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Psicologia dello sviluppo

Errori attribuzionali nell'osservare lo sviluppo

Nell'interpretare la realtà, gli individui si impegnano in tentativi di inferenza ingenui noti come processi di attribuzione causale. Essi portano a degli errori attribuzionali causati dal bisogno dell'individuo di trovare una stabilità nell'esperienza. Quando un adulto si approccia al mondo dei bambini o adolescenti, spesso cade in questi errori:

  • Interpretazione per similarità: deriva dalla convinzione che i bambini interpretino la realtà così come la interpretiamo noi. Nel relazionarsi con i bambini, quindi, gli adulti partono dal presupposto che il bambino stia vivendo la stessa situazione e che gli stia dando lo stesso valore che gli stanno dando loro. 13/15 mesi arrivano a distinguere tra un bicchiere vuoto ed uno pieno, 20/22 mesi capiscono che esiste un legame tra il livello che il liquido raggiunge all'interno del bicchiere e la quantità in esso.
  • Interpretazione sulla base dei ricordi adulti: gli adulti hanno la forte tendenza ad interpretare il comportamento dei bambini sulla base dei loro ricordi infantili. Quelli che noi interpretiamo come ricordi della prima infanzia sono solo delle costruzioni personali fatte a partire da immagini frammentate che nel corso del tempo sono state ricostruite sovrapponendole a ricordi successivi. Il bambino non ha la capacità di collocare i suoi ricordi nel tempo.
  • Interpretazione del solo resoconto verbale: in una conversazione tra adulto e bambino, l'adulto si basa su quanto viene detto. Questo può portare all'errore perché a volte i bambini attribuiscono alle parole significati diversi rispetto a quelli che vi attribuisce un adulto. Fino a 4 anni i bambini tendono a usare indifferentemente le parole "meno" e "più" (quantitativamente diversi e non qualitativamente). Inoltre tendono a vedere l'adulto come detentore di un sapere più grande del suo. È possibile che i bambini interpretino il fatto che gli venga posta loro una seconda domanda come un segnale del fatto che avevano sbagliato la prima risposta. Lo stesso ponendo una sola volta la domanda ha mostrato che l'uguaglianza di quantità viene compresa dai bambini già a 4 anni senza bisogno di aspettare i 6 anni.
  • Interpretazione dell'osservazione spontanea: tendenza ad utilizzare un'osservazione spontanea e non controllata del comportamento infantile generalizzando poi i risultati dell'osservazione senza che ci sia una consapevolezza metodologica relativa a quanto "è stato fatto". Spesso può indurre in errore perché fa risaltare solo gli aspetti più evidenti del comportamento. Osservazione che pone in errore procedurale, poiché non essendoci un piano di osservazione stabilito essa espone al rischio di osservare e riportare solo fatti superficiali arrivando a generalizzazioni che non esistono.

La ricerca scientifica

La ricerca scientifica si basa su un lavoro di analisi e verifica di ipotesi precedentemente strutturate e richiede: interrogativi formulati, disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi, verificabilità e replicabilità. I passaggi includono: esplorazione, descrizione e spiegazione. Le ricerche possono avere obiettivi di indagine differenti:

  • Studi esplorativi: vengono progettati quando i ricercatori non conoscono un dato fenomeno e il loro obiettivo è raccogliere delle informazioni in modo da individuare le caratteristiche di quel fenomeno.
  • Esplicativi: studi sperimentali in cui è presente la manipolazione della variabile indipendente, attraverso cui è possibile individuare una relazione di causalità tra le variabili.
  • Descrittivi: individuare la presenza o meno di associazione tra le variabili, e spesso utilizzano i metodi correlazionali.

Variabili: unità di base della ricerca. Indipendenti: il loro valore non dipende dal variare del valore di altre variabili. Nei disegni sperimentali sono le variabili che vengono manipolate e controllate dallo sperimentatore. Dipendenti: il loro valore dovrebbe variare in modo dipendente dal valore delle variabili indipendenti. Sono le variabili su cui ci aspettiamo di trovare degli effetti alla fine della ricerca. Intervenienti: ritrovate in una ricerca come effetti di disturbo. Agiscono riducendo le possibilità di verificare delle ipotesi. In grado di condizionare le variabili dipendenti e creare una loro variazione non riferibile alle variabili indipendenti.

