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Psicologia dello sviluppo - connotazioni della scuola contemporanea

Appunti di Psicologia dello sviluppo per l’esame della professoressa Pepi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'educazione dell'uomo nella società contemporanea, le connotazioni della civiltà tecnologica, l'incidenza dello sviluppo tecnologico sull’esistenza umana.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Pepi

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Come è stato osservato, “mentre l’uomo del passato

subiva lo spazio, l’uomo della civiltà tecnologica è prima

conquistatore e poi divoratore di spazio. Lo spazio vinto

lascia un vuoto che viene occupato dal tempo. Non più

ostacolato dallo spazio, il tempo umano diventa più intenso e

più veloce. E’ il fenomeno detto dell’accelerazione della

storia”.

In questa nuova situazione, la vita non si costruisce più

sull’esperienza del passato, ma essenzialmente sulla

traiettoria di traguardi futuri.

Le civiltà antiche definivano l’uomo in base ai legami

che avvincevano l’individuo al suo passato. Questo mondo è

finito. L’uomo di oggi è definito dal suo fare che prevale

sull’essere (in senso esistenziale non ontologico) quanto

sull’avere. L’individuo è apprezzato, cioè, non tanto per

quello che è o per quello che possiede, ma soprattutto per

quello che sa fare. Valutazione, quest’ultima, più

personalizzante e interiore all’uomo di quelle che rischiano

di ridurlo ad un sottoposto.

Ma la caratterizzazione di “homo faber”, se trova i

suoi precedenti nel Rinascimento, nell’io creatore

dell’idealismo e nel “self made men” dell’età borghese, ha

oggi un significato più concreto e preciso: nell’età

tecnologica, l’individuo è soprattutto creatore di artefatti.

Per la prima volta l’uomo è riuscito a manipolare la genesi

stessa della materia, avventurandosi in un vertiginoso

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succedersi di conquiste e di progetti di cui non è possibile

stabilire i limiti e le conseguenze. Si è giunti a manipolare

gli atomi nella chimica, l’energia nucleare nella fisica, i geni

e gli acidi nucleici nella biologia, creando realtà nuove.

Sovrapposto un mondo artificiale al mondo naturale, l’uomo

cerca la responsabilità degli eventi non più nella natura ( di

cui può prevedere e dominare gli eventi catastrofici e

deleteri), ma solo in se stesso. Egli, con gli strumenti di cui

dispone, è in grado di correggere anche la geografia secondo

la sua volontà: il deserto può diventare giardino, i paesi

sottosviluppati possono avere le loro risorse, il circolo polare

artico può diventare produttivo.

Le scienze umane, inoltre, dalla psicanalisi alla

sociologia della conoscenza, stanno via via

perfezionando i propri metodi di terapia e di

guida della nostra condotta. La scienza, in

definitiva, domina e guida incontrastata ambiti

e piani sempre più vasti della nostra vita

individuale e sociale.

1.2. Incidenza dello sviluppo tecnologico

sull’esistenza umana

Ad un’età tecnologica non può non

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corrispondere una società tecnologica.

L’industrializzazione, la meccanizzazione,

l’automazione dei processi produttivi e la

conseguente abbondanza e qualità dei beni che

vengono messi a disposizione di un numero

sempre maggiore di persone, determinano la

riduzione dell’orario di lavoro, l’estendersi del

tempo libero e l’elevamento del tenore di vita.

Si riduce la fatica del lavoro materiale e

l’operaio tende a trasformarsi in un tecnico con

prevalenti compiti intellettuali. La maggiore

disponibilità di tempo libero consente attività e

scelte personali al di fuori dell’attività

professionale e rende l’uomo disponibile,

intellettualmente e temporalmente, per una

attività civica.

Siamo così penetrati nel campo delle

incidenze politiche della trasformazione

tecnologica. La diffusione del benessere e

dell’istruzione, il livellamento dei consumi e

l’omogeneità di abitudini e di gusti creano una

solidarietà fra tutti gli strati sociali. In tal modo

la esplosiva carica conflittuale propria dell’idea

di classe cede il passo alla razionale e

necessaria divisione di mansioni e ruoli inerenti

alla collaborazione. La lotta politica finisce col

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perdere la sua virulenza ideologica e raggiunge

il livello di discussione razionale e civile. Ma c’è

di più. Il mondo degli Stati, sotto la spinta di

questo moto di trasformazione, tende a mutarsi

in comunità mondiale. L’espansione della

domanda di mercato, la libera circolazione della

manodopera, la dislocazione planetaria degli

impianti, l’interdipendenza economica, la

diffusione delle idee, la rapidità delle

comunicazioni unificano il mondo, distruggono i

pregiudizi, creano una mentalità comune.

