli con un cervello piccolo?
Luca Pitalis e Miriam Marcedula
Studi hanno valutato, impiegando la fMRI, una correlazione moderata (da +0.3 +0.4) tra le dimensioni
del cervello e l’intelligenza.
•Possiamo collegare l’intelligenza a specifiche aree del cervello?
Recenti studi dimostrano che l’intelligenza risulta distribuita attraverso diverse regioni del cervello.
Un sistema di neuroni riguardanti i lobi frontale e parietale è correlato all'intelligenza più alta.
Risultano correlate anche la velocità con la quale l'individuo processa le informazioni e
l'intelligenza stessa.
DELL’EREDITÀ E DELL’AMBIENTE
→L’INFLUENZA
-L’INFLUENZA DELL’EREDITÀ E DELL’AMBIENTE: INFLUENZE GENETICHE
ritiene che l'intelligenza sia soprattutto ereditata e che l'ambiente giochi un ruolo
ARTHUR JENSEN
minimo.
Gli studi sull'adozione indicano che:
•Il QI dei bambini adottati è più simile a quello della madre biologica con cui non hanno mai vissuto
•il QI dei bambini è più correlato con quello dei genitori adottivi se quello della madre biologica è basso:
ruolo dell'ambiente.
: il rapporto tra la varianza dovuta a effetti genetici e la varianza totale. (0.0 e 1.0)
⇨EREDITABILITA’
-L’INFLUENZA DELL’EREDITÀ E DELL’AMBIENTE: INFLUENZE AMBIENTALI
Attualmente la maggior parte dei ricercatori ritiene che anche l'ambiente gioca ruolo importante
nell'intelligenza.
Questo significa che potenziando l'ambiente dei bambini si può incrementare la loro intelligenza.
Influiscono su questa correlazione:
•il modo con cui genitori parlano ai figli
•il supporto genitoriale
•lo stile di vita della famiglia
•il tipo di scuola frequentata
: l'incremento nei punteggi dell'intelligenza in tutto il mondo in un breve periodo di tempo
EFFETTO FLYNN
(ci si riferisce all’incremento di QI medio avvenuto dal 1932 al 1997)
D’INTELLIGENZA: TEST DI GRUPPO
→TEST
Sebbene più pratici e convenienti dei testi individuali, i test di gruppo presentano alcuni svantaggi
significativi. : errori sistematici indotti dalle diversità tra "cultura del soggetto" e la "cultura del
CULTURALI
⇨BIAS
test".
•La "cultura del soggetto" e la cultura di provenienza della persona testata.
•La "cultura del test" e la cultura di cui il test è l'espressione.
Il si manifesta sia nel confronto fra soggetti di culture diverse sia tra membri
BIAS CULTURALE
diversi della stessa cultura.
→Per ovviare ai bias culturali si utilizzano:
: liberi da influenze culturali e costituiti solo da prove non verbali.
➮ TEST CULTURE-FREE
: test culturalmente equi, giusti e imparziali perché composti da item che si
➮ TEST CULTURE-FAIR
suppone siano comuni alle diverse culture e subculture.
: l’ansietà che un comportamento vada a confermare il proprio stereotipo
SOCIALI
⇨STEREOTIPI
negativo fa sì che la propria prestazione risulti inferiore di quella che sarebbe senza stereotipo.
Per esempio, il vecchio stereotipo che i neri siano "intellettualmente inferiori" porta che:
•Quando il test non è presentato come uno strumento diagnostico-valutativo gli studenti afroamericani
ottengono punteggi uguali agli altri studenti.
Luca Pitalis e Miriam Marcedula
•Quando il test è presentato come uno strumento diagnostico ottengono punteggi inferiori. Questo
perché si interpretano i test come una possibile conferma del proprio stereotipo negativo e contribuisce a
peggiorare le proprie prestazioni.
D’INTELLIGENZA INFANTILE
→TEST
-TEST D’INTELLIGENZA INFANTILE: QUOZIENTE DI SVILUPPO DI GESELL
creò un metodo di misurazione che aiutava a distinguere i bambini normali da
AR
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Psicologia dello sviluppo
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Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione
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Psicologia dell'educazione
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