La ricerca scientifica in psicologia dello sviluppo

Quale è l'oggetto di indagine in psicologia dello sviluppo? I cambiamenti che avvengono in funzione dell'età. Si deve partire dalla definizione di un piano articolato con coerenza e affidabilità e garantire la validità di una ricerca. Esistono diverse validità:

  • Validità di costrutto: relazione tra i risultati e la teoria su cui si basa l'impianto di ricerca.
  • Interna: fa riferimento al fatto che i dati ottenuti nella ricerca siano realmente imputabili alle variabili che il ricercatore ha intenzionalmente manipolato.
  • Statistica: evidenza statistica per cui si può sostenere l'esistenza di una relazione tra le variabili prese in esame.
  • Esterna: ha ricadute sull'applicabilità e generalizzabilità dei risultati ad altre situazioni.
  • Ecologica: guida la parte iniziale della ricerca in cui vengono reclutati i soggetti.

La manipolazione delle variabili indipendenti

Esistono però delle condizioni in cui non è possibile manipolare la variabile indipendente o è possibile farlo solo esponendosi a rischi elevati di interferenza delle variabili intervenienti (età, genere…).

Piani di ricerca

  • Piani di ricerca 1: è possibile una manipolazione delle variabili indipendenti e un controllo rigoroso delle variabili intervenienti. Lo sperimentatore procede alla manipolazione della variabile indipendente in modo preciso e rigoroso. I diversi valori rappresenteranno le condizioni sperimentali da confrontare tra loro. Studi che impiegano test psicodiagnostici standardizzati.
  • Piani di ricerca 2: non è possibile una manipolazione delle variabili indipendenti ma è possibile un controllo delle variabili intervenienti. I valori della variabile indipendente saranno quelli che si trovano allo stato naturale. Una sfida per lo sperimentatore sarà quella di controllare la composizione di gruppi per genere, età ed ogni variabile che potrebbe generare differenze al fine di ridurre l'impatto di variabili intervenienti. Sperimentazioni in gruppi che risultano già costituiti e dove lo sperimentatore non può agire artificialmente e studi di sperimentazione applicativa in diversi ambiti tra cui studi di psicologia dell'educazione, in psicologia sociale e del lavoro e pratica clinica e riabilitazione.
  • Piani di ricerca 3: possibile manipolazione variabili indipendenti ma solo un controllo limitato delle variabili intervenienti. Ricerche demoscopiche, ovvero sollecitazione dell'opinione mediante interviste e questionari, metodo osservativo stimolato con osservazione delle risposte a situazioni stimolo con intervento attivo del ricercatore e in generazione clinica e ricerca mediante role-playing.
  • Piani di ricerca 4: non è possibile né una manipolazione variabili indipendenti né un controllo variabili intervenienti. Ricerca tramite osservazione di interazioni sociali, analisi di videoregistrazioni del funzionamento di famiglie e ricerche condotte sulla prima infanzia e animali.

Ricerche longitudinali

Uno stesso gruppo di bambini o adolescenti viene seguito e studiato in diversi momenti del suo sviluppo. Gli intervalli di tempo tra diverse osservazioni, lunghe o meno, dipendono dalle variabili che si è deciso di indagare e in quanto tempo lo sperimentatore ritiene si possano rilevare delle differenze apprezzabili in termini di significatività. Le ricerche longitudinali a breve tempo necessitano di due punti di osservazione e spesso vengono utilizzati per indagare i cambiamenti a cavallo di un evento significativo. Le ricerche longitudinali a lungo termine necessitano di più valutazioni.

Vantaggi: esse permettono di indagare lo sviluppo, andamento, stabilità e variabilità di una specifica variabile, poiché segue lo sviluppo individuale nel tempo e si può controllare la stabilità del comportamento.

Svantaggi: legati alla loro dispendiosità in termini di costi e risorse. Tempi di realizzazione lunghi e fisiologica perdita di soggetti tra le valutazioni. Generalizzabilità dei dati ottenuti deve essere sempre valutata con attenzione, situazione per situazione, poiché l'effetto osservato potrebbe essere l'esito di una tendenza storica.

Ricerche trasversali

Gruppi di bambini o adolescenti di età diversa vengono confrontati tra loro nello stesso momento temporale. La caratteristica è che non ci sono doppie valutazioni degli stessi soggetti, ma i risultati vengono ottenuti confrontando tra loro dei gruppi diversi.