Dobbiamo allora concludere che bisogna

accettare passivamente lo sviluppo tecnologico,

identificando il benessere che esso certamente

produce con la felicità dell’uomo? La risposta a

questo interrogativo non può che essere

negativa. Se lo sviluppo tecnologico ha reso

possibile la diffusione del benessere,

dell’istruzione e consentirà quasi certamente di

debellare la fame, la miseria, l’ignoranza, le

discordie civili; è,tuttavia, innegabile che questo

processo accelerato ha costretto l’individuo

nell’anosmia, togliendogli i tradizionali punti di

riferimento, provocando incertezza,

smarrimento, nevrosi.

Gli insediamenti umani sono ridotti a

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istituzioni di puro comodo ed hanno carattere

provvisorio: la frenesia del divertimento e la

noia si alimentano l’una dell’altra.

L’istruzione corre il pericolo di scadere a

fatto esclusivamente tecnico e strumentale,

privo di una vera efficacia formativa e

liberatrice.

Il tempo libero diviene spesso tempo vuoto

che non si sa come riempire e viene consumato

in massa fuori della famiglia, alimentando quella

riduzione della convivenza familiare, che è una

dolorosa conseguenza della stessa struttura dei

processi produttivi e dei ritmi di lavoro.

L’aumento crescente dell’occupazione

femminile fuori casa ha avuto ripercussioni di

struttura nell’organizzazione della vita familiare,

specie là dove la donna occupata in un lavoro

extra-domestico è moglie e madre con figli in

tenera età. In queste condizioni, la famiglia

scarica sulla società, nelle istituzione

parascolastiche o prescolastiche, nell’azienda,

la funzione di allevare ed educare i figli,

mansione, un tempo, esclusivamente materna.

L’individuo si perde nella massa anonima ed

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è minacciato nelle sue personali energie.

“L’uomo di oggi è quanto si può pensare di più

lontano dall’uomo com’è raffigurato nell’idea

leibniziana della monade, cioè dell’idea di una

coscienza chiusa nella propria individuale

energia di pensiero e volontà, anima “ senza

porte e senza finestre” che trae dalla propria

interiorità la perfezione che le è stata assegnata

da Dio.

Heidegger, commentando un giorno con un

certo humour la celebre espressione

leibniziana, osservava che l’uomo è davvero

una monade senza porte né finestre, perché

non ne ha bisogno, perché fin dall’inizio della

sua avventura nel mondo è già nella strada,

subisce già l’influenza delle cose e delle

persone che lo circondano…Non sono più io che

penso, gusto o decido, ma gli altri per

me. Gli altri: cioè i grandi trusts ideologici della

politica e dell’economia, i manipolatori delle

mode, i persuasori occulti delle idee e delle

emozioni collettive”

La scuola deve prendere atto del peso

crescente dei mezzi di comunicazione di massa.

Questo discorso vale soprattutto per la scuola di

base, il cui ruolo educativo è sempre più

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condizionato dalla televisione.

Sul piano politico, la minaccia di un nuovo

totalitarismo scaturisce dal seno stesso della

società tecnologica, non solo perché lo sviluppo

tecnico ha dotato il potere di strumenti

potentissimi di dominazione, ma soprattutto

perché instaura un potere vigilante ed

invadente.

Dagli aspetti finora evidenziati discende la

convinzione che promuovere lo sviluppo

tecnologico e scientifico non significa accettarlo

ed assecondarlo acriticamente; bisogna avere

consapevolezza dei rischi che esso comporta.

Quel che ci preme sottolineare è la

situazione di radicale ambivalenza propria della

società tecnologica, nella quale si possono

individuare tendenze e possibilità di

risanamento e di progresso, come di

involuzione, di squilibri e di contraddizioni

profonde.

La società tecnologica può assumere un

valore positivo nella misura in cui non diventi

causa di alienazione e di compressione della

libertà e della dignità dell’uomo. Solo in questa

ipotesi, essa riuscirà a darsi strutture

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istituzionali a misura umana e a sottrarsi

all’insidia totalitaria che la minaccia. In questa

visione deontologica, l’educazione si configura

come una delle forze capaci di guidare lo

sviluppo tecnologico e scientifico verso un

effettivo progresso sociale che assicuri a tutti e

a ciascuno il passaggio da “condizioni meno

umane a condizioni più umane”.

1.3.L’educazione dell’uomo in rapporto

allo sviluppo economico e sociale

L’espansione economica e lo sviluppo sociale,

strettamente connessi al progresso tecnologico,

pongono all’educazione nuovi problemi.

Esamineremo inizialmente l’aspetto

economico che più da vicino interessa la

formazione dell’uomo; delineeremo, poi, le

tematiche educative di fondo, collegate allo

sviluppo sociale.

L’uomo oggi ha a sua disposizione mezzi,

strumenti, organismi che gli permettono di

produrre ricchezza e di moltiplicare in modo

indefinito le sue possibilità e le sue energie.

Questa condizione porta le masse verso una

specie di sudditanza verso tali strumenti i quali


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dolmas

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in pedagogia e progettazione educativa
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dolmas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Pepi Anna Maria.

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