Vantaggi: i disegni trasversali hanno il vantaggio di sopperire agli svantaggi dei disegni longitudinali riducendo i costi, osservazioni effettuate nello stesso momento riduce la perdita di soggetti e hanno una ripetibilità maggiore.

Svantaggi: non permettono di indagare lo sviluppo, andamento e stabilità di una specifica variabile, difficoltà di tenere sotto controllo variabili intervenienti e impossibilità di controllare l'effetto coorte (distorsione dovuto al fatto che i soggetti sono nati in periodi differenti).

Ricerche longitudinali sequenziali

Nascono con l'intento di superare i limiti insiti nelle ricerche trasversali e in quelle longitudinali. Gruppi di bambini di età diversa vengono seguiti longitudinalmente. Fino a quando l'età dei bambini non si sovrappone parzialmente, ovvero fino a quando l'età del gruppo più giovane non raggiunge l'età che il gruppo successivo aveva nel momento iniziale dello studio.

Ricerche time lag

Si protrae molto a lungo nel tempo. Confronta tra loro soggetti della stessa età che sono vissuti in periodi differenti. Servono a valutare i cambiamenti che avvengono con il passare del tempo in gruppi con le stesse caratteristiche. In queste ricerche posso continuare a raccogliere dati per vedere come si modificano diverse abilità, competenze o caratteristiche con il passare dei momenti storici ed arrivare ad avere un set di dati che copre ad esempio 20/30 anni di storia.

Gli esperimenti

Ricerche che vengono portate avanti in contesti artificiali. Parliamo di esperimenti quando è possibile da parte dello sperimentatore manipolare la variabile indipendente e creare così condizioni sperimentali differenti da confrontare tra loro. Lo scopo è di spiegare la relazione causa-effetto tra due fenomeni. Vengono messi a confronto due gruppi: sperimentale e di controllo. Appaiamento: tecnica utilizzata per controllare l'effetto di possibili fattori di disturbo se viene utilizzato un esperimento con un disegno tra soggetti, ovvero quando la relazione tra variabile dipendente e indipendente viene misurata sottoponendo diversi gruppi a diverse condizioni sperimentali. In tale condizione è indispensabile che i due gruppi differiscano solo per la variabile indipendente.

Disegno entro soggetti

Consente di tenere sotto controllo le variabili che potrebbero differenziare due gruppi utilizzando un unico gruppo di soggetti che viene esposto sia alla condizione sperimentale che di controllo. Il vantaggio è quello di non dover procedere all'appaiamento dei gruppi per controllare che eventuali caratteristiche possano influenzare i risultati. Ma bisogna prestare attenzione all'ordine di presentazione, generalmente si fa in modo che la metà dei soggetti venga esposta prima a una condizione e poi all'altra, e che l'altra metà segua l'ordine inverso.

Quasi esperimenti

Pensiamo ad esempio di voler indagare gli effetti di un isolamento sociale assoluto sullo sviluppo dei bambini. Sarebbe eticamente sbagliato pensare di poter crescere un gruppo sperimentale di bambini in questa condizione. Non è possibile manipolare la variabile indipendente o assegnare in modo casuale i soggetti al gruppo sperimentale di controllo. Quindi si procede con un quasi esperimento, dove lo sperimentatore creerà due gruppi che siano il più possibile appaiati, quindi simili per le altre caratteristiche che potrebbero avere un'influenza sulla variabile dipendente. La modalità è di utilizzare le condizioni così come si presentano in natura per valutarne gli effetti sullo sviluppo e lo scopo è di spiegare la relazione causa-effetto tra due fenomeni. L'impossibilità di controllare le variabili di disturbo è il punto di debolezza dei quasi esperimenti che possono portare a conclusioni più deboli.

Metodo correlazionale

La modalità è di indagare se al variare di una variabile si associa il variare di un'altra ed in che modo, e lo scopo è di spiegare in che misura le variabili sono associate tra loro.

Interviste e questionari

Questionario in forma scritta. Possono indagare i pensieri, le esperienze o i desideri di bambini (diretta). Spesso vengono usati per raccogliere informazioni da genitori, insegnanti od operatori sui comportamenti, caratteristiche personologiche e le abilità acquisite dai bambini (indiretta).

Intervista: Un rischio è quello della desiderabilità sociale. È necessario monitorare quanto le risposte che essi danno alle domande dello sperimentatore siano il tentativo di indovinare cosa lo sperimentatore voglia sentirsi dire oppure dire quello che è opportuno dire in una circostanza di quel tipo. Per questo problema studi prevedono l'utilizzo di un questionario di controllo il cui scopo è la valutazione del livello di desiderabilità sociale presente nelle risposte. Le risposte possono essere:

  • Una scelta fra due sole alternative: sì/no o d'accordo/non d'accordo.
  • Una scelta fra più alternative mutuamente escludentisi: il soggetto deve indicare quanto tempo dedica a un'attività nell'arco di un mese.
  • Una scelta fra più alternative non mutuamente escludentisi: il soggetto è invitato a riportare e a scegliere da un elenco già preparato dallo sperimentatore i suoi hobby, film, etc.
  • Una scelta fra più alternative indicando anche una graduatoria.
  • Una risposta libera.

Il metodo dell'intervista non è utilizzabile con bambini che abbiano meno di 3-4 anni. Abbiamo interviste aperte (lo sperimentatore non segue uno schema di domande fissato a priori e alla persona non vengono dati limiti né per l'ampiezza né per la tipologia di risposta, utilizzate nelle ricerche con scopi esplorativi) e interviste strutturate (domande predefinite e le risposte sono chiuse, permettono di ottenere dati numerici, analizzabili a livello statistico).

Osservazione sistematica

L'osservazione spontanea ha molti limiti, è molto influenzata dalla salienza di quanto accade. A causa delle loro caratteristiche personologiche alcuni bambini attraggono maggiormente l'attenzione e questo può portare lo sperimentatore che osserva delle dinamiche di gruppo a dare maggiore importanza ai comportamenti messi in atto da questi, ignorando gli altri.

L'osservazione sistematica viene considerata una metodologia di indagine ed è caratterizzata da formalizzazione e sistematizzazione. È guidata da obiettivi conoscitivi e implica l'utilizzo di procedure per la registrazione di quanto osservato. La sua applicazione prevede tre fasi: focalizzazione sul comportamento da osservare, registrazione del comportamento e codifica dei comportamenti. Quando un ricercatore sceglie di utilizzare un metodo osservativo il suo scopo è quello di raccogliere informazioni su un determinato comportamento come si presenta spontaneamente. Solo dopo si interrogherà sulle variabili che ha osservato, senza però avere una conferma scientifica. Durante le procedure osservative non c'è una manipolazione delle variabili. Lo scopo è di trovare delle relazioni tra variabili già esistenti. Essi vanno usati quando si hanno obiettivi descrittivi e non esplicativi.

Il momento iniziale dell'osservazione prevede che vengano ben chiariti quali sono gli scopi dell'osservazione e quali dovranno essere gli obiettivi della procedura. Solo dopo si può passare a definire cosa osservare, come osservare, quando e dove. Individuati gli obiettivi è possibile operazionalizzarli attraverso un confronto con quanto teorizzato in letteratura. Si può optare per un'osservazione continua o ad intermittenza. Questa decisione deve essere presa tenendo in considerazione le caratteristiche dei comportamenti: eventi (di tipo momentaneo) o stati (durevoli nel tempo). Si possono poi distinguere due ambienti: artificiale del laboratorio e naturale di comparsa dei comportamenti.

Precursori

Nella società del medioevo non esisteva un'idea di infanzia come periodo di vita distinto dall'età adulta. I bambini venivano differenziati dagli adulti solo per le dimensioni, poiché non venivano rispettate le diverse proporzioni corporee che caratterizzano il bambino. Solo intorno al 17/18 sec. che iniziamo a vedere qualche differenziazione e la comparsa dell'idea di infanzia separata dall'età adulta. Troviamo la concezione di John Locke che vede nel bambino una tabula rasa, un foglio bianco, su cui poter scrivere. Secondo lui l'educazione si riduce all'autodisciplina. Un'altra visione di Jean-Jacques Rousseau con la concezione del bambino come buon selvaggio. Riteneva che l'uomo fosse intrinsecamente buono e che di conseguenza anche il bambino, prima di essere corrotto.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marti17__ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Della Zoppa Letizia.
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